Pakistan
Antica Civiltà dell’Indo, dal Punjab al Mare Arabico
Estensione: alla scoperta del Belucistan
Tomba di Javindi Bibi
Forte di Derawar
Karachi, la spiaggia
Bimbi pakistani
Sukkur
Sintesi del viaggio
Il viaggio, alla sua terza edizione, porta a conoscere il Pakistan classico percorrendo tutto il Paese partendo da Lahore al nord fino a Karachi al sud, un percorso che segue il flusso del grande fiume Indo, che da tempo immemore alimenta con le sue acque la vita di questi territori. Una regione del mondo che ha visto la nascita della Civiltà dell’Indo, tra le più importanti nella storia dell’uomo, che pose le fondazioni di quello che divenne il mondo culturale vedico. S’incontrano i siti archeologici Patrimonio dell’Umanità UNESCO, i grandi forti del deserto, la raffinata architettura Moghul, antichi mausolei e sontuosi palazzi. Ci si trova immersi tra i colorati bazar, i paesaggi desertici, le immense moschee, incontrando anche l’alone di leggenda e mistero delle antiche tradizioni del sufismo che permangono nella vita locale. A contorno, i sorrisi della gente, ospitale ed amichevole, contenta che le loro terre vengano apprezzate da viaggiatori giunti da così lontano.
Al termine del viaggio principale è prevista un’estensione nel Belucistan, il deserto che giunge fino alla Persia lambendo le coste del Mare Arabico.
Lahore
Harappa
Multan
Uch Sharif
Forte di Derawar
Bawalpur
Bhong
Sukkur
Forte di Kot Diji
Khairpur
Larkana
Mohenjo-daro
Sehwan
Forte di Ranikot
Bhitshah
Hyderabad
Keenjhar
Thatta
Makli
Chaukundi
Karachi
Gadani
Chandragup
Kund Malir
Parco Nazionale di Hingol
Gwadar
Pasni
Isola di Astola
Ormara
Karachi
Presentazione del viaggio
VIAGGIO PRINCIPALE
Il viaggio inizia da Lahore, che fu capitale dell’Impero Moghul, una città ricca di sontuosi palazzi, antichi mausolei, immense moschee, verdi giardini e colorati bazar. Qui ci si reca anche al vicino confine con l’India per vedere la folcloristica cerimonia della sua chiusura, che avviene alla sera. Si parte quindi verso sud scendendo lungo la valle dell’Indo, il fiume che divide in due queste regioni donando fertilità e vita. Il percorso da subito è molto ricco partendo da Harappa, sito della Civiltà dell’Indo, oggi Patrimonio Unesco ed arrivando a Multan, dove si dedica una giornata alle visite, selezionando le tombe ed i mausolei più belli. Ci si sposta poi nel deserto del Cholistan per visitare il forte di Derawar, dove vi è la possibilità di ammirarlo montando un cammello, e, poco distante, la città santa dei sufi di Uch Sharif. Si continua a ridiscendere la valle dell’Indo fino a giungere a Sukkur, dove con una piccola barca si scoprono antichi templi, storie e leggende della città. Dopo un’esplorazione della zona per visitare il forte storico di Kot Diji e la città di Khairpur, con il palazzo Faiz Mahal, un vero capolavoro architettonico, si prosegue verso le rovine di Mohenjo-daro (Patrimonio Unesco), il sito più importante della Civiltà dell’Indo per giungere poi a Sehwan, dove si avrà modo di assistere alle mistiche danze sufiche. Si prosegue il viaggio arrivando alle imponenti mura del forte di Ranikot conosciuto, per la ciclopicità del suo insieme, come la Grande Muraglia dei Sindh ed al mausoleo di Abdul Latif, importante luogo di pellegrinaggio, giungendo da qui a Hyderabad, dove si scopre questa città. Il viaggio continua per le moschee di Thatta, la necropoli di Makli (Patrimonio Unesco) e l’antico cimitero islamico di Chaukhandi composto da decine di tombe di santi sufi fino, infine, a giungere a Karachi, sul Mare Arabico, città popolosa e frenetica ma al contempo ricca di siti da visitare.
ESTENSIONE
Un intenso percorso che esplora le coste della zona più remota del Paese, il Belucistan, scoprendo parchi naturali con vulcani di fango e formazioni rocciose erose dal vento che creano un ambiente particolare, unico nel suo genere. Qui il mare lambisce spiagge infinite, con parti suggestive dove nidificano le tartarughe ed aree con le dune di sabbia, oltre alla pittoresca isola di Astola. Si giunge fino al confine con l’Iran, dove la città di Gwadar sta diventando uno snodo strategico dei commerci sul Mare Arabico.
IL PAKISTAN
GEOGRAFIA E GENTE – La Repubblica Islamica del Pakistan, posizionata tra Iran, Afganistan, Sinkiang a dominio cinese e India è grande quasi tre volte l’Italia con una popolazione per il 96% musulmana di circa 230 milioni di persone, in gran parte concentrate nelle regioni di pianura che si affacciano al fiume Indo partendo dalla capitale Islamabad, ai bordi delle montagne, ed arrivando fino a Karachi, sulle sponde del Mar Arabico. Il vasto deserto del Belucistan, che occupa la parte più occidentale a sud dell’Afganistan, è poco abitato mentre più ad est il grande fiume Indo, che sfocia nel Mar Arabico, taglia in due il paese donando vita e fertilità a quest’area densamente popolata.
ORIGINE E STORIA – Il Paese ha origine dalla partizione dell’India che seguì la disgregazione dell’impero coloniale britannico, e il Pakistan ha tutt’ora una posizione molto conflittuale con l’India per via dei disputati confini nordorientali. Copre un territorio dove le vicende storiche originano in tempi antichissimi con la Civiltà dell’Indo, che ebbe inizio circa 2800 anni a.C., e di cui si trovano i resti più importanti ad Harappa e Mohenjo-daro, dove la cultura indo-ariana diede origine a forme di scrittura tra le più antiche conosciute e sviluppò i profondi contenuti religiosi e filosofici vedici, uno dei pilastri principali della moderna civiltà dell’Uomo. Seguì il grandioso periodo della civiltà di gandhara, che ci ha lasciato un’importante eredità con le sue raffigurazioni artistiche nate dalla fusione di stili ellenistici e persiani, che ebbe il suo centro principale a Taxila, le cui fertili terre furono poi parte di diversi imperi, dagli Acheminidi persiani alla conquista di Alessandro Magno ed al grande impero dei Maurya, che si estese fin qui dalle pianure gangetiche dell’India.
Nel 711 d.C. iniziò la conquista islamica che indusse l’avvento di diversi regni che si contesero la regione, con il periodo forse più significativo legato alle dinastie imperiali islamiche Moghul, che avevano il proprio epicentro nell’attuale India. Con l’affievolirsi dei Moghul, fino all’avvento dei tempi coloniali nel XIX secolo, vi furono diversi passaggi, incluso un dominio Sikh di parte dei territori.
Tra il 1800 e gli inizi del 1900 le regioni del nord furono poi uno dei teatri del “Grande Gioco”, quando Russia ed Inghilterra combatterono una feroce guerra, senza mai sparar colpo ma condotta tramite diplomazie e servizi segreti, per ottenere il predominio di diversi territori tra il Medio Oriente, l’Asia Centrale ed il Subcontinente Indiano.
NOTA TECNICA
SISTEMAZIONI – Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Nelle grandi città come Lahore, Karachi e Multan gli hotel sono molto buoni, paragonabili allo standard europeo. A Hyderabad, Shewan, Sukkur e Bahawalpur gli hotel sono più piccoli e più modesti, ma comunque puliti e ben tenuti e quelli scelti offrono le soluzioni migliori che si possano avere. Per chi finisce con l’estensione in Belucistan, un’area fuori dai circuiti turistici, alcune sistemazioni sono più spartane; vengono utilizzati gli hotel migliori disponibili ma è richiesto un certo spirito di adattamento.
PASTI – I pasti sono tutti inclusi e si cerca di offrire una cucina più varia possibile, diversa in base alle varie zone del Paese. Vengono proposti pollo, spiedini di carne, riso, verdure, frutta secca, con molti piatti che si trovano anche nella cucina indiana, come il dhal e i pakora. Il tutto sempre accompagnato da yogurt, pane tipo chapati, a volte croccante altre volte più morbido, e viene servito il tipico chai o tè caldo. Vi è così un’ampia scelta valida anche per i vegetariani.
ITINERARIO – Le strade percorse sono tutte asfaltate anche se alcune necessitano di manutenzione ordinaria. Vista la lunga distanza da percorrere (da Karachi a Lahore sono più di 1200 km) ci saranno alcuni spostamenti di diverse ore, ma anche durante i tratti più lunghi vi sono soste per visite, foto, caffè e così via.
CLIMA E ATTREZZATURA – Il clima è vario, dalle notti più fresche di Lahore al caldo di Karachi; indicativamente le minime possono arrivare a 10 gradi notturni con dei massimi di 27/28 gradi diurni. Si consiglia quindi un abbigliamento più pesante per la sera, mentre di giorno una maglietta è sufficiente. Anche se non si viaggia nella stagione delle piogge è utile una giacca antivento impermeabile e per le donne un velo per coprire la testa dove richiesto. Si consigliano scarponcini tipo trekking leggeri e sono utili anche dei sandali.
WIFI, SIM, ELETTRICITA’ – Il wifi negli hotel è disponibile ma a volte con segnale molto debole. Può essere utile avere una SIM locale; il nostro corrispondente potrà essere di aiuto per questo. Le prese di corrente sono bipolari, come quelle che si trovano in Italia.
CAMBIO – È possibile farlo in aeroporto e nelle maggiori città, e la guida si adopererà ove necessario per trovare soluzioni di cambio in ogni luogo. Si segnala che le carte di credito sono diffuse solamente nelle grandi città e si consiglia quindi di avere con sé del denaro contante.
PERICOLOSITA’ – Se ci si chiede se in queste regioni ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone.
Programma del viaggio
1°g. Sabato 6 dicembre, partenza per Lahore
Per raggiungere Lahore vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La maggioranza dei collegamenti prevede l’arrivo nella mattina del giorno successivo alla partenza.
2°g. 7/12 Lahore
Arrivo a Lahore in mattinata, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale, e trasferimento presso l’Hotel Luxus Grand o similare. Pomeriggio libero.
3°g. 8/12 Lahore
Con circa 11 milioni di abitanti Lahore è la seconda città del Paese ed è la capitale del Punjab pakistano. Raggiunse il periodo di massimo splendore durante la dominazione moghul e, con Akbar, dal 1584 al 1598, fu anche la capitale imperiale. Si iniziano le visite con la Moschea di Badshahi, costruita nel XVII secolo da Aurangzeb, un edificio molto iconico e scenografico in quanto costruito in pietra rossa, compresi i quattro alti minareti. Di fronte alla moschea si visita il Forte di Lahore, che fu la residenza reale del Moghul, oggi inserito nel Patrimonio Unesco. Si prosegue con la visita del Bazar di Anarkali, l’affollato mercato dove si vendono oggetti e merci di tutti i tipi. Nel pomeriggio ci si reca al vicinissimo confine con l’India per assistere alla cerimonia che si svolge quotidianamente a Wagah-Attari. Vige infatti un rituale militare dove entrambe le bandiere, indiane e pakistane, vengono abbassate ed i due confini vengono chiusi per la notte, tra un insieme di gesti e scambi marziali ma di reciproco rispetto. Si ritorna quindi in città dove si cena presso un tipico ristorante locale..
4°g. 9/12 Lahore – Harappa – Multan
Si lascia Lahore in direzione sud ovest per giungere ad Harappa, uno dei siti archeologici più importanti della storia del Pakistan. La città venne fondata tra il 2600 e 2500 a.C. e rappresentò per lungo tempo una delle più importanti città fortificate dell’Indo arrivando ad avere, secondo le stime, circa 24.000 abitanti. Il sito offre l’opportunità di avvicinare la storia più antica della regione, scoprendo come viveva questo antichissimo popolo, le cui radici si evincono da alcuni resti che risalgono fino al 6000 a,C. Le rovine, individuate negli anni ’20 del secolo scorso, comprendono la cittadella, edificata su di una collinetta circondata dalle mura difensive e, ai suoi piedi, le abitazioni della gente comune, che erano dotate anche di un sistema fognario, e si individuano un cimitero ed un grande granaio. La città ebbe anche un importante ruolo come snodo commerciale della regione; i resti non sono molto scenografici da vedere perché fu più volte saccheggiata dagli abitanti dei villaggi vicini per utilizzare materiale da costruzione per le loro abitazioni. Si visita anche il Museo, che contiene oggetti e reperti rinvenuti negli scavi. Una nota d’interesse, sembra che questa città si affievolì gradatamente nel tempo, che non sia stata distrutta da invasioni od altro, ed il motivo che ipotizzano gli archeologi sta nel progressivo inaridimento del territorio. Si prosegue da qui per Multan, dove si alloggia presso il Faletti’s Grand Hotel o similare. La tappa è di 363 km, circa sei ore e mezza di viaggio.
5°g. 10/12 Multan
Multan è la città principale del Punjab meridionale, ricca di storia, situata sulla sponda orientale del fiume Chenab, un affluente dell’Indo. Si narra che il grande condottiero macedone Alessandro Magno l’abbia conquistata nel 324 a.C.; da qui passò anche il famoso viaggiatore cinese Xuan Zang, che vi descrisse un maestoso tempio dedicato a Shiva che in antichità era un’importante meta di pellegrinaggio induista, ma di cui oggi non vi è più traccia perché fu obliterato dall’espansione musulmana. Con l’Islam la città si trasformò in un importante centro di questa fede e vi confluirono nel corso dei secoli migliaia di mistici e Sufi, ed in città sono presenti decine di tombe e mausolei a loro dedicati – per questo viene anche chiamata “la città dei Sufi”, o anche “città delle tombe”. Nel corso della giornata si visitano i principali luoghi d’interesse iniziando dal mausoleo di Sheikh Rukn-I-Alam, capolavoro dell’architettura moghul di forma ottagonale costruito in mattoni rossi e decorato con colori blu e bianco. Nei pressi sorge la tomba di Baha ud-din Zakaria, padre di Rukn-I-Alam. Si prosegue con il Santuario di Shah Shams Tabrez, la grande Moschea Eidgah, la tomba di Shah Yousuf Gardezi per concludere la giornata con una piacevole passeggiata nel caotico e colorato Hussain Agahai bazar.
6°g. 11/12 Multan – Uch Sharif – Forte di Derawar – Bahawalpur
Si parte in direzione sud ovest per giungere in circa 2 ore e mezza di auto, 133 km, a Uch Sharif, il “Luogo Santo e Onorevole”, villaggio antichissimo la cui origine è databile al 500 a.C., noto per i santuari sufi, un luogo che nel corso dei secoli divenne un importante centro religioso. Qui si visita lo scenografico Mausoleo di Bibi Jawindi, edificato nel 1493, che è di grande fascino, nonostante sia rimasta intatta solamente una parte dell’edificio originale a causa di un’inondazione del 1817. Si prosegue con la visita del santuario e della moschea di Jalaluddin Surkh Bukhari, un importante missionario sufi. Terminata la visita si parte in direzione sud est immergendosi nel deserto del Cholistan, che copre un vasto territorio arrivando fino ad oltre il confine indiano, dove cambia nome diventando il deserto del Thar. Similmente ad altre aree desertiche di questa parte del mondo non presenta alte dune di sabbia ma è costituito da distese di sassi e colline sabbiose ed è abitato da nomadi, sempre alla ricerca di scarse pasture ed acqua per loro stessi ed il bestiame. Si raggiunge il grande forte di Derawar (69 km, circa 1 ora e mezza di auto), una costruzione difensiva sorta a protezione delle rotte commerciali lungo le Vie della Seta, con le possenti mura che si ergono alte 30 metri sul deserto, rafforzate da 40 bastioni. Nei pressi si visita il cimitero reale di una dinastia abbaside e vi è la possibilità (inclusa nel costo del viaggio) di fare un piacevole giro col cammello intorno al forte, un bel modo di godere di questo luogo così fortemente evocativo. Si ripercorre poi un tratto di strada verso nord deviando quindi a nord est per giungere a Bahawalpur in circa 2 ore di auto, 98 km. Giunti in città si soggiorna presso l’hotel One o similare.
7°g. 12/12 Bahawalpur – Bhong – Sukkur
Si inizia la giornata visitando il Palazzo Nur Mahal, sede dell’esercito pakistano e costruito in stile neoclassico. Si parte quindi in direzione sud ovest lungo la valle dell’Indo per giungere in circa 4 ore di viaggio, 256 km, al piccolo villaggio di Bhong dove si visita la moschea, che vinse il premio istituito dall’Aga Khan nel 1986 per la sua particolare architettura, costruita con uno peculiare stile che spazia dal tradizionale al moderno. Si prosegue poi sempre in direzione sud ovest per Sukkur, lasciando la provincia del Punjab per entrare in quella del Sindh dove in circa 2 ore e mezza di auto, 163 km, si giunge a Sukkur, dove si alloggia presso l’hotel One. Questa città di circa 600.000 abitanti vanta oltre 2 mila anni di storia; Alessandro Magno la occupò nel 325 a.C. durante la sua marcia alla ricerca delle foci dell’Indo e, sempre qui, gli inglesi tra gli anni ’20 – ‘30 del secolo scorso costruirono la prima diga sull’Indo, tutt’ora fulcro di uno dei sistemi di irrigazione più vasti al mondo.
8°g. 13/12 Sukkur ed escursione al forte di Kot Diji e Khairpur
Il forte di Kot Diji si erge 50 km a sud di Sukkur ai margini del deserto. È composto da due parti: sopra ad un rialzo del terreno di circa 12 metri si trova la cittadella e sotto a questa l’ampia area esterna. Non vi sono informazioni precise sulle sue origini, sembra infatti che in passato un immenso incendio lo abbia distrutto, ma quel che è certo è che il primo insediamento in questa zona risale al 300 a.C. Terminata la visita si torna verso Sukkur sostando a Khairpur per visitare il palazzo Faiz Mahal, un capolavoro architettonico costruito a fine 1700 come tribunale per il sovrano dei monarchi Talpur della dinastia Khairpur. Si rientra quindi a Sukkur, dove un aspetto molto interessante è la presenza dei “Mohanas”, ovvero dei pescatori che lavorano e vivono sulle loro barche e la cui intera vita si svolge solo e sempre sul fiume! Ispirandoci a loro si prende una barca per raggiungere un’isoletta al centro del fiume Indo dove si trova un importante complesso di tempi induisti, originariamente dedicati a Shiva, un luogo evocativo dove si ammirano anche raffinate lavorazioni dei marmi. Poco distante si trova la tomba delle Sette Sorelle. Secondo la leggenda infatti sette sorelle molto belle vivevano qui nascoste dagli occhi di ogni uomo. Un Raja locale venne a conoscenza che qui vivevano queste bellissime donne nascoste dagli sguardi indiscreti e così ordinò di portarle al suo cospetto. Quando vennero a prenderle queste cominciarono a piangere sempre più forte dalla disperazione ed all’improvviso si sentì un boato seguito dall’apertura di una grande grotta sotto di loro, dove scomparvero. Altre leggende parlano invece di questa grotta dove sette sorelle si nascosero dai soldati britannici, rifugiandosi qui per salvare il loro onore. Si completa questa piacevole esplorazione in barca andando ad ammirare il grande sbarramento costruito sul fiume Indo dagli inglesi. Giunti a terra, si conclude la giornata in un ristorante tradizionale.
9°g. 14/12 Sukkur – Larkana – Mohenjo-daro – Sehwan
Si parte in direzione ovest per giungere in circa 82 km, 1 ora e mezza di auto, a Larkana, famosa cittadina dove, se possibile, si visita il Garahi Khuda Beiksh, meglio conosciuto come il Mausoleo della famiglia Bhutto. (NB. A volte le autorità locali chiudono le visite, quindi si scoprirà solamente il giorno prima se è possibile visitarlo). Qui riposano le spoglie di Benazir Bhutto, la donna che tentò di cambiare il Pakistan e fu per due volte capo del governo, la prima ed unica donna premier nel mondo islamico, assassinata con un meschino attentato nel dicembre del 2007. Poco distante si trova il sito di Mohenjo-daro, che nella lingua locale significa la “Collina dei morti” (così chiamato perché si sviluppa sul fianco di una collina). Patrimonio UNESCO, fu una delle più importanti città del mondo antico, centro principale della Civiltà dell’Indo, fondata circa 2500 anni a.C., e che prosperò per circa 800 anni arrivando ad avere una popolazione stimata di 40.000 persone; il sito rimase sepolto fino alla sua riscoperta, avvenuta, come per Harappa, negli anni ’20 del secolo scorso. In quei tempi così lontani nella memoria dell’uomo, quando in Europa le condizioni di vita erano ancora piuttosto primitive, la popolazione di questa antichissima civiltà abitava in case di mattoni con un primitivo sistema fognario e giovava di un sistema di irrigazione che, grazie alle piene dell’Indo, permetteva di coltivare diversi tipi di cereali. Fu una civiltà molto progredita, tra le più antiche conosciute, che rivela contenuti equiparabili alle più famose civiltà dell’antica Mesopotamia o dell’antico Egitto. Il sito si divide in due parti, quella sopraelevata dove si trovano diverse costruzioni importanti, con il grande stupa buddista ed una piscina, mentre nella parte bassa si individuano le residenze delle persone con case e botteghe artigianali. È molto interessante anche la visita al Museo che contiene sigilli, giocattoli di terracotta, utensili da cucina, ceramiche e gioielli. Si prosegue poi in direzione sud per raggiunge la città di Sehwan, un percorso di circa 2 ore e mezza di auto, 150 km. Si completa la giornata assistendo ad una cerimonia Sufi, circondati da fedeli e mendicanti, un rituale in cui la danza e la preghiera si mescolano per raggiungere, attraverso l’estasi e la meditazione, il contatto con Dio. Si pernotta presso il Shewan Divine Hotel o similare.
10°g. 15/12 Shewan – Forte di Ranikot – Bhit Shah – Hyderabad
La città di Shewan, situata sulla riva occidentale del fiume Indo, è uno dei più antichi centri abitati del Sindh ed ospita il Mausoleo di Lal Shah Baz Qalandar, costruito nel XIV secolo, dedicato a questo importante santo sufi e poeta che provenne dalla Persia. Terminata la visita si prende la strada verso sud dove con una deviazione verso ovest si giunge in circa un ora e mezza di auto, 94 km, al forte di Ranikot, conosciuto come la Grande Muraglia dei Sindh. Non è ancora chiaro chi lo abbia costruito, ma è uno dei più grandi forti al mondo, il suo diametro è infatti di ben 32 km e, grazie alle sue imponenti mura, viene sovente equiparato alla Grande Muraglia Cinese. Anche questo, come molti altri siti che s’incontrano nel viaggio, è stato dichiarato Patrimonio UNESCO. Riprese le auto in circa 2 ore e mezza di auto, 140 km, si giunge al villaggio di Bhit Shah dove si ammira il mausoleo di Abdul Latif, importante luogo di pellegrinaggio in cui i fedeli vengono a rendere omaggio al santo sufi Abdul Latif (1689-1752), considerato il più grande poeta musulmano in lingua Sindhi. Terminata la visita si prende la strada in direzione sud dove in circa 1 ora di auto, 56 km, si arriva a Hyderabad, dove si alloggia presso l’Indus Hotel o similare. Giunti a destinazione si visita la città: il vecchio forte di Pakka Qila e quello più piccolo di Kacha Qila, per proseguire con il santuario di Kalhoro, la torre dell’orologio e le tombe della dinastia dei regnanti del Sindh, la stirpe dei Talpur Mirs.
11°g. 16/12 Hyderabad – Keenjhar lake – Thatta – Makli – Chaukundi – Karachi
Si prende la strada che costeggia il grande lago di Keenjhar in direzione sud ovest per giungere in circa 2 ore di auto, 102 km, a Thatta, antico centro di arte islamica, dove si visita la moschea di Shah Jahan del XVI secolo, famosa per un’ottima acustica e per le suggestive decorazioni con motivi calligrafici, tipici dell’arte decorativa musulmana. Poco distante si visita la grande necropoli di Makli, patrimonio UNESCO, al cui interno si trovano innumerevoli tombe di mistici sufi e di regnanti della regione, una dei più grandi siti funerari del mondo che si sviluppa su di un’area di circa 10 km quadrati. Si prende poi la strada in direzione ovest che in circa 1 ora e mezza di auto, 70 km, porta nella periferia di Karachi giungendo all’antico cimitero islamico di Chaukundi che raccoglie decine di tombe di santi sufi, stimati studiosi e nobili costruite dall’XI al XIX secolo. Una loro particolarità è il materiale con cui sono state costruite, la pietra arenaria, e sono decorate da bassorilievi diversi tra uomini e donne: le tombe femminili hanno pizzi e merletti, mentre quelle maschili cavalli ed altri animali. Terminata la visita si arriva a Karachi, dove si pernotta presso l’Hotel Avari Towers Karachi o similare.
12°g. 17/12 Karachi
La giornata è dedicata alla visita della città, che con circa 15 milioni di abitanti rappresenta il fulcro dell’economia pakistana ed è il centro urbano più popolato del Paese. Si inizia dal Museo Nazionale, ricco di reperti archeologici e manufatti provenienti da tutto il Pakistan, con anche diverse opere di arte gandhara. Si prosegue per il Mausoleo di Jinnah, l’ultima dimora di Quaid-e-Azam Mohammad Ali Jinnah, considerato il padre fondatore del Pakistan, quindi con la Moschea di Tooba, la più grande moschea a cupola unica al mondo, costruita con il marmo bianco, e si completa con il Mohatta Palace Museum, che contiene reperti archeologici e culturali della regione. Si ammira il tramonto dalla spiaggia di Karachi, concludendo questo intenso ed affascinante viaggio lungo la Valle dell’Indo.
13°g. Giovedì 18 dicembre, volo di rientro
La maggior parte dei voli parte nelle prime ore del mattino ed arriva a destinazione il giorno stesso.
ESTENSIONE: ALLA SCOPERTA DEL BELUCISTAN
13°g. 18/12 Karachi – Gadani – Chandragup – Hingai Mata – Kund Malir
Si lascia la città in direzione ovest transitando da Gadani, dove si trovano una grande spiaggia ed uno dei più grandi cantieri navali al mondo dove si può osservare l’assemblaggio di immense navi. Si riprende la strada aggirando verso ovest il grande bacino d’acque marine di Miani Hor arrivando (210 km da Karachi) ai vulcani di fango di Chandragup, situati nel Parco Nazionale di Hingol, dove il cratere principale è ampio 137 metri. Proseguendo, nei pressi del paese di Aghor con una breve deviazione a nord (15 km) si arriva alla grotta che ospita il tempio induista di Shaktipeeth Shri Hingaj Mata, una forma di Devi consorte di Shiva, un luogo che è il sito di pellegrinaggio induista principale del Pakistan. Da qui mancano ora solo 25 km per arrivare a Kund Malir, dove si pernotta presso il Gold Coast Beach Resort o similare, posizionato lungo la grandissima spiaggia. La tappa è di 240 km in tutto, circa cinque/sei ore di viaggio.
14°g. 19/12 Kund Malir – Parco Nazionale di Hingol – Gwadar
Oggi si segue verso ovest la costa del Mar Arabico del Belucistan fino alla città di Gwadar, situata piuttosto vicina al confine con la Persia, un percorso di circa 386 km che richiede approssimativamente sette ore di viaggio. Lungo l’itinerario si sosta in vari punti per ammirare le formazioni rocciose del Parco Nazionale di Hingol (i punti più noti sono Princess of Hope, Belucistan Sphinx, Buzzi Top) e ci si reca sulla grande spiaggia conosciuta come le “Sabbie dorate”, che i locali chiamano Ras Malan. Giunti a Gwadar si pernotta presso il moderno Pearl Continental Hotel (5*) o similare.
15°g. 20/12 Gwadar
Gwadar è una grande città portuale affacciata sul Mar Arabico che oggi sta diventando un importante snodo strategico dei trasporti lungo le nuove Vie della Seta. Da qui, infatti, gasdotti e oleodotti raccolgono le materie prime dalle grandi navi container e portano i preziosi materiali attraverso tutto il Paese ed in un prossimo futuro il progetto è che giungano fino in Cina. Una delle principali attrazioni di Gwadar è la sua lunga costa dove i locali si recano per rilassarsi e stare insieme. La città è anche famosa per il mercato del pesce. Si effettua un’escursione fuori città (tre o quattro ore di guida in tutto) per visitare la cittadina di Pishukan, posizionata sulla punta occidentale del grande golfo di Paddi Zir, di cui Gwadar segna invece il punto orientale. Si prosegue da qui per la valle di Gabd nei pressi del confine iraniano e si conclude questa interessante escursione andando da qui verso sud al punto panoramico posto sul promontorio di Jiwani, che si protende sul mare, da dove si ammira il tramonto verso la Persia.
16°g. 21/12 Gwadar – Pasni e Isola di Astola – Ormara
Inizia il percorso di rientro verso Karachi; si riprende la strada procedendo ora verso est. Giunti a Pasni (142 km) con una breve deviazione a sud si raggiunge la famosa spiaggia di Juddi, contornata da belle dune. Questo è il punto di partenza per raggiungere la magnifica isola di Astola, conosciuta localmente come “l’isola dei sette colli”; se le condizioni del mare sono favorevoli si prende una barca per visitarla. Tornati sulla terraferma il viaggio prosegue per Ormara, dove ci si accomoda presso il Hafth Talar Resort Ormara o similare, utilizzando dei piccoli bungalow posti sulla spiaggia. La tappa è di 314 km in tutto, circa sette ore.
17°g. 22/12 Ormara – Karachi
Il bel promontorio che separa le due baie di Ormara offre una protezione naturale per le tartarughe che vengono qui a depositare le loro uova. Di buon mattino ci si reca alla spiaggia delle tartarughe, posta a pochi minuti dalla città, e si ammira l’alba dalla spiaggia di Omara. Si prende poi la strada in direzione est per tornare a Karachi, dove si arriva con circa sette ore di viaggio (344 km). Si pernotta presso l’hotel già utilizzato e si conclude questa interessantissima estensione con una cena tradizionale presso un tipico ristorante locale.
18°g. Venerdì 23 dicembre, volo di rientro
La maggior parte dei voli parte nelle prime ore del mattino ed arriva a destinazione il giorno stesso.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Forte di Derawar, cammelli
Shish Mahal, forte di Lahore
Tomba di Javindi Bibi
Forte di Derawar
Karachi, la spiaggia
Bimbi pakistani
Sukkur
Bahawalpur
Belucistan, cantiere navale di Gadani
Sukkur, tomba delle Sette Sorelle
Sukkur, barca e bimba
Piatto locale
Interno di un camion
Forte di Kot Diji
Strada del Belucistan
Bawalpur, Noor Mahal
Trattore
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L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
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DOCUMENTI DI VIAGGIO
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Forte di Derawar, cammelli
Shish Mahal, forte di Lahore
Tomba di Javindi Bibi
Forte di Derawar
Karachi, la spiaggia
Bimbi pakistani
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Bahawalpur
Belucistan, cantiere navale di Gadani
Sukkur, tomba delle Sette Sorelle
Sukkur, barca e bimba
Piatto locale
Interno di un camion
Forte di Kot Diji
Strada del Belucistan
Bawalpur, Noor Mahal
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DOCUMENTI DI VIAGGIO
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.