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Eritrea


Eredità coloniale, Keren e le celebrazioni di Hidar Tsion

Estensione: Isole Dahlak, ultimo paradiso del Mar Rosso


Asmara, mercato delle granaglie

Villaggio sulla via per Keren

Medeber, “protezioni” per saldature

Adulis, rovine

Dahlak, il capitano

PARTENZA
25/11/2026
RITORNO
4/12/2026
DURATA
10 o 13 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
COSTO
€ 2100
GUIDA
Delina Omer
ESTENSIONE
7/12/2026

 Sintesi del viaggio


L’Eritrea, terra dove le influenze abissine, arabe e mediterranee si fondono in un’armonia senza tempo, rappresenta forse la meta più affascinante dell’intero Corno d’Africa. Il Paese offre la rara opportunità di un’esplorazione autentica lungo itinerari lontani dai circuiti convenzionali, svelando una varietà ambientale e culturale di straordinaria ricchezza. Il passato è un racconto millenario che spazia dalle antiche civiltà del Mar Rosso ai retaggi del periodo coloniale, dove l’italianità resta una traccia tangibile e suggestiva, preservata da un popolo fiero e accogliente. Oggi l’Eritrea si presenta come una destinazione sicura, dove la ritrovata stabilità invita alla scoperta dei suoi tesori più intimi: dal vibrante mercato di Keren, crocevia di etnie e tradizioni, fino alle solenni celebrazioni di Santa Maria di Sion (Hidar Tsion), dove la fede si fa rito collettivo tra canti ipnotici e bianchi mantelli di cotone. Il viaggio trova il suo coronamento nell’arcipelago delle Dahlak, un paradiso marino primordiale considerato tra i più belli al mondo, dove la natura regna sovrana e l’uomo non ha ancora intaccato l’ambiente pristino.

  • Asmara
  • Adi Keyh
  • Qohaito
  • Asmara
  • Keren
  • Asmara
  • Massaua
  • Adulis
  • Isole Dahlak (Dahret)

 Presentazione del viaggio


Accompagna il viaggio Delina Omer guida eritrea che parla fluentemente l’italiano, avendo anche studiato alla scuola italiana di Asmara. Dopo la leva militare (in Eritrea è obbligatoria anche per le donne) ha terminato gli studi in giurisprudenza ed oggi lavora come assistente giudice. È una persona dalla vivacità contagiosa, ottima per entrare in contatto con la cultura locale. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

Il tour inizia da Asmara, capitale del Paese, dove si tocca per mano il passato coloniale italiano (non a caso la città veniva anche chiamata “La piccola Roma”); da qui si sale tra le montagne a sud est passando per Saganeiti arrivando fino ad Adi Key. L’indomani si visita il sito di Qohaito, in un territorio selvaggio ed interessante, per poi rientrare nella Capitale, dove iniziano le celebrazioni per la Madonna di Sion, che proseguono fino alla mattina successiva. Ci si dirige quindi a nord-ovest della capitale per visitare Keren ed il suo folcloristico mercato degli animali. Tornati ad Asmara si scende dall’altipiano verso est percorrendo la famosa “Strada degli Italiani” giungendo a Massaua, città portuale situata sul Mar Rosso, punto di appoggio per effettuare l’escursione al Parco Archeologico di Adulis, antica città databile al I secolo a.C., ricca di reperti. Da qui parte l’estensione per l’arcipelago delle Dahlak, dove si pernotta tre notti e si avrà modo di conoscere questo magico, selvaggio scenario naturale.

HIDAR TSION – CELEBRAZIONI DELLA MADONNA DI SION

La festa di Santa Maria di Sion (Hidar Sion) rappresenta uno dei momenti più alti e sentiti della spiritualità eritrea, una celebrazione che affonda le radici in una fede millenaria e che vede la città di Asmara e altri santuari del Paese trasformarsi in centri di intensa devozione. In questo giorno solenne, che commemora il legame mistico tra il popolo e l’Arca dell’Alleanza, l’atmosfera si fa vibrante: migliaia di fedeli, avvolti nei bianchi mantelli di cotone (smamma), si radunano intorno alle chiese dedicate alla Vergine. La cerimonia è un’esperienza sensoriale profonda, dove il profumo dell’incenso si mescola al suono cadenzato delle percussioni mentre i sacerdoti, nei loro paramenti cerimoniali colorati e sotto i tradizionali ombrelli ricamati, guidano le processioni del Tabot (una rappresentazione dell’Arca di Axum) ed i canti. È una celebrazione che non è solo rito religioso, ma un momento di profonda coesione identitaria, dove il sacro si manifesta attraverso una ritualità immutata nei secoli, capace di trasmettere un senso di pace e di trascendenza che avvolge chiunque vi partecipi.

ALCUNE NOTE SULL’ERITREA

Storia – Il territorio eritreo vanta una storia millenaria legata al controllo delle rotte commerciali nel Mar Rosso. Dopo l’antico Regno di Axum (I-IX secolo), la regione visse una fase di alternanza tra l’influenza dei regni cristiani dell’altopiano e quella islamica lungo le coste del Mar Rosso, seguita dalla dominazione dell’Impero Ottomano tra il XVI e il XIX secolo. Nel 1890 divenne la prima colonia del Regno d’Italia, periodo che lasciò un’impronta architettonica e infrastrutturale significativa. In seguito alla sconfitta italiana nella Seconda Guerra Mondiale, il Paese passò sotto l’amministrazione britannica. Nel 1952 l’Eritrea fu federata all’Etiopia per decisione delle Nazioni Unite, ma l’autonomia locale venne progressivamente erosa fino all’annessione formale come provincia etiope nel 1962. Questo atto scatenò una resistenza armata guidata dai movimenti di liberazione, sfociando in una logorante guerra d’indipendenza durata trent’anni. Il conflitto si concluse nel 1991 con la vittoria dei ribelli eritrei e la caduta del regime etiope, portando al riconoscimento internazionale dell’indipendenza nel 1993.
Geografia – L’Eritrea presenta una morfologia variegata divisa in tre regioni principali. Al centro si trova l’altopiano cristallino, dove sorge la capitale Asmara a oltre 2.300 metri di altitudine, caratterizzato da un clima temperato. A est, le terre basse costiere scendono verso il Mar Rosso e la città portuale di Massaua, una delle zone più calde del pianeta. Al largo della costa si estende l’arcipelago delle Dahlak, composto da oltre 200 isole note per la barriera corallina e la biodiversità marina. A ovest, il territorio digrada verso le pianure aride al confine con il Sudan.
Gente – La popolazione eritrea è composta da nove gruppi etnici ufficialmente riconosciuti, tra cui i Tigrini ed i Tigrè sono i più numerosi. Dal punto di vista religioso, il Paese è quasi equamente diviso tra cristiani ortodossi (di rito cristiano etiope) e musulmani sunniti, che convivono pacificamente da secoli. La cultura è un amalgama di tradizioni indigene, influenze arabe ed un’evidente eredità coloniale italiana, riscontrabile nella gastronomia, nelle abitudini sociali e nella conservazione di edifici storici in stile razionalista.

NOTA TECNICA

Sistemazioni – L’Eritrea richiede un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma potenzialmente difficile per un “turista”. Alcune sistemazioni difettano di manutenzione ordinaria (idraulica ed elettrica) ma la guida del viaggio cercherà di risolvere qualsiasi tipo di disagio possa accadere. Nelle città si pernotta in puliti e confortevoli alberghi locali paragonabili a 2 o 3 stelle dello standard occidentale, mentre sulle isole Dahlak si dorme in tenda. Vengono fornite tende del tipo ad igloo per due persone o per uso singola, oltre a sacco a pelo, materassino e coperta; chi preferisce può comunque portare il proprio sacco a pelo. Nei campi mobili vengono installati bagni ecologici e doccia (entrambi allestiti in un’apposita tenda) e sarà presente un cuoco locale per preparare tutti i pasti.
Pasti – I pasti sono esclusi, ad eccezione delle colazioni e dell’estensione sulle Isole Dahlak quando si ha la pensione completa. Il piatto tipico, condiviso con l’Etiopia, è l’injera, una specie di crepe fermentata accompagnata da carne, pesce, legumi (Shiro) e verdure, con varie alternative vegetariane. È una cucina speziata e saporita, per chi non la gradisse in tutti i locali si trova la pasta, a prova dell’eredità coloniale lasciata dall’Italia. in alcune zone si trovano piatti tradizionali di pesce o carne come il capretto, le porzioni sono sempre abbondanti (tanto da consigliare di dividerle in due!). I pasti vengono consumati in ristoranti locali o in hotel in funzione dei programmi delle giornate.
Itinerario – Per i trasporti si utilizzano pulmini Toyota dotati di aria condizionata. Le strade sono in buone condizioni, con alcuni tratti leggermente sconnessi. Sono presenti vari “checkpoint” dove in genere non viene effettuato alcun controllo. L’itinerario può subire variazioni dovute a ragioni tecniche, e qualora non venissero rilasciati i permessi alcune tappe potrebbero essere spostate; questo potrà essere verificato solo sul posto e la guida eritrea opterà la scelta migliore in base alle condizioni di percorribilità del momento.
Clima e attrezzatura – Il clima ad Asmara (2300 mt) è eccellente: secco, caldo di giorno e fresco la sera. Le temperature oscillano tra i 25°C di giorno e i 10°C di notte. Importante vestirsi in maniera adatta per ripararsi dal sole e portare della crema solare dall’Italia perché non è sempre possibile acquistarla in loco. A Massaua e nell’arcipelago le temperature si alzano, oscillando da 25°C a 35°C. Sulle isole la sera può esserci vento anche forte. Sia per il viaggio principale che per l’estensione è consigliato portare indumenti adatti a sopportare sia il caldo soleggiato del giorno che la freschezza della sera (una giacchetta non è di troppo). A chi si reca alle isole Dahlak si consiglia di portare la propria attrezzatura per il nuoto pinnato, perché quanto disponibile in loco non è molto e quello che si trova può essere di bassa qualità.
Wifi, Sim, Elettricità – L’Eritrea è un paese tendenzialmente chiuso verso l’esterno e ancora arretrato rispetto agli standard occidentali. Internet è disponibile solamente negli hotel e in alcuni cafè, ma è estremamente lento e poco affidabile, inoltre alcune piattaforme occidentali come Whatsapp sono bloccate. Si consiglia di avvisare i propri cari della possibile assenza di segnale e scaricare Instagram che, quando la rete lo permette, consente di inviare messaggi.
Cambio – È possibile farlo ad Asmara in hotel o in banca. La guida si adopererà per aiutare ove necessario. Non sono accettate carte di credito o altri metodi di pagamento elettronici.
Pericolosità – L’Eritrea è un paese stabile e unito in cui convivono pacificamente nove differenti etnie di religione prevalentemente musulmana e cristiana. Una volta diplomati tutti i giovani prestano servizio militare per sei mesi, permettendo la nascita di un sentimento di coesione nazionale che prevale sul senso di appartenenza alle singole etnie, si crea così un ambiente eterogeneo e interessante. Il paese è sicuro e la popolazione è molto aperta e accogliente. Ciononostante si tenga conto che molte persone preferiscono non essere fotografate senza permesso.

 Programma del viaggio


1°g. Mercoledì 25 novembre, volo per il Asmara

Per raggiungere Asmara, capitale dell’Eritrea, si consigliano collegamenti Egypt Air o Turkish Airlines, con arrivo previsto nelle prime ore del mattino successivo. Giunti ad Asmara le pratiche per il rilascio del visto possono richiedere anche 1 o 2 ore (si segnala che è necessario lasciare il passaporto allo staff aeroportuale per tutta la durata del processo). All’uscita dell’aeroporto si viene accolti dal corrispondente eritreo di Amitaba e ci si trasferisce presso l’Hotel Crystal o similare.

2°g. 26/11 Asmara

Capitale dell’Eritrea situata a un’altitudine di oltre 2300 metri, Asmara è una città dall’anima sospesa nel tempo, celebrata dall’UNESCO come sito Patrimonio dell’Umanità per la sua straordinaria architettura Modernista. Definita un tempo la “Piccola Roma”, incanta per la decadente eleganza delle ville coloniali e la vivacità dei caffè storici, dove ancora oggi si respira un’atmosfera d’altri tempi, fondendo in modo unico la cultura abissina con l’eredità storica italiana. Dopo un po’ di riposo, si iniziano le visite della città. Si osservano il celebre Fiat Tagliero e il Cinema Roma, per poi addentrarsi nelle zone più centrali, passando per il mercato e la chiesa ortodossa di Santa Maria che svetta sulla città. Ci si dirige poi al mercato di Medeber, un antico caravanserraglio dei primi del Novecento, oggi cuore pulsante della città. Qui nulla viene abbandonato al degrado, ogni frammento di metallo viene forgiato e trasformato in nuovi oggetti. Passeggiare per i suoi vicoli significa immergersi in una sinfonia di suoni metallici, che si mescola al profumo delle spezie macinate nei mulini adiacenti dove si produce il tipico berberé. Dopo pranzo si utilizza lo storico treno che collegava Asmara a Massaua; si percorre un breve tratto della ferrovia, sostando presso la piccola cittadina di Arbarona e si ha l’opportunità, con un viaggio lento e fuori dal tempo, di osservare i paesaggi rurali e la vita semplice delle persone del luogo. Questa escursione, il cui costo non è compreso nel prezzo del viaggio, non è sempre eseguibile e lo si potrà sapere solo pochi giorni prima; se non sarà fattibile, si avrà più tempo a disposizione per le visite della capitale. Si conclude questa interessante prima giornata in Eritrea con una cena in un tipico ristorante locale.

3°g. 27/11 Asmara – Adi Keyh

In mattinata si concludono le visite di Asmara: si passeggia tra le storiche ville coloniali, per poi entrare nel teatro e nella cattedrale della città. Qui di fronte si può godere di una breve sosta in una famosa pasticceria locale per poi concludere il giro all’ufficio postale. Dopo pranzo si raggiungono i monti a sud est di Asmara percorrendo la strada costruita dagli italiani nel 1937 per collegare l’Eritrea alle province settentrionali dell’Etiopia, il tragitto dura circa 3 ore (120 km). Lungo la strada si fa una deviazione a Saganeiti, dove dimorano alcuni esemplari secolari di sicomoro, la cui imponenza lascia senza fiato. Durante il viaggio si ha uno spaccato della vita lontana dalla capitale, basata su agricoltura e pastorizia, che segue il ritmo calmo delle stagioni e dei raccolti. Verso sera si giunge ad Adi Keyh, uno dei più importanti poli universitari del paese, per godersi il tramonto sulla vallata sottostante. Si alloggia presso il Central Hotel.

4°g. 28/11 Adi Keyh – Qohaito – Asmara, veglia della Madonna di Sion

La mattina si prosegue verso la piccola cittadina di Safira, percorrendo un breve tratto fuori strada per arrivare al sito di Qohaito. Qui si avrà la possibilità di fare una breve escursione, la camminata dura circa un’ora ed è alla portata di tutti, ma è comunque consigliato indossare scarpe comode e con una suola adatta. Si percorre un comodo sentiero che scende verso un canyon e lungo la parete rocciosa, ammirando una splendida vallata e, poco oltre, le montagne che separano dall’Etiopia. Tra queste gole si cela un importante sito archeologico, un luogo dove il tempo si è cristallizzato e numerose pitture rupestri raffigurano animali di varie specie. Una volta risaliti sul plateau si prosegue in pulmino verso il tempio situato poco distante. Completate le visite si torna verso la capitale, sostando alla città di Decameré. Una volta a destinazione ci si accomoda presso il Crystal Hotel, per riposarsi prima della vigilia. Dopo cena ci si dirige alla cattedrale Ortodossa Etiope in centro città dove, al calar della sera, sacerdoti e diaconi si riuniscono per il “Mahlet”: una notte dedicata ad antichi canti liturgici e movimenti ritmici, accompagnati dal battito dei grandi tamburi (Kebero) e dal suono metallico dei sistri.

5°g. 29/11 Asmara, celebrazioni della Madonna di Sion – Keren

Al mattino si fa ritorno alla cattedrale ortodossa per prendere parte alle celebrazioni di Hidar Tsion, uno dei momenti più alti della spiritualità eritrea che trasforma l’intera collina su cui è costruita l’imponente chiesa in un luogo di preghiera e canti. Terminate le cerimonie si pranza in un ristorante locale per poi dirigersi verso nord-ovest in direzione di Keren. Il tragitto dura circa due ore e scende delicatamente di quota attraversando i territori brulli dell’entroterra eritreo, tappezzati di fichi d’india e splendide euforbie. Allontanandosi dalla capitale agli edifici più classici iniziano a sostituirsi i villaggi dell’etnia Bilen, caratterizzati da piccole capanne circolari e il tetto fatto di paglia. Una volta giunti a destinazione ci si accomoda presso l’Hotel Serina.

6°g. 30/11 Keren – Asmara

La giornata è dedicata alla visita della città. Si inizia dal celebre mercato, un crocevia di genti e culture dove l’altopiano incontra le terre più basse. Ogni lunedì la cittadina si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto che accoglie popolazioni di diverse etnie, tra cui i Bilen ed i Tigrè, distinguibili dai costumi tradizionali e dai complessi ornamenti. Il cuore pulsante di questo scambio è il celebre mercato dei cammelli, situato in un avvallamento naturale ai margini della città: qui, tra le polveri sollevate dal passaggio degli armenti, si svolgono trattative serrate per la compravendita di dromedari, asini e bestiame. Poco lontano, nel centro della città, il mercato si snoda tra i portici e le piazze, offrendo un caleidoscopio di merci: dalle piramidi di spezie profumate ai cereali, dai manufatti in paglia intrecciata alle rinomate argenterie locali. Si prosegue la visita della città dirigendosi verso la singolare chiesa della città. Godendo di un momento di pausa i più intrepidi potranno provare il tradizionale caffè allo zenzero, dal gusto sempre più forte man mano che ci si allontana da Asmara. Ci si dirige alla madonna del baobab, un suggestivo luogo di pellegrinaggio dove, all’interno di un enorme baobab, è situata una madonna. Si conclude la visita all’ottimamente accudito cimitero degli italiani, per poi riprendere la strada verso la capitale. Qui si visita il cimitero dei mezzi militari, un luogo surreale in cui in memoria dei trent’anni di guerra d’indipendenza sono stati riuniti resti di mezzi militari e carri armati, ormai ricoperti da fiori e piante selvatiche che alla luce del tramonto regalano uno spettacolo singolare. Si cena in un ristorante locale.

7°g. 1/12 Asmara – Massaua

Si fa colazione allo storico Bar Vittoria e, dopo aver concluso le ultime visite di Asmara, si percorre la famosa “Strada degli Italiani”, costruita durante il periodo coloniale, che è ancora oggi la principale arteria stradale del Paese, giungendo in poco più di due ore (115 km) a Massaua, città portuale situata sul Mar Rosso. Si pranza lungo il tragitto, nella cittadina di Imbatikala. Ormai giunti in prossimità del mare si giunge a Dogali, dove avvenne l’omonima battaglia del 1887, primo scontro su larga scala della campagna coloniale italiana. All’arrivo ci si accomoda presso l’hotel Dahlak o similare.

8°g. 2/12 Massaua, escursione ad Adulis

Si lascia Massaua prendendo la strada verso sud per giungere in circa un’ora di auto, 54 km, al Parco Archeologico di Adulis, porto dell’antico Regno di Axum. In questo luogo è operativa dal 2011 la missione internazionale italo-eritrea con la finalità di creare il primo parco archeologico eritreo dell’Africa Sub Sahariana. Visitandolo si avrà la possibilità di ammirare resti e tracce di questa antica città databile al I secolo a.C., ricca di resti architettonici e fondazioni di edifici. Si rientra poi a Massaua seguendo la stessa via dell’andata per visitare il museo regionale: dedicato sia a storia che biodiversità locali, si conclude con un’interessante galleria fotografica sulla guerra d’indipendenza dall’Etiopia terminata nel 1991. Dopo pranzo si iniziano le visite della città, che è anche chiamata la “Perla del Mar Rosso” e vanta, a differenza di Asmara, diverse influenze di stili architettonici non solo italiani ma anche turchi ed egiziani. Massaua è stata teatro di una delle più importanti battaglie della guerra d’indipendenza e molti edifici testimoniano tutt’oggi i segni dei sanguinosi combattimenti. Il contrasto tra l’acqua cristallina del Mar Rosso, l’impressione creata dagli edifici forati dai proiettili e le macerie sparse per la città invitano a silenziose riflessioni. Qui ha sede anche la minuscola ma più antica moschea africana, risalente al VII secolo, peculiare in quanto, essendo stata costruita prima che il profeta Maometto compiesse il suo pellegrinaggio, è orientata verso Gerusalemme e non verso la Mecca. Si cena in un ristorante locale.

PER CHI RIENTRA

9°g. 3/12 Massaua – Asmara

Si ritorna verso l’altopiano per raggiungere la capitale ripercorrendo la strada fatta due giorni prima. All’arrivo le camere del Crystal hotel sono a disposizione fino all’orario di partenza, solitamente a notte inoltrata.

10°g. Venerdì 4 dicembre, volo di rientro

I voli per l’Italia partono nelle prime ore del mattino e giungono a destinazione in giornata.

ESTENSIONE: ISOLE DAHLAK

9°g. 3/12 Massaua – Isola Dahret (Arcipelago delle Dahlak)

Si ha la possibilità di depositare i bagagli più ingombranti al Dahlak Hotel in una stanza dedicata dopodichè si lascia la terraferma prendendo una barca direttamente dalla banchina dell’albergo. Circa un’ora e mezza di navigazione porta sull’isola di Dahret, nell’arcipelago delle Dahlak, dove ci si accomoda nelle tende poste sulla spiaggia in quanto non sono presenti strutture ricettive. Si è liberi di godersi questo paradiso immerso nella natura selvaggia nuotando e facendo snorkeling nelle acque cristalline. I fondali delle Dahlak custodiscono un universo sommerso di straordinaria integrità, dove la vita pulsa tra giardini di corallo che non hanno conosciuto la contaminazione dei flussi turistici. In questo regno cristallino, le tartarughe marine scivolano silenziose, mentre i delfini si intravedono a pelo d’acqua. I più fortunati potranno imbattersi nei guizzi argentei dei barracuda, che pattugliano la barriera in banchi serrati. Si cena sotto le stelle.

10°g. 4/12 Isola Dahret, escursione a Duhul

Si riprende la barca ed in circa 30 minuti di navigazione si arriva al remoto villaggio di Duhul, posto sull’omonima isola, una delle poche abitate, dove si avrà la possibilità di conoscere ed entrare in contatto con la realtà locale. È possibile donare medicinali e beni di primo soccorso al medico locale. In tarda mattinata si rientra a Dahret facendo una sosta per godersi i fondali più difficili da raggiungere a nuoto. Nel pomeriggio relax ed una tipica cena che potrà includere, per chi lo apprezza, del pesce appena pescato.

11°g. 5/12 Isola Dahret, escursione a Dulbahut

Con circa 20 minuti di navigazione si arriva sulla vicina isola di Dulbahut, deserta e con una barriera corallina molto ricca ed affascinante dell’itinerario. La mattinata è dedicata a questi spazi; ci si potrà perdere tra fiumane di pesci colorati e formazioni di corallo. Si ritorna poi al campo sull’isola Dahret. Il pomeriggio è libero per rilassarsi ulteriormente o fare una nuotata, prima di radunarsi per ammirare il tramonto e godersi un’ultima cena in questo magico scenario naturale.

12°g. 6/12 Isola Dahret – Asmara

Si riprende la barca per Massaua. Da qui si ritorna verso l’altopiano per raggiungere la capitale ripercorrendo la strada fatta nei giorni precedenti e si sosta a pranzare lungo la via. All’arrivo le camere del Crystal hotel sono a disposizione fino all’orario di partenza, solitamente a notte inoltrata.

13°g. Lunedì 7 dicembre, volo di rientro

I voli per l’Italia partono nelle prime ore del mattino e giungono a destinazione in giornata.

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2100 – Minimo 4 e massimo 12 partecipanti. 

Estensione: € 600 – Minimo 4 e massimo 12

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, per E.A. possono essere estesi i massimali con un costo da € 48 a € 72 in funzione del valore di assistenza medica assicurato ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa a partire da 5,5% del valore del viaggio), i trasporti, le colazioni e tutti i pasti alle Dahlak, gli ingressi ai siti indicati nel programma, la guida eritrea che parla fluentemente italiano.

La quota non comprende: i voli internazionali, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, pranzi e cene fuori dalle Dahlak, le visite e le escursioni non in programma, l’escursione sul treno storico, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 130 per la singola, € 100 con 5 e 4 partecipanti. Alle Dahlak: € 300 con 4 o 5 partecipanti. Sulle isole la tenda singola non comporta un supplemento.

Visti e documenti: il visto è obbligatorio e Amitaba si occupa di tutto. Il costo è € 120, da pagare € 50 ad Amitaba prima della partenza per ottenere la lettera di invito e predisporre i documenti necessari ad Asmara ed il restante € 70 all’arrivo in aeroporto ad Asmara. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo e servono almeno due pagine libere. All’arrivo si dovrà consegnare il proprio passaporto allo staff aeroportuale, le pratiche per l’ottenimento del visto possono durare anche 1 o 2 ore.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 15/05/26 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1.1628, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Celebrazioni di Hidar Tsion
Hidar Tsion, canti
Asmara, mercato delle granaglie
Villaggio sulla via per Keren
Medeber, “protezioni” per saldature
Adulis, rovine
Dahlak, il capitano
Asmara, il teatro
Asmara, Fiat Tagliero
Medeber, il mercato del riciclo
Treno storico
Chiesa ortodossa
Valle dei sicomori
Adi Keyh, contadini
Qohaito, pitture rupestri
Madonna di Sion, Veglia
Hidar Tsion
Euforbie
Mercato di Keren
Rovine di Adulis
Adulis, nomade dell’etnia Rashaida
Massaua, prima moschea africana
Massaua
Dahlak, isola di Dahret
Dahlak, tartaruga marina
Strada italiana che collegava Asmara all’Etiopia

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Per qualsiasi domanda e curiosità,
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NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

  GALLERIA FOTOGRAFICA

PAESI E TRADIZIONI

Entra nella sezione dedicata agli approfondimenti culturali:

Strada italiana che collegava Asmara all’Etiopia

 DOCUMENTI DI VIAGGIO


L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.