Algeria
Hoggar, Tassili N’Ajjer, Erg Admer, Tadrart
Da Tamanrasset a Djanet, magia del deserto
Algeri, parte vecchia
Erg Admer
Canyon di Essendilene
Bimbi Tuareg, Tassili N’Ajjer
Tin Merzouga
Sintesi del viaggio
Il viaggio porta nelle regioni meridionali dell’Algeria, un’area sahariana di inimmaginabile bellezza che presenta una grande varietà di ambienti naturali. Dopo una piacevole visita di Algeri si vola a Tamanrasset per esplorare i monti dell’Hoggar, col celebre altopiano dell’Assekrem. Da qui si attraversa il deserto verso est arrivando nel Tassili N’Ajjer, stupendo groviglio di canyon e sabbie, e all’Erg Admer, il vasto mare di dune che si protende a sud verso il Niger. Si giunge da qui all’oasi di Djanet, da dove si segue verso sud est un avvincente circuito nel Tadrart, il magico Deserto Rosso che ha a Tin Merzouga il suo apice. Una vasta regione che è impreziosita da un’importante concentrazione di testimonianze artistiche che risalgono fino al periodo neolitico.
Algeri
Tammanrasset
Assekrem
Bordj El Hauas
Essendilene
Tikobawine
Erg Admer
Mucca che piange
Djanet
Moul N’Aga
Tin Merzouga
Tafassasset
Tomba Reale
Djanet
Algeri
Presentazione del viaggio
Giunti ad Algeri si visita la città, ricca di storia e fascino, e si prosegue in volo per Tamanrasset, situata 1600 km più a sud, la cittadina più meridionale del Paese situata alle propaggini occidentali della selvaggia catena montuosa dell’Hoggar (Ahaggar): una vasta area caratterizzata da ripidi rilievi di origine vulcanica che arrivano a sfiorare i 3000 metri quota, dichiarata Parco Nazionale nel 1987. Si trascorre una notte nel cuore delle montagne nell’altopiano dell’Assekrem, dove risiedette per lunghi anni all’inizio del secolo scorso il monaco francese Charles de Foucauld, di origini nobili, un personaggio che recentemente è stato proclamato Beato dal Papa. Tra i viaggiatori sahariani è in corso una piacevole discussione, se questo punto sia il luogo con i tramonti ed albe più belli del mondo; si vedrà di farci una nostra opinione! Rientrati in paese si vedono alcuni siti ed il mercato e al mattino presto si parte per la grandiosa traversata che porta fino a Djanet, un percorso che si sviluppa su quasi 700 km, considerato uno dei tratti mitici del Sahara. Prima di raggiungere la lontana oasi si esplorano alcuni dei canyon più interessanti del Tassili N’Ajjer, arrivando fino a Essendilene e ci si immerge nell’Erg Admer, un mare di sabbia con dune molto prominenti. In questa parte del viaggio si pongono due campi mobili. Da Djanet, dove si alloggia in hotel, si procede per il Deserto Rosso del Tadrart, che si estende a sud est: la meta è Tin Merzouga, a ridosso del confine libico. Un circuito splendido che richiede tre campi mobili, posizionati in luoghi di bellezza leggendaria. Rientrati a Djanet si prende il volo per Algeri e si prosegue con il rientro per l’Italia.
I territori che si esplorano sono quasi privi di piogge, ma fino a tempi relativamente recenti erano più umidi, come ci testimonia la profusione di arte preistorica: si consideri che vi sono stati censiti circa 5.000 siti che spaziano a partire da 12.000 anni fa fino a tempi recenti, un resoconto pittorico che ritrae nelle sue rappresentazioni della vita quotidiana la trasformazione del territorio da savana (circa 10.000 anni fa) a deserto (da circa 5000 anni).
È difficile esprimere in parole la magia creata dall’insieme di forme e colori di questi deserti, che trasportano il viaggiatore in una dimensione lontanissima da quanto ci si è abituati a riconoscere come il nostro ambiente, percorrendo luoghi dove sembra quasi di toccare l’alba dell’uomo.
Accompagna il viaggio Giuseppe Magrin, che si avvale della collaborazione di un’esperta guida Tuareg e, per le visite ad Algeri, di una guida turistica locale. Sono previsti al massimo 12 partecipanti.
NOTA TECNICA
Per il tour nel deserto si utilizzano jeep tipo Toyota Hilux o Nissan in massimo tre passeggeri per veicolo e per la visita di Algeri si utilizza un pulmino privato. L’hotel ad Algeri è un quattro stelle, ed a Tamanrasset ed a Djanet si utilizzano buone sistemazioni, tra le migliori disponibili, con stanze dotate di bagno con acqua calda. Nei monti dell’Hoggar si alloggia presso il semplice rifugio dell’Assecrem, dove solitamente si dorme in camerate utilizzando il proprio sacco a pelo. Si pongono in tutto cinque campi nel deserto, nella prima parte della spedizione due consecutivi e, dopo un intermezzo in hotel a Djanet, altri tre. Per i campi viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria; si utilizzano tende tipo igloo e vengono forniti i materassini; serve portare un proprio sacco a pelo caldo. La spedizione è seguita da un cuoco professionista con tutta la necessaria attrezzatura per la cucina. Il clima che ci si aspetta è secco con temperature massime diurne fino a circa 26°C. e possibili minime notturne fino a 4°C quando si sale sull’Assekrem.
Programma del viaggio
1°g. Domenica 15 novembre, partenza per l’Algeria
Per raggiungere Algeri vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Il volo suggerito è quello della ITA che parte da Roma Fiumicino alle 15.05 con arrivo alle 16.00 (orari da confermare); ITA offre diversi collegamenti in connessione da altre città italiane. All’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per il trasferimento presso l’hotel Naja (4*), nei pressi dell’aeroporto. Serata libera.
2°g. 16/11 Algeri e volo per Tamanrasset
Ci si dedica alla visita della città avendo a disposizione una guida locale; si utilizza un pulmino privato e sono previsti anche dei percorsi a piedi. Algeri ebbe origine coi fenici e quindi fu romana, perdendo poi di importanza a seguito della conquista islamica, per venire poi rifondata nel X secolo diventando successivamente, nel periodo ottomano, una formidabile base dei pirati che attaccavano le rotte commerciali, entrando infine nella sfera francese dal 1830 fino all’indipendenza nel 1962. Tutto ciò ha lasciato un’eredità molto interessante; tenendo conto del traffico e della necessità di essere in aeroporto in tempo utile per il volo si vedrà tutto quanto sarà possibile, iniziando dalla vecchia casbah. In serata ci si reca all’aeroporto dove vi si imbarca sul volo per Tamanrasset che parte alle 22.00 con arrivo alle 00.25 (orari da confermare). All’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per il trasferimento presso l’hotel Tahat (3*).
3°g. 17/11 Tamanrasset – Assekrem (Hoggar o Ahaggar)
L’oasi di Tamanrasset è situata a 1320 mt di quota nella regione dell’Hoggar, una tranquilla cittadina che è il centro principale per le popolazioni tuareg algerine. Si parte da qui per raggiungere verso nord l’altopiano dell’Assekrem, posto nel cuore delle montagne del Parco Nazionale dell’Hoggar, la vasta regione di aspre montagne del meridione algerino che copre un’area superiore a quella della Francia. Si sosta per un un pic nic, solitamente alle fonti di Affilale. I panorami sono molto spettacolari e selvaggi, un ambiente creato da eruzioni vulcaniche che si sono succedute soprapponendosi ad un gigantesco altopiano roccioso generato, secondo i geologi, dalla spinta del continente africano verso l’Europa. La vetta più alta è il monte Tahat (2918 mt), situato ai margini dell’Assekrem. “Ahaggar” nell’idioma tuareg della regione significa ‘Luogo della paura’, una designazione meritata forse per l’aspetto impressionante del territorio. Si alloggia e si cena in un semplice rifugio, che dista circa 80 km da Tamanrasset, posto ai piedi dell’eremo dove visse all’inizio del secolo scorso Charles de Foucauld. Rimane ancora la sua piccola casa di pietra situata a 2800 metri di quota, giunta intatta dai suoi tempi ed accudita da una piccola comunità di ascetici monaci che vi celebrano la messa ogni mattina. Dal rifugio la si raggiunge con massimo mezz’ora di cammino, un luogo magico per il forte senso di spiritualità che offre, tra silenzio e vasti spazi all’orizzonte, assolutamente magico per ammirare sia tramonto che alba con una visuale imperdibile.
4°g. 18/11 Assekrem – Tamanrasset
Tornati nell’oasi, dove si alloggia nel medesimo albergo, si dedica del tempo a delle visite: il fortino, la parte vecchia, i negozi artigiani.
5°g. – 7°g. (19/11 – 21/11) Tamanrasset – Essendilene – Tikobawen – Erg Admer – Djanet
La partenza è al mattino presto. Si segue la strada principale (la N1) verso nord per 126 km fino al bivio dove si imbocca la N55 che porta in direzione est, contornando le propaggini dei monti dell’Hoggar di cui, con la N55, se ne seguono le propaggini settentrionali per un lungo tratto. Superata Boudj El Haouas, dove si confluisce sulla strada N3 che giunge da qui fino a Djanet, si pone il primo campo in una zona di sabbie ondulate (NB: si noti che il punto del primo campo dipende dai tempi di percorrenza che si avranno). Si prosegue il viaggio verso est entrando nel Tassili N’Ajjer scoprendo un dedalo naturale di ripidi canyon ai piedi dell’altopiano, con paesaggi sorprendenti di rocce e dune scolpite. Si percorrono diversi uadi tra pinnacoli e labirinti arrivando nella zona di Essendilene, dove solitamente si possono incontrare i nomadi tuareg; qui, per chi è interessato, con un percorso a piedi di circa un’ora lungo un canyon spettacolare e ricco di vegetazione si raggiunge il fondo di una stretta gola dove in un’ampia conca vi è sempre acqua. Si prosegue dirigendosi all’arco di Tikoubawine, luogo sacro per il popolo tuareg, e si lascia il Tassili per inoltrarsi nel mare di dune di Admer, una regione di sabbie che si estende per circa 100 chilometri con una larghezza di venti, con dune che in molti punti sono altissime, molto spettacolari. Si pone qui il secondo campo, potendo esplorare a piedi le grandi dune sia al tramonto che al mattino, con panoramiche stupefacenti. Ai margini orientale dell’erg nell’area di Tigharghart si vede, scolpita su di un grande monolito che emerge dalle sabbie, “la Mucca che Piange”, il reperto più celebre di un insieme di incisioni rupestri che sono state datate a 7000 anni fa. Si prosegue da qui per Djanet, dove si alloggia presso l’hotel Tenerè o simile. L’oasi è situata ad una quota di circa mille metri, vanta 30.000 palme da dattero ed ospita circa 10.000 persone; vi si trovano un mercato, il museo ed tre ksour (quartieri storici): El Mihan, Adjahil e Zelloouaz.
8°g. – 11°g. (22/11 – 25/11) Djanet: circuito del Tadrat, con Tin Merzouga
(NB: si segnala che il percorso descritto è indicativo, ci potranno essere delle varianti in funzione delle condizioni ambientali) Usciti da Djanet in direzione sud est si segue la strada N3 per un tratto, oltrepassando il bivio che offre una direzione verso sud che porta in Niger e, proseguendo, si lascia questa direttrice continuando lungo una pista, sempre verso sud est, che segue le falesie del Tassili Imaharhaten e giungendo in un’area di sabbie dorate che si appoggiano fino alle rocce, annunciando l’ingresso nei uadi. Ci si addentra nel deserto del Tadrart ammirando guglie che ricordano con la loro verticalità e colore le Dolomiti, in una regine di paesaggi molto vari, caratterizzata da ampi canyon contornati da falesie di arenaria scura e dune dalle innumerevoli forme. Si attraversano scenari stupendi dove l’erosione, perfetta scultrice naturale, ha creato le forme più incredibili di colonne, palazzi e magiche strutture tra le sabbie; colpiscono le somiglianze antropomorfe create dall’artista vento, spesso si evocano forme di persone o di uccelli ed aquile e la moltitudine di archi naturali, a volte altissimi, crea uno spontaneo stupore. In più punti, con alcune brevi passeggiate, si ammirano pitture e graffiti che risalgono fino al paleolitico. Ci si inoltra sempre di più nel Deserto del Tadrart. Colpiscono particolarmente gli archi di roccia di Tamezdija, un luogo conosciuto come “La Cattedrale”. La meta è l’immenso bacino di Tin Merzouga, i cui cordoni dunari si estendono verso est come un vasto mare, assumendo un alone rosso intenso al tramonto; è il punto dell’itinerario più prossimo al confine libico, che da qui dista circa 20 km. Il percorso è di bellezza sbalorditiva, tra sabbie dal colore intenso e formazioni di roccia scura magicamente modellate che cingono aree dove miracolosamente troviamo degli alberi di acacia, ideali anche come punti di sosta per godere di un pranzo all’ombra; si ammirano sculture di roccia e sabbia, grotte scavate dal tempo, sabbie di colori diversi e si scoprono le tracce dell’uomo preistorico osservando le pitture ed i graffiti del periodo neolitico. Solitamente si pone il primo campo nel bacino sabbioso di Moul N’Agaun ed il secondo tra le dune rosse di Tin Merzouga, tra le più alte e spettacolari al mondo, rese così speciali dalla sovrapposizione di prospettive e scenari regalati da un magico connubio tra sabbie e rocce, spesso ardite. Un poco ad ovest di Tin Merzouga ci si inoltra tra i rilievi del Cirque de Ouan n’Ghem, dove le sabbie rosa e talvolta rosse circondano sculture di arenaria finemente cesellate, con guglie anche altissime dalle forme più astruse, in un vero labirinto di uadi che possono essere a volte anche erbosi. Si prosegue ora lungo una direttrice che porta gradatamente verso l’uscita dal Tadrart risalendo gli imponenti canyon di In Djaren, le cui falesie scolpite rivelano affreschi ed incisioni rupestri. Sin dalla preistoria gli uomini che vivevano in queste vallate pitturavano ed incidevano sulle pareti rocciose le scene di vita quotidiana e di caccia. Si continua il percorso di rientro verso Djanet seguendo un tracciato più settentrionale rispetto all’andata. Completato l’attraversamento del Tassili di Imaharhaten, con il suo paesaggio aspro e pietroso, si esce sugli spazi più aperti dove si pone l’ultimo campo. Nell’ultima tappa si torna alla strada N3, che porta da Djanet fino a Ghat in Libia, e la si segue per un tratto lasciandola in direzione ovest per un fantastico tuffo nel vasto deserto piatto del Tafassasset, sul lembo settentrionale dell’immenso Tenerè nigerino. Si corre veloci sulla sabbia, con l’orizzonte che sparisce verso l’infinito. Si lascia questa incredibile vastità cambiando direzione, verso nord, arrivando tra le propaggini che circondano l’oasi di Djanet e raggiungendo la Roccia dell’Elefante – ci assomiglia veramente – e la Tomba Reale, un esempio di sepoltura arcaico molto ampio ed interessante. Tornati sull’asfalto si giunge in breve a Djanet, dove si hanno a disposizione la stanza in hotel fino alla partenza.
12°g. Giovedì 26 novembre, volo di rientro da Djanet
Il volo per Algeri parte all’1.40 di notte con arrivo ad Algeri alle 3.55 oppure, se facesse scalo, all’1.30 con arrivo alle 5.50 (orari da confermare). Il volo ITA per Roma Fiumicino parte alle 11.05 con arrivo previsto alle 13.55; da Fiumicino, se la meta non fosse Roma, ci si collega alle diverse città italiane di provenienza.
COSTO DEL VIAGGIO
€ 2100 – Minimo 4 e massimo 12 partecipanti
La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, per E.A. possono essere estesi i massimali con un costo a partire da € 48 in funzione del valore e della durata dell’assistenza medica assicurata ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa a partire da 5,5% del valore del viaggio), i trasporti ad esclusione dei voli, la colazione ad Algeri, Tamanrasset e Djanet, la pensione completa nel resto del viaggio, gli ingressi ai siti indicati nel programma, la presenza dell’accompagnatore italiano e di guide locali, l’attrezzatura da campo ad esclusione del sacco a pelo.
La quota non comprende: i voli, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”. I due voli interni in Algeria costano circa € 190 e vengono prenotati localmente dal nostro operatore.
Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli internazionali su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.
Supplementi: Singola € 240. Con 8 o 7 partecipanti extra di € 100; con 6 o 5 € 150; con 4 € 600.
Visti e documenti: per l’ottenimento del visto va compilato un modulo fornito da Amitaba, che si occuperà della richiesta. Il costo è di € 170 da pagare all’arrivo in Algeria. Il tempo previsto per la pratica è circa 20 giorni.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Tin Merzouga
Tramonto sull’Assekrem
Algeri, parte vecchia
Erg Admer
Canyon di Essendilene
Bimbi Tuareg, Tassili N’Ajjer
Tin Merzouga
Notre Dame d’Afrique
Casa di Algeri
Monti dell’Hoggar
Monti dell’Assekrem
Eremo di Charles de Foucauld
Formazione della ‘Mucca che piange’
Erg Admer: ‘Mucca che piange’
Tassili N’Ajjer, Tikoubawine
Tassili N’Ajjer, campo tuareg
Tassili N’Ajjer, Essendilene
Djanet, il mercato
Tadrart, graffiti a Tissettekka
Tikobawen, pitture rupestri
Tin Merzouga, ore serali
Tin Merzouga, panorama dall’alto
Ouan N’Ghen, Tadrart
Vita nel deserto
Fossile, deserto del Tadrart
Graffiti verso Tin Merzouga
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NORME E ASSICURAZIONI
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.
DOCUMENTI DI VIAGGIO
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Tassili N’Ajjer, Essendilene
Djanet, il mercato
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Tikobawen, pitture rupestri
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Vita nel deserto
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