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Cina


La Via della Seta

Dal Pamir e Kashgar fino a Xian, tra storia e deserti


Villaggio di Toyuk

Karakul, cammelli e Muztagata

Badain Jaran

Kumbum, panoramica

Esercito di terracotta

PARTENZA
5/9/2026
RITORNO
20/9/2026
DURATA
16 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12

 Sintesi del viaggio


Il viaggio segue la via della seta settentrionale che dai piedi del Pamir a Kashgar portava fino a Xian in Cina passando da Turpan, contornando così da nord il temutissimo deserto del Taklamakan. È il percorso che nella storia venne utilizzato dal maggior numero di viaggiatori, la direttrice dove si individua anche la gran parte dei siti storici. Il tour è poi ulteriormente arricchito da alcune eccellenti deviazioni: tra i monti ed i laghi del Pamir, nella Mongolia Interna alle dune più spettacolari dell’Asia, agli straordinari siti geologici dei monti Quillan, alla grande università monastica tibetana del Kumbum.

  • Kashgar
  • Lago Karakul
  • Urumqi
  • Jiahoe
  • Turfan
  • Bezeklik
  • Toyuk
  • Gao Chang
  • Lago di Ajdingcol
  • Dunhuang
  • Grotte di Mogao
  • Yang Guan
  • Jiayuguan
  • Zhangye
  • Binggou
  • Danxia
  • Alxa Youqi
  • Deserto del Badain Jaran
  • Ping Shan Hu
  • Zhangye
  • Mati
  • Xining
  • Kumbum
  • Xian

 Presentazione del viaggio


Giunti nel Sinkiang in Cina si visita la mitica Kashgar e si dedica una giornata per raggiungere la zona forse più bella del Pamir, dove il possente monte Muztagata si specchia sulle acque di un lago dove pascolano i cammelli bactriani. Da Kashgar si prende il volo per Urumqi dove ci si sposta subito a Turfan per prendere il tracciato storico principale della Via della Seta, che contornava il margine settentrionale del deserto del Taklamakan. Giunti a Turfan si visitano Jiahoe, Bezeklik, Gao Chang, il villaggio di Toyuk e si arriva fino al punto più basso della depressione al lago Ajdingcol (a -154 mt). Da Turfan si procede per un tratto col treno giungendo al “Cancello di Giada”, che segnava la fine del deserto e l’ingresso in Cina, il punto oltre il quale la via per la città imperiale di Xian era ormai sicura e diretta, ed a Dunhuang, con le imperdibili grotte di Mogao, il luogo che fu il punto di raccordo orientale dei percorsi storici della Via delle Seta, che contornavano il deserto del Taklamakan. Si continua sempre verso est per il sito rupestre di Yulin e quindi per Jiayuguan, dove termina la Grande Muraglia al cospetto di un grande castello storico, che è stato ricostruito. Si prosegue per Zhangye, dove si esplorano le propaggini settentrionali dei monti Quillan tra le monumentali formazioni modellate dai venti del Parco di Binggou ed i vivacissimi colori del deserto del ‘Parco Geologico’ di Daxia. Si ammira il sorprendente tempio di Dafo e ci si reca poi a nord entrando nella Mongolia Interna per godere del deserto del Badain Jaran, di bellezza semplicemente stupefacente, dove la duna più alta si eleva per circa 600 metri specchiandosi in impensabili laghetti. Lungo la strada di rientro a Zhangye si sosta al coreografico canyon di Ping Shan Hu. Andando verso Xining, capitale del Qinghai, si raggiungono gli arditi templi rupestri di Mati e, nei pressi della città, si visita la grande università monastica tibetana del Kumbum, edificata sul luogo di nascita di Tsongkhapa. Da qui con un treno veloce si procede per Xian, dove si completa questa magnifica traversata con la visita dei siti che hanno reso celebre nel mondo questa antichissima capitale della Cina, incluso l’Esercito di Terracotta.

NOTA TECNICA

Per le sistemazioni si utilizzano strutture a 4* e 5* tranne nel deserto del Badain Jaran, dove si utilizzano tende fisse dotate di servizi. Per i trasporti si utilizzano mezzi di recente immatricolazione con aria condizionata e per i tratti in treno si hanno posti numerati e comodi. Ci si aspetta un clima secco e non eccessivamente freddo, con massime di circa 18° (tranne a Xian dove si può arrivare fino a 24 gradi) e possibili minime notturne di circa 5°. In alcuni luoghi è presente anche una certa escursione termica tra il giorno e la notte. Si consiglia quindi di vestirsi a strati e di portarsi scarpe comode per camminare. I pasti sono tutti inclusi ed il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito, differente in base alle diverse zone del paese. È possibile richiedere un menù vegetariano per l’intero viaggio (formaggi, uova, verdure, funghi e altro). Il wi-fi sarà disponibile quasi ovunque negli hotel anche se a volte con connessione più debole rispetto all’Italia. Si ricorda che Whatsapp e altri social media sono bloccati in Cina; si può ovviare utilizzando ad esempio una “e-sim” tipo Airalo o simile e alcuni utilizzano la app WeChat che dalla Cina non ha restrizioni di connessione. Il cambio è possibile farlo ovunque. Le guide locali e l’accompagnatore dall’Italia si adopereranno ove necessario per trovare le migliori soluzioni di cambio in ogni luogo. Si consiglia di portare anche del denaro contante.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 5 settembre, volo per Kashgar

Per raggiungere Kashgar, città della provincia autonoma dello Sinkiang, si possono utilizzare diverse compagnie aeree. Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nella giornata successiva alla partenza.

2°g. 6/9 Kashgar

Giunti all’aeroporto di Kashgar si viene ricevuti dal corrispondente cinese di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Radisson Blu Kashgar (5*) o similare. Il resto della giornata è libero, anche per un poco di riposo dopo i voli.

3°g. 7/9 Kashgar

Si dedica la giornata alla visita di Kashgar, città che ebbe origine in epoca precristiana e fu il punto di passaggio obbligato per la Via delle Seta, un fatto che nella storia ha provocato un gran numero di conflitti per il suo controllo; attualmente vi risiedono circa 750.000 persone, per la gran parte uiguri di religione musulmana. Si visitano tutti i siti principali, iniziando dalla celebre moschea Id Kah, che risale al 1442. Quindi le tombe islamiche di Apak Toja, considerato il sito più sacro dell’Islam in Sinkiang, edificato nei pressi della città nel XVII secolo dove, oltre al simulacro del potente re, vi sono i resti di cinque generazioni della sua famiglia; ed il mausoleo del poeta uiguro Yusup Has Hajip Mazar. Oltre a questi siti classici, è molto interessante la visita del cimitero islamico. Si percorrono a piedi le parti centrali della città vecchia, in gran parte ora ben restaurate, e Gaotai, conosciuto come il ‘quartiere di fango’, che fornisce un’idea di come appariva la città ai viaggiatori dei tempi antichi.

4°g. 8/9 Kashgar, escursione in Pamir al lago Karakul (3600 mt)

Si lascia presto Kashgar in direzione sud verso il Pakistan per raggiungere l’altopiano del Pamir arrivando al lago Bulung Kul e, oltre la base del Kongur Tagh, al lago Karakul (omonimo del lago situato più ad ovest in Tagikistan) che dista 194 km. Il tragitto richiede circa quattro ore di viaggio anche se la strada è molto comoda e ben progettata, perché lungo il percorso vi sono parecchi controlli di polizia che rallentano il viaggio e vi è un tratto iniziale con un limite di velocità molto basso. Su questo lago cristallino si specchiano lo spettacolare Muztagata (7509 mt) ed il Kongur Tagh (7649 mt) mentre tra le pasture si aggirano placidi i cammelli bactriani: è uno dei punti più spettacolari del Pamir. Si rientra a Kashgar in serata.

5°g. 9/9 Kashgar – Urumqi – Jiahoe – Turfan

Si prende il volo per Urumqi con partenza da Kashgar alle 11.25 ed arrivo alle 13.25 (orari da confermare). Da qui si prosegue per Turfan, un percorso di circa 192 km, 3 ore di guida. Nei dintorni della città vi sono diversi siti molto interessanti; si inizia recandosi a Jiahoe, che dista circa 10 km. Queste impressionanti ed estesissime rovine, oggi parte del Patrimonio Unesco, contornano i bordi di un colle che si erge tra due corsi d’acqua. Grazie a questa posizione strategica la città non aveva mura di cinta perché protetta dai ripidi versanti su entrambi i lati. All’ingresso si viene accolti da un centro visitatori faraonico ma interessante. In città si visitano la moschea ed il minareto di Emin, alto 40 metri, un’opera che è divenuta il simbolo di Turfan. Si alloggia presso l’Huozhou Hotel (4*) o similare.

6°g. 10/9 Turfan: escursione a Bezeklik, Toyuk, Gaochang e Ajdingcol

S’inizia questa ricca giornata recandosi ad est di Turfan tra le “Montagne Fiammeggianti” alle grotte buddiste di Bezeklik, affrescate durante il regno di Goachang; fu qui che il mitico esploratore Van Lecoq rinvenne meravigliosi dipinti che rappresentano il più alto livello dell’arte manichea. Tornati nella vallata di Turfan si prosegue per un tratto verso est arrivando all’imbocco della valle di Toyuk, dove si passeggia in un interessante, tipico villaggio ai piedi di montagne policrome. Si prosegue visitando le rovine dell’antica capitale di Gaochang, distrutta dai mongoli e non più ricostruita. Il sito è molto grande, ma lo si esplora con l’ausilio di veicoli elettrici, potendo godere della bellezza del luogo senza troppa fatica. Rientrati, si completa la giornata recandosi con le luci della sera a sud della città al lago di Ajdingcol, che è il punto più basso della depressione di Turfan (-154 mt): l’area coperta d’acqua non è molto grande perché l’afflusso idrico della grande vallata viene utilizzato per l’agricoltura, alla qual cosa si somma il fattore di evaporazione che qui è elevatissimo.

7°g. 11/9 Turfan – Dunhuang

In mattinata si avrà a disposizione qualche ora libera prima di recarsi in stazione dove alle 11.09 (orario da confermare) si parte col treno veloce in direzione est per Liuyuan, che dista circa 680 km, dove si arriva intorno alle 14.23. Da qui si prosegue in pulmino per Dunhuang, che dista circa 130 km a sud, circa due ore di viaggio o poco più. Si alloggia presso l’hotel Tian Run Yi Bo (4*) o similare. L’oasi di Dunhuang, situata all’estremo occidentale del corridoio del Gansu, fu lo storico punto di collegamento tra i territori periferici occidentali della Cina e le antiche capitali di Xian e Luoyang. Ai margini dell’abitato ci si reca ad ammirare le grandi dune di sabbia che si possono risalire a piedi e presentano alla loro base un laghetto, conosciuto come la “Fonte della luna crescente”, dove è anche stato ricostruito un forte; un luogo che oggi pullula di turisti locali che si cimentano coi giri offerti con i cammelli bactriani e quant’altro, un esempio di quello che produce il ‘mondo moderno’…

8°g. 12/9 Dunhuang: Grotte di Mogao e Yang Guan

Si iniziano le visite dalle Grotte di Mogao, Patrimonio dell’Unesco, dove si trovano 2000 sculture dipinte e 45000 metri quadrati di pareti affrescate che coprono un periodo artistico di 1000 anni, dal 386 d. C. fino alla dinastia mongola degli Yuan. Fu qui che venne trovata la famosa libreria costituita per il 90% da manoscritti buddisti, spesso bilingue, dove è stato rinvenuto anche il testo stampato più antico del mondo (868 d.C.). La visita richiede l’intera mattina; si inizia dal centro visitatori, anche qui di concezione faraonica ma ben inserito nel contesto, dove si inizia vedendo due filmati sulla storia ed i punti artistici principali, quest’ultimo in una sala video a cupola che funge da schermo a 360°. Si segnala che non è possibile scegliere le grotte che si visitano perché, al fine di evitare affollamenti, ad ogni gruppo vengono assegnate dalla direzione del sito quelle che possono essere viste. Completato il tour ci si reca allo storico ‘Cancello di Giada’, al passo di Yang Guan, punto d’ingresso in Cina per le antiche carovane e punto di dogana e controllo dell’impero cinese, situato circa 60 km a sud ovest. Del forte originario resta oggi solo la torretta di avvistamento sulla cima del colle: la si raggiunge con un piccolo bus elettrico per ammirare i panorami sul deserto e vedere il punto dove sorgeva l’antica fortificazione; alla base vi è oggi un edificio di recente costruzione con un museo, edificato in modo che dicono essere simile a quello del nobile predecessore. Terminate le visite si rientra a Dunhuang per la cena.

9°g. 13/9 Dunhuang – Yulin – Jiayuguan

Si prosegue il viaggio verso est; la prima tappa è il sito rupestre di Yulin, che è anche il nome del fiume che attraversa il sito archeologico; lo si raggiunge con una deviazione dalla strada principale di circa 60 km in direzione sud, in tutto 170 km da Dunhuang, circa 2 ore e mezza di guida. In questo sito, che venne protetto già dal 1961 e che nel 2008 divenne parte del Patrimonio Mondiale Unesco, vi sono 42 templi rupestri buddisti, posizionati sulle falesie lungo le due rive del fiume. In questi si contano in tutto circa 250 statue dipinte e gli archeologi hanno stimato che vi siano circa 4200 metri quadrati dipinti sopra ad una base particolare di gesso, alcuni ben preservati, eseguiti tra il VII ed il XIV secolo. Durante il periodo Ming (1368 – 1644) il sito cadde in disuso per essere poi ripreso in epoca Qing, al cui periodo risalgono anche dei restauri ed alcuni nuovi templi. Rientrati sulla strada principale si continua per Jaiyuguan, che da Yulin dista 320 km, circa 4 ore. Questo luogo è lo storico punto di passaggio carovaniero del Gansu, con le montagne innevate della catena del Quillian a sud, che giungono fino a 5800 mt di quota e segnano i confini naturali dei territori abitati dai tibetani, e le “Montagne nere” a nord, che delimitano i lembi meridionali dei vasti spazi dei mongoli. Qui si trova un grande forte fondato nel 1372 dai Ming per sigillare il confine orientale dell’impero, che in tempi recenti è stato ricostruito come l’originale; è posto nel punto dove termina la Grande Muraglia. Dopo la visita ci si reca sui contrafforti settentrionali della Grande Muraglia, che in questo punto sono stati restaurati. Si alloggia presso il Chengfeng Grand Hotel 4* o similare.

10°g. 14/9 Jiayuguan – Zhangye – Binggou – Danxia – Zhangye

Si continua ancora per un tratto lungo il percorso delle antiche carovane, che oltre Jiayuguan erano ormai giunte all’interno dell’impero cinese. Da Zhangye (225 km, circa due ore e mezza), dove si sosta poi per la notte, si prende la strada verso ovest per recarsi in circa 1 ora e mezza (57 km) ai piedi della catena dei monti Quillan, dove vi sono due siti di bellezza geologica straordinaria. S’inizia dal meno conosciuto Parco di Binggou, dove si accede all’area interna utilizzando dei piccoli autobus elettrici. In questo punto vi sono formazioni erosive spettacolari con pinnacoli arditissimi modellati dai venti e falesie verticali; per esplorare l’area vi sono alcuni sentieri ben disegnati con panoramiche perfette per godere delle prospettive ardite di questo luogo magico. Da qui ci si sposta al vicino Parco Geologico di Danxia, famoso per la cromaticità delle rocce; la visita è strutturata in modo preciso dall’organizzazione del Parco, si entra attraverso un centro visitatori faraonico e coi pullman del parco si segue la strada che si dipana ai piedi delle aree più belle, dove sono stati predisposti brevi percorsi a piedi che consentono un’ottima visione delle aree più affascinanti. In alcuni tratti durante l’ultima visita qui vi erano anche degli altoparlanti da cui esce musica sinfonica, un’idea molto cinese di come godere della natura! Dopo queste belle esplorazioni si rientra a Zhangye dove si pernotta presso l’hotel Pinzun International (4*) o similare.

11°g. 15/9 Zhangye – Alxa Youqi – Deserto del Badain Jaran

Ci si reca al complesso di Dafo, composto da diversi edifici dove si trova un interessantissimo tempio con una grande statua del Budda reclinato assistito da diversi guardiani, tutte statue antiche molto ben eseguite; nel perimetro interno di circumambulazione si osservano stupendi affreschi. Si lascia quindi la città in direzione nord est per Alxa Youqi, nella provincia cinese della Mongolia Interna; un percorso di 180 km che richiede circa 2 ore di auto. Si valicano i monti che cingono a nord la grande vallata dove scorrevano nella storia, ed anche oggi, le grandi vie di comunicazioni est – ovest e, oltre, si prosegue attraversando regioni desertiche fino alla remota cittadina di Alxa Youqi. Da qui si raggiunge (80 km, circa un’ora) l’ingresso del deserto del Badain Jaran, che è ora diventata un Parco Nazionale. Si lascia il pulmino e si prosegue con delle jeep tipo Landcruiser Toyota, mezzi potenti e particolarmente agili per superare i grandi dislivelli delle dune che formano gli ampi bacini di sabbia. Alla base di queste gigantesche dune molti punti sono adorni di specchi lacustri che presentano diverse sfumature cromatiche: un insieme decisamente unico, reso possibile dall’affioramento delle acque che scorrono sotto la superficie originando dalla catena dei monti Quillan, che si erge più a sud, ai margini meridionali del corridoio del Gansu. Ci si dirige con una bella esplorazione del territorio verso la duna più alta, che si chiama Bimutu, che si eleva per oltre 600 metri dalla base della valle ed è pertanto tra le più alte al mondo. Salirla è possibile, ma parecchio impegnativo: dalla cima si gode di uno spettacolo che ripaga lo sforzo, un oceano di dune altissime con un ordinamento irregolare a perdita d’occhio, ornate dal riflesso di diversi laghi alle loro basi. Se non si sale fino in cima, è comunque bella la vista da ogni punto ove ci si viene a trovare e comunque sempre, lungo il percorso con le jeep, si hanno indimenticabili scorci ad ogni piè sospinto! Nella zona di deserto dove si erge la mitica Bimutu vi è anche un lago dove si trova un piccolo tempio tibetano con diversi Stupa, un luogo che offre parecchia magia; si alloggia qui in un campo di yurte, il Badain Jaran Homestay Yurt o simile, dove le tende sono dotate di servizi.

12°g. 16/9 Deserto del Badain Jaran – Alxa Youqi – Ping Shan Hu – Zhangye

Si continua l’esplorazione di queste incredibili dune arrivando infine all’uscita del Parco, tornando poi da qui ad Alxa Youqi. Superata la città si prosegue verso Zhangye ma imboccando una via differente rispetto all’andata, rimanendo più ad ovest, e raggiungendo così il canyon di Ping Shan Hu. Qui l’erosione ha formato profondi intagli nelle rocce creando un ambiente naturale molto spettacolare, bellissimo da esplorare. Terminata la visita si prosegue per Zhangye (ormai solo 60 km, 1 ora di guida) dove si alloggia presso il medesimo hotel utilizzato in precedenza.

13°g. 17/9 Zhangye – Mati – Xining

Si lascia la città in direzione sud fino al sito di Mati (70 km, circa un’ora e mezza). Qui sulle falesie dei monti, che in questa zona sono in parte ammantati da alberi, si trovano diversi templi rupestri buddisti che furono meta di pellegrinaggio anche da parte di alcuni imperatori cinesi. Oltre l’ingresso della zona archeologica vi è un insieme di bassorilievi scolpiti sulle rocce che rappresentano degli Stupa e, proseguendo, si vede un primo gruppo di templi, in gran parte rifatto, che sono di rito buddista cinese mentre, un poco oltre, vi sono i templi e le grotte di rito buddista tibetano, la parte più antica del sito. Sulla parte verticale del monte sono appoggiate delle balconate coperte da tetti a pagoda; alla data di redazione è ancora possibile salire all’interno del monte lungo i cunicoli scavati nella roccia per arrivare fino al tempio più alto, che è tutt’ora attivo ed accudito da monaci tibetani. Anche alla base della falesia vi sono alcuni templi rupestri; la grande grotta scavata, che dicono essere la più ampia al mondo, contiene un’altissima statua del Budda, rifatta, ed una struttura circumambulabile ornata da grandi statue. Terminata la visita si prosegue il viaggio per Xining, che da qui dista 320 km verso sud est, un tragitto bello ma lungo che richiede fino a sette ore. Ci si accomoda presso l’hotel Changjiang International (4*) o similare.

14°g. 18/9 Xining – Kumbum – Xian

Ci si reca a sud della città di Xining per visitare l’università monastica di Kumbum Jampaling, che dista circa 25 km ed è situata a 2600 mt di quota. Questo ampio complesso è uno dei cinque grandi centri di studio della scuola Ghelupa in Tibet. Fu edificato a partire dal XVI secolo da Rinchen Tsondru, discepolo del grande maestro Tsongkhapa, attorno ad un albero ed allo Stupa che segnano il luogo dove quest’ultimo nacque. Divenne uno dei centri monastici principali, con una miriade di templi e conventi, e nei secoli subì attacchi e saccheggi anche da parte dei musulmani. Negli anni ’90 venne in buona parte restaurato ed oggi ospita una comunità di monaci di cui i tibetani sono circa la metà ed il resto in gran parte cinesi. Completata la visita si rientra a Xining dove si prende il treno veloce per Xian che parte alle 15.05 con arrivo alle 19.29 (orari da confermare, la distanza è di 840 km). Giunti a destinazione ci si accomoda presso l’hotel Novotel Xian Bell Tower (4*) o similare, ben posizionato nella zona centrale.

15°g. 19/9 Xian e partenza per l’Italia

Ci si reca nella zona vecchia della città dove si trova il vivacissimo quartiere musulmano, alle spalle della Torre del Tamburo, visitando anche l’interessante Grande Moschea, il cui attuale edificio fu realizzato circa 600 anni fa in epoca Ming. In questa zona si trova un interessante mercato che offre anche una gran scelta di prelibatezze cibarie. Da qui si raggiunge la Pagoda dell’Oca Selvaggia, edificata nel 652, importante punto di riferimento storico. Nel pomeriggio ci si sposta fuori città arrivando al sito funerario del primo imperatore cinese per ammirare l’Esercito di Terracotta. Il luogo oggi è oggetto di un’affluenza turistica massiccia, ma rimane imperdibile. Da qui poi ci si reca direttamente in aeroporto, che si raggiunge verso ovest passando all’esterno della città, un tragitto di 65 km, circa un’ora, dove in serata ci si imbarca sul volo di rientro. Si segnala che se fosse necessario o più comodo sostare una notte in più a Xian Amitaba può predisporre tutti i servizi necessari (alloggio, trasferimenti e assistenza) con un contenuto costo aggiuntivo.

16°g. Domenica 20 settembre, arrivo a destinazione

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Villaggio di Toyuk
Badain Jaran, il Gompa
Villaggio di Toyuk
Karakul, cammelli e Muztagata
Badain Jaran
Kumbum, panoramica
Esercito di terracotta
Kashgar, venditore di coltelli
Visuale tra Kashgar e il Karakul
Kashgar, mercato serale
Rovine di Jiahoe
Turfan, la moschea
Gaochang
Lago Ajdingcol (-154 mt)
Dune di Dunhuang
Dunhuang Grotte di Mogao
Grotte di Mogao
Parco di Binggou
Danxia, deserto colorato
Jiayunguan, il forte
Jiayunguan, la Grande Muraglia
Zhangye, tempio di Dafo
Badain Jaran, salita a Bimutu
Templi di Mati, Qian Fo Dong
Pagoda dell’Oca Selvaggia, Xian
Dafo (Zhangye)

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NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

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PAESI E TRADIZIONI

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Dafo (Zhangye)

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Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.