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Uzbekistan


Il fascino della Via della Seta, con il gioco del Buzkhasi


Vie della Seta

Muynak

Samarcanda, mausoleo di Tamerlano

Ragazza Uzbeka

Venditore di spezie

PARTENZA
11/3/2024
RITORNO
22/3/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
12 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA

 Sintesi del viaggio


L’arrivo è a Tashkent, la capitale del Paese, dove si dedica un giorno per scoprire la città per poi raggiungere in volo Nukus, nelle regioni occidentali desertiche dell’Uzbekistan, dove si visita il famoso museo e si estende l’esplorazione fino a Muynak. Si vedono i castelli del deserto ed i siti archeologici dell’antica Corasmia e si giunge alla città storica di Khiva, dove si sosta per due notti. Da Khiva si procede verso est raggiungendo Bukhara, sostando anche qui due notti e, dopo la visita della città e dei dintorni, si raggiunge in treno l’imperdibile Samarcanda, dove ci si ferma tre notti potendo così dedicare una giornata a seguire il grande evento del gioco del Buzkashi per rientrare poi a Tashkent in treno, che è il mezzo più comodo e veloce, per l’imbarco sul volo di rientro.

Tre cose l’uomo non si stanca mai di guardare: l’acqua, il fuoco e il bazar.
  • Tashkent
  • Nukus
  • Muynak
  • Khiva
  • Bukhara
  • Samarcanda
  • Tashkent

 Presentazione del viaggio


I dettagli del percorso sono indicati nella descrizione del Programma di viaggio.

Il viaggio è condotto da Utkir Yakubjanovich Arabbaev, che parla perfettamente italiano ed è stato la guida dei viaggi di Amitaba in Uzbechistan fin dal 2014, con ottimo gradimento da parte di tutti i partecipanti. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

IL GIOCO DEL BUZKASHI

Il Buzkashi, chiamato anche “Kokpar” o “Kok Boru”, significa letteralmente “acchiappa la capra” ed è uno sport equestre tradizionale dell’Asia Centrale e Meridionale che viene praticato in Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Kazakistan, Afghanistan e Pakistan. Il contesto si svolge su un grande campo dove due squadre composte da decine di uomini a cavallo si contendono la carcassa di una capra e vince chi riesce a portarla dentro ad un’area preassegnata. La squadra a questo punto ottiene il punto e la carcassa viene rimessa al centro del campo, ricominciando il gioco come una sorta di una nostra partita di calcio, dove al posto del pallone c’è però la carcassa del povero animale. Quando un cavaliere riesce ad impadronirsi della carcassa i suoi compagni di squadra cercano di proteggere la sua corsa verso il punto prestabilito mentre gli avversari cercano in tutti i modi di strappargliela. Il gioco è molto cruento anche perché ogni cavaliere ha un frustino che usa sia per spronare il cavallo che per darlo contro agli avversari durante le frequenti mischie che si vengono a creare. In passato son accaduti gravi infortuni a causa sia degli urti che delle cadute da cavallo in quanto non esistevano regole, mentre ora il gioco è più regolamentato (in teoria non si potrebbe colpire l’avversario con il frustino) e gli incidenti con infortuni sono molto meno frequenti, anche perché una delle nuove regole (non sempre rispettata) è di indossare caschetti di stoffa imbottiti, simili a quelli che utilizzavano i carristi dell’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale. Essendo diventato ormai uno sport nazionale esistono dei campionati locali e spesso le due squadre hanno anche una sorta di uniforme. Il pubblico è disposto tutto attorno al campo e segue il gioco ed eseguendo spesso scommesse su quale delle due squadre farà più punti. Alla fine la squadra che ha vinto ed in particolare  i cavalieri che si son distinti maggiormente nel gioco portando più punti alla propria squadra vengono premiati con l’offerta pietanze ma anche di mobili, televisori, impianti audio o servizi da tè.
L’origine del gioco è molto antica, sembra risalire infatti ai tempi dell’invasione mongola dell’Asia Centrale: si narra infatti che i prigionieri venissero messi in mezzo ad una piana e che i cavalieri mongoli che riuscivano ad afferrarli da cavallo si aggiudicavano il possesso del prigioniero. Un’altra versione è quella che i mongoli depredassero i villaggi afferrando al volo gli animali mentre cavalcavano di corsa; e gli aggrediti, se fossero stati in grado di riorganizzarsi, facevano poi la stessa cosa attraverso gli accampamenti mongoli attaccandoli a cavallo per riprendersi gli animali rubati. Da queste contese sarebbe poi scaturito il gioco.
Il Buzkashi resta così un grande richiamo dei tempi antichi che evoca le epopee di queste regioni, dove i popoli nomadi vivevano in stretta simbiosi con il loro cavallo ed aveva un grande valore la prestanza fisica, un mondo dove le razzie erano all’ordine del giorno.

NOTA TECNICA

Gli hotel utilizzati sono di buona qualità, tra i migliori disponibili, e sono stati selezionati, dove ve ne sono, quelli che hanno carattere tipico. Per i trasporti terrestri si utilizzano i veloci treni locali e comodi pulmini di recente immatricolazione dotati di aria condizionata. Gli uzbechi sono molto orgogliosi della loro cucina e dell’ottimo pane che sfornano, e i viaggiatori concordano; si consumano i pasti in diversi locali tipici, non solo negli hotel. È possibile richiedere un menù vegetariano per l’intero viaggio. Ci si aspetta un clima secco e non eccessivamente caldo, con massime di circa 20° e minime notturne di circa 7°.

 Programma del viaggio


1°g. Lunedì 11 marzo, partenza per Tashkent
Per raggiungere Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.

2°g. 12/3 Arrivo a Tashkent
L’arrivo a Tashkent è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Ci si trasferisce presso il Krokus Plaza hotel o similare. Si iniziano le visite della città, che è il centro urbano più grande dell’Asia centrale, iniziando dal complesso di Khast Imom, centro religioso del paese dove si trovano diversi siti interessanti (la madrassa Barak-Khan, la moschea Tilla Sheikh, il mausoleo di Abu Bakr Kaffal Shashi e l’istituto islamico dell’Imam al-Bukhari), e dal grandissimo bazar di Chor-Su. Si prende poi un tratto della metropolitana, che è uno dei punti di interesse per la sua tipologia costruttiva e le ricche decorazioni risalenti al regime sovietico, arrivando nel centro della Tashkent moderna alla grande piazza con la statua equestre di Amir Timur (Tamerlano), la piazza dell’Indipendenza ed il museo di Arti Applicate.

3°g. 13/3 Tashkent – Nukus – Muynak – Nukus
Si lascia presto l’hotel portando con sé la colazione al sacco in aeroporto, dove ci si imbarca sul volo per Nukus (7.00 – 8.20, orari da confermare). Da Nukus si continua ancora verso nord, arrivando a Muynak in circa tre ore e mezza (210 km), che, prima dell’inizio del processo di prosciugamento del lago Aral, era un porto sulle sue rive: ne sono testimoni le navi appoggiate sulla sabbia. Si passeggia tra le navi e si pranza qui. Il luogo è molto bello pur essendo la testimonianza di una catastrofe ecologica, per la peculiare bellezza che la natura offre giungendo fin qui. Infatti negli anni ’50, prima che il massiccio utilizzo delle acque d’immissione per l’agricoltura iniziasse a consumarlo, l’Aral misurava 486 per 284 km, aveva una profondità di 68 metri e si estendeva per 68.000 kmq. Era il quarto lago per dimensioni al mondo, e fino agli anni ’80 vi vivevano 34 specie di pesci. Oggi è diviso in due parti, di cui una interamente in Kazakistan, che tutte insieme rispetto al lago che avremmo trovato negli anni ’50 hanno una superfice ridotta ad un quarto ed un volume d’acqua che corrisponde a circa un decimo. Si rientra quindi a Nukus, dove si soggiorno presso l’hotel Jipek Joli Inn.

4°g. 14/3 Nukus – Castelli della Corasmia – Khiva
Si visita lo straordinario museo Savitsky, appellato da alcuni ‘il Louvre del deserto’ – anche se gli interessanti reperti sono principalmente inerenti all’arte del periodo sovietico. Si parte poi per Khiva che dista circa 200 km sostando per una visita alla necropoli di Mizdakhan e si continua il viaggio verso est. Sul percorso si visitano due importanti siti dell’antico regno della Corasmia: le impressionanti rovine di Toprak Kala, che ne fu la capitale nel III secolo e Ayas Khala, un’altra antica fortezza che domina il deserto di Kyzylkum. Giunti a Khiva si alloggia presso il Zarafshan Boutique Hotel o similare.

5°g. 15/3 Khiva
Si dedica la giornata alla visita di Khiva; la parte antica, designata dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità’, è circondata da mura perimetrali e contiene i principali monumenti storici, una città-museo. La si percorre tutta a piedi accompagnati dalla guida locale, si ha decisamente la sensazione di essere fuori dal tempo; gli edifici sono stupendi, le maioliche colorate preziose, un insieme unico al mondo. Pur essendo essenzialmente un sito storico, non è solo un’incantevole cittadina museo ma offre anche interessanti negozi con dell’ottimo artigianato da acquistare; il pomeriggio è libero per poter esplorare la città murata a proprio piacimento, senza pericolo di perdersi avendo anche gli alti minareti come ottimi punti di riferimento.

6°g. 16/3 Khiva – Bukhara
Si parte in direzione est attraverso lo stepposo deserto di sabbie rosse chiamato Kyzylkum arrivando a Bukhara (circa 7-8 ore di guida, 460 km). Si arriva nel pomeriggio; si presso il Komil Boutique Hotel o similare. A piedi dall’hotel si compie una breve passeggiata per cominciare a scoprire questa splendida città.

7°g. 17/3 Bukhara
Il centro della città storica è un gioiello; lo si esplora principalmente a piedi. Il punto d’inizio è la piazza di Lyabi Hauz ed alcuni dei punti salienti sono la moschea Maghoki-Attar, che è la più antica dell’Asia ed il punto più sacro della città, i bazar coperti, il minareto di Kalon, le moschee di Kalon e Bolo-Khauz, le madrasse Chor Minar, Mir-i-Arab, Ulugbek e Abdul Aziz Khan, il palazzo di Ark e i mausolei di Ismail Samani e Chashma Ayub. Nel pomeriggio si partecipa ad una lezione di cucina per imparare i segreti del Plov, piatto tipico di queste regioni, mentre in serata si assiste allo spettacolo folcloristico tenuto presso la madrassa di Nodir Devan Begi.

8°g. 18/3 Bukhara – Samarcanda
Si inizia la giornata visitando i siti limitrofi alla città: il palazzo estivo dell’emiro (Sitorai-Makhi-Khosa palace) e il mausoleo del grande santo sufi Bakhoutdin Naqshbandi. Si prosegue poi per la fabbrica di ceramiche di Gijduvan, dove si assiste alla creazione ed alla lavorazione di queste vere e proprie opere d’arte. Dopo pranzo si parte in direzione di Samarcanda dove ci si accomoda presso il Bibikhanum Hotel o similare.

9°g. 19/3 Samarcanda
Considerata il gioiello della Via della Seta, è una città il cui centro affascina chiunque abbia il piacere di percorrerlo: oggi se ne visitano gran parte delle meraviglie. Solitamente si inizia dal mausoleo di Tamerlano, che fa a gara con gli altri siti per bellezza assoluta, e colpisce anche per la visuale che si ha della cupola al suo interno; da qui una gradevole e breve passeggiata porta alla colossale moschea di Bibi Khanym, la cui storia ha anche un fondo romantico. Proseguendo si giunge nel cuore di Samarcanda: il Registan, uno dei punti più esteticamente appaganti dell’Asia Centrale, con i tre magnifici edifici che la contornano, un luogo che ci fa comprendere lo stupore che si riscontra nei racconti degli antichi viaggiatori. Si continua con il bazar di Siyob, l’osservatorio di Ulugbek, il Gur Emir e la necropoli di Shah-i-Zinda, dove i mausolei compongono una linea di edifici mirabilmente decorati, dalle proporzioni perfette, con molti dei meravigliosi interni visitabili.

10°g. 20/3 Samarcanda (festival di Buzkhasi)
La giornata è dedicata al grande gioco. Ci si posta alla periferia di Samarcanda dove si assiste all’evento circondati dalla popolazione locale che passa lì la giornata divertendosi, bevendo tè e mangiando pietanze locali che sovente vengono offerte ai visitatori. Tutto attorno vengono montante le yurte, che si possono visitare.

11°g. 21/3 Samarcanda – Tashkent
Si visitano la tomba di San Daniele ed il museo dell’area archeologica di Afrosiab, che in antichità era il centro della città. Si raggiunge quindi il villaggio di Koni Ghil, dove viene prodotta artigianalmente la tipica carta di Samarcanda. Dopo pranzo ci si reca in stazione per prendere il treno veloce per Tashkent, che dista circa 300 km, parte alle 17.00 con arrivo alle 19.10. Trasferimento nello stesso hotel utilizzato all’arrivo, si cena in un locale tipico e in tarda serata ci si reca in aeroporto.

12°g. Venerdì 22 marzo, volo di rientro
I voli per l’Italia partono nelle prime ore del mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

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PAESI E TRADIZIONI

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Samarcanda, dipinto del Registan

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Buzkhasi
Buzkhasi, ressa di cavalieri
Vie della Seta
Muynak
Samarcanda, mausoleo di Tamerlano
Ragazza Uzbeka
Venditore di spezie
Palo sciamanico
Cavaliere al festival di Buzkhasi
Museo Savitsky, dipinto raccolta del cotone
Samarcanda, Registan
Khiva, mura
Tashkent, Khast Imom
Uomo uzbeko

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.