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Tibet Orientale


Losar in Amdo, celebrazioni invernali

Grande immersione nelle tradizioni tibetane


Case tipiche a Nanje

Entità e monaci, Gomang

Monachelli di Nanje Gompa

Festa a Gomar Gompa

Rituali sciamanici del Lurol

PARTENZA
1/2/2025
RITORNO
16/2/2025
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
16 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Alfredo Savino e Pema Gyatso

 Sintesi del viaggio


Il viaggio, alla sua seconda edizione, offre un intenso incontro con la vivacissima cultura e folclore tibetani. Il percorso già di per sé meriterebbe la partenza: da Xining nel Qinghai (*) si procede verso sud est attraverso il Gansu (*) ed il Sichuan (*), in regioni di monti e vaste pasture nomadiche contornate dalle anse del Fiume Giallo, arrivando fino a Chengdu, includendo la visita di importanti siti tra cui i due grandi centri monastici del Kumbum e di Labrang. Ma l’interesse più forte di questa magnifica avventura lo si trova nelle regioni di Repkong, dove si giunge mentre si svolgono innumerevoli attività del folclore religioso tibetano, ed a Ngawa, dove si sarà presenti per le festività invernali conclusive del Losar, il Capodanno tibetano. Si assiste ad un gran numero di eventi, processioni, musiche e danze rituali in costume, rituali esorcistici, parate di cavalieri, riti sciamanici, esposizioni di tanke gigantesche. Tutte manifestazioni che seguono in modo preciso le prescrizioni antichissime delle tradizioni buddiste, bon e sciamaniche.

(*) Si esplorano territori etnici tibetani che, prima dell’invasione, facevano parte dell’Amdo tibetano, oggi inglobati in questi stati cinesi.

  • Xining
  • Kumbum
  • Shakhyung Gompa
  • Repkong
  • Labrang
  • Taktshang Lhamo
  • Ngawa
  • Chengdu

 Presentazione del viaggio


Ma … recarsi in Tibet in inverno? Andare in Amdo a febbraio può sembrare una piccola follia; in realtà s’incontra un clima freddo ma molto secco, in un contesto naturale molto bello che si condivide con migliaia di tibetani, inclusi vecchi e bimbi, in festa. E’ solo necessario munirsi di vestiti caldi, come quando ci si reca sulle nostre Alpi per sciare.

Accompagnano il viaggio Alfredo Savino, buon conoscitore della cultura tibetana, e Pema Gyatso, la nostra guida tibetana che parla inglese e un po’ di italiano. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma.

L’AMDO, UNA NOTA GENERALE

La gran parte delle vaste regioni dell’Amdo, ovvero i territori nordorientali del Tibet, in seguito all’invasione cinese sono state inglobate nelle province del Qinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan, ma in queste regioni i tibetani sono ancora l’etnia maggioritaria e la gente, aiutata dalla fierezza che le è propria e dal territorio selvaggio, è riuscita a tener testa alla politica di assimilazione culturale del governo cinese. Dopo gli incidenti del 2008 nel periodo delle olimpiadi e la violenta repressione cinese che ne è seguita, la vita è poi tornata alla normalità; la gente svolge in discreta autonomia le proprie attività ed anche la religione può essere praticata, a condizione che non si contesti il partito e la legittimità del regime di occupazione. Ora si osservano anche parecchi praticanti buddisti cinesi che frequentano i monasteri ed alcuni di questi istituti si sono grandemente espansi con l’ausilio di fondi contribuiti da discepoli cinesi.

NOTA TECNICA

Il viaggio si svolge nelle regioni tibetane dell’Amdo in inverno, un territorio dove le temperature possono arrivare anche a -15°C e ci potrà essere la neve in diversi punti del viaggio. È quindi necessario un abbigliamento adatto. Il clima previsto è secco e soleggiato, quindi all’aperto si sta bene a condizione di essere ben coperti; si tenga presente che la gente vive qui da millenni senza troppe ansie per il freddo, in una condizione ambientale non molto diversa dalle nostre valli alpine. Si utilizzano hotel comodi e ben riscaldati con servizi in camera. È un viaggio adatto ai viaggiatori che abbiano un senso di adattabilità e che si svolge in aree non frequentate dal turismo, neppure d’estate!

L’ALTA QUOTA DEL TIBET

La località più alta dove si sosta è Taktshang Lhamo, a 3270 mt, dove si arriva nella settima notte del viaggio avendo pernottato precedentemente ai 2450 mt di Repkong ed ai 2820 di Labrang. Dopo Taktshang Lhamo dalla notte successiva si resta ai 3300 metri di Ngawa. Non dovrebbero quindi sussistere problemi di adattamento. Se fosse necessario, si tenga presente che molte persone hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.

 Programma del viaggio


(Nel testo tra parentesi in corsivo i nomi delle località tibetane translitterati dal cinese come su googlemaps)

1°g. Sabato 1 febbraio, partenza in volo per Xining
Per arrivare a Xining, capitale del Qinghai in Cina, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori; la maggior parte dei collegamenti prevede di partire per Pechino o Shangai arrivando nella mattina del giorno successivo, da dove ci si imbarca per Xining.

2°g. 2/2 Arrivo a Xining
All’aeroporto di Xining è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Trasferimento presso l’hotel Yingdeer e tempo libero; la quota qui è di 2200 mt.

3°g. 3/2 Xining – Kumbum – Shakhyung Gompa (Xia Qiong Si)Repkong (Rongpo Gyakhar) (Tongren)
Ci si reca nei pressi della città di Xining per una breve visita all’università monastica di Kumbum Jampaling, situata a 2600 mt. Questo ampio complesso è uno dei cinque grandi centri di studio della scuola Ghelupa in Tibet. Fu edificato a partire dal XVI secolo da Rinchen Tsondru, discepolo di Tsongkhapa, attorno allo stupa che segna il luogo in cui lo storico maestro nacque. Divenne uno dei centri monastici principali del Tibet, con una miriade di templi e conventi, e nei secoli subì attacchi e saccheggi anche da parte dei musulmani. Negli anni ’90 venne in buona parte restaurato ed oggi ospita una comunità di monaci di cui i tibetani sono circa la metà ed il resto in gran parte cinesi. Si parte quindi per Repkong che da qui, includendo la deviazione per Shakhhyung, dista circa 227 km, un percorso che si copre in cinque o più ore. Giunti sui monti che fiancheggiano il Fiume Giallo ci si reca con una deviazione a Shakhyung Gompa (Xia Qiong Si), o monastero di Garuda, che si affaccia in modo molto panoramico sulla vasta valle del fiume. E’ un sito importante perché, oltre al numero dei templi ben accuditi posti sul monte ed alla recente gigantesca statua dorata di Lama Tsongkhapa che accoglie i visitatori, vi è lo Stupa d’oro che contiene i resti del Maestro di questo grande Lama, il quale, ancora bambino, prese qui i voti monastici. Dal complesso si scende direttamente al fiume e si prosegue il viaggio; giunti a Repkong, che è situata a 2450 mt di quota, si alloggia presso l’hotel Hongfengde.

4°g. 4/2 Repkong: celebrazioni a Sangeshong Yagotsang (Wutun)
Repkong è una cittadina dove la popolazione è in maggioranza tibetana, con diversi centri monastici di varie scuole, anche Bon, e interessanti villaggi nei dintorni, una località famosa per la qualità degli artisti che sono ritenuti i migliori pittori di arte sacra del Tibet. Oggi si tengono le celebrazioni al grande monastero di Sangeshong Yagotsang, che solitamente iniziano verso le 10 del mattino e si protraggono fino al tardo pomeriggio quando, con una solenne processione in costume, viene portata la grande torma ai limiti del monastero dove viene gettata in un falò. Nel corso della giornata vengono svolte diverse cerimonie e danze in costume con musiche tradizionali e maschere. Ci si trova immersi tra una miriade di persone vestite con i propri abiti tradizionali giunte al grande monastero per un momento conviviale intenso per i contenuti, ma anche ricco di spontanea gioia dello stare insieme; il nostro primo tuffo in questo bellissimo folclore. Si segnala che a volte nei Gompa di Repkong viene chiesta una donazione ai visitatori che partecipano ai festival.

5°g. 5/2 Repkong: Gomar e Thongdrol a Sangeshong
Ci si reca al monastero di Gomar nei pressi di Repkong dove nel corso della mattina si tiene un’allegra cerimonia conviviale con la partecipazione delle persone del villaggio abbigliate con i costumi più belli. Vengono lanciate noci e dolcetti da un tetto sulle persone festanti e tutti bevono latte caldo mangiando pane fritto tibetano in grande allegria con a contorno i monaci che officiano dei rituali. Nel primo pomeriggio ci si sposta pochi chilometri a nord al monastero di Mago Sangeshong (“Mago” significa ‘basso’, per distinguerlo dal monastero di Sangeshong dove si era ieri). Oggi si tengono le celebrazioni dello Shalthang Chenmo, quando viene issato il Thongdrol, ovvero una tanka gigantesca che qui raffigura Budda Sakyamuni; l’evento viene atteso da una folta moltitudine di persone giunte da tutta la zona perché è considerato di ottimo auspicio. In funzione all’andamento degli eventi, se ci sarà tempo nel corso della giornata ci si potrà poi recare per una visita al principale monastero della regione, Rongpo Gonchen, fondato all’inizio nel XIV secolo, che oggi ospita circa 800 monaci ed è costituito da 9 templi; è retto dalla giovane ottava reincarnazione del Rongpo Kyabgon.

6°g. 6/2 Repkong: Wang Gya e Lurol a Kyankhya
Al mattino si raggiunge la valle di Mogsar, circa 45 km a sud ovest, dove, in posizione tranquilla alla testa della vallata, si trova il più grande monastero bon della regione, Wang Gya. Nel corso della mattina vi viene svolto il rito del Norbu Gankhyl. Dopo l’accensione di un grande fuoco di offerta con il rituale lancio dei ‘cavalli volanti’, i foglietti con stampate diverse preghiere, i monaci indossando i costumi tradizionali prescritti eseguono una processione attorno a tutto il complesso che giunge fino all’eremo posto sotto la cima del monte, seguiti da un gran numero di fedeli. Il sito è composto da  diversi templi, otto grandi Stupa dorati ed una grande statua dorata di Tonpa Sherap, la mitica figura alle origine del Bon. Il tutto si svolge con un interessantissimo assiepamento di persone e, tra i presenti, si notano diversi yogi bon, con i lunghi capelli solitamente arrotolati sul capo. Sulla via del rientro si sosta al villaggio di Kyankya dove oggi si tiene il Lurol, una particolarissima sequenza di cerimoniali molto dinamici dedicato ai Naga, gli spiriti dell’acqua e del terreno, ed alla divinità del monte, entità di protezione locale. L’evento è tenuto dalle persone del villaggio al ritmo serrato dei tamburi, con la partecipazione anche dei bimbi. Dopo una serie di scatenate danze nel cortile del tempio e la benedizione di diverse effigi all’interno del tempio queste vengono portate all’esterno per essere bruciate con un grande falò tra un turbinio di ‘cavalli volanti’. Tornati al tempio, segue la coloratissima offerta alla divinità del monte alla quale viene donata un’enorme quantità di lunghissimi broccati: sono i suoi nuovi abiti per l’anno che inizia. Nella parte finale diversi giovani danzano a torso nudo con degli spilloni infilati in una guancia e sulla schiena … un’offerta alla divinità del monte che sembra utile anche a garantire loro la buona salute per tutto l’anno che seguirà, anche per la famiglia di chi esegue il rituale. A contorno, di fronte al tempio del protettore, vengono versate grandi quantità di grappa sul terreno. A questo punto, completati i rituali, l’intero villaggio si cimenta in una conviviale colossale bevuta e noi rientriamo a Repkong.

7°g. 7/2 Repkong – Gartse – Labrang (Xiahe)
Qui a Repkong… la festa non è ancora finita! Oggi si svolgono danze rituali a Sangeshong, ma sono piuttosto simili a quelle che si sono già viste; si parte così per Labrang che da qui dista 107 km. La strada attraversa una bella regione prima arborea e poi di pasture e supera un valico di 3600 mt che delimita il confine tra gli stati cinesi del Qinghai e del Gansu, dove si accede ora. Si incontra il bel monastero di Gartse, che ospita circa 200 monaci, costruito nella regione del maestoso monte Amnye Nyemri. Giunti a Labrang, situata ad un’altitudine di 2820 mt, si alloggia presso l’hotel Baoma. Ci si dedica alla visita del Labrang Tashikyil, uno dei cinque grandi monasteri tibetani di scuola Ghelupa del Tibet, tra i rari antichi luoghi di culto usciti con pochi danni dalle devastazioni perpetrate durante la rivoluzione culturale. Fondato nel 1709, giunse ad avere una popolazione di 4000 monaci, oggi ridotti a circa 1000; vi sono molti collegi monastici e templi, con affreschi e statue bellissimi.

8°g. 8/2 Labrang – Amchog – Taktshang Lhamo (Langmusizhen)
Si lascia Labrang verso sud attraverso le alte praterie di Sarchu, seguendo un percorso di 183 km che richiede circa quattro ore e si snoda in un bel contesto naturale; sul percorso si sosta per una visita al monastero di Amchog. Giunti a Taktshang Lhamo si alloggia presso il Langmusi Interenational Hotel; la quota è di 3270 mt. In questa cittadina tra monti che ricordano le nostre dolomiti si trovano due grandi monasteri di scuola Ghelupa, Kirti e Sartang, entrambi molto interessanti da visitare; nei pressi di Kirti vi è anche la valletta delle Dakini, dove si trova una grotta venerata per la forte presenza spirituale.

9°g. 9/2 Taktshang Lhamo – Amang Tsang Gompa – Taklung Gompa – Ngawa (Aba)
Con questa tappa si entra nello stato cinese del Sichuan; si attraversa il cuore dell’Amdo, tra vastissimi spazi di pasture e monti ondulati che contornano la prima grande ansa del Fiume Giallo, dove vivono i nomadi tibetani di stirpe Golok e prosperano le mandrie di yak, un percorso di 257 km che richiede circa 7 ore. Si transita da Dzoghe Nyma (Machu) e quindi si attraversa il grande fiume incontrando il villaggio di Amang Tsang e poco oltre i templi di un centro Nyingmapa dove si trova una gigantesca ruota Mani. Si costeggia il Fiume Giallo, che in questa stagione solitamente è ghiacciato, e si procede per Jickdril (Jiuzhi); subito dopo una brevissima deviazione conduce al centro Nyingmapa di Taklung Gompa, dove si ergono tre colossali statue di Cenresi, Guru Rimpoce e Tara. Arrivando a Ngawa si notano le tipiche case di questa nuova regione, siamo a circa 3300 mt di quota; si alloggia presso l’hotel Jude, confortevole e situato a pochi passi da Kirti Gompa. Questa regione è abitata al 90% da tibetani e vi viene coltivata una fortissima e ricca identità: avvicinarla, in particolare durante le festività del Losar (Capodanno tibetano), che qui iniziano nella giornata di oggi, offre un fantastico incontro con il mondo culturale ed il folclore del Tibet.

10°g. 10/2 Ngawa: Thongdrol a Gomang
A Ngawa e dintorni vi sono molti centri monastici, alcuni molto grandi e ricchi di templi, chorten e sale con bellissime statue ed affreschi che appartengono a diverse scuole del buddismo tibetano (Ghelupa, Jonangpa e Nyingmapa) ed al Bon, adagiati con gande armonia tra gli ampi monti coperti di praterie e, in questa stagione, anche di neve. Nel corso della permanenza a Ngawa si avrà modo di conoscere buona parte dei più importanti, nel contesto festoso delle ricorrenze di questo periodo, che è il più vivo ed importante dell’anno, unendosi alle persone del luogo ed ai monaci, a cui si aggiungono i pastori nomadi che confluiscono qui in gran numero. Un’ottima occasione per ammirare anche i costumi tradizionali delle persone. Oggi è festa grande al monastero ghelupa di Gomang, che è tra i principali della regione: viene esposto il Thongdrol. una gigantesca tanka che qui ritrae la figura di un Budda (circa 25 x 30 mt): un momento di grande auspicio che attira una moltitudine di persone. L’insieme è reso ancor più colorito dalla processione a cavallo condotta da uno dei Lama del monastero. Il Gompa è anche molto interessanti da visitare, con diverse sale di assemblea con stupendi affreschi e statue di ottima fattura, e colpisce parecchio il mastodontico nuovo tempio dedicato a Maitreya eseguito con una raffinatezza di dettaglio e precisione sorprendenti, sopra il cui capo nella struttura del tetto a pagoda vi è uno splendido museo con opere d’arte importanti, dove viene custodito uno straordinario Stupa che contiene una reliquia del Budda donata dal Sangha birmano. Nel tempo che rimane si possono effettuare altre visite, ai coreografici villaggi locali ed al convento femminile di Mami, che si trovano nei pressi.

11°g. 11/2 Ngawa: celebrazioni a Kirti e Gomang
Oggi è una giornata importante, tutti sfoggiano i vestiti con gli ornamenti migliori e le donne utilizzano bellissimi e vistosi gioielli tradizionali. Lunghe file di uomini a cavallo raggiungono i diversi luoghi dove si svolgono i cerimoniali di offerta per il nuovo anno. Nei grandi monasteri di Kirti e Gomang si svolgono rituali di danza con maschere e costumi officiati dai monaci, ed in gran parte dei centri monastici si svolgono attività rituali. Si susseguono diversi eventi, e la difficoltà è data …. dalla grande quantità di possibilità! Il programma ottimale è di assistere alla sfilata dei cavalieri a Kirti Gompa e poi andare a Gomang, dove si ritrova un numero ancor più ampio di uomini a cavallo con le tipiche armi antiche. Il climax della giornata è la processione con l’espulsione della grande torma, una procedura simile a quella vista a Sangeshong Yagotsang, che in particolare a Gomang offre dei momenti di costume e coreografia portentosi, con la presenza di un gran numero di cavalieri, una folla di devoti e centinaia di monaci ed il grande falò che viene salutato da intensi fuochi d’artificio e miriadi di botti.

12°g. 12/2 Ngawa: processione a Nanje Bon Gompa e Methok Khyodpa
Nel corso della giornata si amplia la perlustrazione della grande vallata di Ngawa. Ci si reca in una valle laterale nei pressi della cittadina al grande complesso monastico Bon di Nanje dove si svolge, dopo i rituali di preghiera, una processione di tutta la comunità monastica aperta da un monaco in maschera tra i viottoli ed i templi del sito, che si completa con un bel rituale tenuto nell’ampio cortile antistante il tempio alto che prevede un particolare movimento concentrico, prima dell’entrata dei monaci nel tempio principale al suono dei grandi corni e dei diversi strumenti tipici. Al termine ci si reca sull’altro lato della valle al centro Bon di Takten, un bell’insieme di templi e case rurali contornato da uno stupendo panorama sulla vallata ed i monti circostanti. Rientrati, in serata a Kirti Gompa si svolge il Methok Khyodpa, l’offerta delle sculture colorate realizzate col burro di yak, delle vere opere d’arte di questa forma squisitamente tibetana, che include un rituale che vede alcuni corpulenti monaci spezzare grandi bastoni colpendo un tronco d’albero. In funzione di come questo avviene gli assiepati astanti colgono dei particolari segnali.

13°g. 13/2 Ngawa: Thondrol a Kirti Gompa e Cham a Nanje Bon Gompa
Nel corso della mattina si svolge una lunga processione eseguita da tutti i monaci di Kirti che portano il gigantesco rotolo di stoffa fino al punto dove viene esposta questa grande tanka di Maitreya, un momento di grande auspicio per il nuovo anno atteso da un folto pubblico agghindato con i vestiti più belli. Nel pomeriggio si torna fuori Ngawa al complesso monastico Bon di Nanje, dove oggi si tiene la cerimonia conclusiva del Losar. Un evento particolare che coinvolge un gran numero di cavalieri che portano armi e bandiere del Bon fino al luogo delle rappresentazioni, che sono contornate da un intensissimo fuoco di petardi organizzato dai ‘guerrieri’ e dall’accensione di un falò rituale tra un grande turbinio di ‘cavalli volanti’, esplosioni dei botti e lo sventolio delle colorate bandiere. Nel mentre i monaci eseguono le danze esibendo una grande torma e diversi altri simboli, per poi partire al suono degli strumenti tradizionali al seguito dei monaci in maschera e costume che rappresentano le entità che hanno eseguito i riti di purificazione, arrivando nel punto dove viene eliminata la torma in un grande rogo tra un frastuono di petardi e fuochi d’artificio incredibilmente intenso. Al di là dell’interesse dell’evento, anche la bellezza del luogo così ben posizionato tra i monti arricchisce molto l’insieme.

14°g. 14/2 Ngawa – Chengdu
Si parte per Chengdu, un lungo viaggio di 470 km. La parte meno agevole è nel tratto iniziale fino al bivio per Barkham (circa 200 km), quando si valicano le montagne a sud est di Ngawa, ma la strada è buona ed i panorami sono stupendi. Oltre questo bivio per continuare verso sud est ora c’è un tunnel che evita la lunga salita al passo, che in inverno era spesso problematica, ed a seguire inizia l’autostrada. E’ così diventato fattibile arrivare a Chengdu in giornata, ma non è possibile dare un tempo di guida esatto in quanto dipende dalle condizioni della strada nella parte iniziale; una stima verosimile è di circa otto ore. A Chengdu si alloggia presso l’hotel Hilton Huiting.

15°g. 15/2 Chengdu, volo di rientro
Ci si reca in aeroporto per imbarcarsi sul volo di rientro per l’Italia con arrivo solitamente nella giornata successiva.

16°g. Domenica 16 febbraio, arrivo a destinazione

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 3500 – Minimo 2 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), i trasporti indicati nel programma ad esclusione dei voli, l’alloggio in camera doppia, la pensione completa e la sola colazione a Chengdu, la presenza dell’accompagnatore italiano e di una guida tibetana, gli ingressi ai siti indicati nel programma.

La quota non comprende: i voli, il visto cinese, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 720 per la stanza singola; € 50 con 5 partecipanti, € 100 con 4 partecipanti, € 250 con 3 partecipanti, € 500 con 2 partecipanti.

Visti e documenti: il visto cinese deve essere ottenuto prima della partenza; Amitaba fornisce il contatto di un’agenzia specializzata per l’ottenimento.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – yuan del 15/4/2024 (Banca d’Italia): € 1 = CNY 7,7134, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

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PAESI E TRADIZIONI

Entra nella sezione dedicata agli approfondimenti culturali:

Sangeshong Yagotsang, esorcismo completato

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Lama di Gomang
Nanje, cavalieri e bandiere
Case tipiche a Nanje
Entità e monaci, Gomang
Monachelli di Nanje Gompa
Festa a Gomar Gompa
Rituali sciamanici del Lurol
Shakhyung Gompa, Tsongkhapa
Sangeshong Yagotsang, danze rituali
Mago Sangeshong, processione Thongdrol
Festa a Gomar Gompa
Wang Gya Gompa, processione
Wang Gya, Norbu Gankhyl
Kyankya, inizio del Lurol
Kyankya, rituale per i Naga
Lurol, vesti nuove per il Dio del Monte
Kyankya, piccoli musici al Lurol
Thongdrol a Gomang Gompa
Piccolo araldo a Kirti Gompa
Rogo della Torma a Gomang
Kirti, issaggio del Thongdrol
Nanje, la Torma della processione
Nanje, processione della Torma
Wang Gya, yogi Bon
Bimbi a Gomar Gompa

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.