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Pakistan


Antica Civiltà dell’Indo, dal Mare Arabico al Punjab

Un incontro con la storia e la cultura, dall’alba dell’uomo al misticismo Sufi


Sukkur

Bimbi pakistani

Forte di Derawar, cammelli

Piatto locale

Karachi, la spiaggia

PARTENZA
26/12/2023
RITORNO
6/1/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
12 giorni
PARTECIPANTI
GUIDA

 Sintesi del viaggio


Il viaggio esplora nel modo più bello il Pakistan classico, partendo dal meridionale Sindh, che si affaccia sul Mare Arabico, fino alla capitale del Punjab, l’antica città di Lahore; un percorso che risale il flusso del grande fiume Indo, che da tempo immemore alimenta con le sue acque la vita di questi territori. Una regione del mondo che ha visto la nascita della Civiltà dell’Indo, tra le più importanti nella storia dell’uomo, che pose le fondazioni di quello che divenne il mondo culturale vedico. Un viaggio da sud a nord tra i siti archeologici Patrimonio dell’Umanità UNESCO, incontrando i grandi forti del deserto, la raffinata architettura Moghul, antichi mausolei e sontuosi palazzi. Immersi tra i colorati bazar, i paesaggi desertici, le immense moschee, incontrando anche l’alone di leggenda, mistero, religione ed antiche tradizioni del sufismo, che permane ancora oggi nella vita locale. A contorno di tutto questo, i sorrisi della gente, ospitale ed amichevole, contenta che le loro terre vengano apprezzate da viaggiatori giunti da così lontano.

  • Karachi
  • Chaukundi
  • Makli
  • Thatta
  • Keenjhar
  • Hyderabad
  • Bhitshah
  • Forte di Ranikot
  • Shewan
  • Larkana
  • Mohenjo-daro
  • Sukkur
  • Forte di Kot Diji
  • Khairpur
  • Bhong
  • Bawalpur
  • Forte di Derawar
  • Uch Sharif
  • Multan
  • Harappa
  • Lahore

 Presentazione del viaggio


Il viaggio inizia da Karachi, sul Mare Arabico, città popolosa e frenetica ma al contempo ricca di siti da visitare, dove si scopre anche l’affascinate arte di decorare e dipingere in modo molto ricco i camion e gli autobus che percorrono le strade del Paese. Da qui inizia il viaggio verso nord risalendo la valle dell’Indo, il fiume che divide in due queste regioni donandole fertilità e vita. Il percorso da subito è molto ricco, si scoprono l’antico cimitero islamico di Chaukhandi composto da decine di tombe di santi sufi, la necropoli di Makli (Patrimonio Unesco), e le moschee di Thatta e Hyderabad. Si prosegue con la visita al mausoleo di Abdul Latif, importante luogo di pellegrinaggio, per giungere alle imponenti mura del forte di Ranikot, conosciuto, per la ciclopicità del suo insieme, come la Grande Muraglia dei Sindh. A Sehwan si avrà modo di assistere alle mistiche danze sufiche per poi proseguire verso le rovine di Mohenjo-daro (Patrimonio Unesco), il sito più importante della Civiltà dell’Indo, fino a giungere a Sukkur, dove con una piccola barca si scoprono antichi templi, storie e leggende della città. Si continua con le visite dei forti storici di Kot Diji e di Derawar, quest’ultimo situato nel deserto del Cholistan, dove vi è la possibilità di ammirarlo a cavallo di un cammello, e, dopo la città santa dei sufi, Uch Sharif, si giunge a Multan, dove si dedica una giornata alle visite, selezionando le tombe ed i mausolei più belli. Qui si avrà la possibilità di assistere ad una cerimonia Qawwali dei sufi. La visita di Harappa (Patrimonio Unesco) completa la parte del viaggio dedicata alla Civiltà dell’Indo, e, da qui, si giunge a Lahore, che fu capitale dell’Impero Moghul, una città ricca di sontuosi palazzi, antichi mausolei, immense moschee, verdi giardini e colorati bazar. Qui ci si reca al vicino confine con l’India per vedere la folcloristica cerimonia della sua chiusura, che avviene alla sera, e, con un po’ di fortuna, si assiste in città ad una sessione di Desi Kusthi, famoso sport locale che ricorda il wrestling.

IL PAKISTAN

GEOGRAFIA E GENTE – La Repubblica Islamica del Pakistan, posizionata tra Iran, Afganistan, Sinkiang a dominio cinese ed India è grande quasi tre volte l’Italia con una popolazione per il 96% musulmana di circa 230 milioni di persone, in gran parte concentrate nelle regioni di pianura che si affacciano al fiume Indo partendo dalla capitale Islamabad, ai bordi delle montagne, a Karachi, sulle sponde del Mar Arabico. Il vasto deserto del Balochistan, che occupa la parte più occidentale a sud dell’Afganistan, è poco abitato e la regione montuosa del nord, dove si svolge il viaggio, ha una pressione abitativa contenuta.
Il nord del Paese è un territorio affascinante, un succedersi senza fine di montagne, fiumi e vallate ornato da paesaggi grandiosi. Si trovano qui ben 5 dei 14 “8000”, oltre ad un incredibile numero di monti sopra i 7000 metri, di cui parecchi ancora inviolati, e la regione è la meta di un gran numero di spedizioni alpinistiche: dal Tirich Mir (7708 mt), punto più alto dell’Hindu Kush, al K2 (8611 mt), punto più alto del Karakorum, al Nanga Parbat (8126 mt), bastione occidentale dell’Himalaia.
Tra queste colossali catene risiedono diverse popolazioni con caratteristiche distinte. Tra queste troviamo ad est i Baltì, giunti qui dal Tibet che oggi sono in maggioranza sciiti. A nord di Gilgit gli Hunza, un popolo che formava un proprio regno fino al 1974 con una lingua non associabile ad altre, un fatto che rende un poco misteriosa la loro provenienza; e, oltre Karimabad, che è il centro principale degli Hunza, e fino al Sinkiang, i Wakhi di origine pamira, che, come gli hunza, sono in maggioranza ismailiti. È interessante sapere che gli hunza hanno affascinato l’Occidente perché da alcuni autori vennero associati al mitico regno di Shangri-La, un magico luogo dove la leggenda vuole che non si invecchi – tanto che le loro albicocche recentemente venivano esportate come elisir di lunga vita!
Fuori da queste aree, con le importanti eccezioni dei distretti del Kohistan, dove predominano i dialetti hindko, e di Chilas, dove predomina la lingua shina, entrami idiomi di origine indo-ariana, e della regione dell’Hindu Kush abitata dai Chitralis, dove si parla khovar, anche quest’ultima del ceppo indo-ariano, la maggior parte delle altre regioni settentrionali è abitata da diversi gruppi Pashtun. Questa importante etnia, che nel suo grande insieme costituisce circa il 15% della popolazione del Pakistan, ed è composta da diverse tribù e clan che originano dalla Persia, come si evince anche dalla loro lingua, che è molto vicina al persiano. A ridosso del confine afgano ad ovest, tra i monti dell’Hindu Kush, completa questo variegato insieme etnico il piccolo, interessantissimo gruppo dei Kalash, di cui si accenna più avanti, nel paragrafo a loro dedicato.

ORIGINE E STORIA – Il Paese ha origine dalla partizione dell’India che seguì la disgregazione dell’impero coloniale britannico, e il Pakistan ha tutt’ora una posizione molto conflittuale con l’India per via dei disputati confini nordorientali. Copre un territorio dove le vicende storiche originano in tempi antichissimi con la Civiltà dell’Indo, che ebbe inizio circa 2800 anni a.C., e di cui si trovano i resti più importanti ad Harappa e Mohenjo-Daro, dove la cultura indo-ariana diede origine a forme di scrittura tra le più antiche conosciute e sviluppò i profondi contenuti religiosi e filosofici vedici, uno dei pilastri principali della moderna civiltà dell’Uomo. Seguì il grandioso periodo della civiltà di gandhara, che ci ha lasciato un’importante eredità con le sue raffigurazioni artistiche nate dalla fusione di stili ellenistici e persiani, che ebbe il suo centro principale a Taxila, le cui fertili terre furono poi parte di diversi imperi, dagli Acheminidi persiani alla conquista di Alessandro Magno ed al grande impero dei Maurya, che si estese fin qui dalle pianure gangetiche dell’India.
Nel 711 d.C. iniziò la conquista islamica che indusse l’avvento di diversi regni che si contesero la regione, con il periodo forse più significativo legato alle dinastie imperiali islamiche Mughal, che avevano il proprio epicentro nell’attuale India. Con l’affievolirsi dei Mughal, fino all’avvento dei tempi coloniali nel XIX secolo, vi furono diversi passaggi, incluso un dominio Sikh di parte dei territori.
Tra il 1800 e gli inizi del 1900 la regione fu poi uno dei teatri del “Grande Gioco”, quando Russia ed Inghilterra combatterono una feroce guerra, senza mai sparar colpo ma condotta tramite diplomazie e servizi segreti, per ottenere il predominio di diversi territori tra il Medio Oriente, l’Asia Centrale ed il Subcontinente Indiano.

NOTA TECNICA

SISTEMAZIONI – Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Nelle grandi città come Karachi, Multan e Lahore gli hotel sono molto buoni, paragonabili allo standard europeo. A Hyderabad, Shewan, Sukkur e Bahawalpur gli hotel sono più piccoli e più modesti, ma comunque puliti e ben tenuti e quelli scelti offrono le soluzioni migliori che si possano avere.
PASTI – I pasti sono tutti inclusi e si cerca di offrire una cucina più varia possibile, diversa in base alle varie zone del paese. Vengono proposti pollo, spiedini di carne, riso, verdure, frutta secca, con molti piatti che si trovano anche nella cucina indiana, come il dhal e i pakora. Il tutto sempre accompagnati da yogurt, pane tipo chapati, a volte croccante altre volte più morbido, e viene servito il tipico chai o tè caldo. Vi è così un’ampia scelta valida anche per i vegetariani.
ITINERARIO –Le strade percorse sono tutte asfaltate anche se alcune necessitano di manutenzione ordinaria. Vista la grande strada da percorrere (da Karachi a Lahore sono più di 1200 km) ci saranno alcuni spostamenti di diverse ore, ma anche durante i tratti più lunghi vi sono soste per visite, foto, caffè e così via.
CLIMA E ATTREZZATURA – Il clima è vario, dal caldo di Karachi alle notti più fresche di Lahore, dove ci si avvicina alle montagne; indicativamente le minime potranno arrivare a 10 gradi notturni con dei massimi di 27/28 gradi diurni. Si consiglia quindi un abbigliamento più pesante per la sera, mentre di giorno una maglietta è sufficiente. Anche se non si viaggia nella stagione delle piogge è utile una giacca antivento impermeabile e per le donne un velo per coprire la testa dove richiesto. Si consigliano scarponcini tipo trekking leggeri e sono utili anche dei sandali.
WIFI, SIM, ELETTRICITA’ – Il wifi sarà disponibile quasi ovunque ma a volte con segnale molto debole. Si consiglia quindi per precauzione di prendere una SIM locale; il nostro corrispondente potrà essere di aiuto per questo. Le prese di corrente sono bipolari, come quelle che si trovano in Italia.
CAMBIO – È possibile farlo in aeroporto e nelle maggiori città, e la guida locale si adopererà ove necessario per trovare soluzioni di cambio in ogni luogo. Si segnala che le carte di credito sono diffuse solamente nelle grandi città e si consiglia quindi di portare denaro contante.
ACQUISTI – Ci si potrà sbizzarrire negli acquisti nei bazar che si incontrano sul percorso: dai vestiti pashtun con relativo cappello pakol per gli uomini, ai colorati sari o shalwar, pashmine e foulard in seta per le donne (si potrebbero anche comprare dei burqa!). Si trovano anche ottima bigiotteria (orecchini, collane, bracciali), gemme e tappeti. Sicuramente è facile individuare qualcosa di interessante da portare a casa.
INGRESSO NEL PAESE – Al momento della redazione del viaggio non è obbligatoria alcuna vaccinazione. Serve un passaporto con sei mesi di validità minima dal momento dell’arrivo e Amitaba si occupa delle pratiche per ottenere il visto.
PERICOLOSITA’ – Se ci si chiede se in queste regioni ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone. La parte più temuta da molti è la zona dei Kalash che è a ridosso dell’Afghanistan; si tenga presente che il confine è molto controllato e l’operatore locale potrebbe decidere, anche se non è mai successo, di fornire una piccola scorta armata, più per prevenzione che per reale pericolo.

 Programma del viaggio


1°g. Martedì 26 dicembre, partenza per Karachi
Per raggiungere Karachi vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La maggioranza dei collegamenti prevede l’arrivo nella mattina del giorno successivo alla partenza,

2°g. 27/12 Karachi
Arrivo a Karachi nelle prime ore del mattino, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale, e trasferimento presso l’Avari Towers Hotel o similare. Dopo un poco di relax, in tarda mattinata si inizia la visita della città, che con 15 milioni di abitanti rappresenta il fulcro dell’economia pakistana ed è il centro urbano più popolato del Paese. Si inizia dal Museo Nazionale, ricco di reperti archeologici e manufatti provenienti da tutto il Pakistan, con anche diverse opere di arte Gandhara. Si prosegue per il  Mausoleo di Jinnah, l’ultima dimora di Quaid-e-Azam Mohammad Ali Jinnah, considerato il padre fondatore del Pakistan, quindi con la Moschea di Tooba, la più grande moschea a cupola unica al mondo, costruita con il marmo bianco, e si completa con il Mohatta Palace Museum, che contiene reperti archeologici e culturali della regione. Dopo una breve sosta al Mercato Coperto dell’Imperatrice, in stile vittoriano, si ammira il primo tramonto pakistano dalla spiaggia di Karachi, concludendo questa intensa ed affascinante prima giornata pakistana.

3°g. 28/12 Karachi – Chaukundi – Makli – Thatta – Keenjhar – Hyderabad
Prima di lasciare la città ci si reca nel distretto dove vengono elaborati i mezzi di trasporto, una caratteristica zona dove pittori ed artigiani decorano camion ed autobus facendoli diventare, con grande destrezza e fantasia, i caratteristici e fantasiosi oggetti variopinti che si incontrano lungo le strade, così tipici di questo paese. Si tratta di una vera e propria arte ed è molto affascinante anche scoprire in che modo vengono scelte le decorazioni – spesso vengono infatti utilizzati diversi simboli per scacciare il malocchio e il pericolo di frane! Si parte da qui in direzione nord est alla volta di Hydebarad, la meta odierna. La prima sosta è all’antico cimitero islamico di Chaukhandi, che raccoglie decine di tombe di santi sufi, stimati studiosi e nobili costruite dall’ XI al XIX secolo. Una loro particolarità è il materiale con cui sono state costruite, la pietra arenaria, e sono decorate da bassorilievi diversi tra uomini e donne: le tombe femminili hanno pizzi e merletti, mentre quelle maschili cavalli ed altri animali. Si prosegue per la grande necropoli di Makli, patrimonio UNESCO, al cui interno si trovano innumerevoli tombe di mistici sufi e di regnanti della regione, una dei più grandi siti funerari del mondo che si sviluppa su di un’area di circa 10 km quadrati. Poco distante si giunge a Thatta, antico centro di arte islamica, dove si visita la moschea di Shah Jahan del XVI secolo, famosa per un’ottima acustica e per le suggestive decorazioni con motivi calligrafici, tipici dell’arte decorativa musulmana. Si prosegue quindi per Hyderabad prendendo la strada che costeggia il grande lago di Keenjhar arrivando a destinazione in serata, dove si alloggi presso l’Indus Hotel. La tappa è di 208 km, circa 5 ore di viaggio.

4°g. 29/12 Hyderabad – Bhitshah – Forte di Ranikot – Shewan
Si inizia la giornata esplorando la città: il vecchio forte di Pakka Qila e quello più piccolo di Kacha Qila, per proseguire con il Museo del Sindh, dove sono conservati i documenti della storia culturale di queste regioni, quindi il santuario di Kalhoro, la torre dell’orologio e le tombe della dinastia dei regnanti del Sindh, la stirpe dei Talpur Mirs. Completate le visite si parte in direzione nord per raggiungere la città di Sehwan. Sul percorso la prima sosta è al villaggio di Bhit Shah per il mausoleo di Abdul Latif, importante luogo di pellegrinaggio in cui i fedeli vengono a rendere omaggio al santo sufi Abdul Latif (1689-1752), considerato il più grande poeta musulmano in lingua Sindhi. Si prosegue poi verso nord, e, facendo una deviazione verso ovest, ci si reca al forte di Ranikot, conosciuto come la Grande Muraglia dei Sindh. Non è ancora chiaro chi lo abbia costruito, ma è uno dei più grandi forti al mondo, il suo diametro è infatti di ben 32 km e, grazie alle sue imponenti mura, viene sovente equiparato alla Grande Muraglia Cinese. Anche questo, come molti altri siti che s’incontrano nel viaggio, è stato dichiarato Patrimonio UNESCO. Si riprende quindi la strada principale arrivando a Sehwan, una città situata sulla riva occidentale del fiume Indo che è uno dei più antichi centri abitati del Sindh. Ospita il Mausoleo di Lal Shah Baz Qalandar, costruito nel XIV secolo, dedicato a questo importante santo sufi e poeta che provenne dalla Persia. Si conclude la giornata assistendo qui ad una cerimonia Sufi, circondati da fedeli e mendicanti, un rituale in cui la danza e la preghiera si mescolano per raggiungere, attraverso l’estasi e la meditazione, il contatto con Dio. Si pernotta presso il Shewan Divine Hotel; la tappa è di 281 km, circa 5 ore e mezza.

5°g. 30/12 Sehwan – Larkana – Mohenjo-daro – Sukkur
Oltre Sehwan si continua in direzione nord per raggiunge la città di Sukkur. Lungo la strada si transita da Larkana, famosa cittadina dove, se possibile, si visita il Garahi Khuda Beiksh, meglio conosciuto come il Mausoleo della famiglia Bhutto. ( A volte le autorità locali chiudono le visite, quindi si scoprirà solamente il giorno prima se possibile o meno visitarlo). Qui riposano le spoglie di Benazir Bhutto, la donna che tentò di cambiare il Pakistan e fu per due volte capo del governo, la prima ed unica donna premier nel mondo islamico, assassinata con un meschino attentato nel dicembre del 2007. Poco distante si trova il sito di Mohenjo-daro, che nella lingua locale significa la “Collina dei morti” (così chiamato perché si sviluppa sul fianco di una collina). Patrimonio UNESCO, fu una delle più importanti città del mondo antico, centro principale della Civiltà dell’Indo, fondata circa 2500 anni a.C., e che prosperò per circa 800 anni arrivando ad avere una popolazione stimata di 40.000 persone; il sito rimase sepolto fino alla sua riscoperta, avvenuta negli anni ’20 del secolo scorso. In quei tempi così lontani nella memoria dell’uomo, quando ancora in Europa le condizioni di vita erano ancora piuttosto primitive, la popolazione di questa antichissima civiltà abitava in case di mattoni con un primitivo sistema fognario e giovava di un sistema di irrigazione che, grazie alle piene dell’Indo, permetteva di coltivare diversi tipi di cereali. Fu una civiltà molto progredita, tra le più antiche conosciute, che rivela contenuti equiparabili alle più famose civiltà dell’antica Mesopotamia o dell’antico Egitto. Il sito si divide in due parti, quella sopraelevata dove si trovano diverse costruzioni importanti, con il grande stupa buddista ed una piscina, mentre nella parte bassa si individuano le residenze delle persone con case e botteghe artigianali. È molto interessante anche la visita al Museo che contiene sigilli, giocattoli di terracotta, utensili da cucina, ceramiche e gioielli. Si prosegue da qui per Sukkur, dove si alloggia presso l’hotel One; la tappa è di 373 km, circa 5 ore e mezza. Questa città di circa 600.ò00 abitanti vanta oltre 2 mila anni di storia; Alessandro Magno la occupò nel 325 a.C. durante la sua marcia alla ricerca delle foci dell’Indo e, sempre qui, gli inglesi tra gli anni ’20 – ‘30 del secolo scorso costruirono la prima diga sull’Indo, tutt’ora fulcro di uno dei sistemi di irrigazione più vasti al mondo.

6°g. 31/12 Sukkur ed escursione al forte di Kot Diji e Khairpur
Il forte di Kot Diji si erge 50 km a sud di Sukkur ai margini del deserto. È composto da due parti: sopra ad un rialzo del terreno di circa 12 metri si trova la cittadella e sotto a questa l’ampia area esterna. Non vi sono informazioni precise sulle sue origini, sembra infatti che in passato un immenso incendio lo abbia distrutto, ma quel che è certo è che il primo insediamento in questa zona risale al 300 a.C. Ci torna quindi verso nord sostando a Khairpur per visitare il palazzo Faiz Mahal, un capolavoro architettonico costruito a fine 1700 come tribunale per il sovrano dei monarchi Talpur della dinastia Khairpur. Si rientra quindi a Sukkur, dove un aspetto molto interessante è la presenza dei “Mohanas”, ovvero dei pescatori che lavorano e vivono sulle loro barche e la cui intera vita si svolge solo e sempre sul fiume! Ispirandoci a loro, si prende una barca per raggiungere un’isoletta al centro del fiume Indo dove si trova un importante complesso di tempi induisti, originariamente dedicati a Shiva, un luogo evocativo dove si ammirano anche raffinate lavorazioni dei marmi. Si prosegue la navigazione giungendo alla vicina isola di Bukkur, anch’essa al centro del fiume (ma collegata con ponti alla terraferma) per visitare la tomba delle Sette Sorelle. Secondo la leggenda infatti sette sorelle molto belle vivevano qui nascoste dagli occhi di ogni uomo. Un Raja locale venne a conoscenza che qui vivevano queste bellissime donne nascoste dagli sguardi indiscreti e così ordinò di portarle al suo cospetto. Quando vennero a prenderle queste cominciarono a piangere sempre più forte dalla disperazione ed all’improvviso si sentì un boato seguito dall’apertura di una grande grotta sotto di loro, dove scomparvero. Altre leggende parlano invece di questa grotta dove sette sorelle si nascosero dai soldati britannici, rifugiandosi qui per salvare il loro onore. Si completa questa piacevole esplorazione in barca andando ad ammirare il grande sbarramento costruito sul fiume Indo dagli inglesi. Giunti a terra, si conclude la giornata in un ristorante tradizionale con una cena speciale per festeggiare l’avvento del nuovo anno!

7°g. 1/1/2024 Sukkur – Bhong – Bawalpur
Si parte in direzione nord est verso Bawalpur lasciando la provincia del Sindh per entrare in quella del Punjab. Sul percorso ci si ferma presso il piccolo villaggio di Bhong per visitare la moschea, che vinse il premio istituito dall’Aga Khan nel 1986 per la sua particolare architettura, costruita con uno peculiare stile che spazia dal tradizionale al moderno. Si prosegue per Bawalpur dove in base all’orario di arrivo si avrà modo di visitare (lo si vede oggi o nella giornata di domani) il Palazzo Nur Mahal, oggi sede dell’esercito pakistano e costruito in stile neoclassico. Pernottamento presso l’hotel One; la tappa è di 410 km, circa 6 ore.

8°g. 2/1 Bawalpur – Forte di Derawar – Uch Sharif – Multan
Si parte in direzione sud ovest immergendosi nel deserto del Cholistan, che copre vasto territorio arrivando fino ad oltre il confine indiano, dove cambia nome diventando il deserto del Thar. Similmente ad altre aree desertiche di questa parte del mondo non presenta alte dune di sabbia ma è costituito da distese di sassi e colline sabbiose ed è abitato da nomadi, sempre alla ricerca di scarse pasture ed acqua per loro stessi ed il bestiame. Si raggiunge il grande forte di Dewara (96 km, circa 2 ore), una costruzione difensiva sorta a protezione delle rotte commerciali lungo le Vie della Seta, con le possenti mura che si ergono alte 30 metri sul deserto, rafforzate da 40 bastioni. Nei pressi si visita il cimitero reale di una dinastia abbaside e vi è la possibilità (inclusa nel costo del viaggio) di fare un piacevole giro col cammello intorno al forte, un bel modo di godere di questo luogo così fortemente evocativo. Si torna da qui sulla strada principale e si raggiunge verso nord ovest Uch Sharif (72 km, un’ora e mezza circa), il “Luogo Santo e Onorevole”, villaggio antichissimo la cui origine è databile al 500 a.C., noto per i santuari sufi, in quanto nel corso dei secoli divenne un importante centro religioso. Si visita lo scenografico Mausoleo di Bibi Jawindi, edificato nel 1493, che è di grande fascino, nonostante sia rimasta intatta solamente una parte dell’edificio originale a causa di un’inondazione del 1817. Si prosegue con la visita del santuario e della moschea di Jalaluddin Surkh Bukhari, un importante missionario sufi. Si prosegue quindi per Multan, dove si arriva in serata e si alloggia presso il Faletti’s Grand Hotel. La tappa copre in tutto 410 km, circa 8 ore.

9°g. 3/1 Multan
Multan è la città principale del Punjab meridionale, ricca di storia, situata sulla sponda orientale del fiume Chenab, un affluente dell’Indo. Si narra che il grande condottiero macedone, Alessandro Magno, l’abbia conquistata nel 324 a.C.; e da qui passò anche il famoso viaggiatore cinese Xuan Zang, che vi descrisse un maestoso tempio dedicato a Shiva che in antichità era un’importante meta di pellegrinaggio induista, ma di cui oggi non vi è più traccia perché fu obliterato dall’espansione musulmana. Con l’Islam la città si trasformò in un importante centro di questa fede e vi confluirono nel corso dei secoli migliaia di mistici e Sufi, ed in città sono presenti infatti decine di tombe e mausolei a loro dedicati – per questo viene anche chiamata “la città dei Sufi”, o anche “città delle tombe”. Nel corso della giornata si visitano i principali luoghi d’interesse iniziando dal mausoleo di Sheikh Rukn-I-Alam, capolavoro dell’architettura Moghul di forma ottagonale costruito in mattoni rossi e decorato con colori blu e bianco. Nei pressi sorge la tomba di Baha ud-din Zakaria, padre di Rukn-I-Alam. Si prosegue con il Santuario di Shah Shams Tabrez, la grande Moschea Eidgah, la tomba di Shah Yousuf Gardezi per concludere la giornata con una piacevole passeggiata nel caotico e colorato Hussain Agahai bazar. Nel tardo pomeriggio si assiste ad una tradizionale cerimonia di danza Sufi chiamata Qawwali (il luogo dove si terrà la cerimonia verrà comunicato all’arrivo in città). Il Qawwali è una musica tipica del sufismo, un interessante insieme di cui parte importante è la danza, con il fine di facilitare un’estasi religiosa così da entrare in contatto con il divino, che per loro ha il nome di Allah. Essere testimoni di questa estasi spirituale aiuta a comprendere come queste persone cerchino in un modo del tutto particolare il contatto diretto con la divinità.

10°g. 4/1 Multan – Harappa – Lahore
Si lascia Multan in direzione nord est per raggiungere la città di Lahore. Prima di arrivare a destinazione si visita uno dei siti archeologici più importanti della storia del Pakistan, Harappa. La città venne fondata nel medesimo periodo di Mohenjo-daro, tra il 2600 e 2500 a.C. e rappresentò per lungo tempo, unitamente a quest’ultima, una delle più importanti città fortificate dell’Indo arrivando ad avere, secondo le stime, quasi 24.000 abitanti. Anche questo è un sito che offre l’opportunità di avvicinare la cultura e la storia della regione, scoprendo come viveva questo antichissimo popolo, le cui radici si evincono da alcuni resti, rinvenuti in queste regioni, che risalgono fino al 6000 a,C. Le rovine, individuate anche qui negli anni ’20 del secolo scorso, comprendono la cittadella, edificata su di una collinetta circondata dalle mura difensive, e, ai suoi piedi, le abitazioni della gente comune, dotate di un sistema fognario, e si individuano un cimitero ed un grande granaio. La città ebbe anche un importante ruolo come snodo commerciale della regione; oggi non vi sono resti molto scenografici da vedere perché fu più volte saccheggiata dagli abitanti dei villaggi vicini per utilizzare materiale da costruzione per le loro abitazioni. Si visita anche il Museo, che contiene oggetti e reperti rinvenuti negli scavi. Una nota d’interesse, sembra che questa città si affievolì gradatamente nel tempo, che non sia stata distrutta da invasioni od altro, ed il motivo che ipotizzano gli archeologi sta nel progressivo inaridimento del territorio. Si prosegue da qui per Lahore, dove si alloggia presso il Luxus Grand Hotel. La tappa è di 411 km, circa 6 ore e mezza.

11°g. 5/1 Lahore
Con circa 11 milioni di abitanti Lahore è la seconda città del Paese ed è la capitale del Punjab pakistano. Raggiunse il periodo di massimo splendore durante la dominazione Moghul e, con Akbar, dal 1584 al 1598, fu anche la capitale imperiale. Si iniziano le visite con la Moschea di Badshahi, costruita nel XVII secolo da Aurandzeb, un edificio molto iconico e scenografico in quanto costruito in pietra rossa, compresi i 4 alti minareti. Di fronte alla moschea si visita il Forte di Lahore, che fu la residenza reale del Moghul, oggi inserito nel Patrimonio Unesco. Si prosegue con la visita del Bazar di Anarkali, l’affollato mercato dove si vendono oggetti e merci di tutti i tipi. Nel pomeriggio si si reca al vicinissimo confine con l’India per assistere alla cerimonia che si svolge quotidianamente a Wagah-Attari. Vige infatti un rituale militare dove entrambe le bandiere, indiane e pakistane, vengono abbassate ed i due confini vengono chiusi per la notte, tra un insieme di gesti e scambi marziali ma di reciproco rispetto. Si ritorna quindi in città dove, con un pizzico di fortuna, si potrà assistere ad una sessione di allenamento del Desi Kusthi Pahalwans Wrestling, una forma di lotta indo-pakistana tipica di queste regioni diventata oggi sport nazionale. Questa pratica veniva usata fin dai tempi antichi per il combattimento e l’autodifesa ed ha una lunga storia proprio nella città di Lahore, dove nacquero alcuni dei più famosi lottatori. ( Essendo degli allenamenti è impossibile dire in fase di redazione del viaggio se ci saranno o meno, ma se vengono eseguiti la guida porterà il gruppo a vederli).

12°g. Sabato 6 gennaio, volo di rientro
La maggior parte dei voli parte nelle prime ore del mattino ed arriva a destinazione il giorno stesso.

 

Uno speciale ringraziamento a Roberta per le foto.

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PAESI E TRADIZIONI

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Tomba di Javindi Bibi

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Lahore, Moschea Imperiale
Tomba di Javindi Bibi
Sukkur
Bimbi pakistani
Forte di Derawar, cammelli
Piatto locale
Karachi, la spiaggia
Sukkur, tomba delle Sette Sorelle
Interno di un camion
Trattore
Forte di Derawar
Forte di Kot Diji
Sukkur, barca e bimba
Artigiano locale
Bawalpur, Noor Mahal

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.