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Laos, con Tailandia e Cambogia


Mondi etnici, storia e magia dei fiumi tropicali

Est. in Tailandia e Cambogia


Bangkok, Palazzo Reale

Donna Akha

Barca per crociera sul Mekong

Luang Prabang, questua dei monaci

Angkor, Ta Prohm

PARTENZA
26/12/2023
RITORNO
07/01/2024
PRE-ESTENSIONE
21/12/2023
ESTENSIONE
11/01/2024
2a ESTENSIONE
DURATA
13 – 22 giorni
PARTECIPANTI
GUIDA

 Sintesi del viaggio


Il viaggio offre un incontro stupendo con il mondo fluviale del sud est asiatico: si esplorano, con quattro giornate di navigazione, la parte più spettacolare del Mekong laotiano e, risalendo il fiume Nam U, ci si inoltra nelle regioni etniche del nord del Paese, scoprendo un mondo sospeso dal divenire del tempo, con villaggi bucolici popolati da diversi gruppi etnici immersi in aree naturali magnifiche, arrivando fino alle remote popolazioni degli Akha. Il tour inizia in Tailandia, dove si pone uno sguardo al “Triangolo d’oro”, e, in Laos, oltre alle magnifiche esplorazioni fluviali, si prevede un’attenta visita di Luang Prabang, gioiello dell’estremo oriente, di sosta a Ventiane e si vede il sito khmer (Unesco) di Wat Phou.

Sono previste due estensioni, una all’inizio in Tailandia ed una alla fine in Cambogia.

Ci sono tre verità: la mia verità. la tua verità, e la verità.
  • Bangkok
  • Ayutthaya
  • Kamphaeng Phet
  • Sukhothai
  • Si Satchanalai
  • Chiang Mai
  • Chiang Rai
  • Sop Ruak
  • Ban Houay Xay
  • Pakbeng
  • Pak Ou
  • Luang Prabang
  • Nong Khiaw
  • Muang Ngoi
  • Muang Khua
  • Villaggio Akha
  • Muang Xay
  • Namkat Yorla Pa Resort
  • Vientiane
  • Pakse
  • Wat Phu
  • Don Daeng
  • Siem Reap
  • Angkor
  • Lago Tonle Sap
  • Battambang
  • Phnom Banan
  • Wat Ek
  • Siem Reap
  • Bangkok

 Presentazione del viaggio


Per completare nel modo più bello una visita della regione sono state previste due estensioni, una all’inizio ed una alla fine del programma principale. L’estensione iniziale porta nei siti storici principali della Tailandia partendo da Bangkok ed arrivando via Ayutthaya, Kamphaeng Phet, Sukhothai, Si Satchanalai e Chiang Mai fino a Chiang Rai, punto d’inizio del viaggio principale.
L’estensione finale prevede di raggiungere Angkor in volo da Pakse, che è il punto da dove rientra il viaggio principale, per visitare gli immortali siti archeologici dell’Impero Khmer. Si percorrono quindi in barca il lago Tonle Sap ed il fiume Sangker giungendo fino a Battambang, incontrando una realtà di vita fluviale molto diversa da quella che si era conosciuta nel nord del Laos, sicuramente altrettanto interessante.

ESTENSIONE INIZIALE – Il percorso in Tailandia è stato studiato per offrire un incontro ampio e completo con la storia e le tradizioni del Paese. Dopo la visita dei siti più importanti di Bangkok si segue un itinerario che porta fino alle regioni settentrionali visitando tutti i siti storici più significativi, in gran parte inseriti nel Patrimonio UNESCO. Prima tappa è l’antica capitale di Ayutthaya, quindi Kamphaeng Phet, Sukhotai, la capitale che fu la culla della civiltà tailandese, e Si Satchanalai. Da qui si giunge a Chiang Mai, che vide la gloria del grande regno di Lanna, e Chiang Rai, punto d’inizio del viaggio principale.

VIAGGIO PRINCIPALE – Da Chiang Rai, dopo la visita dei siti, si entra nel leggendario “triangolo d’oro”, al confine con Birmania e Laos, dove il museo dell’oppio evoca storie e momenti salienti di vicende che non sono di fatto ancora del tutto concluse. Si procede per il Laos nel modo più bello: attraversando il Mekong e seguendone il corso con una crociera di due giorni in un ambiente di straordinaria bellezza, una via fluviale dove si affacciano villaggi di diverse etnie e si vedono ancora persone che filtrano l’acqua e le sabbie alla ricerca dell’oro; oltre le grotte sacre di Pak Ou, colme di statue di Budda, si arriva all’antica capitale laotiana di Luang Prabang, annoverata nel Patrimonio UNESCO. Un luogo affascinante che offre, oltre all’oggettiva bellezza dei monumenti, dei templi e della natura circostante, un ricco incontro con la variegata cultura del sud est asiatico; si visitano anche i dintorni recandosi alle cascate di Khouang Si. Da Luang Prabang si risalgono in barca per due giorni le acque del fiume Nam U esplorando territori di bellezza selvaggia, incontrando diversi gruppi etnici inclusi gli interessanti Akha. Giunti a Muang Xay, centro principale del nord del Paese, si prende il treno per Vientiane, approfittando della linea ferroviaria recentemente costruita dai cinesi che offre comodi treni a percorrenza veloce per raggiungere da qui la capitale, dove si fa una breve visita della città, considerata la capitale più tranquilla al mondo, ed offre una miscela di influenze architettoniche. Da Vientiane si raggiunge in volo Pakse, nel sud del Paese, per visitare il grande sito archeologico khmer di Wat Phou, e, dopo una piacevole sosta nella bucolica isola del Mekong di Don Daeng, si prende il volo di rientro dalla vicina Pakse.

ESTENSIONE IN CAMBOGIA – Giunti in volo a Siem Reap ci si immerge nelle visite di Angkor, una delle meraviglie del mondo, godendo di tutti i siti principali, inclusi il raffinatissimo Benteay Srei, il Bayon ed Angkor Wat, dove ci si reca anche per godere delle prime luci del mattino. Completate le visite si raggiunge il vasto bacino d’acqua del lago Tonle Sap, con gli impressionanti villaggi su palafitta e le case galleggianti, che si ammirano dalla postazione privilegiata di una barca, e si risale il fiume Sangker arrivando alla cittadina coloniale di Battambang, da dove, visitato il suo piacevole centro ed i siti Khmer di Phnom Banan ed Ek Phnom, si torna a Siem Reap per il volo di rientro.

UN CENNO SULL’ ETNIA AKHA

In Laos, in particolare nelle regini settentrionali, vivono diversi gruppi tribali con lingue e tradizioni proprie. Tra questi l’etnia degli Akha, un gruppo distinto degli Hmong che si insediò sui monti laotiani provenendo dalla Cina meridionale intorno al 1644, è interessante da incontrare perché preserva ancora i propri costumi e tradizioni, pur nel contesto di una modernizzazione del territorio. Tra gli Akha è d’uso vestirsi con gli abiti tradizionali e l’occupazione principale è l’agricoltura, il cui raccolto maggiore è il riso che cresce a secco, anche se con lo sviluppo dell’irrigazione sono state introdotte anche colture umide, mentre la tradizionale coltivazione dell’oppio sembra essere oramai un ricordo del passato. Gli Akha posizionano i villaggi alti sui versanti delle valli e costruiscono le case con il legno ed il bambù, delimitando gli ingressi al villaggio con particolari cancelli disegnati per tenere fuori gli spiriti negativi ed attirare solo quelli buoni, demarcando così un’area dove sono protetti gli esseri umani e gli animali che ci vivono, lasciando all’esterno di questo spazio protetto le fiere e gli spiriti malvagi; i temi incisi su questi cancelli si ritrovano spesso anche sui tetti delle case per il medesimo scopo. Lo spazio nelle case è diviso in parti separate per uomini e donne nel contesto di una struttura sociale egalitaria, dove l’autorevolezza deriva dall’età e dall’esperienza delle persone.

NOTA TECNICA

Il viaggio prevede tratti di crociera sui fiumi Mekong e Nam U e, nell’estensione in Cambogia, sul lago Tonle Sap e lungo il fiume Sangker, con l’utilizzo di imbarcazioni di tipo diverso. Sul Mekong si utilizzano barche grandi dotate di servizi dove viene preparato anche un pranzo caldo, mentre lungo il Nam U si utilizzano lance più piccole, comunque comode per sedersi e dotate di copertura per il sole, ma senza servizi. Si segnala che sul Nam U serve portare con sé quanto necessario per una notte lasciando il grosso del bagaglio sul pulmino perché le barche e vi è un tratto in cui si deve cambiare la barca per superare una diga, percorrendo un pezzo di strada coi mezzi locali, e diventerebbe molto complicato avere troppo bagaglio. La barca in Cambogia è più grande, ma meno di quella del Mekong, con copertura per il sole, comoda per sedersi e vi è anche un rudimentale gabinetto.
Per gli spostamenti a terra si usano pulmini privati e ad Angkor, nell’estensione finale, i tuk tuk; in Laos si utilizza un tratto di treno per raggiungere Vientiane ed è anche previsto un volo interno, tra Vientiane e Pakse. Nel corso del viaggio sono previsti diversi percorsi a piedi per esplorare i villaggi ed il territorio, nulla di particolarmente difficile; i percorsi più impegnativi sono il sentiero che porta al villaggio Akha, una salita di circa mezz’ora, e la visita alle rovine di Wat Phou.
I pernottamenti sono sempre in strutture comode ed accoglienti ed ove possibile di utilizzano graziosi boutique hotel; solo nel circuito a nord di Luang Prabang ci si deve adattare per tre notti con sistemazioni più semplici, le migliori disponibili, comunque pulite.
La stagione è la migliore dell’anno, con un clima secco e soleggiato; può essere un po’ freddo solo al mattino presto durante le crociere sul Mekong e il Nam U, nel qual caso gli abiti caldi con cui si è partiti dall’Italia potranno essere riutilizzati; per i tratti in barca è utile avere una giacca antivento.

 Programma del viaggio


ESTENSIONE INIZIALE: STORIA E CULTURA DELLA TAILANDIA
1°g. Giovedì 21 dicembre, partenza per la Tailandia
Per raggiungere Bangkok vi è un’ampia scelta di voli; la maggior parte dei collegamenti prevede una partenza dall’Italia in serata con l’arrivo il mattino successivo.

2°g. 22/12 Arrivo a Bangkok
Giunti all’aeroporto di Bangkok si viene ricevuti dal corrispondente tailandese di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Galleria 10; resto della giornata libero.

3°g. 23/12 Bangkok – Ayutthaya
Si visitano le meraviglie di Bangkok, iniziando con il Wat Trimitr, dive è custodito un massiccio Budda d’oro. Da qui ci si sposta nella zona del Palazzo Reale dove si niziano le visite di questi stupefacenti complessi dal Wat Po, la casa di un imponente Budda Sdraiato, che colpisce per la grandiosa grazia dell’insieme oltre che per le gigantesche dimensioni, per poi entrare nel recinto reale, ricchissimo di edifici che si stagliano nel cielo pieni di colore e decorazioni, creando un insieme incredibilmente armonico e colmo di dettagli da osservare, inclusi affreschi e statue, e, posto in un regale tempio, vi è la veneratissima statua del Budda di Smeraldo. Dopo questa grandiosa immersione nell’arte tailandese si pranza e si prosegue, partendo con una barca dai pressi dei palazzi, navigando il fiume ed entrando nei canali della città per una bella esplorazione di questa ‘altra Bangkok’, facendo una sosta al tempio di Wat Pak Nam, da dove occhieggia una gigantesca statua del Budda. Riemersi dai canali si approda sul grande fiume al Wat Arun, la stupefacente altissima pagoda (82 mt) del XVII secolo, decorata in ogni suo dettaglio con grazia e perizia, ma senza che tutto ciò sia ‘troppo’. Si riprende da qui il pulmino e si raggiunge il Wat Benchamabophit (Tempio di Marmo), interessante da vedere, che si trova nella direzione di uscita dalla città per Ayutthaya, situata 80 km a nord, un percorso di circa un’ora e mezza, dove ci si accomoda presso l’hotel Classic Kameo.

4°g. 24/12 Ayutthaya – Kamphaeng Phet
L’antica Ayutthaya, Patrimonio Unesco dal 1991, sorge su un’isola formata dalla confluenza di tre fiumi; fu la capitale dell’impero siamese ed ospitò 33 successivi re dal 1351 al 1767, l’anno in cui venne saccheggiata e distrutta dai birmani e la capitale fu spostata a Bangkok. All’epoca del suo splendore ospitava circa un milione di abitanti e, a partire dal XVI secolo, anche diverse missioni di commercianti europei. Si iniziano le visite dal Wat Yai Chaimongkhon (del 1357), posto al di fuori dell’antica cerchia di mura, che impressiona per la slanciata pagoda principale, attorniata da diverse pagode minori e statue di Budda; nei pressi vi è un tempio nuovo, circondato da … una marea di galli! Un incredibile contrasto tra il classicismo delle forme tradizionali e l’ingenuità di chi vuole ottenere i migliori auspici di vittoria, o ringraziare la memoria, del suo prezioso gallo da combattimento. Si prosegue con la visita del Palazzo Reale estivo, che fu posto qui nel XIX secolo dal V Re Rama e finito dal figlio Rama VI che vi eresse il padiglione cinese. Ci si reca quindi nella parte storica principale, dove vi sono tantissime costruzioni (contando anche tutti i tempietti minori pare che ad Ayutthaya ve ne siano ben 425), dove si visita il Wat Mahathat (del 1374), considerato da molti il più spettacolare, dove vi è il celebre volto del Budda incorniciato dalle radici di un possente albero. Si completano le visite con i templi Phanan Choeng (del 1324) e Wat Phra Si Sanphet (del 1350), toccando così i siti più significativi. Si parte quindi verso nord per la cittadina di Kamphaeng Phet, un viaggio di circa quattro ore su una distanza di 283 km, dove si alloggia presso l’hotel Chakungrao River View, situato nei pressi di un ampio ed interessante mercato locale con tanti banchetti che offrono varie mercanzie e cibo di strada.

5°g. 25/12 Kamphaeng Phet – Sukhothai – Si Satchanalai
Ci si reca al Parco Storico di Kamphaeng Phet, parte del Patrimonio UNESCO, dove, immersi in uno stupendo giardino, si trovano i resti di questa cittadina che, con Si Satchanalai che si visita nel tardo pomeriggio, aveva il ruolo di avamposto difensivo della capitale Sukhotai. Dopo la visita ci si sposta a Sukhothai, situata 79 km in direzione nord est, circa un’ora e mezza di guida. Sukhothai fu la prima capitale del regno del Siam dal 1238 fino al XIV secolo, quando lo scettro passò ad Anutthaya, e, dal 1991, è parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il ruolo di Sukhothai fu fondamentale per lo sviluppo della Tailandia, con la codifica della scrittura in uso ancora oggi e la spinta alla diffusione delle religione buddista, bilanciò con la propria potenza le pressioni khmer ad est, birmana ad ovest e lanna a nord, e promosse un nuovo stile artistico in cui confluivano le diverse forme di queste regioni del mondo, inclusa la Cina. Per facilitare la visita si utilizzano i riksho elettrici perché le distanze tra i siti sono estese. All’interno dell’antico perimetro di cinta rettangolare, che oggi è diventato un bellissimo parco, si trovano le rovine del palazzo reale ed i resti di 26 templi, tra i quali il più noto ed importante è il Wat Mahathal, che costituiva la cappella reale; sono da non perdere anche il Wat Si Sawai, in stile khmer e originariamente dedicato a Shiva, e il Wat Ska Si, circondato da acque, dove si trova una rarissima rappresentazione bronzea del Budda che cammina. Fuori dal perimetro murario è molto interessante il Wat Si Chum, che ospita una grandissima statua del Budda. Completata la visita si pranza e si prosegue il viaggio andando verso nord a Si Satchanalai (67 km, circa un’ora e mezza) dove si alloggia presso il Chanalai Resort. Si completa la giornata recandosi al sito archeologico. Si Satchanalai, che fu fondata nei pressi di Chaliang nel 1250 come residenza degli eredi alla corona di Sukhothai e divenne il secondo centro per importanza dell’antico regno siamese. Anche qui vi sono vestigia di estremo interesse, iniziando dal tempo reale di Wat Phra Si Ratana Mahathat e dal tempio degli Stupa, il Wat Chedi Chet Thaeo, per menzionare i due principali. I siti si visitano passeggiando nei bellissimi giardini.

6°g. 26/12 Si Satchanalai – Chiang Mai
Si parte per Chiang Mai, situata 259 km a nord ovest, un viaggio che richiede poco più di quattro ore, dove si alloggia presso l’hotel White Boutique. Chiang Mai sorse nel 1296 quando il potente regno di Lanna, che controllava le regioni settentrionali della Tailandia, spostò qui la capitale da Chiang Rai. S’iniziano le visite recandosi su di un colle ad ovest di Chiang Rai (14 km, circa mezz’ora); alla sua base si trova il tempietto di Teen Doi Srivichai e, arrivati in alto, si accede al tempio di Wat Phrathat Doi Suthep con una scalinata di 309 gradini ai cui bordi vi sono le figure dei due naga (divinità serpente) più lunghi del Paese (per chi volesse vi è anche un ascensore). Questo magnifico tempio, edificato nello stile della Tailandia settentrionale, risale al 1383 e trasuda una forte spiritualità, è meta di pellegrinaggi da tutta la Tailandia. Al suo centro la bellissima pagoda d’oro a base ottagonale alta 24 metri, posta sopra ad una reliquia del Budda, è circondata da squisiti tempietti minori, ed anche lungo il circuito esterno si ammirano bellissime decorazioni. Dal bordo del complesso si gode di un bel panorama verso Chiang Mai. Tornati in città ci si reca al Wat Suan Dok (XIV secolo), anche questo con una pagoda d’oro, custodisce anch’esso una reliquia del Budda ed è affiancato dal cimitero reale, che presenta un gran numero di candidi reliquiari. Si completa con l’interessante Tempio d’Argento, nel quartiere dei lavoratori dell’argento che lo hanno costruito; presenta lavorazioni minuziose e simboli legati alla devozione ed anche a svariate superstizioni e attività propiziatorie locali. Per chi ne avesse piacere, alla sera è interessante fare una passeggiata nel grande mercato notturno dove è anche possibile cenare, non lontano dall’hotel, per un bellissimo incontro con la vita della Tailandia.

7°g. 27/12 Chiang Mai – Chiang Rai
Si completano le visite della città con il tempio Wat Phra Sing (del 1345) che presenta il tipico stile della Tailandia settentrionale, il Wat Chedi Luang (del 1401) ha lo Stupa in stile Lanna ed il Wat Chiang Man, il tempio più antico (XIII secolo), dove sono preservate due veneratissime statue del Budda. Si parte poi per Chiang Rai, che dista 189 km in direzione nord est, una tappa di circa quattro ore. Prima di giungere a destinazione, si visita il tempio di Rong Khun, conosciuto come il ‘tempio bianco’, una costruzione recente molto particolare in gesso bianco con piccoli specchietti che riflettono la luce, realizzata da un creativo pittore con un progetto che secondo il fondatore andrà avanti nello sviluppo, sempre piuttosto folle, fino al lontano 2070! Prima di arrivare in città si raggiunge il villaggio comunitario di Ban Ta Khao Pluak dove convivono cinque gruppi etnici: Akha, Karen, Lahu, Paluang e Yao, con la parte principale occupata dai Karen le cui donne, che utilizzano gli anelli di ottone al collo, vengono spesso chiamate “donne giraffa”. Le persone sono abituate a ricevere i visitatori, con uno stile eco turistico, e si possono vedere anche le loro produzioni artigianali. A Chiang Rai si alloggia presso il Matrini Chiang Rai Hotel, dove si viene raggiunti dai partecipanti che seguono solo la parte principale del viaggio.

PROGRAMMA PRINCIPALE
1°g.  Martedì 26 dicembre, partenza per la Tailandia
Per raggiungere Bangkok vi è un’ampia scelta di voli; la maggior parte dei collegamenti prevede una partenza dall’Italia in serata con l’arrivo il mattino successivo.

2°g.  27/12 Arrivo a Bangkok e prosecuzione per Chiang Rai
Giunti all’aeroporto di Bangkok ci si imbarca sul volo interno per Chiang Rai, nel nord della Tailandia. Si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Matrini Chiang Rai, dove in serata si incontrano il capogruppo ed i partecipanti giunti fin qui seguendo l’estensione iniziale “Storia e cultura della Tailandia” che parte il 21/12.

PROGRAMMA IN COMUNE
3°g. o 8°g.  28/12 Chiang Rai – Sop Ruak – Ban Houay Xay (LAOS)
Chiang Rai fu fondata nel 1262 per fungere da capitale della dinastia Mengrai ed offre alcuni siti di grande interesse, in particolare i templi che si visitano prima di partire: Phra Singh, esempio raffinato di arte Lanna e di Phra Kaeo, situato nei pressi. Si procede da qui verso nord est, con una breve sosta a Chiang Saen per ammirare il grande Stupa di Wat Phra That Chedi Luang, edificato nel 1290 in stile Lanna ed alto 88 metri, e si arriva a Sop Ruak (62 km, poco più di un’ora di guida) nel ‘triangolo d’oro’, dove si visita il piccolo museo dell’oppio e ci si reca ad un tempio panoramico da dove si ammira la confluenza del Ruak con il grande Mekong, al confine tra Tailandia, Birmania e Laos. Si procede quindi per il confine laotiano; si ripercorre per un tratto il flusso del Mekong verso sud, e, dopo un tratto attraverso belle aeree naturali, lo si ritrova più ad est arrivando al ponte che porta sulla riva laotiana del grande fiume a Ban Houay Xay (69 km, meno di due ore). Si completano le formalità di confine e si incontra la nuova guida locale laotiana; ci si accomoda presso il The M. Bokeo hotel o simile.

4°g. o 9°g.  29/12 Ban Houay Hai – Pakbeng (Crociera sul Mekong)
Ci si imbarca su di un vascello confortevole e dotato di servizi, con cui si seguirà per i successivi due giorni il corso del maestoso Mekong, che è un’importante via di comunicazione tra il Laos settentrionale e Luang Prabang. Si attraversa un ambiente naturale e spettacolare, su cui si affaccia la semplice vita tradizionale dei villaggi; si approda per una visita ad un villaggio dell’etnia Khamu, dove spesso si può visitare anche la scuola, e si pranza a bordo. Si prevede di arrivare a Pakbeng dopo circa 7 ore di navigazione, dove si pernotta presso il confortevole e panoramico hotel Le Grand Pakbeng Resort o simile.

5°g.  o 10°g.  30/12 Pakbeng – Pak Ou – Ban Xanghai – Luang Prabang (Crociera sul Mekong)
Si prosegue lungo il Mekong verso Luang Prabang, che da qui dista ancora altre 7 ore circa di navigazione. Lo scenario continua ad essere spettacolare; in questo bel tratto del Mekong si affacciano alcuni villaggi immersi in una natura pura i cui abitanti in questo periodo dell’anno spesso setacciano il limo del fiume in cerca di pagliuzze d’oro. Sono previste due soste: alle grotte di Pak Ou, un interessante sito dove in due ampi anfratti nella falesia sono custodite migliaia di statue del Buddha, un luogo di pellegrinaggio molto vivo nel cuore dei laotiani, raggiungibile con una breve salita gradinata; e la visita al villaggio di Ban Xanghai, dove vengono prodotti il vino di riso locale e bei tessuti. Si arriva nel pomeriggio a Luang Prabang, dove ci si accomoda presso lo storico Villa Chitara hotel. La cittadina è Patrimonio Unesco grazie al suo incredibile e straordinariamente ben conservato panorama urbano, eccellente esempio di fusione di architettura tradizionale laotiana e coloniale europea. Per una prima presa di contatto con questo bellissimo luogo si sale al Phou Si, la collinetta al centro della cittadina ornata con diverse statue del Buddha, sulla cui cima si trova un piccolo tempio con uno Stupa dorato, un bel punto panoramico che offre una visione d’insieme sulla città ed il fiume Mekong. Il sentiero che porta sul colle ha 328 gradini e sale all’ombra di alberi secolari. Per chi lo desidera, completa questa ricca giornata il famoso mercato notturno, dove si trovano diversi oggetti di artigianato e collezioni di tessuti realizzati dalla gente locale e dalle etnie dei dintorni, situato a distanza di passeggiata dall’hotel. Per la cena, che è libera, vi è solo l’imbarazzo della scelta tra un gran numero di ottimi ristorantini.

6°g. o 11°g.  31/12 Luang Prabang
Chi si alza presto potrà assistere alla processione del tak bat, la questua quotidiana dei monaci che passeggiano silenziosi in fila indiana, con le loro grandi ciotole scure per ricevere l’elemosina. Dopo colazione ci si reca al pittoresco mercato locale, dove viene offerto principalmente cibo, che la maggioranza delle persone tende a comprare fresco ogni giorno. Dal mercato si arriva a piedi al Palazzo Reale, costruito nel 1904 durante l’era coloniale francese per il Re Sisavang Vong e la sua famiglia, oggi diventato un interessante museo; all’ingresso si trova il tempio che ospita la statua del Budda di Phra Bang, l’oggetto di culto più venerato del Paese. Da qui si raggiunge il Wat Xieng Thong, superbo capolavoro di architettura Lao posizionato alla fine della penisola su cui sorge la città vecchia, dove il fiume Nam Khan fluisce nel Mekong; tra tutti i 30 templi dei 65 originari che sono stati preservati è considerato il più emblematico per le stupende decorazioni. Si prosegue con la visita del  Centro Visitatori UXO, dove sono esposte le testimonianze inerenti alla guerra in Laos ai tempi del conflitto del Vietnam. Prossima tappa, l’Ock Pop Tock Living Craft Center, situato serenamente vicino al Mekong, un interessante laboratorio in stile tradizionale dove tessitori, filatori e produttori di batik creano tessuti di alta qualità, dove è piacevole consumare il pranzo. Si lascia quindi la cittadina per una breve escursione verso sud (32 km) alle splendide cascate di Kuang Si, che si raggiungono con una breve passeggiata. Sono alte 25 metri e alimentano invitanti vasche naturali dove è possibile fare un rinfrescante bagno (sono disponibili anche cabine per cambiarsi). All’ingresso delle cascate si trova l’ “Asian Black Bear Rescue Center” che, come indica il nome, si occupa del salvataggio di una specie di orso asiatico, di cui si ammirano diversi esemplari all’interno dei recinti. Rientrati a Luang Prabang si sosta per ammirare il tramonto sul fiume al Wat Chu Phat Tich. La cena, inclusa, è in un ristorante tipico.

7°g. o 12°g.  1/1/2024 Luang Prabang – Nong Khiaw – Muang Ngoi (Crociera sul Nam U)
Si lascia la bellissima Luang Prabang in direzione nord seguendo per un tratto il fiume Nam U ed incontrando la prima delle dighe di questo fiume (lungo il suo corso ce ne sono in tutto nove); lo si lascia per raggiungere la località di Nam Bak (119 km) e raccordarsi ancora alle sue acque a Nong Khiaw (altri 29 km), un tragitto che richiede circa tre ore. Qui si lascia il pulmino con il grosso del bagaglio, che si ritroverà nella serata di domani a Muang Khua, e, portando con sé lo stretto necessario per una notte, si salpa con una veloce barca locale “Longtrail” dotata di copertura per il sole (o due, perché portano al massimo 8 persone) risalendo le acque del fiume. Dopo circa mezz’ora di navigazione attraverso un ambiente naturale meraviglioso, tra monti tropicali ed alcuni bucolici villaggi, si approda a Sopkhong, un villaggio popolato dall’etnia Khmu. Qui con una passeggiata pianeggiante di circa un’ora attraverso le risaie, immersi in un ambiente bucolico di grande bellezza dove si individuano i tempietti per le entità di protezione dei raccolti, si arriva alle cascate di Tad Mook, che si tuffano da rocce calcaree. Tornati al villaggio si prosegue in barca (circa un’ora) per la località di Muang Ngoi, dove si alloggia nella semplice locanda Ning Ning. Qui si prende parte ad una cerimonia tradizionale “Baci” in una casa privata, un rito che in Laos viene celebrato nei momenti salienti della vita: radunate attorno ad una composizione floreale, le persone si dispongono in cerchio, tra il suono di canti laotiani e sanscriti, eseguiti dal maestro della cerimonia, ed il rito si conclude legandosi vicendevolmente un laccetto di cotone al polso. Un buon auspicio per l’anno nuovo che inizia oggi!

8°g. o 13°g.  2/1 Muang Ngoi – Diga. n. 3 – Muang Khua (Crociera sul Nam U)
Con una passeggiata pianeggiante di circa 40 minuti si raggiunge la grotta di Tham Kang, un luogo ameno che fu anche utilizzato come rifugio dalla popolazione locale durante gli anni del conflitto in Indocina. Per rientrare al villaggio, lungo il medesimo percorso, e fare un pò più in fretta spesso di utilizza un trattore. Tornati al fiume si prosegue la crociera risalendo il Nam U, la meta è Muang Khua, che si raggiunge con circa cinque ore di navigazione attraverso un territorio naturale selvaggio di stupefacente bellezza. Sul percorso si visita il villaggio di Sob Jam (Khum – Lao) dove vengono prodotti e venduti dei bei tessuti, e, superata la terza diga del Nam U, che richiede un cambio barca ed un breve trasbordo con un mezzo locale, si sosta al villaggio di Hatsa. Giunti a Muang Khua si ritrova il pulmino col grosso del bagaglio e ci si accomoda in un semplice albergo, il Chaleunsouk o simile.

9°g.o 14°g.  3/1 Muang Khua – Villaggio Akha – Muang Xay
Dopo una visita al mercato del mattino ed al ponte vecchio ci si sposta verso ovest seguendo il corso del Nam Phak, affluente del Nam U; nei piccoli villaggi lungo la strada si può sostare per vedere come si distilla la grappa di riso, che si potrà anche assaggiare (… 50 gradi!), e la produzione di fogli di alghe di fiume insaporite con aglio e acqua di zenzero. A Pak Nam Noy (37 km, circa un’ora), si attraversa a piedi un ponte sospeso e si risale il versante opposto a piedi per circa mezz’ora arrivando al villaggio di Houayphong (o Ya E) dell’etnia Akha. Si sosta qui ospiti del villaggio, e si consuma il pranzo nella casa di una famiglia del luogo, condividendo la vita delle persone. Si torna quindi a valle riprendendo il viaggio per Muang Xay, che dista da qui 126 km verso sud ovest, circa tre ore di viaggio. Lungo il percorso si sosta al tempio di Wat Prasingkham, dove è collocata una statua molto venerata del Budda, che localmente si dice essere stata rinvenuta nel fiume; giungono qui molte persone locali per chiedere grazie e ricevere benedizioni. Proseguendo, si visita il tranquillo villaggio laotiano di Ban Mai e da qui si continua tra i monti fino al Nam Kat Yorlapa Resort, posizionato in una bella zona rurale al bordo di un fiume, un ottimo hotel dotato di tutti i comfort situato circa 17 km ad ovest della città.

10°g. o 15°g.  4/1 Muang Xay – Vientiane
Si lasciano le rigogliose colline scendendo a Muang Xay, dove  si visita il tempio principale, Wat Phuthat, situato su una collina con uno Stupa ed un alto Budda alla cui base sono indicati i mudra di buon auspicio, che qui sono associati al giorno della settimana dell propria nascita. Si pranza presto e si prende il comodo treno veloce per Vientiane, che proviene dalla Cina e parte alle 13.00 con arrivo nella capitale alle 15.45 (orari da confermare), sostando sul percorso solo a Luang Prabang e Vang Vieng. Giunti a destinazione, si avrà un tempo contenuto per una visita della città, conosciuta come la città del legno di sandalo, o la città della luna, che divenne capitale nel XIX secolo. È tra la capitali più tranquille al mondo, piccola ed ancora a misura d’uomo, edificata lungo una grande ansa del Mekong, che in questa regione e verso sud segna il confine con la Tailandia. Ci si reca subito, prima che chiuda l’accesso (ore 17.00), al tempio di Wat Sisaket, che presenta 10.000 piccole statue di Budda, e da qui al tempio di Wat Sri Muang, il più frequentato e vivo della città, dove solitamente un gran numero di devoti compie offerte alla memoria di una donna considerata una santa protettrice; all’ingresso i monaci sono spesso impegnati a benedire persone, ma anche ogni tipo di oggetti, inclusi motorini e automobili (… una bella benedizione forse tiene lontani meccanici e incidenti!). Si prosegue per lo Stupa dorato di That Luang, che si potrà ammirare solo dall’esterno perché l’ingresso chiude alle 16.00, e l’Arco della Vittoria di Vientiane, l’imponente monumento alle vittime della guerra. Completata questa piacevole ricognizione ci si sistema presso il City Inn hotel o simile.

11°g. o 16°g.  5/1 Ventiane – Pakse – Wat Phou – Don Daeng (Isola del Mekong)
Ci si reca all’aeroporto dove ci si imbarca sul volo della Lao Airline per Pakse, che parte alle 7.50 con arrivo alle 9.05 (orari da confermare). Giunti a destinazione si prosegue in pulmino attraversando la vicina cittadina di Ciampassak (40 km), posta sulla sponda occidentale del fiume Mekong, arrivando con altri 12 km di strada tra risaie e boschi al grande sito archeologico khmer di Wat Phou, che risale al V – VI secolo, designato dall’Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”. L’ampio insieme parte dalla pianura con grandi bacini d’acqua, quindi presenta i primi templi e sale lungo le propaggini del monte Lingaparvata, con diversi punti fortemente evocativi. Costruito originariamente come complesso templare dedicato a Shiva, fu trasformato successivamente in tempio buddista ed i re Khmer ne curarono la manutenzione fino alla caduta dell’impero. Se si desidera visitare la parte alta del sito (merita!), occorre prepararsi a salire 300 gradoni in pietra. Dopo la visita si torna sulla sponda del Mekong e se ne risalgono le acque tornando per un breve tratto verso nord e lo si attraversa su di un semplice traghetto arrivando sull’isola fluviale di Don Daeng al La Folie Lodge Hotel. Nel pomeriggio, oltre a rilassarsi in questo piacevole punto del Mekong e magari usufruire dei servizi di benessere offerti dal resort, è piacevole passeggiare in questa tranquilla isola, tra le casette degli ospitali contadini e i piccoli templi, immersi in una natura stupenda.

PER CHI RIENTRA

12°g. o 17°g.  6/1 Don Daeng – Pakse – Siem Reap e volo di rientro
Trasferimento verso Pakse dove si prende il volo per Siem Reap (10.50 – 11.50, orari da confermare). Si salutano in aeroporto i compagni fi viaggio che seguono l’estensione in Cambogia e ci si imbraca sul volo di rientro, solitamente via Bangkok.

13°g. o 18°g.  Domenica 7 gennaio, arrivo a destinazione

ESTENSIONE IN CAMBOGIA
12°g. o 17°g. 6/1 Don Daeng – Pakse – Siem Reap, Angkor
Trasferimento verso Pakse dove si prende il volo per Siem Reap (10.50 – 11.50, orari da confermare). Giunti a Siem Reap, dove si alloggia presso l’hotel La Nich Boutique (lanichedangkor.business.site) o similare, si iniziano le visite nella vastissima area archeologica di Angkor. S’inizia questa fantastica immersione nella storia da Angkor Wat, il tempio più vasto e meglio conservato, considerato una delle meraviglie del mondo. Si ritiene fosse stato costruito come tempio e mausoleo per il Re Suryavarman II, all’apice dell’Impero Khmer, nella prima metà del XII secolo. Dopo una dettagliata visita, che include gli splendidi bassorilievi, si prosegue per la città reale di Angkor Thom, costruita da Udayadityavarman II nell’XI secolo. All’interno della vaste mura si visita il Bayon, un tempio-montagna a forma piramidale situato al centro dell’antica città, un incredibile edificio composto da tre piani, celebre per le stupefacenti torri, ciascuna delle quali è ornata da quattro volti giganteschi che rappresentano Avalokiteshvara, una manifestazione del Budda. Nei pressi, la Terrazza degli Elefanti era il luogo delle parate imperiali.

13°g.  o 18°g.  7/1 Siem Reap: Angkor
Ci si reca ad Angkor Wat per ammirare il tempio con il sorger del sole. Si dedica la giornata a completare la visita dei siti di maggior rilievo. Assolutamente eclatante è il Ta Prohm, il tempio dove si ammirano gli scorci più impressionanti della celebre “lotta” tra i giganteschi alberi e le antiche rovine. Quindi il Preah Khan (letteralmente la “sacra spada”), Banteay Srei, un magnifico edificio Khmer del X secolo, conosciuto come la “Cittadella delle donne”, che impressiona per la qualità di statue e bassorilievi, Bantay Kdei e Ta Som, con incredibili grovigli di vegetazione sul portale.

14°g.  o 19°g.  8/1 Siem Reap – Lago Tonle Sap – Battambang (Crociera su Tonle Sap e Sangker)
Ci si reca nei pressi di Siem Reap al villaggio di palafitte di Kampong Phluk (30 km, circa un’ora), da dove utilizzando una tipica barca locale privata si salpa per un panoramico percorso, che inizia raggiungendo il vasto lago di Tonle Sap e, seguendo il fiume Sangker, porta fino a Battambang, una navigazione che richiede in tutto circa 7 ore. L’immensa distesa d’acqua del Tonle Sap ha una formidabile variazione di livello nel corso delle stagioni, circa 8 metri e anche più, che fa sì che le dimensioni del bacino cambino moltissimo, da cui la necessità di costruire le case su altissime palafitte che formano villaggi dall’aspetto particolarissimo, specialmente nelle stagioni secche come in questo periodo, quando le case sembrano sospese nel cielo appoggiate ad altissimi ed esili pilastri di legno. Un’alternativa abitativa in uso è l’utilizzo delle case galleggianti, che si vedono ormeggiate ai bordi del lago e dei corsi d’acqua. Dall’imbarcazione si osserva la vita che si svolge tra pesca, allevamenti ittici e villaggi; si sosta a Prek Toal all’imbocco del fiume Sangker, dove buona parte delle abitazioni sono galleggianti, nei pressi di un’area di natura protetta dove vi sono diverse specie di uccelli rari.Lungo il fiume ci si ferma per le visite a Wat Cheu Kmao (la pagoda di legno nero) ed a Wat Sdey. Si approda un poco prima di giungere alla città e si percorre l’ultimo tratto col pulmino; arrivati a Battambang si alloggia presso l’hotel Classy. Qui, chi vorrà, con una tranquilla passeggiata si può fare un giro in centro città per ammirare gli interessanti edifici coloniali lungo il fiume, tra cui la residenza del governatore, il vecchio ponte francese ed il Mercato Notturno locale.

15°g.  o 20°g.  9/1 Battambang – Phnom Banan – Wat Kor – Wat Ek – Siem Reap
A sud della città (20 km) si visita il sito archeologico di Phnom Banan. Vi si accede salendo 358 gradini in pietra che portano alla sommità del colle dove troneggia il Prasat Banan le cui 5 torri, costruite da Udayadityavarman II nell’XI secolo, ricordano il profilo aereo di Angkor Wat; la vista panoramica sulla campagna all’intorno regala un sentimento di pace. Rientrando a Battambang si sosta al villaggio di Wat Kor, circondato da frutteti e conosciuto per le 21 case storiche, Patrimoni Culturali Khmer, costruite in legno duro, una tecnica oggi molto rara. La visita successiva è a Wat Ek Phnom, un tempio dell’XI secolo situato poco più a nord della città, un sito che ha anche una parte recente meta di pellegrinaggi ed attività religiose. Si parte quindi per rientrare a Siem Reap, un tragitto di circa 160 km che richiede circa tre ore, dove si alloggia nel medesimo hotel. Alla sera ci si reca a vedere un interessante spettacolo folcloristico, il “Cambodia Phare circus”.

16°g.  o 21°g.  10/1 Siem Reap e volo di rientro
Tempo libero fino alla partenza del volo per Bangkok, da dove si prosegue da qui con il volo di rientro.

17°g.  o 22°g.  Giovedì 11 gennaio, arrivo a destinazione

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 GALLERIA FOTOGRAFICA

Donna Akha a Houayphong
Fiume Nam U
Bangkok, Palazzo Reale
Donna Akha
Barca per crociera sul Mekong
Luang Prabang, questua dei monaci
Angkor, Ta Prohm
Sukhothai, Wat Ska Si
Tailandia, Si Satchanalai
Mekong a Pakbeng
Etnia Khamu, Mekong
Mekong, cercatrice d’oro
Wat Xieng Thong, Luang Prabang
Luang Prabang, mercato del mattino
Fiume Nam U
Nam U, risaie di Sopkhong
Nam U, amuleto di protezione (Sopkhong)
Baci a Muang Ngoi
Fiume Nam U a Muang Ngoi
Wat Phou
Angkor, Ta Som
Angkor, Banteay Srei
Tonle Sap, casa galleggiante
Negozio galleggiante, fiume Sangker
Fiume Sangker, Wat Sdey

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