Italia


Lago di Como: cultura e monti delle Alpi

Percorso di 5 o 6 giorni, da giugno a settembre 2022


Monte Muggio, panoramica

Tramonto al Larice Bruciato

Pizzo e Rifugio Grassi

Lavoro negli alpeggi

Orrido di Bellano

INIZIO
Domenica
TERMINE
Venerdì
ESTENSIONE
Sabato
DURATA
5/6 giorni
PARTECIPANTI
Da 2 a 12
GUIDA
Iscritta all’AIGAE

Gran parte degli abitanti della regione alpina lariana ha la certezza di risiedere nel luogo più bello del mondo: il programma si pone l’obiettivo di scoprire se sia proprio così! Si salgono panoramiche vette, godendo della gioia che ci pervade quando lo sguardo spazia a 360° gradi al di sopra di un vasto mare formato da monti, vallate e specchi d’acqua che riflettono il cielo. Oltre agli incredibili panorami, che spaziano dai grandi laghi alpini alle montagne glaciali che cingono i lontani orizzonti, si viene piacevolmente sorpresi da un mondo di delizie gastronomiche e si incontra la cultura tradizionale di questi magnifici monti, visitando gli alpeggi dove si osservano consuetudini secolari per il lavoro di accudimento dei greggi e nella caseificazione.

Il programma, perfetto anche per chi parla la lingua inglese, è rivolto a persone interessate a scoprire il mondo alpino ed abbiano capacità e voglia di camminare in un ambiente montano. Si richiede una buona forma fisica, le giornate più impegnative richiedono circa 5 ore di cammino con i dislivelli indicati dettagliatamente nella descrizione delle giornate del programma.

Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna.
  • Margno
  • Alpe di Paglio
  • Pian delle Betulle
  • Prà Boiscino
  • Monte Giumello
  • Capanna Vittoria
  • Premana
  • Larice Bruciato
  • Tavecchia e Casere di Biandino
  • Rifugio Grassi
  • Pizzo dei Tre Signori
  • Lago di Sasso
  • Rifugio Santa Rita
  • Rifugio Ombrega
  • Alpe Dolcigo
  • Bellano
  • Varenna

Date dei programmi


PARTENZE GIUGNO

    12/6  – 26/6

PARTENZE LUGLIO

    3/7 – 10/7 -17/7 – 24/7

PARTENZA AGOSTO

    28/8

PARTENZE SETTEMBRE

    11/9 – 18/9

ARRIVARE AL “CAMPO BASE”, IL PIAN DELLE BETULLE

Il Pian delle Betulle è un alpeggio sui monti della provincia di Lecco collegato al paese di Margno con una funivia, o è raggiungibile con una passeggiata di circa due chilometri dall’Alpe di Paglio. Per arrivare è sicuramente più comodo utilizzare un proprio mezzo; ma ci sono collegamenti in autobus da Lecco o da Bellano, sul lago di Como, ed entrambe le località sono servite dalla ferrovia con collegamenti diretti per Milano. Se si arriva coi mezzi pubblici va tenuto conto dell’orario di chiusura della funivia (17.30). Vedi qui per maggiori dettagli.

COSA È INCLUSO

Il costo (€ 750) include: 5 pernottamenti con tutto il cibo, dalla cena del primo giorno alla colazione del sesto giorno, bevande escluse, la guida che parla sia italiano che inglese, l’assicurazione medica Europ Assistance; è escluso il costo dei trasporti per arrivare al Pian delle Betulle e per il trasferimento da qui all’Alpe del Giumello – i partecipanti possono usare mezzi propri o, se non ne dispongono, verificare con l’organizzazione le possibili alternative. L’estensione sul Lago di Como (€ 140) include la guida, l’alloggio al Pian delle Betulle ed i pasti tranne il pranzo. Il soggiorno al Pian delle Betulle può essere esteso su richiesta.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Il ‘campo base’ per questa bella avventura è il Pian delle Betulle, dove si alloggia presso il Baitock, tipico hotel alpino che offre un’ottima cucina tradizionale. Nella prima giornata si sale al Monte Muggio (1799 mt), sopra l’Alpe del Giumello (1550 mt), un semplice percorso che offre scenari oltre ogni capacità descrittiva sul lago di Como e l’arco alpino; al termine della passeggiata, si pranza presso la storica Capanna Vittoria, rinomata per gli ottimi piatti tipici. Nel pomeriggio si visita la località di Premana, dove l’arte della lavorazione del ferro ebbe inizio già in epoca romana, rientrando quindi all’hotel Baitock. Dopo questo ottimo rodaggio si parte per un’esplorazione dei monti che porta fino al Pizzo dei Tre Signori, dove si sosta per due notti presso il rifugio Grassi, avendo così a disposizione una giornata per salire questa ardita vetta ed esplorare la zona. All’andata si passa sulle panoramiche creste che contornano la Val Marcia arrivando nella Valle di Biandino, dove si sosta per il pranzo ed un poco di relax al rifugio Tavecchia, noto anche per la buonissima cucina, e si visita l’alpeggio delle Casere di Biandino, salendo poi da qui al rifugio Grassi. La tappa di rientro porta al Lago di Sasso e da qui al rifugio Santa Rita, da dove si segue la cresta dei monti fino alla Val Marcia, ricongiungendosi col sentiero utilizzato arrivando, e si sosta per una gustosa pausa pranzo al rifugio Ombrega. Nel pomeriggio si visita il vicino alpeggio di Dolcigo, dove vengono accudite le capre e prodotto un ottimo formaggio, e si prosegue fino al Pian delle Betulle arrivando al nostro ‘campo base’, l’hotel Baitock.

È poi prevista l’estensione di un giorno per seguire l’antico sentiero che si dipana lungo il Lago di Como dall’orrido di Bellano, formato dal fiume Pioverna, al castello di Vezio, l’antica via che venne seguita anche da Leonardo, scoprendo villaggi tradizionali tra gli uliveti, immersi tra le panoramiche strepitose del lago.

Chi volesse fermarsi un poco di più al Pian delle Betulle è benvenuto! Serve solo confermarlo prima della partenza per riservare le stanze.

LE GUIDE DEL PROGRAMMA

Il programma viene condotto da una Guida Ambientale Escursionistica professionista (AIGAE), tranne per la salita al Pizzo dei Tre Signori, dove, se richiesto, si viene seguiti da una Guida Alpina professionista; entrambe parlano anche la lingua inglese. La guida ha la duplice capacità di accompagnare lungo i sentieri alpini in sicurezza ed allo stesso tempo di illustrare le caratteristiche ambientali del territorio che si esplora e della vita che vi si svolge. Quest’ultimo aspetto è di particolare importanza perché si avrà l’opportunità di visitare gli alpeggi dove avviene la transumanza estiva, incontrando i pastori che curano le mandrie e che si occupano anche della caseificazione dell’ottimo latte alpino, secondo le tecniche di lavoro tradizionali.

UN VIAGGIO NELLA TIPICA GASTRONOMIA ALPINA

Le regioni alpine italiane, oltre alla grandiosa bellezza naturale ed al variegato folclore delle diverse valli, offrono uno specialissimo insieme di varietà gastronomiche tipiche di ciascun territorio, e il programma consente di sperimentare il meglio di quanto ci possano offrire i monti della regione lariana.

Per questo è importante la scelta dei luoghi in cui consumare i pasti, che sono tutti inclusi nel costo del programma. Il punto principale, base di partenza per le diverse escursioni, è l’hotel Baitock al Pian delle Betulle dove si cena tre volte (o quattro con l’estensione), con un insieme di piatti tipici creati con prodotti locali arricchiti anche con ricette utilizzate nei secoli scorsi, quasi dimenticate e riscoperte della famiglia che lo ha fondato, dove vengono preparati anche dolci ed un ottimo gelato. Si pranza in tre dei rifugi più noti per la cucina alpina di questa zona: alla storica Capanna Vittoria del Giumello, al Tavecchia di Biandino e all’Ombrega della Val Marcia; ciascuno di questi offre una tavola che è la meta ed il motivo che spinge gli escursionisti a raggiugerli. Alle remote falde del Pizzo dei Tre Signori si alloggia nel rustico e semplice rifugio Grassi, dove, anche qui, la cucina è curata con amore utilizzando ingredienti naturali locali ed il pane è prodotto dai gestori.

Per ben digerire i ghiotti piatti alpini, molti visitatori gustano anche i vini locali: la valle subito a nord del monte Legnone, la Valtellina, produce vini di altissima qualità, resi unici dalla particolare composizione dei terreni dove l’uva è prodotta; i più noti forse Sassella, Grumello e Inferno, o il prezioso Sfurzat, che compete per il blasone di eccellenza con i migliori vini d’Italia.

Per essere un poco concreti, ecco alcuni dei piatti che si potranno provare (molte preparazioni sono adatte anche ai vegetariani, mentre per i vegani è necessario istruire opportunamente la cucina): pizzoccheri, sciatt, bagnarel, polenta taragna, crespelle saracene, gnocchetti di malga, selvaggina con diverse preparazioni, brasati, e così via. A questi si aggiungono gli imperdibili taglieri di formaggi tipici e di affettati, e i dolci per i quali ognuno dei ristoranti ha le proprie specialità.

ALCUNI DEI LUOGHI CHE S’INCONTRANO

PIAN DELLE BETULLE – Come suggerisce il nome, il Pian delle Betulle è uno spazio pianeggiante, una terrazza erbosa ornata da un elfico bosco di betulle che si protende con incredibili panoramiche verso ovest dalle falde del Monte Cimone: l’orizzonte è cinto a sud dalla Grigna (2410 mt), un aggraziato bastione di rocce dolomitiche, a nord dalla ripida piramide verde del monte Legnone (2609 mt) e, verso occidente, lo sguardo spazia sui laghi di Como e Lugano con un susseguirsi di catene di monti, cinte all’orizzonte da cime glaciali tra cui svettano il Monte Rosa ed il Cervino. Alle auto non è consentito giungere fin qui, ci si trova così immersi in un ambiente tranquillo, in una natura splendida. Il luogo ebbe la sua origine come alpeggio estivo per la transumanza dei pastori di Margno, un’attività che prospera ancora oggi e che si potrà visitare nel corso del soggiorno, affiancata ora da una presenza turistica.

PREMANA – La località di Premana vanta una storia antichissima, secondo gli storici esisteva già nei tempi preistorici degli Orobi e fu a seguire un centro dei Celti, fino all’avvento dell’epoca romana, che qui ebbe inizio nel II secolo a.C. Il paese è famoso per la tradizione siderurgica, che inizia già dai romani, trova il suo apice durante il Ducato di Milano ed ha continuato a fiorire fino ad oggi. Vive qui una comunità di oltre 2000 persone che ha mantenuto uno stretto legame con le proprie tradizioni e folclore.

NOTA TECNICA

SISTEMAZIONI – L’hotel Baitock (baitock.it) è un tipico albergo alpino, caldo ed accogliente, con le camere dotate di servizi. Il rifugio Grassi (rifugiograssi.it), dove si sosta per due notti, richiede invece un minimo di adattabilità: è un rifugio raggiungibile solo a piedi, situato in un posto magnifico, ma remoto. Ci sono quattro stanze che vengono assegnate in ordine di prenotazione ed una camerata con 18 letti, si dispone di due bagni in comune, uno interno ed uno esterno, ed è possibile avere una doccia calda con un piccolo pagamento. I letti sono tutti a castello con tre livelli; per dormire vengono forniti sacco lenzuolo, federa e si utilizzano coperte e trapunte.

DIETE – Non ci sono problemi per i vegetariani, un poco più difficile, ma non impossibile, per i vegani perché sulle Alpi il formaggio viene utilizzato in molti piatti e per chi segue questo regime alimentare si consiglia di portare con sé una piccola scorta.

ITINERARIO – Il programma è adatto a chi abbia voglia e capacità media di camminare. I percorsi tra il Pian delle Betulle ed il rifugio Grassi sono i più lunghi, si prevedono circa 5 ore di cammino divise tra mattina e pomeriggio, con una rilassante pausa pranzo; nella seconda parte della tappa di andata si ha il singolo dislivello maggiore, circa 500 metri, per salire dalla Val Biandino al rifugio Grassi.

PIZZO DEI TRE SIGNORI – La salita al Pizzo dei Tre Signori dal rifugio ha un dislivello di 567 mt, quindi non è un impegno eccessivo da questo punto di vista, ma richiede una progressione su alcuni tratti di sentiero lungo pendii ripidi, dove sono state posizionate corde fisse o catene per aiutare gli escursionisti a mantenere l’equilibrio. Verso la vetta si sale un tratto molto ripido dove è stata posizionata una catena che si può utilizzare per aiutarsi a salire e per tenersi, anche se ci sono buoni appigli, un aiuto molto utile e rassicurante per chi ha poca esperienza con questo tipo di progressione. Non è un sentiero che richiede ausili tecnici (corde, imbraghi, ecc.) ma non è adatto a chi soffra ad esempio di vertigini. Per questa escursione la Guida Ambientale Escursionistica non è autorizzata ad accompagnare le persone per via della presenza sul sentiero di catene di sicurezza. Se si vuole essere seguiti da una guida, che è da noi raccomandato per tutti coloro che non siano escursionisti esperti, è necessario avvalersi di una Guida Alpina professionista, che ha la necessaria licenza per questo tipo di percorso ed è in grado di fornire l’aiuto necessario; il costo è di € 250, da suddividere tra i partecipanti.

CLIMA E ATTREZZATURA – Il periodo estivo in questa regione è solitamente piuttosto secco, con una certa variabilità di anno in anno. È quindi necessario attrezzarsi tenendo conto della possibilità di eventuali piogge ed avere indumenti per temperature minime fresche alla sera, ma mai sotto lo zero. Servono calzature adatte alle escursioni in montagna, tipo trekking, con suola sufficientemente rigida che offra una buona aderenza al terreno, preferibilmente in Vibram o simile, e uno zaino, che sarà di particolare importanza per l’escursione dal Pian delle Betulle al rifugio Grassi, quando si sarà per due notti consecutive in un rifugio alpino e serve portare con sé il necessario. Si suggerisce di avere con sé una pila, possibilmente frontale. Per l’escursione dal Pian delle Betulle al rifugio Grassi si raccomanda di prendere solo quanto strettamente necessario, per evitare di dover trasportare scomodi pesi – nel caso, se servisse, la Guida potrà dare opportuni consigli. Si tenga presente che tutti i pasti vengono consumati nei rifugi, quindi non è necessario portare con sé del cibo, a parte quanto possa essere gradito avere quando si è in cammino. Si segnala che sono utili i bastoncini per camminare, soprattutto per le discese.

WIFI e PRELIEVI – Il wifi è disponibile presso l’hotel Baitock mentre al rifugio Grassi c’è ma è molto debole. Si segnala che in queste aree montane non si trovano facilmente degli sportelli automatici per il prelievo di contante e si suggerisce di averne un po’ con sé, anche perché in molti rifugi le carte di credito non sono utilizzabili.

 Programma dettagliato


NB: Si segnala che la Guida, in presenza di condizioni climatiche o ambientali avverse, potrebbe decidere di cambiare il programma delle giornate, avendo sempre a mente il comfort e la sicurezza dei partecipanti.

1°g.  DOMENICA: Arrivo al Pian delle Betulle
Il programma inizia con una cena di benvenuto presso l’hotel Baitock (baitock.it), che sarà la base di partenza per le escursioni dei prossimi giorni. Per arrivare ci sono due possibilità. Con la funivia che collega le Betulle con Margno in provincia di Lecco, ed è operativa dalle 8.30 alle 17.30. Oppure arrivando in auto all’Alpe di Paglio (indicata su Gmaps), sui monti sopra il Comune di Casargo a 1386 mt di quota, e procedendo da qui a piedi: circa due chilometri lungo una comoda stradina che con circa mezz’ora di cammino porta al Pian delle Betulle, situato a 1484 mt di quota, una salita graduale con un dislivello complessivo di circa 100 metri. Chi ne avesse necessità potrà chiedere all’hotel di venire a prendere il proprio bagaglio all’Alpe di Paglio, che potrà essere lasciato in custodia presso il baretto del parcheggio, potendo così fare questa bellissima passeggiata tra i boschi di larici senza avere eccessivi pesi. Sia a Margno che all’Alpe di Paglio si può parcheggiare l’auto pagando un importo contenuto per la durata della prevista permanenza (3 euro al giorno). Giunti al Pian delle Betulle se si arriva presto è molto bello fare una passeggiata per ammirare il luogo; in serata s’incontra presso l’hotel la guida che illustrerà il programma e potrà soddisfare quanto possa essere di curiosità e interesse dei partecipanti, fermandosi anche per la cena.

2°g.  LUNEDI’: Alpe del Giumello e Monte Muggio – Capanna Vittoria – Premana
Si parte dal Pian delle Betulle per l’Alpe del Giumello (le indicazioni sono disponibili su Gmaps, sia da Margno che dall’Alpe di Paglio). Se il proprio veicolo è a Margno si prende la funivia alle 9 del mattino (da qui poi sono 10 km, 19 min), se no si procede a piedi per l’Alpe di Paglio (da qui sono 16 km, 28 min). Il punto d’incontro all’Alpe del Giumello è alle 9.40 presso lo storico rifugio Capanna Vittoria (capannavittoria.it – c’è anche su Gmaps), fondato oltre un secolo fa. I magnifici pascoli verdi del Monte Muggio offrono panorami epici: si vede la Valsassina contornata da tutti i suoi monti principali, dal Legnone al Pizzo dei tre Signori alla Grigna, e si ha ai propri piedi una delle più belle visuali sul magnifico Lago di Como; ad ovest, i laghi di Porlezza e di Lugano indicano la direzione, oltre diverse catene più basse, verso le grandiose cime glaciali dell’arco alpino occidentale che troneggiano all’orizzonte. Partendo dalla Capanna Vittoria si percorre il sentiero Belvedere che parte dal piccolo villaggio di graziose casette che formava il vecchio alpeggio del Giumello e, oltre il punto di decollo utilizzato per il volo libero (parapendio e deltaplano – qui spesso il cielo è ornato da parapendii variopinti), transita dal piccolo e graziosissimo borghetto alpino di Alpe Chiaro, e porta con un percorso con pochi dislivelli in circa 45 minuti a Pra’ Boiscino, un punto panoramico eccezionale situato a circa 1550 metri di altezza sopra il lago di Como. Da qui si sale con un semplice sentiero alla vetta del Monte Muggio (1799 mt), aprendo lo sguardo su un orizzonte ancora più incredibile e vasto. La discesa porta direttamente alla Capanna Vittoria per il pranzo, dove si potranno assaggiare alcuni dei piatti preparati con i prodotti tipici della zona, per i quali questo rifugio è particolarmente rinomato. Nel pomeriggio ci si reca a Premana, la località più interna dell’Alta Valsassina situata alle falde del monte Legnone a 1000 metri di quota, che da qui dista 16 km, circa 30 min. di guida. Premana vanta una storia lunghissima, che risale a prima dei tempi dell’antica Roma, come si scopre visitando l’interessante museo etnografico. Tra i monti circostanti vi erano miniere di ferro che venivano sfruttate in epoca antica e fin da allora qui venne sviluppata l’arte della fusione metallica e della produzione metallurgica, un’attività che è fiorente tutt’ora, in particolare per prodotti di altissima qualità. Dopo la visita del museo ed una passeggiata nelle viuzze del centro, che conserva il suo impianto medioevale, si avrà l’opportunità di visitare una delle officine storiche. Da Premana si rientra al Pian delle Betulle – l’Alpe di Paglio dista 10 km, 18 minuti; Margno, per la funivia (NB: l’ultima corsa è alle 17.30), 8 km, 12 minuti. Completa questa magnifica giornata un’ottima cena tradizionale all’hotel Baitock.

3°g.  MARTEDI’: Rifugio Tavecchia e Casere di Biandino – Rifugio Grassi
Si lascia quanto non serve per l’escursione presso l’hotel Baitock, dove poi si torna; solitamente le stanze utilizzate non vengono date ad altri durante l’assenza e di possono così lasciare lì le proprie cose. Si parte a piedi seguendo l’ampio sentiero che porta gradatamente al Larice Bruciato (1708 mt), con orizzonti panoramici grandiosi lungo tutto il percorso. Si emerge dai boschi arrivando verso le zone erbose più alte, incontrando dopo un breve tratto l’alpeggio dell’Ortighera; si passa alti sopra le casupole di Alpe Oro arrivando alla piccola Cappelletta, posta appena sopra al Larice Bruciato, dedicata ai giovani di Crandola caduti in guerra, sullo spartiacque con la Val Marcia. Si segue quindi il lembo meridionale di questa valle stando alti mantenendo la quota e transitando dalla Bocchetta d’Olino (1630 mt), ammirando sotto al sentiero l’alpeggio di Dolcigo, che si visiterà al rientro, con la visuale del paese di Premana adagiato sulle falde del possente monte Legnone. Si sale alle Bocchette di Ombrega (1890 mt) e da qui si procede in discesa passando per l’alpeggio di Abi arrivando nella Val Biandino, un percorso che fino a qui richiede circa tre ore di cammino. Qui, al rifugio Tavecchia (1500 mt – rifugiotavecchia.it), ci attende un ottimo pranzo preparato con le specialità di queste valli (… il consiglio però è di stare un poco leggeri col cibo ed il bere, perché nel pomeriggio ci attende una bella salita!). Nei pressi del rifugio si trova l’alpeggio delle Casere di Biandino, dove è possibile assistere alla mungitura del pomeriggio, fatta solitamente verso le 14, e, se ci si sofferma un po’, anche alla successiva caseificazione. La meta di oggi non è lontana, ma per arrivaci è necessario salire un lungo pendio che porta fino al passo Camisolo (2000 mt), dove, a brevissima distanza, si trova il rifugio Grassi a 1987 mt (rifugiograssi.it), un percorso di circa due ore. Ci si accomoda qui per due notti, godendo di una cucina particolarmente ben curata dai simpatici gestori. Questo luogo ha una storia interessante, fu costruito nel 1921 in questo panoramico alpeggio, ubicato in un’area che offriva anche risorse minerarie e veniva utilizzata dai pastori già in epoche molto antiche; nel 1944 venne distrutto perché era uno dei punti di appoggio delle forze partigiane, ma fu ricostruito e ampliato due anni dopo, e da allora è stato modernizzato con attenzione dai suoi nuovi gestori.

4°g.  MERCOLEDI’: Rifugio Grassi, salita al Pizzo e alpeggi
Si parte per il Pizzo dei Tre Signori (2554 mt), una tra le vette più rinomate della regione, che segna il punto di confine tra le province di Bergamo, Lecco e Sondrio. Come indicato nella Nota Tecnica, per la salita, se si reputa di avvalersi di una guida, è necessario utilizzare una Guida Alpina professionista, che dovrà essere richiesta prima di partire per il viaggio perché deve essere prenotata e venire appositamente al rifugio; il costo della guida (€ 250) non è incluso nel prezzo del viaggio e viene suddiviso tra le persone che la utilizzano. L’utilizzo di una Guida Alpina, non è ‘obbligatorio’, ma consigliato per tutti coloro che non abbiano sufficiente esperienza di progressione su terreno roccioso e ripido. La salita, che non richiede l’utilizzo di attrezzatura tecnica, presenta alcuni tratti di sentiero piuttosto esposti, dove si è facilitati e resi sicuri dalla presenza di corde e catene fisse a cui tenersi; nella parte più alta si passa dal ‘caminetto’, un tratto su roccia ripido, ma con ottimi appigli e facilitato dalle catene, che si apre sulla sommità del monte. Si avrà così la gioia di aver raggiunto questa spettacolare vetta con visuali mozzafiato, arricchiti anche da un bel senso di avventura. La salita richiede solitamente circa due ore. Si scende con un sentiero diverso tra le rocce del versante settentrionale, facendo così una traversata della bellissima montagna, ed arrivando fino alla Bocchetta di Piazzocco, dove si imbocca il sentiero che attraversa in costa i pendii passando alto sopra al bel lago di Sasso, dove si andrà l’indomani, arrivando al rifugio Grassi. Per il pranzo è possibile portare un picnic, fornito dal rifugio, o decidere di rientrare in tempo utile per assaporare un tagliere di formaggi o affettati. Nel pomeriggio si potrà visitare (circa mezz’ora di cammino) uno dei vicini alpeggi, dove vengono accudite capre e mucche ed avviene la lavorazione del formaggio, il Foppa Bona, posto alla base dello Zucco di Cam, o quello di Caserone. Per chi non si sentisse di salire al Pizzo dei Tre Signori nei pressi del rifugio ci sono due montagne erbose che offrono stupendi panorami e possono essere affrontate senza difficoltà, anche entrambe: lo Zucco di Valbono, alto 2132 metri, proprio a sud del rifugio, e, subito oltre, lo Zucco di Cam, alto 2193 metri.

5°g.  GIOVEDI’: Lago di Sasso – S. Rita – Ombrega – Alpe Dolcigo – Betulle
Dal rifugio si scende al lago di Sasso (1930 mt), incastonato ai piedi del Pizzo dei Tre Signori, che nella giornata di ieri si era ammirato dall’alto. Si prosegue da qui tornando per un tratto verso la Val Bandino e quindi, risalendo il versante opposto della vallata, si arriva al rifugio Santa Rita (1988 mt) da dove si segue verso ovest la cresta che delimita a settentrione la Val Biandino. Nel tratto iniziale si può scegliere se passare in cresta sulla piccola cima dietro al rifugio o se aggirarla a nord con il più facile sentiero normale. La cresta si abbassa fino a circa 1800 metri per recuperare poi gradatamente la quota arrivando, tra magnifici prati d’alta quota e panorami eccezionali, con il Pizzo che onora la visuale ad est, fino alle Bocchette di Ombrega (1890 mt), dove si era passati martedì. Qui si devia brevemente verso nord lungo la Val Marcia per il rifugio Ombrega (1580 mt) dove si pranza; il percorso fin qui è di circa tre ore. La cucina del rifugio è localmente molto rinomata per la qualità degli ingredienti e per le tipiche pietanze alpine servite dai bravi gestori. Dopo questa bella pausa di relax si torna sui propri passi per un tratto e si raggiunge l’alpeggio di Dolcigo, famoso in questa zona per l’ottima produzione di formaggi di capra. I pastori sono persone giovani e molto motivate che potranno illustrare alcuni degli aspetti della loro vita e attività qui in montagna. Da Dolcigo si prosegue il rientro raggiungendo il sentiero che porta alla Cappelletta del Larice Bruciato e da lì al Pian delle Betulle. Tornando, lo sguardo è sempre rivolto ad ovest, e dalla Cappelletta si ha di fronte la panoramica sull’arco alpino occidentale che si accompagna passo dopo passo, una visione indimenticabile che entra profondamente nel cuore. Giunti alle Betulle ci si accomoda nella nostra comoda base, l’hotel Baitock; un poco di relax e un’ottima cena per coronare questa stupenda giornata.

6°g.  VENERDI’: termine programma
Dopo colazione, partenza. Se si desiderasse sostare qui ancora qualche giorno non ci sono problemi, ma è opportuno prenotare prima dell’arrivo.

ESTENSIONE SUL LAGO DI COMO:

6°g.  VENERDI’, escursione: da Bellano a Varenna, la Via di Leonardo da Vinci
Si lascia il Pian delle Betulle utilizzando il proprio mezzo diretti a Bellano, dove ci si trova con la guida al parcheggio della stazione ferroviaria alle ore 10. Da Margno, stazione di partenza della funivia, ci vogliono 23 minuti di guida (13 km); dall’Alpe di Paglio 35 minuti (20 km). A Bellano si entra nell’Orrido, l’impressionante canyon formato dal fiume Pioverna, e da qui si emerge sulla collina attraverso uliveti e boschi, seguendo le vecchie mulattiere che collegavano i borghi e consentivano ai contadini di trasportare merci di scambio e di sostentamento per la vita quotidiana. Ancora oggi sono visibili i tipici muretti a secco che le fiancheggiano; le antiche cappelle di preghiera che costellano il sentiero sono la testimonianza di una via frequentata anche da pellegrini e viaggiatori. Leonardo da Vinci stesso ha percorso questi sentieri nei suoi viaggi da Milano alla Svizzera. Di borgo in borgo, di viuzza in viuzza, di bosco in bosco, di panorama in panorama, si raggiunge per una visita il castello di Vezio, in posizione incantevole sopra Varenna, il pittoresco paese adagiato sulle rive del lago, dove si scenda a piedi fino alla stazione, completando il percorso a piedi. Si prende il treno da qui per Bellano, i collegamenti sono circa ogni mezzora. Il percorso a piedi è di circa 8 km con un dislivello di 270 mt e impegna per circa 4 ore. Si pranza al sacco; si può acquistare un picnic con prodotti tipici nelle botteghe del paese di partenza. Completata l’escursione si rientra al Pian delle Betulle per la cena ed il pernottamento.

7°g.  SABATO: termine programma
Dopo colazione, partenza. Se si desiderasse sostare qui ancora qualche giorno non ci sono problemi, ma è opportuno prenotare prima dell’arrivo.


COSTO DEL PROGRAMMA

€ 750 – Minimo 2 e massimo 12 partecipanti
(È previsto un piccolo supplemento da 2 a 4 partecipanti)

Estensione Lago di Como: € 140

La quota comprende: le spese di iscrizione, la Polizza Assicurativa di viaggio base Europ Assistance, la pensione completa escluso il pranzo nell’estensione, le escursioni indicate nel programma, la presenza della guida italiana che parla anche la lingua inglese.

La quota non comprende: il costo della Guida Alpina per la salita al Pizzo, il supplemento per la camera singola, le bevande, il costo dei parcheggi, dell’utilizzo delle funivia del Pian delle betulle, del treno nell’estensione, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Supplementi: € 50 con 4 partecipanti, € 100 con 3, € 200 con 2. Presso l’hotel Baitock si utilizzano stanze doppie; per chi volesse una stanza solo per sé il costo è di € 60 per le tre notti (al rifugio Grassi la singola non è disponibile). Guida Alpina professionista per il Pizzo che parla anche la lingua inglese € 250, da suddividere tra i partecipanti che la utilizzano. Estensione a Varenna: € 30 con solo 2 partecipanti, stanza singola € 20. Anticipo o prosecuzione del soggiorno presso l’hotel Baitock, prezzo per persona; € 75 in mezza pensione o € 90 in pensione completa.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance. Le normative (Condizioni GeneraliPolizze Assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

IL PROGRAMMA IN ALTRE LINGUE

RICHIESTA INFORMAZIONI

Per qualsiasi domanda e curiosità,
compila tutti i campi del form:

     GALLERIA FOTOGRAFICA

    Val Biandino e Pizzo Tre Signori
    Pizzo visto da Val Biandino
    Monte Muggio, panoramica
    Tramonto al Larice Bruciato
    Pizzo e Rifugio Grassi
    Lavoro negli alpeggi
    Orrido di Bellano
    Dall’Alpe del Giumello
    Fonte all’alpeggio
    Visuale dal Larice Bruciato
    Pian delle Betulle
    Le grappe di Ombrega
    Pizzo e Val Biandino
    Val Biandino, rifugio Tavecchia
    Le Bocchette di Ombrega
    Rifugio Grassi
    Dalla vetta del Pizzo
    Rifugio Ombrega
    Alpe Dolcigo
    Sciatt
    Polenta taragna
    Formaggi d’Alpe
    Orrido di Bellano
    In cammino verso Vezio
    Castello di Vezio