Kazakistan


Viaggio nella misteriosa regione del Mangystau

Tra silenzi, storia e meraviglie naturali


Kyzylkup

Tuzbair

Valle di Torish

Shopan ata, bastone del predicatore

Campo mobile

PARTENZA
22/4/2023
RITORNO
30/4/2023
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
9 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Stefano Berra

 Sintesi del viaggio


Il viaggio si svolge sulle sponde del Mar Caspio nella misteriosa regione del Mangystau, una delle zone più remote del Kazakistan: un’emozionante spedizione in fuoristrada che si svolge in un ambiente fantastico, quasi lunare, pieno di bizzarrie geologiche. Si esplorano lande desertiche incontrando un labirinto di suggestive gole tra canyon, pinnacoli rocciosi, laghi salati, antichi cimiteri, moschee rupestri, godendo anche di incantevoli notti stellate. Per realizzare questo percorso vengono utilizzati quattro ben allestiti campi mobili ed un campo fisso di yurte.

La tenda di un uomo è come il tempio di un Dio.

 Presentazione del viaggio


L’origine geologica della regione del Mangystau risale a centinaia di milioni di anni fa, quando occupava una parte dell’oceano Tetide; in seguito al progressivo prosciugamento delle sue acque, nel corso di migliaia di anni, si è poi formato l’insolito paesaggio che troviamo oggi, composto da una moltitudine di forme davvero spettacolari. Da un punto di vista storico, in questa terra deserta correva anche uno dei rami secondari della Via della Seta.

Dopo aver lasciato Aktau, centro urbano ed amministrativo della regione dove si giunge in volo, si inizia il percorso con la discesa a piedi nel cratere di Zhygylgan, un’enorme voragine circolare, a pochi metri dal Mar Caspio, che preserva fossili, impronte di dinosauro ed un laghetto a forma di cuore. Si prosegue attraversando canyon mozzafiato fino a Torish, la “Valle delle Sfere”, cosparsa di centinaia di gigantesche palle di pietra, alcune delle quali con un diametro superiore ai 2 metri. Si visita poi il suggestivo lago salato di Tuzbair fino a giungere ai pinnacoli rocciosi della maestosa Valle di Bozhira, appellata da alcuni la “Monument Valley dell’Asia Centrale”, giungendo infine a Kyzylkup dove ci si trova di fronte a degli strati sedimentari di colorazione bianco e rosa che fanno somigliare questa formazione montuosa, per noi golosi …. a una fetta di millefoglie o ad un tiramisù!

Lungo il percorso si visitano quattro siti religiosi rupestri: Sultan-Epe, Shakpak Ata, Beket Ata, Shopan Ata, antichi eremi di asceti mussulmani rapiti dai silenzi e dagli spazi infiniti di questa misteriosa regione.

(Per ogni dettaglio del tour, vedi la descrizione del Programma di viaggio).

Accompagna il viaggio Stefano Berra di Amitaba, grande appassionato e studioso di queste regioni, che si avvale della collaborazione di Viktoria Miroshnichenko, ragazza di etnia kazaka che parla italiano. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

NOTA TECNICA

Il viaggio richiede un certo spirito di adattamento: il Mangystau non è una zona “turistica” e le prime esplorazioni della regione sono tutte recenti. Si segnala che l’ordine di visite ed escursioni in ciascuna località può essere variato per esigenze organizzative, meteorologiche e sanitarie.

Ad Aktau si alloggio presso il miglior hotel della città mentre durante il resto del tour si dormirà per quattro notti in campi mobili allestiti ed una notte in un campo fisso di yurte. Per i campi mobili vengono fornite tende del tipo ad igloo per due persone o per uso singola (all’arrivo al campo si trova già tutto montato). Vengono forniti sacco a pelo, materassino e coperta; chi preferisce può comunque portare il proprio sacco a pelo. Neii campi mobili vengono installati bagni ecologici e doccia (entrambi in tenda). Per la notte nella yurta si utilizzano tende fisse da 4/5 letti (si può averla singola col supplemento indicato).

I Kazaki sono molto orgogliosi della loro cucina e lo staff locale, dotato di un apposito autoveicolo a supporto, si adopererà per offrire quanto di meglio offre la regione a livello culinario. È possibile richiedere un menù vegetariano per l’intero viaggio (formaggi, uova, verdure, funghi e altro).
Per i trasporti si utilizzano veicoli tipo Toyota Land Cruiser 200, o Toyota 4Runner o Toyota Prado.
Si prevedono quotidianamente delle passeggiate e piacevoli camminate (le più lunghe saranno a Zhygylgan, Beket ata e Boszhyra, con circa 2-3 ore di cammino), quindi si consiglia di avere con sé delle scarpe leggere da trekking.
Ci si aspetta un clima secco e non eccessivamente freddo, con massime di circa 15/16° e minime notturne di circa 5°.
Si segnala la mancanza della connessione internet durante il tour, il wi-fi è presente solo ad Aktau.

 

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 22 aprile, partenza per Aktau
Per raggiungere Aktau, cittadina Kazaka posta sulle rive del Mar Caspio e capoluogo della regione, si possono utilizzare diverse compagnie aeree. Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.

2°g. 23/4 Arrivo ad Aktau
L’arrivo ad Aktau è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Ci si trasferisce presso l’hotel Holiday Inn, dove si avranno subito a disposizione le camere per qualche ora di riposo. Aktau, il cui nome significa “montagne bianche”, è il centro urbano ed amministrativo della regione nonché l’unico porto del Kazakistan. La città è relativamente moderna, nata nel 1958 in epoca sovietica come un insediamento per l’estrazione dell’uranio, e diventata successivamenbte un luogo di attrazione turistica per i kazaki. Si iniziano le visite della città con la Piazza Yntymak, dove brucia una fiamma eterna che rappresenta il monumento della Grande Guerra Patriottica, proseguendo poi con la visita del vecchio, e unico, faro, posto sul tetto di un edificio residenziale. Si prosegue per il monumento alla Caravella di Colombo e la Cattedrale Ortodossa dell’Annunciazione. Nel pomeriggio si visita il colorato bazar locale, dove la gente del luogo commercia oggetti di ogni tipo, dai tessuti agli strumenti musicali, passando dalle culle tradizionali agli oggetti di uso comune. Addentrandosi nella zona gastronomica del mercato si ha la possibilità di assaggiare alcune delizie locali, come infiniti tipi di frutta secca, miele, formaggi ed il tipico latte di cavalla, o cammella, fermentato. Ci sarà anche una breve sosta ad un negozio di antiquariato, dove il proprietario mostrerà antichi oggetti appartenuti ai nomadi locali, e ad un tipico negozio di abbigliamento tradizionale, dove ci sarà l’opportunità di fotografare gli abiti nuziali kazaki. Si prosegue quindi con la visita del Museo Locale, dove si scopre il profondo legame tra il nostro paese ed il Kazakistan tramite la Via della Seta. Si conclude la giornata con una piacevole e rilassante passeggiata sul sentiero del lungomare del Mar Caspio, prima di recarsi al ristorante dove, chi vorrà, potrà assaggiare i quattro differenti tipi di pesce locali.

3°g. 24/4 Aktau – Zhygylgan – Kenty Baba – Sultan Epe – Kapamsay
Si lascia l’hotel iniziando la vera avventura! La prima sosta è a Zhygylgan, un’enorme voragine circolare di circa 4 km a pochi metri dal Mar Caspio. Qui si lasciano le auto e si scende con una piacevole passeggiata di un paio d’ore nel cratere, dove si trovano fossili ed impronte di dinosauri, fino a raggiungere un pittoresco lago a forma di cuore. Il pranzo è con vista sulla grande voragine e poi da qui si prosegue per la necropoli di Kenty Baba, un antico luogo di sepoltura, e si giunge alla moschea sotterranea di Sultan Epe, santo patrono dei marinai. Si prosegue verso il canyon di gesso di Kapamsay, dove con un poco di fortuna si possono scovare i nidi appartati delle aquile. Si entra nel canyon dalla foce arrivando ad una grande grotta che sovrasta un piccolo boschetto di gelsi e biancospini, il luogo dove viene allestito il primo campo mobile.

4°g. 25/4 Kapamsay – Shakpak Ata – Torysh – Tolegen Ata – Sherkala – Campo di yurte
Si riprendono le jeep in direzione di Shakpak Ata dove si visita la moschea sotterranea, Patrimonio dell’Unesco, le cui pareti sono ornate da iscrizioni arabe, colonne scolpite e nicchie consumate dagli agenti atmosferici in forme strane. Si prosegue per Torish, uno dei luoghi iconici della regione: “la Valle delle Sfere”, cosparsa di centinaia di gigantesche palle di pietra, alcune delle quali con un diametro superiore ai 2 metri, il risultato di processi che hanno avuto luogo nelle profondità dell’antico oceano Tetide 35 milioni di anni fa. Si pranza non lontano presso la tomba del Santo Sufi Tolegen Ata, colui che diffuse il sufismo in questa regione, e da qui si giunge a Sherkala, il “Leone della Roccia”, uno straordinario sperone calcareo alto più di 300 mt che si erge sull’altopiano deserto che, da alcuni angoli, ricorda un’enorme yurta. Qui si fa una piacevole passeggiata ascoltando la guida evocare antiche leggende locali. Una di queste narra che un tempo antico i cavalieri nomadi locali si difesero su di esso da terribili nemici giunti a conquistare la regione; combatterono valorosamente come tigri finché gli ultimi difensori della montagna, sopraffatti dai numerosi nemici, si nascosero nei cunicoli e nei passaggi sotterranei all’interno del monte, dove rimasero per sempre. Il luogo divenne così un simbolo della regione e sinonimo di indipendenza ed eroismo, e per questo viene anche chiamato la “città delle tigri”. Questa notte il pernottamento sarà presso un campo yurte (il Kogez o il Raisa-Apa), si ha così modo di scoprire la tradizionale dimora dei popoli nomadi di queste regioni.

5°g. 26/4 Sherkala – Valle di Airakty – Tuzbair
La prima tappa di oggi sono le montagne di Airakty-Shomanay, che con le loro forme ricordano castelli fiabeschi con guglie, torri, colonnati e mura di cinta. Clima permettendo si avrà modo di ammirare i campi di tulipani selvatici, chiamati tulipani sogdiani, in onore dell’antico nome della regione. Si sosta per pranzo presso il piccolo villaggio di Zharmysh e da qui si giunge lago salato di Tuzbair: una maestosa creazione di elementi naturali delimitato dalle frastagliate bianche formazioni dell’altopiano di Ustyurt. Prima di scendere lungo le rive del lago si raggiunge un punto panoramico da cui si gode una vista mozzafiato del paesaggio circostante. Osservando dall’alto il salar è difficile immaginare che questa arida regione, che i locali dicono essere simile alla raggrinzita pelle di cammello, fosse un tempo l’antica Paratetide, un ramo separato dell’oceano Tetide. Prima di dirigerci verso il punto più basso della palude salmastra si esplora l’area alla ricerca di antichi fossili, come ammoniti o denti di squali. Milioni di anni fa infatti qui vivevano molluschi, crostacei, balene e delfini, ma con il tempo l’acqua è scomparsa mentre è aumentata la concentrazione di sale. Si scende quindi sul fondo del lago passeggiando al tramonto sulla piatta crosta di sale, dove viene montato il campo per la notte.

6°g. 27/4 Tuzbair – Beket ata – Boszhyra
Si lascia questo luogo magico per andare a visitare il santuario del santo più venerato in tutta la regione del Mangystau: Beket Ata. Per raggiungerlo bisogna fare un breve percorso a piedi di circa 2 km (dislivello di circa 150 m – circa mezz’ora per la discesa e 45 minuti per la salita). Questo luogo è stato scavato ai piedi di una spettacolare falesia e permette di ammirare la vastità e la bellezza del paesaggio che si gode dall’alto, aiutando a comprendere il motivo che indusse tanti mistici locali a condurre vite ascetiche in questi luoghi davvero surreali. Qui è interessante notare l’ampiezza delle conoscenze tecniche che gli antichi architetti misero in campo per costruire tali strutture diversi centinaia di anni fa (anche se a onore del vero la leggenda dice che questo santuario sia stato costruito con la sola forza del santo). Un’acustica perfetta e un eccellente sistema di ventilazione potrebbero competere con la tecnologia moderna in termini di efficienza. Si prosegue poi con il pranzo presso la casa dei pellegrini, immersi in un’atmosfera molto autentica, recandosi poi da qui in uno dei luoghi più iconici di tutta la regione: la valle di Boszhyra. Qui madre natura per alcuni (o la mano di Dio per altri) ha dato completa libertà alla sua immaginazione, creando un paesaggio soprannaturale il cui unico custode è un vento solitario che sembra vegliare sulla pace. Da uno straordinario punto panoramico si avrà modo di avere una spettacolare vista a 360° su tutta la zona. Si allestisce il campo in una conca protetta dal vento; la sensazione sarà di trovarsi sulla luna e, alzando gli occhi al cielo, si potrà ammirare un maestoso cielo stellato: la solenne bellezza della natura.

7°g. 28/4 Boszhyra – Kyzylkup
Si continua con l’esplorazione della zona camminando tra le bianche formazioni rocciose della maestosa valle. Con un po’ di fortuna di avrà modo di scovare i nidi d’aquila nascosti tra le rupi. Si prosegue poi per Kyzylkup, dove ci si trova di fronte a degli strati sedimentari di colorazione bianco e rosa che fanno somigliare questa formazione montuosa ad una fetta di millefoglie o ad un tiramisù! Pernottamento in campo mobile in questo pittoresco scenario.

8°g. 29/4 Kyzylkup – Shopan Ata – Zhanaozen – Karagie – Aktau
Con un breve passeggiata si arriva in un punto panoramico per ammirare dall’alto la regione, che comprende anche l’incredibile montagna di Bokty, una piramide tronca alta circa 150 metri raffigurata anche sulla banconota kazaka di 1000 tenge. Si prosegue poi per la moschea sotterranea Shopan Ata, situata accanto ad una vasta necropoli e frequentata, secondo la leggenda, dal discepolo del grande Khoza Akhmed Yasaui, il poeta mistico più famoso del Kazakistan. Si procede poi verso ovest in direzione di Aktau, ma, prima di arrivare a destinazione, si sosta presso il monumento della prima pompa petrolifera situato nei pressi della cittadina di Zhanaozen, capitale dell’industria petrolifera kazaka. Qui il piatto paesaggio è dominato dai numerosi pozzi con pompe a cavalletto. Lungo la strada ci sarà un’ultima sosta presso la depressione di Karagie, posta a meno 132 metri sotto il livello del mare, il punto più basso del Kazakistan. Giunti ad Aktau si pernotta nel medesimo hotel utilizzato all’andata, e con un’ultima cena conviviale si celebra tutti insieme le bellezze e le emozioni vissute durante questo viaggio.

9°g. Domenica 30 aprile, volo di rientro
I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

COSTO DEL VIAGGIO 

 € 2100 – Minimo 6 e massimo 12 partecipanti 

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma, i pernottamenti, la pensione completa, la presenza di una guida locale che parla italiano e dell’accompagnatore dall’Italia.

La quota non comprende: i voli internazionali, il supplemento per la singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli internazionali su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 200 con 6 partecipanti, € 150 con 7, € 50 con 8; supplemento singola hotel e yurta € 230. Tenda singola gratuita.

Visti e documenti: Per i cittadini italiani non serve il visto per soggiorni inferiori ai 30 giorni.

Uno speciale ringraziamento a Viktoria, Cristina e Gigi per le foto.

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    PAESI E TRADIZIONI

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    Kepte Baba

     GALLERIA FOTOGRAFICA

    Valle di Boszhyra
    Valle di Boszhyra al tramonto
    Kyzylkup
    Tuzbair
    Valle di Torish
    Shopan ata, bastone del predicatore
    Campo mobile
    La guida locale Viktorya
    Pranzo con…vista!
    Kyzylkup
    Passeggiando a Kyzylkup
    Moschea rupestre di Shakpak Ata
    Lago a forma di cuore
    Cavalli selvaggi
    Aquila in volo
    Banconota kazaka con Bokty sullo sfondo
    Anziana kazaka
    Bazar locale

    L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

    Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.