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Iraq


Mesopotamia e Kurdistan iracheno

Passato immortale e cultura contemporanea


Re di Ur, Museo dell’Iraq

Abu Dalaf

Bagdad, Al-Mustansiriyah

Anziano al bazar

Aqrah

PARTENZA
10/10/2024
RITORNO
20/10/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
11 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Antonio Ratti

 Sintesi del viaggio


Un viaggio in Iraq è un viaggio nella storia dell’uomo: l’antica Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate, ha generato alcune delle civiltà più antiche dai Sumeri, ai Babilonesi, agli Assiri. I resti dell’antica Babilonia, di Hatra o Ctesifonte sono diventati Patrimoni Unesco, ad Uruk venne inventata la scrittura e lo ziggurat di Ur evoca l’origine delle religioni del mondo. Oggi il Paese sta riemergendo dai drammi delle guerre e dalla dittatura che lo ha devastato, s’incontrano persone aperte ed ospitali, ed anche i curdi hanno trovato il loro spazio. I luoghi santi degli yazidi e dei musulmani sciiti, vivacissimi ed attorniati da stuoli di pellegrini dove anche i non credenti possono entrare, si trovano qui. In sintesi l’Iraq ci offre un insieme formidabile di siti, incontri ed esperienze e questo percorso è studiato per acquisire una visione molto completa di tutto questo.

  • Baghdad
  • Taq-i-Kasra
  • Babilonia
  • Kerbala
  • Najaf
  • Uruk
  • Nassiriyah
  • Chibayish
  • Ur
  • Baghdad
  • Samarra
  • Abu Dalaf
  • Tikrit
  • Hatra
  • Mosul
  • Erbil
  • Lalish
  • Aqrah

 Presentazione del viaggio


L’Iraq ha aperto al turismo nel 2021 a seguito della visita apostolica di Papa Francesco, che ha offerto un forte segnale anche per l’avvio di un processo di riscoperta di questo incredibile Paese, dove le ferite per le lunghe guerre sofferte vengono pian piano lasciate alle spalle e si ricomincia ad incontrare il sorriso nella gente e ad individuare la speranza per un futuro migliore. Oggi l’Iraq si sta rialzando: al di là dell’inestimabile eredità storica antica che spazia nei millenni iniziando da Ur e Babilonia, e per la quale anche l’Unesco sta facendo diversi interventi importanti, viaggiando in queste terre si assiste ad un netto recupero delle tradizioni. Ad esempio, con la ripresa dei pellegrinaggi religiosi legati sia all’Islam sciita, che hanno in Najaf e Karbala due epicentri religiosi di importanza inestimabile, che allo yazidismo, con il centro spirituale a Lalish, nel Kurdistan iracheno. L’acqua è tornata ad alimentare le paludi mesopotamiche, ripristinando così la possibilità di un antichissimo modo di vivere; i curdi, fieri ed indipendenti, hanno qui un loro spazio vitale con al centro Erbil, per non dimenticare il sereno caos dei bazar, in particolare a Baghdad ed Erbil.

Dopo una prima visita della capitale Baghdad si parte in direzione di Babilonia e si prosegue da qui per Karbala, luogo santo per gli sciiti dove si visitano i due santuari degli Imam Hussein e Abbas. Da qui ci si sposta a Najaf, anche questa città santa per gli sciiti, dove si vede il cimitero più grande di tutto il mondo musulmano, con circa sei milioni di sepolture di varie dimensioni e fattezze, e si entra nel santuario dell’Imam Alì, la figura a cui si riferisce l’islam sciita. Ci si sposta poi a Nassiriyah e sul percorso si visita l’antichissima Uruk, il luogo dove venne inventata la scrittura. In questa area meridionale si esplorano in barca le paludi mesopotamiche, gli immensi specchi d’acqua dimora degli “arabi delle paludi”, che mantengono lo stile di vita tradizionale. Dopo lo ziggurat di Ur si rientra a Baghdad, dove si completano le visite della città prima di prendere la via del nord visitando Samarra, Abu Dalaf e il sito Unesco di Hatra. Giunti a Mosul si passeggia per la parte vecchia della città, dove si tocca con mano la furia devastate che ha avuto l’Isis, prima di spostarsi ad Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno, dove si visitano la cittadella ed il grande bazar. Si prosegue la visita del Kurdistan con Lalish, epicentro religioso degli yazidi, e Aqrah prima di rientrare ad Erbil ed imbarcarsi sul volo di rientro.

Conduce il viaggio l’archeologo Antonio Ratti, che ha già visitato il Paese, che si avvale della collaborazione di una guida locale che parla la lingua inglese; è previsto un massimo di 12 partecipanti.

ALCUNE NOTE SULL’IRAQ

GEOGRAFIA DELL’IRAQ – L’Iraq, Stato dell’Asia occidentale situato alla radice della Penisola araba, confina a nord con la Turchia, ad ovest con Siria e Giordania, a sud con Arabia Saudita e Kuwait, a est con l’Iran e si affaccia sul Golfo Persico. Nella parte occidentale si trovano un lembo del tavolato arabico ed una parte del deserto siriano, entrambi attraversati dal corso dell’Eufrate, con al centro la grande pianura alluvionale della Mesopotamia formata dai depositi dei due fiumi maggiori, il Tigri e l’Eufrate (lunghi rispettivamente 1.400 km e 1.100 km), che confluiscono, prima di sfociare nel Golfo Persico, nel corso congiunto dello Shatt al-‘Arab. Le acque dei due fiumi sono intensamente utilizzate a scopo irriguo, infatti rappresentano la base per l’utilizzo agricolo del suolo e per lo stesso insediamento umano. La parte a nord-est del paese è occupata da una serie di rilievi montuosi che appartengono alla grande catena degli Zagros.

BAGHDAD, LA STORICA “CITTÀ DELLA PACE” – Fin dalla sua nascita Baghdad è stata al centro della storia. Fu fondata tra il 762 e il 767 sul fiume Tigri, a 50 chilometri dall’altro grande fiume, l’Eufrate, per volere di Al-Mansur, secondo califfo abbaside, la dinastia che governò nella regione per circa cinquecento anni. Pochi anni dopo la fondazione divenne il centro commerciale e culturale dell’epoca d’oro islamica, guadagnandosi l’appellativo di Madinat As-Salam, ovvero “città della pace”. Baghdad diventò il maggior centro culturale, politico e religioso del mondo arabo-islamico, arrivando a superare il milione di abitanti. Fra le sue mura giunsero persone da ogni luogo e vi convivevano musulmani, cristiani, ebrei, zoroastriani, così come un gran numero di fedeli di religioni “minori”, dai mandei agli yazidi ed altri, e quest’affluenza eterogenea disegnò il volto di una delle città più cosmopolite del tempo. A seguito delle conquiste accumulate della dinastia abbaside Baghdad divenne la capitale politica, culturale ed economica del loro grande impero e, grazie alle entrate fiscali, grandi ricchezze confluirono, facendo diventare la città un simbolo di abbondanza ed opulenza del mondo islamico. Questo benessere contribuì allo sviluppo della città consentendo la costruzione di splendidi parchi, di grandi mercati, di magnifiche moschee, di innumerevoli bagni pubblici, scuole e ospedali alimentando un periodo di grande prosperità nel quale prese spazio una rivoluzione culturale e intellettuale mai vista prima nel mondo islamico. La “città della pace” rappresentò per secoli uno dei più grandi centri del sapere al mondo. Anche altre città come Gerusalemme, Damasco e Mosul accrebbero la loro potenza e ricchezza, ma nessuna raggiunse la grandezza e la bellezza di Baghdad. Come se non bastasse, la città si trasformò in uno snodo fondamentale per i commerci delle Vie della Seta e divenne un importante centro della vita culturale araba ospitando famosi poeti, musicisti e scrittori. A metà dell’VIII secolo, a seguito di una riforma dell’esercito, l’ottavo califfo abbaside, Al-Muʿtaṣim, decise di spostare la capitale a Samarra, cominciando ad indebolire la potenza e l’importanza di Baghdad. Cominciò così una fase di lento declino, culminata in uno dei saccheggi più brutali della storia, quando nel 1258 i mongoli guidati da Hulegu Khan, nipote di Gengis Khan, arrivarono alle porte della città, la assediarono e la rasero al suolo. Nulla fu risparmiato, né i palazzi reali né le moschee né gli ospedali né la mitica biblioteca. Si narra ancora oggi che durante la sua distruzione le acque del fiume Tigri divennero nere a causa dell’inchiostro contenuto dall’enorme quantità di libri e manoscritti gettati nel fiume. Il califfo fu ucciso secondo la tradizione dei popoli delle steppe: arrotolato dentro un tappeto e calpestato a morte dai cavalieri, così da non scatenare l’ira divina cospargendo la terra del suo sangue. Le fonti relative alle perdite civili sono contrastanti ma si può dedurre che morirono dalle 200 alle 800mila persone. La devastazione della città pose fine al califfato della dinastia abbaside e all’epoca d’oro della civiltà arabo-musulmana. I mongoli distrussero anche la rete di canali che avevano fatto di questa terra, la famosa Mesopotamia, prima con i sumeri e poi grazie all’impegno delle altre popolazioni succedutesi nel tempo, un luogo fertile. La distruzione dei canali e lo sterminio della popolazione lasciarono la regione completamente spopolata. La difficoltà incontrata nel ripristinare i condotti di irrigazione provocò la desertificazione della regione, visibile ancora oggi negli odierni Iraq e Kuwait. A cavallo tra il XIII ed il XIV secolo Baghdad fu poi di nuovo saccheggiata dai turco-mongoli di Tamerlano. Nel 1534 infine la città fu conquistata dagli ottomani, sotto il cui dominio rimase fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, allorché la città fu occupata dalle truppe britanniche e venne fondato il regno dell’Iraq con Baghdad capitale sotto il controllo di Londra. L’Iraq divenne ufficialmente indipendente a metà del Novecento e negli anni a seguire la città visse un fiorente periodo di crescita e la popolazione tornò a crescere, raggiungendo una buona qualità della vita grazie agli investimenti dei proventi derivati della vendita del petrolio, la principale risorsa esportata dal Paese, ma la città non ha mai più ritrovato il suo antico splendore. Nonostante l’odierna decadenza e la sfortuna che ha contraddistinto la sua storia, Baghdad mantiene un fascino antico, grazie ai suoi quartieri caotici nei quali, nonostante tutto, rimane ancora forte l’amore per i libri e la cultura. Esiste ancora oggi una via, Mutanabi (intitolata a un grande poeta arabo), dove in ricordo del suo passato “intellettuale” centinaia di persone si ritrovano per vendere, comprare o anche solo sfogliare migliaia di libri in tutte le lingue, di tutte le tematiche e di tutte le religioni. Leggere aiuta le persone a sognare e forse, dopo anni di guerre e di occupazione militare straniera, è proprio di questo che hanno bisogno oggi gli iracheni per sconfiggere i fantasmi del passato e la minaccia del fondamentalismo islamico: tornare a leggere, per sognare e realizzare un futuro migliore.

KURDISTAN IRACHENO – Nel nord dell’Iraq oltre Mosul si entra nel Kurdistan iracheno, un mondo a parte per cultura, etnia e lingua. Qui anche la bandiera è differente, così come l’aspetto dei militari che controllano questi territori molto più verdi rispetto al resto del paese. Ma nonostante abbia una propria costituzione la regione fa ancora parte dell’Iraq nonostante le genti di queste terre reclamino la creazione di uno stato e di una identità nazionale pienamente asseriti. Un motivo che frena questo processo è anche il fatto che una quota dei proventi petroliferi dell’Iraq (circa il 18% alla data di redazione) viene devoluta a questa regione; vi è così un certo vantaggio nel rimanere nell’ambito giuridico iracheno visto che il petrolio non viene estratto nel Kurdistan.

NOTA TECNICA

SISTEMAZIONI – L’Iraq richiede un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma potenzialmente difficile per un “turista”. Al di fuori della capitale le sistemazioni sono più semplici ma pulite. Si utilizzano alberghi paragonabili a 2**o 3** dello standard occidentale. Alcune sistemazioni difettano di manutenzione ordinaria (idraulica ed elettrica) ma l’accompagnatore e la guida locale cercheranno di risolvere qualsiasi tipo di disagio possa accadere. Si richiede spirito di adattamento.

 PASTI – I pasti nel corso del viaggio sono tutti inclusi e si cerca di offrire una cucina più varia possibile. Come la maggior parte delle cucine medio orientali anche quella irachena fa molto uso di spezie. I piatti principali sono a base di carne e pollo, conditi sempre con riso e verdure. Il tutto accompagnato da hummus, dolma (foglie di vite ripieni di riso o carne), babaganoush (crema di melanzane) servito insieme a grandi forme di pane tonde e piatte molto gustose, soprattutto se offerte belle calde! Anche chi segue diete diverse, come quella vegetariana, potrà quindi gustare le pietanze locali. I pasti vengono consumati in ristoranti locali ma qualora ci sia in ritardo sui tempi del programma si potrà valutare insieme all’accompagnatore ed alla guida locale anche pasti più veloci a base di frutta e panini.

ITINERARIO – In base al numero finale di partecipanti si utilizza un furgone da 8 posti oppure un piccolo minibus da 16 – 20 posti. Le strade sono in buone condizioni in tutto il paese e l’unica difficoltà possono essere i posti di blocco (soprattutto verso nord), dove sovente vengono controllati i passaporti dei turisti. Nulla di complicato, ma a volte questo fa sì che si perda un po’ di tempo. L’itinerario può subire variazioni dovute a ragioni tecniche, ovviamente mantenendo però le visite previste dal programma; questo potrà essere deciso solo sul posto e la guida locale opterà la scelta migliore in base alle condizioni di percorribilità del momento. I tempi di viaggio indicati sono stati testati ma bisogna tener presente che soprattutto nelle città il traffico è molto intenso.

CLIMA E ATTREZZATURA – Ad ottobre le temperature minime si attestano intorno ai 10 gradi e le massime intorno ai 25. È prevista escursione termica tra il giorno e la notte e vi sono differenze tra la parte sud del paese (più calda) e quella a nord (più fredda) per cui si consiglia un abbigliamento a cipolla. Per la visita dei santuari e delle moschee è necessario indossare abiti che coprano gambe e braccia ed un foulard per le donne.

WIFI, SIM, ELETTRICITA’ – Il wifi sarà disponibile ovunque negli hotel. Per chi ne avesse bisogno il corrispondente locale può prendere una SIM locale.

CAMBIO – È possibile farlo in aeroporto e nelle maggiori città, e la guida locale si adopererà ove necessario per trovare soluzioni di cambio in ogni luogo. Si segnala che le carte di credito sono diffuse ovunque anche se si consiglia di avere con sé del denaro contante.

ACQUISTI – Monili, collane, orecchini, tessuti, foulard, pashmine, dipinti calligrafici, tappeti: questi sono solo alcuni dei molto oggetti che si possono trovare nei vari bazar sparsi in tutto il paese. Senza dimenticare la tradizione culinaria: datteri, frutta secca, spezie, incenso, dolci bakhava e tahini (crema derivata dal sesamo tostato). Sicuramente sarà facile individuare un pensiero da portare a casa.

PERICOLOSITA’ – L’Iraq è un Paese che sta riaprendo gradualmente al turismo, con gli ingressi dei visitatori stranieri iniziati nel 2021. Questo fa sì che, sebbene la popolazione locale sia felice di veder arrivare finalmente degli occidentali con in mano la macchina fotografica invece delle armi, i servizi e le sistemazioni non siano ancora adeguati agli standard internazionali. Ci sono diversi check-point che a volte fanno perdere del tempo. Inoltre è assolutamente vietato fotografare, così come in molti altri paesi, posti di polizia o caserme militari, e bisogna quindi rispettare le indicazioni della guida locale su dove non è possibile fare le foto.

 

 Programma del viaggio


1°g. Giovedì 10 ottobre, partenza per Baghdad
Per raggiungere l’Iraq vi sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quello prescelto dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino del giorno seguente.

2°g. 11/10 Baghdad e Taq-i-Kasra
Arrivo a Baghdad nelle prime ore del mattino, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale; trasferimento presso l’hotel Bilitom o similare. Dopo un po’ di relax si iniziano le visite della città recandosi a Al-Rasheed Street, dove si inizia con una piacevole passeggiata tra bancarelle e piccole botteghe avendo un primo incontro con l’ospitale popolazione locale. Passeggiando tra le vie si osservano anche alcuni edifici costruiti al tempo di Saddam Hussein, dallo stile però… sovietico! Sempre a piedi si giunge ad Al-Mustansiriyah, una delle più antiche università del mondo islamico, famosa soprattutto per gli studi di teologia e astronomia. Fondata nel 1227 dal califfo abbaside al-Mustansir e situata sulla riva sinistra del fiume Tigri venne distrutta dall’arrivo dei mongoli, che le diedero fuoco; fortunatamente alcuni testi antichi furono salvati dalle fiamme ma non sono consultabili. Dopo la visita si sosta alla casa da tè di Shahbandar, una delle più antiche di tutta la città, dove sembra che il tempo si sia fermato: la gente locale, uomini e donne, viene qui a bersi un tè, fare due chiacchiere e godersi un po’ di riposo, un ottimo luogo anche per entrare in contatto con la popolazione locale, sempre pronta con un sorriso a chiedere da dove si proviene e ad augurare il benvenuto nel paese. Lasciata la casa da tè e la pace che vi regna all’interno si percorre Al-Mutanabi Street, famosa via che prende il nome da un poeta arabo dell’era abbaside, in cui vengono esposte bancarelle con libri di ogni genere, dai testi di scuola ai libri di storia fino ai romanzi. Il legame tra la città ed i libri arriva dal passato in quanto, prima che i mongoli distruggessero la città, tra le sue mura sorgeva la Casa della Sapienza, un’enorme biblioteca contenente migliaia di volumi dai più disparati soggetti. Si prosegue sempre a piedi per il palazzo degli Abbassidi, costruito anch’esso lungo le rive del fiume Tigri, la dinastia che pose a Baghdad la capitale facendola diventare uno dei centri più importanti lungo le Vie della Seta. Da qui si riprende il veicolo per un percorso di circa 35 km (un’ora o più di viaggio) in direzione sud est per giungere a Taq-i-Kasra (Ctesifonte), l’antica città situata sulla riva sinistra (nord-orientale) del Tigri che fungeva da capitale invernale dell’Impero dei Parti e, in seguito, dell’Impero Sassanide iraniano. In epoca medievale fu anche la sede del patriarca della Chiesa Nestoriana, capo dei cristiani dell’Impero sasanide. Il sito è famoso per i resti di una gigantesca sala alta circa 40 metri nell’imponente palazzo, costruito con mattoni crudi di fango. Proprio di fronte al sito sorge un’imponente struttura chiamata “Panorama”, un edificio tipico di epoca sovietica, con un percorso a spirale dove venivano esposte diverse scenografie storiche. Nonostante sia oggi in rovina è possibile entrare e con un po’ di attenzione salire la scalinata fino al tetto per ammirare da un’altra visuale il grande palazzo di Taq-i-Kasra. Rientrati a Baghdad si conclude con una gustosa cena questa intensa ed affascinante prima giornata in Iraq.

3°g. 12/10 Baghdad – Babilonia – Karbala
Si inizia la giornata con la visita al Monumento dei Martiri, una maestosa cupola color turchese divisa in due parti, costruita per ordine di Saddam Hussein in memoria dei caduti della guerra tra Iran-Iraq, combattuta tra il 1980 ed il 1988. Sotto di essa sono incisi i nomi dei di chi fu ucciso in guerra, a cui sono stati aggiunti quelli di chi ha perso la vita a causa del regime del dittatore; infatti il monumento è diventato un memoriale anche di tutte le persone uccise ed oppresse durante il suo regime e, durante l’occupazione americana, venne anche utilizzato dalle truppe degli Stati Uniti. Si prosegue da qui verso sud in direzione dell’antico sito di Babilonia, un percorso di 102 km, circa 1 ora e mezza di auto. Giunti presso l’antico sito lo si esplora a piedi. Si entra dalla famosa porta di Ishtar, una copia di quella posizionata nel museo di Pergamo a Berlino realizzata con i materiali degli scavi archeologici che furono trafugati nel 1930, e si iniziano le visite. Il sito, ora Patrimonio dell’Unesco, era stato ristrutturato durante il regime di Saddam il quale, per lasciare un ulteriore ricordo di sé, fece inserire nei muri, in ordine sparso e mischiate alle epigrafi originali, dei mattoni su cui sono incise diverse autocelebrazioni. Babilonia fu una delle città più grandi della Mesopotamia, tra le più popolose del mondo antico, e raggiunse l’apice durante il regno di Nabucodonosor II (605 a.C. – 562 a.C.). Grazie alla sua architettura ed urbanistica ed alle sue espressioni decorative la città trasmise un’influenza politica, tecnica e artistica in tutte le regioni dell’antico Medio Oriente, unitamente ad un’importante eredità scientifica in campo matematico e astronomico. Sullo sfondo dell’antico sito, in cima ad una collina, si trova il palazzo fatto costruire da Saddam Hussein per autocelebrarsi e lasciare un’impronta di sé, proprio come facevano i re e gli imperatori del passato, ed ora, depredato e saccheggiato, è comunque visitabile. L’edificio fu anche una delle sedi del comando americano durante la guerra del Golfo ed infatti ancora oggi si trovano scritte sbeffeggianti Saddam ed il suo regime, così come scritte di nostalgia verso le madri dei soldati americani che occupavano la base. Si prosegue da qui per Karbala, che dista 66 km verso ovest, circa un’ora di guida, dove ci si accomoda presso il Coral Karbala Hotel o similare. A pochi passi dall’hotel sorgono i due importanti santuari di Hussein e Abbas. L’area sacra è animata da una moltitudine di fedeli e pellegrini che giungono qui per rendere omaggio a questi martiri dello sciismo, entrambi nipoti del profeta Maometto. Le moschee sono visitabili e si rimane coinvolti dall’atmosfera di fede e devozione che vi si respira. All’interno si trova uno sfarzo di specchi e luci che decorano gli immensi ambienti ricolmi di persone inginocchiate in preghiera. Al centro di entrambi i santuari vi sono le sale con i sepolcri dove una moltitudine di persone si avvicina per rendere omaggio ai due santi. Karbala è una delle città sante più importanti per gli sciiti proprio perché, oltre a riposare le spoglie di Hussein, è il luogo dove fu ucciso. E’ così di fondamentale importanza perché in questo luogo, che al tempo era un piccolo villaggio, il mondo musulmano a seguito di questi eventi si spaccò tra sciiti e sunniti. È molto spettacolare ed avvincente visitare e passeggiare tra i due santuari alla sera in quanto tutta l’area sacra viene illuminata con luci che ne rendono magica l’atmosfera. Completata la visita si cena in un ristorante locale prima di rientrare in hotel.

4°g. 13/10 Karbala – Najaf – Uruk – Nassiriyah
Si lascia Karbala in direzione sud per giungere a Najaf, un percorso di 75 km, circa un’ora di auto. Anche Najaf è tra le città più sacre dell’Islam sciita ed attualmente rappresenta un grande centro di pellegrinaggio dove il numero di fedeli è secondo solo alla Mecca ed a Medina. Giunti a Najaf si attraversa in macchina il grande cimitero di Wadi a Salam fino a giungere ad un grande garage dove si può salire sul tetto per ammirare dall’alto la vastità del cimitero, che è il più grande di tutto il mondo musulmano e tra i più grandi del pianeta, dove sono sepolti alcuni tra i più celebri profeti e Imam della storia dell’Islam. Si narra che nel corso dei secoli sia giunto ad ospitare più di sei milioni di persone e tutti gli sciiti iracheni aspirano ad esser seppelliti qui per essere vicini ad Alì: infatti nei pressi, a pochi minuti a piedi, si trova il santuario dell’Imam Alì, cugino del profeta Maometto. All’ingresso del santuario si vedono spesso auto che trasportano delle bare in quanto, prima della tumulazione nel grande cimitero, le spoglie vengono portate gratuitamente con un servizio che utilizza dei mezzi speciali dentro all’area sacra. L’ultimo saluto viene eseguito con la salma portata a spalle dai familiari fin dentro al luogo del sepolcro di Alì. Completata la visita si parte in direzione sud est per Uruk, circa 145 km, due ore di auto. Le rovine di questa antichissima città, originariamente sumera e poi babilonese, risalgono al 4000 a.C. ed è così una delle più antiche nella storia dell’uomo; nel 3300 a.C. circa qui fu inventata la scrittura. Lasciato il sito con un percorso di circa 110 km, un’ora e mezza di auto, si giunge infine a Nassiriyah, dove si alloggia presso il Sumerion Hotel o similare.

5°g. 14/10 Nassiriyah, escursione a Chibayish: esplorazione in barca delle paludi mesopotamiche
Si inizia la giornata con la visita del mercato locale, dove tra i banchi di frutta e verdura c’è la possibilità di essere invitati a sedersi per assaporare un tè tra la gente del luogo. Finito il giro ci si sposta verso Chibayish (un percorso di 90 km, circa un’ora di auto), una cittadina posta lungo l’Eufrate in un punto dove vi sono due delle grandi paludi mesopotamiche, a nord ed a sud dell’abitato. Qui, utilizzando le tipiche imbarcazioni di legno del luogo, ci si dedica all’esplorazione di questo mondo bucolico. Si tratta di un grande ecosistema acquatico dove gli esseri umani hanno convissuto, e convivono tuttora, con animali, pesci ed uccelli. Oggi, come migliaia di anni fa, queste genti hanno mantenuto uno stile di vita semplice ed arcaico basato sulla pesca, l’allevamento di bufali e lavorazioni con l’intreccio delle fibre vegetali, vivendo in capanne di fango e paglia in stretta simbiosi con la natura circostante. Bisogna però anche osservare che queste persone in tempi recenti hanno vissuto momenti estremamente difficili in quanto, durante il regime di Saddam, sono stati deviati i fiumi che alimentavano le paludi, facendo diminuire notevolmente le acque e costringendo la popolazione alla fame ed a migrare verso le città in cerca di lavoro. Nel 2003 le paludi erano ormai ridotte al 10% della loro dimensione originale, ma una volta caduto il regime i fieri abitanti hanno distrutto le dighe che impedivano alle acque di passare facendo sì che il livello delle acque riprendesse a crescere ed ora molte famiglie sono ritornate ad abitarvi. S’inizia a conoscere questo interessante ambiente incontrando una famiglia locale e pranzando con loro, potendo assaggiare i loro piatti tipici. Si esplora la zona a bordo di piccole imbarcazioni, imbattendosi spesso in pescatori e mandrie di bufali in cerca di refrigerio, quasi completamente sommersi dalle acque, e si visitano le capanne, dove si viene accolti benevolmente. Questa bella avventura dura in tutto circa quattro/cinque ore; si riprendono quindi i mezzi e si rientra a Nassiriyah.

6°g. 15/10 Nassiriyah – Ur – Baghdad
Ci si alza presto e si torna in direzione nord ovest per raggiungere Baghdad che da qui dista 345 km, circa quattro ore di viaggio. Poco dopo essere partiti con una piccola deviazione si raggiunge l’antico sito di Ur, dove si trova uno degli ziggurat sumeri meglio conservati. La struttura piramidale con terrazze collegate da gradoni, ricostruita più volte nel corso della storia, fungeva da magazzino per le scorte alimentari e probabilmente anche da osservatorio. Ma la sua funzione principale era quella di luogo sacro, dove si suppone che nel tempio all’ultimo piano, accessibile solo ai sacerdoti dove era ubicata l’unica stanza chiusa del complesso, venissero compiuti anche sacrifici animali. Gli ziggurat erano infatti i tipici edifici a terrazze sovrapposte della Mesopotamia e secondo i sumeri le divinità protettrici delle città potevano scendere dal cielo ed entrare nel tempio. Ripresa la strada verso nord e giunti nella capitale irachena ci si ferma per una breve passeggiata a Tahir Square, famoso luogo di ritrovo della popolazione locale divenuto tristemente famoso nel 2019 in quanto luogo simbolo delle proteste dei giovani iracheni contro il loro governo corrotto. Si alloggia nel medesimo hotel.

7°g. 16/10 Baghdad
Si inizia la giornata con la visita al Museo Nazionale Iracheno (circa due ore) che contiene preziosissimi reperti e manufatti di inestimabile valore che spaziano dai Sumeri ai Babilonesi ed agli Assiri fino ad arrivare all’età islamica. Il museo ha subìto pesanti saccheggi e notevoli danni durante gli anni di guerra ma fortunatamente diversi reperti rubati sono stati poi recuperati, anche grazie alla collaborazione di missioni archeologiche italiane, facendo sì che nel 2015 il museo riaprisse i battenti. Finita la visita ci si sposta nella zona nord ovest della periferia di Baghdad per visitare lo ziggurat di Aqarquf, alto 52 metri, che è stato per secoli un punto di riferimento importante perché indicava alle carovane di essere in prossimità della città di Baghdad. Quando i primi viaggiatori ne scoprirono le rovine pensarono che fossero i resti della mitica Torre di Babele. Lo ziqqurat venne costruito nel XIV secolo a.C. dal re Kurigalzu II che, seguendo la tradizione sumerica, lo dedicò al sommo dio del pantheon, Enlil. L’edificio è interamente costruito con mattoni crudi e, nella parte superiore, è possibile vedere come strati di cordoni di canne siano stati posizionati in linee orizzontali allo scopo di rinforzarne la struttura. La parte inferiore è stata parzialmente ricostruita durante l’epoca di Saddam Hussein. Rientrati in centro città ci si accomoda per un breve riposo in hotel e si esce poi per una piacevole passeggiata notturna lungo la cornice del fiume Tigri, dove si avrà modo di mescolarsi alla gente locale. Si cena in un ristorante tipico locale.

8°g. 17/10 Baghdad – Samarra – Abu Dalaf – Tikrit – Hatra – Mosul
Si lascia presto la capitale in direzione nord onde evitare il traffico in uscita, visto anche il lungo percorso odierno, per giungere a Samarra, che dista 127 km, circa due ore di guida. La città, antica capitale del califfato abbaside, è famosa per il grande minareto alto 52 metri a forma di spirale entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco dal 2007, che un tempo era collegato da un ponte alla grandissima moschea posta di fronte, che al momento della sua costruzione era la più grande dell’Islam potendo ospitare fino ad oltre 60.000 persone in preghiera. Al momento della redazione del programma il sito è in fase di restauro, quindi non è possibile dire se si riuscirà a salire o meno sul minareto. Poco distante se ne trova un altro, anche questo a spirale ma un poco più piccolo, nell’ambito delle affascinanti rovine della moschea di Abu Dalaf, dove chi se la sente può salire, ma facendo molta attenzione perché non ci sono parapetti e la spirale si stringe man mano che si sale verso la sommità. Si riprende la strada verso nord passando di fianco al villaggio nativo di Saddam, Hoja, dove però non si può entrare (ora è disabitato) fino a passare da Tikrit, tristemente famosa per i massacri compiuti qui dall’Isis nel 2014, dove si pranza e si prosegue per Hatra. L’antica città di Hatra, fondata dalla dinastia seleucide ma diventata famosa sotto il regno dei parti, è un grande sito archeologico completamente visitabile. Nel 2014 fu occupata dall’Isis e venne anche utilizzata come poligono di tiro o come sfondo per i video di propaganda, con la distruzione delle statue che non erano state ancora portate al Museo dell’Iraq di Bagdad. Il sito, oggi patrimonio Unesco, è tra i più affascinanti di tutte queste regioni del mondo, con templi di diversi stili di dimensioni impressionanti; anche una squadra di archeologi italiani ha lavorato alla sua restaurazione e conservazione. Finita la visita si prosegue in direzione nord fino a giungere a Mosul, dove si alloggia presso il Bashtabia hotel. La tappa di oggi è di 589 km, circa otto ore di auto.

9°g. 18/10 Mosul – Erbil
Si inizia la giornata con la visita di Mosul, città dell’Iraq settentrionale divisa dal fiume Tigri erede dell’antica Ninive, tristemente famosa perché la parte vecchia fu occupata dall’Isis dal 2014 al 2017. Dove un tempo correvano i bambini tra gli stretti vicoli, mentre le donne andavano al bazar a comprare il pane caldo, restano quasi ovunque solo macerie e distruzione: un museo a cielo aperto dell’orrore e dell’errore umano. Passeggiando tra questi tristissimi resti non resta altro che silenzio ed un senso di vuoto; qui si è combattuto strada per strada, casa per casa ed hanno perso la vita oltre diecimila persone. Centinaia di miglia di civili sono fuggiti, perdendo tutto ciò che possedevano. Si possono notare sui muri di alcune case i simboli dipinti dall’Isis che stavano ad indicare la presenza di famiglie cristiane, così da facilitare la loro identificazione per ricattarle per non essere uccise. L’Unesco ha iniziato la ricostruzione anche se i lavori stanno andando a rilento, ci vorranno ancora anni prima che il sole possa tornare a rifulgere tra queste strade, anche se il sorriso è tornato a splendere sulla bocca dei sopravvissuti. Dove finiscono le macerie è risorto nel giro di pochissimo tempo il vecchio mercato, e fa molto effetto passare nel giro di pochi metri dagli edifici distrutti ad un mercato brulicante di vita, in netto contrasto con la realtà che si è appena lasciata pochi passi indietro; lo spirito di sopravvivenza di questo popolo abituato a guerre e devastazioni è veramente qualcosa di encomiabile. Prima di lasciare la città si sosta alle rovine delle antiche mura di Ninive, che in alcuni punti sono piuttosto prominenti. Si procede quindi verso est entrando nel Kurdistan fino a giungere ad Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, che da qui dista 85 km, circa un’ora e mezza di auto. Ad Erbil si visita la cittadella, una fortezza millenaria che domina sulla città con le alte mura color ocra e che dal 2014 è inserita nel Patrimonio Unesco; il motivo di questa elevazione rispetto al terreno circostanze è dovuto al grande numero di strati sovrapposti formati dalle rovine delle diverse fortezze che furono costruite qui, ciascuna sopra la precedente, nel corso della lunghissima storia di questo luogo. Scesi a piedi dalla cittadella è piacevole sorseggiare un tè in uno dei tipici locali con vista sulla piazza principale, prima di un giro nell’affollato bazar. Si alloggia presso l’hotel Erbil View.

10°g. 19/10 Erbil, escursione a Lalish e Aqrah
La giornata è dedicata alle visite nel Kurdistan iracheno. La prima meta è Lalish, che dista 124 km, circa due ore di guida. Lalish è il luogo più sacro per gli Yazidi, la comunità religiosa di etnia curda che professa un antichissimo credo in un Dio primordiale e creatore, poi dissoltosi in ogni cosa e che si manifesta tramite sette angeli, tra i quali il più venerato è Melek Ta’us, dalle sembianze di pavone. L’attuale forma dello yazidismo è il risultato della riforma dello sceicco Adi Hakkari, vissuto nell’XI secolo e qui sepolto. L’atmosfera che si respira nel santuario è molto particolare, completamente diversa dal territorio circostante; il sito si trova in una valle chiusa dove vengono solo gli Yazidi, che almeno una volta nella vita sono tenuti a venire qui. I pellegrini sono vestiti con abiti tradizionali e sovente si viene invitati a bere un tè con loro ed a fare alcune foto insieme. Terminata la visita ci si sposta verso est fino a giungere ad Aqrah, città che fa parte del governatorato di Dohuk, un percorso di circa 1 ora e mezza di auto, 72 km. Una delle particolarità della città è la posizione, con decine di case appollaiate tra le montagne dove grandi scritte create con grandi sassi bianchi mostrano slogan di libertà e autonomia del popolo curdo. Da qui si procede verso sud per Erbil, un percorso di circa 1 ora e mezza, 93 km, e giunti in città si avrà del tempo libero, chi lo desidera potrà recarsi al grande bazar che è zeppo di oggetti interessanti da acquistare.

11°g. Domenica 20 ottobre, volo di rientro  
La maggior parte dei voli parte nelle prime ore del mattino ed arriva a destinazione il giorno stesso.

 COSTO DEL VIAGGIO

€ 2300 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, la polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma, le entrate ai siti, l’alloggio in camera doppia, la pensione completa, la presenza di un accompagnatore dall’Italia e di una guida locale che parla inglese.

La quota non comprende: i voli internazionali, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli internazionali su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 50 con 5 partecipanti, € 200 con 4, € 400 con 3; stanza singola € 900.

Visti e documenti: il visto per l’Iraq viene fatto direttamente all’arrivo all’aeroporto di Baghdad ed ha un costo di 78 dollari (da pagare in contanti). Il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

Riferimento valutario: Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 7/7/’23 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1.0888, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

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 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

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Uruk, decorazioni

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Cimitero di Najaf
Bagdad, mercato del rame
Re di Ur, Museo dell’Iraq
Abu Dalaf
Bagdad, Al-Mustansiriyah
Anziano al bazar
Aqrah
Bagdad, Sarati Bazar
Bagdad, Al-Mustansiriyah
Karbala, sepolcro di Abbas
Najaf, mausoleo di Alì
Uruk, origine della scrittura
Hatra
Bimba alle paludi
Rovine dell’antica Babilonia
Sorrisi della gente
Mosul, distruzioni dell’ISIS
Erbil, bazar
Aqrah
Dolci iracheni
Tappeto curdo
Capanna degli arabi delle paludi
Volto di Saddam Hussein
Sajad, la nostra guida locale

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.