Iran


Storia, natura e cultura della Persia

Estensione: Azerbaijan iraniano


Yadz, i badgir

Shiraz, il bazar

Dash-e Lut

Shiraz, Nassir el Molk

Isfahan, Moschea Lotfollah

PARTENZA
31/03/2023
RITORNO
12/04/2023
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
13 o 19 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Dopo la visita di Teheran si raggiunge in volo Yadz e da qui si parte per il tour che porta nelle città storiche e nei siti culturalmente più importanti della Persia: Yadz, Kerman, Shiraz, Persepoli, Naqsh-e Rostam, Pasargadae e Isfahan. Oltre a queste mete irrinunciabili, il percorso include un ampio insieme di siti meno noti ed anche etnicamente interessanti, come Saryadz, Zenoiddin e Mahan, e si estende allo stupefacente deserto del Dasht-e Lut con le città carovaniere di Bam e Rayen. Si ha così un intenso incontro con le bellezze artistiche ed i resti storici più importanti e famosi della Persia, sia islamici che preislamici, scoprendo un mondo che affonda le proprie origini agli albori della civiltà dell’uomo. Da Persepoli a Isfahan, da Yadz a Shiraz, da Kerman a Bam, s’incontra un incredibile insieme che stupisce per la ricchezza culturale, la storia, la varietà e bellezza della natura; e, soprattutto, per la sorprendente cordialità e calore della sua gente.

Mirare due obiettivi con una sola freccia.
  • Teheran
  • Yazd
  • Saryazd
  • Rafsanjan
  • Kerman
  • Shadad: deserto del Dasht-e Lut
  • Rayen
  • Bam
  • Mahan
  • Sirijan
  • Neyritz
  • Estahban
  • Shiraz
  • Persepoli
  • Naqsh-e Rostam
  • Pasargadae
  • Esfahan
  • Natanz
  • Kashan
  • Teheran
  • Lago Ovan
  • Alamut (Valle degli Assassini)
  • Qazvin
  • Soltaniyeh
  • Zanjan
  • Takht-e Soleyman
  • Masuleh
  • Teheran

 Presentazione del viaggio


Per chi desidera conoscere più a fondo i deserti della Persia vi è la possibilità di aggiungere come estensione iniziale il programma “Deserto del Dasht-e Kavir” che parte il 25 marzo e prevede un’ampia esplorazione dei deserti che si estendono tra Teheran e Yadz, visitando diverse oasi, aree di dune e vasti laghi salati nell’immensità del Dasht-e Kevir, ed arrivando a Yazd l’1/4, il medesimo giorno in cui vi si giunge con questo programma.

Al termine del tour, giunti ad Isfahan, è prevista l’estensione “Azerbaigian persiano – Ad ovest di Teheran”. Da Isfahan si prosegue verso nord arrivando via Natanz, Kashan ed il lago salato di Hoz-e Sultan a Teheran e, da qui, si inizia un circuito che porta nelle aree nordoccidentali azere. I punti salienti: il castello di Alamut e la Valle degli Assassini col lago Ovan. Le città di Qazvin, antica capitale safavide, Soltaniyeh, dove si ammira il Mausoleo di Oljeitu sormontato dalla più alta cupola di mattoni conosciuta, che si dice ispirò anche Brunelleschi, e Zanjan, con l’imperdibile bazar. L’antico santuario zoroastriano di Takht-e Soleyman, che contorna un solitario lago vulcanico a 2150 metri di quota, ed il villaggio di Masuleh, preziosa perla della regione di Gilan che si affaccia verso il Mar Caspio, tra i monti Elborz.

Accompagna il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba, che si avvale della collaborazione di una guida locale che parla la lingua italiana. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

Giunti a Teheran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, dopo una visita dei siti più importanti della città ci si reca in volo a Yazd, situata in una regione desertica circa 600 km a sud est della capitale. Conosciuta come la città di paglia e argilla, è l’evocativo centro dove è sopravvissuto il culto di Zoroastro e, nei pressi dell’abitato, vi sorgono le Torri del Silenzio, mentre la magnifica area centrale è ricca di siti e di viuzze, con le tipiche torri del vento ed un animato bazar, dove viene coltivata la tradizione del Zurkaneh. Da qui, utilizzando un comodo pulmino privato, inizia un circuito che porta fino ad Isfahan, la nostra magnifica meta finale. La prima tappa porta alla cittadella del deserto di Saryadz ed al caravanserraglio di Zenoiddin arrivando a Kerman, con il famoso bazar, storico centro di scambi delle antiche carovane. Ci si sposta da qui a Shadad, ai margini deserto del Dasht-e Lut, un luogo di rara bellezza naturale, ritenuto una delle aree più suggestive al mondo, tant’è che in tempi recenti è entrato a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si sosta qui una notte, avendo così a disposizione una giornata per esplorarlo con le jeep. Si procede quindi per le cittadelle del deserto di Rayen e di Bam, mitico punto carovaniero, il sito più orientale toccato con l’itinerario. Da qui inizia una bellissima traversata verso ovest, la meta è Shiraz, che si raggiunge in due giorni attraverso aree naturali molto belle e piantagioni di pistacchi, visitando Mahan, con il famoso mausoleo di un santo sufi ed il giardino quajaro Bagh-e Shahzde (Patrimonio Unesco), Sirjan e Neyritz. Giunti a Shiraz, splendida città conosciuta come “la città della poesia e delle rose”, tra i siti maggiori si ammirano la moschea Nassir el Molk, i giardini di Narenjestan e la cittadella di Arg-e Karim Khan, nonché l’antico e coloratissimo bazar di Vakil. Nei dintorni ci attendono le visite archeologiche più importanti della Persia, iniziando con le imponenti millenarie rovine della piana di Persepoli, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e la vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro imperatori. Si parte ora verso nord, incontrando i resti di Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, ed arrivando nella mitica Isfahan, dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose e celebratissime bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli e giardini che dal XVII secolo la resero una delle città più apprezzate al mondo. Oltre a tutte queste bellezze della storia e della natura, una delle innumerevoli emozioni che questo ricco itinerario procura è il piacere di scoprire la grande civiltà degli iraniani, che esprimono una genuina cordialità verso i visitatori.

NOTA TECNICA

La stagione è ottima, con un clima soleggiato, leggermente più fresco nella capitale (la media massima ad aprile a Teheran indica 20°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Shiraz e a Yadz le massime medie stagionali ad aprile indicano 25°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, 4 stelle, anche se la loro classificazione non corrisponde allo standard europeo. In particolare l’affascinante hotel tradizionale a Yazd è una casa tipica persiana nel centro storico, composta da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli. L’unica sistemazione spartana è a Shadad nel deserto, dove si utilizza un eco lodge con bagni privati. Per chi seguisse l’estensione col programma “Azerbaigian persiano” si segnala che ad Alamut ed a Masuleh le sistemazioni sono semplici ma dotate di servizi in stanza. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani.

Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate. Alcuni dei tratti da percorrere sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli. Nella regione di Shadad si utilizzano mezzi locali 4 x 4 per esplorare il deserto del Dasht-e Lut.

Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molte e i programmi di alcune giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale. Si consigliano scarpe comode.

ALCUNE NOTE SULLA PERSIA

La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio ed il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo orientale, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia e la nostra cultura occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico.
La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 – 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale. Un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il Paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba, che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.

LETTURE

Per chi si reca in Persia, oltre alle guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il Paese:

– F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed Méditerranée; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell’anima.
– R. Byron, La Via per l’Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto ed appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni ‘30.
– S. Ebadi, il mio Iran, ed. Sperling & Kupfer ; Animata dalla profonda convinzione che l’Islam possa essere interpretato in modo positivo per trasformare il futuro dell’Iran, Shirin Ebadi racconta come sia riuscita a dare voce a chi è sempre stato costretto a tacere.
– R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell’Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979.
– J.a.D. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana, esprime in versi potenti e seducenti l’anelito dell’anima verso l’assoluto.
– S.F. Sabahi, Storia dell’Iran, ed. il Saggiatore: Farian Sabahi ci guida alla scoperta degli ultimi 130 anni di storia dell’Iran

 Programma del viaggio


1°g. Venerdì 31 marzo, volo per Teheran
Per raggiungere Teheran vi sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Buona parte dei collegamenti migliori partono dall’Italia nel pomeriggio arrivando a destinazione nelle prime ore del giorno successivo.

2°g. 1/4 Teheran – Yadz
Accoglienza all’aeroporto internazionale Khomeini di Teheran; trasferimento in città e sistemazione presso il Teheran Grand Hotel o similare. In mattinata visita di Teheran, che, rispetto alle altre località dell’Iran, ha un passato recente che inizia con la fine del XVIII secolo, data in cui la città venne scelta come capitale da Agha Mohammad Khan, fondatore della dinastia Qajar, incoronato qui nel 1795. La città è stata ampliata in seguito dal suo successore Fath-Ali Shah che ha costruito il famoso Palazzo del Golestan, divenuto sede della stessa dinastia. Oggi Teheran è una metropoli moderna che conta dodici milioni di abitanti, ed è il fulcro economico del Paese. Le visite previste in mattinata sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza complessiva di 20 km. Si inizia con il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, sorprendente per la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni, per l’arredamento e per le raccolte d’arte antica che ora vi sono custodite, famoso in particolare per la Sala degli Specchi e per il Palazzo Badgir. Quindi ci si reca all’Iranbastan, il Museo Archeologico Nazionale dove sono custoditi preziosi reperti delle civiltà che hanno abitato la regione, un’ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico. Ci si reca quindi in aeroporto per imbarcarsi sul volo per Yadz; qui all’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente locale e ci si trasferisce presso un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate ed adibite ad hotel), Mehr Chain o simile, dove si incontrano l’accompagnatore italiano ed i compagni di viaggio giunti fin qui con il programma “Deserto del Dasht-e Kavir”.

3°g. 2/4 Yazd
Giornata dedicata alla visita della città, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana ed anche una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, con i caratteristici badghir, le torri del vento, condizionatori d’aria naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, la tomba dei 12 Imam e infine l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Si completa questa stupenda esplorazione al giardino di Bagh-e Dolat Abad, un piccolo padiglione circondato da un giardino persiano, che furono costruiti nel 1750 come residenza dello scià di Persia Karim Khan. Nel pomeriggio ci si reca nei pressi della città alle Torri del Silenzio, gli antichi luoghi funerari zoroastriani, e, rientrati, si completa il tour con la visita al Tempio del Fuoco zoroastriano, dove la fiamma arde da oltre 1500 anni. In tardo pomeriggio vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh, che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, e compiono la pratica ritmati dal tamburo ed accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez.

4°g. 3/4 Yazd – Saryadz – Zenoiddin – Rafsanjan – Kerman
Oggi si procede in direzione sud est, la meta è Kerman. La prima tappa è Saryazd (50 km), un’interessante cittadella fortificata abbandonata di epoca sassanide, che si raggiunge con una breve deviazione dalla strada principale. Si prosegue incontrando dopo circa 30 km Zenoiddin, un tipico caravanserraglio di epoca safavide posto vicino alla strada, dall’originale forma circolare, restaurato ed adibito oggi ad hotel tradizionale, un luogo che fa rievocare le soste delle carovane lungo la Via della Seta. Si sosta per il pranzo nella cittadina di Rafsanjan (218 km da Saryadz, circa 2 ore e mezza), in una regione dove abbondano le coltivazioni di pistacchio. Si prosegue quindi per Kerman, che da qui dista 110 km, circa un’ora e mezza. La città è posta su un altopiano a 1750 metri di altitudine nelle remote regioni del sud est; è stata un’importante tappa dei commerci lungo le vie dell’Asia e governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole, ed ancora oggi è abitata da numerosi beluchi. Si visitano il famoso hammam Ganjali Khan, la moschea del XIV secolo ed il centro storico, che si snoda tutto intorno all’animato bazar, uno dei più antichi dell’Iran, organizzato nel modo tradizionale con una suddivisione in aree per i diversi prodotti: rame, oro, frutta, tra cui i rinomati pistacchi ed i datteri di Bam – ottimi da acquistare – e così via. Si alloggia presso l’hotel ITTC Tourist.

5°g. 4/4 Kerman – Shadad: deserto del Dasht-e Lut
Si parte in direzione est per il deserto del Dasht-e Lut, un territorio che è Patrimonio dell’Umanità, arrivando attraverso un passo al piccolo villaggio di Shadad (96 km), dove vi è anche un caravanserraglio. Lut significa brullo, arido e gli unici insediamenti di questo vasto deserto sono nella parte ovest, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e piove di più. Da Shadad, utilizzando delle jeep locali, si effettua un’escursione scoprendo un paesaggio stupendo tra le sabbie ed i kalut, o castelli di sabbia, letteralmente “strutture formate dal vento”, bizzarre formazioni naturali causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città fantasma; le formazioni si estendono in una zona ampia, lunga 120 km e larga 80, offrendo un paesaggio magnifico. Se le condizioni lo permettono, la meta dell’escursione potrà essere il vulcano di Gandom Beryan, circondato da un magnifico canyon dove scorre un fiume salato, il luogo dove si sono registrate le più alte temperature sulla Terra, superiori ai 70 gradi. Rientrati a Shadad si alloggia in questo villaggetto utilizzando una piccola eco locanda.

6°g. 5/4 Shadad – Rayen – Bam
Si lascia il deserto del Dasht-e Lut ripercorrendo per un tratto la strada con cui si è giunti da Kerman, procedendo quindi in direzione sud est lungo la strada principale che conduce verso Bam, mitica cittadella del deserto del Belucistan, per lasciarla con una breve deviazione verso sud ovest raggiungendo Rayen (154 km, poco più di due ore). Si visita questa interessantissima antica cittadella fortificata edificata, come Bam, con mattoni di fango, le cui torri e bastioni risalgono ad almeno 1000 anni fa, godendo di un’accattivante visuale sul territorio desertico contornato da alte catene di monti. Si torna quindi sulla strada principale procedendo sempre verso sud est per Bam, che da qui dista 137 km, meno di due ore. Questa antica cittadella medievale fortificata, dove negli anni ’70 venne girato il film “Il Deserto dei Tartari” di Zurlini, dopo aver subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003 è stata in gran parte restaurata ed è un sito del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si alloggia presso l’hotel Arg Jadid o similare; la cittadella è particolarmente bella da visitare con le luci del tramonto.

7°g. 6/4 Bam – Mahan – Sirijan
Si torna verso nord ovest arrivando a Mahan (160 km, circa 2 ore), dove si trova uno stupendo complesso formato da una moschea ed un mausoleo arricchiti da splendide cupole turchesi (il mausoleo funerario del santo sufi Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali). Nei pressi della cittadina ci si reca al giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qajara da un principe che vi risiedeva per le attività di caccia, un inaspettato palazzo in mezzo al nulla, con freschi ed ombreggiati giardini e fontane, Patrimonio UNESCO, dove si può sostare per un tè sotto gli alberi centenari. Si procede quindi per la cittadina di Sirjan, situata 202 km verso ovest (due ore e mezza), una località storica nota in particolare per la produzione dei pistacchi. Si visita l’interessante “casa del ghiaccio” e si alloggia in un hotel locale, il Tourism Hotel o similare.

8°g. 7/4 Sirjan – Neyritz – Estahban – Shira
Si lascia Sirjan proseguendo ancora verso ovest, la meta è Shiraz, che dista da qui 400 km, circa 5 ore; si attraversa la riserva naturale di Bahram-e Gur, dove vivono molte specie di animali, tra cui la zebra iraniana, e si passano le cittadine di Neyritz e Estahban. A Neyritz, che originariamente sorgeva sulle rive del lago salato Bakhtegn, che ora si è ritirato più a nord, è interessante la Moschea del Venerdì, la cui fondazione risale al 973, con le parti principali del XV secolo. Estahban sorge in una regione molto fertile, famosa in particolare per lo zafferano e gli squisiti fichi che vengono lasciati seccare sulla pianta e raccolti a terra. Giunti a Shiraz si completa la giornata recandosi al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez (venerato in tutto il paese, contemporaneo di Dante), posto in un rilassante e curato giardino molto animato alla sera, ed al bazar di Vakil in centro città, dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi. Si alloggia presso il Parseh Hotel o similare.

9°g. 8/4 Shiraz, con Persepoli e Naqsh-e Rostam
Shiraz, situata in una valle fertile a 1525 metri di altitudine ai piedi del monte Allahakba, è conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli ed è tutt’ora considerata la capitale della cultura e della poesia. Nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, quindi i giardini di Narenjestan con gli aranceti ed il padiglione adibito a piccolo museo, poi l’Arg-e Karim Khan, l’antica cittadella che domina il centro con le sue mura. Dopo pranzo ci si reca a Persepoli (dista 60 km, 1 ora circa di strada), il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia. Fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Venne edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem ed il Palazzo di Serse. Completata la visita ci si reca alla vicina (9 km) Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le impressionanti tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, ed alcuni bassorilievi di epoca sassanide che raffigurano la vittoria sui romani. Si rientra quindi a Shiraz.

10°g. 9/4 Shiraz – Pasargadae – Isfahan
Si ripercorre per un tratto la strada che porta verso Persepoli, proseguendo fino a Pasargadae (137 km, circa due ore). Il sito, Patrimonio dell’Unesco, fondato da Ciro il Grande, fu la prima capitale dell’Impero Achemenide, di cui restano il suo solitario monumento funerario ed alcune rovine. Si prosegue da qui verso nord per Isfahan, un viaggio di circa 5 ore con una distanza di 360 km. Giunti in città si alloggia presso l’hotel Setareh o similare. In tarda serata giungono in hotel i partecipanti al viaggio “Azerbaigian persiano”.

11°g. 10/4 Isfahan
Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere, a ragione, il “capolavoro” dell’Iran. Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio di renderla la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite nella grande piazza dell’Imam, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, con la sua rinomata cupola dagli spettacolari colori pastello, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu, dove la Sala della Musica è uno dei capolavori dell’arte persiana per originalità e maestria, ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam, detta anche Moschea Blu. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti nella irresistibile varietà di artigianato: dai gioielli di turchesi alle miniature, dagli oggetti in rame ai tessuti locali, senza dimenticare i pistacchi, la frutta secca e le spezie. In serata tipica cena alla persiana nella zona della grandiosa piazza dell’Iman, illuminata da mille luci e magici riflessi e spesso animata anche di sera da giovani e famiglie che consumano allegramente un picnic sull’erba dei giardini.

12°g. 11/4 Isfahan
Si iniziano le visite dalla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico; un sito che offre anche un’occasione per familiarizzare con i vari stili che si sono succeduti nei secoli. Si proseguono le visite al Chehlo Sotoun, il maestoso Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza per il ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; è molto piacevole sorseggiare qui un tè godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si proseguono le visite recandosi lungo la sponda sud del fiume Zayandeh-rood nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale, completando con i due ponti costruiti in epoca safavide.

Per chi rientra:

13°g. Mercoledì 12 aprile, volo di rientro
Ci si reca all’aeroporto di Isfahan dove ci si imbarca sul volo per l’Italia.

Per chi segue l’estensione “Azerbaigian persiano – Ad ovest di Teheran”

13°g. 12/4 Isfahan – Natanz – Kashan – Hoz-e Sultan – Teheran
Si lascia la bellissima Isfahan procedendo verso nord ed arrivando nella cittadina di Natanz (120 km, meno di due ore), posizionata alle falde dei monti Karkas, dove si sosta al mausoleo del santo sufi Abd al Samad, che risale al XIV secolo, un complesso molto interessante da visitare. Si prosegue per Kashan (85 km, circa un’ora), dove si sosta per il pranzo, avendo l’opportunità di fare un giro nell’interessante bazar e visitando lo stupefacente hammam di Sultan Amir Ahmad ed i caravanserragli di Aminoddole e di Khan Amin al-Dowleh Timche. Si prosegue quindi il viaggio verso Teheran, che da qui dista 248 km, circa tre ore. Sul percorso, con una deviazione si raggiunge il grande lago salato di Hoz-e Sultan, alle propaggini del vasto deserto del Dasht-e Kavir. Giunti in città si alloggia presso il Teheran Grand Hotel o similare.

14°g. 13/4 Teheran – Lago Ovan – Alamut (Valle degli Assassini)
Partenza in direzione nord ovest per Qazvin; da qui si svolta verso nord ovest inoltrandosi tra i monti Elborz che contornano le rive meridionali del Mar Caspio. Si sosta per il pranzo al lago Ovan (209 km, circa 4 ore), circondato da alberi di ciliegio con bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate e pinnacoli rocciosi. Si prosegue tornando per un tratto a valle e continuando verso ovest fino alla base del castello di Alamut (40 km, poco più di un’ora), situato a 1700 metri di altezza. Siamo nel cuore della regione conosciuta come la Valle degli Assassini, divenuta famosa in Occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini, da lei pubblicato negli anni ’30. Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora a piedi alle rovine del castello, da cui si ammira uno splendido panorama, e si esplora brevemente la zona. Cena e pernottamento ad Alamut presso una locanda privata ai piedi del castello, con camere spartane e bagno privato. 

15°g. 14/4 Alamut – Qazvin – Soltaniyeh – Zanjan
Si lasciano le aspre montagne degli Assassini ripercorrendo la medesima strada, con i bei campi con mandorli e alberi da frutto, fino a Qazvin (107 km, circa tre ore). Questa città nel XVI secolo con lo Shah Tahmasp, della dinastia Safavide, divenne per una cinquantina d’anni la capitale della Persia; ospita una grande numero di azeri, il gruppo etnico principale dei villaggi circostanti. Offre alcuni spunti di grande interesse; si visitano: il grandissimo ed ottimamente preservato caravanserraglio di Sad al Saltaneh, di epoca Quajar, costruito su base quadrata con quattro grandi iwan che adornano il cortile interno; la moschea Jameh, tra le più antiche del Paese, edificata su di un preesistente tempio zoroastriano a partire dall’807 ed ampliata nei secoli successivi. Si parte quindi per Soltaniyeh, ubicata 150 km più ad ovest, un tragitto di circa due ore che segue i margini della catena dei monti Elborz. Fu fondata dai mongoli nel XIII secolo ed il suo nome significa “Città del sultano”. Qui si visita il Gonbad-e-Soltanieh, l’imponente e maestoso mausoleo del sovrano mongolo Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo, nonché la terza più grande cupola in muratura dopo la Basilica di Santa Sofia ad Istanbul ed il Duomo di Firenze. Da qui si prosegue per la vicina cittadina di Zanjan (45 km, meno di un’ora), conosciuta per l’artigianato dei coltelli; pernottamento presso il Zanjan Grand Hotel o similare.

16°g. 15/4 Zanjan: escursione a Takht-e Soleyman
Da Zanjan ci si reca verso ovest attraverso le belle regioni azere della Persia arrivando a Takht-e Soleyman, un viaggio di 146 km lungo una panoramica strada secondaria che scorre sulle montagne e richiede quasi tre ore. Questo affascinante antico sito sacro zoroastriano, Patrimonio dell’Unesco, è posto tra le montagne a 2150 metri di altezza. Fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (224 – 651 d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’Acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano (3 km) sorge Zendan-e Soleiman, letteralmente Prigione di Salomone, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri, dove un tempo vi era un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte. Completate le visite si torna a Zanjan, dove si completa la giornata con la visita della moschea Jameh, del Rakhtshur Khaneh, ovvero la lavanderia storica che è nella lista dei luoghi storici del Paese, e con un interessante giro nel grande bazar, che fu completato alla fine del XVIII secolo. La cena è nel caravanserraglio di Sangi.

17°g. 16/4 Zanjan – Masuleh
Da Zanjan si procede verso nord attraverso i monti Elborz e, dal villaggio di Shal, si procede verso sud est entrando nella verde regione del Gilan, che si affaccia verso il Mar Caspio. La meta è il villaggio di Masuleh, che dista 170 km, un tragitto tra i monti di circa quattro ore. Fondato nel X secolo e caratterizzato da un’architettura unica, è uno dei più caratteristici e celebri della Persia, posto a 1000 metri di altitudine, aggrappato al fianco della montagna e terrazzato in modo che ogni tetto della casa inferiore costituisca il cortile e l’entrata di quella superiore. Si passeggia per il paese e si cena in una casa da tè posta su un terrazzo con vista sul villaggio, quando alla sera il panorama è ancora più pittoresco. Pernottamento in loco in una locanda dotata di bagni privati.

18°g. 17/4 Masuleh – Teheran e volo di rientro
Da Masuleh si prosegue per un tratto verso ovest attraverso i pendii verdeggianti che degradano verso il Mar Caspio, raggiungendo quindi la strada principale che porta a sud attraverso i monti Elborz fino a Qazvin. Da qui si segue verso sud est l’autostrada arrivando all’aeroporto internazionale di Teheran (in tutto 368 km, circa 5 ore). Imbarco sul volo di rientro, con arrivo in Italia nella mattina del giorno successivo.

19°g. Martedì 18 aprile, arrivo a destinazione

 

COSTO DEL VIAGGIO IN PREPARAZIONE

Visti e documenti: il visto per l’Iran può essere rilasciato all’arrivo all’aeroporto di Teheran, il passaporto deve avere una validità di sei mesi minima dal momento dell’ingresso nel Paese e costa € 75. In alternativa può essere richiesto il visto presso gli uffici consolari iraniani di Milano o Roma. Servono 2 foto, l’assicurazione di viaggio e richiedono € 51. In entrambi i casi per poter ottenere la lettera di invito, Amitaba deve ricevere una copia del passaporto, eseguita con scansione, e del modulo di richiesta per il visto firmato almeno due settimane prima della partenza.

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    Qom, la moschea

     GALLERIA FOTOGRAFICA

    Naqsh-e Rostam, Tombe Achemenidi
    Donna iraniana
    Yadz, i badgir
    Shiraz, il bazar
    Dash-e Lut
    Shiraz, Nassir el Molk
    Isfahan, Moschea Lotfollah
    Yadz, Torri del Silenzio
    Cittadella di Saryazd
    Rayen
    Mahan
    Bam
    Giardino Qajaride, Mahan
    Ponte a Isfahan
    Shiraz, Narenjestan
    Ponte a Isfahan

    L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

    Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.