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India


Rann of Kuth, il Deserto di Sale

Da Udaipur a Bhuj – Natura, storia, folclore ed etnie


Udaipur

Balaram, il Palazzo (e hotel)

Rann of Kutch, Deserto Bianco

Nirona, Rann of Kutch

Palazzi di Bhuj

PARTENZA
03/01/2024
RITORNO
14/01/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
12 giorni
PARTECIPANTI
GUIDA

 Sintesi del viaggio


Partendo da Udaipur, magica città del Rajasthan che ci offre le aggraziate glorie del potente regno rajput di Mewar, ci si inoltra nelle regioni semiaride del deserto del Thar e, da Monte Abu, si procede per il Gujarat dimorando nelle residenza storiche, allietati da siti storici importanti, anche Unesco, e si approda nel deserto del Rann of Kutch a Dasada. È il deserto di sale più ampio al mondo, lo si esplora in jeep scoprendo aree naturali particolari, che formano l’habitat del ghorkhar, arrivando poi nell’ “isola” di Kadir Bet che emerge dalle vaste distese bianche e preserva le antichissime rovine (Unesco) di Dholavira, il sito indiano principale della Civiltà dell’Indo. Arrivando a Bhuj, da dove si rientra, si visitano gli interessanti villaggi etnici sorti ai margini delle aree saline.

Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.
  • Udaipur
  • Sirohi
  • Monte Abu
  • Balaram (Gujarat)
  • Patan
  • Modhera
  • Dasada
  • Shankheshwar
  • Radhanpur
  • Dholavira (“Isola” di Kadir Bet)
  • Bhuj
  • Mumbai

 Presentazione del viaggio


Il viaggio può essere seguito anche come prosecuzione del programma “I nobili del deserto del Thar”.

Di seguito una breve presentazione del viaggio, quindi delle note sul territorio e la nota tecnica; i dettagli del tour sono tutti nel Programma di Viaggio più sotto.

Giunti in volo ad Udaipur facendo base in un confortevole hotel storico sul lago Pichola si visitano la città, considerata tra i gioielli più preziosi dell’India, ed alcuni dei siti nei suoi pressi; si parte quindi in direzione ovest per Monte Abu sostando sul percorso a Sirohi, dove si trova un forte storico. Abu è una gradevole oasi verde posta sul monte più alto del Rajasthan, che sovrasta le regioni semiaride di questa parte del deserto del Thar, dove si alloggia in un piccolo hotel “heritage” in vista del magico laghetto che è stato, ed è tutt’ora, luogo d’ispirazione per molti adepti dello yoga. Il monte custodisce i preziosi tempietti jainisti di Dilwara, minuziosamente ricamati nella pietra e, sul punto più alto, il piccolo tempio di Guru Sikhar, che si tramanda essere un potente luogo di energia spirituale legato alla presenza di una manifestazione di Vishnu. Tornati a valle si entra verso sud in Gujarat arrivando a Balaram, dove si alloggia nel palazzo storico, e si prosegue per l’antica capitale di Patan, che pullula di piccoli templi ed opere, tra cui l’incredibile pozzo di Rani Ki Vav (Unesco) e, oltre, stupisce la bellezza del Tempio del Sole di Modhera, esempio sopraffino dell’arte classica del Gujarat; tutto questo prima di approdare a Dasada, ai margini della parte orientale del Rann of Kutch. Qui si dedica una giornata all’esplorazione in jeep del deserto, una zona dove è particolarmente importante la presenza di branchi di ghorkhar (o asino selvatico indiano); sulla vastità emergono come unici rilievi le “isole”, i punti più rialzati dove non predomina il sale, favorendo la presenza di diverse forme di vita. Si prosegue, avendo sul percorso diversi punti d’interesse, per l’ “isola” di Kadi Bet che si erge ai margini della vasta distesa bianca del Rann of Kutch occidentale; la si esplora godendo degli scenari e si visita l’importante sito Unesco della Civiltà dell’Indo di Dholavira, il più importante dell’India. La prossima meta è Bhuj; oltrepassate le vaste distese bianche di sale si sosta in alcuni interessanti villaggi etnici e si completa con una visita della città. Ci si imbarca da qui sul volo di rientro per l’Italia via Mumbai.

RANN OF KUTCH, IL DESERTO DI SALE

Il deserto di sale del Rann of Kutch segue il confine meridionale tra India e Pakistan, dal mare Arabico fino al deserto del Thar, che è situato più a nord e ne costituisce la continuazione, una regione dove non si trovano insediamenti permanenti e che si estende per circa 28.000 chilometri quadrati, circa un decimo dell’Italia. È il deserto di sale più ampio al mondo, diviso in due aree principali; la più grande a ridosso del confine con una sua piccola parte all’interno del Pakistan ed un’altra zona che si estende più ad est, all’interno del Gujarat fino a Dasada, conosciuta come il “piccolo” Rann of Kutch. Tutto il territorio è appena al di sopra del livello del mare e durante i monsoni estivi viene invaso dalle acque piovane che presto recedono lasciando vastissimi spazi candidi per il sale, da dove mergono le poche aree un poco più alte, delle vere ‘isole’ sulla vastità salata, un ambiente particolare ed esteticamente bello che, grazie soprattutto a questi punti rialzati, riesce a sostenere diverse specie di uccelli, tra cui molti fenicotteri, rettili e mammiferi. Nel territorio vi sono diverse riserve naturali, istituite per garantire la sopravvivenza a diverse specie di animali, tra cui circa 200 tipi di uccelli inclusi diversi migratori, ed in particolare nel “piccolo” Rann of Kutch vi è una riserva naturale di circa 5000 chilometri quadrati dove viene protetto il bellissimo ghorkhar, o asino selvatico indiano, e in tutto si contano circa 50 specie diverse di mammiferi.
La grande ‘isola’ di Kadir Bet rivela anche un importante aspetto storico: i resti di Dholavira, il sito più grande situato in India della Civiltà dell’Indo, Patrimonio UNESCO, un insediamento che prosperò dal 3500 al 1450 a.C., dove gli scavi hanno portato alla luce un’evoluta area urbana estesa su un’area di 771 per 618 metri.

NOTA TECNICA

Il viaggio si svolge in un momento dell’anno che offre un ottimo clima: le piogge sono rarissime e le temperature gradevoli. A Jaisalmer si prevede una possibile minima notturna di 6°C: ed una massima di 25°C; per Delhi da 7 a 23°C; ad Udaipur da 9 a 24°C. La scelta degli hotel costituisce un viaggio nel viaggio: a parte Delhi, dove si privilegia la posizione, si utilizzano ovunque possibile dimore storiche, evocative ed anche ben curate e, quando vi sono, gli esotici “heritage hotels” indiani; nel Gujarat si utilizzano per tre notti degli chalet, un poco spartani a Kadir Bet, ma sempre puliti e dotati di servizi. Per gli spostamenti si utilizza il medesimo veicolo, di recente immatricolazione e dotato di aria condizionata e, nel Rann of Kutch in Gujarat, sono previste delle esplorazioni nel deserto con le jeep.

 Programma del viaggio


1°g. Mercoledì 3 gennaio, partenza per l’India
Per raggiungere Udaipur, nello stato indiano del Rajasthan, solitamente si transita da Delhi (o in alternativa da Mumbai); vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza.

2°g. 4/1 Arrivo a Udaipur
L’arrivo a Delhi (o Mumbai) è solitamente nelle prime ore del mattino; eseguite le formalità d’ingresso nel Paese si prosegue con il volo per Udaipur. Se fosse necessario, per via degli orari di volo od altro, avere dell’assistenza nell’aeroporto d’ingresso o se fosse utile un pernottamento lì prima di proseguire per Udaipur, Amitaba può fornire tutto quanto possa essere richiesto. Giunti ad Udaipur si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce in città presso l’hotel storico Amet Haveli (amethaveliudaipur.com), posizionato in modo ameno sul magico lago di Pichola, su cui si affacciano a contorno dei ghat, le scalinate che lambiscono le acque, gli stupendi Palazzi del Maharaja. Nel tardo pomeriggio si viene raggiunti dal conduttore italiano del viaggio con i partecipanti al viaggio “I nobili del deserto del Thar”; la cena è in hotel.

3°g. 5/1 Udaipur
Ci si dedica alla visita della città che offre diversi punti di grande interesse. S’inizia dal tempio di Jagdish dedicato a Vishnu, edificato nel 1651, e dal grandioso e candido palazzo del Maharaja che si erge sul bordo del lago; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando spostò qui la capitale del potente regno di Mewar e fu successivamente ampliato, ma con ottima uniformità di stile. Si vedono il Saheliyon-ki-Bari pomeriggio, dopo la barca, o giardino delle cortigiane, ed il Bharatiya Lok Kala Mandal non andati qui, un’istituzione culturale che si dedica alla preservazione delle tradizioni folcloristiche di queste regioni. Nel pomeriggio si visita con la barca il lago Pichola andati dopo la visita del Palazzo con la barca dell’hotel – troppa coda con la barca std / non si può sbarcare all’isola ma il giro molto più bello così, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat (le scalinate per le abluzioni), arrivando al Palazzo di Jag Mandir, posto su un’isoletta del lago, godendo delle luci serali che impreziosiscono le visuali. Si rientra quindi in hotel per la cena.

4°g. 6/1 Udaipur
Si inizia la giornata con un’escursione nei pressi della città per visitare il complesso templare induista di Eklingji; originariamente fondato nell’VIII secolo, venne devastato per due volte dai musulmani e ripristinato nell’aspetto attuale nel XV. Attualmente è un tempio molto vivo, frequentato da molti pellegrini; si entra solo a piedi nudi e non è concessa la fotografia all’interno; in compenso si può arrivare fino alla sala principale per il darshan. Da qui si raggiunge Ngada, dove si trovava  una città fondata nel VI secolo; qui si ammira l’antichissimo complesso templare di Sas-Bahu (X secolo), situato in modo splendido ai margini di un ameno lago, con magnifici bassorilievi anche erotici. Completate le visite si salutano i partecipanti che rientrano in Italia e si rientra ad Udaipur; tempo libero e cena in hotel.

5°g. 7/1 Udaipur – Sirohi – Monte Abu
Si parte verso sud ovest per Sirohi (100 km, due ore e mezza circa), dove si sosta per una visita ai templi jainisti nella parte vecchia ed ammirando il forte storico dall’esterno, e si prosegue da qui verso sud giungendo ad Abu Road, da dove si sale sul Monte Abu arrivando a circa 1200 metri di quota (84 km da Sirohi, circa due ore). Qui si alloggia e si cena presso l’heritage hotel Connaught, un edificio storico posizionato panoramicamente sopra al laghetto di Monte Abu. La località, ornata da questo bel laghetto incastonato tra i monti e dove vi sono diverse scuole di yoga, è una sorta di oasi che sovrasta i deserti circostanti, ricca d’acqua e di verde, con i versanti dei monti che salgono fino alla vetta di Guru Sikhar, che con i suoi 1722 mt è il punto più elevato del Rajasthan.

6°g. 8/1 Monte Abu – Balaram (Gujarat)
La visita più importante che ci attende sono i cinque antichissimi templi jainisti di Dilwara, veri gioelli scolpiti nella pietra che risalgono all’XI secolo, con le parti più recenti del XVI. Da qui si continua la salita del monte arrivando coi mezzi fin sotto al punto più alto, il Guru Sikhar, il cui stesso nome (significa “Vetta del Guru”) ne sottolinea la grande sacralità: si tramanda infatti che vi sia la spontanea presenza di Dattatreya, forma iniziatica di un purissimo yogi, da molti ritenuta una manifestazione di Visnu. Chi lo desidera, con una breve passeggiata può raggiungere la panoramica vetta. Si torna quindi a valle fino ad Abu Road e si procede verso sud ovest entrando in Gujarat ed arrivando a Balaram (70 km, circa due ore) dove si alloggia e si cena presso il Balaram Palace, che è un sito storico “heritage classic hotel” (balarampalace.com). Nei pressi dell’hotel storico si visita il piccolo tempio shivaita di Balaram Mahadev, situato sul ciglio del corso d’acqua che attraversa questa bella zona collinare, con una raffigurazione particolarmente raffinata della divinità.

7°g. 9/1 Balaram – Patan – Modhera – Dasada
Da Balaram si continua in direzione sud ovest, la meta oggi è Dasada, un percorso di circa 156 km che richiede apprensivamente quattro ore in tutto. La prima sosta è alla cittadina fortificata di Patan (82 km), posta sul fiume Saraswati, che fu la capitale della regione dall’VIII al XIV secolo; le viuzze del centro nascondono un centinaio di templi jainisti, di cui il principale è il Panchasara Parasvanath. Il sito più importante è il Rani Ki Vav, un profondo pozzo scalinato nei pressi della cittadina, noto per la struttura architettonica e le statue perfettamente preservate, di fascino ed importanza assoluti, tanto da essere ora entrato nel Patrimonio Unesco e, cosa più prosaica, è anche stato scelto come immagine di una delle banconote indiane. Prossima tappa è Modhera (34 km da Patan), dove si trova il Tempio del Sole, dell’XI secolo, una stupenda testimonianza dell’arte classica del Gujarat. Giunti a Dasada si alloggia presso il Rann Riders by Kalafila (rannriders.com) che offre un servizio di pensione completa, ai margini del “piccolo” Rann of Kuth, dove si trova la riserva naturale più importante di tutto questo vasto deserto.

8°g. 10/1 Dasada
Si dedica la giornata all’esplorazione del deserto, ci si sposta con delle jeep Maruti (massimo quattro passeggeri per veicolo) arrivando fino al lembo occidentale della regione all’isola di Nanda Bet, una formazione vulcanica che si era creata sul fondo mar arabico dove affiora un gran numero di minerali diversi. La guida locale ha un’ottima conoscenza del territorio e cercherà di individuare gli animali selvatici che popolano quest’area protetta, tra cui il bellissimo ghorkhar, o asino selvatico indiano, che si muove in piccoli branchi. Nelle aree più esterne si vedono piccole comunità agricole, la cui presenza è stata facilitata dalla costruzione di un canale che porta l’acqua dal fiume Narmada, ed all’interno diverse famiglie che estraggono il sale.

9°g. 11/1 Dasada – Shankheshvar – Dholavira (“Isola” di Kadir Bet)
Da Dasada si procede verso nord incontrando il villaggio di Shankeshwar (25 km) dove si visita il tempio jainista dedicato al 23° Thirthankara Parshvanata, un importante luogo di pellegrinaggio per questa religione la cui edificazione origina nell’XI secolo, con bellissime decorazioni che ricamano le pareti. Si prosegue ancora verso nord arrivando a Radhanpur (47 km), e si continua verso ovest per l’ “isola” di Kadir Bet, ai margini sudorientali del grande Rann of Kutch, giungendo al sito UNESCO di Dholavira (in tutto circa sei ore di viaggio, 236 km). il sito più grande situato in India della Civiltà dell’Indo, Patrimonio UNESCO, un insediamento che prosperò dal 3500 al 1450 a.C., dove gli scavi hanno portato alla luce un’evoluta area urbana estesa su un’area di 771 per 618 metri. La presenza di un insediamento così importante sta anche ad indicare che in quel periodo storico la regione giovava di un maggior apporto di piogge. Si completa la giornata godendo del tramonto a nord del sito archeologico, osservando la vastità del Rann of Kutch con un’isola che si staglia proprio di fronte. Si alloggia e si cena presso il Flamingo Resort (flamingoresort.in).

10°g. 12/1 Dholavira – Bhuj
Si prosegue verso ovest attraverso le distese di sale e di acqua toccando ‘terra’ nella regione a nord di Bhuj, dove vivono diversi gruppi etnici, specializzati in produzioni artigianali e tessili. Ci si reca a vistare alcuni dei villaggi più belli, come Bhirandiara dell’etnia Meghwa, con le caratteristiche capanne rotonde ottimamente decorate, e Nirona, un paesello con diversi gruppi di persone e diverse produzioni di oggetti anche d’arte. Giunti a Bhuj si alloggia e si cena presso il Royal Orchid Hotel (royalorchidhotels.com/regenta-resort-bhuj/overview); il percorso diretto è di 130 km (circa tre ore) a cui si aggiungono le deviazioni per visitare i villaggi. La parte vecchia della cittadina di Bhuj è ancora circondata dalle mura; tra i punti di maggior interesse vi sono i due palazzi di Aina Mahal, del XVIII secolo, molto interessante da visitare, e di Prag Mahal, del XIX secolo, posti molto coreograficamente vicini l’uno all’altro. Il bazar della zona vecchia, che inizia nei pressi dei Palazzi, è molto vivo e ricco di ogni tipo di merci, perfetto anche per degli acquisti.

11°g. 13/1 Bhuj – Mumbai e volo di rientro
Vi sono diverse opzioni di volo per Mumbai; un buon collegamento per le connessioni di rientro è quello della Alliance Air, con partenza alle 8.40 ed arrivo alle 10.45. La gran parte dei voli di rientro partono verso sera, arrivando a destinazione la mattina successiva. Se per i voli prescelti o altro fosse utile pernottare a Mumbai, Amitaba potrà predisporre ogni servizio richiesto. Per chi lo desiderasse, Amitaba può anche organizzare una visita guidata a Mumbai e dintorni.

12°g. Domenica 14 gennaio, arrivo a destinazione

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PAESI E TRADIZIONI

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Etnia Meghwa, Rann of Kutch

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Rann of Kutch, Deserto Bianco
Modhera, Tempio del Sole
Udaipur
Balaram, il Palazzo (e hotel)
Rann of Kutch, Deserto Bianco
Nirona, Rann of Kutch
Palazzi di Bhuj
Amet haveli a Udaipur (hotel)
Udaipur, nel Palazzo -stanza del Raja
Balaram Mahadev, Gujarat
Vista dal Palazzo di Balaram
Patan, Panchasara Parasvanath
Rani Ki Vav a Patan
Nomadi Jath
Rann of Kutch, nomadi Jath
Donna Jath
Rann of Kutch, Deserto Bianco
Villaggio di Bhirandiara
Villaggio di Bhirandiara
Bimba a Bhirandiara
Donna di Nirona
Nirona, ufficio postale
Bhuj, donna Rabari
Uomo del Gujarat
Rann of Kutch, tramonto sul Deserto Bianco

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.