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India


Magia di un’India sconosciuta

Dal Madya Pradesh al Gujarat, con Mumbai


Maheshwar, lungo il ghat

Bimba Rathwas, Gujarat

Sasan Gir

Girnar, tempio di Dattatreya

Elephanta

PARTENZA
26/10/2024
RITORNO
10/11/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
16 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Federica Sagretti

 Sintesi del viaggio


Il viaggio inizia dal cuore dell’India nel Madya Pradesh e con un itinerario ricchissimo arriva nel Gujarat, da dove si raggiunge Mumbai in volo. Il percorso è estremamente vario e tocca molti degli aspetti dell’universo indiano in aree dove non è ancora giunta l’onda del turismo internazionale. Partendo da Indore lungo il fiume Narmada s’incontrano la città santa di Omkareshwar e la magica Maheshwar, quindi Mandu, i cui resti degli antichi palazzi ne fanno uno dei gioielli più preziosi dell’India e, oltre il forte di Dhar, si arriva in Gujarat a Chhota Udepur. In questa regione a Jambughoda s’incontrano le etnie Nayaks e Rathwas e, dopo il sito Unesco di Champaner, ad Ahmedabad l’Ashram di Gandhi. Troviamo le origini della storia a Lothal per poi incontrare la più sottile spiritualità indiana a Palitana, la montagna sacra dei Jain ornata di centinaia di templi, e sul mistico monte di Girnar. L’esplorazione in jeep del Parco Nazionale di Sasan Gir, dove vive il leone asiatico, e la visita di Junagadh e Gondar completano l’esplorazione prima di recarsi nella caotica ma imperdibile Mumbai, dove ci attende l’isola di Elephanta.

Segui il fiume e arriverai al mare.
  • Indore
  • Omkareshwar
  • Maheshwar
  • Mandu
  • Dhar
  • Chhota Udepur
  • Jambughoda
  • Champaner
  • Ahmedabad
  • Lothal
  • Bhavnagar
  • Palitana
  • Parco Nazionale di Sasan Gir
  • Junagadh
  • Gondal
  • Rajkot
  • Mumbai

 Presentazione del viaggio


Giunti in volo nel Madya Pradesh ad Indore, dove si ammirano i Palazzi storici, si raggiunge il fiume Narmada dove si affacciano la città santa di Omkareshwar, un sito sacro ancora al di fuori del mondo turistico con un sereno ed interminabile flusso di pellegrini devoti a Shiva, e la magica Maheshwar, che offre una sintesi perfetta di equilibrio estetico e spirituale, dove sono ancora attive le iniziative artigianali iniziate da una saggia Rani nel 1700. Si sale da qui sull’altipiano di Mandu dedicando una giornata alla scoperta di questa capitale storica di una dinastia di origine afgana, uno dei punti più evocativi dell’India immerso in uno spazio naturale panoramico e stupendo. Si continua sempre verso ovest arrivando, oltre lo scenografico forte di Dhar, in Gujarat nella cittadina storica di Chhopta Udepur ed a Jambughoda, alloggiando nella dimora del Raja e visitando i villaggi delle etnie Nayaks e Rathwas, ammirando anche l’arte naif di questi ultimi, conosciuta come Pithora. Oltre il sito Unesco di Champaner si giunge ad Ahmedabad, con l’ashram di Ghandi, il museo Calico, che vanta la collezione privata di tessuti antichi più pregiata dell’India, ed altri siti storici. Si prosegue da qui verso sud arrivando a Lhotal, sito archeologico dell’antichissima civiltà di Harappa, e Bhavnagar, punto di partenza per l’escursione a Palitana, l’incredibile montagna sacra dei jainisti, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del subcontinente, ornata da ben 863 templi. Giunti al Parco Nazionale di Sasan Gir lo si esplora con le jeep per osservare il leone asiatico; si continua per Junagadh, un’interessante cittadina con diversi punti storici, base di partenza per visitare la montagna sacra di Girnar, luogo di riferimento per jainisti ed induisti, che oltre all’incontro con una realtà dove la spiritualità è molto viva offre panoramiche naturali eccezionali. Arrivati a Gondal nel cuore del Gujarat ci si accomoda nel Palazzo del Raja e si raggiunge l’aeroporto di Rajkot arrivando in volo a Mumbai, dove ci si reca all’isola di Elephanta per godere dei siti rupestri e si visita la città.

Accompagna il viaggio Federica Sagretti, che si avvale della collaborazione di guide locali; si prevede un massimo di 12 partecipanti.

NOTA TECNICA

Il viaggio si svolge in un momento dell’anno che offre un ottimo clima: le piogge sono rarissime e le temperature gradevoli; ad Indore le temperature stagionali indicano una minima di 15°C ed una possibile massima di 31, ad Allahabad 18 – 33 ed a Mumbai 23 – 35. Per le sistemazioni si utilizzano hotel di buona qualità, i migliori disponibili nelle località minori, e quattro evocative dimore storiche. Per gli spostamenti si utilizza il medesimo veicolo, di recente immatricolazione e dotato di aria condizionata da Indore a Rajkot ed un nuovo veicolo per le visite a Mumbai.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 26 ottobre, partenza per l’India
Per raggiungere Indore, nello stato indiano del Madya Pradssh, solitamente si transita da Mumbai (o in alternativa da Delhi); vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a Mumbai (o Delhi) nelle prime ore del mattino successivo alla partenza.

2°g. 27/10 Arrivo a Indore (Madya Pradesh)
L’arrivo a Mumbai (o Delhi) è solitamente nelle prime ore del mattino; eseguite le formalità d’ingresso nel Paese si prosegue con il volo per Indore. Se fosse necessario si può avere assistenza nell’aeroporto d’ingresso o se fosse utile un pernottamento lì prima di proseguire per Indore, Amitaba può fornire tutto quanto possa essere richiesto. Giunti ad Indore si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce in città presso l’hotel HJR Sarovar Portico o Sheraton Grand Palace. La città di Indore per l’India è di origini relativamente recenti (XVI sec.); oggi è il centro più popolato dello Stato del Madya Pradesh, anche se dal 1956 la capitale è a Bhopal. Nel pomeriggio ci si reca al Palazzo Rajwada, edificato verso la fine del XVIII secolo dalla dinastia degli Holkar, un esempio affascinante e molto significativo della tipica architettura Maratha; si prosegue con il Palazzo di Lal Bagh, residenza degli Holkar fino al 1978, situato in un grande spazio verde. La cena è in hotel.

3°g. 28/10 Indore – Omkareshwar – Maheshwar
Si lascia la città in direzione sud arrivando al fiume Narmada dove, a breve distanza dalla diga costruita sul fiume, si trova la città santa di Omkareshwar (80 km da Indore). Qui, su un’isola formata dal fiume Narmada, vi è il tempio shivaita di Shri Omkareshwar Mahadev che ospita uno dei due Jyotirlingam del Madya Pradesh, costante oggetto di venerazione da parte di un flusso interminabile di pellegrini. [Gli Jyotirlingam hanno una forma aniconica come gli altri lingam ma segnano dei luoghi di altissima sacralità dove, secondo la tradizione, Shiva si è manifestato nella forma di una colonna di fuoco]. Completata l’esplorazione di questo importante sito induista si parte verso ovest per Maheshwar, ripercorrendo per un breve tratto la strada con cui si era giunti, uno spostamento di 65 km, circa due ore. Si alloggia e si cena presso il Narmada Resort.

4°g. 29/10 Maheshvar – Mandu
Maheshwar, posta sulle rive del fiume Narmada, è un luogo di antichissime origini, menzionato anche nelle epiche classiche, ma legato più saldamente alla memoria di Rani Ahilya Bhai, una principessa vissuta nel XVIII secolo che ancora oggi è sentitamente venerata per le sue molte opere benefiche, tra cui i restauri di templi e luoghi sacri. Il Forte di Ahilya è un gioiello di architettura preziosamente ornato posto lungo le gradinate che scendono al fiume, che qui raggiunge una vasta ampiezza, e consiste di un’alta cinta di mura con alcune verande sui sottostanti ghat che contornano due templi ed un piccolo borgo con la modesta dimora della Rani; il fascino del luogo è indimenticabile. La Rani diede anche impulso ad un’industria locale di artigianato tessile che ancora oggi fa della cittadina un importante centro per la manifattura di caratteristici tessuti in seta e cotone. Completate le visite ed un sopralluogo alla produzione tessile si prosegue il viaggio verso ovest arrivando a Mandu, circa 40 km, situata in magnifica posizione a 650 metri di quota su di un altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya, 200 ettari di natura incontaminata affacciati sulla valle del fiume Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio. Si alloggia e si cena presso il Malwa Resort, la migliore sistemazione disponibile. Si potrà iniziare con alcune visite nella giornata di oggi.

5°g. 30/10 Mandu
Si dedica la giornata alla scoperta dello straordinario ambiente naturale ed artistico di Mandu, un grande complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana del XV e XVI secolo. L’origine di questo incredibile insieme risale alla dinastia afgana dei Ghauri che nel 1401 conquistò l’indipendenza dal sultanato di Delhi e si dedicò ad una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche che proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza. Tra i molti capolavori architettonici collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, si visitano il mausoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo e importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e di Rupamati, la fanciulla dalla voce d’argento: certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo. Quindi il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il tempio di Nilakanth e il Rewa Kund.

6°g. 31/10 Mandu – Dhar – Chhota Udepur (Gujarat) – Jambughoda
Si lascia il magico altipiano di Mandu verso nord arrivando nella località di Dhar (36 km, circa un’ora), dove si erge uno scenografico forte le cui parti più importanti risalgono al XVII secolo; dalle mura che cingono il colle si ha una bella vista sulla cittadina ed il suo lago. Si parte da Dhar in direzione ovest con un lungo trasferimento attraverso interessanti territori rurali, 180 km che richiedono circa quattro ore di viaggio, arrivando a Chhota Udepur, una cittadina già situata in Gujarat che vanta un’interessante storia in quanto sede del piccolo principato della dinastia di Mahawaral. Il luogo merita una breve visita: vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi, tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. Si completa il trasferimento di oggi proseguendo per la regione collinare di Jambughoda, che da qui dista 36 km, circa un’ora. Si alloggia e si cena presso l’hotel “A home for nature lovers” (www.jambughoda.com), la residenza del Raja della regione, Vikramsinhji, che risiede in loco con la moglie. Tra queste colline immerse in una bella natura ricca di foreste di teak vivono diverse minoranze etniche.

7°g. 1/11 Jambughoda – Champaner – Ahmedabad
Ci si reca a visitare alcuni villaggi di etnia Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale ed alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif eseguiti con colori naturali, che vengono realizzati in occasione di una ricorrenza di buon auspicio come una nascita, un matrimonio o una festa importante. Si lascia questa bella regione andando a Champaner (27 km), dove i siti dell’area archeologica datano dall’VIII al XIV secolo e sono Patrimonio Mondiale Unesco. Si individuano le vecchie mura e sul monte di Pavagadh, che funge da sfondo, vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista; i monumenti principali sono le due moschee, di cui la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Si prosegue il viaggio passando nei pressi di Vadodara ed andando da qui a nord ovest fino ad Ahmedabad, città fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah ed oggi capitale del Gujarat, dove si alloggia e si cena presso l‘hotel Rivera Sarovar Portico. Da Jambughoda si percorrono in tutto 174 km in circa quattro ore.

8°g. 2/11 Ahmedabad – Lothal – Bhavnagar
Si percorrono a piedi le viuzze della città vecchia arrivando fino alla moschea di Jumma, dove si riscontra uno stile molto particolare con le decorazioni interne che riprendono alcuni dei temi induisti, come il fiore di loto ed il vaso d’acqua; questi sincretismi hanno meritato l’elezione della parte vecchia di Ahmedabad a Patrimonio Unesco. Altro punto d’interesse, la moschea di Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura dei pannelli di pietra, con la celebre rappresentazione dell’albero della vita, tema tipo induista, con una corona di palma. Alle 10.30, se possibile, si visita il Calico Museum (calicomuseum.org), che raccoglie una collezione di tessuti antichi (NB: è un’istituzione privata che dà i permessi di visita a propria discrezione). Prima di lasciare la città ci si reca al Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume, dove Mahatma Ghandi risedette fino al 1930 e da dove ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India. Si parte quindi per Bhavnagar; sul percorso, con una breve deviazione, si raggiunge Lothal (75 km da Ahmedabad), antichissimo sito archeologico della civiltà di Harappa che risale al secondo millennio prima di Cristo. E’ consigliabile una visita del museo, che espone i reperti trovati qui, una necessaria introduzione per apprezzare quanto poi si vede nel sito archeologico, dove impressiona in particolare il bacino portuale, che risulta essere il porto più antico conosciuto al mondo. Si prosegue il viaggio sempre verso sud per altri 97 km arrivando a Bhavnagar, dove si alloggia e si cena presso il Nilambag Palace (nilambagpalace.com), una heritage property edificata nel 1859 che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città, situata vicino al mare, ha una parte vecchia interessante con un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi.

9°g. 3/11 Bhavnagar – Palitana
Si parte presto per Palitana che dista circa 50 km a sud, per salire al Shatrunjay (che significa “luogo della vittoria”), il monte sacro alla religione jainista, alto 603 mt, ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km e con un dislivello di circa 550 mt; se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono di corsa arrivando sulla cima del monte! Difficile rendere in parole la visione delle due cime del Shatrunjay letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile e molti che portano il tipico bastone a punta. Il tempio più importante di questa incredibile cittadella di templi sospesi nel cielo è dedicato ad Adinath, il primo profeta dei jain, dove si affollano i pellegrini per toccare la sua statua con un unguento di zafferano e sandalo, offrendo profumati fiori rossi. Per la discesa si segue un altro sentiero più diretto che arriva su un altro lato del monte; si alloggia e si cena nei pressi al Vijay Vilas Palace, una vecchia casa nobiliare che ci riporta indietro nel tempo. La sistemazione è decisamente affascinante ma manca di adeguata manutenzione, è un poco come essere alloggiati per una notte in un vetusto museo; la gestione è famigliare e le persone molto cortesi.

10°g. 4/11 Palitana – Parco Nazionale di Sasan Gir
Da Palitana ci si sposta verso ovest arrivando al Parco Nazionale di Sasan Gir che dista 172 km, circa cinque ore, in direzione nord. Si alloggia e si cena presso l’hotel Sarovar Portico Sasan Gir. Questo Parco Nazionale è l’ultima dimora del leone asiatico e, oltre al ‘re della foresta’, ospita leopardi, iene, cinghiali, pavoni, innumerevoli caprioli e vari tipi di erbivori, mentre nelle acque si vedono i coccodrilli. Si effettua una prima escursione in fuoristrada nella serata di oggi per avvistare gli animali.

11°g. 5/11 Sasan Gir – Junagadh
Partendo prima dell’alba si torna con i fuoristrada nell’area chiusa; non vi è mai la certezza di vedere i leoni, ma una buona probabilità. Tornati, dopo colazione si lascia il parco dirigendosi a Junagadh che dista 80 km verso nord, circa 2 ore di viaggio, dove si alloggia e si cena presso l’hotel Bellevue Sarovar Premier. Si esplora la cittadina, dominata da un forte dove si trovano cisterne d’acqua che impressionano per la qualità e magnitudine del lavoro ingegneristico; sul monte vi sono anche alcuni templi rupestri buddisti. Nella città vecchia il sito più interessante è il mausoleo di Mahabat Makbarn, con i minareti ornati da scalinate a spirale ed una profusione di decorazioni in pietra, e meritano una visita le tombe dei Babi Nawabs, la dinastia che ottenne l’indipendenza dai Mughal nel 1748.

12°g. 6/11 Junagadh (Girnar) – Gondal
Il monte sacro di Girnar si erge alto 1069 mt ad est della città, situata a 103 mt di altitudine; è un’ininterrotta meta di pellegrinaggio per jainisti ed induisti a partire almeno dal III secolo. Oggi l’accesso alla parte alta del monte è stato reso facile dalla costruzione di una cabinovia che viene utilizzata anche da noi, entrata in attività nel 2020: porta fino a circa 850 mt di quota, sopra all’ampio complesso jain dove si trova il tempio dedicato a Neminath. Lungo lo storico sentiero di salita e sulle diverse vette del monte si trovano numerosi templi; il sito più importante per i jainisti è il tempio di Neminath, ubicato appena al di sopra delle ripidissime pareti di roccia che contornano la montagna, che fu edificato nel XII secolo. Secondo la tradizione jainista fu qui che il 22° guru, il Tirthankara Neminath, lasciò il corpo dopo aver vissuto sul monte per 700 anni; il tempio sarebbe edificato esattamente in quel punto e conserva una sua rappresentazione in marmo nero. Sulla prima cima, dove si arriva con la cabinovia, si trova un tempio induista dedicato alla Dea Madre, consorte di Shiva. Oltre questo sito il percorso segue in modo spettacolare la cresta del monte fino alla vetta che da qui non è lontana, dove secondo la tradizione visse e meditò Gorakhnath, un grande rishi di cui sono rimaste le impronte sulla roccia. Ci si arriva camminando lungo il largo sentiero e, se si prosegue ancora, si arriva su una seconda vetta, un poco più alta e lontana, dove vi è il piccolo tempio di Dattatreya, una manifestazione di Shiva. I sentieri non sono pericolosi, stupendi per i panorami e resi interessanti anche dalla presenza dei pellegrini. Tornati a valle con la cabinovia (prima che ci fosse, arrivare a Dattatreya necessitava la salita di 9999 gradini!) si parte verso nord per Gondal, che dista 65 km, un tragitto di circa un’ora e mezza, dove si alloggia e si cena presso uno degli hotel storici della famiglia reale di Gondal, l’Orchard o il River Side Palace. La stirpe di Gondal è nota anche per la grande passione per le automobili; presso il palazzo si potrà ammirare una bella collezione d’auto d’epoca. In funzione dell’orario di arrivo si potranno fare alcune delle visite previste per la mattina di domani.

13°g. 7/11 Gondal – Rajkot – Mumbai
Si dedica la mattina alle visite: il Palazzo vecchio, dove sono allestite anche diverse collezioni del Raja, il Palazzo sul fiume, l’antica farmacia dove vengono prodotte le medicine ayurvediche ed il Palazzo di Naulakha. Si parte quindi per l’aeroporto di Rajkot (70 km, circa due ore) dove ci si imbarca sul volo del pomeriggio per Mumbai (orari da confermare). Giunti a Mumbai si viene ricevuti in aeroporto dal corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento all’hotel The Gordon House, nei pressi del ‘Gate of India’. Tempo libero per riposo e relax; l’hotel è in una posizione centrale da dove è semplice fare delle piacevoli passeggiate e vedere anche i negozi.

14°g. 8/11 Mumbai
Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, Patrimonio Unesco: vi si trovano diverse grotte sia induiste che buddiste, con le parti più antiche del II secolo a.C. Il reperto più importante e famoso è  la statua rupestre, che i dotti ritengono del VI secolo, di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Tornati in città si visitano la casa di Gandhi ed alcuni interessanti siti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India (in funzione del tempo disponibile potrebbe non essere possibile vederli tutti, a volte anche per via del traffico che a Mumbai è pesante): l’incredibile quartiere dei lavandai, la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi, la moschea di Hanaji Ali.

15°g. 9/11 Mumbai e volo per l’Italia
Tempo libero fino alla partenza. Ci si reca in aeroporto in tempo utile per il volo di rientro, la gran parte dei voli parte in serata con arrivo nella mattina successiva.

16°g. Domenica 10 novembre, arrivo a destinazione

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PAESI E TRADIZIONI

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Satyagraha Ashram, stanza di Ghandi

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Palitana
Donna Rathwas, Jambughoda
Maheshwar, lungo il ghat
Bimba Rathwas, Gujarat
Sasan Gir
Girnar, tempio di Dattatreya
Elephanta
Omkareshwar, donne sul fiume
Omkareshwar
Maheshwar, tramonto sul Narmada
Omkareshwar, giovane venditrice
Palazzo di Maheshwar
Maheshwar, il Palazzo
Mausoleo di Hoshang Shah
Mandu, Palazzo Reale
Forte di Dhar
Decorazioni Pithora
Donna a Jambughoda
Ahmedabad, Sidi Saiyyad
Ashram di Ghandi, Ahmedabad
Bhavnagar, parte vecchia
Palitana
Salita a Palitana
Uomo del Gujarat
Junagadh, Mahabat Makbarn

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.