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India


Kumbhamela a Prayagraj

Epicentro dell’induismo e meraviglie gangetiche


Orchha

Dhubela, il villaggio

Naga del Nirvani Akhara

Famiglia al Sangama

Pranzo al Kumbhamela (foto V. Bigo)

PARTENZA
19/1/2025
RITORNO
2/2/2025
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
8/2/2025
2a ESTENSIONE
DURATA
15 o 21 giorni
PARTECIPANTI
massimo 14
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Il viaggio inizia da Delhi con un percorso via terra che porta al Kumbhamela e si completa a Varanasi, da dove si rientra in volo. Si è presenti al ciclopico raduno nei momenti di maggior intensità ed affluenza, quando avvengono le due abluzioni principali: col rientro del 2/2 si è al Sangam per la prima mentre col rientro dell’8/2 si è lì per entrambe. In merito alla partecipazione al Kumbhamela di seguito trovate un ampio insieme di indicazioni e riferimenti.

La parte iniziale, il percorso di “avvicinamento”, è un viaggio che, a prescindere dal galvanizzante magnete del Kumbha, vale già di per sé la partenza: si tesse un percorso che da Delhi porta ad Agra, Gwalior, Sonagiri, Datia, Orchha, Dhubela, Khajuraho, Kalinjar e Chitrakoot spaziando così dai siti più celebri, che merita comunque rivisitare, a siti preziosi ma poco conosciuti, fortemente a contatto con l’anima profonda dell’India, come è illustrato in dettaglio nel programma del viaggio. E, dopo il Kumbha, ci attende la città santa di Varanasi per un ultimo tuffo nella profonda realtà spirituale che ora avremo così profondamente sperimentato.

Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.
  • Dehli
  • Agra
  • Gwalior
  • Sonagiri
  • Datia
  • Orchha
  • Dhubela
  • Khajuraho
  • Kalinjar
  • Chitrakoot
  • Prayagraj (Allahabad)
  • Varanasi
  • Delhi
  • Sarnath

 Presentazione del viaggio


Il Kumbhamela è un evento epico dove molti appassionati della cultura indiana e dei grandi accadimenti del mondo ha desiderio di partecipare, almeno una volta nella vita. Amitaba segue questa grande saga in ciascuna sua ricorrenza ed in tutti i luoghi dove si sono tenuti i raduni fin dal 2001; per l’appuntamento del 2025 siamo pronti e ben preparati, per condividere anche questa volta uno dei momenti più vasti ed intensi che la cultura dell’uomo sia riuscita a creare.
Il colossale Kumbhamela di Prayagraj avviene ogni dodici anni. Questa edizione inizia il 13 gennaio con l’abluzione del Paush Purnima e si conclude con Shivaratri il 26 di febbraio; per l’intero periodo quotidianamente stuoli di pellegrini s’immergono nelle acque sacre, ma le due date più importanti sono il 29 gennaio, quando avviene l’abluzione del Magh Amavasya, ed il 3 febbraio, con l’abluzione del Basant Panchami. L’apice di partecipazione avviene così tra il 28 gennaio ed il 4 di febbraio.
Questo programma prevede di essere presenti per l’abluzione del 29 gennaio trascorrendo in tutto quattro notti al Kumbhamela, con l’opzione di estendere la permanenza fino alla seconda grande abluzione del 3 febbraio, rimanendo per nove notti. In entrambi i casi si rientra poi da Varanasi in volo.

Per chi fosse interessato, è anche possibile prolungare il programma da Varanasi arrivando a Bodhgaya ed anche oltre, ai siti della vita del Budda, completando il tour a Goa sull’Oceano Indiano, un percorso condotto tutto da Alessandro Zuzic, la guida per il Kumbhamela. Sono previsti al massimo 14 partecipanti per le diverse tratte di viaggio, solo al campo del Kumbhamela potremmo essere di più.

LA GUIDA DEL VIAGGIO

Il viaggio è stato preparato e viene condotto da Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba e veterano dell’India, che si avvale anche della collaborazione di guide locali. Alessandro si è innamorato del Kumbhamela nel 2001 restando per un mese e mezzo al Mahakumbhamela dell’allora Allahabad, oggi Prayagraj realizzandovi anche un documentario. A seguire ha voluto approfondire ulteriormente l’esperienza di questo indescrivibile fenomeno umano partecipando a Prayagraj all’Ardhmela del 2007 ed al Kumbhamela del 2013, oltre ai grandi Mela di Nasik, Ujjain, Haridwar e Masimahan di Kumbakonam.
Chi non segue l’estensione per il Basant Panchami viene accompagnato da una nostra guida locale dal campo del Kumbhamela a Varanasi ed all’aeroporto.

KUMBHAMELA: INFORMAZIONI CULTURALI E GENERALI

In merito al Kumbhamela ed ai suoi contenuti vi è un mondo intero da scoprire; sul sito di Amitaba è stato raccolto un insieme completo di informazioni che possono fornire una comprensione introduttiva e sono stati inseriti anche dei reportage su alcuni degli eventi passati. Consigliamo di consultare inizialmente la pagina Kumbhamela nella sezione “India” di “Paesi e Tradizioni” del sito; poi nella parte Cultura vi sono altre otto pagine con maggiori approfondimenti e resoconti. Nella sezione “Racconti ed esperienze” tra i reportage trovate della documentazione sul Mahakumbhamela di Prayaga e sul raduno di Haridwar.

NOTA TECNICA

Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a fine gennaio ed inizio febbraio è secco, ma a volte alla sera e nelle prime ore del mattino può essere freddo, mentre durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi, specialmente se ci si reca in riva al fiume all’alba, quando può essere piuttosto freddo ed umido; è anche opportuno portare una pila frontale. Nel corso del viaggio il pranzo a volte sarà al sacco per poter rendere più fruibile ed agevole il programma senza costrizioni di tappa e di tempi. Gli hotel sono tutti di qualità, l’unico un poco rudimentale è a Chitrakoot, e per i trasporti si utilizzano veicoli privati di recente immatricolazione.
Al Kumbhamela si alloggia in un campo fisso specificamente attrezzato per i visitatori occidentali: recintato e custodito, con tende arredate dove si sta comodamente in piedi dotate luce elettrica, letti con lenzuola, coperte e servizi igienici, dove si consumano anche tutti i pasti in condizioni igieniche e di pulizia; le tende sono anche dotate di una stufetta elettrica, ma non sono “riscaldate”, e i letti sono comodi e caldi. Il campo è posizionato per poter raggiungere in tempi ragionevoli (qui si può andare unicamente a piedi) l’area del Sangam (il mitico Triveni), dove sorgono gli immensi campi dei mistici e dei pellegrini; si tenga conto che partecipare implica il camminare per dei chilometri ogni giorno, le dimensioni del tutto sono ciclopiche. Si tenga anche presente che si richiede un elevato grado di adattabilità e capacità di immersione in una realtà ambientale e culturale totalmente diversa dalla nostra dimensione abituale; sicuramente avere un campo ben attrezzato e comodo, una piccola “isola” dove approdare per la notte ed i pasti, rende il tutto affrontabile da ogni persona che desideri conoscere l’anima più forte della tradizione induista.

Tenda al Kumbhamela

Tenda al Kumbhamela

Servizi della tenda

PARTECIPARE AL KUMBHAMELA

Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma. Questo per facilitare il raggiungimento degli obiettivi spirituali di liberazione che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per tutti i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. Prayagraj, dove il sacro Gange, lo Yamuna e il mitico Saraswati confluiscono, è il punto dove al momento propizio, determinato da attente determinazioni astrologiche, il nettare dell’immortalità che qui cadde durante la mitica saga di dei e demoni che se ne contesero il possesso, genera un’apertura sottile verso i regni celesti: in quel mentre un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutte le negatività del passato.

Per questa ricorrenza così d’auspicio genti da tutte le parti dell’India confluiscono nella città santa di Prayagraj, fino a tempi recenti conosciuta come “Allahabad”, che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo) e del Ramayana, recitazioni dei Veda, canti, con la presenza di maghi, fachiri ed anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore della ricorrenza è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando ed in meditazione, alcuni fumando hashish, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni.

Nel Kumbhamela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che, grazie ad una esperta e testata organizzazione, riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente.

Partecipare a questo incredibile evento è un’opportunità eccezionale per immergersi nella realtà più vitale dell’antica cultura dell’India, toccandone le vette del più sottile misticismo, la potenza di aggregazione rituale ed il coloratissimo e diversificato folclore. E’ un’esperienza che richiede di amare l’India accettandone anche le contraddizioni e le difficoltà; per un occidentale può essere gravoso diventare una goccia in un fiume di persone, circondato a volte da un frastuono inverosimile e muovendosi nell’assoluto caos. Ma questo, per chi conosce bene l’India, è un invito…

 Programma del viaggio


1°g. Domenica 19 gennaio, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi, capitale dell’India, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza, dove è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Ci si accomoda per un po’ di riposo presso l’Ashok Country Resort (ashokcountryresort.com), ubicato nei pressi dell’aeroporto, dove le stanze sono a disposizione già nella giornata di oggi.

2°g. 20/1 Delhi
In tarda mattina si fa un giro in città a due dei luoghi di maggior sacralità per musulmani e sikh. Si comincia dalla celebre Jama Masjid, la grande moschea di Delhi, fatta edificare nel XVII secolo dall’imperatore moghul Shah Jahan come luogo di culto della corte e divenuta il simbolo della cultura islamica in India. Dopo la visita, utilizzando dei riksho, ci si immerge per un po’ nelle viuzze brulicanti della città vecchia, densissime di vita e situazioni affascinanti per noi impensabili. Si riprende il nostro mezzo per recarsi al tempio di Bangla Sahib, che origina dal XVII secolo ed ha assunto l’attuale aspetto nel 1947; è il tempio sikh più importante di Delhi, sempre molto vivo con frequenti cerimonie e rituali, famoso anche per la grande, venerata vasca del Sarovar. Si rientra quindi in hotel.

3°g. 21/1 Delhi – Agra
Si parte presto per la città di Agra, 230 km verso sud est; si prevedono da quattro a cinque ore di viaggio. Arrivando, nei pressi della città si iniziano le visite ai grandiosi siti classici che la rendono così celebre con il mausoleo di Sikandar, dove si trovano le spoglie del grande imperatore Akbar, uno dei capolavori dell’architettura moghul che venne completato da suo figlio Jahangir nel 1603. Si prosegue con il mausoleo di Itmad-ud Daula, completato nel 1628, considerato un gioiello d’arte e che fu anche fonte d’ispirazione per il Taj Mahal, una magnifica opera che segna il passaggio dall’utilizzo dell’arenaria rossa con inserti decorativi di marmo, tipica degli edifici moghul fino a quel mentre, all’elegante marmo bianco ornato da intarsi di pietra dura. Ci si reca quindi al Forte Rosso, il magnifico palazzo – fortezza degli imperatori moghul dell’India la cui costruzione venne iniziata da Akbar nel 1565. In finale ci si reca al Taj Mahal, il mausoleo divenuto simbolo dell’India, che continua a stupire anche chi lo ha visitato più volte. Ci si accomoda anche per la cena presso l’hotel Grand Mercure.

4°g. 22/1 Agra – Gwalior
Si prosegue il viaggio verso sud est arrivando a Gwalior, un percorso di 120 km che richiede approssimativamente tre ore; qui si alloggia e si cena presso l’hotel Gwalior Regency. In città si visita il sontuoso palazzo di Jai Vilas, tutt’ora residenza della famiglia reale dei Scindia, che all’interno espone un misto di stili tipicamente eccessivi, ma che proprio per questo creano un ambiente unico nel suo genere; vi si trova anche il celebre tavolo dei banchetti con un trenino che trasporta le portate! Nei pressi ci si reca al forte costruito sul monte che domina la città, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano splendide statue jainiste, capolavori di scultura rupestre. Nell’area del forte, le cui parti principali risalenti al XV secolo sono molto interessanti da vedere, si trovano alcuni antichi templi di squisita fattura, tra cui il più importante è il Teli Ka Mandir che risale al IX secolo, dedicato a Vishnu e Shiva, ritenuto dagli esperti il capolavoro dell’arte Gupta del periodo.

5°g. 23/1 Gwalior – Sonagiri – Datia – Orchha
Lasciata Gwalior dopo una sessantina di chilometri con una breve deviazione a sud si raggiunge Sonagiri, un piccolo monte che è tra le più importanti mete di pellegrinaggio per i jainisti, che considerano il luogo di grande auspicio per l’ottenimento della liberazione. Alla base del colle vi è un bel villaggio dove si trovano anche 26 templi, mentre sopra ve ne sono altri 77, edificati a partire dal IX secolo fino a tempi recenti e vi si trova anche un’immagine rupestre alta circa tre metri di Chandraprabha, l’ottavo Thirtankara della tradizione jain, scolpita tra il V e il VI secolo. Si percorre il sentiero che sale gradatamente formando un bellissimo anello tra eleganti templi candidi che culmina al tempio più alto, in posizione panoramica. Dopo questa magnifica perlustrazione si prosegue per la vicina Datia, situata poco più a nord della strada principale, dove si trova il Palazzo Govinda costruito nel 1614 da Bir Singh Deo, vero gioiello dell’architettura indiana realizzato ispirandosi ad un gigantesco mandala tridimensionale su sette livelli, che si erge tra un laghetto e le case ammassate del pittoresco paese. Si continua da qui per Orchha, dove si alloggia e si cena presso l’hotel Raj Mahal Palace; la tappa è di ci circa 135 km in tutto, approssimativamente quattro ore di guida.

6°g. 24/1 Orchha
Questo tranquillo paese nel XVI secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Rudra Pratap Singh, che divenne il suo primo re. Del periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito in un caratteristico stile dove elementi induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. Orchha è un luogo che i conoscitori dell’India annoverano tra i siti più interessanti per il connubio tra la realtà rurale, fatta di una vita semplice ma animata da forti momenti di devozione, che qui è ambientata tra i magnifici resti di un passato che rivela una gloria impensabile. Si esplora il sito piacevolmente a piedi e si consumano i pasti in hotel.

7°g. 25/1 Orchha – Dhubela – Khajuraho
Si prosegue il viaggio verso est attraverso un ambiente di campagne dall’aspetto tradizionale con aree anche piuttosto selvagge. Dopo circa due ore di viaggio (113 km) si arriva a Dhubela dove nel vecchio forte si trova un interessante museo con reperti del periodo Chandela e statue dei culti Shakti, situato in un’area molto piacevole da esplorare con un magnifico mausoleo e diverse rovine storiche all’intorno, una stupenda area rurale che è molto piacevole da scoprire anche camminando. Con circa un’ora di guida si giunge quindi a Khajuraho dove nel XIX secolo nei pressi dell’allora piccolo villaggio furono ritrovati i templi Chandela costruiti tra il X ed il XIII secolo, capolavori del medioevo indiano universalmente celebri per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. Sono molto interessanti anche i vicini templi jainisti, anche questi parte del Patrimonio UNESCO, dedicati a Parshvanath (XXIII Thirtankara) ed Adinath, con una struttura più recente riferita a Shantinath (XVI Thoithankara). Ci si accomoda per la notte e si cena presso l’hotel Radisson Jass.

8°g. 26/1 Khajuraho – Kalinjar – Chitrakoot
Circa 80 km a nord est di Khajuraho si giunge a Kalinjar dove si erge un’antica roccaforte fondata dalla dinastia Chandela nel IX secolo, che fu espugnata solo brevemente da Akbar nel XVI. In magnifica posizione sulle propaggini dei monti Vindya, al centro di una foresta che si estende a perdita d’occhio, l’estesa superficie della rocca racchiude tesori di arte induista e moghul la cui solitaria e straordinaria bellezza proietta i rari visitatori nella dimensione di un’India che popola i nostri sogni. In particolare le gigantesche sculture rupestri di Shiva Bhairav in corrispondenza di uno degli accessi alla rocca e nel tempio di Nilakanth sono di impressionante bellezza. Da qui si continua per la piccola cittadina di Chitrakoot dove ci si accomoda anche per la cena nel semplice Tourist Bungalow, il meglio che qui si possa trovare; la tappa è di circa 170 km in tutto, approssimativamente quattro ore e mezza di viaggio. Il luogo, adagiato lungo il fiume Mandakini, è un importante centro per la spiritualità indiana, conosciuto come  la ’piccola Varanasi’ per i molti templi e Ghat: secondo l’epica indiana è il luogo dove Rama e Sita trascorsero 14 anni di esilio nella foresta. E’ sede di ashram e meta di pellegrinaggio dei devoti che si bagnano lungo il Ramghat, centro dell’attività spirituale, dove ci si reca anche alla sera per assistere all’aarati.

9°g. 27/1 Chitrakoot – Prayagraj, arrivo al Kumbhamela
Prima di lasciare Chitrakoot chi lo desidera potrà percorrere il circuito intorno alla collina di Kamadgiri (5 km), sulla cui cima era collocata la dimora di Rama e Sita. Si parte quindi per Prayagraj che da qui dista 120 km, un tragitto che usualmente è di circa tre ore ma che potrebbe richiedere molto più tempo per via della congestione che è possibile incontrare per raggiungere il campo dove si alloggia. Ci si accomoda nelle comode tende, dotate di letti, luce e servizi, la nostra “casa” qui al grande Kumbhamela. In funzione dell’orario di arrivo si valuterà in loco come completare la giornata.

12°g. (28/1 – 30/1) Kumbhamela con il Magh Amavasya
Non vi può essere un programma prefissato per le giornate, è necessario valutare le migliori opportunità mentre si è nel luogo. Le esplorazioni si effettuano a piedi: passeggiare in questo contesto offre ovunque si sia una grandiosa opportunità di vivere a contatto con l’India più vera e intensa, immersi in un mistico e sereno caos, contornati da personaggi dall’aspetto archetipo tra miriadi di situazioni interessanti. Durante la colossale abluzione del Magh Amavasya, che avviene il 29/1, può essere molto difficile arrivare al Sangam, il punto dove si immergono i Sadhu, per via della massa infinita di persone ed anche per i divieti di percorrenza, che non si conoscono fino a pochi giorni prima, adottati in tutti i Kumbhamela dalle autorità onde evitare degli accavallamenti nel flusso delle persone. Per avvicinare i momenti rituali sulle rive di Gange, Yamuna ed alla loro confluenza al Triveni non è però necessario attendere i giorni di grande auspicio, perché ogni mattina già da prima dell’alba moltitudini (… milioni …) di pellegrini si recano alle acque sacre per abluzioni e pratiche rituali, continuando con intensità diversa per tutto il giorno. A parte questi momenti anche spettacolari di natura collettiva la permanenza nell’area del Sangam, la sacra confluenza, darà l’opportunità di avvicinare un ampio spettro delle diverse realtà e contenuti di questo incredibile e vasto raduno. Si potrà spaziare dai colorati, pittoreschi, vari e strabilianti contorni ambientali che coinvolgono la vita di milioni di pellegrini agli eventi culturali e rituali, piccoli o grandi come le offerte vediche eseguite con 108 fuochi, visitare i campi dove risiedono i più importanti Maestri spirituali dell’India e gli ordini monastici, compresi i mitici Akhara dei Naga. Si cercherà di organizzare anche degli incontri con alcuni di loro e con persone di riferimento culturale. Si possono effettuare anche alcune visite, come ai templi nel forte moghul che si affaccia ai bordi del Sangam.

PER CHI RIENTRA

13°g. 31/1 Prayagraj – Varanasi
Si parte accompagnati da una guida locale alla volta di Varanasi, che dista 120 km, un tragitto che normalmente richiede circa tre ore, ma in uscita dal Kumbhamela non è possibile pronosticare precisamente la durata. Giunti in città si alloggia e si cena presso l’hotel Radisson (5*). Ci si reca a visitare la parte vecchia di Varanasi, camminando fino ai luoghi di cremazione attraverso vicoli così stretti che non ci passano neanche i riksho a pedali; al calar del sole ci si siede sulle rive del fiume sul ghat principale per osservare l’aarati, condotto da bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

14°g. 1/2 Varanasi – Delhi e volo di rientro
Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Tornati in hotel dopo la colazione ci si prepara per il rientro. Ci si reca in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Delhi e da qui si prosegue con il volo internazionale per l’Italia; vi sono diversi voli che partono in serata con arrivo la mattina successiva. Se  fosse utile o si preferisse sostare a Delhi nel rientro Amitaba può fornire ogni servizio che possa essere richiesto.

15°g. Domenica 2 febbraio, arrivo a destinazione

ESTENSIONE: BASANT PANCHAMI

13°g. – 17°g. (31/1 – 4/2) Kumbhamela con il Basant Purmina
Proseguono le attività di perlustrazione dell’immensa area del Kumbhamela. Il 3 febbraio avviene la grande abluzione del Basant Purmina e si cercherà di avvicinarsi il più possibile al Sangam, stante le possibili difficoltà già citate. In questi giorni chi lo desidera potrà anche andare in barca col capogruppo alla confluenza, unendosi alle centinaia di piccole imbarcazioni stracolme di pellegrini.

18°g. 5/2 Prayagraj – Varanasi
Si parte alla volta di Varanasi, che dista 120 km, un tragitto che normalmente richiede circa tre ore, ma in uscita dal Kumbhamela non è possibile pronosticare precisamente la durata. Giunti in città si alloggia e si cena presso l’hotel Radisson (5*). Ci si tuffa subito nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente ed i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini ed altissime cataste di legna polverosa ci sono le pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo sito, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, ed al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno splendido rito condotto dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

19°g. 6/2 Varanasi ed escursione a Sarnath
Ci si reca a Sarnath, ubicata a pochi chilometri dalla città, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Budda e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) ed il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Ci si reca a visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti ed ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa, un tempio dedicato a Tara ed una grande statua di Maitreya. Si rientra quindi in città, dove si torna nella parte vecchia e sui ghat, potendo ammirare ancora una volta, se lo si desidera, il rito dell’aarati

20°g. 7/2 Varanasi – Delhi e volo di rientro
Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Tornati in hotel dopo la colazione ci si prepara per il rientro. Ci si reca in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Delhi e da qui si prosegue con il volo internazionale per l’Italia; vi sono diversi voli che partono in serata con arrivo la mattina successiva. Se fosse utile o si preferisse sostare a Delhi nel rientro Amitaba può fornire ogni servizio che possa essere richiesto.

21°g. Sabato 8 febbraio, arrivo a destinazione

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2750 – Minimo 3 e massimo 14 partecipanti fino al campo del Kumbhamela

Estensione “Basant Panchami”, € 1250

Prosecuzioni possibili: “Città sante”, rientro l’11/2, “Vita del Budda”, rientro il 17/2, “Goa”, rientro il 22/2

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio se emessa la momento dell’iscrizione o il 6,5% se emessa successivamente entro i 15 giorni dalla data di partenza del viaggio), i trasporti ad esclusione dei voli, la pensione completa a partire dal 20/1 ad esclusione dei pranzi del 31/1 o del 5/2 per chi segue l’estensione (si segnala che sono previsti dei pranzi al sacco per facilità logistica), la presenza dell’accompagnatore dall’Italia che segue anche l’estensione, gli ingressi ai siti e le attività indicati nel programma.

La quota non comprende: i voli, il visto indiano. il supplemento per la camera e la tenda singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 480 per la singola negli hotel e € 800 se si desidera una tenda singola per le quattro notti al Kumbhamela, € 100 con solo 6 partecipanti, € 150 con 5, € 350 con 4, € 500 con 3. Per l’estensione  la singola costa € 170 negli hotel e € 750 se si desidera una tenda singola al Kumbhamela [sono 5 notti, ma fortunatamente nei giorni del Basant Panchami costa meno].

Visti e documenti: il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo in India.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – rupia del 2/5/2024 (Banca d’Italia): € 1 = Inr 89,2938, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

RICHIESTA INFORMAZIONI

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compila tutti i campi del form:

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

Entra nella sezione dedicata agli approfondimenti culturali:

Sadhu (foto V. Bigo)

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Rientro dei Naga ai campi
Kashi Bhirati, NIrvani Akhara
Orchha
Dhubela, il villaggio
Naga del Nirvani Akhara
Famiglia al Sangama
Pranzo al Kumbhamela (foto V. Bigo)
India, Kumbhamela
Alba a Prayaga
Pellegrini al Triveni (foto I. Procchio)
Pelllegrino (foto V. Bigo)
Rituali sulla riva
Gente al Sangam
Tomba di Akbar, Agra
Gwalior, il forte
Sonagiri
Orchha, il Palazzo
Orchha, il Palazzo
Dhubela
Dhubela
Dhubela
Khajuraho
Khajuraho
Kalinjar
Chitrakoot

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.