Skip to main content

India


I nobili del deserto del Thar

Estensione inziale al Tempio d’Oro e finale a Rann of Kutch, il deserto di sale


Haveli a Madawa

Junagarh a Bikaner

Cammelli e dune a Sam

Forte di Nagaur

Jodhpur, forte di Mehrangarh

PARTENZA
26/12/2023
RITORNO
07/01/2024
PRE-ESTENSIONE
22/12/2023
ESTENSIONE
14/01/2024
2a ESTENSIONE
DURATA
13 o 20 giorni
PARTECIPANTI
GUIDA

 Sintesi del viaggio


Quanti volti ci offre l’India? Una dimensione molto interessante e poco conosciuta sono i deserti delle  regioni nordoccidentali, che il viaggio si propone di esplorare nel modo più bello utilizzando ovunque possibile le residenze storiche nobiliari, una scelta di per sé molto accattivante e che ben introduce nella storia e folclore di un mondo dove le rivalità dei regnanti stimolavano la realizzazione di costruzioni e preziose opere d’arte che ne dimostrassero l’eccellenza. Si spazia dalle imperdibili bellezze storiche di città stupende e tra loro molto diverse, alla magia di siti permeati dalla forte spiritualità che l’India ci regala nel modo più intenso, incontrando anche un bucolico mondo rurale, mentre si è immersi nell’affascinante contesto naturale del grande deserto del Thar.

Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.
  • Delhi
  • Amritsar
  • Nawalgarh
  • Mandawa
  • Bikaner
  • Deshnoke
  • Nagaur
  • Khimsar
  • Osian
  • Pokaran
  • Jaisalmer
  • Jodhpur
  • Jojawar
  • Narlai
  • Forte di Kumbhalgarh
  • Ranakpur
  • Udaipur
  • Sirohi
  • Monte Abu
  • Balaram (Gujarat)
  • Patan
  • Modhera
  • Dasada
  • Shankheshwar
  • Radhanpur
  • Dholavira (“Isola” di Kadir Bet)
  • Bhuj
  • Mumbai

 Presentazione del viaggio


Sono previste due estensioni: prima del viaggio principale in Punjab, con il Tempio d’Oro ed un insieme di spunti interessanti; al termine, una prosecuzione verso il Gujarat, che tocca diversi siti importanti e porta nel cuore del deserto di sale del Rann of Kutch, completando con questo l’esplorazione dei territori aridi al confine col Pakistan.

Di seguito una breve presentazione del viaggio, quindi delle note sul territorio e la nota tecnica; i dettagli del tour sono tutti nel Programma di Viaggio più sotto.

ESTENSIONE INIZIALE – Un breve ma intenso percorso che avvicina anche la parte spirituale dell’India, con l’opportunità di vivere approfonditamente la magia che regala il Tempio d’Oro di Amritsar, estendendo l’osservazione di questa interessante zona dell’India anche ad altri siti e situazioni di folclore, includendo un momento di incontro con la vita rurale del Punjab. A Delhi ci si tuffa nella città vecchia e tra i siti più importanti per indù, musulmani e sikh, un forte incontro con le diverse realtà culturali.

VIAGGIO PRINCIPALE – Dopo un primo contatto col mondo dell’India, ammirando le parti storiche di Delhi, si parte per il Rajasthan arrivando nella regione di Shekawati, ai margini del deserto del Thar, dove si alloggia in un hotel heritage a Nawalgarh, scoprendo una cittadina ricca di case storiche. Proseguendo, dopo la visita di Mandawa, anche questa un piccolo gioiello di Shekawati, ci si immerge sempre di più nel deserto arrivando a Bikaner che, con Jaisalmer e Jodhpur che ci attendono, fu una delle capitali più importanti di questo vasto deserto, dove nel Palazzo storico si ha una forte visione della grandezza e qualità artistiche del mondo nobiliare che ha reso così vivi questi aridi territori. Andando verso la pittoresca cittadina feudale di Nagaur, il tempio di Karni Mata potrà lasciare un po’ sconcertati: infatti qui i topi hanno un ruolo sacro, frutto di una tradizione in cui leggenda e storia sembrano indistinte. Si fa tappa al Castello di Khimsar, un complesso possente e ben proporzionato tra i più belli del Rajasthan, dove si alloggia e si esplora questa bella area rurale con le jeep e, continuando, ci sorprendono l’armonia degli antichi templi jainisti di Osian ed anche l’evocativo vecchio forte di Pokaran, giungendo infine nella perla del deserto, Jaisalmer, dove si trascorre il Capodanno. Si dedica una giornata alle visite di questo magico luogo, una città ricamata nella pietra che sembra essersi materializzata da un sogno, molto pittoresca anche per i costumi delle persone che utilizzano gli abiti tradizionali, con gli uomini che sfoggiano grandi turbanti dai colori spesso vivaci; con un’escursione si raggiungono anche le grandi dune di sabbia di Sam, una zona che è anche Parco, dove c’è la possibilità di fare un’esplorazione col cammello. Arrivando a Jodhpur, l’imperdibile “città blu”, si scopre l’evocativo Giardino di Mandor, ottimo preludio alla visita di questa città storica su cui si erge il possente forte di Mehrangarh, che venne concepito per essere inespugnabile, e così fu nella storia, uno dei più interessanti da visitare, che rivela all’interno importanti tesori artistici; si ammira tutto questo godendo anche del colorato bazar, avendo come base, anche qui, un hotel heritage. Si prosegue per Joyawar, dove si alloggia nella carinissima casa nobiliare, contornati da un ambiente rurale di bellezza bucolica che si visita con le jeep, e da qui per Narlai, con un interessante castello dove passeggiando nel villaggio si scopre la bellezza del tempio jainista dedicato ad Adinath. Ci attende ora il mastodontico forte di Kumbhalgarh, che cinge aggraziatamente gli alti colli della catena di Aravalli e contiene anche parti artistiche importanti (è anche questo un sito Unesco); sempre in questa zona, il prossimo punto di estremo interesse è il tempio jainista di Ranakpur, di sorprendente bellezza artistica e altrettanto attraente per la serena spiritualità che infonde, da molti ritenuto tra i più preziosi gioielli dell’India. Da qui si arriva ad Udaipur, con i celebri palazzi che si affacciano sul lago Pichola, ultima tappa di questa affascinante ghirlanda di luoghi e sensazioni, che ci porterà ad amare ancora di più la sconfinata India. Chi non prosegue con l’estensione, torna in volo a Delhi e prosegue per l’Italia.

ESTENSIONE IN GUJARAT, IL RANN OF KUTCH – Da Udaipur, via Sirohi dove si trova un forte storico, si giunge ad Abu sul monte più alto del Rajasthan, una gradevole oasi verde che sovrasta questa parte semiarida del deserto del Thar, dove si alloggia in un piccolo hotel “heritage” in vista del magico laghetto che è stato, ed è tutt’ora, luogo d’ispirazione per molti adepti dello yoga. Il monte custodisce i preziosi tempietti jainisti di Dilwara, anche questi minuziosamente ricamati nella pietra e, sul punto più alto, il piccolo tempio di Guru Sikhar, che si tramanda essere un potente luogo di energia spirituale legato alla presenza di una manifestazione di Vishnu. Tornati a valle si entra verso sud in Gujarat arrivando a Balaram, dove si alloggia nel palazzo storico, e si prosegue per l’antica capitale di Patan, che pullula di piccoli templi ed opere, tra cui l’incredibile pozzo di Rani Ki Vav (anche questo Unesco) e, oltre, stupisce la bellezza del Tempio del Sole di Modhera, esempio sopraffino dell’arte classica del Gujarat; tutto questo prima di approdare a Dasada, ai margini della parte orientale del Rann of Kutch. Qui si dedica una giornata all’esplorazione in jeep del deserto, una zona dove è particolarmente importante la presenza di branchi di ghorkhar (o asino selvatico indiano); sulla vastità emergono come unici rilievi le “isole”, i punti più rialzati dove non predomina il sale, favorendo la presenza di diverse forme di vita. Si prosegue, avendo sul percorso diversi punti d’interesse, per l’ “isola” di Kadi Bet che si erge ai margini della vasta distesa bianca del Rann of Kutch occidentale; la si esplora godendo degli scenari e si visita l’importante sito Unesco della Civiltà dell’Indo di Dholavira, il più importante dell’India. La prossima meta è Bhuj; oltrepassate le vaste distese bianche di sale si sosta in alcuni interessanti villaggi etnici e si completa con una visita della città. Ci si imbarca da qui sul volo di rientro per l’Italia via Mumbai.

DESERTO DEL THAR

A breve distanza da Delhi inizia la regione di Shekawati, la parte più settentrionale del grande deserto del Thar, che da qui si estende verso sud attraverso tutto il Rajasthan fino al Gujarat, dove inizia il deserto di sale del Rann of Kutch. Il Thar copre un’area vastissima, ma senza un confine “esatto”, per cui gli esperti ne indicano dimensioni un poco diverse, dai 200000 ai 250000 chilometri quadrati, circa tre quarti la superficie dell’Italia, di cui il 90% in India e la parete restante in Pakistan; infatti questo deserto delimita una grand parte del confine tra i due paesi. Quasi un quinto del territorio è costituito da aree protette; tra queste, il Parco Nazionale nei pressi di Jaisalmer, dove si trovano le famose dune di Sam che si esplorano nel viaggio, ha un’ampiezza di oltre 3000 kmq. Nella parte più centrale del Thar, a ridosso del confine, dove si trovano le grandi capitali del deserto di Jaisalmer e Bikaner, piove pochissimo e si trovano lunghe dune di sabbia; qui l’unica acqua si trova in stagni naturali o scavati dall’uomo e, per avere acqua priva di sedimenti minerali salini, è necessario scavare profondi pozzi. Spostandosi verso est, la maggior umidità consente una crescita arborea che s’incrementa man mano che ci si muove verso oriente, creando gradatamente un ambiente semi arido con tratti di boscaglia, come si vede ad esempio nella regione di Jodhpur. La presenza di queste, e tante altre affascinanti città richiama il fatto che il Thar è uno dei deserti più popolati al mondo, vi viene stimata una presenza di 83 persone per chilometro quadrato che, viste le condizioni, è considerata alta. Questo significa, per noi viaggiatori, l’incontro con un ambiente molto accattivante dal punto di vista naturale, che offre un folclore vivo ed intenso, radicato da vicende vissute in secoli di una storia intensa dove le diverse forze si sono tenacemente confrontate, lasciandoci un’eredità artistica e monumentale di qualità inimmaginabile. L’insieme fa del Thar una delle aree da esplorare più interessanti al mondo.

RANN OF KUTCH, IL DESERTO DI SALE

Il deserto di sale del Rann of Kutch segue il confine meridionale tra India e Pakistan, dal mare Arabico fino al deserto del Thar, che è situato più a nord e ne costituisce la continuazione, una regione dove non si trovano insediamenti permanenti e che si estende per circa 28.000 chilometri quadrati, circa un decimo dell’Italia. È il deserto di sale più ampio al mondo, diviso in due aree principali; la più grande a ridosso del confine con una sua piccola parte all’interno del Pakistan ed un’altra zona che si estende più ad est, all’interno del Gujarat fino a Dasada, conosciuta come il “piccolo” Rann of Kutch. Tutto il territorio è appena al di sopra del livello del mare e durante i monsoni estivi viene invaso dalle acque piovane che presto recedono lasciando vastissimi spazi candidi per il sale, da dove mergono le poche aree un poco più alte, delle vere ‘isole’ sulla vastità salata, un ambiente particolare ed esteticamente bello che, grazie soprattutto a questi punti rialzati, riesce a sostenere diverse specie di uccelli, tra cui molti fenicotteri, rettili e mammiferi. Nel territorio vi sono diverse riserve naturali, istituite per garantire la sopravvivenza a diverse specie di animali, tra cui circa 200 tipi di uccelli inclusi diversi migratori, ed in particolare nel “piccolo” Rann of Kutch vi è una riserva naturale di circa 5000 chilometri quadrati dove viene protetto il bellissimo ghorkhar, o asino selvatico indiano, e in tutto si contano circa 50 specie diverse di mammiferi.
La grande ‘isola’ di Kadir Bet rivela anche un importante aspetto storico: i resti di Dholavira, il sito più grande situato in India della Civiltà dell’Indo, Patrimonio UNESCO, un insediamento che prosperò dal 3500 al 1450 a.C., dove gli scavi hanno portato alla luce un’evoluta area urbana estesa su un’area di 771 per 618 metri.

NOTA TECNICA

Il viaggio si svolge in un momento dell’anno che offre un ottimo clima: le piogge sono rarissime e le temperature gradevoli. A Jaisalmer si prevede una possibile minima notturna di 6°C: ed una massima di 25°C; per Delhi da 7 a 23°C; ad Udaipur da 9 a 24°C. La scelta degli hotel costituisce un viaggio nel viaggio: a parte Delhi, dove si privilegia la posizione, si utilizzano ovunque possibile dimore storiche, evocative ed anche ben curate e, quando vi sono, gli esotici “heritage hotels” indiani; nel Gujarat durante l’estensione si utilizzano per tre notti degli chalet, un poco spartani a Kadir Bet, ma sempre puliti e dotati di servizi. Per gli spostamenti si utilizza il medesimo veicolo, di recente immatricolazione e dotato di aria condizionata e, nel Rann of Kutch in Gujarat, sono previste delle esplorazioni nel deserto con le jeep.

 Programma del viaggio


ESTENSIONE INIZIALE: NATALE AL TEMPIO D’ORO

1°g. Venerdì 22 dicembre, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi, capitale dell’India, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza.

2°g. 23/12 Delhi
L’arrivo a Delhi è solitamente nelle prime ore del mattino; accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento presso l’hotel Jaypee Siddharth (5*, jaypeehotels.com/hotel/jaypee-siddharth-new-delhi) o simile in centro città, non lontano dalla stazione del treno che si prenderà l’indomani, dove le stanze sono disponibili dalle ore 14.00 (se fosse utile si può richiedere un’accoglienza prima con un extra). In tarda mattina, utilizzando un mezzo privato, ed anche dei tradizionali riksho, si fa un interessante giro in città che tocca tre dei luoghi di maggior sacralità per musulmani, indù e sikh, un inizio di buon auspicio che rivela alcune delle facce del variopinto mondo culturale dell’India; si sosta per il pranzo in un ristorante tipico. Si comincia dalla celebre Jama Masjid, la grande moschea di Delhi, fatta edificare nel XVII secolo dall’imperatore Mughal Shah Jahan come luogo di culto della corte e divenuta il simbolo della cultura islamica in India. Dopo la visita, utilizzando dei riksho, ci si immerge per un po’ nelle viuzze brulicanti della città vecchia, densissime di vita e situazioni affascinanti per noi impensabili. Si riprende il nostro mezzo per recarsi al grande tempio indù di Lakshminarayan (o Birla Mandir), dedicato in modo preminente a Vishnu ed alla sua veneratissima consorte Laxmi, con templi anche per Shiva, Krishna, Budda (si noti che Gautama Budda è ritenuto essere, per la gran parte degli induisti, la nona incarnazione di Vishnu) ed altre entità. Costruito negli anni ‘30 del secolo scorso, venne inaugurato da Mahatma Gandhi. Si continua andando al tempio di Bangla Sahib, che origina dal XVII secolo ed ha assunto l’attuale aspetto nel 1947; è il tempio sikh più importante di Delhi, sempre molto vivo con frequenti cerimonie e rituali, famoso anche per la grande, venerata vasca del Sarovar. Si rientra quindi in hotel.

3°g. 24/12 Delhi – Amritsar
Il treno per Amritsar parte alle 7.20 con arrivo alle 13.30 (orari da confermare). A destinazione si viene accolti dal corrispondente locale e ci si accomoda presso il Ranjit’s Svaasa (svaasa.com), un hotel storico che offre anche servizi del benessere. Verso le 16.00 ci si reca al punto di confine col Pakistan di Wagah (35 km), l’unico passaggio di frontiera aperto tra i due Paesi, per la cerimonia del ritiro della bandiera che si svolge alle 17.00; l’evento è diventato una specie di spettacolo nazionale con i soldati delle due parti che fanno una parata militare e particolari mimiche, interessante da vedere. Rientrati ad Amritsar si cena in hotel e, verso le 21.00, ci si reca per una prima visita al Tempio d’Oro, che con le luci della sera è particolarmente suggestivo, e si assiste alla l’importante cerimonia del Palkhi Sahib.

4°g. 25/12 Amritsar
Il Tempio d’Oro è uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime, in passato il lago su cui sorge il tempio era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Budda fosse giunto fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469 – 1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant Sahib, il testo religioso dei Sikh, viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello. Ogni sera, verso le 22,15, si svolge l’importante cerimonia del Palkhi Sahib: dopo una giornata di preghiere e devozioni viene preparata una portantina (il Palkhi), placcata d’oro e d’argento ed adorna di fiori, dove viene appoggiato su cuscini di broccato di seta il testo sacro, per portarlo dal tempio al trono dell’Akal Takht per trascorrere qui la notte. Il Maestro officiante esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sul trono al canto di inni accompagnati dai tamburi. Si trascorre una parte importante della giornata nel tempio per godere con tranquillità della profonda atmosfera spirituale che vi traspira; è anche possibile mangiare qui, condividendo con i fedeli il cibo, vegetariano ed assolutamente igienico, che viene offerto. Chi avrà piacere, potrà tornare nella sera per seguire ancora una volta la bellissima cerimonia del Palkhi Sahib. Nel corso della giornata ci si reca a visitare anche il tempio di Durgiana, del XVI secolo, dedicato a Durga, edificato con uno stile simile al grande tempio Sikh. Per i momenti di relax, l’hotel heritage dove si alloggia offre diversi servizi per il benessere.

5°g. 26/12 Amrtisar – Delhi
Si dedica la mattina ad un incontro con la vita rurale del Punjab recandosi al villaggio di Khasa Kurmania, situato a 22 km ad ovest della città. Si viene ricevuti da una famiglia sikh del villaggio e ci si accomoda con loro per un buon tè coi pakora (verdure fritte), chi vuole potrà anche provare ad indossare i costumi tradizionali locali. Ci si reca con loro col trattore in campagna per vedere le coltivazioni e si osservano le diverse attività del villaggio, pranzando qui con un gustoso e sano menù vegetariano preparato dalla padrona di casa. Si rientra quindi ad Amritsar, dove il treno per Delhi parte alle 16.15 con arrivo alle 22.15; all’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Ashok Country Resort (ashokcountryresort.com), nella zona dell’aeroporto ad ovest della città, buon punto di partenza per quando si partirà per Mandawa.

PROGRAMMA PRINCIPALE

1°g. Martedì 26/12, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi, capitale dell’India, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza, dove è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Ci si accomoda per un po’ di riposo presso l’Ashok Country Resort (ashokcountryresort.com), ubicato nei pressi dell’aeroporto, dove le stanze sono a disposizione già nella giornata di oggi.

PROGRAMMA COMUNE

2°g. o 6°g. 27/12 Delhi
In tarda mattina si parte per la visita di alcuni dei siti più significativi della città; sul percorso si sosta per il pranzo in un ristorante tipico. Si inizia recandosi al complesso del Qutab Minar, Patrimonio UNESCO, dove si erge un ardito minareto alto 72,5 metri, edificato nel 1199 per commemorare la vittoria islamica, ai cui piedi vi sono diversi edifici storici di grande interesse, inclusa la moschea più antica dell’India. Da qui si prosegue per il mausoleo dell’imperatore mughal Humayun, edificato nel XVI secolo ed anche questo parte del Patrimonio UNESCO, annoverato tra i siti storici più belli di Delhi. Si raggiunge quindi l’India Gate, il memoriale ai caduti indiani della prima grande guerra e del conflitto afgano, posto di fronte al maestoso palazzo del parlamento indiano. Si prosegue per Raj Ghat, il memoriale dedicato a Gandhi, posto nel luogo dove il sant’uomo venne cremato, e si completa il tour con il Forte Rosso, che dai tempi di Shah Jahan, che ne ordinò la costruzione nel 1638, fu la residenza degli imperatori Mughal per due secoli, anche questo parte del Patrimonio Mondiale. Si rientra quindi in hotel.

3°g. o 7°g. 28/12 Delhi – Nawalgarh
Nawalgarh è situata 245 km a sud ovest di Delhi, nella regione rajasthana di Shekhawati ai margini del grande deserto del Thar, una cittadina dove la modernità non è ancora giunta che offre la possibilità di visitare diversi haveli, le tipiche magioni costruite dai nobili e dai mercanti, che presentano una profusione di dipinti e intarsi. Il trasferimento richiede circa sei ore e, arrivati, si alloggia e si cena presso l’heritage hotel Roopniwas Kothi (roopniwaskothi.com), tutt’ora residenza di Rawal Devendra Singh e della sua famiglia.

4°g. o 8°g. 29/12 Nawalgarh – Mandawa – Bikaner
Ci si sposta un poco più a nord (31 km) a Mandawa, anche questa una cittadina storica di Shekhawati con diversi interessanti haveli da visitare, dove il castello patrizio è ora un hotel heritage dove, se si avrà piacere, completate le visite ci si potrà recare e gustare un buon té. Si parte quindi in direzione est per Bikaner, la capitale del deserto fondata nel 1488 da Rao Bikaji, abbellita da diversi haveli e templi, dove si alloggia e si cena presso un albergo “Heritage”, il Maharaj Ganga Mahel (maharajagangamahal.in); si percorrono 193 km approssimativamente in 5 ore, Nel pomeriggio si visita la celebre fortezza http://www.maharajagangamahal.in/ di Junagarh, edificata nel XVI secolo, che contiene magnifici palazzi con importanti decorazioni ed affreschi ed un museo. Ci si reca poi nei dintorni della cittadina a visitare un grande allevamento di cammelli.

5°g. o 9°g. 30/12 Bikaner – Deshnoke – Nagaur – Khimsar
Si lascia Bikaner in direzione sud per Nagaur, che dista circa 120 km, meno di tre ore di viaggio; dopo una trentina di chilometri si sosta a Deshnoke per una visita al tempio di Karni Mata, divenuto famoso perché è stracolmo di topi che corrono ovunque, in particolare nelle ore serali quando sono una vera impressionante profusione; di prima mattina … sono comunque tantissimi; se nella visita si vede un esemplare di topo bianco, che è molto raro, è considerato di ottimo auspicio. Il motivo più accreditato (vi sono anche altre versioni): una pia donna, Karni Mati, implorò il terrificante dio della morte Yama di resuscitarle il figlio Laxman; alla fine acconsentì, ma lo concesse nella forma di ratto per lui e per la sua discendenza. Nagaur è una cittadina pittoresca con al suo centro un grandissimo forte: un complesso di circa tre chilometri quadrati, la cui magnifica parte centrale era la residenza dei sovrani che si sono succeduti. La posizione infatti fu contesa nella storia tra gli invasori musulmani ed i Re Rajput, con diversi passaggi di mano, che si esprimono anche nelle tipologie di decorazioni e soprattutto nella struttura dei giardini, oltre che per la piccola moschea che si osserva una volta entrati nelle mura. Completata la visita si prosegue per Khimsar, un villaggio rajasthano che dista circa un’ora (50 km) verso sud ovest, immerso nel deserto del Thar, ornato da alcuni templi, sia jainisti che hindu. Si alloggia e si cena presso lo storico, spettacolare Heritage Khimsar Castle Hotel (itchotels.com/in/en/ welcomhotelkhimsarfortanddunes-rajasthan), che caratterizza con la sua massiccia ma aggraziata mole la remota località, ed è stato trasformato in uno splendido hotel dotato di tutti i comfort, inclusa una bella piscina, un luogo fortemente evocativo che da solo quasi meriterebbe un viaggio. Si completa la giornata con un’escursione in jeep nei dintorni, arrivando in punti ancora selvaggi dove si vedono diversi animali tra cui le antilopi e le gazzelle, cinghiali ed altri; ci si accomoda poi su di una duna per ammirare le ultime luci sorseggiando un tè.

6°g. o 10°g. 31/12 Khimsar – Osian – Pokaran – Jaisalmer
Si lascia Khimsar in direzione ovest per raggiungere Jaisalmer; dopo 75 km si sosta ad Osian, antica oasi ricca di templi, con il più importante dedicato a Mahavira, meta di pellegrinaggio per i jainisti, la cui fondazione risale all’VIII secolo: è molto interessante da visitare, anche per la profusione di eleganti ed intricati bassorilievi. Si prosegue quindi per Pokaran (122 km), dove si visita l’antico forte, un luogo evocativo e ricco di storia. Giunti a Jaisalmer ci si reca per il tramonto al cimitero reale di Bada Bagh, nei pressi della città. Si alloggia presso l’hotel storico Rang Mahal (hotelrangmahal.com); la tappa è di 290 km, 5 – 6 ore di viaggio. Tempo permettendo, si fa una prima piacevole passeggiata nel centro storico. Cenone di Capodanno (incluso) in hotel.

7°g. o 11°g. 1/1/2024 Jaisalmer
La città è la perla del deserto del Thar, costruita nel 1156 per fungere da capitale del potente regno di Maharawal Jaisal Singh, il grande erede della dinastia dei Bhati che dominò per secoli queste regioni del mondo, fino al lontano Afghanistan. Cinta da mura color ocra, si erge su di un colle e preserva pienamente il fascino della grandiosa capitale del deserto dei tempi passati. Oltre al piacere di passeggiare tra le viuzze di una città viva ma fuori dal tempo, si visitano gli Haveli, il tempio jainista di Parswanath, la cittadella col Palazzo del Maharaja ed il tempio jainista di Parswanath, il lago di Gadisa ed il cenotafio del grande saggio Vyas. Per godere del deserto si finisce la giornata con un’escursione a Sam nel Parco Nazionale, ad est della città, dove è prevista la possibilità di fare un giro in cammello tra le dune di sabbia che hanno reso celebre questo luogo (senza costi aggiuntivi). Si rientra quindi in hotel per la cena.

8°g. o 12°g. 2/1 Jaisalmer – Jodhpur
Si parte in direzione sud est per raggiungere Jodhpur, dove si alloggia e si cena presso l’hotel heritage Devi Bhavan (devibhawan.com): la tappa è di 280 km, circa 6 ore di guida. Poco prima di arrivare si sosta per una visita ai Giardini di Madore, dove si trovano gli eleganti sepolcri dei nobili di questa regione, che fondarono anche la vicina Jodhpur. Giunti in città si iniziano le visite col colorato bazar, passeggiando fino alla pittoresca torre dell’orologio; Jodhpur è conosciuta come la “città blu” per il colore delle case nella parte vecchia.

9°g. o 13°g. 3/1 Jodhpur – Jojawar
Ci si reca al forte di Mehrangarh, posto su di un colle che sovrasta di 150 metri la città, da dove si ammira l’insieme di colore ancora in parte blu della sua parte vecchia: venne concepito nel XV secolo da Rao Jodha per essere la fortezza inespugnabile della dinastia dei Rathore – e tale fu nella storia! È anche tra i più belli dell’India per la qualità degli interni e le splendide corti. Si prosegue con la visita del cenotafio di Jaswant Thada, costruito dal Maharaja Sardar Singh nel 1899 in memoria del padre, edificato nel luogo di cremazione per la famiglia reale Rajput di Marwar. Si lascia quindi Jodhpur in direzione sud est per Jojawar, un viaggio di circa tre ore (122 km), dove nel pomeriggio utilizzando delle jeep si visita quest’area rurale molto bella, con interessanti villaggi di etnia Rabari, e ci si accomoda presso l’heritage hotel Rawla Jojawar (jojawar.com), una casa nobiliare costruita nel XVIII secolo, che era in origine una fortezza. La cena è in hotel.

10°g. o 14°g. 4/1 Jojawar – Narlai – Forte di Kumbhalgarh – Ranakpur – Udaipur
Si parte presto procedendo verso sud arrivando con circa un’ora di viaggio a Narlai (41 km), un bel villaggio dove la vita sembra scorrere al di fuori del tempo, tra case rurali ed alcuni templi, tra cui è particolarmente bello ed interessante quello Jain dedicato ad Adinath; si trova qui anche una dimora storica di Rawla Narlai, ora trasformata in hotel, dove, se si è interessati, è possibile recarsi a gustare un tè. Si continua da qui   in direzione sud est per il forte di Kumbhalgarh (44 km, circa un’ora e mezza), una costruzione imponente ma aggraziata che si erge sulla cima di un monte della catena degli Aravalli a 1100 mt di quota, che fa parte del Patrimonio UNESCO. L’edificazione nella forma attuale venne iniziata nel XV secolo per fungere da residenza e fortezza della potente dinastia dei Mewar, e nel tempo le sue mura giunsero ad una lunghezza di ben 36 km, secondo per dimensioni solo alla Grande Muraglia. Nel forte si trovano anche diversi templi induisti e jainisti, e il complesso culmina nella parte alta col Badal Mahal, la residenza reale.  Da qui ci si sposta a Ranakpur (34 km, circa un’ora), dove i templi aprono ai visitatori alle ore 12.00. Tra le splendide realizzazioni della religione jain questo tempio da molti è ritenuto il più bello. Risale al XV secolo, è edificato con 1444 colonne, cesellate con raffinatezza estrema ognuna in modo diverso, che ornano le diverse sale, tutte meticolosamente pulite, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso è dedicato alla mitica figura di Adinatha, il primo Tirthankara della religione jain (“colui che aiuta gli altri ad attraversare l’oceano dell’esistenza”), sorge in un’area naturale selvaggia e gode di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Si procede da qui per la meravigliosa Udaipur, che dista 94 km (circa due ore e mezza), una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”. Si alloggia e si cena presso l’hotel storico Amet Haveli (amethaveliudaipur.com), posizionato in modo ameno sul magico lago di Pichola, su cui si affacciano a contorno dei ghat, le scalinate che lambiscono le acque, gli stupendi Palazzi del Maharaja.

11°g. o 15°g. 5/1 Udaipur
Ci si dedica alla visita della città che offre diversi punti di grande interesse. S’inizia dal tempio di Jagdish dedicato a Vishnu, edificato nel 1651, e dal grandioso e candido palazzo del Maharaja che si erge sul bordo del lago; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando spostò qui la capitale del potente regno di Mewar e fu successivamente ampliato, ma con ottima uniformità di stile. Si vedono il Saheliyon-ki-Bari pomeriggio, dopo la barca, o giardino delle cortigiane, ed il Bharatiya Lok Kala Mandal non andati qui, un’istituzione culturale che si dedica alla preservazione delle tradizioni folcloristiche di queste regioni. Nel pomeriggio si visita con la barca il lago Pichola andati dopo la visita del Palazzo con la barca dell’hotel – troppa coda con la barca std / non si può sbarcare all’isola ma il giro molto più bello così, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat (le scalinate per le abluzioni), arrivando al Palazzo di Jag Mandir, posto su un’isoletta del lago, godendo delle luci serali che impreziosiscono le visuali. Si rientra quindi in hotel per la cena.

PER CHI RIENTRA

12°g. o 16°g. 6/1 Udaipur – Delhi e volo di rientro
Si inizia la giornata con un’escursione nei pressi della città per visitare il complesso templare induista di Eklingji; originariamente fondato nell’VIII secolo, venne devastato per due volte dai musulmani e ripristinato nell’aspetto attuale nel XV. Attualmente è un tempio molto vivo, frequentato da molti pellegrini; si entra solo a piedi nudi e non è concessa la fotografia all’interno; in compenso si può arrivare fino alla sala principale per il darshan. Da qui si raggiunge Ngada, dove si trovava  una città fondata nel VI secolo; qui si ammira l’antichissimo complesso templare di Sas-Bahu (X secolo), situato in modo splendido ai margini di un ameno lago, con magnifici bassorilievi anche erotici. Si salutano quindi i partecipanti che proseguono con l’estensione e ci si reca quindi all’aeroporto di Udaipur, dove il volo per Delhi parte alle 15.20 con arrivo alle 16.45 (orari da confermare). Giunti a Delhi, si prosegue con il volo di rientro; molti voli in connessione per l’Italia partono in serata con arrivo nella giornata successiva. Se fosse utile per via degli orari del volo, con un piccolo extra si può pernottare nello stesso hotel utilizzato all’arrivo, l’Ashok Country Resort.

13°g. o 17°g. Domenica 7 gennaio, arrivo a destinazione

ESTENSIONE: RANN OF KUTCH, IL DESERTO DI SALE

12°g. o 16°g. 6/1 Udaipur
Si inizia la giornata con un’escursione nei pressi della città per visitare il complesso templare induista di Eklingji; originariamente fondato nell’VIII secolo, venne devastato per due volte dai musulmani e ripristinato nell’aspetto attuale nel XV. Attualmente è un tempio molto vivo, frequentato da molti pellegrini; si entra solo a piedi nudi e non è concessa la fotografia all’interno; in compenso si può arrivare fino alla sala principale per il darshan. Da qui si raggiunge Ngada, dove si trovava  una città fondata nel VI secolo; qui si ammira l’antichissimo complesso templare di Sas-Bahu (X secolo), situato in modo splendido ai margini di un ameno lago, con magnifici bassorilievi anche erotici. Completate le visite si salutano i partecipanti che rientrano in Italia e si rientra ad Udaipur; tempo libero e cena in hotel.

13°g. o 17°g. 7/1 Udaipur – Sirohi – Monte Abu
Si parte verso sud ovest per Sirohi (100 km, due ore e mezza circa), dove si sosta per una visita ai templi jainisti nella parte vecchia ed ammirando il forte storico dall’esterno, e si prosegue da qui verso sud giungendo ad Abu Road, da dove si sale sul Monte Abu arrivando a circa 1200 metri di quota (84 km da Sirohi, circa due ore). Qui si alloggia e si cena presso l’heritage hotel Connaught, un edificio storico posizionato panoramicamente sopra al laghetto di Monte Abu. La località, ornata da questo bel laghetto incastonato tra i monti e dove vi sono diverse scuole di yoga, è una sorta di oasi che sovrasta i deserti circostanti, ricca d’acqua e di verde, con i versanti dei monti che salgono fino alla vetta di Guru Sikhar, che con i suoi 1722 mt è il punto più elevato del Rajasthan.

14°g. o 18°g. 8/1 Monte Abu – Balaram (Gujarat)
La visita più importante che ci attende sono i cinque antichissimi templi jainisti di Dilwara, veri gioelli scolpiti nella pietra che risalgono all’XI secolo, con le parti più recenti del XVI. Da qui si continua la salita del monte arrivando coi mezzi fin sotto al punto più alto, il Guru Sikhar, il cui stesso nome (significa “Vetta del Guru”) ne sottolinea la grande sacralità: si tramanda infatti che vi sia la spontanea presenza di Dattatreya, forma iniziatica di un purissimo yogi, da molti ritenuta una manifestazione di Visnu. Chi lo desidera, con una breve passeggiata può raggiungere la panoramica vetta. Si torna quindi a valle fino ad Abu Road e si procede verso sud ovest entrando in Gujarat ed arrivando a Balaram (70 km, circa due ore) dove si alloggia e si cena presso il Balaram Palace, che è un sito storico “heritage classic hotel” (balarampalace.com). Nei pressi dell’hotel storico si visita il piccolo tempio shivaita di Balaram Mahadev, situato sul ciglio del corso d’acqua che attraversa questa bella zona collinare, con una raffigurazione particolarmente raffinata della divinità.

15°g. o 19°g. 9/1 Balaram – Patan – Modhera – Dasada
Da Balaram si continua in direzione sud ovest, la meta oggi è Dasada, un percorso di circa 156 km che richiede apprensivamente quattro ore in tutto. La prima sosta è alla cittadina fortificata di Patan (82 km), posta sul fiume Saraswati, che fu la capitale della regione dall’VIII al XIV secolo; le viuzze del centro nascondono un centinaio di templi jainisti, di cui il principale è il Panchasara Parasvanath. Il sito più importante è il Rani Ki Vav, un profondo pozzo scalinato nei pressi della cittadina, noto per la struttura architettonica e le statue perfettamente preservate, di fascino ed importanza assoluti, tanto da essere ora entrato nel Patrimonio Unesco e, cosa più prosaica, è anche stato scelto come immagine di una delle banconote indiane. Prossima tappa è Modhera (34 km da Patan), dove si trova il Tempio del Sole, dell’XI secolo, una stupenda testimonianza dell’arte classica del Gujarat. Giunti a Dasada si alloggia presso il Rann Riders by Kalafila (rannriders.com) che offre un servizio di pensione completa, ai margini del “piccolo” Rann of Kuth, dove si trova la riserva naturale più importante di tutto questo vasto deserto.

16°g. o 20°g. 10/1 Dasada
Si dedica la giornata all’esplorazione del deserto, ci si sposta con delle jeep Maruti (massimo quattro passeggeri per veicolo) arrivando fino al lembo occidentale della regione all’isola di Nanda Bet, una formazione vulcanica che si era creata sul fondo mar arabico dove affiora un gran numero di minerali diversi. La guida locale ha un’ottima conoscenza del territorio e cercherà di individuare gli animali selvatici che popolano quest’area protetta, tra cui il bellissimo ghorkhar, o asino selvatico indiano, che si muove in piccoli branchi. Nelle aree più esterne si vedono piccole comunità agricole, la cui presenza è stata facilitata dalla costruzione di un canale che porta l’acqua dal fiume Narmada, ed all’interno diverse famiglie che estraggono il sale.

17°g. o 21°g. 11/1 Dasada – Shankheshvar – Dholavira (“Isola” di Kadir Bet)
Da Dasada si procede verso nord incontrando il villaggio di Shankeshwar (25 km) dove si visita il tempio jainista dedicato al 23° Thirthankara Parshvanata, un importante luogo di pellegrinaggio per questa religione la cui edificazione origina nell’XI secolo, con bellissime decorazioni che ricamano le pareti. Si prosegue ancora verso nord arrivando a Radhanpur (47 km), e si continua verso ovest per l’ “isola” di Kadir Bet, ai margini sudorientali del grande Rann of Kutch, giungendo al sito UNESCO di Dholavira (in tutto circa sei ore di viaggio, 236 km). il sito più grande situato in India della Civiltà dell’Indo, Patrimonio UNESCO, un insediamento che prosperò dal 3500 al 1450 a.C., dove gli scavi hanno portato alla luce un’evoluta area urbana estesa su un’area di 771 per 618 metri. La presenza di un insediamento così importante sta anche ad indicare che in quel periodo storico la regione giovava di un maggior apporto di piogge. Si completa la giornata godendo del tramonto a nord del sito archeologico, osservando la vastità del Rann of Kutch con un’isola che si staglia proprio di fronte. Si alloggia e si cena presso il Flamingo Resort (flamingoresort.in).

18°g. o 22°g. 12/1 Dholavira – Bhuj
Si prosegue verso ovest attraverso le distese di sale e di acqua toccando ‘terra’ nella regione a nord di Bhuj, dove vivono diversi gruppi etnici, specializzati in produzioni artigianali e tessili. Ci si reca a vistare alcuni dei villaggi più belli, come Bhirandiara dell’etnia Meghwa, con le caratteristiche capanne rotonde ottimamente decorate, e Nirona, un paesello con diversi gruppi di persone e diverse produzioni di oggetti anche d’arte. Giunti a Bhuj si alloggia e si cena presso il Royal Orchid Hotel (royalorchidhotels.com/regenta-resort-bhuj/overview); il percorso diretto è di 130 km (circa tre ore) a cui si aggiungono le deviazioni per visitare i villaggi. La parte vecchia della cittadina di Bhuj è ancora circondata dalle mura; tra i punti di maggior interesse vi sono i due palazzi di Aina Mahal, del XVIII secolo, molto interessante da visitare, e di Prag Mahal, del XIX secolo, posti molto coreograficamente vicini l’uno all’altro. Il bazar della zona vecchia, che inizia nei pressi dei Palazzi, è molto vivo e ricco di ogni tipo di merci, perfetto anche per degli acquisti.

19°g. o 23°g. 13/1 Bhuj – Mumbai e volo di rientro
Vi sono diverse opzioni di volo per Mumbai; un buon collegamento per le connessioni di rientro è quello della Alliance Air, con partenza alle 8.40 ed arrivo alle 10.45. La gran parte dei voli di rientro partono verso sera, arrivando a destinazione la mattina successiva. Se per i voli prescelti o altro fosse utile pernottare a Mumbai, Amitaba potrà predisporre ogni servizio richiesto. Per chi lo desiderasse, Amitaba può anche organizzare una visita guidata a Mumbai e dintorni.

20°g. o 24°g.  Domenica 14 gennaio, arrivo a destinazione

RICHIESTA INFORMAZIONI

Per qualsiasi domanda e curiosità,
compila tutti i campi del form:

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

Entra nella sezione dedicata agli approfondimenti culturali:

Palazzo di Udaipur

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Jaisalmer, luci della sera
Jaisalmer, un Haveli
Haveli a Madawa
Junagarh a Bikaner
Cammelli e dune a Sam
Forte di Nagaur
Jodhpur, forte di Mehrangarh
Amritsar, Tempio d’Oro
Pellegrino riposa, Tempio d’Oro
Delhi, Jama Masjid
Bikaner, nel Palazzo
Jaisalmer, ricami nella pietra
Jaisalmer
Deserto del Thar, dune
Jodhpur, “Città blu”
Jodhpur
Jodhpur, interni di Mehrangarh
Ranakpur
Forte di Kumbhalgarh
Udaipur, il Palazzo
Una cupola di Ranakpur
Udaipur, interno del Palazzo
Udaipur, Palazzo e lago da Amet Haveli
Jaisalmer
Ranakpur

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.