India Himalaia


Stock Guru Tsechu e Matho Nagrang

I grandi festival oracolari dell’Himalaia indiano


Matho Nagrang, Oracolo in azione

Matho, danze sacre

Matho Gompa

Gli oracoli di Stock

Gompa di Stock

PARTENZA
26/02/2023
RITORNO
9/3/2023
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
12 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Il viaggio offre un coinvolgimento straordinario con la cultura dell’Himalaia: si partecipa ai festival oracolari del Ladakh, dove emerge pienamente il rapporto tra misticismo e forze dell’occulto, ingredienti apparentemente lontani, ma che nel misterioso mondo di queste remote terre si alleano per generare la potentissima spiritualità il cui fine è la liberazione dal ciclo delle rinascite. Ci si troverà così proiettati nel cuore della realtà esistenziale dei popoli himalaiani, dove il confine percettivo razionale scompare e immagini, emozioni e pensiero si fondono creando le dimensioni dei mondi sottili che animano queste culture. Il tour include la visita di un ampio numero di siti importanti e, con un pizzico di buona fortuna, anche l’incontro con un oracolo di Leh. Un’esperienza molto bella sia per chi si reca nel “Piccolo Tibet” per la prima volta che per i veterani, amanti di queste magiche terre.

Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.
  • Delhi
  • Leh
  • Shey
  • Tikse
  • Chemrey
  • Tak Tok
  • Bazgo
  • Alchi
  • Mangyu
  • Hemis Shukpachu
  • Wanla
  • Lamayuru
  • Tingmosgang
  • Rizong
  • Saspol
  • Likir
  • Leh
  • Matho Nagrang
  • Delhi

 Presentazione del viaggio


Il viaggio è affrontabile da tutti, ma bisogna tener presente e non sottovalutare che ci si reca nell’Himalaia nel periodo invernale, a 3500 metri di quota con temperature fredde. A Leh si utilizza un hotel moderno e riscaldato e, nell’escursione che si svolge fino a Lamayuru, si utilizzano locande dove viene fornito il riscaldamento nelle stanze; ma bisogna attrezzarsi per poter vivere comodamente anche all’esterno con temperature diurne che col  sole sono solitamente ben sopra lo zero, ma che in condizioni estreme possono arrivare anche a meno 10 gradi. Il clima è fortunatamente secco, quindi con un abbigliamento adatto si sta comodi, ma non si devono prendere sottogamba le condizioni. Il fatto che i ladakhi non mettano neppure i guanti in questo periodo dell’anno non significa che per noi saggio imitarli!

Conduce il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba, ottimo conoscitore della cultura locale che si è recato in queste regioni infinite volte ed ha già partecipato anche ai festival oracolari. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

I FESTIVAL ORACOLARI DEL LADAKH

Tra le molte manifestazioni di carattere religioso che si svolgono in Ladakh i festival oracolari di Stock e Matho testimoniano in modo potente e diretto il rapporto intimo tra misticismo e forze dell’occulto.
La peculiarità di questi eventi sta nel fatto che hanno come ospiti d’onore… dei demoni! Tutto inizia nel XIV secolo con l’arrivo dal Tibet di un importante Lama, Tungpa Dorje Spal Zangpo, giunto fin qui per fondare con gli auspici del re del Ladakh il monastero di Matho. Questo taumaturgo aveva nel suo seguito anche sette potenti demoni, tra di loro fratelli, che erano stati imprigionati da Guru Padmasambhava intorno all’anno 750. Lama Tungpa li aveva liberati avendo prima ottenuto dai demoni il solenne voto che fino alla fine dei tempi essi non avrebbero più nuociuto agli esseri viventi ed anzi, ove possibile, li avrebbero aiutati. Giunti in Ladakh i demoni si sistemarono in diverse località, dove risiedono ancora oggi: i primi due, chiamati Nagrang e che sono gemelli, a Matho; due, chiamati Chagzang, nel monastero di Stock; altri due, chiamati Serzang, al villaggio di Gya; l’ultimo, di nome Tsan, al villaggio di Skurbuchan.
Queste entità vengono interpellate annualmente attraverso dei medium che vanno in trance, selezionati tra le persone dei loro villaggi; solo a Matho la trance viene eseguita dai monaci.

STOCK GURU TSECHU

A Stock ogni anno una famiglia diversa ha l’incarico di occuparsi del contatto medianico; per questa delicata ed importante operazione vengono scelti due membri maschi piuttosto giovani, selezionati grazie anche al consiglio del Lama del monastero. I prescelti passano un lungo periodo di ritiro preparatorio stando reclusi in una casa appositamente costruita ai margini dell’oasi, recitando specifici mantra, brani delle antiche scritture e preghiere. Quando giunge il giorno di auspicio vengono eseguiti dei riti segreti da cui i giovani emergono in trance e, armati di spade, corrono attorno al villaggio per stanare entità negative ed influssi nefasti; partecipano quindi alle cerimonie officiate in loro onore, dove con danze rituali e riti esorcistici i monaci, grazie anche all’aiuto dei potenti demoni Chagzang, convogliano tutte le negatività in opportuni feticci. Per completare la purificazione con una solenne processione che parte dal cortile del monastero i feticci vengono eliminati in un rogo all’esterno dell’oasi. Un’accortezza: se si partecipa è meglio stare attenti all’uso della macchina fotografica, perché i Chagzang pare non gradiscano essere ritratti e può succedere che colpiscano l’indiscreto fotografo con la spada!

MATHO NAGRANG

Il Matho Nagrang viene eseguito nell’unico monastero di scuola Sakya del Ladakh. I demoni gemelli di Matho sono particolarmente venerati perché si ritiene che siano dotati dell’occhio della saggezza: fanno profezie a beneficio del benessere della società, ad esempio predirono la nascita di Bakula Rimpoce, e pregano per la pace universale. Per i ladakhi la presenza dell’occhio di saggezza è comprovata anche dal fatto che nella trance gli occhi dei monaci medium sono coperti con nove veli sovrapposti, ed essi possono vedere attraverso degli occhi dipinti sul petto e sulla schiena. I monaci di Matho prescelti per questa cerimonia possono cambiare di anno in anno; per prepararsi eseguono un ritiro in completa solitudine per 3 mesi recitando particolari mantra. La trance in cui cadono è anche spettacolare: corrono forsennatamente lungo il bordo dei tetti e si trafiggono con delle spade senza che fuoriesca del sangue! L’evento dura due giorni e l’ingresso degli oracoli si intreccia con le danze in costume che si svolgono nel cortile del monastero ed i rituali tenuti nelle sale interne, alcuni dei quali, di natura segreta, sono attesi solo dai monaci. Anche qui, come a Stock, vi è una procedura di purificazione che segue i metodi usuali di questo tipo di rappresentazioni, con il feticcio che raccoglie le negatività che viene posto in una scatola triangolare di metallo scuro posizionata al centro dello spazio delle danze; ma qui a Matho il demone del male viene trafitto con le spade dagli oracoli in trance.
Una nota peculiare: nel 2004 dopo l’esecuzione della purificazione, quando nel giorno successivo con solenne enfasi i gemelli Nagrang sono apparsi sul tetto del tempio agghindati nei loro stupendi costumi, presentandosi al popolo assiepato in attesa delle rivelazioni oracolari, hanno agghiacciato tutti decretando che si rifiutavano di dare ulteriori indicazioni perché i consigli dell’anno precedente erano stati ignorati. Che fosse il primo sciopero oracolare della storia…?

NOTA TECNICA

All’inizio di marzo in Ladakh il clima è ancora freddo, a Leh di notte in alcune occasioni si può arrivare anche a -15°C; il clima è secco e di giorno col sole si sta bene, normalmente sopra lo zero termico. È quindi importante avere un abbigliamento adeguato. Durante la permanenza in Ladakh si pernotta sempre a Leh in un comodo hotel dotato di riscaldamento e tutti gli spostamenti vendono effettuati con le jeep.

L’ALTA QUOTA DEL LADAKH

Andare nell’Himalaia indiano significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh si trova a 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore e per l’adattamento è necessario non esagerare con gli sforzi fisici nei primi giorni.
Molti hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2 o 3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso solo successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.

 Programma del viaggio


1°g.    Domenica 26 febbraio, partenza in volo per Delhi
Per raggiungere Delhi vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. All’arrivo è in attesa il nostro corrispondente e ci si trasferisce presso l’hotel Pride Plaza Hotel Aerocity, vicino all’aeroporto.

2°g.    27/2 Delhi – Leh
Il volo per Leh parte presto al mattino, con orari a partire dalle 6.30 (orari da confermare); dall’aereo di godono panorami stupendi sull’Himalaia dell’India. A Leh si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba in Ladakh; sistemazione presso l’hotel Tsokar Retreat, uno dei migliori della città, dotato di riscaldamento, la qualità più importante in questa stagione! Riposo per favorire l’adattamento alla quota: Leh è posta a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra i campi e le tipiche case dei contadini ladakhi.

3°g. 28/2 Leh: escursione a Shey, Tikse, Chemrey e Tak Tok
Si risale la valle dell’Indo verso est; si sosta per una visita a Shey, che fu anche la sede del Palazzo Reale, oggi in parte restaurato, dove il tempo rivela interessanti affreschi e una veneratissima statua del Buddha. S prosegue per il vicino monastero di Tikse, tra i più celebri e attivi del Ladakh, una delle perle della regione: ricco di templi, contiene molte importanti opere d’arte e un’impressionante statua di Yamantaka che regna nel Gonkhang. La grande statua di Maitreya posizionata nel tempio a destra dell’ingresso, di recente fattura, è diventata uno degli oggetti simbolo più famosi del Ladakh. Proseguendo, una valle laterale porta a nord a Chemrey, un Gompa dalla struttura molto vicina all’archetipo di come ci si possa immaginare un luogo di ritiro himalaiano, con le casette dei monaci incastonate nei versanti di un ripido colle sulla cui cima sorgono i templi, tanto che fu scelto per girarvi il film ‘Samsara’. Oltre Chemrey si arriva al monastero di Tak Tok, l’unico di scuola Nyingmapa del Ladakh, che contiene interessanti affreschi ed è costruito di fronte ad una grotta dove, secondo la tradizione, meditò Guru Padmasambhava. Tornati alla valle dell’Indo si rientra a Leh.

4°g. – 5°g. (1 – 2/3) Stock Guru Tsechu e visite (Palazzo di Stock e Spituk)  
Si dedicano queste due giornate agli eventi del festival che si svolge nell’oasi di Stock, situata oltre l’Indo nella parte meridionale della valle di Leh, ai piedi del maestoso Stock Kangri. Le attività si svolgono al monastero, con anche processioni nel villaggio ed un falò posto all’esterno; i tempi non sono scanditi “all’occidentale”, è necessario essere presenti per cogliere i momenti principali verificando con le persone del luogo i tempi e le fasi, che hanno sempre delle varianti annuali, man mano che si svolgono. In questi giorni si visitano il Palazzo Reale di Stock, che è l’attuale residenza del re del Ladakh – una posizione che oggi è solo carismatica – ed il monastero di Spituk. Quando si rientra a Leh, orario permettendo, si fanno delle visite nella cittadina: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, la Pagoda della Pace, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal, la parte vecchia della cittadina e il mercato.

6°g.    3/3 Leh – Bazgo – Alchi – Mangyu – Hemis Shukpachu
Si lascia Leh in direzione ovest seguendo il deflusso del grandioso fiume Indo; oltre la spettacolare confluenza con lo Zanskar si visita Bazgo, un paesino molto pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte e templi con decorazioni stupende, che contengono due impressionanti statue di Maitreya. Fu da Bazgo che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Da Bazgo si prosegue il viaggio arrivando al monastero di Alchi, fondato nell’XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contiene magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Da qui si prosegue per un tratto lungo la sponda meridionale dell’Indo per poi risalire una pittoresca valle a sud del fiume che porta allo stupendo villaggio di Mangyu, di bellezza archetipa, dove nei piccoli Gompa ed in alcuni Stupa si trovano reperti artistici di finezza insospettabile che originano dall’XI secolo: ci si chiede come mani così raffinate potettero giungere in una delle valli più remote al mondo! Tornati al fiume si può provare l’ebbrezza di attraversarlo su un (sicurissimo) ponte sospeso mentre i veicoli fanno il giro della vallata arrivando dopo qualche chilometro di strada allo stesso punto. Si risale quindi una valle laterale a nord del fiume arrivando al bel villaggio di Hemis Shukpachu, dove si alloggia in una caratteristica locanda.

7°g.    4/3 Hemis Shukpachu – Wanla – Lamayuru – Tingmosgang
Si torna alle rive del fiume Indo; lo si segue per un tratto verso ovest e quindi la strada risale una spettacolare gola a sud; la si lascia con una deviazione che porta all’oasi di Wanla, che preserva un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente alla tradizione dei Drigung, restaurato da un gruppo di svizzeri, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo. Tornati sulla strada principale ci si inerpica tra le incredibili erosioni terrose della “valle della luna”; secondo la tradizione queste peculiari forme indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui questa zona è considerata dai ladakhi una ‘terra pura’. Qui si trova Lamayuru, uno dei monasteri più pittoreschi dell’himalaia, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da policrome montagne desertiche. Si visitano il monastero e l’oasi  e si torna quindi verso valle fino al fiume Indo; lo si risale per un tratto verso est imboccando poi una valle laterale arrivando al villaggio di Tingmosgang, dove si alloggia in una tipica locanda ladakha. A breve distanza dal villaggio si trova il monastero di Tserkamo, che si visita oggi o domattina.

8°g.    5/3 Tingmosgang – Rizong – Saspol – Likir – Leh
Lasciata Tingmosgang si prosegue lungo l’Indo e lo si lascia con una deviazione verso nord incontrando un interessante convento femminile e poco oltre il monastero di Rizong, ritenuto tra i più ascetici del Ladakh, che sembra quasi sospeso alla chiusura di una stretta valle. Prossima tappa, le grotte di Saspol: custodiscono sorprendenti affreschi in un luogo che fu casa di santi eremiti. Oltrepassata la confluenza tra Indo e fiume Zanskar una breve deviazione porta al monastero di Likir, di tradizione Ghelupa e il cui abate è un fratello di S.S. il XIV Dalai Lama, con un’imponente statua di Maitreya che sovrasta il bel complesso; vi risiedono circa 150 monaci. Giunti a Leh si alloggia presso il medesimo hotel.

9°g. – 10°g. (6 – 7/3) Matho Nagrang e visite (Stakna e Hemis)
Il monastero di Matho è posizionato nell’omonima oasi lungo il versante meridionale dell’Indo ad est di Leh; si dedicano queste giornate a seguire l’evento, che qui è un poco più ‘strutturato’ che a Stock. In questi due giorni nei momenti più opportuni ci si reca anche a visitare il vicino monasteri di Stakna, che si staglia su di un panoramico colle morenico sopra il fiume Indo e rivela sale e interni interessanti, incluso l’appartamento dell’abate che solitamente si può visitare, e Hemis. Quest’ultimo, posizionato ad est di Matho, è il principale di scuola Drukpakagyu del Ladakh; è un’importante meta di pellegrinaggi e ospita una ricca collezione di tanka, statue d’oro e stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose.

11°g.    8/3 Leh – Delhi e volo di rientro
Verso le 8:15 del mattino (orario da confermare) volo per Delhi, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

12°g.    Giovedì 9 marzo, arrivo a destinazione

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 1850 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), i trasporti, la pensione completa in Ladakh, le escursioni indicate nel programma, la presenza dell’accompagnatrice italiana e delle guide locali

La quota non comprende: i voli (internazionali e per Leh), il visto indiano, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 100 con 4 o 5 partecipanti, € 150 con 3 partecipanti; € 350 per la singola.

Visti e documenti: il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo in India.

Riferimento valutario: il costo del viaggio è formulato con il cambio euro – rupia del 21/11/2022 (Banca d’Italia):  € 1 = Rs 83.7375, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

RICHIESTA INFORMAZIONI

Per qualsiasi domanda e curiosità,
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     DOCUMENTI DI VIAGGIO

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    Donne Dha Hanu a Matho
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    Oracolo a Stock
    Tikse d’inverno
    Tempio di Bazgo
    Donna Ladakha
    Stupa ad Alchi
    Tempio a Mangyu
    Dipinti a Wanla
    Grotte di Saspol

    L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

    Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.