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India Himalaia


Mentok (6281 mt) e Shara Shuwa, trek ai confini del cielo

Esplorazione del Ladakh con Nubra, Pangong e Rupshu


Mentok II, 6250 mt

Mentok I visto dal Mentok II

Giovani ladakhi

Rupshu, Tso Kyagar

Sara Shuwa, visuale verso i Mentok

PARTENZA
2/9/2024
RITORNO
19/9/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
18 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


La regione dei laghi dell’Himalaia indiano forma il lembo occidentale dell’altopiano tibetano del Ciangtang, un territorio considerato da molti tra i più belli in assoluto al mondo che, oltre all’incredibile magia della natura, offre l’incontro con popolazioni cordiali e sorridenti, sia nomadi che stanziali, che adottano la pacifica filosofia buddista. Il viaggio parte dall’alta valle dell’Indo in Ladakh e porta a Nubra nel Karakorum e da qui giunge sull’altopiano al lago di Pangong, proseguendo con un arco esplorativo che porta fino a sud dell’Indo nel Rupshu a Korzok. Qui si stagliano monti altissimi, ma relativamente accessibili ed adatti ad una salita anche per chi abbia una contenuta esperienza delle alte quote; proprio ai margini del vasto lago turchese di Tso Moriri, si erge la formidabile barriera formata dalla catena dei Mentok, una serie di vette che forma una splendida cresta ondulata che si staglia ai confini del cielo, oltre i 6000 metri. È lì anche per noi, e ci sta aspettando!

Segui il fiume e arriverai al mare.

 Presentazione del viaggio


Giunti in volo a Leh, la capitale del Ladakh, si dedicano due giorni alle visite e quindi ci si reca a Nubra alle falde del Karakorum fino al confine con le valli pakistane, per poi risalire il fiume Shyok arrivando così al prezioso lago di Pangong senza dover rientrare sull’Indo e, da qui, si attraversano le regioni di alta quota che portano verso sud direttamente in Rupshu. Al di là delle meraviglie paesaggistiche che l’itinerario ci regala, si avvicinano in modo bello ed intenso la cultura e la storia di questi inimmaginabili territori del mondo. Arrivati tra gli alti laghi del Rupshu, oltre Tso Kyagar si giunge a Tso Moriri dove, dopo una bella esplorazione nei dintorni di Korzok, si sale a piedi verso gli alti monti che cingono i margini occidentali del lago. Per questa parte si utilizza una ben addestrata squadra locale di Amitaba, con cavalli cuoco ed assistenti per l’allestimento dei campi (se ne prevedono sei in tutto) tutti posizionati ai piedi del grande anfiteatro formato dai monti della catena del Mentok. Accompagnati anche da un’esperta guida himalaiana (solitamente nepalese) l’obbiettivo è di salire per primo lo Sara Shuwa, che arriva a sfiorare i 6000 metri, per poi cimentarsi con i Mentok I e II, rispettivamente di 6281 e 6250 mt. Tutte le cime sono dislocate lungo una magica, ampia cresta che sembra sovrastare il pianeta Terra ai confini col cielo, offrendo una visuale d’inestimabile meraviglia. Le salite non sono ‘tecniche’, ma richiedono di saper usare i ramponi correttamente.

Il viaggio è condotto da Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba,  che raggiunge i partecipanti la sera del 4/9 a Leh (arrivando con il percorso Nuove rotte himalaiane) ed a seguire lascia il gruppo il 17/9 per proseguire a piedi per lo Zanskar (chi lo desidera, è il benvenuto a seguirlo!). Segue il gruppo anche una guida locale che parla la lingua inglese e, per la parte alpinistica, una guida himalaiana specializzata. Alessandro viaggia in queste regioni dal 1980 ed ha percorso in lungo e in largo tutti questi territori, con anche tante traversate a piedi, sviluppando nel tempo anche un’approfondita conoscenza dei mondi culturali che si incontrano. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

NOTA TECNICA

Per la salita alle vette del Rupshu si prevedono in tutto sei campi consecutivi, che vengono ben attrezzati con tende da montagna con le due absidi laterali (tipo le classiche Salewa) utilizzate da una sola persona, vengono forniti i materassini e si ha una tenda comune; segue il gruppo un cuoco professionista. Il campo viene allestito dagli assistenti, ma spesso i partecipanti aiutano montando la propria tenda, ma non è un obbligo … Il bagaglio personale è trasportato con i cavalli.
La regione è solitamente secca, ma può comunque piovere o nevicare, anche perché i monti elevatissimi  possono sempre formare fenomeni di condensa. Quindi serve essere adeguatamente attrezzati, come è usuale per tutti i percorsi himalaiani in quota. Nei campi si prevedono temperature minime che di notte vanno facilmente sotto lo zero, ed è quindi necessario avere un proprio sacco a pelo caldo con gradiente termico minimo di almeno -10°C. (tenendo conto che questo valore è sempre dichiarato in modo ottimistico dai produttori). Servono ramponi e scarpe adatte, e l’usuale attrezzatura che si usa nei trekking himalaiani – siamo a disposizione per ogni necessario chiarimento che fosse utile.
Gli spostamenti vengono effettuati con veicoli privati. A Leh si alloggia in un comodo hotel – si ricorda che il massimo standard disponibile in Ladakh è equivalente a quello di un nostro alberghetto di montagna, ma la pulizia è sufficiente, si dispone di stanze con bagno e acqua calda e l’hotel ha un generatore di corrente nel caso (…spesso) “salti” la luce. Fuori da Leh si alloggia in piccoli alberghetti; queste sistemazioni richiedono un minimo di spirito di adattamento, si immagini una condizione simile a quella che da noi può offrire un rifugio alpino. Alcuni sono decisamente carini, arredati in tipico stile ladakho, e donano la piacevole sensazione di alloggiare con le famiglie locali.

L’ALTA QUOTA DELL’HIMALAIA INDIANO

Andare nell’Himalaia indiano significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a quasi 3500 metri. Per l’adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare nello sforzo fisico i primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze. La meta più elevata del viaggio è la vetta del Mentok I che è alta 6281 mt; tra la valle dell’Indo e Nubra si sosta sopra i 3000 mt per 5 notti prima di arrivare a Pangong, dove si sosta a 4240 mt. A seguire si hanno poi due notti a Korzok che è a 4522 mt, da dove si raggiunge il campo per lo Sara Shuwa, attorno ai 5000, mentre, dopo ancora, la base dei Mentok può essere o a 5500 o a 5850.
Per l’alta quota molti hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2 o 3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso non preventivo, successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico. Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 Programma del viaggio


1°g. Lunedì 2 settembre, partenza in volo per Delhi
Per raggiungere Delhi in India vi sono diverse possibilità di scelta per i voli ed Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori; la maggior parte dei collegamenti giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. All’arrivo ci si trasferisce alle partenze nazionali nello stesso aeroporto. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo od altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto, prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto.

2°g. 3/9 Delhi – Leh
Il volo per Leh parte di prima mattina (orari da verificare); dall’aereo si godono panorami stupendi sull’Himalaia dell’India. A Leh si viene ricevuti dalla guida locale di Amitaba che parla la lingua inglese; sistemazione in uno dei migliori hotel della città (l’Ashoka Ladakh o simile) e riposo per favorire l’adattamento alla quota; Leh è posta a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra i campi e le tipiche case dei contadini ladakhi.

3°g. 4/9 Leh, escursione a Shey, Tikse, Stakna e Matho
L’escursione inizia con una prima visita a Shey, situato a breve distanza ad est di Leh, un sito storicamente importante perché fu anche la sede del palazzo reale e dove nel tempio si ammirano antichi dipinti. Si continua con Tikse, tra i più celebri e attivi monasteri del Ladakh, una delle perle della regione: ricco di templi, contiene molte importanti opere d’arte ed un’impressionante raffigurazione di Yamantaka che regna nel Gonkhang. La grande statua di Maitreya posizionata nel tempio a destra dell’ingresso, di recente fattura, è diventata uno degli oggetti simbolo più famosi del Ladakh. Proseguendo lungo la valle dell’Indo, si attraversa il fiume Indo poco lontano da Tikse su di uno stretto ponte arrivando al monastero di Stakna, che si staglia su di un panoramico colle morenico sopra il fiume e rivela sale ed interni interessanti, incluso l’appartamento dell’abate, che solitamente si può visitare. Da qui ci si reca alla vicina oasi di Matho, sede di un affascinante sito di scuola Sakya, reso celebre anche dal peculiare festival invernale che è presenziato da… degli oracoli; e in effetti è un luogo che dà a molti la sensazione di essere intriso di energia esoterica, in special modo nello scuro Gonkhang degli oracoli, col pavimento coperto di tsampa e pervaso dall’odore di chang. Da qui si rientra a Leh. Nel pomeriggio giungono in hotel il capogruppo italiano ed i partecipanti giunti fin qui con il programma Nuove rotte himalaiane; da ora si segue con loro il percorso fino a Tso Moriri, da dove inizia la salita alle vette del Rupshu.

4°g. 5/9 Leh
Mattinata libera. Nel pomeriggio visita del Palazzo Reale con i templi adiacenti e del panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal.

5°g. 6/9 Leh – Kardong La (5354 mt) – Diskit (Nubra – 3100 mt c.a.) – NUBRA
L’escursione alla valle di Nubra inizia con la salita al passo del Kardung ( sulle guide è spesso indicato a 5602 mt, in realtà sembra essere di 5354 – sempre altissimo!) posto a nord della città, che offre una visuale vastissima sulle infinite catene di monti che si estendono lungo il fiume Indo. La discesa si apre sulla valle del fiume Shyok, dove si ridiscende fino a circa 3100 mt, e conduce ad una vasta piana formata dalla confluenza tra questo ed il fiume Nubra, che scorre da nord alimentato dai giganteschi ghiacciai del Karakorum. Giunti a Diskit si visitano il villaggio ed il monastero abbarbicato alle rocce, che offre una splendida panoramica sulla valle. Si alloggia presso l’hotel locale Mystic Earthomes o simile.

6°g. 7/9 Nubra: Turtuk e Hunder
Da Diskit si prosegue lungo il fiume verso ovest, seguendo la vallata fino al villaggio di Turtuk, un tragitto di circa 85 km che richiede approssimativamente 2 ore e mezza. I panorami sono molto belli, si incontrano persone dell’etnia Baltì e si vedono piccole moschee. Rientrati nella valle di Nubra si sosta al minuto monastero di Hunder, situato ai piedi di una stretta gola, un luogo di ritiro dove vivono pochi ospitali monaci; nell’oasi rigogliosa si trovano anche dei bellissimi chorten. Nei pressi vi sono delle splendide dune di sabbia bianca, un luogo indimenticabile. Si rientra quindi in hotel.

7°g. 8/9 Nubra – Tangtse – Shachukul – Lago di Pangong (4240 mt) – PANGONG
Si lascia la valle di Nubra in direzione sud est risalendo il flusso del fiume Shyok. Raggiunto il villaggetto di Skyok si lascia il corso del fiume entrando nei monti a sud arrivando al villaggio di Tangtse (a circa 130 km da Nubra), il principale della regione, con le rovine di un vecchio castello ed un tempio recentemente ricostruito. [NB: se la strada lungo lo Shyok avesse dei problemi di transito per arrivare a Tangtse si può valicare il passo di Wari (5312 mt) che si affaccia sulla valle dell’Indo ad est di Leh e quindi risalire il passo di Chang arrivando così comunque a Tangtse – è un percorso più lungo (circa 190 km), allietato però da panorami bellissimi]. Da qui si risale per un tratto il fiume e quindi si imbocca una valle a sud (circa 10 km) arrivando al villaggio ed al monastero di Shachukul, di scuola Drigung Kagyu. Nel vecchio Gompa si ammirano alcune interessanti statue e, nel Lhakhang, affreschi nuovi ma di ottima fattura che ritraggono, tra i vari soggetti, il lignaggio da cui origina la scuola. Rientrati a Tangtse si prosegue per il lago di Pangong risalendo una valle verso est, attraverso un ambiente con forti colorazioni dove deserto e pasture si intersecano tra monti sulle cui cime si vedono alcuni ghiacciai; si arriva presto in vista delle acque incredibilmente turchesi del mitico lago. Una vastità azzurra, l’aria incredibilmente pura, tra monti altissimi, oltre ogni nostra capacità descrittiva, che ispirò alcuni passaggi stupendi dell’interessante libro “La via delle nuvole bianche” di A. Govinda. Le sue acque nella parte orientale arrivano nel Tibet a dominio cinese, nei pressi della terza capitale dell’antico regno di Gughe, Rutok. Si alloggia presso il Mystic Pangong Resort o simile.

8°g. 9/9 Pangong – Chusul – Thato La (4936 mt) – Mirpal Tso – Kaksang La (5440) – Hor La allo Yaya Tso (5328 mt) – Mahe (4120 mt) – Tso Kyagar – Tso Moriri, Korzok (4522 mt) – RUPSHU
Si prosegue lungo la riva meridionale del lago per un tratto per poi attraversare le magnifiche montagne che si ergono a sud formando la grande barriera che si affaccia lungo il fiume Indo. Superata la località di Chusul si sale verso il passo del Thato che si apre sul bacino del lago di Mirpal e, restando sempre in alta quota, si arriva al passo di Kaksang la cui altezza indicata in loco è di 17.851 piedi, ma è da verificare e, oltre l’area di Chumathang, si supera il colle di Hor, che si affaccia sul lago turchese di Yaya, scendendo da qui al villaggio di Mahe, situato sulle rive dell’Indo (circa 120 km da Pangong) – un percorso di bellezza inimmaginabile. Qui si trova  il convento femminile di Kotsa, di scuola Drukpakagyu, dove si sosta per un’interessante visita. Si segue quindi il corso del grande fiume per un breve tratto lasciandolo per arrampicarsi a sud ovest verso l’altopiano del Rupshu, scoprendo anche qui laghi turchesi che sembrano dipinti dal cielo! Il lago di Tso Kyagar è il primo capolavoro di questa natura incontaminata, siamo nel territorio dei nomadi tibetani, gente che sopravvive a condizioni climatiche impensabili. In diversi punti si potranno incontrare i loro campi e le greggi di yak, e molti animali selvaggi come il kyang (il cavallo tibetano), miriadi di marmotte, raramente i lupi e spesso le aquile. Si raggiunge Korzok, sulle sponde del lago Tso Moriri, posto a 4522 mt di quota, il gioiello turchese del Rupshu che si estende per 30 chilometri. Al tramonto le cime innevate che circondano il lago e a sud sfiorano i 7000 mt appaiono colorate di rosa. A Korzok, dove si trova anche un bel monastero, si alloggia presso il Lake View Hotel o simile.

9°g. 10/9 Tso Moriri
Si dedica la giornata all’esplorazione della zona, con una magnifica passeggiata lungo le rive del lago, e si visitano il monastero ed il piccolo villaggio; nella valle alle spalle dell’abitato spesso si accampano i nomadi con i loro grandi greggi di yak. Sono molto speciali i tramonti dal colle che sovrasta Korzok.

10°g. – 15°g. (11 – 16/9) Salita alle vette del Rupshu: Sara Shuwa (5980 mt), Mentok II (6250 mt), Mentok I (6281 mt)
Il piano esplorativo e di salita, salvo varianti decise dal capogruppo in loco per motivi atmosferici e tecnici, prevede di raggiungere nella prima giornata la base dello Sara Shuwa, situato nella località di Lungmar a circa 5000 metri di quota. L’avvicinamento è tranquillo e impegna per circa quattro ore. La seconda giornata è dedicata alla salita del monte, che ha una quota da noi rilevata di 5980 mt – sulle carte spesso è indicato con 6290 mt. Si parte prestissimo affrontando un dislivello di circa 1000 metri principalmente su terreno con sfasciumi e privo di neve, che non richiede dotazioni di sicurezza particolari; il tempo medio stimato tra salita e discesa è di circa sei ore o più. Nella terza giornata ci si sposta alla base dei Mentok I e II. Qui ci sono due opzioni per la sosta, il campo 2, che è situato a circa 5500 mt circa di quota, che si raggiunge con circa sei ore di cammino; oppure il campo 3 a 5850 mt circa, dove si arriva in meno di due ulteriori ore. Le giornate del 15 e 16/9 sono per la salita ai Mentok. Il percorso emerge in cresta vicino alla vetta del Mentok II, la cui altezza da noi rilevata è di 6250 mt – sulle carte spesso è indicato a 6120 mt. In funzione delle condizioni, solitamente è necessaria l’assicurazione per la parte finale, che però non è tecnica, necessita di attenzione e capacità di progressione utilizzando i ramponi. Il progetto è di salire subito questa vetta, che è a brevissima distanza del punto di uscita, e quindi da qui proseguire fino alla vetta principale seguendo la cresta, un tragitto senza pericoli di esposizione che richiede al massimo due ore, si perde solo qualche decina di metri di quota. L’altezza del Mentok I da noi rilevata è di 6281 mt – sulle carte è spesso indicata con 6270 mt. Nell’ultima giornata si scende al villaggio di Korkok, sul lago Tso Moriri. In questa parte si utilizzano dei cavalli per i trasporti dei materiali e si ha a disposizione un cuoco professionista per i campi. Per la salita ci si avvale anche della collaborazione di una guida himalaiana esperta, solitamente nepalese.

16°g. 17/9 Tso Moriri – Leh
Il percorso di rientro verso Leh segue nella parte inziale la strada che si era utilizzata per giungere fin qui. Arrivati al fiume Indo se ne seguono le spettacolari gole, con tratti molto pittoreschi tra ripide formazioni granitiche, che, dopo un lungo tratto, si aprono sull’ampia valle che porta fino a Leh. La tappa (211 km) richiede circa sette ore di guida; si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Se non si parte tardi, vi sarà il tempo per un giro tra i carinissimi mercatini di Leh.

17°g. 18/9 Leh – Delhi
Il volo per Delhi parte al mattino presto (orari da verificare), all’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

18°g. Giovedì 19 settembre, arrivo a destinazione

Nota: chi ne ha la possibilità, può portare indumenti caldi e invernali o cancelleria per la scuola da regalare. Questi materiali verranno raccolti dai nostri collaboratori per essere distribuiti a chi ne ha più bisogno, solitamente alla fine del viaggio: così si possono lasciare anche cose usate che non si desidera riportare a casa.

 

COSTO VIAGGIO:

€ 2750 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

Programma di trekking per lo Zanskar e l’Himachal: sconto di € 800 sul prezzo
(Vengono dedotti € 800 dal costo di questo programma in quanto non vengono fruiti i servizi della parte iniziale)

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), i trasporti ad esclusone dei voli, la pensione completa tranne che a Delhi, le escursioni e gli ingressi ai siti indicati nel programma, la presenza della guida italiana (dal 5 al 16/9) e delle guide locali, l’attrezzatura da campo (con tenda singola), il trasporto del bagaglio personale, i materiali necessari per le salite alpinistiche ad esclusione di scarponi e ramponi.

La quota non comprende: i voli, il visto indiano, il supplemento per la camera singola negli hotel (la tenda singola è inclusa), le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 200 con solo 4 partecipanti, € 300 con 2; € 380 per la stanza singola.

Visto e documenti: il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo in India.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – rupia del 27/10/2023 (Banca d’Italia): € 1 = INR 87,751, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

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 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

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Korzok Gompa

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Vetta del Mentok I, 6281 mt
Traccia di salita al Mentok II
Mentok II, 6250 mt
Mentok I visto dal Mentok II
Giovani ladakhi
Rupshu, Tso Kyagar
Sara Shuwa, visuale verso i Mentok
Maitreya, Tikse Gompa
Pangong
Tso Moriri dallo Sara Shuwa
Valle di salita allo Sara Shuwa
Discesa dallo Sara Shuwa
Tso Moriri dalla cresta dei Mentok
Cresta dal Mentok II al Mentok I
Arrivando in vetta al Mentok I
Discesa dal Mentok I

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.