Skip to main content

India


Kumbhamela a Prayagraj

Grande incontro con l’induismo e le città sante


Bara Imambara, Lucknow

Pellegrini in arrivo

Abluzione al Sangama

Ingresso di un campo

Bodhgaya, Mahabodi

PARTENZA
30/1/2025
RITORNO
11/2/2025
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
17/2/2025
2a ESTENSIONE
22/2/2025
DURATA
13 o 19 o 24
PARTECIPANTI
massimo 14
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Si arriva al Kumbhamela transitando da Lucknow e vi si trascorrono quattro notti nel periodo di più forte aggregazione di questo colossale raduno mistico, si è presenti durante una delle due più importanti abluzioni, il Basant Panchami. Si prosegue per la città santa di Varanasi, Sarnath e Bodhgaya, epicentro del mondo buddista, luoghi di elevatissima importanza spirituale, continuando a seguire la potente onda mistica che si avrà così fortemente avvicinato. Oltre Nalanda e Rajghir vi è la possibilità di seguire un’estensione che porta ai siti legati alla vita e storia del Budda: Vaishali, Kushinagar, Lumbini e Shravasti. Rientrati a Lucknow si può completare con un’estensione a Goa sull’Oceano Indiano.

Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.
  • Dehli
  • Lucknow
  • Prayagraj
  • Varanasi
  • Sarnath
  • Bodhgaya
  • Nalanda
  • Rajghir
  • Patna
  • Delhi
  • Vaishali
  • Kushinagar
  • Lumbini (Nepal)
  • Shravasti (India)
  • Lucknow
  • Goa

 Presentazione del viaggio


Si arriva al Kumbhamela transitando da Lucknow e vi si trascorrono quattro notti nel periodo di più forte aggregazione di questo colossale raduno mistico, si è presenti durante una delle due più importanti abluzioni, il Basant Panchami. Si prosegue per la città santa di Varanasi, Sarnath e Bodhgaya, epicentro del mondo buddista, luoghi di elevatissima importanza spirituale, continuando a seguire la potente onda mistica che si avrà così fortemente avvicinato. Oltre Nalanda e Rajghir vi è la possibilità di seguire un’estensione che porta ai siti legati alla vita e storia del Budda: Vaishali, Kushinagar, Lumbini e Shravasti. Rientrati a Lucknow si può completare con un’estensione a Goa sull’Oceano Indiano.

Il Kumbhamela è un evento epico dove molti appassionati della cultura indiana e dei grandi accadimenti del mondo ha desiderio di partecipare, almeno una volta nella vita. Amitaba segue questa grande saga in ciascuna sua ricorrenza ed in tutti i luoghi dove si sono tenuti i raduni dal 2001; per l’appuntamento del 2025 siamo pronti e ben preparati, per condividere anche questa volta uno dei momenti più vasti ed intensi che la cultura dell’uomo sia riuscita a creare.
Il colossale Kumbhamela di Prayagraj avviene ogni dodici anni. Questa edizione inizia il 13 gennaio con l’abluzione del Paush Purnima e si conclude con Shivaratri il 26 di febbraio; per l’intero periodo quotidianamente stuoli di pellegrini s’immergono nelle acque sacre, ma le due date più importanti sono il 29 gennaio, quando avviene l’abluzione del Magh Amavasya, ed il 3 febbraio, con l’abluzione del Basant Panchami. L’apice di partecipazione avviene così tra il 28 gennaio ed il 4 di febbraio.
Questo programma prevede di essere presenti per l’abluzione del 3 febbraio trascorrendo in tutto quattro notti al Kumbhamela. Al termine ci si reca alle città sante di Varanasi e Bodhgaya, arrivando fino a Nalanda e Rajghir e rientrando in volo da Patna.

E’ prevista un’estensione che porta ai siti della vita del Budda, che offre anche la possibilità di completare il tour a Goa sull’Oceano Indiano, un percorso condotto tutto da Alessandro Zuzic, la guida per il Kumbhamela, il quale si reca in loco partendo dall’Italia il 19/1 col programma Kumbhamela e meraviglie gangetiche.

LA GUIDA DEL VIAGGIO

Il viaggio è stato preparato e viene condotto da Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba e veterano dell’India, che si avvale anche della collaborazione di guide locali. Alessandro si è innamorato del Kumbhamela nel 2001 restando per un mese e mezzo al Mahakumbhamela dell’allora Allahabad, oggi Prayagraj realizzandovi anche un documentario. A seguire ha voluto approfondire ulteriormente l’esperienza di questo indescrivibile fenomeno umano partecipando a Prayagraj all’Ardhmela del 2007 ed al Kumbhamela del 2013, oltre ai grandi Mela di Nasik, Ujjain, Haridwar e Masimahan di Kumbakonam.
Chi non segue l’estensione per il Basant Panchami viene accompagnato da una nostra guida locale dal campo del Kumbhamela a Varanasi ed all’aeroporto.

KUMBHAMELA: INFORMAZIONI CULTURALI E GENERALI

In merito al Kumbhamela ed ai suoi contenuti vi è un mondo intero da scoprire; sul sito di Amitaba è stato raccolto un insieme completo di informazioni che possono fornire una comprensione introduttiva e sono stati inseriti anche dei reportage su alcuni degli eventi passati. Consigliamo di consultare inizialmente la pagina Kumbhamela nella sezione “India” di “Paesi e Tradizioni” del sito; poi nella parte Cultura vi sono altre otto pagine con maggiori approfondimenti e resoconti. Nella sezione “Racconti ed esperienze” tra i reportage trovate della documentazione sul Mahakumbhamela di Prayaga e sul raduno di Haridwar.

NOTA TECNICA

Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a fine gennaio ed inizio febbraio è secco, ma a volte alla sera e nelle prime ore del mattino può essere freddo, mentre durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi, specialmente se ci si reca in riva al fiume all’alba, quando può essere piuttosto freddo ed umido; è anche opportuno portare una pila frontale. Nel corso del viaggio il pranzo a volte sarà al sacco per poter rendere più fruibile ed agevole il programma senza costrizioni di tappa e di tempi. Gli hotel sono tutti di qualità, l’unico un poco rudimentale è a Chitrakoot, e per i trasporti si utilizzano veicoli privati di recente immatricolazione.
Al Kumbhamela si alloggia in un campo fisso specificamente attrezzato per i visitatori occidentali: recintato e custodito, con tende arredate dove si sta comodamente in piedi dotate luce elettrica, letti con lenzuola, coperte e servizi igienici, dove si consumano anche tutti i pasti in condizioni igieniche e di pulizia; le tende sono anche dotate di una stufetta elettrica, ma non sono “riscaldate”, e i letti sono comodi e caldi. Il campo è posizionato per poter raggiungere in tempi ragionevoli (qui si può andare unicamente a piedi) l’area del Sangam (il mitico Triveni), dove sorgono gli immensi campi dei mistici e dei pellegrini; si tenga conto che partecipare implica il camminare per dei chilometri ogni giorno, le dimensioni del tutto sono ciclopiche. Si tenga anche presente che si richiede un elevato grado di adattabilità e capacità di immersione in una realtà ambientale e culturale totalmente diversa dalla nostra dimensione abituale; sicuramente avere un campo ben attrezzato e comodo, una piccola “isola” dove approdare per la notte ed i pasti, rende il tutto affrontabile da ogni persona che desideri conoscere l’anima più forte della tradizione induista.

PARTECIPARE AL KUMBHAMELA

Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma. Questo per facilitare il raggiungimento degli obiettivi spirituali di liberazione che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per tutti i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. Prayagraj, dove il sacro Gange, lo Yamuna e il mitico Saraswati confluiscono, è il punto dove al momento propizio, determinato da attente determinazioni astrologiche, il nettare dell’immortalità che qui cadde durante la mitica saga di dei e demoni che se ne contesero il possesso, genera un’apertura sottile verso i regni celesti: in quel mentre un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutte le negatività del passato.

Per questa ricorrenza così d’auspicio genti da tutte le parti dell’India confluiscono nella città santa di Prayagraj, fino a tempi recenti conosciuta come “Allahabad”, che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo) e del Ramayana, recitazioni dei Veda, canti, con la presenza di maghi, fachiri ed anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore della ricorrenza è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando ed in meditazione, alcuni fumando hashish, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni.

Nel Kumbhamela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che, grazie ad una esperta e testata organizzazione, riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente.

Partecipare a questo incredibile evento è un’opportunità eccezionale per immergersi nella realtà più vitale dell’antica cultura dell’India, toccandone le vette del più sottile misticismo, la potenza di aggregazione rituale ed il coloratissimo e diversificato folclore. E’ un’esperienza che richiede di amare l’India accettandone anche le contraddizioni e le difficoltà; per un occidentale può essere gravoso diventare una goccia in un fiume di persone, circondato a volte da un frastuono inverosimile e muovendosi nell’assoluto caos. Ma questo, per chi conosce bene l’India, è un invito…

 Programma del viaggio


1°g. Giovedì 30 gennaio, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi, capitale dell’India, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza.

2°g. 31/1 Delhi – Lucknow
Giunti a Delhi e completate le formalità di ingresso in India nel corso della mattina si prosegue con il volo interno per Lucknow. All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente indiano di Amitaba. Ci si trasferisce presso l’hotel Clarks Avadh. per un poco di riposo ed il pranzo. Nel pomeriggio, accompagnati da una guida locale, ci si reca a visitare il sito di maggior interesse della città: il complesso di Bara Imambara, edificato nel 1784, dove la sala principale a volta, costruita senza pilastri di supporto, è tra le più ampie che si conoscano realizzate con mezzi tradizionali; la grande moschea e la parte chiamata “il labirinto” completano questo unico insieme.

3°g. 1/2 Lucknow – Prayagraj, arrivo al Kumbhamela
Prayagraj dista circa 200 km a sud est, un percorso che richiede normalmente cinque ore, ma che potrebbe richiedere molto più tempo per via della congestione che è possibile incontrare per raggiungere il campo dove si alloggia. Ci si accomoda nelle comode tende, dotate di letti, luce e servizi, la nostra “casa” qui al grande Kumbhamela, dove è in attesa dei partecipanti la guida italiana. In funzione dell’orario di arrivo si valuterà in loco come completare la giornata.

4°g. – 6°g. (2/2 – 4/2) Kumbhamela, con il Basant Panchami
Non vi può essere un programma prefissato per le giornate, è necessario valutare le migliori opportunità mentre si è nel luogo. Le esplorazioni si effettuano a piedi: passeggiare in questo contesto offre ovunque si sia una grandiosa opportunità di vivere a contatto con l’India più vera e intensa, immersi in un mistico e sereno caos, contornati da personaggi dall’aspetto archetipo tra miriadi di situazioni interessanti. Durante la colossale abluzione del del Basant Panchami (3/2) può essere molto difficile arrivare al Triveni del Sangam, il punto dove si immergono i Sadhu, per via della massa infinita di persone ed anche per i divieti di percorrenza, che non si conoscono fino a pochi giorni prima, adottati in tutti i Kumbhamela dalle autorità onde evitare degli accavallamenti nel flusso delle persone. Per avvicinare i momenti rituali sulle rive di Gange, Yamuna ed alla loro confluenza al Triveni non è però necessario attendere i giorni di grande auspicio, perché ogni mattina già da prima dell’alba moltitudini (… milioni …) di pellegrini si recano alle acque sacre per abluzioni e pratiche rituali, continuando con intensità diversa per tutto il giorno. A parte questi momenti anche spettacolari di natura collettiva la permanenza nell’area del Sangam, la sacra confluenza, darà l’opportunità di avvicinare un ampio spettro delle diverse realtà e contenuti di questo incredibile e vasto raduno. Si potrà spaziare dai colorati, pittoreschi, vari e strabilianti contorni ambientali che coinvolgono la vita di milioni di pellegrini agli eventi culturali e rituali, piccoli o grandi come le offerte vediche eseguite con 108 fuochi, visitare i campi dove risiedono i più importanti Maestri spirituali dell’India e gli ordini monastici, compresi i mitici Akhara dei Naga. Si cercherà di organizzare anche degli incontri con alcuni di loro e con persone di riferimento culturale. Si possono effettuare anche alcune visite, come ai templi nel forte moghul che si affaccia ai bordi del Sangam ed andare in barca alla confluenza, unendosi alle centinaia di piccole imbarcazioni stracolme di pellegrini.

7°g. 5/2 Prayagraj – Varanasi
Si parte alla volta di Varanasi, che dista 120 km, un tragitto che normalmente richiede circa tre ore, ma in uscita dal Kumbhamela non è possibile pronosticarne precisamente la durata. Giunti in città si alloggia e si cena presso l’hotel Taj. Ci si tuffa subito nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente ed i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini ed altissime cataste di legna polverosa ci sono le pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo sito, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, ed al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno splendido rito condotto dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

8°g. 6/2 Varanasi ed escursione a Sarnath
Ci si reca a Sarnath, ubicata a pochi chilometri dalla città, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Budda e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) ed il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Ci si reca a visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti ed ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa, un tempio dedicato a Tara ed una grande statua di Maitreya. Si rientra quindi in città, dove si torna nella parte vecchia e sui ghat, potendo ammirare ancora una volta, se lo si desidera, il rito dell’aarati

9°g. 7/2 Varanasi – Bodhgaya Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Tornati in hotel dopo la colazione si parte per Bodhgaya, un tragitto di circa 260 km che richiede approssimativamente sei ore. Arrivati, si alloggia e si cena presso l’hotel Royal Residency. Ci si reca per una prima visita al Mahabodhi, lo Stupa dell’Illuminazione del Budda, il sito di pellegrinaggio più importante nella tradizione buddista, che tocca il cuore di tutte le persone che vi si recano.

Il Mahabodhi di Bodhgaya
Dopo sei anni di ricerca spirituale e di stretta ascesi, Gautama interruppe l’austera disciplina a cui s’era sottoposto e s’incamminò lungo le rive del fiume Nairanjana che incornicia Bodhgaya, l’antica Uruvela. Qui si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) ottenendo l’illuminazione completa e realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara – da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande Stupa, chiamato Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di Stupa e di stele con sculture del Budda. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e tra gli Stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma è comunque un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente in Sri Lanka.

10°g. 8/2 Bodhgaya, cuore del mondo buddista
Si dedica la giornata a scoprire Bodhgaya, iniziando dal Mahabodhi, il giardino dove si trovano l’albero dell’illuminazione del Budda ed il tempio di Ashoka tra bellissimi Stupa, un luogo che è il cuore pulsante del mondo buddista. Qui ad ogni ora del giorno e della sera un gran numero di devoti si raccoglie per le proprie pratiche: chi fa le prostrazioni, chi medita, chi recita i mantra, chi studia, chi esegue dei rituali, chi offre il Mandala, chi prega – un insieme molto intenso ma armonico e molto vivo. Nel corso del tempo all’intorno e nelle aree circostanti sono sorti un gran numero di templi ed istituti di diverse tradizioni (il tempio bhutanese, il centro di meditazione zen, il Root Institute della FPMT, la grande statua del Budda, il tempio nyingma, il Metta Buddharam (o tempio d’argento) e così via. Si potranno anche fare acquisti curiosando tra le moltissime bancarelle allestite nei pressi del Mahabodhi.

11°g. 9/2 Bodhgaya – Nalanda – Rajghir
Ci si reca a Nalanda, che dista 90 km, meno di tre ore di viaggio. Questa grande università monastica secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo Stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli di Budda. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso Stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove studiarono alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura e i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda. Dopo la visita del sito si continua per la vicina Rajghir (14 km), antica capitale del regno Magadha, dove si alloggia presso l’hotel Indo Hokke. È un luogo di pellegrinaggio ricco di templi e stupa di tutte le tradizioni; ci si reca nella zona collinare nei pressi del paese dove sorge il “Picco degli Avvoltoi” (si può salire usando una comoda seggiovia!). Fu qui che venne trasmessa la Prajnaparamita (il Sutra della saggezza) che segna l’inizio della tradizione del cosiddetto “secondo giro della ruota del Dharma”, il sentiero buddista Mahayana. Questo fu anche il luogo dove venne tenuto il primo concilio buddista; sulla sommità i giapponesi hanno costruito una “Pagoda della Pace”. Il sentiero da cui si scende transita da alcune importanti grotte di meditazione e dal sito del primo concilio.

PER CHI RIENTRA

12°g. 10/2 Rajghir – Patna – Delhi e volo di rientro
Si raggiunge l’aeroporto di Patna dove ci si imbarca sul volo per Delhi, proseguendo poi da qui direttamente col volo internazionale per l’Italia. La maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Se per vari motivi si preferisse pernottare a Delhi, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza ogni servizio necessario: trasferimenti, pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri.

13°g. Martedì 11 febbraio, arrivo a destinazione

ESTENSIONE: VITA DEL BUDDA

12°g. 10/2 Rajghir – Patna – Vaishali
Si transita da Patna arrivando alla vicina Vaishali, un tragitto di circa 130 km che richiede meno di cinque ore. È il sito archeologico dell’antica capitale dell’impero Licchavi, dove nel 599 a.C. nacque Mahavira, il fondatore della religione jainista, e nel 483 a.C. il Budda trasmise il suo ultimo insegnamento pubblico; fu anche il luogo che ospitò il secondo concilio buddista. Tra i resti più importanti vi sono lo Stupa dove venne posizionata una parte importante delle reliquie del corpo del Budda, il monastero d Kutagarasala, dove risiedeva l’Illuminato nelle sue frequenti visite in questa città, ed il pilastro di Ashoka sormontato qui da un solo, maestoso, leone; nei pressi è stata costruita una “Pagoda della Pace”. Si alloggia presso l’hotel Vaishaly Residency.

13°g. 11/2 Vaishali – Kushinagar
Si prosegue il viaggio verso nord ovest per Kushinagar, che dista 180 km, una tratta di circa quattro ore e mezza attraverso le campagne dell’India, dove si alloggia e ci cena presso l’hotel The Royal Residency. Kushinagar è un tranquillo villaggio con un giardino colmo di pace che circonda il tempio dove una statua che raffigura il Budda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo. Nei pressi i resti di un antico Stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo.

14°g. 12/2 Kushinagar – Lumbini (Nepal)
Ci si potrà recare per un’ultima visita al sito prima di partire per Lumbini, un percorso di 183 km che richiede circa 6 ore; il paese è in territorio nepalese a poca distanza dal confine. Sistemazione presso l’hotel Lumbini Hokke, posto in un giardino a breve distanza dai luogo della nascita del Budda.

15°g. 13/2 Lumbini
Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Budda; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto dove si ritiene che sia avvenuta. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta che si percorre a piedi o con i rikshò a pedali (meglio utilizzare questi perché è molto ampia) dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. A breve distanza da quest’area si visitano le rovine di Kapilvastu, la cittadina, capitale dei Shakya, dove viveva Siddharta; su questo punto vi è però una controversia, perché alcuni studiosi danno il lustro di questo ruolo ad un altro omonimo sito archeologico in India – in ogni caso, nel corso del viaggio si visitano entrambe le località!

La nascita del Budda
Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Budda è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Budda nacque circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa.  C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dèi vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Budda è arricchita da particolari straordinari: egli nasce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dèi esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente questo avvenimento della vita di Budda mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Budda nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (Colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poiché egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che ne lasciavano intuire la grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il papà, che il bambino, qualora fosse rimasto nel mondo sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Budda perfettamente compiuto.

16°g. 14/2 Lumbini – Shravasti (India)
Tornati in India ci si reca al sito indiano di Kapilvastu, ubicato nella località di Piprahwa a circa 110 km da Lumbini, molto meglio curato del ‘fratello’ nepalese.  Si prosegue quindi per Shravasti, che da qui dista altri 126 km, un viaggio di circa 6 ore in tutto; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Shravasti fu la capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata.

17°g. 15/2 Shravasti – Lucknow
Le rovine di Shravasti sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Budda vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri ed uno Stupa costruito sul luogo in cui il Budda compì dei miracoli e, a breve distanza, si trovano le rovine dello Stupa di Angulimala Completate le viste si lascia Shravasti in direzione sud ovest per Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh, che dista circa 180 km, un percorso di circa 5 ore. Lucknow è una città interessante, che per le sue caratteristiche culturali e ambientali si fregiava del nome di “Costantinopoli dell’India”. Si alloggia presso l’hotel Clarks Avadh.

PER CHI RIENTRA

18°g. 16/2 Lucknow – Delhi e volo di rientro Nel corso della mattina è prevista una visita del complesso di Bara Imambara, costruito nel 1784, che chi ha seguito questo programma dall’inizio ha già visto il 31/1 e potrà rilassarsi o dedicarsi agli acquisti in attesa del volo. Ci si reca quindi in aeroporto dove ci si imbarca sul volo per Delhi, proseguendo poi da qui direttamente col volo internazionale per l’Italia. La maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Se per vari motivi si preferisse pernottare a Delhi, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza ogni servizio necessario: trasferimenti, pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri.

19°g. Lunedì 17 febbraio, arrivo a destinazione

ESTENSIONE A GOA

18°g. 16/2 Lucknow – Goa
Nel corso della mattina è prevista una visita del complesso di Bara Imambara, costruito nel 1784, che chi ha seguito questo programma dall’inizio ha già visto il 31/1 e potrà rilassarsi o dedicarsi agli acquisti in attesa del volo. Ci si reca quindi in aeroporto dove ci si imbarca sul volo per Goa; all’arrivo è in attesa il corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce, anche per la cena, presso l’hotel Casa Vagator posizionato sull’Oceano Indiano.

19°g. 17/2 Goa
Tempo libero e relax.

20°g. 18/2 Goa
Visita di Goa, dove i portoghesi giunsero nel XVI secolo e governarono fino al 1961, un passato che si riflette nel peculiare insieme architettonico e nella presenza di una grande comunità cristiana. Ci si reca a Vecchia Goa che fu la capitale dei portoghesi fino al XVII secolo, dove con una piacevole passeggiata si incontrano due siti che sono Patrimonio dell’Unesco, di cui il più famoso è la Basilica di Bon Jesus che custodisce i resti di San Francesco Saverio, la cui costruzione iniziò nel 1594. Sono molto belle anche la chiesa di San Francesco e la Cattedrale, mentre situata poco lontano, a pochi passi dall’arco di benvenuto dedicato a Vasco de Gama che si affaccia sul vecchio porto, vi è la chiesa di San Gaetano edificata prendendo a ispirazione la struttura della cattedrale di San Pietro a Roma. Si completa il tour con la visita di Panaji, il centro amministrativo del distretto di Goa, dove sono molto pittoreschi i “Quartieri Latini” e la cattedrale, edificata nel 1609.

21°g. – 22°g. (19/2 – 20/2) Goa
Tempo libero e relax.

23°g. Goa e volo di rientro
Ci si reca in aeroporto in tempo utile per imbarcarsi sul volo di rientro.

24°g. Sabato 24 febbraio, arrivo a destinazione

COSTO VIAGGIO IN PREPARAZIONE

RICHIESTA INFORMAZIONI

Per qualsiasi domanda e curiosità,
compila tutti i campi del form:

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

Entra nella sezione dedicata agli approfondimenti culturali:

Yagya, rito di purificazione

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Basant Panchami, verso il Sangama
Campi a Prayaga
Bara Imambara, Lucknow
Pellegrini in arrivo
Abluzione al Sangama
Ingresso di un campo
Bodhgaya, Mahabodi
Naga (foto R. Riva)
Devoti al Triveni (foto I. Procchio)
Ponte sul Gange (foto V. Bigo)
Donna al Kumbhamela (foto R. Riva)
Pellegrina (foto V. Bigo)
Pellegrina (foto V. Bigo)
Bimba al Kumbha (foto V. Bigo)
Pranzo al Kumbhamela (foto V. Bigo)
Varanasi
Varanasi, devoti sul Gange
Sarnath
Mahabody, Bodhgaya
Nalanda, monaci Theravada
Stupa di Kushinagar
Kushinagar
Luogo della nascita del Budda
Lumbini, Stupa Drigung
Shravasti

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.