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India


Kumbhamela a Prayagraj

Grande immersione nel cuore del Sanatana Dharma


I Sadhu corrono vero il Sangam

Naga dopo l’abluzione

Kashi Bhirati, Nirvani Akhara

Campi alla confluenza dei fiumi

Varanasi, Gange

PARTENZA
25/1/2025
RITORNO
8/2/2025
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
15
PARTECIPANTI
massimo 14
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Si arriva al Kumbhamela transitando da Lucknow e vi si trascorrono nove notti per poter essere presenti nel periodo di maggior intensità dell’immenso raduno, quando avvengono le due abluzioni principali. Sul rientro ci attende la città santa di Varanasi, per un ultimo tuffo nella profonda realtà spirituale che si avrà incontrato. Si ha così un poco di tempo per avvicinare i molteplici aspetti dell’immenso Kumbhamela, un fenomeno che esibisce sia l’essenza che la potente manifestazione del Sanatana Dharma, o “legge eterna”, come ogni induista ama definire la propria religione.

Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole.
  • Dehli
  • Lucknow
  • Prayagraj (Allahabad)
  • Varanasi
  • Sarnath
  • Delhi

 Presentazione del viaggio


Si arriva al Kumbhamela transitando da Lucknow e vi si trascorrono nove notti per poter essere presenti nel periodo di maggior intensità dell’immenso raduno, quando avvengono le due abluzioni principali. Sul rientro ci attende la città santa di Varanasi, per un ultimo tuffo nella profonda realtà spirituale che si avrà incontrato. Si ha così un poco di tempo per avvicinare i molteplici aspetti dell’immenso Kumbhamela, un fenomeno che esibisce sia l’essenza che la potente manifestazione del Sanatana Dharma, o “legge eterna”, come ogni induista ama definire la propria religione.

Il Kumbhamela è un evento epico dove molti appassionati della cultura indiana e dei grandi accadimenti del mondo ha desiderio di partecipare, almeno una volta nella vita. Amitaba segue questa grande saga in ciascuna sua ricorrenza ed in tutti i luoghi dove si sono tenuti i raduni dal 2001; per l’appuntamento del 2025 siamo pronti e ben preparati, per condividere anche questa volta uno dei momenti più vasti ed intensi che la cultura dell’uomo sia riuscita a creare.
Il colossale Kumbhamela di Prayagraj avviene ogni dodici anni. Questa edizione inizia il 13 gennaio con l’abluzione del Paush Purnima e si conclude con Shivaratri il 26 di febbraio; per l’intero periodo quotidianamente stuoli di pellegrini s’immergono nelle acque sacre, ma le due date più importanti sono il 29 gennaio, quando avviene l’abluzione del Magh Amavasya, ed il 3 febbraio, con l’abluzione del Basant Panchami. L’apice di partecipazione avviene così tra il 28 gennaio ed il 4 di febbraio.
Questo programma prevede di arrivare direttamente al Kumbhamela via Lucknow in tempo utile per essere presenti per entrambe le abluzioni principali, quindi sia per il Magh Amavasya che per il Basant Panchami, trascorrendo in tutto nove notti al Kumbhamela. Si ha così il tempo sufficiente per apprezzare a fondo questo ciclopico evento. Al termine si prosegue per la città santa di Varanasi rientrando da qui in volo.

Per chi fosse interessato, è possibile prolungare il programma da Varanasi arrivando a Bodhgaya ed anche oltre, ai siti della vita del Budda, completando il tour a Goa sull’Oceano Indiano, un percorso condotto tutto da Alessandro Zuzic, la guida per il Kumbhamela, il quale si reca in loco partendo dall’Italia col programma Kumbhamela e meraviglie gangetiche.

LA GUIDA DEL VIAGGIO

Il viaggio è stato preparato e viene condotto da Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba e veterano dell’India, che si avvale anche della collaborazione di guide locali. Alessandro si è innamorato del Kumbhamela nel 2001 restando per un mese e mezzo al Mahakumbhamela dell’allora Allahabad, oggi Prayagraj realizzandovi anche un documentario. A seguire ha voluto approfondire ulteriormente l’esperienza di questo indescrivibile fenomeno umano partecipando a Prayagraj all’Ardhmela del 2007 ed al Kumbhamela del 2013, oltre ai grandi Mela di Nasik, Ujjain, Haridwar e Masimahan di Kumbakonam.
Chi non segue l’estensione per il Basant Panchami viene accompagnato da una nostra guida locale dal campo del Kumbhamela a Varanasi ed all’aeroporto.

KUMBHAMELA: INFORMAZIONI CULTURALI E GENERALI

In merito al Kumbhamela ed ai suoi contenuti vi è un mondo intero da scoprire; sul sito di Amitaba è stato raccolto un insieme completo di informazioni che possono fornire una comprensione introduttiva e sono stati inseriti anche dei reportage su alcuni degli eventi passati. Consigliamo di consultare inizialmente la pagina Kumbhamela nella sezione “India” di “Paesi e Tradizioni” del sito; poi nella parte Cultura vi sono altre otto pagine con maggiori approfondimenti e resoconti. Nella sezione “Racconti ed esperienze” tra i reportage trovate della documentazione sul Mahakumbhamela di Prayaga e sul raduno di Haridwar.

NOTA TECNICA

Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a fine gennaio ed inizio febbraio è secco, ma a volte alla sera e nelle prime ore del mattino può essere freddo, mentre durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi, specialmente se ci si reca in riva al fiume all’alba, quando può essere piuttosto freddo ed umido; è anche opportuno portare una pila frontale. Nel corso del viaggio il pranzo a volte sarà al sacco per poter rendere più fruibile ed agevole il programma senza costrizioni di tappa e di tempi. Gli hotel sono tutti di qualità, l’unico un poco rudimentale è a Chitrakoot, e per i trasporti si utilizzano veicoli privati di recente immatricolazione.
Al Kumbhamela si alloggia in un campo fisso specificamente attrezzato per i visitatori occidentali: recintato e custodito, con tende arredate dove si sta comodamente in piedi dotate luce elettrica, letti con lenzuola, coperte e servizi igienici, dove si consumano anche tutti i pasti in condizioni igieniche e di pulizia; le tende sono anche dotate di una stufetta elettrica, ma non sono “riscaldate”, e i letti sono comodi e caldi. Il campo è posizionato per poter raggiungere in tempi ragionevoli (qui si può andare unicamente a piedi) l’area del Sangam (il mitico Triveni), dove sorgono gli immensi campi dei mistici e dei pellegrini; si tenga conto che partecipare implica il camminare per dei chilometri ogni giorno, le dimensioni del tutto sono ciclopiche. Si tenga anche presente che si richiede un elevato grado di adattabilità e capacità di immersione in una realtà ambientale e culturale totalmente diversa dalla nostra dimensione abituale; sicuramente avere un campo ben attrezzato e comodo, una piccola “isola” dove approdare per la notte ed i pasti, rende il tutto affrontabile da ogni persona che desideri conoscere l’anima più forte della tradizione induista.

PARTECIPARE AL KUMBHAMELA

Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma. Questo per facilitare il raggiungimento degli obiettivi spirituali di liberazione che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per tutti i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. Prayagraj, dove il sacro Gange, lo Yamuna e il mitico Saraswati confluiscono, è il punto dove al momento propizio, determinato da attente determinazioni astrologiche, il nettare dell’immortalità che qui cadde durante la mitica saga di dei e demoni che se ne contesero il possesso, genera un’apertura sottile verso i regni celesti: in quel mentre un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutte le negatività del passato.

Per questa ricorrenza così d’auspicio genti da tutte le parti dell’India confluiscono nella città santa di Prayagraj, fino a tempi recenti conosciuta come “Allahabad”, che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo) e del Ramayana, recitazioni dei Veda, canti, con la presenza di maghi, fachiri ed anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore della ricorrenza è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando ed in meditazione, alcuni fumando hashish, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni.

Nel Kumbhamela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che, grazie ad una esperta e testata organizzazione, riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente.

Partecipare a questo incredibile evento è un’opportunità eccezionale per immergersi nella realtà più vitale dell’antica cultura dell’India, toccandone le vette del più sottile misticismo, la potenza di aggregazione rituale ed il coloratissimo e diversificato folclore. E’ un’esperienza che richiede di amare l’India accettandone anche le contraddizioni e le difficoltà; per un occidentale può essere gravoso diventare una goccia in un fiume di persone, circondato a volte da un frastuono inverosimile e muovendosi nell’assoluto caos. Ma questo, per chi conosce bene l’India, è un invito…

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 25 gennaio, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi, capitale dell’India, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza.

2°g. 26/1 Delhi – Lucknow
Giunti a Delhi e completate le formalità di ingresso in India nel corso della mattina si prosegue con il volo interno per Lucknow. All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente indiano di Amitaba. Ci si trasferisce presso l’hotel Clarks Avadh. per un poco di riposo ed il pranzo. Nel pomeriggio, accompagnati da una guida locale, ci si reca a visitare il sito di maggior interesse della città: il complesso di Bara Imambara, edificato nel 1784, dove la sala principale a volta, costruita senza pilastri di supporto, è tra le più ampie che si conoscano realizzate con mezzi tradizionali; la grande moschea e la parte chiamata “il labirinto” completano questo unico insieme.

3°g. 27/1 Lucknow – Prayagraj, arrivo al Kumbhamela
Prayagraj dista circa 200 km a sud est, un percorso che richiede normalmente cinque ore, ma che potrebbe richiedere molto più tempo per via della congestione che è possibile incontrare per raggiungere il campo dove si alloggia. Ci si accomoda nelle comode tende, dotate di letti, luce e servizi, la nostra “casa” qui al grande Kumbhamela, dove oggi giunge la guida del viaggio coi partecipanti che seguono il programma che parte il 19/1. In funzione dell’orario di arrivo si valuterà in loco come completare la giornata.

4°g. – 11°g. (28/1 – 4/2) Kumbhamela, con il Magh Amavasya e Basant Panchami
Non vi può essere un programma prefissato per le giornate, è necessario valutare le migliori opportunità mentre si è nel luogo. Le esplorazioni si effettuano a piedi: passeggiare in questo contesto offre ovunque si sia una grandiosa opportunità di vivere a contatto con l’India più vera e intensa, immersi in un mistico e sereno caos, contornati da personaggi dall’aspetto archetipo tra miriadi di situazioni interessanti. Durante le colossali abluzioni del Magh Amavasya (29/1), e del Basant Panchami (3/2) può essere molto difficile arrivare al Triveni del Sangam, il punto dove si immergono i Sadhu, per via della massa infinita di persone ed anche per i divieti di percorrenza, che non si conoscono fino a pochi giorni prima, adottati in tutti i Kumbhamela dalle autorità onde evitare degli accavallamenti nel flusso delle persone. Per avvicinare i momenti rituali sulle rive di Gange, Yamuna ed alla loro confluenza al Triveni non è però necessario attendere i giorni di grande auspicio, perché ogni mattina già da prima dell’alba moltitudini (… milioni …) di pellegrini si recano alle acque sacre per abluzioni e pratiche rituali, continuando con intensità diversa per tutto il giorno. A parte questi momenti anche spettacolari di natura collettiva la permanenza nell’area del Sangam, la sacra confluenza, darà l’opportunità di avvicinare un ampio spettro delle diverse realtà e contenuti di questo incredibile e vasto raduno. Si potrà spaziare dai colorati, pittoreschi, vari e strabilianti contorni ambientali che coinvolgono la vita di milioni di pellegrini agli eventi culturali e rituali, piccoli o grandi come le offerte vediche eseguite con 108 fuochi, visitare i campi dove risiedono i più importanti Maestri spirituali dell’India e gli ordini monastici, compresi i mitici Akhara dei Naga. Si cercherà di organizzare anche degli incontri con alcuni di loro e con persone di riferimento culturale. Si possono effettuare anche alcune visite, come ai templi nel forte moghul che si affaccia ai bordi del Sangam ed andare in barca alla confluenza, unendosi alle centinaia di piccole imbarcazioni stracolme di pellegrini.

12°g. 5/2 Prayagraj – Varanasi
Si parte alla volta di Varanasi, che dista 120 km, un tragitto che normalmente richiede circa tre ore, ma in uscita dal Kumbhamela non è possibile pronosticare precisamente la durata. Giunti in città si alloggia e si cena presso l’hotel Taj. Ci si tuffa subito nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente ed i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini ed altissime cataste di legna polverosa ci sono le pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo sito, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, ed al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno splendido rito condotto dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga.

13°g. 6/2 Varanasi ed escursione a Sarnath
Ci si reca a Sarnath, ubicata a pochi chilometri dalla città, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Budda e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) ed il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Ci si reca a visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti ed ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa, un tempio dedicato a Tara ed una grande statua di Maitreya. Si rientra quindi in città, dove si torna nella parte vecchia e sui ghat, potendo ammirare ancora una volta, se lo si desidera, il rito dell’aarati

14°g. 7/2 Varanasi – Delhi e volo di rientro
Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Tornati in hotel dopo la colazione ci si prepara per il rientro. Ci si reca in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Delhi e da qui si prosegue con il volo internazionale per l’Italia; vi sono diversi voli che partono in serata con arrivo la mattina successiva. Se fosse utile o si preferisse sostare a Delhi nel rientro Amitaba può fornire ogni servizio che possa essere richiesto.

15°g. Sabato 8 febbraio, arrivo a destinazione

NB: Chi fosse interessato può prolungare ulteriormente il programma recandosi a Bodhgaya e proseguire per i siti legati alla vita del Budda, potendo arrivare fino a Goa sull’Oceano Indiano.

COSTO VIAGGIO IN PREPARAZIONE

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PAESI E TRADIZIONI

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Verso la confluenza, Prayaga

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Naga del Nirvani Akhara
Naga del Nirvani Akhara
I Sadhu corrono vero il Sangam
Naga dopo l’abluzione
Kashi Bhirati, Nirvani Akhara
Campi alla confluenza dei fiumi
Varanasi, Gange
Ponti sul Gange (foto G. Buccirossi)
Campi del Kumbhamela (foto V. Capizzi)
Abluzioni al Sangam (foto V. Bigo)
Donne al Kumbhamela (foto R. Riva)
Donne al Kumbhamela (foto G. Sega)
Pellegrina (foto V. Bigo)
Un Naga (foto V. Bigo)
Campo Naga (foto I. Procchio)
Campo Naga (foto G. Buccirossi)
Tenda dei Naga (foto G. Sega)
Pellegrino (foto V. Bigo)
Swami al Sangam (foto V. Bigo)
Yagya, rito di purificazione
Meditazione al Sangama
Pellegrini pranzano al Kumbhamela
Pranzo al Kumbha (foto V. Bigo)
Pellegrini (foto G. Sega)
Bara Imambara

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.