Giappone


Kyoto e lo zazen, Kyushu, Shikoku e siti classici

Un incontro con cultura, storia e spiritualità del lontano oriente


Okayama, Koraku-en e castello

Acque termali a Beppu

Usuki, Bodhisattva

Parco di Ritsurin, Shikoku

Pellegrini a Ryozen-ji, Shikoku

PARTENZA
11/5/2023
RITORNO
23/5/2023
PRE-ESTENSIONE
8/5/2023
ESTENSIONE
28/5/2023
2a ESTENSIONE
DURATA
13 – 21 giorni
PARTECIPANTI
massimo 11
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Il viaggio si ripropone di avvicinare il cuore della cultura giapponese, gustando le espressioni artistiche più raffinate, passeggiando per giardini dalle proporzioni perfette, incontrando importanti siti storici; e si cercherà di aprire una finestra sul sofisticatissimo mondo spirituale che anima la ricerca dell’armonia, quasi esasperata, di questo mondo per noi così diverso. Per questo si percorrono strade che portano anche lontano dagli usuali circuiti di visita, arrivando nelle isole di Kyushu ed alla mistica Shikoku, e si condividono alcune esperienze che conducono nell’intimità di questa cultura, come la cerimonia del tè nell’immortale giardino di Ritsrin, o la pratica dello zazen in un tempio di Kyoto, senza tralasciare la magia delle acque termali degli onsen, e così via.

Nella parte iniziale è prevista un’estensione a Nikko, perla storica e religiosa per gli shintoisti immersa in un ambito naturale bellissimo, ed al sentiero storico del Nakasendo, tra i villaggi delle Alpi giapponesi.

Al termine è poi prevista un’estensione all’eterico monte sacro di Koya ed ai siti del tradizionale pellegrinaggio del Kumano Kodo; da qui si approda a Ise, dove risiede la divinità madre della famiglia imperiale.

Il viaggio, dedicato alla Spiritualità ed al Benessere, nasce dalla collaborazione tra Monica Morganti ed Amitaba.

Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero.
  • Tokyo
  • Nikko
  • Matsumoto
  • Narai Juko
  • Nakatsugawa
  • Tsumago-juku
  • Kyoto
  • Osaka
  • Kyoto
  • Himeji
  • Okayama
  • Kurashiki
  • Yufuin (Kyushu)
  • Beppu
  • Usuki
  • Yawatahama
  • Matsuyama
  • Imabari
  • Kotohira
  • Takamatsu
  • Naruto
  • Tokushima
  • Nara
  • Osaka
  • Monte Koya
  • Kawayu Onsen
  • Hayatama Taisha
  • Kii-Katsura
  • Cascata di Nachi
  • Ise

Presentazione del viaggio


Accompagna il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba che si avvale della collaborazione di guide locali che parlano la lingua italiana. Si prevede un massimo di 11 partecipanti. Per degli approfondimenti tematici può essere utile consultare la sezione del sito dedicata al buddismo giapponese e le pagine scritte da Monica Morganti sul Giappone ed il pellegrinaggio di Shikoku.

ESTENSIONE INIZIALE – Shintoismo di Nikko, Mastumoto e le antiche stazioni di posta del Nakasendo

Da Tokyo ci si reca tra i monti a nord della città dedicando una giornata all’imperdibile Nikko, luogo di commemorazione del primo Shogun, dove tra i diversi importanti templi si trova il celebre complesso shintoista di Toshogu. La zona merita un’esplorazione anche per le sue bellezze naturali, di cui si ammirano i punti più particolari. Rientrati, si prosegue per Matsumoto, ai piedi delle Alpi giapponesi, dove si erge un magnifico castello perfettamente preservato, e da qui si attraversano le montagne potendo ammirare diversi villaggi tradizionali. In questa bucolica regione si percorre a piedi un tratto (9 km) dell’antica via che collegava Tokyo con Kyoto, il sentiero del Nakasendo, immersi in un contesto che sembra farci uscire dal flusso del tempo. Si giunge così a Kyoto.

Una nota: in questo programma non si dedica del tempo a delle visite a Tokyo; se qualcuno volesse farlo, Amitaba può organizzare quanto d’interesse anticipando di uno o due giorni la data di partenza.

VIAGGIO PRINCIPALE – Kyoto e lo zazen, Kyushu, Shikoku e siti classici

Il viaggio inizia con una bella visita di Kyoto, dove abbiamo selezionato i siti più significativi, che nel loro insieme diano un apprezzamento completo delle meraviglie che preserva questa città; si è inclusa anche un’esperienza di pratica meditativa. In sintesi: Tenryu-ji, uno dei templi principali della scuola zen Rinzai, ornato da uno dei giardini più belli di Kyoto, il bosco di bambù, la casa storica di Okochi Sanso, il tempio zen Rinzai di Shorinji (dove si prova la meditazione), Fujimi Hinari; poi, il secondo giorno, il giardino zen di Ryoan-ji, il “padiglione d’oro” Kinkakuji, il castello Nijo, Sanjusangendo e Kiyomizu-dera. Alla sera vi è la possibilità di vedere uno spettacolo di rappresentazioni classiche giapponesi al Gion.

Dopo questa bella esperienza si parte verso ovest per l’isola di Kyushu. Si fa tappa a Himeji ed a Okayama per visitare i due celebri castelli con il Koraku-en, il magnifico giardino di Okayama, e si perlustra il quartiere tradizionale di Kurashiki. Giunti a Kyushu si sosta due notti a Yufuin in un ryocan tradizionale, dove si può usufruire delle acque calde; la località e bella e tranquilla, in vista di un grande vulcano, e particolarmente apprezzata per le sue fonti termali. Da qui si visitano le celebri pozze sulfuree cromatiche degli ‘inferni’ di Beppu e, prima di traghettare da Usuki per Shikoku, ci si reca ad uno dei rari siti di sculture rupestri del Giappone.

A Shikoku si sosta per quattro notti, procedendo gradatamente verso nord est; nell’isola si dipana un grande circuito mistico, conosciuto come “il pellegrinaggio degli 88 templi”, un percorso di circa 1200 chilometri che collega 88 dei templi e santuari dell’isola. Chi si cimenta con questa impresa è chiamato “henro” e lo si riconosce dal cappello di paglia, il bastone e l’abito bianco; l’itinerario include diversi di questi templi. La prima tappa è Matsuyama, dove si alloggia in un tradizionale ryokan per due notti; anche qui le acque calde sono una grande attrattiva, in particolare alle terme antiche di Dogo Onsen, che si possono sperimentare. Qui il sito più importante è il tempio di Ishite-ji (il 51° del circuito sacro), oltre al castello ed al santuario di Isaniwa. Si prosegue per Imabari, dove si trovano un altro dei templi del circuito sacro (il 55°) ed un castello, e si sosta a Kotohira, dove sono molto interessanti le visite al tempio di Kompira San, uno dei siti shinto-buddisti più stimati dai giapponesi, ed al teatro tradizionale di Kanamaruza. L’ultimo tratto sull’isola porta a Takamatsu dove si trova uno dei giardini storici più apprezzati del Giappone, il Ritsurin: qui in un grazioso piccolo padiglione si partecipa alla cerimonia del tè.  Dopo la visita del tempio di Yashima-ji (l’84° del circuito sacro) si prosegue per Naruto, dove si trova il primo degli 88 templi, il Ryozen-ji, e ci si reca sulla costa per ammirare lo spettacole dei vortici dello stretto tra Shikoku e l’isola di Awaji. Si sosta per la notte a Tokushima.

Da Tokushima si raggiunge, sull’isola di Honshu che è la principale dell’arcipelago giapponese, l’antica città di Nara, che offre otto siti del Patrimonio Mondiale Unesco, ottimo luogo per completare questo splendido circuito.

ESTENZIONE FINALE – Monte Koya, Kumano Kodo, Ise e Toba

Da Nara si prosegue per il monte Koya, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del Paese: dall’816 è un luogo di ritiro e pratica spirituale. Ebbe origine dal santo fondatore della scuola buddista Shingon, Kobo Daishi, che ha qui il suo sepolcro nel celebre cimitero buddista di Oku-no-in, tra migliaia di monumenti funerari in pietra, e vi si trova un importante insieme di templi, un sito eccezionale sia per la sua bellezza oggettiva che per la forte ed eterea atmosfera spirituale. Si alloggia nella foresteria di un tempio, dove al mattino si può partecipare alle cerimonie. Si prosegue dedicando tre giorni al circuito del Kumano Kodo, uno dei percorsi sacri più importanti del Giappone; la prima tappa è al Kawayu Onsen, una località termale dove ci si immerge nelle bolle d’acqua calda nel fiume cristallino. Il giorno seguente si raggiungono alcuni templi, tra cui due dei tre templi principali del circuito, e ci si collega tra questi discendendo il fiume in barca, che è il modo tradizionale per questo tratto. Il terzo giorno ci attende il tempio di Nachi Taisha, posto nei pressi di una bellissima cascata. Da qui si prosegue verso nord est lungo la costa per Ise, per la visita dei santuari shintoisti e di Toba, poco più ad est di Ise, dove si trova l’isoletta delle perle coltivate di Mikimoto. Il tempio di Toyouke Daijingu a Ise è considerato il più importante sito shintoista del Giappone perché vi viene custodito il sacro specchio bronzeo che raffigura ed impersonificata la divinità del sole, Amaterasu Omikami; è molto bello anche il Toyuke no Omikami ed è da non perdere il quartiere vecchio di Furuoichi. Da qui si raggiunge Osaka dove, prima del rientro, si visitano le parti più interessanti della città.

NOTA TECNICA

Il viaggio è condotto da Alessandro Zuzic, che si avvale di guide locali giapponesi che parlano la lingua italiana. Gli spostamenti, tutti inclusi nel prezzo del viaggio, vengono effettuati quasi tutti (nelle giornate del 21/5 a Shikoku e del 25/5 al Kumano Kodo si usano pulmini privati) utilizzando i mezzi pubblici (treni veloci, metro, autobus, traghetti); è la modalità più economica, ma in Giappone è anche molto efficace perché i mezzi sono veloci, puntuali e pulitissimi ed offre un’ulteriore opportunità di incontrare le persone del luogo. Durante le due estensioni sono previsti dei percorsi a piedi.

La qualità degli alloggi è buona, sempre pulitissimi ed ordinati; si segnala che si utilizzano molti ryokan, ovvero locande tradizionali giapponesi dove le stanze sono coperte con stuoie – i tatami – e si dorme sui futon – materassi trapuntati solitamente di cotone posti a terra; un dettaglio molto bello del viaggio. Nel percorso principale vengono utilizzati per cinque notti (a Yufuin, Matsuyama e Kotohira), nell’estensione inziale per una notte a Nakatsugawa, nell’estensione finale per due notti a Kawayu Onsen e Kii-Katsura mentre al Monte Koya si alloggia presso uno Shokubo, o punto d’accoglienza, di una struttura monastica: qui la preparazione delle stanze è come nei ryokan, ed i servizi sono in comune.

Le colazioni sono sempre previste e nei ryocan a volte sono tipiche giapponesi. Si sperimentano le cene tradizionali giapponesi, dove la preparazione estetica delle pietanze è importante quanto il gusto dei cibi e sono delle vere esperienze culturali, nei ryocan di Matsuyama, a Monte Koya e nel Kumano Kodo.

Il clima previsto è primaverile; le temperature minime e massime stagionali indicano 6° – 17°C per Nikko (estensione iniziale), 12° – 22°C per Kyoto, 14° – 23°C per Matsuyama e 15° – 24°C per Osaka; alla sera per chi si reca al Monte Koya con l’estensione può anche essere più freddo. Rispetto alla media del Giappone maggio è un momento dell’anno con relativamente poche precipitazioni, con possibili cadute piovose medie in circa metà delle giornate, quindi c’è da tener presente che può piovere. Si consiglia un abbigliamento comodo a strati, scarpe adatte a camminare anche se fosse umido, giacca impermeabile ed indumenti caldi per la sera.

Cosa leggere prima di partire? Vi sono molte pubblicazioni interessanti; per cominciare, un buon inizio è “Ore giapponesi” di Fosco Maraini, un punto d’osservazione esterno e molto informato – forse non tutti sanno che il grande Fosco fu prigioniero in Giappone e per indurre i carcerieri ad un miglior trattamento si tagliò un dito di fronte a loro con disprezzo, un gesto … da Samurai! Ottenne così miglior cibo e dopo qualche anno sposò una donna giapponese.

Una nota importante sul bagaglio

Per facilitare l’esecuzione del viaggio ci sono alcune tappe dove è necessario spedire il bagaglio principale all’hotel di destinazione, usufruendo di questo efficientissimo ed affidabile servizio tipico del Giappone: si consegna la valigia al ricevimento dell’hotel dove si alloggia e la si ritrova nel punto di destinazione. In questo modo non si ha l’impiccio del bagaglio per le visite ed i trasferimenti. Per il percorso principale l’operazione è prevista tra Kyoto e Yufuin e per l’estensione inziale da Tokyo a Kyoto, quindi va previsto di tenere con sé il minimo necessario per una notte; per l’estensione finale è più ‘sportivo’: si spedisce da Nara a Ise, dovendo così essere leggeri per tre notti. Il costo di queste spedizioni (una valigia per partecipante) è incluso nel prezzo del viaggio.

 Programma del viaggio


ESTENSIONE INIZIALE: NIKKO, MASUMOTO E L‘ANTICO SENTIERO DEL NAKASENDO

1°g.  Lunedì 8 maggio, partenza per Tokyo 
Per raggiungere Tokyo, capitale del Giappone, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo consigliato per il viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Lufthansa con partenza da Milano Malpensa alle 12.30 con arrivo a Monaco alle 13.40; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Il volo Lufthansa da Monaco per Tokyo parte alle 16.40 (orari da confermare).

2°g.  9/5  Arrivo a Tokyo
L’atterraggio a Tokyo Haneda è previsto alle 10.50, dove è in attesa dei partecipanti un collaboratore locale di Amitaba che si occupa anche della richiesta dell’abbonamento ferroviario, che va fatta all’arrivo in aeroporto. Utilizzando il treno si raggiunge la stazione della metropolitana di Shinagawa nella città di Tokyo in circa mezz’ora; da qui si arriva in cinque minuti a piedi all’hotel Shinagawa Tobu. Pomeriggio e serata a disposizione; si consiglia di recarsi col capogruppo per una visita al quartiere futuristico di Odaiba, sulle isole artificiali nella baia di Tokyo, utilizzando la monorotaia che attraversa il “Rainbow Bridge” con un percorso panoramico, un ponte diventato uno dei simboli più caratteristici della città di Tokyo, per un’interessante passeggiata nell’area di Chihira Junco di Odaiba. Il quartiere di Odaiba nasce verso la fine del periodo Edo (1603 – 1868), sotto lo shogunato Tokugawa: il progetto originale prevedeva la costruzione di 11 piccole isole, per contrastare eventuali attacchi navali; di queste, solo sei vennero effettivamente costruite. Dopo quasi un secolo si decise di unire queste isole per mezzo di una massiccia opera di riempimento, e da sei piccole isole si giunse ad averne due, di grandi dimensioni. Verso la metà degli anni ’90 l’area iniziò a riempirsi di attività commerciali, diventando il grande centro che è oggi. Oltre ad effettuare un sopralluogo ed interagire con i robot del museo scientifico Miraikan, a Odaiba si può visitare il ’Ooedo Onsen Monogatari, un vero paradiso del benessere costruito in stile Edo, che fa evocare l’epoca dell’antica Tokyo; vengono offerti tantissimi trattamenti: oltre agli Onsen, sia al coperto sia all’aperto (utilizzano le acque naturalmente calde che sgorgano da una sorgente, che si trova ad una profondità di ben 1400 mt!), è possibile sperimentare diversi tipi di massaggi rilassanti, trattamenti esfolianti, “fish therapy“.

3°g.  10/5  Tokyo: escursione a Nikko
La guida locale arriva in hotel alle 8; ci si reca in treno a Nikko, situata circa 150 km a nord di Tokyo, un tragitto di circa due ore. La cittadina di Nikko è immersa in una stupenda regione naturale tra monti, laghi e foreste; nell’VIII secolo il monaco buddista Shodo vi fondò il tempio che oggi è chiamato Rinno-ji, e da allora è rimasta un centro importante per le pratiche religiose e di ritiro sia buddiste che scintoiste. Fu forse per queste ragioni che il luogo venne prescelto per lo straordinario complesso shintoista di Toshogu, il grandioso mausoleo dedicato a Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato che dal XVII secolo dominò il Giappone per due secoli e mezzo. S’iniziano le visite ammirando il celebre ponte di Shinkyo, costruito in legno e dipinto di rosso, che si osserva molto bene nel suo contesto dal meno poetico ponte stradale che lo affianca: segna l’accesso all’area dei templi situati oltre il fiume Daiya. Oltre il ponte con un breve tratto a piedi si giunge al Rinno-ji, l’antichissimo sito di scuola buddista Tendai, dove il padiglione più importante contiene tre magnifiche statue di Amida e due sue manifestazioni, Senju Kannon e Bato Kannon; questi localmente sono considerati manifestazioni buddiste delle deità tutelari (kami) dei monti circostanti. Da qui in cinque minuti a piedi si arriva al Toshogu; il sito, completato nel 1636, è molto ampio e curato nei minimi dettagli, con un insieme decorativo che unisce componenti shintoiste e buddiste, con forti cromaticità ed una profusione di colori e dorature che ne fa un oggetto unico, tra i più affascinanti del Paese. Tempo e voglia permettendo, dal Toshogu si può raggiungere a piedi in circa cinque minuti il complesso shintoista di Futarasan jinja, anche questo parte, come gli altri due, del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si completa l’esplorazione di Nikko recandosi ad ovest del grande santuario per ammirare il lago di Chuzenji, incastonato tra i monti ai piedi del vulcano Nantai, e le cascate di Kegon, dove le acque fanno un salto di circa 100 metri, situate nei pressi. Si torna quindi a Tokyo in treno.

4°g.  11/5  Tokyo – Matsumoto – Narai Juko – Nakatsugawa
Si segnala che per le giornate di oggi e domani è opportuno portare con sé solo quanto può essere necessario per una notte ed il bagaglio principale viene inviato direttamente a Kyoto; questo è importante perché un bagaglio leggero rende molto più semplice l’utilizzo dei mezzi locali disponibili nelle zone più rurali, dove può non esserci sufficiente spazio per alloggiare delle valige, ed è opportuno poter portare con sé tutto con uno zainetto per non dover tornare al ryokan dopo il tratto a piedi previsto nella giornata di domani   Si parte in treno lasciando Tokyo in direzione ovest, il viaggio richiede circa 3 ore in tutto, sono poco più di 200 chilometri. Giunti nella cittadina di Matsumoto ci si reca a visitare il castello, uno dei tre più importanti ed interessanti del Giappone (con Himeji e Kumamoto) le cui parti principali, ottimamente conservate, risalgono al XVI secolo. È chiamato localmente il ‘castello del corvo’ per via delle mura scure e delle ampie tettoie reminiscenti delle ali che adornano il palazzo del daimyo, che si erge al centro del vasto complesso, tutto edificato pensando a sofisticate strategie difensive. Si lascia Matsumoto con un treno locale in direzione sud per Narai Juko (44 km, circa un’ora), inoltrandosi tra i monti. Questo paese, nato come luogo di sosta nel punto più alto del “Nakasendo”, l’antica strada che collegava Kyoto con Edo (Tokyo), è stato preservato con grande cura e vi si ammirano le costruzioni tradizionali di epoca Edo (XVII – XIX secolo). La Nakasendō era una delle cinque strade principali del Giappone che partivano dalla sede dello shōgun, Edo, nel periodo Tokugawa tra il 1600 e il 1868: collegava Edo, l’odierna Tokyo, con la capitale e sede imperiale Kyoto attraverso le Alpi giapponesi. Lungo la Nakasendo, all’incirca ogni 10 chilometri, sorgevano 69 Juku, o punti di sosta, dove samurai, mercanti, monaci erranti e signori locali potevano fermarsi e trovare vitto, alloggio ma anche “intrattenimento”. Dopo una visita di prosegue verso sud, sempre in treno, per la tipica cittadina di Nakatsugawa (77 km, circa un’ora e tre quarti), anche questa sorta come punto di sosta con costruzioni tipiche del periodo Edo. Gli edifici restaurati del periodo Edo (1603-1867), compresi magazzini, negozi di sakè e ristoranti, offrono uno sguardo sul passato di Nakatsugawa, mentre il Museo di storia di Nakasendo fornisce il contesto. Le piccole stradine alberate libere dal traffico di veicoli e dai cavi della corrente elettrica rendono l’atmosfera suggestiva e realistica e qua e là si notano i dettagli di un tempo, come le joyato, delle lanterne in pietra del periodo Edo che aiutano i viaggiatori e i pellegrini ad orientarsi nella notte, e la kosatsuba, una sorta di bacheca in legno su cui si scrivevano le leggi e le regole della cittadina per informare i viandanti. Ci si accomoda in un ryokan, il Route Inn Nakatsugawa o simile; qui è molto gradevole passeggiare nell’area del centro.

5°g. 12/5  Nakatsugawa – Magome e Tsumago-Juko – Kyoto
Si raggiunge con un autobus il bel villaggio tradizionale di Magome (circa 10 km), per seguire a piedi da qui una tappa dell’antica via del Nakasendo, il percorso preferito in epoca antica nel collegare Kyoto a Edo perché evitava il guado di diversi fiumi ed era quindi ritenuto meno pericoloso. Si parte a piedi per Tsumago-Juko, che dista nove chilometri con un dislivello in salita di 257 metri ed in discesa di 405, un percorso che richiede da due a massimo tre ore per i meno allenati. Anche Tsumago-Juko è un paese ottimamente preservato, e l’insieme dona una bella esperienza di quello che era il Giappone antico. Oltre Tsumago-Juko si raggiunge la stazione ferroviaria prendendo il treno per Nagoya, da dove si prosegue con un treno veloce per Kyoto, che dista circa 230 km in tutto, un trasferimento di circa 3 ore. Giunti a Kyoto si alloggia presso l’hotel Mistui Garden, situato a 200 mt dalla stazione; si trova qui il bagaglio che si era lasciato a Tokyo.

 

PER CHI SEGUE SOLO IL PROGRAMMA PRINCIPALE

1°g. Giovedì 11 maggio, partenza per Osaka
Per raggiungere Osaka in Giappone vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo consigliato per il viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Lufthansa con partenza da Milano Malpensa alle 10.00 con arrivo a Monaco alle 11.10; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Il volo Lufthansa da Monaco per Osaka parte alle 12.25 (orari da confermare).

2°g. 12/5  Osaka – Kyoto
L’atterraggio a Osaka è previsto alle 6.40, dove è in attesa dei partecipanti un collaboratore locale di Amitaba che si occupa anche della richiesta dell’abbonamento ferroviario, che va fatta all’arrivo in aeroporto. Si parte dall’aeroporto di Osaka in treno per Kyoto accompagnati dalla guida locale, un tragitto che richiede circa un’ora; ci si accomoda presso l‘hotel Mistui Garden, situato a 200 mt dalla stazione, ed il resto della giornata è a disposizione; se si vuole essere sicuri di avere la disponibilità della stanza subito all’arrivo a Kyoto è necessario richiedere la prenotazione per un ingresso anticipato (in Giappone le camere vengono date dopo le 14.00). Il capogruppo italiano giunge in hotel in serata coi partecipanti che hanno seguito l’estensione iniziale.

 

PROGRAMMA PRINCIPALE

3°g. o 6°g  13/5  Kyoto, visite e zazen a Shorinji
Kyoto è la capitale culturale del Giappone e ne è stata la capitale politica dall’VIII secolo, con un’interruzione nel periodo di Kamakura, fino al 1868, quando l’imperatore si trasferì a Tokyo. Preserva un meraviglioso insieme di luoghi interessanti, si contano più di 1000 templi buddisti ed oltre 400 santuari shintoisti, oltre a giardini esteticamente perfetti, con 17 siti Patrimonio dell’Umanità. La guida locale arriva in hotel alle 8. S’inizia la giornata raggiungendo Arashiyama Sagano, un’area di Kyoto ai margini dei monti che sorgono ad ovest. Qui i punti salienti sono il Tenryu-ji, uno dei templi principali della scuola zen Rinzai, ornato da uno dei giardini più belli di Kyoto. Nei suoi pressi vi sono il bosco di bambù, un luogo magico dove passeggiare, e la casa storica di Okochi Sanso, che ha anch’essa uno stupendo giardino con una visuale panoramica. Dopo le visite si prosegue per il tempio zen Rinzai di Shorinji, che si raggiunge coi mezzi pubblici in circa mezz’ora ai margini dei monti a sud del Tenryu-ji. Qui, dopo le 13.00, si potrà sperimentare una sessione di pratica meditativa “zazen” (che significa “meditazione seduta”) istruiti dai monaci; l’esperienza dura circa un’ora. Si riprende contatto col mondo completando le visite di questa interessantissima giornata al tempio shintoista di Fushimi Inari, il “santuario della volpe”, un affascinante e venerato complesso con una lunghissima galleria creata da migliaia di torii (piccole arcate) arancioni che risale la montagna, composto da cinque santuari e da un susseguirsi di templi minori lungo il sentiero. È interessante sapere che in Giappone vi è un numero grandissimo di templi dedicati al culto della volpe, animale noto per la sua astuzia e quindi associato al successo nel campo degli affari: tant’è che gran parte delle migliaia di torii di questo santuario sono stati donati da aziende.

4°g. o 7°g  14/5  Kyoto
Si segnala che per la giornata di domani non è opportuno avere con sé tutto il bagaglio, che può essere spedito questa mattina al ryocan di Yufuin, tenendo con sé in uno zainetto quanto può essere necessario Ci si reca ai bordi settentrionali della città al tempio buddista zen Ryoan-ji, di scuola Rinzai, immerso in un vasto giardino nei pressi del magico laghetto di Kyoyo Chi, un sito permeato di tranquilla armonia; nel tempio si trova uno dei più celebri giardini zen del Giappone, un ‘karesansui’ o ‘giardino secco’, uno spazio cintato che si ammira dalla veranda della residenza dell’abate. La composizione delle quindici pietre del karesansui è studiata in modo da non rendere possibile da nessuna angolazione la visione di tutte e quindici le pietre che lo compongono; questo è il ‘koan’ (indovinello paradossale) del giardino, il cui messaggio in questo ambito è la consapevolezza che la visione completa delle cose si ha solo con l’illuminazione. Si prosegue da qui lungo il bordo dei colli per il Kinkaku-ji (il “Padiglione d’Oro”), forse il più celebre edificio storico del Giappone, con il tetto d’oro che si riflette in un laghetto, e si continuano le visite raggiungendo nel cuore della città il maestoso castello di Nijo-ji, del 1603, residenza del primo shogun Togukawa, con mura possenti, diversi padiglioni ed un meraviglioso giardino. Dopo pranzo si prosegue con il tempio Sanjusangendo, che risale al 1266, dedicato al Budda della compassione Kannon (Avalokiteshvara); nel tempio vi sono 1000 statue lignee originali che contornano la figura principale la cui espressione serena e benevolente suscita grande emozione, un capolavoro attribuito allo scultore Tankei e dichiarato tesoro nazionale del Giappone. Si completano le visite recandosi al tempio di Kiyomizu-dera, che si raggiunge passeggiando tra le case di un quartiere tradizionale. Fu fondato nel 798, ma con gli attuali edifici del 1633; posto su di una collina con una bella visuale su Kyoto, è composto da diversi padiglioni di cui Hondo è il più grande ed importante e, nonostante le sue dimensioni, venne edificato senza usare un solo chiodo. In serata chi è interessato si potrà recare nel quartiere di Gion per assistere ad uno spettacolo di rappresentazioni classiche giapponesi, dove in uno spazio di tempo contenuto si ha una visione d’insieme delle arti rappresentative.

5°g. o 8°g   15/5  Kyoto – Himeji – Okayama e Kurashiki – Yufuin (Kyushu)
Si lascia Kyoto col treno in direzione ovest per Himeji (circa 130 km, poco più di un’ora). In questa località sorge il grande forte di epoca Sengoku, parte del Patrimonio dell’umanità UNESCO: è il più grande dei tre castelli storici principali del Giappone, conosciuto localmente col nome di “airone bianco” per via dell’aspetto candido brillante degli esterni. La costruzione iniziò nel XIV secolo e venne successivamente ampliata, con lo stupefacente insieme attuale che risale al XVII secolo. Completata la visita si prosegue col treno veloce sempre in direzione ovest per Okayama (96 km, circa un’ora), celebre per il castello edificato alla fine del XVI secolo, poi restaurato in modo fedele dopo la seconda guerra mondiale, conosciuto come il ‘corvo’ per via del suo poco usuale colore nero. L’edificio si affaccia sul fiume Asahi dove, sulla riva opposta, si adagia il giardino di Koraku-en, considerato tra i tre più incantevoli del Giappone (gli altri due: Kenroku-en di Kanazawa e Kairaku-en di Mito) – l’insieme è stupefacente. Completata la visita ci si reca nella vicina cittadina tradizionale di Kurashiki, che conserva gli antichi quartieri dei mercanti con case basse situate lungo il canale. Si prosegue il viaggio con il treno veloce verso ovest lasciando la grande isola di Honshu, che costituisce il 60% della superfice dell’arcipelago giapponese estendendosi da qui verso nord fino all’isola di Hokkaido. Il trasferimento è lungo, oltre 500 km, e richiede un poco meno di 5 ore inclusi i cambi; così alla stazione si potranno acquistare dei piatti pronti da consumare sul treno, che in Giappone sono preparati con un’incredibile attenzione e gusto estetico, tali da sembrare quasi delle opere d’arte! Superato il ponte di Shimonoseki si arriva nell’isola di Kyushu; a Kokura si cambia treno e si procede verso sud est lungo la costa orientale di Kyushu e, con un ultimo tratto di treno locale, si giunge alla località termale di Yufuin, dove si alloggia presso il tradizionale Ryokan Sansuikan o simile. Kyushu è l’isola più meridionale, terza per dimensioni dell’arcipelago giapponese, in gran parte montuosa con diversi vulcani e importanti centri termali.

6°g. o 9°g.   16/5  Yufuin ed escursione a Beppu
Yufuin è una piccola e graziosa cittadina termale ai piedi del vulcano Yufu; il ryocan dove si alloggia ha a disposizione dei visitatori una vasca di acqua calda termale e offre diversi servizi per il relax. Queste sorgenti termali sono famose per le proprietà curative: fin dal lontano VIII secolo erano rinomate come uno dei tre bagni medicinali principali del Giappone. Alcuni bagni termali si trovano nei dintorni del lago ed offrono vasche all’aperto con splendide viste sulla montagna, ideali per immergersi nelle bellezze di Yufuin; tra i diversi onsen c’è lo storico Shitan-yu che offre varie sorgenti sia interne che esterne. Nella giornata di oggi, oltre a godersi la tranquilla atmosfera di Yufuin con le sue acque termali, si raggiunge la vicina cittadina di Beppu (25 km), che si affaccia sulla costa orientale di Kyushu contornata dai monti, famosa per l’abbondanza delle acque termali. Qui si visitano i “Jikoku”, o inferni, con un interessante giro tra le fuoriuscite di acque calde e fanghi, incontrando tra i vapori laghetti termali di diversi colori; si utilizza un apposito autobus locale che sosta in tutte e otto le pozze di Jikoku – tra queste le più spettacolari sono tre: i laghi azzurro, rosso e di fango. Completata questa visita surreale si torna a Yufuin.

7°g. o 10°g.   17/5  Yufuin – Usuki – Yawatahama (Shikoku) – Matsuyama
Si prosegue lungo la costa oltre Beppu per la località di Usuki, da dove si raggiunge a pochi chilometri dalla cittadina il sito dei Budda di Pietra, un insieme di quattro gruppi di statue rupestri cesellate nella roccia vulcanica di una falesia nel XII secolo. È il sito rupestre più importante del Giappone, dove è poco usuale incontrare questa forma d’arte, poiché usualmente per le raffigurazioni sacre viene utilizzato legno o metallo. Completata la visita si torna ad Usuki per imbarcarsi sul traghetto per l’isola di Shikoku; la partenza (orario da confermare) è alle 17.12 con l’arrivo previsto a Yawatahama verso le 20.45. In questa località non vi sono alloggi adatti, pertanto una volta sbarcati si procede in treno verso nord per Matsuyama (circa 70 km, poco più di un’ora), dove ci si accomoda presso un tradizionale ryocan, il Chaharu o simile, nei pressi delle storiche terme pubbliche di Dogo Onsen. L’isola di Shikoku è la quarta per estensione dell’arcipelago giapponese e, sebbene sia ben collegata da ponti, traghetti ed aerei, rimane una zona ancora piuttosto rurale e contadina; è nota per “il pellegrinaggio degli 88 templi”, un percorso mistico di circa 1200 chilometri che collega 88 dei templi e santuari dell’isola: viaggiando qui non è raro incontrare gli “henro”, i pellegrini riconoscibili dal cappello di paglia, il bastone e l’abito bianco.

8°g. o 11°g.   18/5  Matsuyama
Matsuyama, affacciata sul Mare Interno di Seto, grazie ai due porti ha vissuto negli ultimi decenni un’impennata nell’industria e nel commercio, tant’è che oggi è la città più grande ed importante dell’isola. Sono previste due visite, al castello, eretto ai primi del ’600 con un’architettura articolata, ben difeso da una cinta muraria in pietra e più torrioni e torrette che generano un aspetto grandioso e perfetto. Dalla sua posizione strategica su un colle si domina l’intera pianura sottostante, su cui si estende la città fino al mare scintillante. L’altro punto di grande interesse è il tempio buddista di scuola Shingon di Ishite-ji, che è il 51° nella sequenza del circuito degli 88 templi di Shikoku. Il sito, composto da diversi armoniosi edifici, è un’importante meta di pellegrinaggio; infatti la divinità venerata è Kishimojin a cui ci si rivolge affinché garantisca un parto agevole e si narra che chiunque raccolga un sasso intorno alla sala in cui è custodita Kishimojin verrà benedetto e potrà avere bambini. Nel pomeriggio ci si reca alle terme di Dogo Onsen Honkan; la tradizione degli onsen a Matsuyama è antichissima, si narra che la fonte fu scoperta per merito di un airone che veniva a bagnarsi nelle sue acque. La gente, incuriosita, seguì l’uccello e trovò un laghetto naturale di acqua calda e, attorno al laghetto, venne edificato lo stabilimento termale. L’edificio attuale venne riedificato nel 1894 durante l’epoca Meiji ed è stato frequentate da imperatori e da alcuni dei più famosi letterati dell’epoca Meiji, tra cui il celebre scrittore Natume Soseki che qui vi ambientò il suo romanzo Botchan. L’esterno della struttura colpisce per i numerosi dettagli in stile tradizionale, impreziosita da una torretta con vetrate di colore rosso e statue di aironi che punteggiano il tetto. Gli interni sono ancora più incredibili: un labirinto di scale, corridoi e stanze. La struttura ospita al suo interno due aree onsen: Kami no Yu, che si sviluppa al primo piano e presenta la vasca pubblica più grande ed affollata, mentre Tama no Yu occupa il secondo piano e presenta dimensioni ridotte con un’ambiente più intimo. Per chi è interessato, con una breve passeggiata da qui o dal ryocan ci si può anche recare al santuario shintoista di Isaniwa. Si completa la giornata con una cena tradizionale nel ryocan.

9°g. o 12°g.   19/5  Matsuyama – Imabari – Kotohira
Si continua col treno lungo la costa arrivando a Imabari in poco più di un’ora. Ci si reca al tempio buddista di Nanko-bo, il 55° nella sequenza del circuito degli 88 templi di Shikoku, e si ammira l’elegante castello, situato nei pressi del mare e contornato da un ampio fossato pieno d’acqua. Tornati in stazione si riparte seguendo col treno i contorni della costa, deviando per un breve tratto verso l’interno per raggiungere la piccola località di Kotohira, che cista circa 120 km, un tragitto che richiede più di due ore. Si alloggia presso il ryocan Kotohira Onsen Kotosankaku, dove la cena non è inclusa. Ci si reca sui colli ai margini della cittadina al santuario di Kotohira-gu, uno dei più popolari e amati del Giappone, chiamato anche Kompira-san e consacrato a Omono-Nushi, il kami (cioè il protettore) dei naviganti. Fondato nell’XI secolo sul fianco del monte Zozu, il culto legato al santuario è frutto di un sincretismo tra shintoismo e buddismo e tuttora marinai e pescatori vi si recano per invocare protezione. Per accedere al tempio principale occorre salire una lunga e suggestiva scalinata di gradini in pietra (785 gradini), uno sforzo appagato dalla bellezza del sito e dal panorama che si gode dall’alto. Si completa la giornata recandosi al celebre Kanamaruza, il più antico teatro kabuki di tutto il Paese, costruito nel 1835. La visita è interessante anche quando il palcoscenico è vuoto; singolare è il meccanismo girevole che da quasi due secoli viene fatto ruotare da uno stuolo di uomini vigorosi che stanno sotto il palcoscenico, mentre il pubblico assiste allo spettacolo seduto sul tatami. Il kabuki è un’arte le cui origini risalgono a più di 400 anni fa, tutti i personaggi sono impersonati da attori uomini truccati in modo stravagante che indossano costumi tradizionali.

10°g. o 13°g.   20/5  Kotohira – Takamatsu (con cerimonia del tè a Ritsurin) – Naruto – Tokushima
Nella tappa di oggi per gli spostamenti si utilizza un pulmino privato. La prima meta è la città di Takamatsu, posizionata sulla costa nord dell’isola a circa 40 km da Kotohira. Qui si trova il magnifico Parco Ritsurin, tra i più celebri giardini storici del Giappone, che venne istituito nel XVII secolo: si estende su una vasta area (circa 75 ettari) che racchiude dolci colline ricoperte da boschi di pino, alberi sempreverdi e piante ornamentali, tutto accuratamente selezionato per garantire colori e fioritura in tutte le stagioni. Piccoli stagni e canali, ponti e sentieri conferiscono al parco un’atmosfera del tutto zen. Il parco ospita, oltre alla grande varietà botanica, alcuni laboratori artigianali che lavorano oggetti di legno. Si partecipa qui alla cerimonia del tè in un armonico padiglione adagiato sulle sponde di un laghetto. Dopo questa magnifica esperienza ci si sposta nella zona orientale della città, sulla verde collina di Yashima, contesa nei secoli da clan di samurai per la sua visuale strategica e teatro di molte battaglie, che si protende nel Mare Interno offrendo viste spettacolari dai suoi punti panoramici. La sommità della collina ospita l’antico tempio buddista di scuola Shingon di Yashima-ji, l’84° nella sequenza del circuito degli 88 templi di Shikoku. Una peculiarità, il tempio è dedicato anche a tanuki (una specie di cane procione), divinità dal carattere un po’ burlone che può cambiar sembianze per far scherzi alla gente. Da Takamatsu si prosegue verso est arrivando sulla costa orientale dell’isola a Naruto (67 km); qui si trova il primo degli 88 templi del pellegrinaggio di Shikoku, il Ryozen-ji, anche questo di scuola buddista Shingon. I pellegrini che completano tutto il circuito spesso vengono qui un’ultima volta per un rito di ringraziamento per il successo della loro impresa. Nei pressi di Naruto ci si reca ad osservare un interessante fenomeno naturale, un vortice marino di dimensioni impressionanti: lo stretto tra Shikoku e l’isola di Awaji infatti collega l’oceano Pacifico col Mare Interno di Sulu e con le maree tra i due si crea una differenza nel livello delle acque di circa un metro e mezzo creando così una potentissima e veloce corrente che cambia di direzione quattro volte nel corso della giornata producendo questo spettacolare effetto. Da Naruto ci si sposta per la notte nella vicina città di Tokushima (14 km), dove si alloggia presso l’hotel Daiwa Roynet Tokushima Ekimae.

11°g. o 14°g.   21/5  Tokushima – Nara
Si parte in treno da Tokushima lascando Shikoku e tornando verso nord est sulla grande isola di Honshu; ad Osaka si cambia il treno e si prosegue per Nara, un tragitto di circa 180 km che richiede quasi quattro ore; qui si alloggia presso l’hotel Nikko Nara. Questa cittadina, dove oggi abitano circa 350.000 persone, nel 710 d.C. divenne la prima capitale imperiale del Giappone; ma ebbe questo ruolo solo per 75 anni, perché poi lo scettro passò a Kyoto. Si dedica il pomeriggio alle visite, vi sono ben otto siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Tra questi il più significativo è il tempio di Todai-ji, considerato il fiore all’occhiello di Nara, che risale al 728, dove si trova la statua del Grande Budda (Daibutsu) custodita in un padiglione alto quasi cinquanta metri, che pare essere il più alto edificio in legno al mondo; è molto interessante anche il suo grande portale meridionale, Nandal-mon, con due statue lignee del XIII secolo. Molto importante è poi il grande santuario shintoista di Kasuga Taisha, che risale all’VIII secolo ed è anch’esso nell’albo del Patrimonio dell’Umanità, famoso anche per le innumerevoli lanterne, che vengono accese nei due festival annuali; alle sue spalle sulla collina vi è un parco con tantissimi cervi. La passeggiata tra questi due siti è estremamente piacevole, con scorci di bellezza fenomenale e con una caratteristica molto particolare, la presenza dei caprioli che occhieggiano ovunque tra i reliquiari ed i muschi della foresta.

PER CHI RIENTRA

12°g. o 15°g.   22/5  Nara – Osaka e volo di rientro
Da Nara si raggiunge in treno l’aeroporto di Osaka, un tragitto che richiede circa un’ora e mezza. Il volo consigliato per il rientro è della China Airlines con partenza da Osaka alle 16.45 ed arrivo a Pechino alle 19.15 (orari da confermare).

13°g. o 16°g.  Martedì 23 maggio, arrivo a destinazione
Si parte da Pechino alle 1.30 con arrivo a Milano Malpensa alle 6.30; per gli orari dei collegamenti per altre città contattare Amitaba.

ESTENSIONE A MONTE KOYA, KUMANO KODO, ISE E TOBA

NB: La parte iniziale di questa estensione, fino ad Ise, prevede dei tratti di cammino, si svolge in aree poco turistiche e vengono utilizzati diversi tratti di mezzi pubblici locali che possono rendere il trasporto del bagaglio personale scomodo. Si rende quindi necessario partire da Nara leggeri portando solo quanto possa essere contenuto in uno zaino che si ha la capacità di portare autonomamente. Il bagaglio principale viene spedito da Nara all’hotel di Ise; si tratta quindi di essere un poco sportivi per tre notti.

12°g. o 15°g.   22/5  Nara – Monte Koya
Si parte per il monte Koya, situato circa 90 km a sud, accompagnati da una guida locale; col treno si raggiunge Osaka dove si cambia arrivando in circa due ore e mezzo a Gokurakubashi. Da qui si prende una funicolare che arriva sui monti ricchi di cedri rossi a Koya-san, una piccola città-monastero, dove si alloggia e si cena presso il ryocan Hongakuin o simile, che come tutti i luoghi d’accoglienza qui a Monte Koya è una struttura monastica, in giapponese uno “Shokubo”. Questo magico altopiano, coperto da foreste e circondato da otto cime, venne scelto dal monaco Kobo Daishi nell’816, al suo rientro dalla Cina, come luogo di ritiro. La sua figura è molto importante in Giappone poiché fondò la scuola buddista Shingon, il cui centro principale è qui a Koya-san, che oggi viene seguita da circa 10 milioni di pratricanti ed ha approssimativamente 4000 templi nel Paese. La tomba del veneratissimo maestro, che per i fedeli sta solo dormendo, è qui a Monte Koya, in attesa della venuta del prossimo Budda, Miroku (Maitreia). L’intero luogo è pervaso da una quiete solenne; vi sono due parti distinte che oggi si visitano, ad occidente il Garan con i templi e ad oriente il vasto cimitero di Oku-no-in. Nel Garan si trovano diversi edifici interessanti, tra cui il Kondo (Sala Dorata), la pagoda arancione di Konpon Daito ed il vasto tempio di Kongobu-ji, sede della scuola Shingon. Da qui ci si reca in quella che è forse la parte più suggestiva del Monte Koya, il cimitero buddista di Oku-no-in, importante luogo di pellegrinaggio con migliaia di Stupa in pietra, dove, immerso nella quiete sovrannaturale di questa magica foresta, si trova il sepolcro di Kobo Daishi con l’edificio principale, il Toro-do, ornato con migliaia di lanterne, ed il veneratissimo santuario di Kukai. Camminando tra gli altissimi alberi ed i monumenti commemorativi coperti dal muschio si notano alcune statue che portano al collo un bavaglino rosso: si tratta di Jizō, il Budda associato ai bambini, e sono le offerte che le madri lasciano per proteggere i figli che sono mancati e portare loro fortuna nella trasmigrazione. Si completa questa magnifica giornata con una speciale cena vegetariana preparata dai monaci nel nostro tipicissimo shokubu.

13° o 16°g.  23/5 Monte Koya – Kawayu Onsen
Al mattino le persone interessate potranno partecipare alla cerimonia coi monaci Shingon. Dopo la colazione tradizionale si scende con la funicolare alla stazione di Gokurakubashi prendendo il treno per Hashimoto, lungo la linea che torna verso Osaka, dove si cambia continuando verso ovest risalendo il corso del fiume Kinokawa fino a Gojo. Qui si prende l’autobus che segue le tortuose strade montane portando verso sud attraverso il cuore della penisola fino a Kawayu Onsen (93 km da Gojo), un percorso che richiede in tutto quasi cinque ore. Qui si alloggia presso un semplice ryocan, il Kawayu Midoriya o similare, dove viene servita una cena tradizionale giapponese. In questa “Onsen” (fonte termale) l’acqua calda arriva fino alla superfice cristallina del fiume Oto, una meraviglia naturale; un momento tra i più belli per goderne e beneficiarne è alla sera, con le luci più tenui che danno risaldo al candido vapore che si disperde nell’aria tersa dei monti.

14°g. o 17°g.   24/5  Kawayu Onsen – Hongu Taisha – Hayatama Taisha – Kii-Katsura
Nella giornata di oggi potrebbe essere necessario utilizzare un pulmino privato per alcuni degli spostamenti; la tappa è descritta senza considerare questa opzione. Utilizzando un pulmino locale ci si reca al tempietto di Hosshinmon-oji, incastonato nella foreste a nord ovest. Da qui si parte a piedi tornando verso valle seguendo il percorso del pellegrinaggio che con sette chilometri di cammino giunge al santuario di Kumano Hongu Taisha, uno dei più importanti santuari del Giappone ed il primo dei tre siti storici principali del pellegrinaggio del Kumano Kodo. Questo percorso sacro attraversa le montagne della penisola di Kii e viene seguito da oltre un millennio; si tratta di una insieme di sentieri che, da più direzioni, convergono qui. Hongu Taisha, come gli altri santuari dell’area, ebbe origine prima dell’introduzione del buddismo e testimonia un processo di integrazione armoniosa con la preesistente religione shintoista. Da qui si prosegue con un autobus seguendo il fiume fino a Hitari (17 km) dove si prende un battello che segue la corrente del fiume discendendolo per quasi venti chilometri, il modo tradizionale con cui viene fatto questo tratto del pellegrinaggio, fino al santuario di Kumano Hayatama Taisha. È il secondo tra i principali del circuito, ubicato nei pressi della foce del fiume; i terreni che circondano il tempio ospitano monumenti naturali santificati come divinità, tra cui una conifera sacra, la più grande del Giappone. Dal tempio si procede in autobus verso sud seguendo la costa arrivando a Kii-Katsura (16 km) dove si alloggia presso il semplice ryocan Katsura Gyoen o simile, dove viene servita una cena tradizionale giapponese.

15°g. or 18°g.   25/5  Kii-Katsura – Nachi Taisha – Cascata Nachi – Ise
Per facilitare la salita a Nachi è possibile lasciare lo zaino presso la stazione di Kii-Katsura. Da qui con una ventina di minuti di autobus si arriva all’imbocco del sentiero che porta al santuario di Kumano Nachi Taisha, il terzo dei siti principali del Kumano Kodo. Lo si raggiunge risalendo una scalinata (267 gradini) che si inerpica tra cedri secolari. Entrando nel complesso si nota un grande albero di canfora i cui rami si estendono magnificamente sui tetti del santuario: ha quasi un migliaio di anni e secondo la tradizione racchiude al suo interno una divinità; se ci si avvicina attraverso una cavità naturale nel tronco ci si può spingere al suo interno per ascoltarne gli antichi segreti. Oltre il santuario la perfettamente proporzionata pagoda di Seiganto-ji ha come sfondo la cascata di Nashi, una visuale di grande bellezza. Nashi, oltre ai suoi significati mistici e storici, è la più alta cascata del Giappone, con un salto ininterrotto di 133 metri. Il percorso a piedi richiede circa un’ora e mezza. Tornati a valle ci si reca alla stazione di Kii-Katsura per prendere il treno per Ise, che dista circa 140 km verso nord est, seguendo per un lungo tratto la costa; il tragitto può richiedere fino a oltre quattro ore. A Ise ci si accomoda presso l’hotel Ise City o simile.

16°g. o 19°g.   26/5  Ise ed escursione a Toba
Si raggiunge con circa venti minuti di treno la località di Toba, poco più ad est di Ise, per recarsi all’isoletta delle perle coltivate di Mikimoto, che si raggiunge con un ponte pedonale, dove è possibile assistere alla “raccolta” delle ostriche a cura delle pescatrici agghindate nel loro classico candido equipaggiamento. Si rientra quindi a Ise per la visita dei santuari shintoisti; s’inizia da quello di Toyuke no Omikami, conosciuto come il ‘santuario esterno’, situato a sud della città. Da qui si procede lungo la strada che porta al “santuario interno”, un percorso di circa cinque chilometri, considerato alla stregua di una via sacra, che transita dal quartiere vecchio di Furoichi, con alcune aree perfettamente preservate, prima tra queste la Okage Yokocho, una zona perfetta per una pausa pranzo. Si giunge così al famosissimo complesso templare di Toyouke Daijingu, considerato il più importante sito shintoista del Giappone perché vi viene custodito il sacro specchio bronzeo che raffigura ed impersonificata la divinità del sole, Amaterasu Omikami, l’entità femminile considerata come la mitica progenitrice della famiglia imperiale giapponese; la preziosissima reliquia non è però dato vedere perché è conservata nella parte più interna del santuario, dove accedono in pochissimi, e tra questi eletti vi è la grande sacerdotessa del tempio che tradizionalmente dovrebbe essere un membro della famiglia dell’Imperatore. Una caratteristica incredibile del luogo è che i templi che lo compongono vengono smantellati e ricostruiti in modo perfettamente identico ogni vent’anni, un’operazione costosissima e laboriosa: il 2013 è la data d’inizio della sessantaduesima edizione del tempio, la prima consacrazione fu quindi nel 773! Questa peculiarità rientra in un aspetto del credo shintoista, il wabi-sabi, basato sull’accoglimento della transitorietà di tutte le cose, che muoiono e si rinnovano. I nuovi edifici che vanno a rimpiazzare i vecchi sono costruiti secondo metodi e tecniche tradizionali: senza chiodi, unendo il legno con un sistema a incastro, in modo da passare alle nuove generazioni le tecniche di costruzione. I materiali degli edifici distrutti, che sono considerati sacri, vengono distribuiti ad altri santuari per essere utilizzati nella costruzione e nella ricostruzione dei loro templi.

17°g. o 20°g.   27/5  Ise – Osaka e volo di rientro
Da Ise si raggiunge in treno Osaka che dista circa 190 km verso ovest, un tragitto da due a tre ore circa in funzione del treno prescelto. Il volo consigliato per il rientro è della Turkish Airlines con partenza da Osaka per Istanbul alle 22.50 (orario da confermare). Si avrà così l’opportunità di fare una visita del centro di Osaka, città ora modernissima e vibrante posta sulla foce del fiume Yodo, che fu la prima ad essere fondata in Giappone. Ci si reca al castello di Osaka, che è stato ricostruito in modo fedele, ed è posizionato all’interno di un grande fossato ed immerso in un guardino stupendo; da qui si raggiunge il vecchio quartiere di Dotonbori, che si snoda lungo l’omonimo fiume, un’area vivace e piena di ristorantini tipici ove tra le molte cose si trova l’okonomiyaki, la tipica frittata di Osaka fatta con uova, farina, cavolo e diverse guarnizioni; nei pressi si visita brevemente il tempio buddista di Hozen-ji, immerso tra i vicoli. I fedeli vi vengono a pregare per il successo delle loro aziende o per trovare un buon partner di vita e schizzano acqua sulla statua di Mizukake Fudo; per questo motivo questa è ricoperta da un soffice tappeto verde di muschio. Il favore divino riguarda anche l’amore (le due piccole statue in piedi davanti a Mizukake Fudo sono considerate simbolo della coppia), e secondo la tradizione questa entità spazza via i nemici con il suo sguardo furente e brucia i desideri mondani con il suo mandolino a forma di fiamma che genera un alone di fuoco intorno al suo corpo. Prossimo punto d’interesse, ci si reca al tempio buddista di Shitennoji, la cui fondazione risale alla fine del VI secolo, facendone il più antico del Giappone; quello che si vede oggi è stato più volte ricostruito, mantenendo però la struttura originale. Il tempio venne edificato per celebrare la vittoria che i buddisti riuscirono ad avere nello scontro con i seguaci dello shintoismo e fu dedicato ai quattro Re Celesti, che secondo la tradizione facilitarono la vittoria; che pace fu poi fatta sembra essere testimoniato dalla presenza nel complesso di un grande torii in pietra, quintessenza simbolica dello shintoismo, sullo sfondo della bella pagoda a cinque livelli che rappresenta, con i suoi piani, i cinque elementi. Da qui con una breve passeggiata (10 minuti) si arriva al tempio di Isshinji (XII secolo), dove a partire dal periodo Meiji (1868 -1912) sono state create tredici immagini ciascuna delle quali incorpora le ceneri di decine di migliaia di devoti. Si prosegue attraverso il parco di Tennoji, coi due bei laghetti di Kawazokoike e Keitakuen, arrivando al grande grattacielo e centro commerciale di Abeno Harukas, dove vi è la possibilità di salire sulla piattaforma panoramica a 300 metri di altezza per ammirare l’infinita distesa della città. Verso sera ci si reca in aeroporto per il volo di rientro.

18°g. o 21°g.  Domenica 28 maggio, arrivo a destinazione
L’arrivo a Istanbul è previsto alle 5.05; il volo per Milano Malpensa parte alle 7.40 con arrivo alle 9.35; per gli orari dei collegamenti per altre città contattare Amitaba.

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 4500; + 150 dopo il 31/3/’23
Minimo 4 e massimo 11 partecipanti
Estensione iniziale, € 1000 – Estensione finale, € 1900

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma ad esclusione dei voli, l’alloggio in camera doppia con colazione, la cena del 18/5 la pratica di zazen al tempio di Kyoto, la cerimonia del tè a Ritsurin, la presenza dell’accompagnatore italiano e di guide locali parlanti lingua italiana, gli ingressi ai siti indicati nel programma. Durante l’estensione finale le cene dal 22 al 24/5. Una nota sui costi del cibo in Giappone: contrariamente a quanto ci si possa aspettare un pasto semplice in un luogo equivalente ad una trattoria o pizzeria richiede da 10 a 15 euro, salendo a circa 20 – 30 per un pasto più completo; se si sale di categoria si può invece spendere molto, anche più di 200 euro!

La quota non comprende: i voli internazionali, che costano a partire da € 900 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 150 se si prenota dopo il 31/3/2023, € 390 per la singola; con solo 4 partecipanti, extra di € 200. Estensione iniziale: € 120 per la singola; con solo 3 partecipanti, extra € 200. Estensione finale: € 220 per la singola; con solo 4 partecipanti extra di € 100, con 3 extra di € 400. Se per via della scelta di volo si arrivasse in Giappone in un orario molto diverso da quello del volo consigliato vi è un extra costo di € 180 necessario per remunerare la persona che viene a ricevere i viaggiatori e si occupa anche della richiesta dell’abbonamento ferroviario, che va fatta all’arrivo in aeroporto; il costo è da suddividere tra i partecipanti giunti con questo orario.

Visti e documenti: i cittadini italiani possono recarsi in Giappone senza visto per motivi di turismo per un massimo di 90 giorni di permanenza; serve un passaporto con almeno sei mesi di validità dall’arrivo.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – yen del 4/2/’22 (Banca d’Italia): € 1 = YEN 131,72, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

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    Kamakura Tokei-ji

     GALLERIA FOTOGRAFICA

    Kumano Kodo, Seiganto-ji
    Castello di Himeji
    Okayama, Koraku-en e castello
    Acque termali a Beppu
    Usuki, Bodhisattva
    Parco di Ritsurin, Shikoku
    Pellegrini a Ryozen-ji, Shikoku
    Castello di Matsumoto
    Arashiyama, foresta di bambù
    Kyoto, Fushimi Inari
    Usuki, statue rupestri
    Shikoku, castello di Imabari
    Tempio a Nara
    Kumano Kodo, Hongu Taisha
    Tempio a Ise

    L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

    Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.