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Giappone


Cultura, storia e spiritualità del lontano oriente

Un incontro con cultura, storia e spiritualità del lontano oriente


Okayama, Koraku-en e castello

Acque termali a Beppu

Usuki, Bodhisattva

Parco di Ritsurin, Shikoku

Pellegrini a Ryozen-ji, Shikoku

PARTENZA
2/4/2025
RITORNO
22/4/2025
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
27/4/2025
2a ESTENSIONE
DURATA
21 – 26 giorni
PARTECIPANTI
massimo 8
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Il viaggio avvicina il cuore del Giappone gustando le espressioni artistiche più raffinate, passeggiando per giardini dalle proporzioni perfette, incontrando importanti siti storici ed aprendo una finestra sul sofisticatissimo mondo spirituale che anima la ricerca dell’armonia, quasi estrema, di questo mondo per noi così diverso. Un percorso che include buona parte degli imperdibili siti classici e giunge anche lontano dagli usuali circuiti di visita, dalla strada storica del Nakasendo, tra i villaggi delle Alpi giapponesi, alle isole di Kyushu ed alla mistica Shikoku, dove si sperimenta la cerimonia del tè nell’immortale giardino di Ritsurin. Giunti a Nara, l’estensione porta all’eterico monte sacro di Koya ed ai siti del tradizionale pellegrinaggio del Kumano Kodo approdando ad Ise, dove risiede la divinità madre della famiglia imperiale.

Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero.
  • Tokyo
  • Kamakura
  • Lago Ashi
  • Tokyo
  • Nikko
  • Matsumoto
  • Magome
  • Kyoto
  • Himeji
  • Okayama
  • Yutoku Inari
  • Kumamoto
  • Yufuin
  • Beppu
  • Usuki
  • Yawatahama
  • Matsuyama
  • Imabari
  • Kotohira
  • Takamatsu
  • Naruto
  • Tokushima
  • Nara
  • Osaka
  • Monte Koya
  • Kawayu Onsen
  • Kii-Katsura (Kumano Kodo)
  • Ise
  • Toba
  • Osaka

 Presentazione del viaggio


Accompagna il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba che si avvale della collaborazione di guide locali che parlano la lingua italiana. Si prevede un massimo di 8 partecipanti. Per degli approfondimenti tematici può essere utile consultare la sezione del sito dedicata al buddismo giapponese.

Giunti a Tokyo ci si reca a Kamakura, una cittadina che fu anche capitale feudale nel periodo di maggior diffusione del buddismo, un’eredità che risplende nei magnifici templi di diverse tradizioni, tra cui il più antico monastero zen del Giappone. Si alloggia qui e si prosegue per il lago Ashi, dove si specchia il mitico monte Fuji, e si rientra a Tokyo, da dove ci si sposta a nord tra i monti all’imperdibile Nikko, luogo di commemorazione del primo Shogun, dove tra i diversi importanti templi Patrimonio Unesco si trova il celebre complesso shintoista di Toshogu, in una zona che merita una visita anche per le sue bellezze naturali. Rientrati, dopo una visita di Tokyo si prosegue per Matsumoto, ai piedi delle Alpi giapponesi, dove si erge un magnifico castello perfettamente preservato, e da qui si attraversano le montagne potendo ammirare diversi villaggi tradizionali. In questa bucolica regione si percorre a piedi un tratto (9 km) dell’antica via che collegava Tokyo con Kyoto, la strada del Nakasendo, immersi in un contesto che sembra farci uscire dal flusso del tempo.

Si giunge così a Kyoto dove si dedicano tre giorni pieni alla scoperta di questa città, cuore culturale del Giappone; il programma, attentamente calibrato, prevede un grandioso insieme di visite – si tenga presente che qui vi sono 1400 tra templi e santuari, inclusi 17 siti Patrimonio Unesco, più il sito Unesco di Uji, quindi non è pensabile vedere ‘tutto’, ma con quanto segue si avrà un’ottima esperienza e, a nostro avviso, non manca nulla di quanto è più eclatante. Ecco il tour previsto. Il “padiglione d’oro” Kinkakuji, tempio simbolo del Giappone, il castello Nijo, Sanjusangendo con le antiche statue lignee di Kannon, Kiyomizu-dera, Tenryu-ji, uno dei templi principali della scuola zen Rinzai, ornato da uno dei giardini più belli di Kyoto, il bosco di bambù, il Byodo-in di Uji, in stile classico Heian, il santuario shintoista di Fujimi Hinari, To-ji, la celebre pagoda di legno fondata da Kukai nell’826, il celebre giardino zen di Ryoan-ji, il santuario di Heian-Jingu. Si completa con la magnifica passeggiata lungo il Tetsugaku No Michi, o “sentiero dei filosofi”, ombreggiato dagli alberi di ciliegio.

Dopo questa bella esperienza si parte verso ovest per Himeji e Okayama, dove si visitano i due celebri castelli ed il Koraku-en, il magnifico giardino di Okayama, dove si perlustra anche il quartiere tradizionale della vicina Kurashiki. Da Okayama si prosegue per l’isola di Kyushu arrivando nella parte più occidentale del Paese al santuario shintoista di Yutoku Inari, incastonato nella stupenda natura di questa regione, e si raggiunge Kumamoto, completando con questo sito la visita dei principali castelli del Giappone. Proseguendo, si arriva a Yufuin, dove si alloggia in un ryocan tradizionale dove si può usufruire delle acque calde; la località, in vista di un grande vulcano, e particolarmente apprezzata per le sue fonti termali. Da qui si visitano le celebri pozze sulfuree cromatiche degli ‘inferni’ di Beppu e, prima di traghettare da Usuki per l’isola di Shikoku, ci si reca ad uno dei rari siti di sculture rupestri del Giappone.

A Shikoku si sosta per quattro notti, procedendo gradatamente verso nord est; nell’isola si dipana un grande circuito mistico, conosciuto come “il pellegrinaggio degli 88 templi”, un percorso di circa 1200 chilometri che collega 88 dei templi e santuari dell’isola. Chi si cimenta con questa impresa è chiamato “henro” e lo si riconosce dal cappello di paglia, il bastone e l’abito bianco; l’itinerario include diversi di questi templi. La prima tappa è Matsuyama, dove si alloggia in un tradizionale ryokan per due notti; anche qui le acque calde sono una grande attrattiva, in particolare alle terme antiche di Dogo Onsen, che si possono sperimentare. Qui il sito più importante è il tempio di Ishite-ji (il 51° del circuito sacro), oltre al castello ed al santuario di Isaniwa. Si prosegue per Imabari, dove si trovano un altro dei templi del circuito sacro (il 55°) ed un castello, e si sosta a Kotohira, dove sono molto interessanti le visite al tempio di Kompira San, uno dei siti shinto-buddisti più stimati dai giapponesi, ed al teatro tradizionale di Kanamaruza. L’ultimo tratto sull’isola porta a Takamatsu dove si trova uno dei giardini storici più apprezzati del Giappone, il Ritsurin: qui in un grazioso piccolo padiglione si partecipa alla cerimonia del tè.  Dopo la visita del tempio di Yashima-ji (l’84° del circuito sacro) si prosegue per Naruto, dove si trova il primo degli 88 templi, il Ryozen-ji, e ci si reca sulla costa per ammirare lo spettacolo dei vortici dello stretto tra Shikoku e l’isola di Awaji. Si sosta per la notte a Tokushima.

Da Tokushima si raggiunge, sull’isola di Honshu che è la principale dell’arcipelago giapponese, l’antica città di Nara, che offre otto siti del Patrimonio Mondiale Unesco, ottimo luogo per completare questo splendido circuito.

ESTENSIONE – Monte Koya, Kumano Kodo, Ise

Da Nara si prosegue per il monte Koya, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del Paese: dall’816 è un luogo di ritiro e pratica spirituale. Ebbe origine dal santo fondatore della scuola buddista Shingon, Kobo Daishi (Kukai), che ha qui il suo sepolcro nel celebre cimitero buddista di Oku-no-in, tra migliaia di monumenti funerari in pietra, e vi si trova un importante insieme di templi, un sito eccezionale sia per la sua bellezza oggettiva che per la forte ed eterea atmosfera spirituale. Si alloggia nella foresteria di un tempio, dove al mattino si può partecipare alle cerimonie. Si prosegue dedicando tre giorni al circuito del Kumano Kodo, uno dei percorsi sacri più importanti del Giappone; la prima tappa è al Kawayu Onsen, una località termale dove ci si immerge nelle bolle d’acqua calda nel fiume cristallino. Il giorno seguente si raggiungono alcuni templi, tra cui due dei tre principali del circuito. Il terzo giorno ci attende il tempio di Nachi Taisha, posto nei pressi di una bellissima cascata. Da qui si prosegue verso nord est lungo la costa per Ise, per la visita dei santuari shintoisti e di Toba, poco più ad est di Ise, dove si trova l’isoletta delle perle coltivate di Mikimoto. Il tempio di Toyouke Daijingu a Ise è considerato il più importante sito shintoista del Giappone perché vi viene custodito il sacro specchio bronzeo che raffigura ed impersonificata la divinità del sole, Amaterasu Omikami; è molto bello anche il Toyuke no Omikami ed è da non perdere il quartiere vecchio di Furuoichi. Da qui si raggiunge Osaka dove, prima del rientro, si visitano le parti più interessanti della città.

NOTA TECNICA

Il viaggio è condotto da Alessandro Zuzic, che si avvale di guide locali giapponesi che parlano la lingua italiana. Gli spostamenti, tutti inclusi nel prezzo del viaggio, vengono effettuati quasi tutti (nelle giornate del 19/4 a Shikoku e del 23 e 24/4 al Kumano Kodo si usano pulmini privati) utilizzando i mezzi pubblici (treni veloci, metro, autobus, traghetti); è la modalità più economica, ma in Giappone è anche molto efficace perché i mezzi sono veloci, puntuali e pulitissimi ed soprattutto offre un’ulteriore opportunità di incontrare le persone del luogo. Durante le due estensioni sono previsti dei percorsi a piedi.

La qualità degli alloggi è buona, sempre pulitissimi ed ordinati; si segnala che si utilizzano alcuni ryokan, ovvero locande tradizionali giapponesi dove le stanze sono coperte con stuoie – i tatami – e si dorme sui futon – materassi trapuntati solitamente di cotone posti a terra; un dettaglio molto bello del viaggio. Nel percorso principale vengono utilizzati i ryokan due notti a Yufuin e Kotohira; anche nell’estensione per due notti, al Monte Koya, dove si alloggia presso uno Shokubo, o punto d’accoglienza, di una struttura monastica dove la preparazione delle stanze è come nei ryokan ma i servizi sono in comune, ed a Kawayu Onsen.

Le colazioni sono sempre previste e nei ryocan a volte sono tipiche giapponesi. Si sperimentano le cene tradizionali giapponesi, dove la preparazione estetica delle pietanze è importante quanto il gusto dei cibi, nel ryocan di Monte Koya e Kawayu Onsen.

Il clima previsto è primaverile; le temperature minime notturne e massime diurne stagionali indicano 1° – 12°C per Nikko, 7° – 17°C per Kyoto, 9° – 19°C per Matsuyama e 10° – 20°C per Osaka; alla sera per chi si reca al Monte Koya con l’estensione può anche essere più freddo. Rispetto alla media del Giappone aprile è un momento dell’anno con relativamente poche precipitazioni, con possibili cadute piovose medie in circa metà delle giornate, quindi c’è da tener presente che può piovere. Si consiglia un abbigliamento comodo a strati, scarpe adatte a camminare anche se fosse umido, giacca impermeabile ed indumenti caldi per la sera.

Una nota importante sul bagaglio

Per facilitare l’esecuzione del viaggio ci sono alcune tappe, indicate nel “Programma del Viaggio”, dove è necessario lasciare in deposito il bagaglio principale o spedirlo all’hotel di destinazione, usufruendo in questo caso dell’efficientissimo ed affidabile servizio tipico del Giappone: al mattino quando si parte si consegna la valigia al ricevimento dell’hotel dove si alloggia e la si ritrova nel punto di destinazione. In questo modo non si ha l’impiccio del bagaglio per le visite ed i trasferimenti. Il costo di queste spedizioni (una valigia per partecipante) è incluso nel prezzo del viaggio.

Cosa leggere prima di partire? Vi sono molte pubblicazioni interessanti; per cominciare, un buon inizio è “Ore giapponesi” di Fosco Maraini, un punto d’osservazione esterno e molto informato – forse non tutti sanno che il grande Fosco fu prigioniero in Giappone e per indurre i carcerieri ad un miglior trattamento si tagliò un dito di fronte a loro con disprezzo, un gesto … da Samurai! Ottenne così miglior cibo e dopo qualche anno sposò una donna giapponese.

 Programma del viaggio


1°g. Mercoledì 2 aprile, partenza per Tokyo
Per raggiungere Tokyo, capitale del Giappone, vi sono diverse possibilità di volo e di porti d’imbarco; Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La maggior parte dei voli prevede la partenza nel pomeriggio con arrivo nella mattina successiva.

2°g. 3/4 Arrivo a Tokyo
All’arrivo è in attesa dei partecipanti un collaboratore locale di Amitaba che si occupa anche della richiesta dell’abbonamento ferroviario, che va fatta all’arrivo in aeroporto. Ci si trasferisce quindi all’hotel Villafontaine Tamachi o simile utilizzando i mezzi locali; pomeriggio e serata a disposizione. Se si è arrivati in tempo si consiglia di recarsi con il capogruppo per una visita al quartiere futuristico di Odaiba, sulle isole artificiali nella baia di Tokyo, utilizzando la monorotaia che attraversa il “Rainbow Bridge” con un percorso panoramico, per un’interessante passeggiata nell’area di Chihira Junco. Se non si riuscisse, è possibile fare questo giro anche nelle altre due serate che si avranno a Tokyo (il 5 o il 7/4). Il quartiere di Odaiba nasce verso la fine del periodo Edo (1603 – 1868), sotto lo shogunato Tokugawa: il progetto originale prevedeva la costruzione di 11 piccole isole, per contrastare eventuali attacchi navali; di queste, solo sei vennero effettivamente costruite. Dopo quasi un secolo si decise di unire queste isole per mezzo di una massiccia opera di riempimento, e da sei piccole isole si giunse ad averne due, di grandi dimensioni. Verso la metà degli anni ’90 l’area iniziò a riempirsi di attività commerciali, diventando il grande centro che è oggi. Oltre ai robot del museo scientifico Miraikan, a Odaiba si trova l’ “Ooedo Onsen Monogatari”, un paradiso del benessere costruito in stile Edo, che fa evocare l’epoca dell’antica Tokyo ed offre tantissimi trattamenti; le vasche con le sorgenti termali (qui si chiamano ‘onsen’) sono posizionate sia al coperto sia all’aperto ed utilizzano acque naturalmente calde che sgorgano da una profondità di ben 1400 mt.

3°g. 4/4 Tokyo – Kamakura
[Nota: per rendere l’escursione a Kamakura e Hakone più facile si prevede di lasciare il bagaglio in deposito presso l’hotel di Tokyo, dove si rientra domani sera, e portare con sé solo quanto necessario] Si lascia l’hotel verso le 8 con la guida locale per recarsi in treno a Kamakura, circa 50 km a sud di Tokyo. Fu la prima capitale feudale tra il XII e il XIV secolo in un periodo che fu di grande fioritura ed espansione della religione buddista, come testimoniano i molti templi e le vestigia che si trovano qui. Si iniziano le visite dal tempio di Hase-dera, del 736 d.C., con la veneratissima statua lignea di Kannon (Avolkiteshvara) nella forma con 11 volti, alta 9 metri. Da qui si raggiunge il vicino sito di Daibutsu, il grande Budda Amida, immagine simbolo di Kamakura, che venne forgiato in bronzo nel 1252 ed è alto circa 12 metri. Si completa questa splendida mattina con il santuario di Hachimnagu, il più importante sito shintoista di Kamakura, che origina dall’XII secolo. Dopo un sopralluogo al mercato di Komachi nel pomeriggio si vedono il tempio di Engaku-ji, fondato nel 1282, di scuola Rinzai, il Tokei-ji, che fungeva da monastero femminile ed alle cui spalle si trova un affascinante cimitero, ed il Kencho-ji, che è il più antico monastero zen del Paese, fondato nel 1253 e tutt’ora attivo. Si alloggia in hotel.

4°g. 5/4 Kamakura – Hakone (Lago Ashi e Monte Fuji) – Tokyo
Si lascia l’hotel verso le 8 con la guida locale per recarsi in direzione ovest ad Hakone, nella regione del Monte Fuji. Si prende il treno per Ofuna, dove si cambia per Odawara e da qui si utilizza un autobus locale arrivando sulle rive del lago Ashi. Prima di salire con la funivia sul monte Komogatake (1357 mt), che offre una stupenda posizione panoramica sul lago e sul monte Fuji (3776 mt), tempo permettendo si visita il tempio di Hakone. Questa località è famosa, oltre che per lo spettacolare panorama sul monte Fuji che si specchia sul lago Ashi, per i diversi centri termali. Utilizzando un vascello, costruito con un’anacronistica forma di un galeone, si navigano le acque in vista del monte Fuji. Si torna quindi a Odawara dove si prende il treno per Tokyo, dove si alloggia nel medesimo hotel.

5°g. 6/4 Tokyo – Nikko
[Nota: per rendere l’escursione a Nikko più facile si prevede di lasciare il bagaglio in deposito presso l’hotel di Tokyo, dove si rientra domani sera, e portare con sé solo quanto necessario] La guida locale arriva in hotel alle 8; ci si reca in treno a Nikko, situata circa 150 km a nord di Tokyo, un tragitto di circa due ore. La cittadina di Nikko è immersa in una stupenda regione naturale tra monti, laghi e foreste; nell’VIII secolo il monaco buddista Shodo vi fondò il tempio che oggi è chiamato Rinno-ji, e da allora è rimasta un centro importante per le pratiche religiose e di ritiro sia buddiste che scintoiste. Fu forse per queste ragioni che il luogo venne prescelto per lo straordinario complesso shintoista di Toshogu, il grandioso mausoleo dedicato a Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato che dal XVII secolo dominò il Giappone per due secoli e mezzo. S’iniziano le visite ammirando il celebre ponte di Shinkyo, costruito in legno e dipinto di rosso, che si osserva molto bene nel suo contesto dal meno poetico ponte stradale che lo affianca: segna l’accesso all’area dei templi situati oltre il fiume Daiya. Oltre il ponte con un breve tratto a piedi si giunge al Rinno-ji, l’antichissimo sito di scuola buddista Tendai, dove il padiglione più importante contiene tre magnifiche statue di Amida e due sue manifestazioni, Senju Kannon e Bato Kannon; questi localmente sono considerati manifestazioni buddiste delle deità tutelari (kami) dei monti circostanti. Da qui in cinque minuti a piedi si arriva al santuario di Toshogu; il sito, completato nel 1636, è molto ampio e curato nei minimi dettagli, con un insieme decorativo che unisce componenti shintoiste e buddiste, con forti cromaticità ed una profusione di colori e dorature che ne fa un oggetto unico, tra i più affascinanti del Paese. Tempo e voglia permettendo, dal Toshogu si può raggiungere a piedi in circa cinque minuti il complesso shintoista di Futarasan jinja, anche questo parte, come gli altri due, del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Tempo permettendo, si può completare l’esplorazione di Nikko recandosi ad ovest del grande santuario per ammirare il lago di Chuzenji, incastonato tra i monti ai piedi del vulcano Nantai, e le cascate di Kegon, dove le acque fanno un salto di circa 100 metri, situate nei pressi. Si alloggia in hotel.

6°g. 7/4 Nikko – Tokyo
Si rientra in treno a Tokyo dove si iniziano le visite recandosi al quartiere di Asakusa, nel cuore della città vecchia, dove si erge la modernissima torre Sky Tree, edificata nel 2012 ed ingegnerizzata in modo avveniristico, alta 634 mt. Qui si trova il più importante tempio buddista della città, Senso-ji, immerso in un interessante contesto cittadino; al suo interno il magnifico tempio più antico risale al 1649. Nel pomeriggio si visita il santuario shintoista principale di Tokyo, Meiji, nel quartiere di Harajuku, anche questo molto interessante da vedere, famoso per gli stravaganti negozi e l’arte di strada. Si completa recandosi alle torri di Shinjuku, in un quartiere che di fatto è una città nella città, dove, nel colossale e particolare palazzo municipale, si può salire fino a 220 mt per ammirare una spettacolare visuale. Si alloggia nel medesimo hotel.

7°g. 8/4 Tokyo – Matsumoto e Narai Juko (Nakasendo)
[Si segnala che per le giornate di oggi e domani è opportuno portare con sé solo quanto può essere necessario per una notte ed il bagaglio principale viene inviato direttamente a Kyoto; questo è importante perché un bagaglio leggero rende molto più semplice l’utilizzo dei mezzi locali disponibili nelle zone più rurali, dove può non esserci sufficiente spazio per alloggiare delle valige, ed è necessario poter portare con sé tutto con uno zainetto per il tratto a piedi previsto nella giornata di domani. Chi non volesse fare il percorso a piedi può comunque raggiunger i compagni di viaggio alla stazione dove questi arriveranno] Si parte in treno lasciando Tokyo in direzione ovest, il viaggio richiede circa 3 ore, sono poco più di 200 chilometri. Giunti nella cittadina di Matsumoto ci si reca a visitare il castello, uno dei tre più importanti ed interessanti del Giappone (con Himeji e Kumamoto, che si vedono entrambi nel corso del viaggio.) Le parti principali, ottimamente conservate, risalgono al XVI secolo e presentano un’architettura pensata in funzione di sofisticate strategie difensive; il nome con cui è chiamato localmente è ‘castello del corvo’ per via delle mura scure e delle ampie tettoie che adornano il palazzo del daimyo, al centro del vasto complesso, che ricordano delle ali. Da Matsumoto con un treno locale si raggiunger Narai Juko (44 km, circa un’ora), inoltrandosi tra i monti. Questo paese, nato come luogo di sosta nel punto più alto del “Nakasendo”, l’antica strada che collegava Kyoto con Edo (Tokyo), è stato preservato con grande cura e vi si ammirano le costruzioni tradizionali di epoca Edo (XVII – XIX secolo). La Nakasendo era una delle cinque strade principali del Giappone che partivano dalla sede dello shōgun, Edo, nel periodo Tokugawa tra il 1600 e il 1868, e collegava Edo, l’odierna Tokyo, con la capitale e sede imperiale Kyoto attraverso le Alpi giapponesi. Lungo la Nakasendo, all’incirca ogni 10 chilometri, sorgevano 69 Juku, o punti di sosta, dove samurai, mercanti, monaci erranti e signori locali potevano fermarsi e trovare vitto, alloggio ma anche “intrattenimento”. Questa strada era il percorso preferito in epoca antica nel collegare Kyoto a Edo perché evitava il guado di diversi fiumi ed era quindi ritenuta meno pericolosa. Completata la visita si rientra a Matsumoto, dove ci si accomoda in hotel.

8°g. 9/4 Matsumoto – Nakatsugawa – Magome e Tsumago-Juko – Kyoto
Si parte in treno verso sud per la tipica cittadina di Nakatsugawa, anche questa sorta come punto di sosta del Nakasendo con costruzioni tipiche restaurate del periodo Edo. Da qui si procede con un autobus per il bel villaggio tradizionale di Magome (circa 10 km), per seguire a piedi da qui una tappa dell’antica via del Nakasendo. Si parte a piedi per Tsumago-Juko, che dista nove chilometri con un dislivello in salita di 257 metri ed in discesa di 405, un percorso che richiede da due a massimo tre ore per i meno allenati. Anche Tsumago-Juko è un paese ottimamente preservato, e l’insieme dona una bella esperienza di quello che era il Giappone antico. Oltre Tsumago-Juko si raggiunge la stazione ferroviaria prendendo il treno per Nagoya, da dove si prosegue con un treno veloce per Kyoto, che dista circa 230 km in tutto, un trasferimento di circa 3 ore. Giunti a Kyoto si alloggia presso l’hotel Daiwa Roynet Kyoto Hachijoguchi, situato nei pressi della stazione, una costruzione questa che ha vinto diversi premi, un interessante esempio di architettura modera. In hotel si trova il bagaglio che si era lasciato ieri mattina a Tokyo.

9°g. 10/4 Kyoto
Si sosta a Kyoto tre giorni per poter svolgere un insieme di visite che possa consentire una visione piuttosto completa di questo luogo, che potrebbe da solo assorbire un intero viaggio. Infatti Kyoto è la capitale culturale del Giappone e ne è stata la capitale politica dall’VIII secolo, con un’interruzione nel periodo di Kamakura, fino al 1868, quando l’imperatore si trasferì a Tokyo. Preserva un meraviglioso insieme di punti interessanti, si contano più di 1000 templi buddisti ed oltre 400 santuari shintoisti, oltre a giardini esteticamente perfetti, con 17 siti Patrimonio dell’Umanità. La guida locale arriva in hotel alle 8 e si inizia la giornata recandosi al Kinkaku-ji (il “Padiglione d’Oro”), forse il più celebre edificio storico del Giappone, con il tetto d’oro che si riflette in un laghetto, e si continuano le visite nel cuore della città al castello di Nijo-ji, del 1603, residenza del primo shogun Togukawa, con mura possenti, diversi padiglioni ed un meraviglioso giardino. Da qui si prosegue con il tempio Sanjusangendo, che risale al 1266, dedicato al Budda della compassione Kannon (Avalokiteshvara), con 1000 statue lignee originali che contornano la figura principale la cui espressione serena e benevolente suscita grande emozione, un capolavoro attribuito allo scultore Tankei e dichiarato Tesoro Nazionale del Giappone. Nel pomeriggio si completano le visite recandosi al tempio di Kiyomizu-dera, che si raggiunge passeggiando tra le case di un pittoresco quartiere tradizionale. Fu fondato nel 798, ma con gli attuali edifici del 1633; posto su di una collina con una bella visuale su Kyoto, è composto da diversi padiglioni di cui Hondo è il più grande ed importante e, nonostante le dimensioni, venne edificato senza usare un solo chiodo.

10°g. 11/4 Kyoto e Uji
Si raggiunge Arashiyama Sagano, un’area di Kyoto ai margini dei monti che sorgono ad ovest. Qui i punti salienti sono il Tenryu-ji, uno dei templi principali della scuola zen Rinzai, ornato da uno dei giardini più belli di Kyoto. Nei suoi pressi si trova il celebre bosco di bambù, un luogo magico dove passeggiare. Da qui si raggiunge in treno la località di Uji, circa 15 km a sud est di Kyoto, dove si trova il tempio di Byodo-in, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Nato come palazzo, divenne un tempio buddista nel 1052; il luogo è stupendo, con il tempio sopravvissuto al tempo ed agli incendi che si specchia sull’acqua ed è considerato l’esempio più prezioso dell’antico stile Heian, caratterizzato dalle forme snelle ed armoniose delle rappresentazioni. Rientrati a Kyoto, nel pomeriggio si completano le visite al tempio shintoista di Fushimi Inari, il “santuario della volpe”, un affascinante e venerato complesso con una lunghissima galleria creata da migliaia di torii arancioni (le tipiche piccole arcate) che risale la montagna. Il complesso è costituito da cinque santuari e da un susseguirsi di templi minori lungo il sentiero. È interessante sapere che in Giappone vi è un gran numero di templi dedicati al culto della volpe, animale noto per l’astuzia e quindi associato al successo nel campo degli affari: tant’è che buona parte delle migliaia di torii di questo santuario sono stati donati da aziende.

11°g. 12/4 Kyoto
Ci si reca al tempio buddista di To-ji, la celeberrima pagoda di legno a cinque piani di 55 metri, la più alta del Giappone, che fu edificata in origine dal Maestro Kukai (Kobo Daishi) nell’826 e, dopo diversi incendi e ricostruzioni, vediamo oggi l’edificio, identico all’originale, costruito nel 1644. Nella sala principale le ventun sculture sono disposte con un progetto mandalico, ideato dal mitico monaco Kukai, fondatore della scuola buddista Shingon, un raro esempio giapponese di un insieme che ricorda le prescrizioni del buddismo tantrico. Da qui ci si sposta ai bordi settentrionali della città al tempio buddista zen di Ryoan-ji, di scuola Rinzai, immerso in un vasto giardino nei pressi del magico laghetto di Kyoyo Chi, un sito permeato di tranquilla armonia; vi si trova uno dei più celebri giardini zen del Giappone, un ‘karesansui’ o ‘giardino secco’, uno spazio cintato che si ammira dalla veranda della residenza dell’abate. La composizione delle quindici pietre del karesansui è studiata in modo da non rendere possibile da nessuna angolazione la visione di tutte e quindici le pietre che lo compongono; questo è il ‘koan’ (indovinello paradossale) del giardino, il cui messaggio in questo ambito è la consapevolezza che la visione completa delle cose si ha solo con l’illuminazione. Prossima tappa, spostandosi un poco ad est, il grande santuario shintoista di Heian-Jingu, edificato alla fine del XIX secolo; vi si trova anche un grande giardino con un laghetto e si vede una replica del palazzo imperiale del XII secolo eseguita con lo stile classico dell’epoca. Un poco oltre il santuario, superato lo zoo di Kyoto, inizia nei pressi del tempio zen di Nanzen-ji il Tetsugaku No Michi, o “sentiero dei filosofi”, un percorso a piedi che segue un tranquillo canale ombreggiato dai ciliegi su cui si affacciano alcuni templi, che fu aperto alla fine del XIX secolo. Percorrerlo fino al tempio di Ginkaku-ji, dove termina, richiede circa una mezz’ora, a cui si aggiungono le eventuali visite

12°g. 13/4 Kyoto – Himeji – Okayama e Kurashiki
[Si segnala che per le giornate di oggi e domani è opportuno portare con sé solo quanto strettamente necessario per le due notti ed il bagaglio principale viene inviato direttamente a Yufuin] Si lascia Kyoto col treno in direzione ovest per Himeji (circa 130 km, poco più di un’ora). In questa località sorge il grande forte di epoca Sengoku, parte del Patrimonio dell’umanità UNESCO: è il più grande dei tre castelli storici principali del Giappone, conosciuto localmente col nome di “airone bianco” per via dell’aspetto candido brillante degli esterni. La costruzione iniziò nel XIV secolo e venne successivamente ampliata, con lo stupefacente insieme attuale che risale al XVII secolo. Completata la visita si prosegue col treno veloce sempre in direzione ovest per Okayama (96 km, circa un’ora), celebre per il castello edificato alla fine del XVI secolo, poi restaurato in modo fedele dopo la Seconda guerra mondiale, conosciuto come il ‘corvo’ per via del suo poco usuale colore nero. L’edificio si affaccia sul fiume Asahi dove, sulla riva opposta, si adagia il giardino di Koraku-en, considerato tra i tre più incantevoli del Giappone (gli altri due sono: Kenroku-en di Kanazawa e Kairaku-en di Mito) – l’insieme è stupefacente. Completata la visita ci si reca nella vicina cittadina tradizionale di Kurashiki (20 km ad ovest), che conserva gli antichi quartieri dei mercanti con le basse case poste lungo il canale. Si alloggia in hotel a Okayama.

13°g. 14/4 Okayama – Yutoku Inari – Kumamoto (Isola di Kyushu)
Si prosegue il viaggio con il treno veloce verso ovest lasciando la grande isola di Honshu, che si estende da qui verso nord fino all’isola di Hokkaido coprendo il 60% della superfice dell’arcipelago giapponese, e, superato il ponte di Shimonoseki, si arriva nell’isola di Kyushu, la più meridionale, terza per dimensioni dell’arcipelago giapponese, in gran parte montuosa con diversi vulcani e importanti centri termali. Oggi si copre una lunga distanza: Kumamoto, la meta di oggi, dista più di 500 km. Giunti a Hataka si cambia treno per arrivare a Hizen Kashima dove con un breve tratto in autobus si giunge, verso fine mattina, a Yutoko Inari. Si tratta del santuario shintoista più importante del sud ovest del Giappone, edificato nel 1688 tra verdi foreste, con la tipica colossale struttura lignea che funge da base al tempio principale, reminiscente un poco di quella del Kiyomizu-dera di Kyoto, ma che qui è dipinta di rosso per l’associazione di questo colore con la divinità Inari. Completata la visita di riprende l’autobus per la stazione di Hizen dove si prende il treno che, via Shin Tosu, in circa un’ora e mezza porta a Kumamoto. Qui ci si reca subito al castello, uno dei tre principali del Paese. Venne edificato a partire dal 1467 con diversi ampliamenti fino al 1610; la torre centrale venne rifatta nel 1960 ed a seguire vi furono diversi restauri, poi il terremoto del 2016 fece parecchi danni, ora in buona parte ricomposti. Il complesso trasuda di storia, è ampio ed interessante da visitare. Si alloggia in hotel.

14°g. 15/4 Kumamoto – Yufuin ed escursione a Beppu
Si lascia Kumamoto in treno arrivando via Kurume alla località termale di Yufin in circa due ore; qui si alloggia presso il tradizionale Ryokan Sansuikan o simile. Yufuin è una piccola e graziosa cittadina termale ai piedi del vulcano Yufu; il ryocan dove si alloggia ha a disposizione dei visitatori una vasca di acqua calda termale ed offre diversi servizi per il relax. Queste sorgenti termali sono famose per le proprietà curative: fin dal lontano VIII secolo erano rinomate come uno dei tre bagni medicinali principali del Giappone. Alcuni bagni termali si trovano nei dintorni del lago ed offrono vasche all’aperto con splendide viste sulla montagna, ideali per godere delle bellezze di Yufuin; tra i diversi onsen c’è lo storico Shitan-yu che offre varie sorgenti sia interne che esterne. Nella giornata di oggi, oltre a godersi la tranquilla atmosfera di Yufuin con le sue acque termali, si raggiunge la vicina cittadina di Beppu (25 km), che si affaccia sulla costa orientale di Kyushu contornata dai monti, famosa per l’abbondanza delle acque termali. Qui si visitano i “Jikoku”, o inferni, con un interessante giro tra le fuoriuscite di acque calde e fanghi, incontrando tra i vapori laghetti termali di diversi colori; si utilizza un apposito autobus locale che sosta in tutte e otto le pozze di Jikoku – tra queste le più spettacolari sono tre: i laghi azzurro, rosso e di fango. Completata questa visita surreale si torna a Yufuin.

15°g. 16/4 Yufuin – Usuki – Yawatahama (Isola di Shikoku) – Matsuyama
Si prosegue lungo la costa oltre Beppu per la località di Usuki, da dove si raggiunge a pochi chilometri dalla cittadina il sito dei Budda di Pietra, un insieme di quattro gruppi di statue rupestri cesellate nella roccia vulcanica di una falesia nel XII secolo. È il sito rupestre più importante del Giappone, dove è poco usuale incontrare questa forma d’arte poiché storicamente le raffigurazioni sacre sono realizzate utilizzato legno o metallo. Completata la visita si torna ad Usuki per imbarcarsi sul traghetto per l’isola di Shikoku; la partenza (orario da confermare) è alle 17.12 con l’arrivo previsto a Yawatahama verso le 20.45. In questa località non vi sono alloggi adatti, pertanto una volta sbarcati si procede in treno verso nord per Matsuyama (circa 70 km, poco più di un’ora), dove ci si accomoda in un hotel termale, nei pressi degli storici bagni pubblici di Dogo Onsen. L’isola di Shikoku è la quarta per estensione dell’arcipelago giapponese e, sebbene sia ben collegata da ponti, traghetti ed aerei, rimane una zona ancora piuttosto rurale e contadina; è nota per “il pellegrinaggio degli 88 templi”, un percorso mistico di circa 1200 chilometri che collega 88 dei templi e santuari dell’isola: viaggiando qui non è raro incontrare gli “henro”, i pellegrini che seguono il circuito, riconoscibili dal cappello di paglia, il bastone e l’abito bianco.

16°g. 17/4 Matsuyama
Matsuyama, affacciata sul Mare Interno di Seto, grazie ai due porti ha vissuto negli ultimi decenni un’impennata nell’industria e nel commercio, tant’è che oggi è la città più grande ed importante dell’isola. Sono previste due visite, al castello, eretto ai primi del ’600 con un’architettura articolata, ben difeso da una cinta muraria in pietra e più torrioni e torrette che generano un aspetto grandioso e perfetto. Dalla sua posizione strategica su un colle si domina l’intera pianura sottostante, su cui si estende la città fino al mare scintillante. L’altro punto di grande interesse è il tempio buddista di scuola Shingon di Ishite-ji, che è il 51° nella sequenza del circuito degli 88 templi di Shikoku. Il sito, composto da diversi armoniosi edifici, è un’importante meta di pellegrinaggio; infatti la divinità venerata è Kishimojin a cui ci si rivolge affinché garantisca un parto agevole e si narra che chiunque raccolga un sasso intorno alla sala in cui è custodita Kishimojin verrà benedetto e potrà avere bambini. Nel pomeriggio ci si reca alle terme di Dogo Onsen Honkan; la tradizione degli onsen a Matsuyama è antichissima,  si narra che la fonte fu scoperta per merito di un airone che veniva a bagnarsi nelle sue acque. La gente, incuriosita, seguì l’uccello e trovò un laghetto naturale di acqua calda e, attorno al laghetto, venne costruito lo stabilimento termale. L’edificio attuale venne riedificato nel 1894 durante l’epoca Meiji ed è stato frequentato da imperatori e da alcuni dei più famosi letterati dell’epoca Meiji, tra cui il celebre scrittore Natume Soseki che qui vi ambientò il suo romanzo Botchan. L’esterno della struttura colpisce per i numerosi dettagli in stile tradizionale, impreziosita da una torretta con vetrate di colore rosso e statue di aironi che punteggiano il tetto. Gli interni sono ancora più incredibili: un labirinto di scale, corridoi e stanze. La struttura ospita al suo interno due aree onsen: Kami no Yu, che si sviluppa al primo piano e presenta la vasca pubblica più grande ed affollata, mentre Tama no Yu occupa il secondo piano e presenta dimensioni ridotte con un’ambiente più intimo. Per chi è interessato, con una breve passeggiata da qui o dall’hotel si può recare al santuario shintoista di Isaniwa.

17°g. 18/4 Matsuyama – Imabari – Kotohira
Si continua col treno lungo la costa arrivando a Imabari in poco più di un’ora. Ci si reca al tempio buddista di Nanko-bo, il 55° nella sequenza del circuito degli 88 templi di Shikoku, e si ammira l’elegante castello, situato nei pressi del mare e contornato da un ampio fossato pieno d’acqua. Tornati in stazione si riparte seguendo col treno i contorni della costa, deviando per un breve tratto verso l’interno per raggiungere la piccola località di Kotohira, che cista circa 120 km, un tragitto che richiede più di due ore. Si alloggia presso il ryocan Kotohira Onsen Kotosankaku, dove la cena non è inclusa. Ci si reca sui colli ai margini della cittadina al santuario di Kotohira-gu, uno dei più popolari e amati del Giappone, chiamato anche Kompira-san e consacrato a Omono-Nushi, il kami (cioè il protettore) dei naviganti. Fondato nell’XI secolo sul fianco del monte Zozu, il culto legato al santuario è frutto di un sincretismo tra shintoismo e buddismo e tuttora marinai e pescatori vi si recano per invocare protezione. Per accedere al tempio principale occorre salire una lunga e suggestiva scalinata di gradini in pietra (785 gradini), uno sforzo appagato dalla bellezza del sito e dal panorama che si gode dall’alto. Si completa la giornata recandosi al celebre Kanamaruza, il più antico teatro kabuki di tutto il Paese, costruito nel 1835. La visita è interessante anche quando il palcoscenico è vuoto; singolare è il meccanismo girevole che da quasi due secoli viene fatto ruotare da uno stuolo di uomini vigorosi che stanno sotto il palcoscenico, mentre il pubblico assiste allo spettacolo seduto sul tatami. Il kabuki è un’arte le cui origini risalgono a più di 400 anni fa, tutti i personaggi sono impersonati da attori uomini truccati in modo stravagante che indossano costumi tradizionali.

18°g. 19/4 Kotohira – Takamatsu (con cerimonia del tè a Ritsurin) – Naruto – Tokushima
Nella tappa di oggi per gli spostamenti si utilizza un pulmino privato. La prima meta è la città di Takamatsu, posizionata sulla costa nord dell’isola a circa 40 km da Kotohira. Qui si trova il magnifico Parco Ritsurin, tra i più celebri giardini storici del Giappone, che venne istituito nel XVII secolo: si estende su una vasta area (circa 75 ettari) che racchiude dolci colline ricoperte da boschi di pino, alberi sempreverdi e piante ornamentali, tutto accuratamente selezionato per garantire colori e fioritura in tutte le stagioni. Piccoli stagni e canali, ponti e sentieri conferiscono al parco un’atmosfera del tutto zen. Il parco ospita, oltre alla grande varietà botanica, alcuni laboratori artigianali che lavorano oggetti di legno. Si partecipa qui alla cerimonia del tè in un armonico padiglione adagiato sulle sponde di un laghetto. Dopo questa magnifica esperienza ci si sposta nella zona orientale della città, sulla verde collina di Yashima, contesa nei secoli da diversi clan di samurai per la sua posizione strategica e teatro di molte battaglie, che si protende nel Mare Interno offrendo viste spettacolari dai suoi punti panoramici. La sommità della collina ospita l’antico tempio buddista di scuola Shingon di Yashima-ji, l’84° nella sequenza del circuito degli 88 templi di Shikoku. Una peculiarità, il tempio è dedicato anche a tanuki (una specie di cane procione), divinità dal carattere un po’ burlone che può cambiar sembianze per far scherzi alla gente. Da Takamatsu si prosegue verso est arrivando sulla costa orientale dell’isola a Naruto (67 km); qui si trova il primo degli 88 templi del pellegrinaggio di Shikoku, il Ryozen-ji, anche questo di scuola buddista Shingon. I pellegrini che completano tutto il circuito spesso vengono qui un’ultima volta per un rito di ringraziamento per il successo della loro impresa. Nei pressi di Naruto ci si reca ad osservare un interessante fenomeno naturale, un vortice marino di dimensioni impressionanti: lo stretto tra Shikoku e l’isola di Awaji infatti collega l’oceano Pacifico col Mare Interno di Sulu e grazie alle rispettive maree che hanno una differenza di livello di circa un metro si crea una potentissima e veloce corrente che cambia di direzione quattro volte nel corso della giornata producendo questo spettacolare effetto. Da Naruto ci si sposta per la notte nella vicina città di Tokushima (14 km), dove si alloggia presso l’hotel Daiwa Roynet Tokushima Ekimae.

19°g. 20/4 Tokushima – Nara
Si parte in treno da Tokushima lascando Shikoku e tornando verso nord est sulla grande isola di Honshu; ad Osaka si cambia il treno e si prosegue per Nara, un tragitto di circa 180 km che richiede quasi quattro ore; qui si alloggia presso l’hotel Nikko Nara. Questa cittadina, dove oggi abitano circa 350.000 persone, nel 710 d.C. divenne la prima capitale imperiale del Giappone; ma ebbe questo ruolo solo per 75 anni, perché poi lo scettro passò a Kyoto. Si dedica il pomeriggio alle visite, vi sono ben otto siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Tra questi il più significativo è il tempio di Todai-ji, considerato il fiore all’occhiello di Nara, che risale al 728, dove si trova la statua del Grande Budda (Daibutsu) custodita in un padiglione alto quasi cinquanta metri, che pare essere il più alto edificio in legno al mondo; è molto interessante anche il grande portale meridionale, Nandal-mon, con due statue lignee del XIII secolo. Molto importante è poi il grande santuario shintoista di Kasuga Taisha, che risale all’VIII secolo ed è anch’esso nell’albo del Patrimonio dell’Umanità, famoso anche per le innumerevoli lanterne, che vengono accese nei due festival annuali; alle sue spalle sulla collina vi è un parco con tantissimi cervi. La passeggiata tra questi due siti è estremamente piacevole, con scorci di bellezza fenomenale e con una caratteristica molto particolare, la presenza dei caprioli che occhieggiano ovunque tra i reliquiari ed i muschi della foresta.

PER CHI RIENTRA

20°g. 21/5 Nara – Osaka e volo di rientro
Da Nara si raggiunge in treno l’aeroporto di Osaka, un tragitto che richiede circa un’ora e mezza. La maggior parte dei voli parte nel pomeriggio con arrivo in Italia la mattina successiva.

21°g. Martedì 22 aprile, arrivo a destinazione

ESTENSIONE A MONTE KOYA, KUMANO KODO ED ISE

NB: nell’estensione vengono utilizzati tratti di mezzi pubblici locali che possono rendere il trasporto del bagaglio personale scomodo tra Monte Koya e Kawayu Onsen. Si rende quindi necessario partire da Monte Koya portando solo quanto possa essere contenuto in un contenitore di dimensioni ridotte ed il bagaglio principale viene spedito all’hotel di Ise; si tratta di essere un poco sportivi per due notti.

20°g. 21/4 Nara – Monte Koya
Si parte per il monte Koya, situato circa 90 km a sud, accompagnati da una guida locale; col treno si raggiunge Osaka dove si cambia arrivando in circa due ore e mezzo a Gokurakubashi. Da qui si prende una crimagliera che arriva sui monti ricchi di cedri rossi a Koya-san, una piccola città-monastero, dove si alloggia e si cena presso il ryocan Hongakuin o simile, che come tutti i luoghi d’accoglienza qui a Monte Koya è una struttura monastica, in giapponese uno “Shokubo”. Questo magico altopiano, coperto da foreste e circondato da otto cime, venne scelto dal monaco Kobo Daishi nell’816, al suo rientro dalla Cina, come luogo di ritiro. La sua figura è molto importante in Giappone poiché fondò la scuola buddista Shingon, il cui centro principale è qui a Koya-san, che oggi viene seguita da circa 10 milioni di praticanti ed ha approssimativamente 4000 templi nel Paese. Il sepolcro del veneratissimo maestro, che per i fedeli sta solo dormendo, è qui a Monte Koya, in attesa della venuta del prossimo Budda, Miroku (Maitreia). L’intero luogo è pervaso da una quiete solenne; vi sono due parti distinte che oggi si visitano, ad occidente il Garan con i templi e ad oriente il vasto cimitero di Oku-no-in. Nel Garan si trovano diversi edifici interessanti, tra cui il Kondo (Sala Dorata), la pagoda arancione di Konpon Daito ed il vasto tempio di Kongobu-ji, sede della scuola Shingon. Da qui ci si reca in quella che è forse la parte più suggestiva del Monte Koya, il cimitero buddista di Oku-no-in, importante luogo di pellegrinaggio con migliaia di Stupa in pietra, dove, immerso nella quiete sovrannaturale di questa magica foresta, si trova il sepolcro di Kobo Daishi, il veneratissimo santuario di Kukai (il nome con cui molti giapponesi chiamano questo Maestro) con l’edificio principale, il Toro-do, ornato con migliaia di lanterne. Camminando tra gli altissimi alberi ed i monumenti commemorativi coperti dal muschio si notano alcune statue che portano al collo un bavaglino rosso: si tratta di Jizō, il Budda associato ai bambini, e sono le offerte che le madri lasciano per proteggere i figli che sono mancati e portare loro fortuna nella trasmigrazione. Si completa questa magnifica giornata con una speciale cena vegetariana preparata dai monaci nel nostro tipicissimo shokubu.

21°g. 22/4 Monte Koya – Kawayu Onsen
Al mattino le persone interessate potranno partecipare alla cerimonia coi monaci Shingon. Dopo la colazione tradizionale si scende con la crimagliera alla stazione di Gokurakubashi prendendo il treno per Hashimoto, lungo la linea che torna verso Osaka, dove si cambia risalendo verso sud il corso del fiume Kinokawa fino a Gojo. Qui si prende l’autobus che segue le tortuose strade montane portando sempre verso sud attraverso il cuore della penisola fino a Kawayu Onsen (93 km da Gojo), un percorso che richiede in tutto quasi cinque ore. Qui si alloggia presso un semplice ryocan, il Kawayu Midoriya o similare, dove viene servita una cena tradizionale giapponese. In questa “Onsen” (fonte termale) l’acqua calda arriva fino alla superfice cristallina del fiume Oto, una meraviglia naturale; un momento tra i più belli per goderne e beneficiarne è alla sera, con le luci più tenui che danno risaldo al candido vapore che si disperde nell’aria tersa dei monti.

22°g. 23/4 Kawayu Onsen – Hongu Taisha – Hayatama Taisha – Kii-Katsura (Kumano Kodo)
Nelle giornate di oggi e domani per gli spostamenti si utilizza un pulmino privato. Si inizia il percorso di oggi recandosi al tempietto di Hosshinmon-oji, incastonato nella foreste a nord ovest. Da qui si parte a piedi tornando verso valle seguendo il percorso del pellegrinaggio che con sette chilometri di cammino giunge a Kumano Hongu Taisha, uno dei più importanti santuari del Giappone ed il primo dei tre siti storici principali del pellegrinaggio del Kumano Kodo. Questo percorso sacro attraversa le montagne della penisola di Kii viene seguito da oltre un millennio; si tratta di una insieme di sentieri che, da più direzioni, convergono qui. Hongu Taisha, come gli altri santuari dell’area, ebbe origine prima dell’introduzione del buddismo e testimonia un processo di integrazione armoniosa con la preesistente religione shintoista. Da qui si prosegue seguendo il fiume fino a Hitari (17 km) dove, se il servizio, come ci si augura, sarà stato ripristinato (era stato sospeso durante il Covid) si prende un battello che segue la corrente del fiume discendendolo per quasi venti chilometri, il modo tradizionale con cui viene fatto questo tratto del pellegrinaggio, fino al santuario di Kumano Hayatama Taisha. È il secondo tra i principali del circuito, ubicato nei pressi della foce del fiume; i terreni che circondano il tempio ospitano monumenti naturali santificati come divinità, tra cui una conifera sacra, la più grande del Giappone. Dal tempio si procede verso sud seguendo la costa arrivando a Kii-Katsura (16 km) dove si alloggia in un semplice hotel.

23°g. 24/5 Kii-Katsura – Nachi Taisha – Cascata Nachi – Ise
Da Kii-Katsura si arriva in una ventina di minuti all’imbocco del sentiero che porta al santuario di Kumano Nachi Taisha, il terzo dei siti principali del Kumano Kodo. Lo si raggiunge risalendo una scalinata (267 gradini) che si inerpica tra cedri secolari. Entrando nel complesso si nota un grande albero di canfora i cui rami si estendono magnificamente sui tetti del santuario: ha quasi un migliaio di anni e secondo la tradizione racchiude al suo interno una divinità; attraverso una cavità naturale nel tronco ci si può spingere al suo interno per ascoltarne gli antichi segreti. Oltre il santuario la perfettamente proporzionata pagoda di Seiganto-ji ha come sfondo la cascata di Nashi, una visuale di grande bellezza. Nashi, oltre ai suoi significati mistici e storici, è la più alta cascata del Giappone, con un salto ininterrotto di 133 metri. Il percorso a piedi richiede circa un’ora e mezza. Tornati a valle si parte per Ise, che dista circa 140 km verso nord est, seguendo per un lungo tratto la costa; il tragitto richiedere poco più di due ore. A Ise ci si accomoda presso l’hotel Ise City o simile.

24°g. 25/4 Ise ed escursione a Toba
Si raggiunge con circa venti minuti di treno la località di Toba, poco più ad est di Ise, per recarsi all’isoletta delle perle coltivate di Mikimoto, che si raggiunge con un ponte pedonale, dove è possibile assistere alla “raccolta” delle ostriche a cura delle pescatrici agghindate nel loro classico candido equipaggiamento. Si rientra quindi a Ise per la visita dei santuari shintoisti; s’inizia da quello di Toyuke no Omikami, conosciuto come il ‘santuario esterno’, situato a sud della città. Da qui si procede lungo la strada che porta al “santuario interno”, un percorso di circa cinque chilometri, considerato alla stregua di una via sacra, che transita dal quartiere vecchio di Furoichi, con alcune aree perfettamente preservate, prima tra queste la Okage Yokocho, una zona perfetta per una pausa pranzo. Si giunge così al famosissimo complesso templare di Toyouke Daijingu, considerato il più importante sito shintoista del Giappone perché vi viene custodito il sacro specchio bronzeo che raffigura ed impersonifica la divinità del sole, Amaterasu Omikami, l’entità femminile considerata come la mitica progenitrice della famiglia imperiale giapponese. La preziosissima reliquia non è però dato vedere perché è conservata nella parte più interna del santuario, dove accedono in pochissimi, e tra questi eletti vi è la grande sacerdotessa del tempio che tradizionalmente dovrebbe essere un membro della famiglia dell’Imperatore. Una caratteristica incredibile del luogo è che i templi che lo compongono vengono smantellati e ricostruiti in modo perfettamente identico ogni vent’anni, un’operazione costosissima e laboriosa: il 2013 è la data d’inizio della sessantaduesima edizione del tempio, la prima consacrazione fu quindi nel 773! Questa peculiarità rientra in un aspetto del credo shintoista, il wabi-sabi, basato sull’accoglimento della transitorietà di tutte le cose, che muoiono e si rinnovano. I nuovi edifici che vanno a rimpiazzare i vecchi sono costruiti secondo metodi e tecniche tradizionali: senza chiodi, unendo il legno con un sistema a incastro. I materiali degli edifici smantellati, che sono considerati sacri, vengono distribuiti ad altri santuari per essere utilizzati nella costruzione e nella ricostruzione dei loro templi.

25°g. 26/4 Ise – Osaka e volo di rientro
Da Ise si raggiunge in treno Osaka che dista circa 190 km verso ovest, un tragitto da due a tre ore circa in funzione del treno prescelto. Se il volo di rientro è stato opportunamente scelto, con una partenza serale, si avrà l’opportunità di fare una visita del centro di Osaka, città ora modernissima e vibrante posta sulla foce del fiume Yodo, che fu la prima ad essere fondata in Giappone. Dopo aver lasciato il bagaglio in stazione ci si reca al castello di Osaka, che è stato ricostruito in modo fedele, ed è posizionato all’interno di un grande fossato ed immerso in un guardino stupendo; da qui si raggiunge il vecchio quartiere di Dotonbori, che si snoda lungo l’omonimo fiume, un’area vivace e piena di ristorantini tipici ove tra le molte cose si trova l’okonomiyaki, la tipica frittata di Osaka fatta con uova, farina, cavolo e diverse guarnizioni. Nei pressi si visita brevemente il tempio buddista di Hozen-ji, immerso tra i vicoli. I fedeli vi vengono a pregare per il successo delle loro aziende o per trovare un buon partner di vita e schizzano acqua sulla statua di Mizukake Fudo, così che questa è ricoperta da un soffice tappeto verde di muschio. Il favore divino riguarda anche l’amore (le due piccole statue in piedi davanti a Mizukake Fudo sono considerate simbolo della coppia), e, secondo la tradizione, questa entità spazza via  i nemici con lo sguardo furente e brucia i desideri mondani con il suo mandolino a forma di fiamma che genera un alone di fuoco intorno al suo corpo. Prossimo punto d’interesse, il tempio buddista di Shitennoji, che fu il primo ad essere costruito in Giappone alla fine del VI secolo, e venne più volte ricostruito ma mantenendo la struttura originale. Venne edificato per celebrare la vittoria che i buddisti riuscirono ad avere nello scontro con i seguaci dello shintoismo e fu dedicato ai quattro Re Celesti, che secondo la tradizione facilitarono la vittoria; che pace fu poi fatta sembra essere testimoniato dalla presenza nel complesso di un grande torii in pietra, quintessenza simbolica dello shintoismo, sullo sfondo della bella pagoda a cinque livelli che rappresenta, con i suoi piani, i cinque elementi. Da qui con una breve passeggiata (10 minuti) si arriva al tempio di Isshinji (XII secolo), dove a partire dal periodo Meiji (1868 -1912) erano state create delle statue di divinità utilizzando le ceneri dei defunti ma, durante la Seconda guerra mondiale, le sei statue costruite vennero distrutte. Dal dopoguerra ne sono poi state fatte altre sette, tutte nella forma di Amida, di cui la prima, del 1948, era formata dai frammenti di quelle distrutte e dalle ceneri di 220.000 persone, con l’ultima che è del 2007: sono così raccolte nella forma dei sette Budda Amida le ceneri di ben 1.117.263 persone! Si prosegue attraverso il parco di Tennoji, coi due bei laghetti di Kawazokoike e Keitakuen, arrivando al grande grattacielo e centro commerciale di Abeno Harukas, dove vi è la possibilità di salire (serve acquistare un biglietto) sulla piattaforma panoramica a 300 metri di altezza per ammirare l’infinita distesa della città. Completato il giro si torna in stazione e, recuperato il bagaglio, ci si reca in aeroporto per il volo di rientro.

26°g. Domenica 27 aprile, arrivo a destinazione

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Kamakura Tokei-ji

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Kumano Kodo, Seiganto-ji
Castello di Himeji
Okayama, Koraku-en e castello
Acque termali a Beppu
Usuki, Bodhisattva
Parco di Ritsurin, Shikoku
Pellegrini a Ryozen-ji, Shikoku
Castello di Matsumoto
Arashiyama, foresta di bambù
Kyoto, Fushimi Inari
Usuki, statue rupestri
Shikoku, castello di Imabari
Nara, Kasuga Taisha
Kumano Kodo, Hongu Taisha
Tempio a Ise

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