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Etiopia


Valle dell’Omo, universo umano

Un grande incontro con popoli e tradizioni lontane


Etnia Niangatom, un villaggio

Tramonto Africano

Bambino etiope

Etnia Karo

Konso, villaggio di Gamole

PARTENZA
26/12/2024
RITORNO
5/1/2025
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
11
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Alfredo Savino

 Sintesi del viaggio


Il viaggio offre una splendida immersione nel caleidoscopico mondo dell’Etiopia meridionale, spaziando dalla regione dei laghi del rift fino ai punti più remoti della Valle dell’Omo. S’incontrano etnie con culture ed abitudini diversissime, che rivaleggiano per la bellezza dei costumi e per la grande cura estetica che le persone pongono al loro aspetto, con criteri assolutamente tipici per ogni gruppo. Le diverse modalità di sussistenza contribuiscono alle diversità, con popoli prevalentemente dediti alla pastorizia ed altri più atti all’agricoltura. In queste regioni sono censite 45 etnie: è l’area più ricca di diversità umana che si conosca al mondo! E, sullo sfondo di questo affascinante universo umano, l’ambiente naturale è altrettanto accattivante e sorprendentemente vario.

Dove l’acqua è il capo, lì la terra deve obbedire.
  • Addis Abeba
  • Lago di Ziway
  • Parco di Abiyata e shala
  • Arba Minch
  • Lago Chamo
  • Chencha
  • Konso
  • Turmi
  • Dassanech
  • Hamer
  • Karo
  • Jinka
  • Mursi
  • Addis Abeba

 Presentazione del viaggio


Il viaggio offre una splendida immersione nel caleidoscopico mondo dell’Etiopia meridionale, spaziando dalla regione dei laghi del rift fino ai punti più remoti della Valle dell’Omo. S’incontrano etnie con culture ed abitudini diversissime, che rivaleggiano per la bellezza dei costumi e per la grande cura estetica che le persone pongono al loro aspetto, con criteri assolutamente tipici per ogni gruppo. Le diverse modalità di sussistenza contribuiscono alle diversità, con popoli prevalentemente dediti alla pastorizia ed altri più atti all’agricoltura. In queste regioni sono censite 45 etnie: è l’area più ricca di diversità umana che si conosca al mondo! E, sullo sfondo di questo affascinante universo umano, l’ambiente naturale è altrettanto accattivante e sorprendentemente vario.

Dopo la visita di Addis Abeba si parte verso sud per la regione dei laghi, formatisi con la frattura del continente africano (il rift). Una prima sosta è al sito delle stele di Tiya, Patrimonio Unesco, e segue l’esplorazione in barca del lago Ziway fino all’isola di Ghelila. Proseguendo verso sud si vedono i laghi Shala e Abiyata e, sui monti ai bordi del grande rift, s’incontra l’etnia dei Dorze. Nel lago Chamo, oltre Arba Minch, si ammirano i coccodrilli più grandi del mondo e, giunti a Konso, centro principale di questa etnia dedita all’agricoltura, si visitano il villaggio di Gamole, Patrimonio Unesco, e la reggia del capo dei clan. Da qui si procede verso sud ovest arrivando nelle regioni che fiancheggiano il fiume Omo dove si incontrano i gruppi etnici dei Karo, Banna, Hamar, Ari, Niangatom e, al confine col Kenya, dei Dessanech, tutte popolazioni che sorprendono per le abitudini, i costumi tradizionali e, non ultimo, la cordialità. L’ultima tappa porta a Jinka per completare l’esplorazione con la visita dei villaggi della fiera etnia dei Mursi, divenuti famosi anche per via dell’utilizzo del piattello labiale da parte delle donne, e da qui si rientra in volo ad Addis Abeba. Nel corso del viaggio si vedranno anche tre diversi mercati tribali, dai Dorze, a Turmi ed a Jinka.

Guida il viaggio Alfredo Savino, che ha già visitato più volte il paese e si avvale della collaborazione di una guida locale parlante inglese; sono previsti al massimo 12 partecipanti.

NOTA TECNICA

Il clima in questo periodo è caldo umido. Ad Addis Abeba, che si trova a 2.355 metri di altezza, le giornate sono tiepide e le notti fresche; man mano che ci si sposta verso sud si scende di quota e la temperatura aumenta fino a raggiungere picchi massimi che possono andare anche oltre i 35 gradi nella piana dell’Omo. Gli spostamenti vengono effettuati con jeep tipo Land Cruiser 4×4 da 4 posti più l’autista su strade asfaltate, sterrate o piste non sempre in buone condizioni. La cucina etiope è varia con l’utilizzo di verdure, legumi e carni; le pietanze tradizionalmente vengono disposte su di una tipica grande piadina, la injera, preparata con farina di teff, che i locali utilizzano per fare ‘scarpetta’ del loro gustoso cibo. Nulla da temere … si trovano anche cibi più ‘occidentali’ e si potranno sfamare con buon gusto anche i vegetariani. Per i pernottamenti si utilizzano dei comodi alberghetti locali, a volte un poco spartani ma sempre puliti e dotati di servizi.

 Programma del viaggio


1°g. Giovedì 26 dicembre, partenza per Addis Abeba
Per raggiungere Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.

2°g. 27/12 Addis Abeba
L’arrivo ad Addis Abeba è alle prime ore del mattino dove è in attesa dei partecipanti la guida locale; la quota qui è di 2355 mt. Nella mattina si visita la città, il cui nome significa “Nuovo fiore”; ci si reca al Museo Nazionale interessante sia per i reperti sabei, che testimoniano lo scambio culturale tra l’altopiano etiopico, la costa eritrea e la Penisola Arabica, sia per i suggestivi abiti indossati un tempo dalle alte cariche dell’Impero. Il reperto più celebre che vi viene conservato è il piccolo scheletro popolarmente conosciuto come “Lucy” ritrovato negli anni ‘70 nella valle dell’Awash e appartenente ad un ominide, l’Australopithecus Afarensis, vissuto tre milioni e mezzo circa di anni fa. Ci si reca quindi al vicino Museo Etnografico, che ospita una splendida collezione di strumenti musicali, di croci copte e le stanze con gli arredi dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè. Si pranza nel ristorante tipico “Da Taitu” e si completa con la visita della chiesa di S. Giorgio, un’importante cattedrale ortodossa, progettata da un prigioniero di guerra italiano e intitolata a San Giorgio per celebrare la battaglia di Adua che vide gli etiopi vittoriosi. Si alloggia presso l’hotel Jupiter (4*).

3°g. 28/12 Addis Abeba – Lago di Ziway (Isola di Ghelila)
Si lascia verso sud la capitale seguendo un percorso che si snoda lungo la grande frattura del continente africano, la cosiddetta “Rift Valley”, un fenomeno geologico unico al mondo: un insieme attivo di fosse tettoniche che si estende per oltre 3500 km partendo dalla valle del Giordano in Siria per finire in Mozambico, un processo che sta progressivamente tagliando in due il continente africano. Si sosta a Tiya per la visita al sito delle 36 stele (XII – XV secolo), dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La strada prosegue verso sud con lievi saliscendi e costeggia le capanne rotonde degli Oromo e dei Guraghe, spesso dipinte e ricoperte con tetti di paglia. Arrivati a Ziway, uno dei laghi di origine vulcanica che si trovano nella “Rift Valley” etiope, si alloggia e si cena presso l’Hailè Resort situato sulle sue rive; la tappa è di circa 170 km, approssimativamente 3 ore di guida. Nel pomeriggio ci si reca in barca all’isola di Ghelila, dove abitano poche persone e si trova una piccola chiesa che è meta di pellegrinaggi; si passa da un’isoletta dove nidificano gli uccelli e dove spesso si vede l’aquila pescatrice. Nelle acque del lago spesso si individuano gli ippopotami.

4°g. 29/12 Lago di Ziway – Parco di Abiyata e Shala – Arba Minch
A sud del lago di Ziway s’incontrano i verdi paesaggi rurali abitati dalle popolazioni Wolayta e Gamo, con le caratteristiche capanne. Si arriva in breve nell’area del Parco Nazionale di Abiyata e Shala che ospita una fauna interessante, dove con una breve deviazione si raggiunge un bellissimo punto panoramico per ammirare entrambi questi laghi. Si prosegue poi per Arba Minch, un percorso complessivo di 340 km, circa 5 ore di auto, dove si pernotta presso il Paradise Lodge o similare.

5°g. 30/12 Arba Minch, escursione a Chamo e Chencha (etnia Dorze e mercato)
In mattinata escursione in barca sul Lago Chamo, il terzo per grandezza in Etiopia, dove si potranno ammirare gli ippopotami e moltissimi coccodrilli, i cui esemplari adulti sono i più grandi dell’Africa, oltre ad una grande varietà di uccelli. Dopo pranzo si prosegue per il villaggio di Chencha, situato a 2700 metri di altitudine ed abitato dell’etnia Dorze, un popolo di agricoltori ed abili tessitori. Nel pomeriggio si tiene l’affollato mercato locale. Gli uomini lavorano su stretti telai e fabbricano tessuti di cotone grezzo, molto semplici ma originali; la salita offre anche una bella visuale sul vasto territorio, ed all’orizzonte si vedono i laghi Chamo ed Abaya. Le case tradizionali dei Dorze hanno uno stile non riscontrabile altrove: per edificarle viene utilizzato un intreccio di fibra ricavata dall’albero del ‘falso banano’ (l’enset), e sono alte sino a dodici metri, circondate da orticelli e da verdi macchie di enset. Si potrà osservare la particolare lavorazione che viene effettuata della pianta di enset, che qui sembra un vero toccasana alimentare, ed anche assaggiare pietanze preparate con questo particolare ingrediente. Terminata la visita si rientra ad Arba Minch.

6°g. 31/12 Arba Minch – Konso – Turmi
Si prosegue il viaggio a sud arrivando a Konso, il centro principale di questo popolo di grandi coltivatori, insediato in un ambiente di colline che sono state interamente modellate da terrazzamenti e solcate da canalizzazioni di una perfezione tecnica ammirabile. I villaggi sono protetti da muri di pietra a secco, gli stessi che delimitano e sostengono i complicati terrazzamenti agricoli. Ci si reca a Gamole, villaggio tipico, ora Patrimonio dell’Unesco: cinto da mura e densamente abitato, offre un bello specchio della realtà tradizionale di questo popolo. Si visita quindi la “reggia” del capo dei nove clan dei Konso, costituita da un denso complesso di capanne tradizionali, che includono quella della mummificazione, una procedura che era riservata solo ai re; nei pressi vi sono le stele di legno che segnano i punti dove vennero deposti i resti mummificati dei vecchi re. Dopo pranzo si procede nella direzione della valle dell’Omo, lasciando i paesaggi creati dal lavoro agricolo dei Konso per entrare nei territori selvaggi delle tribù pastorali arrivando a Turmi, dove si alloggia presso il Buska Lodge o similare (185 km, circa 3 ore e mezza).

7°g. 1/1/25 Turmi, escursione tra i Dassanech e gli Hamer
Si lascia la cittadina in direzione sud ovest raggiungendo il fiume Omo ed arrivando nei pressi del confine keniota nella regione di Omorate dove si raggiunge un villaggio dei Dassanech, una popolazione di origine nilo-sahariana in prevalenza allevatrice che sopravvive a stento in un territorio avaro di risorse. Le semplicissime capanne sono spesso coperte di lamiere e su tutto impera un’implacabile polvere; ma, nonostante le difficoltà in cui versano, le persone sono ammirevoli per l‘indole pacifica, una qualità che deriva forse anche dalla struttura egalitaria del loro sistema sociale. Si rientra quindi verso Turmi transitando da alcuni piccoli villaggi di etnia Hamer.

8°g. 2/1 Turmi, mercato ed escursione tra i Karo ed i Niangatom
Oggi è giorno di mercato a Turmi, un momento di aggregazione molto interessante dove confluisce un gran numero di persone delle etnie Hamer e Karo. Finito col mercato si parte verso il fiume Omo ad ovest di Turmi percorrendo un bel tratto di savana sabbiosa costellata di acacie e giganteschi termitai arrivando nel territorio dei Si visita un loro villaggio affacciato su di una spettacolare ansa del fiume, dove gli abitanti ne coltivano le sponde con l’abbassarsi del livello delle acque. Questa interessante etnia fa parte del ceppo a cui appartengono anche gli Hamar ed i Banna. Da qui si raggiungono le terre abitate dai Niangatom, un popolo di lingua nilo-sahariana che vive sulle sponde occidentali del fiume Omo. Terminate le visite si rientra a Turmi.

9°g. 3/1 Turmi – Jinka
Si lascia Turmi verso nord per Jinka, che da qui dista 118 km, circa 2 ore e mezza di auto. Si sosta in un villaggio dei Banna, pastori–agricoltori di lingua omotica, considerati da diversi studiosi un clan del più numeroso popolo degli Hamar, con i quali, oltre alla similitudine linguistica, hanno tradizioni molto vicine, ma da cui si distinguono anche per i diversi motivi decorativi. Gli uomini hanno i capelli acconciati con treccine ed ornamenti fatti di perline blu ed azzurre; le donne portano in testa un copricapo fabbricato con una zucca tagliata a metà. Sia gli uomini che le donne hanno un portamento dignitoso ed elegante, e sono pronti al sorriso. Prima di arrivare a Jinka si visita anche un villaggio dell’etnia Ari e, giunti a destinazione, ci si reca all’interessante Museo dei Popoli dove vengono illustrate molte delle usanze di queste regioni. Si alloggia presso l’Eco Omo Lodge o similare.

10°g. 4/1 Jinka, mercato ed escursione dai Mursi – Addis Abeba
Jinka è un crocevia di grande importanza per tutta quest’area, con il centro segnato da un’ampia piazza in terra rossa dove, sul lato settentrionale sotto i portici, si trovano alcuni negozi di sarti che lavorano ancora con vecchie macchine da cucire Singer. Da Jinka ci si reca circa 60 km a sud ovest nella regione popolata dall’etnia dei Mursi, un popolo dalla costituzione alta e snella, con i caratteri tipici dei popoli nilotici. Fanno parte di quell’ormai sparuto gruppo di etnie le cui donne portano ancora il piattello labiale, che presso i Mursi è tondo. L’arte corporale riveste molta importanza: la decorazione è ottenuta spalmando sul viso e sul corpo un impasto di acqua e caolino sul quale vengono tracciati con le dita particolari segni seguendo moduli decorativi che cambiano di volta in volta. Entrare in un loro villaggio è un’esperienza piuttosto intensa, perché possono essere abbastanza aggressivi con i visitatori: si accede accompagnati da una persona locale che porta con sé anche un’arma e se si desidera fotografare qualcuno è sempre necessario dare dei denari – una consuetudine questa che oggi è estesa alla maggior parte dei gruppi etnici. Si rientra a Jinka dove oggi si tiene il mercato, che qui è frequentato dalle etnie Banna, Ari e Terminata la visita ci si reca all’aeroporto per prendere il per Addis Abeba (partenza ore 15.00 con arrivo alle ore 16.00, orari da confermare); ad Addis Abeba si avranno a disposizione alcune stanze presso l’hotel Jupiter (4*) per rinfrescarsi prima della partenza. Si cena in un ristorante tipico e ci si reca quindi in aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro.

11°g. Domenica 5 gennaio, arrivo a destinazione
I voli partono nelle prime ore del mattino con arrivo in giornata presso gli aeroporti italiani.

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2900 Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma incluso il volo interno da Jinka ad Addis Abeba, l’alloggio in camera doppia, la pensione completa, la presenza di una guida locale che parla inglese e di un accompagnatore dall’Italia.

La quota non comprende: i voli internazionali, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Supplementi: € 390 per la singola; con 7 partecipanti € 50, con 6 € 150, con 5 € 200, con 4 € 400, con 3 € 450.

Visti e documenti: per l’ingresso nel Paese serve un passaporto con validità minima di sei mesi; il visto viene rilasciato all’arrivo previo pagamento di $ 75 o corrispettivo equivalente in euro od è ottenibile in internet. Serve un passaporto con almeno sei mesi di validità al momento dell’ingresso nel Paese.

Vaccinazioni: al momento della redazione nessuna vaccinazione è obbligatoria per entrare in Etiopia.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio Euro – Dollaro del 1/3/’24 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,0813, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

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 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

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Addis Abeba

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Ragazza Niangatom
Donna Niangatom
Etnia Niangatom, un villaggio
Tramonto Africano
Bambino etiope
Etnia Karo
Konso, villaggio di Gamole
Donna Konso
Territorio Niangatom
Donna dell’etnia Banna
Reggia di Konso
Etnia Mursi
Donna Mursi
Villaggio etnia Dorze, mercato
Lago Chamo, coccodrillo
Etnia Karo
Ragazze Hamar
Arba Minch, lago Abaya
Lago Abiyata
Totem Reali a Konso
Donne Hamar
Villaggio Dassanech
Turmi, il mercato
Addis, stanza di Haile Selassie
Laghi Abyata e Shala

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.