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India Himalaia


Dall’Himachal allo Zanskar e Ladakh, nuove rotte Himalaiane

Estensione: Nubra, Pangong e Rupshu


Donna di Keylong

Phuktal Gompa

Sirsir La, monaco e pastore

Lamayuru

Donna Dha Hanu

PARTENZA
23/8/2024
RITORNO
7/9/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
14/9/2024
2a ESTENSIONE
DURATA
16 – 24 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


Da Delhi si raggiunge in volo la valle di Kullu e Manali, da dove parte un avvincente circuito che attraversa verso nord tutto l’Himalaia dell’India, esplorando approfonditamente le remote valli del Lahaul e dello Zanskar ed arrivando fino in Ladakh, dove si raggiunge anche l’area dei Brokpa, a ridosso del Baltistan. Un’esplorazione così bella, ampia ed inedita è resa possibile dalla recente apertura di alcune strade che consentono di collegare in un unico tour queste regioni. Un grande sogno che finalmente oggi è diventato possibile! Giunti a Leh, la capitale del Ladakh, si può rientrare in volo o seguire anche la seconda parte del circuito – il viaggio in realtà è pensato completo, ma alcuni non hanno i giorni … Ci si reca a Nubra alle falde del Karakorum e da qui fino al confine con le valli pakistane, per poi salire al prezioso lago di Pangong e, attraverso un’area inesplorata dell’altipiano tra alti passi e stupefacenti laghi turchesi, si arriva fino agli alti laghi del Rupshu, a Tso Kyagar, Tso Moriri e Tso Kar. E … tutto ciò è incredibile, ma vero!

Segui il fiume e arriverai al mare.
  • Delhi
  • Kullu
  • Manali
  • Keylong
  • Shingo La
  • Purne
  • Phuktal
  • Padum
  • Karcha
  • Sani
  • Zangla
  • Lingshed
  • Wanla
  • Lamayuru
  • Kanji
  • Sanjak
  • Dah Hanu
  • Domkhar
  • Alchi
  • Likir
  • Leh
  • Delhi
  • Diskit
  • Turtuk
  • Shachukul
  • Pangong
  • Mahe
  • Tso Moriri
  • Tso Kar
  • Hemis

 Presentazione del viaggio


L’itinerario percorre zone che erano chiuse al turismo o visitabili solo a piedi fino a tempi recentissimi. Fruendo del nuovo collegamento attraverso il passo del Shingo dal Lahaul si arriva in Zanskar, e, dallo Zanskar, con un nuovo tracciato che consente di giungere direttamente a nord, attraverso i passi di Sengi e Sirsir, si entra nel cuore del Ladakh a Wanla e Lamayuru, da dove oggi è possibile avere i permessi per la regione ariana. Per l’altopiano, da Nubra si riesce a risalire lo Shyok arrivando così a Pangong senza dove rientrare sull’Indo, e, da qui, è ora consentito attraversare le regioni di alta quota che portano verso sud direttamente in Rupshu. Al di là delle meraviglie paesaggistiche che un tale tour ci regala, si avvicinano in modo belle ed intenso la cultura e la storia di questi inimmaginabili territori del mondo.

Il percorso è stato messo a punto ed è condotto da Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba, che viaggia in queste regioni dal 1980 ed ha percorso in lungo e in largo tutti questi territori, con anche tante traversate a piedi, quando qui le strade non c’erano ancora, sviluppando nel tempo anche un’approfondita conoscenza dei mondi culturali che si incontrano. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.
Si segnala che l’11/9, nella parte finale dell’estensione, il capogruppo si ferma a Tso Moriri per condurre la salita ai monti Sara Shuwa, Mentok I e II. Chi lo desiderasse, è benvenuto a seguirlo!

I dettagli del percorso sono indicati di seguito, nel programma del viaggio. Per ulteriori informazioni sul territorio ed un approfondimento delle tematiche culturali e storiche si possono consultare le pagine del sito di Amitaba, con particolare riferimento alla sezione dedicata all’India himalaiana occidentale.

NOTA TECNICA

Gli spostamenti vengono effettuati con veicoli privati; tra Kullu e Keylong si utilizzano vetture tipo Toyota Innova, oltre dipende dalle condizioni delle strade, quindi o Toyota Innova o jeep tipo Mahindra Scorpio o Xylo. La qualità degli alloggi nel corso del viaggio varia molto; ovunque possibile si utilizzano sistemazioni con stanze dotate di servizi privati ed acqua calda per lavarsi, con strutture a volte piuttosto semplici ma generalmente pulite. In alcune località la situazione è più spartana; si segnala in particolare che nei villaggi di Purne, Wanla e Kanji ci si accomoda presso delle famiglie locali dove non ci sono servizi privati, e lo stesso vale per il convento di Lingshed, dove si è ospiti delle monache. Si richiede quindi un certo spirito di adattamento.

CLIMA E ATTREZZATURA

A Delhi in estate ci possono essere anche 35/40 gradi e piogge ed il clima umido potrebbe arrivare fino a Manali. In Lahaul (Keylong) invece il clima è già molto più secco con temperature miti, ed in Zanskar ed ancor più in Ladakh è solitamente molto secco. A Pangong e nel Rupshu, per chi segue l’estensione, le escursioni termiche sono notevoli per via della quota, con il sole caldo che brucia nonostante l’aria fresca, e temperature minime che possono arrivare anche a zero gradi. È opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare in modo confortevole le serate più fredde. Si consiglia di portare indumenti in pile ed una giacca di piumino o, meglio ancora, una giacca da montagna in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, ed un paio di scarponcini comodi e caldi per i percorsi a piedi. Si consiglia di portare un sacco lenzuolo per evitare di dover per forza utilizzare le lenzuola fornite localmente, a volte non bellissime. Portare uno zaino. È importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi ed una pila, possibilmente frontale (quelle che si tengono in testa con una fascia elastica).

L’ALTA QUOTA DEL LADAKH

Andare nell’Himalaia indiano significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a quasi 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l’adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare nello sforzo fisico i primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze. Oltre Manali infatti si trascorrono due notti a Keylong nel Lahaul, dove la quota è di circa 3150 mt e, nel girono successivo, si oltrepassa il valico dello Shingo che supera di un poco i 5000, ma da qui si scende poi ai 3750 metri del villaggio di Purne e, nei giorni successivi le quote di sosta sia dello Zanskar che del Ladakh sono sempre sotto i 4000 metri, che si superano solo quando si transita dai passi. Le parti che possono generare più apprensione sono durante l’estensione, con Nubra e le soste ai laghi di Pangong, Tso Moriri e Tso Kar. Nubra, a nord di Leh, si raggiunge scavalcando il passo di Kardung alto ben 5354 mt (sulle guide è spesso ancora indicato a 5602 mt, ma la quota corretta data da misura satellitare è questa), dove l’impatto fisico di una salita ad una quota così elevata è attenuato avendo l’accortezza di non sostarvi troppo a lungo e procedendo per la discesa che riporta a circa 3100 mt di quota, più bassa del punto di partenza; così non si subiscono gli effetti dell’esposizione all’aria rarefatta del passo. A Pangong (4240 mt) si sosta nel 14° giorno in quota, a Tso Moriri il 15° ed a Tso Kar il 17°; quindi molto ben acclimatati.
Molti hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2 o 3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso non preventivo, successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.
Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 Programma del viaggio


1°g. Venerdì 23 agosto, partenza in volo per Delhi
Per raggiungere Delhi in India vi sono diverse possibilità di scelta per i voli ed Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori; la maggior parte dei collegamenti giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo.

2°g. 24/8, Delhi
All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba; ci si trasferisce presso l’hotel Ashok Country Resort nei pressi dell’aeroporto, dove le stanze sono disponibili dalle ore 13; se fosse preferibile avere una sistemazione a disposizione prima serve solo un piccolo extra. Tempo libero e relax; l’hotel dispone di una piscina all’aperto. Se lo si desidera, Amitaba può organizzare un tour della città.

3°g. 25/8 Delhi – Kullu – Naggar – Manali (2050 mt) – HIMACHAL
Si parte in volo per Kullu (Bhuntar Airport) in Himachal Pradesh, una tratta di circa un’ora e venti (orari del volo da confermare); all’aeroporto sono in attesa i mezzi e la guida ladakha con cui si segue tutto il viaggio. Si parte verso nord per Naggar (38 km, circa un’ora), la vecchia capitale della regione, dove si trovano alcuni templi ed il castello del XV secolo, edificato con la tradizionale tecnica kathkuni
che prevedeva l’utilizzo di strati di legno e pietra alternati, oggi restaurato e trasformato in hotel. Nei pressi si trova il museo con il memoriale del grande dotto artista e mistico russo Nicholas Roerich, che visse qui tra il 1920 ed il 1947, anno della sua scomparsa. Si pranza a Naggar e si prosegue quindi verso nord per Manali (23 km), dove si alloggia presso l’hotel Mayflower. Tempo permettendo, si completa la giornata visitando il Gompa di scuola Nyingmapa.

4°g. 26/8 Manali – Keylong (3156 mt)
Si sosta a Manali fino al pranzo, avendo così l’opportunità di visitare la parte vecchia della cittadina ed i templi induisti di Hadimba Devi, che risale al XVI secolo, e Manu. Si parte quindi per Keylong, centro principale del distretto del Lahaul dell’Himachal Pradesh, che dista circa 70 km, una tappa che oggi è resa più veloce dal tunnel di 9 km sotto il passo del Rothang, attivo dal 2020. Oltre il tunnel si segue il deflusso del fiume Chenab, immersi in un bel scenario di monti ripidi ed ancora in gran parte arborei. Al villaggio di Gondhla si trova il vecchio forte, una torre di circa 300 anni che si può raggiungere facilmente con una piccola deviazione dalla strada principale. Giunti alla confluenza con il fiume Bhag lo si risale per un breve tratto arrivando a Keylong, dove si alloggia presso l’hotel Deykid Keylong.

5°g. 27/8 Keylong
Si trascorre qui un’intera giornata, necessaria anche per l’acclimatazione; la cittadina di per sé non offre moltissimo, anche se è interessante per i piccoli negozi che animano il centro e, nei dintorni, si trovano diversi templi e monasteri buddisti che si potranno visitare – il capogruppo valuterà in loco che giro fare in funzione anche della forma fisica di tutti. Poco sopra al paese si trova il piccolo Gompa di Sharshur, situato in posizione panoramica, che si raggiunge con una breve passeggiata. Il Gompa più importante, accessibile coi mezzi, è situato sul versante opposto della vallata. Per arrivarci si torna verso la confluenza dei fiumi Chenab e Bhag, nei cui pressi sorge Tupchilling Gompa, bello anche questo da visitare, mentre il monastero di Guru Ghantal è situato sopra a quest’ultimo ed è raggiungibile solo a piedi. Proseguendo da Tupchilling si arriva al villaggio di Khardang – anche qui c’è un piccolo tempio – e, proseguendo, si sale a Khardang Gompa, di scuola Drukpakagyu, il principale del distretto.

6°g. 28/8 Keylong – Darcha – Shingo La (5090 mt) – Purne (3750 mt) – ZANSKAR
Si prosegue oltre Keylong risalendo la vallata e, giunti a Darcha (circa 30 km) si lascia la strada principale che prosegue verso il passo del Baralacha, imboccando la vallata che conduce a nord ovest verso lo Zanskar. Giunti a Zanskar Sumdo si segue ora la valle che punta direttamente a nord salendo fino al passo di Shingo, che si apre verso le remote valli dello Zanskar; al momento sono in corso i lavori per aprire un tunnel sotto il passo, che secondo le intenzioni dei progettisti dovrebbe essere aperto forse già nel 2025, un’opera che cambierà notevolmente le condizioni di vita di questi territori. L’ambiente oltre il valico è molto più arido, si scende incontrando pochissimi insediamenti ed arrivando fino al villaggio di Purne, dove ci si accomoda per la notte presso una famiglia locale; si segnala che non si dispone di servizi privati. La tappa copre una distanza di circa 112 km.

7°g. 29/8 Purne – Khangsar – Escursione a Phuktal (3950 mt) – Muney – Bardan – Padum (3600 mt)
Si prosegue per un breve tratto coi mezzi fino al villaggio di Khangsar, punto d’inizio del sentiero che porta al monastero di Phuktal, di scuola Ghelupa. È un luogo decisamente magico, vero archetipo di quello che ci si può attendere da un remoto luogo di ritiro mistico, edificato su di una ripida falesia e sotto ad una colossale cupola di roccia. La distanza a piedi è di circa 5 km senza tratti di salita ripidi, solitamente in meno di due ore si arriva; nel caso, avvisando per tempo, è anche possibile noleggiare un cavallo da Khangsar (non serve esperienza, procede al passo e viene sempre condotto dal proprietario). Rientrati a valle si riparte coi mezzi verso Padum. Si segue il flusso del fiume Tsarap incontrando alcuni villaggi; a Muney si visita il piccolo monastero e la prossima sosta è a Bardan, dove il Gompa di circa 400 anni, arroccato su uno sperone, è molto interessante da scoprire, con diversi affreschi di ottima fattura. Si giunge così sulla vasta piana formata dalla confluenza dei fiumi Doda e Tsarap, il cuore dello Zanskar, dove si trovano i principali villaggi, monasteri e Padum, il centro principale dello Zanskar; si alloggia qui presso l’hotel Zhambala.

8°g. 30/8 Padum, Pipiting, Karcha e Sani
Si iniziano le esplorazioni di oggi dal villaggio di Pipiting, nei pressi di Padum, dove si trovano un grande stupa ed un monastero. Si prosegue attraversando il ponte sullo Zanskar arrivando all’oasi di Karcha, con l’omonimo grande monastero costruito sulle rupi rocciose, il principale dello Zanskar, di scuola Ghelupa. Una visita rivela diverse sale e si trovano alcuni affreschi dell’XI secolo; merita una visita anche l’antico convento femminile posto sul monte antistante, anche questo ricco di sorprendenti reperti artistici . Si lascia l’oasi seguendo il bordo della vallata verso ovest, e, attraversato il fiume Doda, si continua verso Padum arrivando al bel villaggio di Sani. Qui il monastero, di scuola Kagyupa, è protetto da un muro di cinta ed ombreggiato da alberi, che qui sono rari; custodisce la preziosissima statua di uno dei capostipiti della scuola, Naropa, oggetto del festival annuale, lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille, e vi si ammirano alcuni antichi affreschi attribuiti a Zadpa Dorje. Dal Gompa, se si è interessati, una piacevole passeggiata tra i campi dell’oasi porta al convento femminile; per chi è più energetico un’escursione a piedi sull’altro versante della valle (circa un’ora e mezza di cammino) porta all’eremo di Guru Nima Oser Chaphuk, dove si dice abbia svolto un ritiro Guru Padmasambhava, un sito che è stato restaurato da Amitaba. Rientrati a Padum, tempo permettendo, ci si reca sulla collina che sovrasta il villaggio dove è situato un interessante monastero, immerso tra preziosi alberi, da dove si gode anche di uno stupendo panorama.

9°g. 31/8 Padum – Thongde – Zangla – Cho Cho Gurung La (4200 mt) – Lingshed (3900 mt)
Superato il fiume Tsarap, si procede lungo la strada che percorre verso nord lungo il versante orientale del fiume Zanskar, formato dalla confluenza del Doda e dello Tsarap. Si sosta a Thongde (13 km) per visitare il bellissimo monastero, con diversi templi ed interessanti affreschi e statue, posto su di una rupe da cui si gode un’indimenticabile visuale sulla valle. Si prosegue per Zangla (20 km), la vecchia capitale dello Zanskar, dove, se sono presenti. si potranno incontrare il giovane Gyalpo dello Zanskar e la sua famiglia e visitare la loro vecchia residenza, che noi considereremmo umile visto il loro stato nobiliare, ma che in questa regione è una vera reggia. Si visitano l’antico castello, sede storica del Gyalpo, posto in una panoramica posizione che domina la valle, in un punto dove si trovano anche molti chorten, tra cui uno recente di Bakula Rimpoce, il venerato Abate del Ladakh scomparso nel 2003. Si completano le visite con il convento femminile, posto ai margini dell’oasi. Da Zangla si prosegue lungo la valle attraversando il fiume Zanskar oltre il villaggio di Hanamul; ci si immerge quindi tra i monti attraversando il Cho Cho Gurung La per raggiungere la remota oasi di Lingshed, dove si trova un monastero fondato nel XV secolo di scuola Ghelupa, retto dall’abate di Karcha. Si alloggia presso il convento femminile; si segnala che non si dispone di servizi privati. Il tragitto complessivo è solo di circa 90 km, ma richiede parecchio tempo.

10°g. 1/9 Lingshed – Sengi La (5050 mt) – Photoksar – Sirsir La (4850 mt) – Hanupatta – Wanla (3250 mt) – LADAKH
Si prosegue la traversata di questa regione selvaggia superando il passo del Sengi, che porta sempre verso nord nel Ladakh. Oltre il valico, in fondo all’ampia valle, si trova il bel villaggio tradizionale di Photoksar; qui la strada, per aggirare le impassabili gole, sale al passo di Sirsir scendendo da qui al villaggio di Hanupatta ed arrivando infine nella valle che porta all’oasi di Wanla. Si sosta qui in un alberghetto locale; si segnala che non si dispone di servizi privati. Sul colle sopra il villaggio si trova un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente alla tradizione dei Drigung, restaurato da un gruppo di svizzeri, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo. Si percorrono in tutto circa 120 km.

11°g. 2/9 Wanla – Lamayuru – Atise – Fatu La (4147 mt) – Kanji (3875 mt)
Si lascia l’oasi di Wanla arrivando sulla strada principale che giunge da Leh; la si segue inerpicandosi tra le incredibili erosioni terrose della “Valle della luna”. Secondo la tradizione queste peculiari forme indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui questa zona è considerata dai ladakhi una ‘terra pura’. Qui si trova Lamayuru, uno dei monasteri più pittoreschi dell’Himalaia, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da policrome montagne desertiche. Dopo la visita si prosegue lungo la strada che serpeggia verso ovest; prima del passo si segue una stradina sterrata che porta all’eremo di Atise, un luogo di ritiro del monastero di Lamayuru. Superato il Fatu La (4147 mt) giunti sull’altro versante, con una deviazione verso sud che si immerge in uno spettacolare canyon, si raggiunge lo sperduto villaggio di Kanji, molto speciale e caratteristico, dove si sosta per la notte presso una famiglia locale; si segnala che non si dispone di servizi privati.

12°g. 3/9 Kanji – Sanjak – DAH HANU – Skurbuchan – Domkhar – Alchi (3100 mt)
Si ripercorre verso nord il canyon fino alla strada principale, seguendola fino alla base del passo del Namika; da qui si procede poi verso nord lungo il flusso del fiume incontrando diversi villaggi fino a raggiungere l’Indo a Sanjak (57 km circa da Kanji). Da qui se ne segue il corso per una ventina di chilometri, arrivando nel cuore della regione conosciuta come la “Valle degli Ariani”, dove vive la popolazione dei Dah Hanu, l’etnia dei Brokpa. Si tratta di un piccolo popolo, poco più di 3000 persone, dislocate quasi tutte in quest’area, con alcuni di loro che risiedono oltre la linea di cessate il fuoco col Pakistan. La loro lingua appartiene al ceppo indo-ariano, ha un’origine antichissima, ed ha diverse attinenze con lo Shina, che è molto diffuso tra i monti del nord est del Pakistan. Alcuni ipotizzano che queste persone, che hanno dei tratti molto europei, siano gli eredi delle truppe disperse di Alessandro il Grande, altri ritengono che siano parte degli ariani che giunsero nel subcontinente indiano agli albori della storia. Sicuramente hanno dei tratti molto distinti e costumi in parte propri, pur essendo in maggioranza buddisti vajrayana, come la maggior parte delle popolazioni limitrofe. Si visitano alcuni villaggi fino a Darchiks; oltre non è concesso procedere per la prossimità della linea di confine col Pakistan. Da Darchiks si torna poi verso est, risalendo il flusso del grande fiume fino all’oasi di Alchi, che da qui dista 115 km. Si ripassa da Sanjak e si continua per Skurbuchan, il villaggio principale di quest’area, arrivando a Dumkhar, dove nel 2012 è stato istituito il “Domkhar Art Sanctuary” per preservare il gran numero di petroglifi preistorici che si trovano qui, un sito molto interessante. Al punto di controllo di Khalsi ci si ricongiunge con la strada principale che porta fino a Leh; la si segue fino al ponte che porta all’oasi di Alchi, dove si alloggia presso un confortevole alberghetto, lo New Zimskhang o simile.

13°g. 4/9 Alchi – Likir – Leh (3500 mt)
Si visita il monastero di Alchi, fondato nell’XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contiene magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Si parte quindi alla volta di Leh transitando dalla bellissima oasi di Bazgo con le rovine dello storico castello, e, oltrepassata la spettacolare confluenza tra Indo e fiume Zanskar, una breve deviazione porta al monastero di Likir, di tradizione Ghelupa ed il cui abate è un fratello di S.S. il XIV Dalai Lama, con un’imponente statua di Maitreya che sovrasta il bel complesso; vi risiedono circa 150 monaci. Giunti a Leh si alloggia presso l’hotel Ashoka Ladakh.

14°g. 5/9 Leh
Mattinata libera. Nel pomeriggio visita del Palazzo Reale con i templi adiacenti e del panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal.

PER CHI RIENTRA:

15°g. 6/9 Leh – Delhi
Il volo per Delhi parte al mattino presto (orari da verificare), all’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

16°g. Sabato 7 settembre, arrivo a destinazione

PER CHI PROSEGUE, ESTENSIONE “Nubra, Pangong, Rupshu”:

15°g. 6/9 Leh – Kardong La (5354 mt) – Diskit (Nubra – 3100 mt c.a.) – NUBRA
L’escursione alla valle di Nubra inizia con la salita al passo del Kardung ( sulle guide è spesso indicato a 5602 mt, in realtà sembra essere di 5354 – sempre altissimo!) posto a nord della città, che offre una visuale vastissima sulle infinite catene di monti che si estendono lungo il fiume Indo. La discesa si apre sulla valle del fiume Shyok, dove si ridiscende fino a circa 3100 mt, e conduce ad una vasta piana formata dalla confluenza tra questo ed il fiume Nubra, che scorre da nord alimentato dai giganteschi ghiacciai del Karakorum. Giunti a Diskit si visitano il villaggio ed il monastero abbarbicato alle rocce, che offre una splendida panoramica sulla valle. Si alloggia presso l’hotel locale Mystic Earthomes o simile.

17°g. 7/9 Nubra: Turtuk e Hunder
Da Diskit si prosegue lungo il fiume verso ovest, seguendo la vallata fino al villaggio di Turtuk, un tragitto di circa 85 km che richiede approssimativamente 2 ore e mezza. I panorami sono molto belli, si incontrano persone dell’etnia Baltì e si vedono piccole moschee. Rientrati nella valle di Nubra si sosta al minuto monastero di Hunder, situato ai piedi di una stretta gola, un luogo di ritiro dove vivono pochi ospitali monaci; nell’oasi rigogliosa si trovano anche dei bellissimi chorten. Nei pressi vi sono delle splendide dune di sabbia bianca, un luogo indimenticabile. Si rientra quindi in hotel.

18°g. 8/9 Nubra – Tangtse – Shachukul – Lago di Pangong (4240 mt) – PANGONG
Si lascia la valle di Nubra in direzione sud est risalendo il flusso del fiume Shyok. Raggiunto il villaggetto di Skyok si lascia il corso del fiume entrando nei monti a sud arrivando al villaggio di Tangtse (a circa 130 km da Nubra), il principale della regione, con le rovine di un vecchio castello ed un tempio recentemente ricostruito. [NB: se la strada lungo lo Shyok avesse dei problemi di transito per arrivare a Tangtse si può valicare il passo di Wari (5312 mt) che si affaccia sulla valle dell’Indo ad est di Leh e quindi risalire il passo di Chang arrivando così comunque a Tangtse – è un percorso più lungo (circa 190 km), allietato però da panorami bellissimi]. Da qui si risale per un tratto il fiume e quindi si imbocca una valle a sud (circa 10 km) arrivando al villaggio ed al monastero di Shachukul, di scuola Drigung Kagyu. Nel vecchio Gompa si ammirano alcune interessanti statue e, nel Lhakhang, affreschi nuovi ma di ottima fattura che ritraggono, tra i vari soggetti, il lignaggio da cui origina la scuola. Rientrati a Tangtse si prosegue per il lago di Pangong risalendo una valle verso est, attraverso un ambiente con forti colorazioni dove deserto e pasture si intersecano tra monti sulle cui cime si vedono alcuni ghiacciai; si arriva presto in vista delle acque incredibilmente turchesi del mitico lago. Una vastità azzurra, l’aria incredibilmente pura, tra monti altissimi, oltre ogni nostra capacità descrittiva, che ispirò alcuni passaggi stupendi dell’interessante libro “La via delle nuvole bianche” di A. Govinda. Le sue acque nella parte orientale arrivano nel Tibet a dominio cinese, nei pressi della terza capitale dell’antico regno di Gughe, Rutok. Si alloggia presso il Mystic Pangong Resort o simile.

19°g. 9/9 Pangong – Chusul – Thato La (4936 mt) – Mirpal Tso – Kaksang La (5440) – Hor La allo Yaya Tso (5328 mt) – Mahe (4120 mt) – Tso Kyagar – Tso Moriri, Korzok (4522 mt) – RUPSHU
Si prosegue lungo la riva meridionale del lago per un tratto per poi attraversare le magnifiche montagne che si ergono a sud formando la grande barriera che si affaccia lungo il fiume Indo. Superata la località di Chusul si sale verso il passo del Thato che si apre sul bacino del lago di Mirpal e, restando sempre in alta quota, si arriva al passo di Kaksang la cui altezza indicata in loco è di 17.851 piedi, ma è da verificare e, oltre l’area di Chumathang, si supera il colle di Hor, che si affaccia sul lago turchese di Yaya, scendendo da qui al villaggio di Mahe, situato sulle rive dell’Indo (circa 120 km da Pangong) – un percorso di bellezza inimmaginabile. Qui si trova il convento femminile di Kotsa, di scuola Drukpakagyu, dove si sosta per un’interessante visita. Si segue quindi il corso del grande fiume per un breve tratto lasciandolo per arrampicarsi a sud ovest verso l’altopiano del Rupshu, scoprendo anche qui laghi turchesi che sembrano dipinti dal cielo! Il lago di Tso Kyagar è il primo capolavoro di questa natura incontaminata, siamo nel territorio dei nomadi tibetani, gente che sopravvive a condizioni climatiche impensabili. In diversi punti si potranno incontrare i loro campi e le greggi di yak, e molti animali selvaggi come il kyang (il cavallo tibetano), miriadi di marmotte, raramente i lupi e spesso le aquile. Si raggiunge Korzok, sulle sponde del lago Tso Moriri, posto a 4522 mt di quota, il gioiello turchese del Rupshu che si estende per 30 chilometri. Al tramonto le cime innevate che circondano il lago e a sud sfiorano i 7000 mt appaiono colorate di rosa. A Korzok, dove si trova anche un bel monastero, si alloggia presso il Lake View Hotel o simile.

20°g. 10/9 Tso Moriri
Si dedica la giornata all’esplorazione della zona, con una magnifica passeggiata lungo le rive del lago, e si visitano il monastero ed il piccolo villaggio; nella valle alle spalle dell’abitato spesso si accampano i nomadi con i loro grandi greggi di yak. Sono molto speciali i tramonti dal colle che sovrasta Korzok.

21°g. 11/9 Tso Moriri – Tso Kar (4530 mt)
Si saluta qui l’accompagnatore italiano che si ferma in loco per condurre la spedizione di salita al Mentok I (chi volesse, è benvenuto a cimentarsi con lui nell’impresa), , l’alto monte che si erge sopra al villaggio, e si prosegue con la guida locale. Si ritransita dal laghetto di Tso Kyagar (sorprenderà la diversità dei suoi colori); si lascia la strada che ritorna verso Mahe sull’Indo e, superato un passo, si raggiunge Tso Kar, uno dei grandi laghi di questa regione dove per secoli veniva raccolto il sale, utilizzato come merce di scambio in Ladakh. Si alloggia presso lo Tsokar Resort o simile.

22°g. 12/9 Tso Kar – Taklang La (5328 mt) – Hemis – Leh
Raggiunta la strada militare che proviene dall’Himachal si valica il passo del Taklang (5328 mt) che riporta verso la valle dell’Indo. Si transita dal villaggio di Gya, dove si ammira un monastero su una rupe tra le rovine di un grande forte che cingeva le creste ardite e, proseguendo, si entra in una gola tra ripide montagne policrome arrivando in breve al fiume Indo. Dopo un breve tratto lo si riattraversa giungendo ai margini
meridionali della vallata al monastero Hemis, il principale di scuola Drukpa Kagyu del Ladakh. È un’importante meta di pellegrinaggi, con diverse sale di preghiera affrescate ed ospita una ricca collezione di tanka, statue d’oro e Stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose. Si prosegue quindi il viaggio per Leh, dove si alloggia nel medesimo hotel.

23°g. 13/9 Leh – Delhi
Il volo per Delhi parte al mattino presto (orari da verificare), all’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

24°g. Sabato 14 settembre, arrivo a destinazione

Nota: chi ne ha la possibilità, può portare indumenti caldi e invernali o cancelleria per la scuola da regalare. Questi materiali verranno raccolti dai nostri collaboratori per essere distribuiti a chi ne ha più bisogno, solitamente alla fine del viaggio: così si possono lasciare anche cose usate che non si desidera riportare a casa.

COSTO VIAGGIO:

€ 2600 – Massimo 12 partecipanti

Estensione Nubra, Pangong e Rupshu € 1200

Salita allo Sara Shiwa, Mentok I e II, € 1350

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), i trasporti ad esclusone dei voli, la pensione completa tranne che a Delhi, le escursioni e gli ingressi ai siti indicati nel programma, la presenza della guida italiana (fino al 10/9) e delle guide locali.

La quota non comprende: i voli, il visto indiano, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 150 con solo 4 o 3 partecipanti, € 500 con 2; € 380 per la singola. Estensione: € 150 con solo 4 o 3 partecipanti, € 400 con 2; € 290 per la singola.

Visto e documenti: il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo in India.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – rupia del 27/10/2023 (Banca d’Italia): € 1 = INR 87,751, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

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 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

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Castello di Zangla

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Donne ladakhe
Tso Kar
Donna di Keylong
Phuktal Gompa
Sirsir La, monaco e pastore
Lamayuru
Donna Dha Hanu
Sharshur Gompa, Keylong
Lahaul, donne a Sharshur Gompa
Lahaul, Tupchiling Gompa
Verso lo Shingo La
Bardan Gompa
Bardan Gompa, Mandala
Donna zanskara
Lingshed Gompa
Villaggio di Hanupatta
Wanla Gompa
Donna ladakha
Kardong La
Valle di Nubra
Lago di Pangong
Lago di Pangong
Tso Kyagar
Taklang La, visuale a sud
Valle verso il Taklang La

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.