Cambogia e Laos


Cambogia e Laos: magia dell’Estremo Oriente

Un incontro con storia e cultura, mondi etnici e fiumi tropicali


Cerimonia Baci

Luang Prabang, Wat Xieng Thong

Orso nero asiatico

Etnia Mong

Traghetto sul Mekong

PARTENZA
26/12/2022
RITORNO
10/1/2023
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
12/1/2023
2a ESTENSIONE
DURATA
16 – 18 giorni
PARTECIPANTI
GUIDA

 Sintesi del viaggio


Giunti a Chiang Rai nel “Triangolo d’oro” al nord della Tailandia si entra in Laos e, navigando per due giorni sul Mekong, si arriva a Luang Prabang, punto di partenza per una crociera ancor più esotica lungo il Nam U che porta tra le etnie del nord. Dopo la visita di Ventiane si prosegue per le regioni meridionali laotiane, incontrando il primo sito Khmer del viaggio ed esplorando in barca le 4000 isole del delta interno del Mekong, con le sue incredibili cascate, e da qui si continua in Cambogia navigando attraverso la magnifica “foresta sommersa” fino a Stung Treng. Proseguendo, si visitano la piramide a gradoni di Koh Ker e Beng Mealea e, dopo un’approfondita visita degli immortali siti di Angkor, vi è l’opzione di una breve estensione per percorrere in barca il lago Tonle Sap ed il fiume Sangker giungendo a Battambang.

Se incontri qualcuno senza un sorriso, regalagli uno dei tuoi.
  • Bangkok
  • Chiang Rai
  • Sop Ruak
  • Ban Houay Xay
  • Pakbeng
  • Pak Ou
  • Luang Prabang
  • Nong Khiaw
  • Muang Ngoy
  • Muang Khua
  • Muang Xay
  • Luang Prabang
  • Vientiane
  • Pakse
  • Wat Phu
  • Don Khong
  • Don Det
  • Li Phi
  • Krong Stung Treng
  • Koh Ker
  • Beng Mealea
  • Siem Reap
  • Angkor
  • Siem Reap
  • Tonle Sap
  • Battambang
  • Phnom Banan
  • Siem Reap

 Presentazione del viaggio


Il viaggio porta in punti naturali stupendi; si esplora estensivamente il mondo fluviale tropicale scoprendo  un mondo sospeso dal divenire del tempo con villaggi bucolici e diversi gruppi etnici con tipicità diverse, dove l’incontro con gli Akha tra i monti del Laos è uno dei momenti più intensi. Il tour include tutti i siti storici principali e si estende a resti archeologici magnifici al di fuori degli usuali circuiti. Per chi è interessato, vi è la possibilità di iniziare il viaggio con partenza il 19 dicembre, includendo la visita ai siti storici della Tailandia.

I dettagli delle tappe sono indicati nel Programma del Viaggio; di seguito un breve riassunto.

Da Chiang Rai si entra nel leggendario “triangolo d’oro”, al confine con Birmania e Laos, dove il museo dell’oppio evoca storie e momenti salienti di vicende che non sono di fatto ancora del tutto concluse. Si procede per il Laos nel modo più bello: attraversando il Mekong e seguendone il corso con una crociera di due giorni in un ambiente di straordinaria bellezza, una via fluviale dove si affacciano villaggi di diverse etnie e si vedono ancora persone che filtrano l’acqua alla ricerca dell’oro; oltre le grotte sacre di Pak Ou, colme di statue di Budda, si arriva all’antica capitale laotiana di Luang Prabang. Annoverata nel Patrimonio UNESCO: un luogo affascinante che offre, oltre all’oggettiva bellezza dei monumenti, dei templi e della natura circostante, un ricco incontro con la variegata cultura del sud est asiatico; si visitano anche i dintorni recandosi alle cascate di Khouang Si. Da Lunag Prabang con un circuito di quattro giorni si risalgono in barca le acque del fiume Nam U esplorando territori di bellezza selvaggia, e si incontra l’interessante etnia degli Akha. Rientrati, si vola a Vientiane, considerata la capitale più tranquilla al mondo, che offre una miscela di influenze architettoniche e diversi templi interessanti. Ci si sposta quindi in volo a Pakse, nel sud del Paese, dove si incontra il grande sito archeologico khmer di Wat Phou, e si prosegue da qui per il delta interno del Mekong, un’area di bucolica bellezza che si esplora anche in barca, conosciuta col nome di Si Phan Don (“le 4000 isole”), che termina con un insieme di spettacolari cascate. Si continua l’esplorazione del grande fiume proseguendo verso sud ed entrando in Cambogia, discendendone le acque fino a Stung Treng attraverso la pittoresca foresta sommersa, che impressiona per le forme bizzarre delle piante scolpite e piegate dalla forza della corrente. Si attraversa poi una parte interna della Cambogia verso Koh Ker, antica e remota capitale dell’Impero Khmer, e si incontra l’impressionante tempio khmer di Beng Melea, nascosto tra grovigli di vegetazione lussureggiante. Giunti a Siem Reap ci si immerge nelle visite di Angkor, una delle meraviglie del mondo, godendo di tutti i siti principali, inclusi il raffinatissimo Benteay Srei, il Bayon e Angkor Wat, dove ci si recherà anche per godere delle prime luci del mattino.

Estensione in Cambogia – Ci si reca nel vasto bacino d’acqua del lago Tonle Sap, con gli impressionanti villaggi su palafitta e le case galleggianti, che si ammirano dalla postazione privilegiata di una barca, e si risale il fiume Sangker arrivando alla graziosa cittadina coloniale di Battambang, da dove, visitato il piacevole centro ed i siti Khmer di Phnom Banan ed Ek Phnom, si rientra a Siem Reap.

ETNIA AKHA

In Laos, in particolare nelle regini settentrionali, vivono diversi gruppi tribali con lingue e tradizioni proprie. Tra questi l’etnia degli Akha, che è un gruppo distinto dei Hmong e si insediò sui monti laotiani provenendo dalla Cina meridionale intorno al 1644, è tra le più interessanti da incontrare perché preserva ancora i propri costumi e tradizioni, pur nel contesto di una modernizzazione del territorio. Tra gli Akha è d’uso vestirsi con gli abiti tradizionali e l’occupazione principale è l’agricoltura, il cui raccolto maggiore è il riso che cresce a secco, anche se con lo sviluppo dell’irrigazione si sono sviluppate culture umide, mentre la tradizionale coltivazione dell’oppio sembra essere orami un ricordo del passato. Gli Akha posizionano i villaggi alti sui versanti delle valli e costruiscono le case con il legno ed il bambù, delimitando gli ingressi al villaggio con particolari cancelli disegnati per tenere fuori gli spiriti negativi ed attirare solo quelli buoni, demarcando così un’area dove sono protetti gli esseri umani e gli animali che ci vivono e lasciando all’esterno le fiere e gli spiriti malvagi; i temi incisi su questi cancelli si ritrovano spesso anche sui tetti delle case, per il medesimo scopo. Lo spazio nelle case è diviso in parti separate per uomini e donne nel contesto di una struttura sociale egalitaria, dove l’autorevolezza deriva dall’età e dall’esperienza delle persone.

NOTA TECNICA

Il viaggio prevede molti tratti di crociera sui fiumi Mekong e Nam U e, nell’estensione, sul Sangker con l’utilizzo di imbarcazioni di tipo diverso; sono dotate di servizi a bordo solo nei due giorni di navigazione che portano fino a Luang Prabang. Sul Nam U serve prevedere di portare con sé quanto necessario per una notte lasciando il grosso del bagaglio sul pulmino. Sono previsti diversi percorsi a piedi, il più impegnativo è il sentiero che porta con circa un’ora di cammino al villaggio Akha di Ya E. Per i percorsi su strada si usano pulmini privati e, per brevi spostamenti (a Luang Prabang e Angkor), i tuk tuk. In Laos ci si imbarca su due voli interni, il primo per passare dalle regioni settentrionali a Ventiane e poi da qui alle regioni meridionali. I pernottamenti sono ove possibile in graziosi boutique hotel di buona qualità; solo nel circuito a nord di Luang Prabang ci si deve adattare per tre notti con sistemazioni più semplici, le migliori disponibili, comunque pulite. La stagione è la migliore dell’anno, con un clima secco e soleggiato; può essere un po’ freddo solo al mattino presto durante la prima crociera sul Mekong, nel qual caso gli abiti caldi con cui si è partiti dall’Italia potranno essere riutilizzati.

 Programma del viaggio


1°g.  Lunedì 26 dicembre, partenza per la Tailandia
Per raggiungere Bangkok in Tailandia vi è un’ampia scelta di voli; la maggior parte dei collegamenti prevede una partenza dall’Italia in serata con l’arrivo a Bangkok il mattino successivo.

2°g.  27/12 Bangkok – Chiang Rai – Sop Ruak – Ban Houay Xay (LAOS)
Giunti all’aeroporto di Bangkok ci si imbarca sul volo interno per Chiang Rai, nel nord della Tailandia, dove si incontrano il capogruppo con in partecipanti giunti fin qui seguendo il programma “Tailandia, Laos e Cambogia” che parte il 19/12. Dall’aeroporto si procede verso nord est; si fa una breve sosta a Chiang Saen per ammirare il grande Stupa di Wat Phra That Chedi Luang, edificato nel 1290 in stile Lanna ed alto 88 metri, e si arriva a Sop Ruak (62 km, poco più di un’ora) nel ‘triangolo d’oro’, dove si visita il piccolo museo dell’oppio e ci si reca ad un tempio panoramico da dove si ammira la confluenza del Ruak con il grande Mekong, nei pressi del confine tra Tailandia, Birmania e Laos. Si procede quindi per il confine laotiano; si ripercorre per un tratto il flusso del Mekong verso sud, e, dopo un tratto attraverso belle aeree naturali, lo si ritrova più ad est arrivando al ponte che porta sulla riva laotiana del grande fiume a Ban Houay Xay (69 km, meno di due ore). Si completano le formalità di confine e ci si accomoda presso The M.Bokeo Hotel o similare.

3°g.  28/12 Ban Houay Hai – Pakbeng (Crociera sul Mekong)
Ci si imbarca su di un vascello, confortevole e dotato di servizi, con cui si seguirà per i successivi due giorni il corso del maestoso Mekong, che è la principale via di comunicazione tra il Laos settentrionale e Luang Prabang. Si attraversa un ambiente naturale e spettacolare, su cui si affaccia la semplice vita tradizionale dei villaggi; si approda per una visita ad un villaggio dell’etnia Khamu, dove spesso si può visitare anche la scuola, e si pranza a bordo. Si prevede di arrivare a Pakbeng dopo circa 7 ore di navigazione, in tempo per una breve visita a questo villaggio, abbarbicato su un panoramico pendio di rocce frastagliate, dove vivono persone di etnia Lao, H’mong e Khamu. Pernottamento presso l’hotel Le Grand o simile.

4°g.  29/12 Pakbeng – Pak Ou – Luang Prabang (Crociera sul Mekong)
Si prosegue lungo il Mekong verso Luang Prabang, che da qui dista ancora altre 7 ore circa di navigazione. Lo scenario continua ad essere spettacolare; in questo bel tratto del Mekong si affacciano alcuni villaggi immersi in una natura pura i cui abitanti in questo periodo dell’anno spesso setacciano il limo del fiume in cerca di pagliuzze d’oro. Sono previste due soste: alle grotte di Pak Ou, un interessante sito dove in due ampi anfratti nella falesia sono custodite migliaia di statue del Buddha, un luogo di pellegrinaggio molto vivo nel cuore dei laotiani, raggiungibile con una breve salita gradinata; e la visita al villaggio di Ban Xanghai, dove vengono prodotti il vino di riso locale e bei tessuti. Si arriva nel pomeriggio a Luang Prabang, dove ci si accomoda presso il Villa Saykham Hotel. La cittadina è Patrimonio Unesco grazie al suo incredibile e straordinariamente ben conservato panorama urbano, eccellente esempio di fusione di architettura tradizionale laotiana e coloniale europea. S’inizia salendo al Phou Si, la collinetta al centro della cittadina ornata con diverse statue del Buddha, sulla cui cima si trova un piccolo tempio con uno Stupa dorato, un bel punto panoramico sulla città ed il fiume Mekong. Il sentiero che porta sul colle ha 328 gradini e sale all’ombra di alberi secolari. Tornati a valle si prende parte in una casa privata ad una cerimonia tradizionale “Baci”, un rito celebrato nei momenti salienti della vita: radunate attorno ad una composizione floreale, le persone si dispongono in cerchio, tra il suono di canti laotiani e sanscriti, eseguiti dal maestro della cerimonia, ed il rito si conclude legandosi vicendevolmente un laccetto di cotone al polso: il nostro benvenuto a Luang Prabang! Per chi lo desidera, completa questa ricca giornata il famoso mercato notturno, dove si trovano diversi oggetti di artigianato e collezioni di tessuti realizzati dalla gente locale e dalle etnie dei dintorni, situato a distanza di passeggiata dall’hotel.

5°g.  30/12 Luang Prabang
Chi si alza presto non se ne pentirà per lo spettacolo a cui potrà assistere: la processione del tak bat, la questua quotidiana dei monaci che passeggiano silenziosi in fila indiana con le loro grandi ciotole scure per ricevere l’elemosina. Dopo colazione ci si reca al Wat Xieng Thong, superbo capolavoro di architettura Lao posizionato alla fine della penisola su cui sorge la città vecchia, dove il fiume Nam Khan fluisce nel Mekong; tra tutti i 30 templi dei 65 originari che sono stati preservati è considerato il più emblematico per le stupende decorazioni. Si prosegue con la visita del Palazzo Reale, costruito nel 1904 durante l’era coloniale francese per il Re Sisavang Vong e la sua famiglia, oggi diventato un interessante museo, e ci si reca al Centro Visitatori UXO, dove sono esposte le testimonianze inerenti alla guerra in Laos ai tempi del conflitto del Vietnam. Prossima tappa, l’Ock Pop Tock Living Craft Center, situato serenamente vicino al Mekong, un interessante laboratorio in stile tradizionale dove tessitori, filatori e produttori di batik creano tessuti di alta qualità. Si lascia quindi la cittadina per una breve escursione verso sud (32 km) alle splendide cascate di Kuang Si, che si raggiungono con una breve passeggiata. Sono alte 25 metri e alimentano invitanti vasche naturali dove è possibile fare un rinfrescante bagno (sono disponibili anche cabine per cambiarsi). All’ingresso delle cascate si trova l’ “Asian Black Bear Rescue Center” che, come indica il nome, si occupa del salvataggio di una specie di orso asiatico, di cui si ammirano diversi esemplari all’interno dei recinti. Rientrati a Luang Prabang si sosta per ammirare il tramonto sul fiume al Wat Chu Phat Tich.

6°g.  31/12 Luang Prabang – Nong Khiaw – Muang Ngoi (Crociera sul Nam U)
Si lascia la bellissima Luang Prabang in direzione nord seguendo per un tratto il fiume Nam U ed incontrando la prima delle dighe di questo fiume (lungo il suo corso ce ne sono in tutto nove); lo si lascia per raggiungere la località di Nam Bak (119 km) e raccordarsi ancora alle sue acque a Nong Khiaw (altri 29 km), un tragitto che richiede circa tre ore. Qui si lascia il pulmino con il grosso del bagaglio, che si ritroverà nella serata di domani che ci attende a Muang Khua, e, portando con sé lo stretto necessario per una notte, si salpa con una veloce barca locale “Longtrail” dotata di copertura per il sole (o due, perché portano la massimo 8 persone) risalendo le acque del fiume. Dopo circa mezz’ora di navigazione attraverso un ambiente naturale meraviglioso, tra monti tropicali e alcuni bucolici villaggi, si approda a Sopkhong, una località popolata dall’etnia Khmu. Dal villaggio con una passeggiata di circa un’ora minuti che inizia attraverso le risaie e porta nella giungla alle cascate di Tad Mook. Tornati alla barca si prosegue (circa un’ora) per la località di Muang Ngoi, dove si alloggia nella semplice locanda Ning Ning.

7°g.  1/1/2023 Muang Ngoi – Diga n.3 – Muang Khua (Crociera sul Nam U)
Con una passeggiata di circa 40 minuti si raggiunge la grotta di Tham Kang, utilizzata come rifugio dalla popolazione locale durante gli anni del conflitto in Indocina. Tornati al fiume si prosegue la crociera risalendo il Nam U, la meta è Muang Khua, che si raggiunge con circa cinque ore di navigazione attraverso un territorio naturale selvaggio di stupefacente bellezza. Sul percorso si visita il villaggio di Sob Jam (Khum – Lao) dove vengono prodotti e venduti dei bei tessuti, e, superata la terza diga del Nam U, che richiede un cambio barca ed un breve trasbordo con un pulmino locale, si sosta al villaggio di Hatsa e si giunge a destinazione. Qui si ritrova il pulmino col grosso del bagaglio e ci si accomoda in un semplice albergo, il Soukchalern o simile.

8°g.  2/1 Muang Khua – Etnia Akha – Muang Xay
Dopo una visita la mercato del mattino ed al ponte vecchio ci si sposta verso ovest seguendo il corso del Nam Phak, affluente del Nam U; nei piccoli villaggi sulla strada si vede come si distilla la grappa di riso, che si potrà assaggiare (. 50 gradi!), e la produzione di fogli di alghe di fiume insaporite con aglio e acqua di zenzero. A Pak Nam Noy (37 km, circa un’ora), si attraversa a piedi un ponte sospeso e si risale il versante opposto a piedi per circa mezz’ora arrivando al villaggio di Houayphong (o Ya E) dell’etnia Akha. Si torna quindi a valle per riprendere il viaggio per Muang Xay, che dista da qui 126 km verso sud ovest, circa tre ore di viaggio. Lungo il percorso ai sosta al tempio di Wat Prasingkham, che ospita una statua molto venerata del Budda che localmente si dice essere stata rinvenuta nel fiume; giungono qui molte persone locali per chiedere grazie e ricevere benedizioni. Proseguendo, si vista un tranquillo villaggio laotiano. Oggi si alloggia in un ottimo hotel, il Nam Kat Yorlapa Resort.

9°g.  3/1 Muang (Oudom) Xay – Luang Prabang
Si parte per rientrare a Luang Prabang spostandosi verso est fino a ricongiungersi alla strada che si è utilizzata per arrivare a Nam Bak e da qui la si segue in direzione sud; il tragitto è di 193 km e richiede al massimo 5 ore di guida. A Muang Xay si visita il tempio principale, Wat Phuthat, situato su una collina con uno Stupa ed un alto Budda alla cui base sono indicati i mudra di buon auspicio che qui sono associati al giorno della settimana in cui si è nati. Sul percorso si visitano due villaggi, Ban Thabu dell’etnia Thai Dam (Wat Phuthato Black Thai) e Ban Chong Cha di etnia H’Mong. Giunti a Luang Prabang si alloggia nel medesimo hotel, tempo libero. In serata si assiste ad uno spettacolo culturale di danze, costumi e musica.

10°g.  4/1 Luang Prabang – Ventiane
Si parte con un volo della Lao Airlines per Ventiane (7.40 – 8.30, orari da confermare); arrivati, ci si dedica alla visita della città, conosciuta come la città del legno di sandalo, o la città della luna, che divenne capitale nel XIX secolo. È tra la capitali più tranquille al mondo, piccola ed ancora a misura d’uomo, edificata lungo una grande ansa del Mekong, che in questa regione e verso sud segna il confine con la Tailandia. Si inizia il tour dal tempio più antico, il Wat Sisaket, che presenta 10.000 piccole statue di Budda, e l’ex tempio reale, che custodiva l’immagine del Budda di smeraldo, l’Ho Prakeo, ora sconsacrato ed adibito a museo di arte buddista. Prossima tappa, il tempio di Wat Sri Muang, il più frequentato e vivo della città, dove solitamente un gran numero di devoti compie offerte alla memoria di una donna considerata una santa protettrice; all’ingresso i monaci sono spesso impegnati a benedire persone, ma anche ogni tipo di oggetti, inclusi motorini e automobili (… una bella benedizione forse tiene lontani meccanici e incidenti!). Si prosegue poi per lo Stupa dorato di That Luang che contiene una reliquia del Budda, è il monumento religioso più importante del Paese, oggetto di venerazione da parte dei laotiani e simbolo nazionale. Dopo la visita all’Arco della Vittoria di Vientiane, l’imponente monumento alle vittime della guerra, ci si reca alla COPE, un centro di riabilitazione per persone che hanno avuto problemi con le bombe inesplose lasciate durante la guerra del Vietnam, un grande problema che il Laos sta ancora superando. Si completa la giornata (chi preferisce può rilassarsi in albergo) con la visita del Buddha Park, a circa 30 minuti dalla città, situato sulle sponde del fiume Mekong, dove si ammira una collezione di sculture buddiste ed induiste. Si alloggia presso il City Inn hotel (cityinnvientiane.com) o simile.

11°g.  5/1 Ventiane – Pakse – Wat Phou – Don Khong (“4000 isole”)
Ci si reca all’aeroporto dove ci si imbarca sul volo della Lao Airline per Pakse, che parte alle 7.50 con arrivo alle 9.05 (orari da confermare). Giunti a destinazione si prosegue in pulmino lungo la sponda occidentale del fiume Mekong, tra risaie e boschi, arrivando in circa un’ora al grande sito archeologico di Wat Phou, la cui storia iniziò tra il V ed il VI secolo, designato dall’Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”. L’ampio insieme parte dalla pianura con grandi bacini d’acqua, quindi presenta i primi templi e sale lungo le propaggini del monte Lingaparvata, con diversi punti fortemente evocativi. Costruito originariamente come complesso templare dedicato a Shiva, fu trasformato successivamente in tempio buddista ed i re Khmer ne curarono la manutenzione fino alla caduta dell’impero. Se si desidera visitare la parte alta del sito (merita!), occorre prepararsi a salire 300 gradoni in pietra. Dopo la visita si torna sulla sponda del Mekong e se ne risalgono le acque per un breve tratto verso nord e lo si attraversa su di un semplice traghetto; si prosegue quindi verso sud arrivando al ponte che porta sull’isola fluviale di Don Khong, all’inizio dell’area delle “4000 isole”, una stupenda parte del Mekong dove il fiume raggiunge la sua massima ampiezza (ben 14 km!) formando un arcipelago fluviale. Da Wat Phou si percorrono in tutto 135 km in meno di tre ore. Si alloggia presso il piacevole Ponarena hotel (ponarenahotel.com), posizionato sul bordo del fiume.

12°g.  6/1 Don Khong – Don Dat, Don Khone e Li Phi – Khone Phapeng – (Crociera sul Mekong) – Stung Treng (CAMBOGIA)
Si prosegue per un tratto verso sud tornando sulla riva orientale del Mekong e ci prende quindi una piccola barca per arrivare all’isola di Don Dat, anche questa bucolica e molto tranquilla, che oggi è frequentata dai giovani viaggiatori. Qui i pescatori navigano sulle acque del Mekong che, da limaccioso com’era nelle regioni settentrionali, ora offre acque più limpide dove alcuni fanno anche il bagno. Con un furgoncino locale si attraversa un tratto dell’isola e, attraverso il ponte coloniale francese, si arriva all’isola di Don Khone, un paradiso rurale di palme, canna da zucchero e verdi risaie dove pascolano i bufali, giungendo alle stupende cascate del Mekong di Li Phi. Si torna quindi alla barca e si attraversa il Mekong, riprendendo il pulmino con cui ci si reca (10 km) alle grandiose cascate di Khone Phapeng, le più grandi del sud est asiatico, situate tra il Laos e la Cambogia. Si pranza qui e si prosegue per il confine cambogiano (7 km); qui si trova il nuovo mezzo con cui si raggiunge il grande bacino lacustre al confine, dove, per via della acque relativamente profonde di questo punto, fino al 2021 prosperava un banco di delfini d’acqua dolce, o orcelle, che per putroppo ora sono estinti. Si salpa da qui con una barca seguendo il deflusso del fiume verso Stung Treng: un percorso molto interessante che dura circa quattro ore, attraverso la regione più bella delle “foreste sommerse”, così denominate perché vengono invase dalle acque nel periodo di maggior flusso del fiume ed i loro rami sono tutti piegati nella direzione della corrente, uno spettacolo unico al mondo. Si approda lungo il fiume presso l’hotel Mekong Bird (mekongbirdresort.com) o simile.

13°g.  7/1 Stung Treng – Koh Ker – Beng Mealea – Siem Reap
Si parte in pulmino per Siem Reap (300 km) attraverso la selvaggia provincia cambogiana di Preah Vihear, un percorso verso ovest di circa cinque ore, soste escluse. Dopo circa tre ore di viaggio si sosta a Koh Ker, o Lingapura, un impressionante sito rimasto a lungo tra i più remoti ed inaccessibili al grande turismo, dove si trovano le rovine di quella che nel X secolo fu la capitale dell’Impero Khmer, che nel corso del 2023 diventerà parte del Patrimonio UNESCO. L’area archeologica è molto ampia con alcuni templi irrinunciabili; si inizia con il Prasat Pram, primo magnifico assaggio nel connubio tra natura ed antiche rovine per cui la Cambogia è imbattibile, e se ne scelgono alcuni altri, solitamente il Prasat Khtum, dove la scultura di un elefante è stata scelta come effige di alcune banconote cambogiane, ed il Prasat Linga. Quello che più colpisce è poi il complesso principale del Prasat Thom, rinomato in particolare per la una piramide a 7 gradoni alta 40 metri, che ricorda quelle costruite dai maya. Ripresa la strada, si prosegue per il sito Khmer di Beng Mealea, che dista circa 60 km. Questo splendido tempio induista del XII secolo, dedicato a Vishnu e originariamente posizionato al centro di una città di cui resta solo la traccia dell’antico fossato, è uno dei più grandi dell’Impero Khmer (il suo perimetro misura 181 x 152 mt) oltre che uno dei più spettacolari per l’incredibile groviglio creato dalla vegetazione tropicale che era riuscita a sommergerlo. Completata la visita, si prosegue per Siem Reap, che dista da qui un’altra sessantina di km, dove si alloggia all’hotel La Nich Boutique (lanichedangkor.business.site) o similare.

14°g.  8/1 Siem Reap: Angkor
Si dedica la giornata alle visite nella vastissima area archeologica di Angkor; se non si avrà il tempo per ammirare tutti i siti menzionati, che sono una cernita di quanto di più importante e bello vi è da vedere, o se ne volesse aggiungere qualche altro, si avrà tempo di completare il tour nella mattina di domani. S’inizia questa fantastica immersione nella storia da Angkor Wat, il tempio più vasto e meglio conservato, considerato una delle meraviglie del mondo. Si ritiene fosse stato costruito come tempio e mausoleo per il Re Suryavarman II, all’apice dell’Impero Khmer, nella prima metà del XII secolo. Dopo una dettagliata visita, che include gli splendidi bassorilievi, si prosegue per la città reale di Angkor Thom, costruita da Udayadityavarman II nell’XI secolo. All’interno della vaste mura si visita il Bayon, un tempio-montagna a forma piramidale situato al centro dell’antica città, un incredibile edificio composto da tre piani celebre per le stupefacenti torri, ciascuna delle quali è ornata da quattro volti giganteschi che rappresentano Avalokiteshvara, una manifestazione del Budda. Nei pressi, la Terrazza degli Elefanti è il luogo delle parate imperiali. Assolutamente eclatante è il Ta Prohm, il tempio dove si ammirano gli scorci più impressionanti della celebre “lotta” tra i giganteschi alberi e le antiche rovine. Quindi il Preah Khan (letteralmente la “sacra spada”), Banteay Srei, un magnifico edificio Khmer del X secolo, conosciuto come la “Cittadella delle donne”, che impressiona per la qualità di statue e bassorilievi, Bantay Kdei e Ta Som, con incredibili grovigli di vegetazione sul portale.

PER CHI RIENTRA

15°g.  9/1 Siem Reap: Angkor e volo di rientro
Ci si alza presto per ammirare l’alba su Angkor Wat portando con sé una colazione al sacco e si dedica il resto della mattina a completare le visite nell’area archeologica. Nel tardo pomeriggio ci si imbarca sul volo della Bangkok Airways per Bangkok e si prosegue da qui con il volo di rientro

16°g.  Martedì 10 gennaio, arrivo a destinazione  

ESTENSIONE IN CAMBOGIA

15°g.  9/1 Siem Reap e Angkor
Ci si alza presto per ammirare l’alba su Angkor Wat portando con sé una colazione al sacco e si dedica il resto della mattina a completare le visite nell’area archeologica. Si salutano i compagni di viaggio che rientrano; pomeriggio libero. Dopo cena ci attende il Phare, il Circo Cambogiano, che offre rappresentazioni di teatro, musica, danza, acrobazie, giocolieri e contorsionismo, incentrate su temi della tradizione locale.

16°g.  10/1 Siem Reap – Lago Tonle Sap – Battambang (Crociera su Tonle Sap e Sangker)
Ci si reca nei pressi di Siem Reap al villaggio di palafitte di Kampong Phluk (30 km, circa un’ora), da dove utilizzando una tipica barca locale privata si salpa per un panoramico percorso che inizia raggiungendo il vasto lago di Tonle Sap e, seguendo il fiume Sangker, porta fino alla cittadina di Battambang. L’immensa distesa d’acqua del Tonle Sap ha una formidabile variazione di livello nel corso delle stagioni, circa 8 metri e anche più, che fa sì che le dimensioni del bacino cambino moltissimo, da cui la necessità di costruire le case su altissime palafitte che formano villaggi dall’aspetto particolarissimo, specialmente nelle stagioni secche come in questo periodo, quando le case sembrano sospese nel cielo appoggiate ad altissimi ed esili pilastri di legno; un’alternativa abitativa in uso è l’utilizzo delle case galleggianti, che si vedono ormeggiate ai bordi del lago e dei corsi d’acqua. Dall’imbarcazione si osserva la vita che si svolge tra pesca, allevamenti ittici e villaggi; si sosta al villaggio di palafitte di Prek Toal all’imbocco del fiume Sangker, nei pressi di un’area di natura protetta dove vi sono diverse specie di uccelli rari, e quindi a Wat Cheu Kmao (la pagoda di legno nero) e Wat Sdey. Dopo circa sette ore si arriva a Battambang, dove si alloggia in hotel; ci si reca in centro città per ammirare gli interessanti edifici coloniali lungo il fiume, tra cui la residenza del governatore, ed il vecchio ponte francese. Prima di rientrare in hotel si completa la giornata con una visita al Mercato Notturno locale, anch’esso posto lungo il fiume.

17°g.  11/1 Battambang – Phnom Banan – Siem Reap e volo di rientro
A sud della città (20 km) si visita il sito archeologico di Phnom Banan. Vi si accede salendo 358 gradini in pietra che portano alla sommità del colle dove troneggia il Prasat Banan le cui 5 torri, costruite da Udayadityavarman II nell’XI secolo, ricordano il profilo aereo di Angkor Wat; la vista panoramica sulla campagna all’intorno regala un sentimento di pace. Rientrando a Battambang si sosta al villaggio di Wat Kor, circondato da frutteti e conosciuto per le 21 case storiche, Patrimoni Culturali Khmer, costruite in legno duro, una tecnica oggi molto rara. La visita successiva è a Wat Ek Phnom, un tempio dell’XI secolo situato poco più a nord della città, un sito che ha anche una parte recente meta di pellegrinaggi ed attività religiose. Si lascia quindi la regione di Battambang per raggiungere l’aeroporto internazionale di Siem Reap, un percorso di 153 km (si aggirano le aree acquitrinose dei margini settentrionali del Tonle Sap) che richiede circa 3 ore. Qui ci si imbarca nel tardo pomeriggio sul volo della Bangkok Airways per Bangkok e si prosegue da qui con il volo di rientro.

18°g.  Giovedì 12 gennaio, arrivo a destinazione

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     DOCUMENTI DI VIAGGIO

    PAESI E TRADIZIONI

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    Ventiane, Wat Sri Muang

     GALLERIA FOTOGRAFICA

    Cascate di Khouang Si
    Kuang Si
    Cerimonia Baci
    Luang Prabang, Wat Xieng Thong
    Orso nero asiatico
    Etnia Mong
    Traghetto sul Mekong
    Wat Phou
    Don Khone, Laos
    Cascate di Khone Phapheng
    Angkor, il Bayon
    Angkor, Ta Prohm
    Tonle Sap, Cambogia

    L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

    Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.