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Bhutan e Nepal


Druk Yul, con i Cham di Genekha e Dechen Phu

Est. Nepal: Muktinath, magia della Kali Gandaki


Paro Dzong

Eremo di Drakarpo

Taktshang

Zangtopelri, Kyuchu Lhakhang

Jharkot

PARTENZA
19/10/2023
RITORNO
26/10/2023
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
1/11/2023
2a ESTENSIONE
DURATA
8 o 14 giorni
PARTECIPANTI
GUIDA

 Sintesi del viaggio


Un incontro intenso con Druk Yul, il “Paese del Drago”: si partecipa a due interessanti celebrazioni bhutanesi a Genekha ed a Dechen Phu, che ci offrono l’opportunità di avvicinare nel modo più bello il folclore e la cultura unici di questo esoterico Paese. Nel tour si visitano i siti più importanti della parte occidentale: dal celebre Nido della Tigre (Taktshang) ai grandi Dzong di Paro e Thimpu, includendo antichi templi ed eremi dove, oltre alla bellezza estetica, si respira una forte anima mistica.

È prevista un’estensione che porta, utilizzando le jeep, nella valle della Kali Gandaki, tra Annapurna e Daulagiri, una regione ornata da villaggi tradizionali immersi in una natura che diventa desertica man mano che ci si addentra tra le colossali montagne. La meta è il mitico Santuario di Muktinath, simbolo del sincretismo spirituale del Nepal, un luogo magico, che non lascerà mai il nostro cuore.

  • Katmandu
  • Paro
  • Taktsang
  • Thimphu
  • Paro
  • Katmandu
  • Pokhara
  • Sarangkhot
  • Marpha
  • Kagbeni
  • Jharkot
  • Muktinath
  • Jomsom
  • Pokhara
  • Katmandu

 Presentazione del viaggio


Raggiunta Katmandu, dopo una piacevole serata allo Stupa di Bodnath nel quartiere tibetano, si prende il panoramicissimo volo per Paro in Bhutan. In questa prima giornata a Druk Yul si visitano i famosi Dzong e Ta Dzong di Paro, che sovrastano il villaggio e la valle, luoghi iconici che non deludono le aspettative, e, nel pomeriggio, si raggiuge il remoto Gompa di Yoeto, una piccola scuola monastica sui soleggiati versanti settentrionali della valle, e da qui, con una breve passeggiata, si arriva all’eremo di Drakarpo dove, secondo la tradizione, meditò Guru Rimpoce (Padmasambhava), un prezioso luogo attorniato da una piccola comunità di anziani praticanti del Dharma buddista. Il giorno successivo si dedica la buona parte del tempo allo Tsechu di Genekha, dove, come si evince dal nome dell’evento, vengono eseguite diverse danze con costumi e maschere per evocare diversi aspetti degli insegnamenti ed opere del grande Guru; l’ambiente attorno è piuttosto informale (l’evento non è parte del ‘Calendario’ ufficiale), ottima occasione per mischiarsi con le persone che accorrono qui dai villaggi circostanti a questo isolato tempio, creando una situazione di folclore sincera ed interessantissima. Rientrando, si visita il Chorten edificato da un grande alchimista tibetano, un sito antico che presenta un’atmosfera intensa e particolare. Si dedica poi una giornata al ‘piatto forte’ del Bhutan: l’imperdibile tempio di Taktshang, il “Nido della Tigre” sospeso tra le ripidissime rocce della montagna, il luogo che più di ogni altro ha popolato la fantasia dei viaggiatori che hanno desiderato di spingersi tra queste lontane valli; ai suoi piedi, colpisce la perfezione armonica del tempio di Kyuchu Lhakang, la cui nobile fondazione è attribuita all’Imperatore del Tibet: è uno dei 108 templi geomantici da lui commissionati per imprigionare la mitica orchessa. Ci si sposta quindi a Thimpu, la cittadina che funge da capitale, dove si avrà l’opportunità di partecipare al festival annuale del tempio di Dechen Phu, un luogo isolato a nord dell’abitato che secondo la tradizione è la dimora di un’entità che si dedica alla protezione del Paese; l’evento è più ‘aristocratico’ del precedente, e si ammira il meglio dei costumi tradizionali che ognuno sfoggia con serena, ed anche gioiosa, dignità. Prima di tornare a Paro per il volo di rientro ci si reca a tempio di Changangkha Lhakang, molto caro al cuore dei bhutanesi che vi portano i piccoli nati per una prima benedizione, ed al grandioso Trashichhoe Dzong, il centro politico e religioso di Druk Yul.

Chi segue la consigliatissima estensione in Nepal dopo l’arrivo a Katmandu da Paro prosegue con un nuovo volo per Pokhara, partendo da qui con le jeep che portano fino a Muktinath, nel cuore dell’Himalaia. Arrivati all’imbocco della valle del fiume Kali Gandaki si inizia a percorrerla verso nord, avendo attorno a noi il maggior dislivello dei versanti al mondo: un intaglio tra il Daulagiri ad ovest e l’Annapurna ad est, che superano gli 8000 metri, con il fondovalle che inizia da circa 650 metri. Un aspetto incredibile è il velocissimo cambiamento ambientale che si incontra percorrendola: iniziando dalla vegetazione tropicale che ci accompagna fino a Tatopani, ad ogni svolta della valle troviamo un ambiente diverso: s’inizia dai banani, quindi alberi di agrumi, poi alberi di mele e foreste di conifere. Oltre Tukuche, ai piedi della spettacolare cascata di ghiaccio del Daulagiri, e Marpha inizia infine gradatamente il deserto trans himalaiano di alta quota. Oltre Marpha, grazioso paesello di pietra con un interessante monastero buddista tibetano, si transita da Jomoson (dove vi è l’aeroporto per il rientro) arrivando a Kagbeni, un bel villaggetto tradizionale con i viottoli stretti che si snodano tra antichi edifici, muri Mani e immagini di protettori che contornano l’antico Gompa. Da qui si risale ad est la valle che porta a Muktinath, L’anfiteatro formato dai monti che la contornano ha visto prosperare diversi feudi storici, di cui Dzong e Jharkot sono i più importanti e belli da visitare; il santuario di Muktinath (vedi le note sotto) è meta ininterrotta di pellegrinaggio, ed i diversi piccoli templi buddisti tibetani della vallata, tra cui il particolare tempio di Chhaingur,  contribuiscono al forte senso di sacralità dei luoghi. In queste vallate, ai piedi del passo del Thorong, transita il trekking più popolare dell’Himalaia, il circuito dell’Annapurna. Completa l’esplorazione di questa magica valle si scende a Jomoson per il volo per Pokhara e da qui per Katmandu, dove si dedica una giornata alle visite di alcuni dei siti storici più interessanti e caratteristici, e si completa con una serata folk.

NOTA TECNICA

Nella seconda metà di ottobre in Bhutan e in Nepal il clima è secco e le piogge sono rare, è considerato il momento dell’anno migliore per un viaggio, anche per l’ottima visibilità che di solito si ha sulle montagne himalaiane. In Bhutan s’incontrano le temperature più basse a Paro, con massime di circa 19 gradi e possibili minime notturne di 8; a Muktinath in Nepal può essere un poco più freddo. Per gli spostamenti si utilizzano comodi pulmini e nell’estensione in Nepal jeep tipo Scorpio o simile in massimo quattro passeggeri per veicolo. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda; solo nella parte himalaiana nepalese durante l’estensione a Marpha e Jharkot le sistemazioni sono più spartane, si tratta di semplici locande dove i servizi possono essere in comune. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto… In Nepal il cibo è vario e sempre gradito da tutti.

UN CENNO SUI CHAM (FESTIVAL) DEL BHUTAN

I Cham sono celebrazioni che coinvolgono tutta la popolazione del luogo dove vengono tenuti, sono composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci, ed anche da laici nei Cham minori. Il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È quindi un po’ limitativo definire il Cham “festival”, perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

MUKTINATH

In tempi antichi i Santi provenienti dall’India alla ricerca del mitico regno di Shambala scoprirono nel cuore dell’Himalaia, a nord del massiccio dell’Annapurna, una misteriosa fonte d’acqua che sgorga tra le fiamme tenui di un fuoco perenne: di fronte ai loro cocchi vi era la sintesi degli elementi terra, acqua, fuoco ed aria. Iniziarono così a raggiungere questo luogo per meditare, rivelando a pochi discepoli l’ubicazione della sacra fonte, e nel corso del tempo Muktinath divenne la meta di pellegrini devoti. Qui l’acqua miracolosa consente alle piante di crescere anche se ci si trova a 3660 mt di quota, formando un bosco ornato da bandiere di preghiera, dove l’aria purissima è impreziosita dal suono di campanelle; assaporando la magia di questo eterico bosco ci si sorprende a chiedersi se non sia proprio qui la casa degli elfi. In questo giardino si siedono i Sadhu giunti scalzi dall’India ed i monaci tibetani; le fedi convivono armoniosamente, e all’interno del recinto sacro sono sorti alcuni piccoli luoghi di ritiro e templi che appartengono a induisti, sia vishvaiti che shivaiti, e buddisti.

 Programma del viaggio


1°g. Giovedì 19 ottobre, partenza per il Nepal
Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva.

2°g. 20/10 Arrivo a Katmandu
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’hotel Manaslu (hotelmanaslu.com). Dopo un poco di relax ci si si reca allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si cena in un ristorante godendo della visuale dello Stupa.

3°g. 21/10 Katmandu – Paro
Il volo della Druk Air per Paro parte alle 9.40 con arrivo alle 10.55 (orario da confermare); è molto spettacolare: a nord si ammirano ben 6 ‘ottomila’; Shisha Pangma, Cho Oyu, Everest, Lhotse, Makalu e Kanchendzonga, e, arrivando, il Chomolhari, la montagna sacra del Bhutan All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. S’inizia l’esplorazione di Druk Yul, il Paese del Drago, visitando lo Dzong, reso celebre anche dal film “Il piccolo Buddha” giratovi da Bertolucci, e la sovrastante torre di Ta Dzong, dove è alloggiato il Museo. Nel pomeriggio ci si reca a Yoeto Gompa, un antico tempio sui monti dove si posano gli ultimi raggi del sole. Qui vivono alcuni giovani monaci e, con una breve passeggiata (20 min.), si raggiunge l’eremo di Drakarpo, uno dei mitici luoghi di ritiro di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si alloggia presso l’hotel Rema Resort o simile.

4°g. 22/10 Paro, Tsechu di Genekha
Da Paro si segue il deflusso della valle e, poco oltre la confluenza col fiume che scorre da Thimpu, si sale al monastero di Chishing Samten Choeling dove oggi si svolge l’interessante festival di Genekha, con l’esecuzione di danze tradizionali eseguite con musiche, maschere e variopinti abbigliamenti rituali. La gente osserva lo sviluppo delle rappresentazioni e segue in modo altrettanto intenso le rilassate attività e i piccoli commerci a contorno; il tutto regala una bella immersione in un folclore sincero. Si trascorre qui buona parte della giornata, consumando un pranzo al sacco, seguendo le diverse fasi dell’evento ed immergendosi nella simpatica atmosfera del festival. Questo evento non è incluso nell’elenco ufficiale delle manifestazioni del Bhutan; ne siamo a conoscenza grazie ai nostri contatti locali, ha un tono più rurale ed offre un’ottima occasione d’incontro con le persone. Rientrati a Paro ci si reca per una visita a Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi.

5°g. 23/10 Paro, escursione a Taktshang – Thimpu
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con sé dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Si parte quindi da qui per Thimpu, la capitale, che dista 55 km; un percorso che richiede circa 2 ore: la velocità è sempre moderata anche per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h – si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni, Si alloggia presso l’hotel Galingkha o simile.

6°g. 24/10 Thimpu e cham di Dechen Phu – Paro
Ci si reca tra i monti a nord della cittadina al tempio di Dechen Phu, dedicato all’entità di protezione del Bhutan, dove oggi si tiene il festival annuale; oltre alle musiche ed alle danze in costume che sono ottimamente eseguite, si ha l’opportunità di ammirare gli eleganti costumi tradizionali che tutti sfoggiano per l’occasione. Nei pressi, tempo permettendo, si potranno visitare un bel tempio dedicato a Tara, che presenta accurati affreschi, e Pangri Zampa, un monastero che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica. Rientrati a Thimpu ci si reca a Changangkha Lhakhang, posto sopra alla cittadina, un luogo prezioso dove i devoti vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si concludono le visite al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si parte quindi per Paro, dove si alloggia nel medesimo hotel.


PER CHI RIENTRA

7°g. 25/10 Paro – Katmandu e volo di rientro
Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 7.40 con arrivo alle 9.40; si avrà una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. All’arrivo, se non si parte subito in transito con il volo di rientro, è in attesa il corrispondente di Amitaba e si avrà a disposizione un mezzo con l’autista per un giro in città fino al momento della partenza; la maggior parte dei voli parte nel pomeriggio con arrivo a destinazione nella mattina successiva.

8°g. Giovedì 26 ottobre, arrivo a destinazione


PER CHI SEGUE L’ESTENSIONE:

7°g. 25/10 Paro – Katmandu – Pokhara – Sarangkhot Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 7.40 con arrivo alle 9.40 (orario da confermare); si avrà una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. All’arrivo è in attesa il corrispondente locale di Amitaba; ci si trasferisce alle partenza nazionali e si prende il volo per Pokhara, la cittadina più importante delle regioni centrali del Nepal, posta sulle rive dell’omonimo lago. Qui ci attendono le jeep con cui si effettua il circuito tra i monti fino a Muktinath; ci si reca alla panoramica Stupa della Pace e quindi sulle rive del celebre lago, che è diventato un piccolo paradiso degli acquisti, per un poco di relax in uno dei tipici baretti. Si prosegue risalendo i monti che contornano il lago fino all’hotel Himalayan Deurali (o lo Sherpa Resort), posti in una bella posizione panoramica, dove lo sguardo spazia fino al Manaslu.

8°g. 26/10 Sarangkot – Marpha (2600 mt) Oggi la meta è Marpha, che dista circa 146 km. A Baglung (80 km) si arriva al fiume Kali Gandaki; da qui se ne risalgono le acque in direzione nord. Questo possente corso d’acqua scorre nella valle più profonda del mondo, che si apre tra l’Annapurna ed il Daulagiri, e conduce fino in Mustang e poi in Tibet, con i ciclopici versanti dei monti che passano dai 650 dell’imbocco a fondovalle, dove crescono le banane, agli 8167 della vetta artica del Daulagiri ad ovest. Dirimpetto si erge l’Annapurna, di 8091 metri. Si attraversa un’incredibile varietà di aree climatiche, iniziando dalla natura tropicale e, ad ogni svolta della vallata, si osservano nuove forme arboree: dopo le banane troviamo prima gli agrumi, quindi le mele arrivando infine tra le foreste d’alta quota. Si transita da diversi paeselli, di cui i principali sono Beni, Tatopani (dove vi è una vasca d’acqua calda termale dove chi volesse può fare un bagno), Ghasa, Larjhung e Tukuche, quest’ultimo situato ai piedi dell’immensa cascata di ghiaccio del Daulagiri. Giunti a Marpha (2600 mt), un pittoresco villaggio con strette viuzze tra le case di pietra chiara sopra cui occhieggia un interessante Gompa, ci si accomoda in una caratteristica locanda (Tai Pong Lodge o simile); ad est troneggiano le incredibili pareti del Nilgiri, che svetta oltre i 7000 metri di quota. Si esplora questo stupendo villaggio e si potrà salire anche al Gompa, che offre una bella posizione panoramica. La tappa è la più lunga del percorso e richiede indicativamente da 6 a 7 ore di guida, in funzione delle condizioni in cui si trova la strada; lungo il fiume Kali Gandaki il percorso è quasi tutta su sterrato.

9°g. 27/10 Marpha – Kagbeni – Jharkot (3519 mt) Si continua verso nord transitando da Jomoson (2790 mt), centro principale della regione dove vi è un piccolo aeroporto, da dove dopodomani si prenderà il volo di rientro per Pokhara. Proseguendo la risalita della valle la transizione climatica è oramai completata: si è giunti nel territorio trans himalaiano caratterizzato da un clima prevalentemente secco, quasi desertico, con i monti privi di manto arboreo che rivelano la struttura geologica ed i colori della terra. Si arriva a Kagbeni (2810 mt), tradizionale paesello posto lungo il fiume Kali Gandaki, molto accattivante da visitare, che presenta i tratti tipici dell’Alto Mustang di cui demarca il punto d’ingresso ufficiale. Si gode verso sud della visuale dei ghiacci del Nilgiri e sul versante ovest del villaggio di Ty. Si risale da qui il versante orientale della valle, con panorami meravigliosi sull’oasi di Kagbeni e la lunga ed arida valle che porta verso nord in Mustang; si notano nelle falesie terrose molte piccole grotte artificiali scavate come luoghi di ritiro dagli yogi, che venivano utilizzate anche dalla gente della valle in caso di pericolo. Si raggiunge presto l’oasi d’alta quota di Jarkot, un bel villaggio tradizionale, piacevolissimo da esplorare, su cui troneggia un interessante monastero. Si alloggia in una tipica locanda, l’hotel Himalaya o simile.

10°g. 28/10 Jharkot – Muktinath (3750 mt) – Jomoson (2790 mt) Si esplora il versante settentrionale della vallata incontrando i villaggi di Dzong che, come suggerisce il nome, fu un antico feudo ed il cui castello, che si erge sul villaggio tradizionale, è ora in rovina, e di Purang. Prima di Muktinath vi è il villaggetto di Chhaingur, dove si trova un antico piccolo Gompa di scuola Nyingma e, poco oltre, il monastero femminile di Tharcholing. Giunti a Muktinath si visita il santuario, uno dei luoghi più venerati dell’Himalaia; la vista spazia a sud ovest sul Daulagiri ed il Tukuche. Nel pomeriggio si scende verso Jomoson raggiungendo il fiume Kali Gandaki più a sud di Kagbeni, percorrendo una panoramicissima strada a mezza costa da cui si gode della vista delle immense masse di Nilgiri e Daulagiri (8167 mt) che dominano l’orizzonte a sud. Giunti in paese si alloggia in un alberghetto, l’Om’s Home o simile.

11°g. 29/10 Jomoson – Pokhara – Katmandu Partenza in volo per Pokhara nelle prime ore del mattino; la panoramicissima rotta contorna le falde del Daulagiri e dell’Annapurna. Con un secondo volo di raggiunge quindi Katmandu; sistemazione presso l’hotel Vajra, posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. Pomeriggio e cena liberi.

12°g. 30/10 Katmandu: Pashupatinath, Bodnath, Patan Durbar Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si potrà scegliere un panoramico ristorantino per il pranzo. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Patan, la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu, dove la piazzetta centrale, Durbar, è un gioiello dell’architettura newari. In serata è prevista la cena in un locale tipico dove si tiene uno spettacolo folcloristico. (NB: questa giornata di visite si svolge alla fine del viaggio onde consentire un possibile giorno di recupero se vi fossero dei ritardi sul percorso)

13°g. 31/10 Volo di rientro Tempo libero fino a quando ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale; la maggior parte dei voli parte nel pomeriggio con arrivo a destinazione nella mattina successiva. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi che fossero richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transitasse dall’India.

14°g. Mercoledì 1 novembre, arrivo a destinazione

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Affreschi a Dungtse Chorten

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Dechen Phu
Danze Cham
Paro Dzong
Eremo di Drakarpo
Taktshang
Zangtopelri, Kyuchu Lhakhang
Jharkot
Negozio bhutanese
Drakarpo
Bodnath
Villaggio di Kagbeni e Nilgiri
Kagbeni, entità di protezione
Chhaingur, il vecchio Gompa

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.