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Bhutan


Bhutan: Festival di primavera

Paro, Talo e Dzongdraka, magia del Paese del Drago


Paro, Guru Tshen Gye

Processione a Dzongdraka

Donne eremite a Drakarpo

Punakha, Meru e pianeti

Dochu La

PARTENZA
15/03/2024
RITORNO
28/03/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
14 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA

 Sintesi del viaggio


Druk Yul, ovvero ”Paese del Drago”, è il nome del magico Bhutan per le gentilissime persone che lo popolano: un meraviglioso spazio tra i colossali monti dell’Himalaia, grande come la Svizzera ma con meno di 800.000 abitanti, dove le antiche tradizioni risplendono con pieno vigore, se pur nel contesto di una ben gestita modernizzazione. Il viaggio si propone di avvicinarne il contesto culturale, storico e naturale nel modo più bello, si percorrono le regioni occidentali del Paese scoprendone sia i siti principali che molti luoghi meno conosciuti, vicini all’anima della cultura bhutanese. E si ha l’opportunità di partecipare a tre festival di primavera: l’imperdibile, grande evento, che si svolge a Paro; le celebrazioni presso la scuola monastica di Talo; il cham, rurale di Dzongdraka, tra le falesie che hanno ospitato i grandi mistici del passato. Un grandioso incontro con un folclore che qui sembra essere immortale.

  • Delhi
  • Paro
  • Punakha
  • Punakha
  • Gangte
  • Semtokha
  • Thimphu
  • Paro
  • Taktshang
  • Delhi

 Presentazione del viaggio


I tre Cham (festival) che si vedono nel corso del viaggio hanno caratteristiche molto diverse, se pur col filo conduttore comune dei tipici tratti della cultura buddista himalaiana di questi luoghi, ricca di cerimoniali, musiche, danze in costume e maschere, processioni e partecipazione corale di tutti. A Talo si scopre un bucolico ambiente rurale che ruota attorno ad un centro di apprendimento monastico, dove gli adepti hanno un’eccellente qualità nell’esecuzione di tutte le fasi dei riti; si è presenti durante l’affascinante parte conclusiva, che include l’esibizione di una grande tanka dello Shabdrung. A Paro, la cui fama non richiede introduzioni, si attendono le fasi più importanti del grande festival, con la processione notturna per il Thongdrol e le danze più spettacolari. A Dzongdraka, tra il piccolo villaggio ed un eremo adagiato in modo spettacolare sulle falesie, si svolge un evento fuori dal calendario ufficiale, molto ben condotto e carico di contenuti ma nel contesto di una partecipazione fortemente rurale, che regala un’atmosfera che si avvicina per certi aspetti a quella di una grande festa in famiglia, piuttosto che all’eleganza più formale di Paro.

L’itinerario è molto ricco e copre tutta la parte occidentale del Bhutan fino alla valle di Gangte. Si spazia dagli Dzong e dai templi principali, come il celebre “nido della tigre” di Taktshang, a remoti villaggi e luoghi di elevata sacralità e raccoglimento, immersi nell’incantevole natura himalaiana. I dettagli del tour sono tutti indicati nella descrizione del Programma di Viaggio.

Conduce il viaggio Dawa Penjor, uno dei pochi bhutanesi che parla fluentemente l’italiano, con un’ampia esperienza nella guida di viaggi nel suo Paese, una persona competente e molto apprezzata dai viaggiatori che hanno avuto la fortuna di scoprire il Paese del Drago con lui. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

LA GUIDA

Dawa Penjor è uno dei rari bhutanesi ad aver conseguito una laurea in Italia e conosce, ed anche ama, la nostra cultura: è così una figura ideale per introdurre un visitatore nel suo Paese. Nato in Bhutan nel 1963 ha seguito i suoi studi qui per poi completarli all’Università di Bologna, dove si è laureato in Scienze Agrarie nel 1995 con una specializzazione nella coltivazione ed identificazione di funghi e tartufi. La sua conoscenza dell’italiano è molto precisa, infatti già nel 1987 ne aveva intrapreso lo studio a Iesi (P.I.S.I.E) e Perugia (Università per Stranieri). La sua attività principale è con le agenzie di governo bhutanesi, e periodicamente conduce viaggi in Bhutan, con grande apprezzamento dei partecipanti.

NOTA TECNICA

Nella seconda metà di marzo in Bhutan il clima è secco e le piogge sono rare. Le temperature più basse a Paro e Thimpu, che è situata a 2320 mt di quota, possono avere minime notturne fino a 7 gradi; la massima stagionale prevista è a Punakha con 25. La notte più fredda prevista è a Gangte, dove si sosta a circa 2800 mt di quota, con minime che non scendono allo zero termico. Per gli spostamenti si utilizzano comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto… .

UN CENNO SUI CHAM (FESTIVAL) DEL BHUTAN

I Cham sono celebrazioni che coinvolgono tutta la popolazione del luogo dove vengono tenuti, composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci, ed anche da laici nei Cham minori. Il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È quindi un po’ limitativo definire il Cham “festival”, perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

 

 Programma del viaggio


1°g. Venerdì 15 marzo, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi, capitale dell’India, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza.

2°g. 16/3 Arrivo a Delhi
L’arrivo a Delhi è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Ci si accomoda presso l’Ashok Country Resort (4* – ashokcountryresort.com), ubicato nei pressi dell’aeroporto. Giornata a disposizione; se si desidera organizzare una visita della città, Amitaba si può occupare dei servizi.

3°g. 17/3 Volo da Delhi a Paro e prosecuzione per Punakha
Trasferimento in aeroporto per il volo della Druk Air che parte da Delhi alle 4.10 del mattino con arrivo a Paro in Bhutan alle 6.40. La parte finale del volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Kanchendzonga al Chomolhari, il monte sacro del Paese del Drago. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua italiana che seguirà i partecipanti per tutto il viaggio fino alla ripartenza per Delhi. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si hanno a disposizione le stanze in un albergo locale per un poco di riposo. Si pranza presto e quindi si parte per Punakha, che dista circa 115 in direzione est, un tragitto che richiede quattro ore o più: la velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h – si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Si scende lungo la valle ammirando sul versante opposto il tempio di Tamchu (o Tachog); alla confluenza con le acque che fluiscono da Thimpu, la capitale, le si risale passando nei pressi della città (dove si torna il 21/3) ed imboccando da qui la strada che porta verso le regioni orientali valicando il passo del Dochu di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha; qui con una piacevole passeggiata si raggiunge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli, e chiedono qui con fiducia questa grazia, vengono quasi sempre esaudite … pare anche gli stranieri! Si alloggia e si cena presso l’hotel Sonamgang, situato in una bella posizione sul versante occidentale della vallata, un poco più a sud dello Dzong.

4°g. 18/3 Punkha Dzong e Chorten Nyinpo
Si dedica la mattina alla visita dello Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del Paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito durante i sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: infatti lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio si prosegue per un tratto verso nord oltre lo Dzong, e si sale quindi sulle pendici dei monti arrivando a Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sopra la valle del fiume Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. Si rientra quindi all’hotel Sonamgang per la cena ed il pernottamento.

5°g. 19/3 Punakha: festival di Talo, templi e villaggi
Si lascia l’hotel vero le sette del mattino portando con sé un pranzo al sacco. Risalendo la stradina che parte dall’hotel si scopre un ambiente rurale stupendo, con tipici villaggi tradizionali tra i campi terrazzati con scenari che spaziano sulle valli. Si arriva alla scuola monastica di Talo, un centro di apprendimento per studenti dotati di elevate capacità personali, dove oggi è in corso la giornata conclusiva del festival annuale, che include l’esposizione del thongdrol (un grande arazzo che copre l’intera facciata del tempio) che qui rappresenta la figura dello Shabdrung, il carismatico fondatore del Bhutan. Le cerimonie e le danze, ottimamente eseguite dai monaci della scuola che usano maschere e costumi stupendi accompagnati dalle tipiche musiche, sono immerse in un lieto assiepamento di persone agghindate nei migliori abiti tradizionali: un magnifico primo incontro con la peculiare cultura del Paese. Si trascorre qui buona parte della giornata seguendo l’evento e si dedica del tempo anche all’esplorazione di questo magico monte. Tra i ben curati villaggi a Nabgang, luogo d’origine delle quattro consorti del IV re del Bhutan, si trova un interessante tempio e, sulla costa del monte, la Shedra (scuola monastica) di Nalanda.

6°g. 20/3 Punkha – Gangte
Si discende lungo la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, posto su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere su cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli; la vallata è anche il punto d’arrivo delle gru dal collo nero che migrano qui dal Tibet, e in questo periodo è ancora possibile vederle. In questa bellissima natura tra le case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte retto da Lama Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo: il Dewachen o simile; la tappa è di circa 90 km, approssimativamente 3 ore e mezza di viaggio.

7°g. 21/3 Gangte – Semtokha – Thimpu
Si parte per Thimpu, attraverso le splendide foreste che portano fino alla valle di Punakha e risalendo da qui al passo del Dochu, dove si sosta per il pranzo, per proseguire fino alla valle di Thimpu; un percorso un poco lungo ma aggraziato da panorami indimenticabili!  Si visita lo dzong di Semtokha, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung all’inizio del XVII secolo ed oggi, opportunamente restaurato, è una scuola monastica. Giunti in città a Thimpu si alloggia presso l’hotel Willows o simile.

8°g. 22/3 Thimpu
Si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung, quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Poco oltre si visita il grazioso convento femminile. Dopo pranzo ci si reca al parco dei takins – che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan, ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i devoti vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan.

9°g. 23/3 Thimpu – Paro
Si completano le visite a Thimpu salendo alla gigantesca statua di Budda che da pochi anni adorna la valle all’ingresso della cittadina. Si sosta quindi al Memorial Chorten, che è divenuto un luogo dove si trovano molti devoti bhutanesi, in particolare anziani, per le preghiere e le recitazioni dei mantra; si completa con un giro nei centri di produzione artigianale. Dopo pranzo si parte per Paro, un viaggio di circa due ore, e, arrivati, ci si reca al Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso l’hotel Rema.

10°g. 24/3 Paro, escursione a Taktshang
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con sé dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e quindi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

11°g. 25/3 Paro Tsechu
Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono dei corni conduce la processione che porta a spalle, solennemente e con grande reverenza, la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte all’edificio dove viene esposto è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo in hotel si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze di questa magnifica giornata conclusiva del festival. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che espone con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi.

12°g. 26/3 Paro: Dzongdraka Tsechu e Drakarpo
Ci si reca al villaggio di Dzongdraka nei pressi di Paro, dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale. Nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava; la prima inizia dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra al villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite ed i costumi molto belli. Si fa qui un pic nic e, nel pomeriggio, ci si reca sul versante opposto della valle a Yoeto Gompa, un antico tempio che ospita alcuni giovani monaci sui monti di rimpetto a Dzongdraka, dove si posano gli ultimi raggi del sole. Con una breve passeggiata (20 min.) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, uno dei mitici siti di ritiro di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si rientra quindi in hotel.

13°g. 27/3 Volo Paro – Delhi e prosecuzione per l’Italia
Il volo della Druk Air per Delhi parte alle 11.45 con arrivo alle 13.45; si avrà così una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. Giunti a Delhi si prosegue in transito con il volo di rientro; se per qualsivoglia motivo fosse necessario o se si preferisse fare un ingresso in India, Amitaba può fornire ogni servizio locale che fosse richiesto (hotel, trasferimenti, visite in città, ecc.); il viaggiatore in questa eventualità deve disporre del visto indiano, che va ottenuto in Italia prima della partenza. La gran parte dei voli per l’Italia parte alla sera con arrivo la mattina successiva.

14°g. Giovedì 28 marzo, arrivo a destinazione

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PAESI E TRADIZIONI

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Affresco a Kyuchu Lhakhang

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Talo, trasporto del Thongdrol
Giovane madre bhutanese
Paro, Guru Tshen Gye
Processione a Dzongdraka
Donne eremite a Drakarpo
Punakha, Meru e pianeti
Dochu La
Paro, messa in fuga dei demoni
Gente al Cham di Dzongdraka
Paro, Dungtse Chorten
Dignitari a Dzongdraka
Eremo di Drakarpo
Dzongdraka, danze all’eremo
Monaci a Dzongdraka
Tempio di Tamchu
Paro Tsechu
Paro Tsechu
Monachelli a Dechen Phodrang
Monaci a Pangri Zampa
Gangte

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.