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Bhutan


Festival autunnali di Druk Yul

Tsechu di Dechenphu e riti arcaici del Bumthang


Chomolhari, monte sacro del Bhutan

Tempio di Dechen Phu

Punakha Dzong

Giovani mamme (foto V. Buzzi)

Mecham a Jambay (foto V. Buzzi)

PARTENZA
8/11/2024
RITORNO
21/11/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
14 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Dawa Penjor

 Sintesi del viaggio


Il viaggio avvicina il contesto culturale, storico e naturale del Bhutan nel modo più bello in un momento dell’anno quando solitamente si gode di un clima ottimo, privo di piogge. Si esplora il Paese fino alle regioni centrali del Bumthang includendo la visita di tutti i siti importanti, di cui alcuni non riportati nelle guide, ed incontrando tre eventi di folclore, molto diversi tra loro, dove risplende la cultura ed il modo di vivere così unico di questo bell’angolo del mondo. Druk Yul, ovvero ”Paese del Drago”, è il nome con cui le gentilissime persone che lo popolano chiamo questo meraviglioso spazio tra i colossali monti dell’Himalaia, grande come la Svizzera ma con meno di 800.000 abitanti, dove le antiche tradizioni risplendono con pieno vigore, se pur nel contesto di una ben gestita modernizzazione.

  • Delhi
  • Paro
  • Thimphu
  • Passo del Dochu La
  • Punakha
  • Passo del Pele La
  • Trongsa
  • Jakar
  • Trongsa
  • Paro
  • Taktshang
  • Delhi

 Presentazione del viaggio


I tre Cham (festival) che s’incontrano nel corso del viaggio sono il Dechenphu Tsechu a Thimpu, la capitale e, nelle regioni centrali del Bumthang, culla della civiltà bhutanese, il Jambay Lhakhang Drup e lo Tsechu di Paker. Se pur col filo conduttore comune dei tipici tratti della cultura buddista himalaiana di questi luoghi, ricca di cerimoniali, musiche, danze in costume e maschere, processioni e partecipazione corale di tutti, hanno dei contenuti e delle modalità di svolgimento molto diverse tra loro. A Thimpu si osserva un’esecuzione perfetta delle danze e dei rituali eseguiti da esperti monaci con musiche, maschere e costumi stupendi, immersi tra persone molto eleganti e cordiali che sfoggiano i costosi tessuti ricamati tradizionali; una specie di “prima” se volessimo un riferimento … Il Jambay Lhakhang Drup che si svolge a Jakar, centro principale delle regioni centrali, ha un’esecuzione meno aristocratica, nelle rappresentazioni spesso intervengono anche i laici in un insieme che crea un che di festa popolare; all’intorno si vedono banchetti con tutto, compresi tantissimi che propongono anche piccoli giochi d’azzardo tra allegre bevute. Un contorno interessante ad un cham di origine antichissima, che prevede rituali si origine sciamanica che ci colpiscono – vedi in merito la nota sotto. A Paker ci si trova in un bucolico villaggio del Bumthang contornati da una sincera e stupenda atmosfera rurale (si viene spesso invitati a condividere anche il cibo), dove il tempio di campagna ospita per l’evento i monaci del vicino monastero nyingmapa di Nimalung che offrono un’esecuzione perfetta, a livello delle migliori del Paese. Un mix eccezionale.

L’itinerario è molto ricco e copre sia le regioni occidentali che centrali del Bhutan. Si spazia dagli Dzong e dai templi principali, come il celebre “nido della tigre” di Taktshang, a remoti villaggi e luoghi storici, immersi nell’incantevole natura himalaiana. I dettagli del tour sono tutti indicati nella descrizione del Programma di Viaggio.

Conduce il viaggio Dawa Penjor, uno dei pochi bhutanesi che parla fluentemente l’italiano, con un’ampia esperienza nella guida di viaggi nel suo Paese, una persona competente e molto apprezzata dai viaggiatori che hanno avuto la fortuna di scoprire il Paese del Drago con lui. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

LA GUIDA

Dawa Penjor è uno dei rari bhutanesi ad aver conseguito una laurea in Italia e conosce, ed anche ama, la nostra cultura: è così una figura ideale per introdurre un visitatore nel suo Paese. Nato in Bhutan nel 1963 ha seguito i suoi studi qui per poi completarli all’Università di Bologna, dove si è laureato in Scienze Agrarie nel 1995 con una specializzazione nella coltivazione ed identificazione di funghi e tartufi. La sua conoscenza dell’italiano è molto precisa, infatti già nel 1987 ne aveva intrapreso lo studio a Iesi (P.I.S.I.E) e Perugia (Università per Stranieri). La sua attività principale è con le agenzie di governo bhutanesi, e periodicamente conduce viaggi in Bhutan, con grande apprezzamento dei partecipanti.

NOTA TECNICA

In Bhutan a novembre la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è a Jakar dove di notte si può anche arrivare vicini allo zero termico mentre la massima può essere di circa 17; il luogo più caldo è Punakha dove ci possono essere fino a 22 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto… .

UN CENNO SUI CHAM (FESTIVAL) DEL BHUTAN

I Cham sono celebrazioni che coinvolgono tutta la popolazione del luogo dove vengono tenuti, composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci, ed anche da laici nei Cham minori. Il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È quindi un po’ limitativo definire il Cham “festival”, perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

JAMBAY LHAKHANG DRUP, UN CHAM DALLE ORIGINI ARCAICHE

Il Lhakhang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, che è uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan ed anche uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per sedare una mitica orchessa che impediva l’ingresso al buddismo; si tramanda che Jambay sia posizionato sul suo ginocchio sinistro. La tradizione orale tramanda che vi erano parecchi difficoltà nella costruzione del tempio perché i demoni continuavano ad interferire; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento rivela una forte radice nell’antica tradizione sciamanica di queste remote regioni, come si evince da alcuni dei riti: il Macham o Mewang, ovvero la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco, e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio, condotta da uomini del villaggio nudi coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare vengono eseguite danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, secondo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa.

 Programma del viaggio


1°g. Venerdì 8 novembre, partenza per Delhi
Per raggiungere Delhi, capitale dell’India, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo alla partenza.

2°g. 9/11 Arrivo a Delhi
L’arrivo a Delhi è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Ci si accomoda presso l’Ashok Country Resort (4* – ashokcountryresort.com), ubicato nei pressi dell’aeroporto. Giornata a disposizione; se si desidera organizzare una visita della città, Amitaba si può occupare dei servizi.

3°g. 10/11 Volo da Delhi a Paro e prosecuzione per Thimpu (2320 mt)   
Trasferimento in aeroporto per il volo della Druk Air che parte da Delhi alle 12.30 con arrivo a Paro in Bhutan alle 15.20. La parte finale del volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Kanchendzonga al Chomolhari, il monte sacro del Paese del Drago. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua italiana che seguirà i partecipanti per tutto il viaggio fino alla ripartenza per Delhi. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Dall’aeroporto si parte per Thimpu, che dista 55 km; un percorso che richiede circa 2 ore: la velocità è sempre moderata anche per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h – si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Si scende lungo la valle ammirando sul versante opposto il tempio di Tamchu (o Tachog); alla confluenza con le acque che fluiscono da Thimpu, la capitale, le si risale arrivando nel centro amministrativo del Bhutan, che sta mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si alloggia presso l’hotel Willows o simile, ubicato nel piccolo centro della cittadina, da dove è gradevole fare una passeggiata nei dintorni.

4°g. 11/11 Thimpu e cham di Dechenphu      
Ci si reca tra i monti a nord della cittadina al tempio di Dechenphu, dedicato all’entità di protezione del Bhutan, dove oggi si tiene il festival annuale; oltre alle musiche ed alle danze in costume che sono ottimamente eseguite, si ha l’opportunità di ammirare gli eleganti costumi tradizionali che tutti sfoggiano per l’occasione. Nei pressi si potranno visitare un bel tempio dedicato a Tara, che presenta accurati affreschi, e Pangri Zampa, un monastero che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica. Rientrati a Thimpu ci si reca a Changangkha Lhakhang, posto sopra alla cittadina, un luogo prezioso dove i devoti vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si concludono le visite al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan.

5°g. 12/11 Thimpu – Passo del Dochu La (3166 mt) – Punakha (1242 mt)
Nei pressi di Thimpu si imbocca la strada che porta verso le regioni orientali valicando il passo del Dochu di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano 108 Chorten (reliquiari); qui si vedono anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha; qui con una piacevole passeggiata si raggiunge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli, e chiedono qui con fiducia questa grazia, vengono quasi sempre esaudite … pare anche gli stranieri! Proseguendo lungo questa stupenda valle si arriva allo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del Paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito durante i sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: infatti lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Si alloggia e si cena presso l’hotel Sonamgang, situato in una bella posizione sul versante occidentale della vallata, un poco più a sud dello Dzong.

6°g. 13/11 Punakha – Passo del Pele La (3390 mt) – Trongsa (2200 mt)
Si parte per Trongsa seguendo la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, posto su di un monte che domina il fiume, che sfortunatamente nel 2012 è stato devastato da un incendio, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare ai 3390 mt del Pele La, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Ad est del passo siamo nel Bhutan Centrale; si scende arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera, interessante da visitare: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, luogo di origine dell’attuale dinastia reale, e si alloggia al Yangkhil Resort.

7°g. 14/11 Trongsa – Kuengarupten – Jakar (2587 mt)
Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache con anche un’area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il vicino passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valle di Chumey nel Bumthang; superatolo, si visita Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio. Poco oltre si sosta al palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Arrivati a Jakar (2580 mt), il centro principale di queste regioni, ricco di siti interessanti, si alloggia presso la Swiss Guesthouse o l’hotel Dendupling.

8°g. 15/11 Jakar: valle di Tang e Jambay Lhakhang Drup  
Oggi ci si reca nella valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il piccolo lago di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo; si pranzerà qui, ospiti del custode. Il villaggio all’intorno è uno dei più begli esempi della vita rurale bhutanese, assolutamente estraneo al transito del tempo. Completate le esplorazioni si rientra a Jakar dove ci si reca al veneratissimo tempio di Jambay Lhakhang la cui origine risale all’VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu (che si visita il 19/11), che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Qui si potrà assistere all’inizio delle celebrazioni del Cham; dopo alcuni rituali alla presenza del Lama viene dato fuoco ad un grande arco fatto di legno e rami di pino con la gente che si lancia impavida attraverso le fiamme che divampano sempre più furiosamente. È un rito di purificazione, che diventa un momento di forte eccitazione ed emulazione, con grande ilarità generale e qualcuno che finisce con piccole ustioni. Per chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco, seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione; nonostante il tipico freddo notturno, la convinzione comune è che se si effettua questo rituale si sarà liberi per un intero anno da ogni possibile malattia.

9°g. 16/11 Jakar, Jambay Lhakhang Drup e visite  
Oggi si seguono le parti più interessanti del festival che è in corso e si visitano i siti più importanti della valle. Si inizia dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo – ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto, come Gangte, dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti).

10°g. 17/11 Jakar – Paker Tsechu – Trongsa
Si riprende la strada che ci ha portati fin qui arrivando nella valle di Chumey, al cui ingresso di trova il grazioso villaggio di Paker. Oggi si svolge la seconda giornata dello Tsechu locale al tempio del villaggio; è un evento molto bello perché unisce la rilassata atmosfera rurale ad un’ottima esecuzione delle danze ed anche i costumi sono molto belli: infatti buona parte delle esecuzioni è tenuta dai monaci del monastero nyingmapa di Nimalung, posto sul monte alle spalle delle paesello (per chi volesse, con una passeggiata può essere raggiunto). Nel pomeriggio si parte per rientrare a Trongsa, attraverso il passo dello Yotong; ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata.

11°g. 18/11 Trongsa – Paro (2200 mt)
Oggi si effettua la tappa di rientro verso ovest, circa 230 km, un viaggio allietato dai grandiosi panorami che richiede circa 7 ore di guida. Si ripercorre la strada seguita arrivando a  Chedenbji Chorten, quindi il passo del Pele (3390 mt) che porta nella valle di Wangdi Phodrang e si prosegue sempre verso ovest, risalendo al passo di Dochu (3166) arrivando nella valle di Thimpu e quindi a Paro. Nei pressi di Thimpu si sosta per una visita a Semtokha Dzong, che fu il primo degli Dzong bhutanesi ad essere costruito dallo Shabdrung nel XVII secolo, che ha giovato di recenti restauri ed è ora sede di una scola monastica. A Paro si alloggia presso il Rema Resort.

12°g. 19/11 Paro ed escursione a Taktshang
A nord di Paro si trova il tempio di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con sé dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Si prosegue da qui per lo Dzong di Paro, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e si completa la giornata visitando il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi.

13°g. 20/11 Volo Paro – Delhi e prosecuzione per l’Italia
Il volo della Druk Air per Delhi parte alle 9.40 con arrivo alle 11.30; si avrà così una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. Giunti a Delhi si prosegue in transito con il volo di rientro; se per qualsivoglia motivo fosse necessario o se si preferisse fare un ingresso in India, Amitaba può fornire ogni servizio locale che fosse richiesto (hotel, trasferimenti, visite in città, ecc.). La gran parte dei voli per l’Italia parte alla sera con arrivo la mattina successiva.

14°g. Giovedì 21 novembre, arrivo a destinazione

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 3450 – Minimo 2 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), la notte a Delhi all’arrivo (9/11), la presenza in Bhutan della guida bhutanese che parla la lingua italiana, i trasporti ad esclusione dei voli, gli ingressi ai siti indicati, le escursioni indicate nel programma, la pensione completa in Bhutan, il visto bhutanese.

La quota non comprende: i voli, il visto indiano, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”, eventuali servizi che fossero richiesti per il transito a Delhi in India.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate. E’ però necessario che l’arrivo e la partenza in Bhutan avvenga con il volo Druk Air indicato nel programma, anche ai fini della validità del visto d’ingresso.

Supplementi: € 530 per la singola, € 50 con 4 o 3 partecipanti, € 100 con 2.

Visti e documenti: il visto bhutanese viene predisposto da Amitaba ed è incluso nel costo, serve inviarci copia del passaporto in tempo utile, che deve avere validità minima di sei mesi al momento dell’ingresso nel Paese. Il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza, la richiesta deve essere effettuata online; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 23/1/24 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1.0872, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

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PAESI E TRADIZIONI

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Affresco a Tamshing

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Monaci al Paker Tsechu
Paker Tsechu, giullare esorcista
Chomolhari, monte sacro del Bhutan
Tempio di Dechen Phu
Punakha Dzong
Giovani mamme (foto V. Buzzi)
Mecham a Jambay (foto V. Buzzi)
Thimpu, Trashichhoe Dzong
Negozio bhutanese
Passo del Dochu
Villaggio sul Pele La
Chendebji Chorten
Kuengarupten, affresco
Bimbi a Kuengarupten
Kuengarupten, monachelli
Buli Lhakang, Chumey
Jakar Dzong da Tamshing
Tamshing, entità di protezione
Paker Tsechu
Giochi a Paker
Taktshang
Effige di Guru Rimpoce
Donna bhutanese

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.