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Armenia


Meraviglie artistiche e naturali armene

Storia e cultura del primo popolo cristiano


Echmiadzin. ingresso alla Cattedrale

Preparazione del lavash

Lago Spandarian

Khndzoresk

Akhtala

PARTENZA
15/6/2024
RITORNO
23/06/2024
PRE-ESTENSIONE
ESTENSIONE
2a ESTENSIONE
DURATA
9 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
Gregoryan Naira

 Sintesi del viaggio


L’Armenia presenta una fortissima identità per l’unicità linguistica, etnica e religiosa che ha consentito di resistere per secoli alle pressioni islamiche ottomane e persiane, facendo quadrato attorno alla sentitissima istituzione della Chiesa Armena, un Paese che fu il primo al mondo a diventare cristiano. S’incontra una ricchezza storica sorprendente nel contesto di un bell’ambiente naturale, dove la gente è legata tenacemente alle tradizioni: una regione ancora europea, ma geograficamente asiatica e strettamente collegata alle vicende del vicino Oriente, che spesso hanno portato anche il male di terribili persecuzioni, culminate con gli abominevoli stermini del secolo scorso. Colpisce ogni viaggiatore, al di là del formidabile interesse dei luoghi, dell’arte e del folclore, il constatare come la durezza della storia non sembra aver intaccato lo spirito di ospitalità ed amichevolezza delle persone. Un insieme che, non tralasciando anche la qualità particolare dei vini e della cucina locale, regala una piacevolissima esperienza di viaggio.

Dove non c’è giustizia, non c’è pace.
  • Erevan
  • Garni
  • Geghard
  • Khor Virap
  • Areni
  • Noravank
  • Passo di Vorotan
  • Goris
  • Khndzoresk
  • Tatev
  • Vorotnavank
  • Jermuk
  • Selim
  • Noraduz
  • Sevanavank
  • Dilijan
  • Fioletovo
  • Haghpat
  • Akhtala
  • Erevan

 Presentazione del viaggio


Il tour offre una visita molto completa toccando tutti i luoghi di principale interesse. Giunti ad Erevan, la capitale, si dedica la prima giornata ai siti limitrofi recandosi alla sede della Chiesa Armena ad Echmiadzin, alla leggendaria Hrispine ed alle rovine storiche di Zvartnots, avendo anche la possibilità di assistere al rito liturgico domenicale armeno, dove i cori ed i rituali trasportano in una dimensione antica. Si completa con Aknalich, il tempio yazida armeno. Le visite nella capitale con i resti di Erebuni, gli interessanti musei, le parti più moderne ed il Museo del Genocidio sono poi eseguite nell’ultima giornata del viaggio. Un’escursione fuori città tra i monti ad est porta nel cayon di Garni, conosciuto per le particolari formazioni rocciose poliedriche, all’omonimo tempio di origine greca ed all’antico eremo di Geghard. Si lascia quindi Erevan percorrendo uno splendido anello che inizia dalle regioni meridionali a Khor Virap al cospetto dell’Ararat, sacro monte degli armeni che ora è in territorio turco, ed arrivando fino ai confini sud orientali incotrando Areni, Noravank ed il misterioso sito astonomico di Karahunge, che antecede Stonehedge. Dalle abitazioni troglodite nei dintorni di Goris e da Tatev si torna verso nord ovest al monastero di Vorotnavank arrivando quindi alle terme di Jermuk, per attraversare le montagne giungendo al grande lago di Sevan attraverso una zona di alte pasture, dove si assaggiano anche gli ottimi formaggi locali. Qui, a Noraduz, si trova il più importante insieme di croci storiche armene e, sulla penisola che si portende sul vasto lago, stupendi monasteri. Arrivando a Dilijan lo scenario cambia ancora, ci si trova tra rigogliose foreste che contornano anche la valle abitata dai Molokani, che si incontrano, la minoranza etnica russa dedita ad una forma religiosa tradizionale, ed i siti storici di Haghpat e Akhtala. Si rientra quindi da qui verso sud fino ad Erevan per l’ultima giornata di visite. Nel corso del viaggio per i pasti e le cene sono stati  scelti ovunque possibile locali tipici e agriturismi dove si prova al meglio la variegata cucina locale; anche la tradizione vinicola è importante e gli armeni sostengono che il loro vino è il migliore del Caucaso.

Guida il viaggio Naira Gregoryan, esperta guida professionale armena che parla fluentemente l’italiano. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

NOTA TECNICA

I servizi in Armenia sono molto validi, sia per gli alloggi che per il cibo. Gli armeni sono molto orgogliosi della loro cucina, ed il piacere di sperimentarla è parte delle gioie del viaggio. Ci si sposta utilizzando automezzi privati di buona qualità. Il clima a giugno è tra i migliori dell’anno, piuttosto soleggiato ma con temperature non eccessive, tra i 22 ed i 30°C al massimo; la media di preciptazioni piovose indica solo 20,5 millimetri nel mese, un valore più basso rispetto alla media del Paese. Non sono necessari visti turistici di entrata per gli italiani.

UNA BREVE NOTA SULL’ARMENIA

L’Armenia, situata nella bellissima regione del Caucaso meridionale, è grande come circa un decimo dell’Italia ed ha una popolazione che supera di poco i 3 milioni di abitanti. Ha una storia antichissima e la sua capitale Erevan è tra le poche antiche città del mondo di cui si conosce con esattezza la data di origine: l’iscrizione in caratteri cuneiformi che venne qui rinvenuta indica nell’estate del 782 a.C. la sua fondazione da parte del Re di Urartu, Arghishti I, che la battezzò col nome di Erebuni. Fu anche il primo stato ufficialmente cristiano della storia a seguito dell’evangelizzazione nel IV secolo di Gregorio l’“Illuminatore”, che divenne il primo Catolicos, o Patriarca Supremo della chiesa apostolica armena. In tempi più recenti le vicende furono legate al confronto tra i potenti imperi ottomano e persiano, con alterne vicende fino alla conquista russa a metà del XIX secolo. Il momento più traumatico per gli armeni fu però il fatidico 1915, quando nel corso del primo conflitto mondiale gli ottomani ordinarono la deportazione di tutti gli armeni nell’est della Siria, attraverso le montagne, d’inverno e a piedi, un’azione che fu messa in atto molto crudelmente da truppe e milizie irregolari, formate in gran parte dai curdi, nemici storici degli armeni: quello che il mondo conosce come il “genocidio armeno”. Oggi l’Armenia è uno Stato indipendente, pacifico e bello da visitare; lo strascico della storia si evince dai confini chiusi con Turchia e Azerbaigian e dal supporto che l’Armenia ha fornito al Nagorno-Karabakh, la regione abitata in prevalenza da armeni oltre i confini a sud est nell’ambito dei territori dagli azeri, un’area che è stata indipendente, ma mai riconosciuta come tale dalla comunità internazionale, anche per le pressioni della componente islamica dell’ONU. La regione fu il teatro dei conflitti di secessione dall’Azerbaigian tra il 1988 e il 1994 e, dopo un breve periodo di indipendenza, è seguita la completa riconquista azera nel 2023, a cui è seguito l’esodo dell’intera popolazione di etnia armena che viveva qui, circa 100.000 persone, verso lo Stato dell’Armenia. Tutto ciò non ha mai avuto ripercussioni visite turistiche.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 15 giugno, volo per Erevan
Per arrivare ad Erevan, capitale dell’Armenia, vi sono diverse possibilità di volo. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce presso l’Hotel Opera Suite (4*) o similare. Erevan, capitale dell’Armenia, copre una bella zona di colli che si affacciano a sud verso il monte Ararat, ed è posta tra i 900 ed i 1300 metri di quota, rendendo il clima gradevole anche in estate. Ha origini antichissime, fu fondata nel 782 a.C. ed oggi ospita più di un terzo dei circa 3 milioni di abitanti del Paese.

2°g. 16/6 Erevan: Echmiadzin, Hripsime, Zvartnos, Aknalich  
Si inizia la visita dell’Armenia con tre siti vicini al cuore di questo popolo e cultura, tutti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Ci si sposta una ventina di chilometri ad ovest della città arrivando ad Echmiadzin dove si trova la chiesa di Santa Hripsime, che risale al 618 d.C., edificata sul luogo dove la santa venne martirizzata. Da qui si raggiunge il complesso della Cattedrale di Echmiadzin la cui costruzione venne iniziata nel 301-303 da San Gregorio l’Illuminatore, è il cuore della Chiesa Apostolica Armena e tra i diversi edifici vi è anche la residenza del Catolicos, il suo sommo Patriarca, oltre ad un interessante Museo che però non sempre si riesce a visitare. Se i restauri saranno conclusi si partecipa qui alla grande liturgia domenicale che inizia verso le 11 (altrimenti si seguiranno a Hripsime). I canti corali sono molto belli e sentiti col cuore da tutti i presenti, un momento molto speciale per apprezzare l’intensità della devozione degli armeni e l’armonia dei loro canti religiosi che costituiscono uno degli elementi più forti dell’identità etnica e culturale. Il terzo sito è Zvartnots, sito archeologico con le rovine che risalgono al VII secolo di quella che fu una tra le più belle cattedrali armene, posta sul luogo del celebre incontro tra San Gregorio e Re Tridate III, che diede origine all’evangelizzazione del Paese. Durante il pranzo si avrà l’opportunità di assistere alla preparazione dell’ “arishta”, la tipica pasta armena, e del “gata”, il dolce locale. Si completa l’escursione recandosi una quindicina di chilometri ad ovest nella località di Aknalich dove si trova l’interessante tempio Yazidi di Ziarat, con la tipica torre che rappresenta con la sua forma la discesa dei raggi solari, l’unico di questa antichissima religione presente in Armenia. Si reintra quindi ad Erevan dove si cena in un ristorante tradizionale e si potrà apprezzare anche la serena ma vivace vita di questa città, dove sembra quasi che l’intera popolazione si riversi per una tranquilla convivialità tra giardini e viali, animando un gran numero di baretti e ristoranti..

3°g. 17/6 Erevan, escursione a Garni e Geghard  
Ci si sposta verso est per raggiungere Garni, un sito che presenta una continuità di occupazione dall’Età del Bronzo al Medioevo. Si entra anche nel profondo canyon che si dipana sul fondovalle ai suoi piedi, dove serpeggia la gola formata dal fiume Goght. Qui si trova un interessante monumento naturale, conosciuto come la “Sinfonia delle Pietre”: si osservano altissime colonne simmetriche esagonali e pentagonali di basalto di origine vulcanica che presentano nel loro insieme una straordinaria simmetria, con punti in cui risultano sospese formando delle volte. Le rovine sovrastano queste valli spettacolari; vi si ammirano i resti della cittadella/fortezza, l’unico tempio pagano in stile ellenistico sopravvissuto alla cristianizzazione del Paese, residenze signorili ed antichi impianti termali. Per il pranzo ci si reca in un ristorante locale dove viene fatto nel forno a terra il tipico pane armeno “lavash”, gustosissimo e preparato sottile in forme grandi; ci si può anche cimentare nella lavorazione assisititi dalle cuoche locali. Il lavash caldo è gustossimo, in particolare se lo si assapora con il formaggio locale. A nord-est di Garni, lungo la gola del fiume Azat, si visita uno dei migliori esempi di architettura medievale armena, il monastero rupestre di Geghard, capolavoro scavato nella roccia tra il IV e il XIII secolo e iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Rientrati a Erevan si passa dal mercato della frutta, dove si apprezza la grande varietà e qualità della produzione armena, unita all’accattivante capacità di esporre la merce in modo colorato ed elegante, con anche gustosissimi e bei vasssoi di frutta secca. La cena è in un ristorante tipico; il percorso oggi è di circa 60 km.

4°g. 18/6 Erevan – Khor Virap – Areni – Noravank – Passo di Vorotan – Karahunge – Goris
Ci si reca a sud di Erevan nella valle dell’Ararat, sul cui sfondo si staglia questo biblico monte dove secondo la tradizione sarebbe approdata l’Arca di Noè; è il monte sacro degli armeni, oggi inglobato in territorio turco. Sul percorso in alcuni villaggi spesso si notano i nidi delle cicogne. Si visita il monastero di Khor-Virap, collocato su di una panoramica collina, la cui fondazione risale al IV secolo. Il nome significa “fosso profondo” a memoria della lunga prigionia trascorsa in fondo ad un pozzo da Gregorio l’Illuminatore, il santo che introdusse il cristianesimo in Armenia; oggi è un luogo di pellegrinaggio, dove venne anche Papa Giovanni Paolo II. Si prosegue da qui verso sud est entrando tra i monti ed arrivando nella valle di Areni, nota per il buon vino, dove si visita una cantina e, imboccando una strada laterale che risale un canyon, si giunge al monastero di Noravank, centro religioso e culturale del XII secolo spettacolarmente arroccato su formazioni rocciose di origine vulcanica. Nei pressi si trova la Grotta di Areni dove scavi archeologici hanno riportato in luce testimonianze di frequentazione umana dal Neolitico all’Età del Rame, con le eccezionali scoperte della più antica scarpa conosciuta al mondo e di strutture per la produzione di vino risalenti ad oltre 6000 anni fa. Completate le visite si prosegue il viaggio tornando sulla strada principale e risalendo le valli fino al colle di Vorotan (2344 mt) e, oltre le alte pasture del lago Spandarian, con una breve deviazione si arriva al sito di Karahunge. Si tratta di un antichissimo osservatorio che risale al VI millennio a.C., che ad alcuni ricorda Stonehenge, ubicato a 1770 mt su di una superfice di sette ettari, è composto da 223 lastre di basalto, di cui 84 presentano dei fori tondi larghi 4-5 centimetri il cui significato è misterioso. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti tanti petroglifi e graffiti che hanno dei riferimenti astronomici. Si prosegue da qui per la città di Goris, dove si cena e si pernotta presso l’hotel Mina o simile; la tappa copre in tutto 266 km.

5°g. 19/6 Goris – Khndzoresk – Tatev – Vorotnavank – Jermuk  
Nella zona di Goris vi sono diverse abitazioni rupestri; il luogo più interessante per ammirarle è tra i monti ad est, il villaggio troglodita di Khndzoresk. Dopo la visita di rientra a Goris e si prosegue per il monastero di Tatev, raggiungibile utilizzando una lunga cabinovia che scavalca le vallate partendo dal villaggio di Halidzor; sembra essere la più lunga al mondo: 5,7 chilometri che si percorrono in undici minuti. Tatev è un sito UNESCO, una gemma d’architettura medievale armena, immerso tra picchi montani e rocce che ne hanno fatto un convento inaccessibile; venne fondato nel IX secolo e tra il XIV ed il XV fu anche la sede di un’università. Si rientra sulla via principale e si inizia il percorso verso nord ovest; con una breve deviazione si arriva al monastero di Vorotnavank, fondato nel X secolo. Proseguendo si transita dal lago di Spandarian e, oltre il passo del Vorotan, si arriva al bivio per Jermuk, dove si alloggia presso il Jermuk Hotel and SPA; oggi si percorrono in tutto circa 174 km. Jermuk è una località termale conosciuta per le acque calde e minerali, inserita in un bel contesto naturale.

6°g. 20/6 Jermuk – Selim – Noraduz – Sevanavank – Dilijan
Da Jermuk si torna sulla strada principale, dove si procede per un tratto verso ovest per continuare poi verso nord ovest, la direttrice che si segue per tutto il tragitto, salendo al passo di Selim (o Vardenyatz), posto a circa 2400 mt di quota. Questa rotta era uno dei percorsi della Grande Via della Seta medievale e prima del crinale si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; nella storia gli armeni contribuivano al commercio esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro e così via. Oltre il valico si aprono magnifiche pasture che degradano fino al grande lago Sevan, nei cui pressi si sosta a Noraduz, il più grande tra i cimiteri medievali che custodiscono le “khachkars”, ovvero le famose croci in pietra armene; gli esemplari più antichi qui vanno dal VII al X secolo. In questa zona si visita una fattoria dove vi è un caseificio, luogo ideale per assaggiare gli ottimi formaggi della regione. Si prosegue lungo la costa del vastissimo lago Sevan, che copre circa il 5% della superficie del Paese e, giunti sulla sponda occidentale, si visita il monastero di Sevan (VIII secolo), posizionato spettacolarmente su una penisola che si protende sul vasto specchio d’acqua. Si prosegue da qui per Dilijan, conosciuta anche come la “Piccola Svizzera”, una località immersa nelle foreste dove si osservano ancora delle case tradizionali coi balconi in legno; si completa la giornata con una tranquilla passeggiata in città. Cena e pernottamento presso l’hotel Best Western Paradise o simile; la tappa è di circa 210 km.

7°g. 21/6 Dilijan – Fioletovo (Molokani) – Haghpat – Akhtala – Erevan  
Da Dilijan si prosegue verso ovest  arrivando nell’amena valle di Fioletovo, dove vive una piccola comunità esiliata qui dalla Russia ai tempi degli Zar, in quanto considerati eretici dai cristiani ortodossi. Sono conosciuti come ‘Molokani’, ma loro stessi preferiscono definirsi ‘Cristiani Spirituali’, in quanto rifiutano ritualistiche e gerarchie in favore di un modo di vivere la realtà dello spirito più naturalmente; qui la diffusione dei cellulari stenta parecchio. Ci si accomoda in una loro casa per sorseggiare un tè e assaggiare i loro panzerotti. Si prosegue il viaggio; dopo un tratto si devia verso nord arrivando al complesso monastico di Haghpat, inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come apice dell’architettura religiosa armena. Fondato nel X secolo, successivamente si ampliò fino ad includere oltre venti chiese, cappelle, torri campanarie ed edifici accademici dove ci si dedicava agli studi umanistici e scientifici, biblioteche e refettori. Prossima tappa, Akhtala, un monastero situato poco più a nord a breve distanza dal confine georgiano, circondato da mura difensive e fortificazioni, unico per gli affreschi in stile bizantino, collocato in una posizione scenografica che domina la valle. Fino a qui si coprono circa 108 km e ora si parte verso sud per tornare ad Erevan e completare il circuito, la capitale dista circa 180 km. Si torna fino al bivio della strada di Fioletovo per seguire da qui un itinerario che passa più ad ovest; ad Erevan ci si accomoda nel medesimo hotel e si cena in un ristorante tipico.

8°g.  22/6 Erevan, visita della città  
La giornata è dedicata alla città di Erevan. S’inizia con un sopralluogo alla Cascade, la monumentale scalinata che collega piazza dell’Opera col Parco della Vittoria, ornata da fontane, la cui costruzione iniziò in epoca sovietica e diventata un luogo di esposizione di opere d’arte moderna (ci sono anche due statue di Botero). Una serie di scale mobili che corrono tra oggetti d’arte moderna porta fino in cima (se no si salgono circa 800 scalini!), in un punto da cui si gode anche di una bella vista sulla città con lo sgaurdo che spazia, col tempo limpido, fino al monte Ararat. Ci si reca quindi al Matenadaran, il museo di manoscritti antichi, incluso nel registro della memoria del mondo dell’UNESCO, che esibisce di fronte all’ingresso la statua Mashtots, creatore dell’alfabeto armeno. Si prosegue con il Museo di Storia Armena, che introduce alle culture che hanno caratterizzato l’altopiano armeno dalla Preistoria al Medioevo, dove si trovano reperti di altissimo valore. Si completano le visite storiche con il sito di Erebuni, le rovine della città-fortezza degli Urartu dell’VIII-VII secolo a.C, considerato l’antichissimo punto di origine di Erevan. Si conclude con la visita al Tsitsernakaberd, dedicato alle vittime del Genocidio degli Armeni, con un importante e interessantissimo, se pur triste, museo che documenta in modo inequivocabile la tremenda strage di innocenti causata dalla decisione del governo turco di eliminare in toto la presenza della popolazione armena dai territori armeni sud occidentali, l’area che da loro storicamente abitata che ospitava la maggiornaza di questo povero, perseguitato popolo. All’interno del suggestivo memoriale, al centro di un cerchio contornato da possenti pareti ricurve, arde a memoria una fiamma eterna. La cena è in un ristorante titpico.

9°g. Domenica 23 giugno, volo di rientro
Trasferimento all’aeroporto e volo di rientro con la compagnia scelta. La gran parte delle compagnie prevede di giungere in Italia nel corso della giornata.

COSTO VIAGGIO

€ 1600 – Massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 5,5% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma ad esclusione dei voli, l’alloggio in camera doppia, la pensione completa, la presenza della guida armena che parla la lingua italiana, gli ingressi ai siti indicati e le attività previste dal programma.

La quota non comprende: i voli, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 100 con 3 partecipanti, € 300 con 2. € 310 per la stanza singola.

Visti e documenti: i cittadini italiani non necessitano di visto, è solo necessario avere un passaporto con sei mesi di validità al momento dell’ingresso nei Paesi.

RICHIESTA INFORMAZIONI

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 DOCUMENTI DI VIAGGIO

PAESI E TRADIZIONI

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Hripsime, celebrazione domenicale

 GALLERIA FOTOGRAFICA

Armenia, Carahunge
Custode a Khor Virap
Echmiadzin. ingresso alla Cattedrale
Preparazione del lavash
Lago Spandarian
Khndzoresk
Akhtala
Erebuni
Hripsime: il volto della Santa
Cicogna, villaggio di Surenavan
Garni
Contadine armene
Geghard
Noravank
Tatev
Caravanserraglio di Selim
Noraduz
Dilijan
Fioletovo (Molokani)
Haghpat
Matenadaran, manoscritto
Mercato della frutta, Erevan
Haghpat
Noravank

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.