Skip to main content

Turkmenistan


La terra dei Turcomanni

Deserti, storia ed attualità di un Paese sorprendente


Ashgabat, moschea di Ertugrul Gazi

Cimitero di Gozly Ata

Donne turkmene

Merv, il tempio

Ashgabat, monumento dell’indipendenza

PARTENZA
24/4/2027
RITORNO
1/5/2027
DURATA
8 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
COSTO
€ 2100
GUIDA
Serdar Emirhanow

 Sintesi del viaggio


Il viaggio offre una visione d’insieme il più possibile completa del Turkmenistan. Si percorrono i deserti più remoti, dalle spettacolari erosioni cromatiche di Yangikala, a breve distanza dal Mar Caspio, fino alle infinite vastità del Karakum, che custodisce i resti di antiche civiltà, oltre al celebre cratere infuocato di Darwaza  Si visitano i siti UNESCO di Nissa e Merv, affiancati da tappe dove s’incontrano tradizioni popolari e misticismo, a Gozli Ata ed al villaggio di Nokur. Un affascinante mosaico che fa da cornice ad una realtà odierna dove le città sono di fondazione recente con un’architettura di regime monumentale e retorica, che in particolare nella capitale è interamente votata all’esaltazione delle glorie patrie: un profluvio di marmi bianchi, piazze geometriche e memoriali colossali eretti senza badare a spese da leader che sembrano fondere l’immaginario dei satrapi orientali con quello degli oligarchi sovietici. Un insieme straordinariamente singolare e tutto da scoprire, che ne fa un paese peculiare, quasi eccentrico. Un luogo unico al mondo dove lo stupore e la sorpresa diventano costanti compagni di viaggio, sicuramente il meno conosciuto tra gli “Stan”, le cinque repubbliche centroasiatiche nate dal dissolvimento dell’Unione Sovietica.

  • Ashgabat
  • Nissa
  • Turkmenbashy
  • Yangikala
  • Gozli Ata
  • Balkanabat
  • Nokhur
  • Kow Ata
  • Geok Tepe
  • Ashgabat
  • Mary
  • Merv
  • Abiwerd
  • Ashgabat
  • Darwaza
  • Ashgabat

 Presentazione del viaggio


L’itinerario proposto si distingue per completezza. S’inizia dalla capitale Ashgabat, spesso descritta dai pochi viaggiatori che vi giungono come una visionaria sintesi tra Las Vegas e Pyongyang: una formidabile oasi di luci e neon, impeccabilmente ordinata, dove regna il candore del marmo bianco tra viali monumentali, palazzi sfarzosi ed enormi complessi museali. A breve distanza dal centro si visita l’affascinante area archeologica di Nissa, l’antica e fiera capitale dei Parti che a lungo contese l’egemonia all’Impero Romano. Con un treno notturno si raggiunge poi Turkmenbashy, la porta d’accesso al Mar Caspio e base di partenza per un’emozionante spedizione in fuoristrada verso i canyon di Yangikala, dove la natura ha plasmato scenari di una bellezza primordiale e sconvolgente. Da qui si fa rientro via terra verso la capitale lungo una rotta punteggiata da soste di grande interesse, tra cui il tradizionale villaggio di Nokur, celebre per il cimitero ricco di simbolismi sciamanici, ed il lago sotterraneo di Kow Ata, dove è possibile concedersi un bagno ristoratore tra le calde acque sulfuree nelle viscere di una grotta profonda. Un volo interno conduce verso oriente per scoprire le imponenti rovine di Merv, l’antica metropoli carovaniera ribattezzata all’epoca dei Selgiuchidi la “Regina del Mondo”, snodo cruciale della Via della Seta. Sulla via del ritorno verso Ashgabat si visitano le suggestive vestigia di Abiverd e, una volta rientrati, si completano le visite urbane. Il viaggio culmina con l’avventura in jeep nel cuore del deserto del Karakum fino a Darwaza, dove si pernotta in un confortevole campo yurte attrezzato a brevissima distanza dalla celebre Porta dell’Inferno, il cratere dove il gas naturale alimenta da decenni spettacolari lingue di fuoco che rischiarano la notte. Un’esperienza indimenticabile che sigilla un viaggio esplorativo vario, intenso ed emozionante.

Accompagna il viaggio Serdar Emirhanow, guida turkmena che parla italiano e collabora da anni con Amitaba. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

Per maggiori informazioni sul Turkmenistan può essere utile la sezione dedicata al Paese nella parte del sito di Amitaba dedicata all’Asia Centrale [https://amitaba.net/paesi_tradizione_cat/asia-centrale/], dove si trovano diversi dettagli sulla conformazione del territorio ed altro.

NOTA TECNICA

SISTEMAZIONI E TRASPORTI – Il viaggio richiede un minimo spirito di adattamento: il Turkmenistan non è un Paese turistico e le esplorazioni della regione sono tutte recenti. Gli hotel selezionati sono tutti di qualità buona; ad Ashgabt si alloggia in un ottimo 5* mentre a Balkanabad in un 4*. La seconda notta si dorme sul treno diretto a Turkmenbashy, dotato di cuccette comode e pulite in cui vengono fornite lenzuola e tutto l’occorrente per dormire; per ogni evenienza, può essere utile avere un proprio sacco lenzuolo. A Darwaza si dorme in un campo di yurte situato a poca distanza dalla Bocca dell’Inferno. Le yurte sono tende da due o tre letti, complete di coperte e lenzuola; chi lo desidera può portare un proprio sacco lenzuolo. Soltanto in questa sistemazione i bagni sono in comune. Per i trasporti si utilizzano veicoli di recente immatricolazione e sono previsti diversi tratti in moderne jeep, con un massimo di tre passeggeri per veicolo. Si segnala che l’ordine di visite ed escursioni in ciascuna località può variare per esigenze organizzative.
PASTI – Sono tutti inclusi. Si cerca di offrire una cucina più varia possibile: pollo e spiedini di carne, riso e verdure, frutta secca e molto altro. Il tutto sempre accompagnato dal tipico pane locale, a forma di ruota, differente per ogni regione: a volte croccante, altre volte più morbido. Alla fine di ogni pasto si può gustare dell’ottimo tè caldo locale. È possibile richiedere un menu vegetariano per l’intero viaggio (formaggi, uova, verdure, funghi).
CLIMA E ATTREZZATURA – Ci si aspetta un tempo secco con massime di circa 28° e possibili minime notturne di circa 13°. Di giorno basta una maglietta, mentre per la sera, e soprattutto per la notte nel deserto, è consigliata una felpa, date le escursioni termiche che di solito si verificano tra giorno e notte. Visti i recenti cambiamenti climatici a livello globale è comunque utile una giacca leggera antipioggia.
WIFI, ELETTRICITÀ – Tutti gli hotel dispongono di wifi gratuito, che però a volte non funziona bene. Al campo yurte non si avrà la connessione Internet. Si segnala che nel paese non si possono utilizzare Whatsapp, Facebook e Instagram e molti siti di informazione non sono raggiungibili (dalla Repubblica al Corriere della Sera). Per comunicare, quindi, si può utilizzare la posta elettronica o può essere utile dotarsi di una e-sim, tipo Airalo o simile. Si consiglia eventualmente di scaricare IMO Messenger, app di messaggistica che non è bloccata (NB: va fatta installare anche alle persone con cui si vuole messaggiare). Le prese di corrente sono bipolari come quelle che si trovano in Italia.
CAMBIO – Le carte di credito non sono accettate. Si consiglia quindi di portare con sé del denaro contante. La guida locale si adopererà per trovare soluzioni di cambio in ogni luogo.
PERICOLOSITÀ – In queste regioni non ci sono pericoli. Si resterà positivamente colpiti dalla gentilezza e dall’ottima disponibilità delle persone.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 24 aprile, partenza per Ashgabat

Per raggiungere la capitale del Turkmenistan si può utilizzare la compagnia di bandiera, Turkmenistan Airlines, che ha un volo diretto da Milano Malpensa che parte alle 16.00 (orario da confermare) che giunge a destinazione nelle prime ore del mattino successivo. Amitaba può prenotare questo o eventuali altri voli che fossero preferiti, ma si suggerisce quello qui indicato per avere il gruppo unito in partenza.

2°g. 25/4 Arrivo ad Ashgabat; Turkmenbashy

Dopo l’atterraggio ad Ashgabat nelle prime ore del mattino si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba per il trasferimento presso il Diva Hotel (5)*, dove le camere sono subito a disposizione per qualche ora di riposo prima della colazione. La giornata di visite ha inizio dirigendosi a sud-ovest della capitale presso il villaggio di Baghir, dove sorge l’antico sito archeologico di Nissa, la leggendaria capitale dei Parti fondata nel III secolo a.C. e oggi tutelata dall’UNESCO. Un’imponente cinta muraria intervallata da decine di torri difendeva il palazzo reale ed i complessi templari, fulcro di un centro straordinariamente fiorente che vide succedersi le dinastie dei Parti, dei Persiani Sasanidi e degli Arabi, fino al tragico epilogo nel XIII secolo quando i Mongoli la rasero al suolo dopo un estenuante assedio durato quindici mesi. Al termine della visita si rientra ad Ashgabat, la “Città dell’Amore”, che nell’ottobre del 1948 fu interamente distrutta da un catastrofico terremoto; la sua spettacolare ricostruzione fu avviata dall’ex presidente Niyazov (noto come Turkmenbashy, il Padre di tutti i turkmeni) e ricevette una spinta decisiva in epoca post-sovietica grazie ai formidabili proventi del gas naturale di cui il sottosuolo del paese è ricchissimo. È nata così la surreale “Città Bianca” che ammiriamo oggi, interamente rivestita di marmi purissimi e fastose decorazioni dorate, caratterizzata da una pianta urbana ordinata, grandi viali con pochissimo traffico e dettagli in acciaio cromato, dove vige l’obbligo di circolare con auto impeccabilmente pulite e rigorosamente di colori chiari (tra cui predomina il bianco), con il divieto quasi assoluto di parcheggio in tutta la città. Molte delle eccentriche costruzioni celebrano i fasti idealizzati degli antichi guerrieri turkmeni e dei leader della nazione con statue colossali, tra cui spicca persino un monumento dorato dedicato alla tipica razza canina degli Alabai. Una linea politica singolare che prosegue tuttora sotto la guida del giovane presidente Serdar Berdimuhamedow, eletto nel 2022 e figlio del precedente capo del governo Gurbanguly. Esplorando il centro urbano non mancano i richiami ai Giochi Asiatici del 2017 (un flop per via delle pochissime presenze straniere), come il gigantesco cavallo che sovrasta lo stadio olimpico. La scoperta della città vera e propria inizia dal suggestivo Museo dei Tappeti dove vengono svelate le tecniche millenarie e la ricca simbologia dei disegni legati a questa nobile arte tessile, custodendo in una grande sala il tappeto più grande del pianeta, ufficialmente riconosciuto dal Guinness dei primati e realizzato in soli sette mesi di instancabile lavoro a turni continui da un collettivo di maestre tessitrici. Questa prima intensa giornata si conclude visitando la Moschea di Ertugrul Gazi, edificata nel 1993 e considerata la più maestosa e importante della città, seguita da una piacevole passeggiata nel Parco dell’Ispirazione, un’elegante oasi verde ritmata da fontane, specchi d’acqua e sculture che celebrano i grandi personaggi storici e letterari che hanno intessuto nei secoli le glorie del popolo turkmeno. Al termine delle visite ci si trasferisce in stazione per imbarcarsi sul treno notturno diretto a Turkmenbashy, con partenza prevista alle 17:50 e arrivo alle 8:00 del mattino successivo; si percorrono circa 570 km in direzione nord ovest. Le cabine hanno quattro cuccette con materassi, coperte, cuscino e lenzuola.

3°g. 26/4 Turkmenbashy – Yangikala – Gozli Ata – Balkanabat

All’arrivo sulle coste del Mar Caspio ci si accomoda in un caffè locale per la colazione, dove è possibile rinfrescarsi prima di dare inizio alla giornata. Qui attendono i veicoli fuoristrada che accompagneranno la spedizione per tutta l’esplorazione desertica fino al rientro ad Ashgabat. Conosciuta in epoca sovietica come Krasnovodsk, questa città è il centro nevralgico del Turkmenistan occidentale nonché il porto più strategico del Mar Caspio insieme a quello di Baku in Azerbaijan. Storico terminal della ferrovia Transcaspica fu in passato la base avanzata dell’impero zarista per la conquista dei khanati di Khiva e Bukhara, un’epopea magistralmente narrata da Peter Hopkirk nel suo celebre saggio Il Grande Gioco, mentre oggi l’intera area beneficia di importanti investimenti governativi per lo sviluppo di moderne stazioni balneari. La breve visita urbana, pervasa da un’atmosfera che evoca ancora il passato coloniale russo, inizia con una piacevole passeggiata tra le operose botteghe del bazar per poi raggiungere la piazza principale, dove si staglia il monumento con la fiamma eterna in onore ai caduti della Seconda guerra mondiale, situato proprio di fronte alla stazione ferroviaria ed a breve distanza dai moli del grande porto commerciale. Da qui si punta verso est per una traversata nel deserto di circa due ore e mezza (168 km) che conduce allo straordinario Canyon di Yangikala, adagiato all’interno di una vasta depressione naturale che milioni di anni fa costituiva il fondale dell’antico Oceano Tetide. Il progressivo prosciugamento delle acque e millenni di erosione operata da vento e pioggia hanno modellato un labirinto surreale di monumentali formazioni di arenaria dalle calde tonalità cromatiche, tanto che il nome locale tradotto letteralmente significa “Fortezza Fiammeggiante”; ci si immerge in uno scenario primordiale che evoca la superficie di un pianeta lontano salendo sulla cima di queste maestose sculture calcaree per godere di un panorama mozzafiato sul territorio circostante, dove gli autisti allestiscono un confortevole pranzo al sacco con tavoli e sedie portati appositamente. Concluso il bivacco si ripercorre a ritroso un breve tratto di pista per effettuare una deviazione verso sud di circa quindici minuti e raggiungere Gozli Ata, uno dei santuari più venerati e spirituali del Paese dove riposa un antico e carismatico predicatore appartenente alla corrente Sufi (la dimensione più mistica dell’Islam, storicamente popolarissima in Asia Centrale) che fu assassinato durante le invasioni mongole. Il sito è meta pellegrinaggi, ospita la casa dei devoti ed un adiacente, affascinante cimitero storico dove spiccano evidenti simboli sciamanici e pali cerimoniali adornati da tessuti multicolore, un suggestivo retaggio visivo di antichissimi culti pagani e preislamici. Infine la rotta prosegue verso meridione attraversando una splendida regione desertica incorniciata da scenografiche catene montuose, raggiungendo in circa due ore e mezza di viaggio (143 km) la cittadina di Balkanabat per il pernottamento presso il Nebitchi Hotel (4*).

4°g. 27/4 Balkanabat – Nokur – Kow Ata – Geok Tepe – Arkadag – Ashgabat

Oggi si rientra nella capitale seguendo la strada che costeggia in direzione sud-est le pendici del Kopet Dag, l’imponente catena montuosa che segna il confine geografico tra il Turkmenistan e l’Iran. Dopo circa mezz’ora di viaggio una breve deviazione conduce ai pozzi petroliferi di Gundank dove il paesaggio si presenta disseminato da innumerevoli pompe a cavalletto, in un’atmosfera industriale sospesa che evoca le scene del film Il Petroliere, testimoniando l’origine di una delle primarie risorse economiche del Paese. Ripresa la rotta verso Ashgabat si attraversa la regione desertica di Cilburdj per giungere dopo circa tre ore e mezza di viaggio (316 km) a Nokur, un caratteristico villaggio incastonato in una vallata isolata e raggiunta da pochissimi viaggiatori. In questo luogo suggestivo si trova il Santuario delle Sette Vergini, meta di devoto pellegrinaggio turkmeno, e poco distante si visitano gli straordinari cimiteri locali ricchi di simbolismi preislamici dove elementi sciamanici e neopagani si fondono in modo unico, come testimoniano le corna di animali di varie dimensioni che sovrastano le lapidi dei defunti, un’antica usanza tradizionale concepita per tenere lontani il maligno e gli spiriti negativi. Dopo un piacevole pranzo presso un ristorantino locale situato presso una piccola cascata, si riprendono i veicoli e in circa un’ora di strada (71 km) si raggiunge il celebre lago sotterraneo di Kow Ata, una grandiosa piscina naturale d’acqua cristallina custodita in una grotta profonda 65 metri; qui le calde acque sulfuree offrono l’occasione per un bagno ristoratore e rilassante nell’ambiente decisamente surreale di questa cavità nelle viscere della Terra. Nuovamente in auto si transita dal villaggio di Geok Tepe per visitarne la moschea, un luogo storicamente cruciale e drammatico per la memoria locale: qui sorgeva infatti la fortezza strategica che fu assediata dalle truppe russe il 6 novembre 1881, una sanguinosa battaglia che costò la vita a migliaia di soldati e la cui vittoria spalancò agli zaristi le porte dell’intero Paese decretandone l’annessione alla corona di San Pietroburgo. Ormai in prossimità di Ashgabat, prima di fare ingresso nel centro urbano ci si ferma ai margini della città per ammirare il colossale e proporzionato complesso del Mausoleo-Moschea di Turkmenbashi, dedicato all’ultimo presidente e completato in appena due anni di lavori, per poi concludere la giornata con il rientro ed il pernottamento presso il medesimo hotel della capitale.

5°g. 28/4 Ashgabat – Mary – Merv – Abiverd – Ashgabat

Ci si dirige di buon mattino verso l’aeroporto per imbarcarsi sul volo diretto a Mary, capoluogo dell’omonima provincia situata a est della capitale, in partenza alle 6.20 con arrivo alle 7.00 (orari da confermare). Giunti a destinazione si prendono i veicoli e in circa 40 minuti si raggiunge lo straordinario sito di Merv, una delle metropoli più importanti lungo l’antica Via della Seta, oggi tutelata come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La visita di questo immenso parco archeologico spazia tra i resti di palazzi, moschee, imponenti roccaforti, cinte murarie, caravanserragli e dimore private. All’apice del suo splendore, tra l’XI e il XII secolo, quando i turchi selgiuchidi la elessero a propria capitale, la città era nota come Marv-i-Shahjahn, ovvero la “Regina del Mondo”, considerata uno dei massimi centri dell’Islam al pari di Baghdad, Damasco e Il Cairo. Questo glorioso primato si interruppe tragicamente nel 1221 con uno dei peggiori massacri della storia: i Mongoli, dopo un lungo assedio, espugnarono la città sterminandone gli abitanti (le stime dell’epoca parlarono di 700.000 vittime, cifra forse sovrastimata ma indicativa del dramma), e le truppe di Tolui, figlio di Gengis Khan, ne decretarono il definitivo declino distruggendo la diga sul fiume Murghab, storica linfa vitale dell’oasi. Conclusa l’esplorazione si riprendono le auto per intraprendere il viaggio verso ovest alla volta di Ashgabat, un percorso di circa tre ore e mezza (374 km) lungo il quale ci si ferma per una sosta presso le suggestive rovine di Abiverd. Questo antico centro fu un prospero emporio commerciale della provincia persiana del Khorasan settentrionale ed uno snodo cruciale lungo la Via della Seta tra Nissa e Merv, collegato anche a Nishapur in Persia; lo stesso nome Abiverd deriva da un termine farsi che significa “grande porta”, poiché per chi proveniva dall’attuale Iran questo sito segnava la soglia d’ingresso al grande deserto del Karakum. La giornata si conclude con il rientro ad Ashgabat ed il pernottamento presso il medesimo hotel.

6°g. 29/4 Ashgabat – Darwaza

La giornata inizia con la visita all’ippodromo per ammirare i superbi Akhal-Teke, celebrati come i “cavalli celesti”. Selezionata originariamente dalle tribù Teke nelle oasi della regione, questa splendida e antichissima razza equina, discendente diretta del cavallo turcomanno, rappresenta oggi un autentico orgoglio nazionale ed una preziosa risorsa, esportata a costi elevatissimi in tutto il mondo ed in particolare nei paesi arabi. Ci si sposta successivamente nel Parco Ashgabat per osservare la storica statua di Lenin, una delle rarissime testimonianze sovietiche rimaste in Asia Centrale, caratterizzata da un singolare basamento arabeggiante a forma di tappeto che esibisce i simboli delle cinque grandi tribù del Paese e riporta il nome del leader scritto in caratteri arabi. A breve distanza ci si reca al vivace bazar cittadino, ideale per scovare souvenir d’artigianato locale, tra cui i tipici cappelli in pelliccia di pecora turkmeni, prima di consumare il pranzo e salire a bordo dei fuoristrada diretti a nord. Si intraprende così una traversata di circa 265 km (circa quattro ore di viaggio) nel cuore del grande deserto del Karakum, che ricopre oltre il 70% del territorio nazionale, il cui nome significa “sabbia nera” a causa della base scura del terreno su cui poggiano i cordoni sabbiosi. Subito dopo la partenza la strada taglia in due un lago salato per poi addentrarsi nell’immensità del deserto, dove è frequente avvistare dromedari e talvolta le schive volpi del deserto. A circa 20 km dalla meta ci si ferma presso il suggestivo “cratere dell’acqua”, una profonda voragine generata da passate trivellazioni esplorative in cui affiora dell’acqua sorgiva animata da costanti bolle di gas sotterraneo. Al calar del sole si giunge al cospetto dello scenario unico della celebre Porta dell’Inferno a Darwaza: un immenso cratere largo circa 70 metri e profondo 30, originatosi dal crollo del terreno sopra una gigantesca sacca di metano. Le fiamme che vi divampano ininterrottamente furono appiccate dai geologi sovietici nel 1971 per bruciare i gas ed evitare che si propagassero senza controllo, creando uno spettacolo che, nonostante si sia con il tempo ridimensionato, rimane molto suggestivo. Ci si accomoda nel vicino campo yurte, raggiungibile a piedi in pochi minuti dal bordo della voragine, dove si sperimenta la calda atmosfera delle tradizionali dimore dei popoli nomadi di queste regioni. La serata prevede una cena a base di barbecue e, prima del riposo, un’ultima indimenticabile passeggiata attorno al perimetro illuminato dal fuoco, avvolti nella pura magia del deserto.

7°g. 30/4 Darwaza – Ashgabat

Dopo aver contemplato un’ultima volta lo scenario della Porta dell’Inferno alle prime luci del mattino si ripercorre la medesima rotta per rientrare ad Ashgabat. Giunti nella capitale la scoperta culturale inizia con la visita del prestigioso Museo Nazionale di Storia ed Etnografia, che custodisce tra i suoi tesori più preziosi un’eccezionale collezione di reperti risalenti all’Età del Bronzo e attribuiti alla Civiltà di Gonur Tepe, nota anche come Civiltà dell’Oxus, dove si ammirano amuleti, sigilli e raffinati oggetti di culto. Ci si sposta poi al cospetto dell’imponente Arco della Neutralità, eretto nel 1998 per celebrare la dottrina geopolitica non belligerante promossa da Turkmenbashy; sulla sommità svetta la sua celebre statua laminata d’oro che un tempo ruotava per seguire il movimento solare, un dettaglio che spinge ancora oggi i locali più anziani a ironizzare sul fatto che fosse l’astro celeste a girare, per non perdere di vista il presidente. Il percorso tocca successivamente il Monumento all’Indipendenza, edificato in occasione dell’ottavo anniversario della ricorrenza, ed il bizzarro monumento dedicato al Ruhnama, il libro scritto dallo stesso leader per ridefinire l’identità storica ed offrire una guida spirituale alla nazione, un testo denso di precetti morali a lungo adottato come pilastro scolastico e materia d’esame nei concorsi pubblici. Ci si addentra quindi nel toccante Parco della Memoria dove domina la scultura di un immenso toro che sorregge il mondo tra le corna, legata a un’antica credenza pagana secondo cui i terremoti erano provocati dai movimenti irati dell’animale di fronte alle cattive azioni umane; l’opera commemora le decine di migliaia di vittime del catastrofico sisma che rase al suolo la città nel 1948, tra le quali vi fu anche la madre del futuro Turkmenbashy. All’interno del medesimo spazio monumentale si osservano i quattro grandi pilastri che racchiudono la fiamma eterna in onore dei caduti della Seconda guerra mondiale ed il gruppo scultoreo che ritrae una madre accanto a due soldati turkmeni, a memoria dell’estrema e sfortunata resistenza contro l’esercito zarista a Geok Tepe nel 1881. Si completa con la visita della Chiesa Ortodossa, afferente alla diocesi di Tashkent in Uzbekistan e storico punto di riferimento per una comunità locale di circa diciottomila fedeli, concludendo le passeggiate in un parco dominato dalla grande statua di Magtymguly Fragi, il più celebre poeta e filosofo turkmeno del XVIII secolo. Al calar della sera si potrà ammirare la sfolgorante illuminazione che accende le bianche facciate marmoree dei modernissimi palazzi della capitale, prima di concludere la spedizione con un’ultima cena conviviale ed il pernottamento presso il medesimo hotel.

8°g. 1° maggio, volo di rientro

Il volo diretto per Milano Malpensa della Turkmenistan Airlines parte alle 11.10 con arrivo alle 13.00 (orari da confermare). Anche altri voli partono solitamente al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2100 – minimo 2 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, per E.A. possono essere estesi i massimali con un costo da € 48 a € 72 in funzione del valore di assistenza medica assicurato ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa a partire da 5,5% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma inclusi il volo interno Ashgabat – Mary ed il treno Ashgabat – Turkmenbashy, i pernottamenti, la pensione completa, la presenza della guida locale che parla italiano.

La quota non comprende: i voli internazionali, il supplemento per la singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance, le tasse per le foto, e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli internazionali su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga a utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: stanza singola € 330; € 50 con 3 partecipanti, € 100 con 2 partecipanti.

Visti e documenti: per l’ingresso in Turkmenistan serve il visto. Amitaba si occupa di tutto e, con la lettera di invito fornita prima della partenza, sarà necessario pagare all’arrivo in aeroporto ad Ashgabat 103 dollari in contanti (costo del visto e della tassa di immigrazione). Al momento della stesura del programma è ancora previsto in aeroporto un test Covid, che richiede il pagamento di 33 dollari, sempre in contanti: una procedura del tutto inutile, perché il risultato si ha comunque solo dopo alcuni giorni, ma questa è la regola ancora in essere. Si segnala che all’arrivo un addetto del nostro corrispondente locale ritira i passaporti dei partecipanti per le necessarie registrazioni, riconsegnandoli alcune ore dopo.

Riferimento valutario: Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 3/7/2026 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1.1399, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Nissa
Il custode a Geok Tepe
Ashgabat, moschea di Ertugrul Gazi
Cimitero di Gozly Ata
Donne turkmene
Merv, il tempio
Ashgabat, monumento dell’indipendenza
Ashgabat
Nissa, rovine
Tappeto turkmeno
Mar Caspio a Turkmenbashy
Moschea Turkmenbashi
Canyon di Yangikala
Gundank, pompa petrolifera
Cimitero di Nokhur
Moschea di Geok Tepe
Donna turkmena
Moschea Turkmenbashy
Merv, mura della città antica
Merv, mausoleo di Sultan Sanjar
Ashgabat, venditore di cappelli
Monumento della Memoria
Darwaza, la ‘Bocca dell’Inferno’
Quadro di Amangeldiyew Dykma Serdar
Ashgabat, Monumento della Memoria

RICHIESTA INFORMAZIONI

Per qualsiasi domanda e curiosità,
compilare questi campi:

NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

  GALLERIA FOTOGRAFICA

PAESI E TRADIZIONI

Entra nella sezione dedicata agli approfondimenti culturali:

Ashgabat, Monumento della Memoria

 DOCUMENTI DI VIAGGIO


L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.