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Tagikistan e Kirghizistan


Natura ed etnie nel cuore dell’Asia Centrale


Lago Yashikul

Ragazzino del Wakhan

Lago Karakul

Gioco del Buzkashi

Sary Tash, monte Lenin

PARTENZA
12/6/2027
RITORNO
26/6/2027
DURATA
15 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
COSTO
€ 3600
GUIDA
Paolo Pobbiati

 Sintesi del viaggio


Tour nel cuore dell’Asia, una regione dalle bellezze naturali travolgenti e forse ancor più ricca sul piano culturale per la varietà di etnie che la abitano. È una parte del mondo in cui la complessa conformazione del territorio ha fatto convivere popoli dalle tradizioni e dalle lingue più diverse, accomunati però da un tratto condiviso: la cordialità della gente. Il viaggio prende avvio da Dushambe, capitale del Tagikistan, e si spinge fino a Bishkek, capitale del Kirghizistan, attraversando le grandiose catene montuose che incoronano il centro del continente: l’Hindukush nella regione del Wakhan e l’altopiano del Pamir, impreziosito da laghi cristallini e dalle altissime vette glaciali degli Alay. Da Osh, nella fertile valle di Fergana, l’itinerario prosegue verso il lago Son Kul tra le scenografiche catene del Tien Shan che racchiudono gli alti pascoli dei nomadi kirghisi. Il viaggio è giunto all’ottava edizione e si è arricchito anno dopo anno; è un percorso che non presenta problemi di sicurezza e richiede soltanto un minimo di spirito di adattamento.

  • Dushanbe
  • Kulyab
  • Kalai Khumb
  • Khorog
  • Yangm
  • Langar
  • Passo di Khargush (4286 mt)
  • Yashikul
  • Murghab
  • Rangkul
  • Passo di Ak Baital (4655 mt)
  • Karakul (3823 mt)
  • Passo di Kizil-Art (4336 mt)
  • Sary Tash
  • Sary Moghul
  • Achik Tash
  • Lago di Tulpar Kol
  • Passo di Taldyk (3615 mt)
  • Osh
  • Kazarman
  • Lago di Son-Kul (3016 mt)
  • Kochkor
  • Burana
  • Bishkek

 Presentazione del viaggio


Visitate Dushambe e Hissar si lascia la capitale tagika verso sud-est inoltrandosi tra le montagne del Pamir fino al fragoroso fiume Panj che segna la frontiera con l’Afghanistan. Risalendone il corso con una sosta a Kalai-Khumb e piegando poi verso sud si raggiunge Khorog, il centro più importante del Pamir. Seguendo ancora il fiume si passa da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, un ponte porta in Afghanistan e si tocca il punto più meridionale del viaggio: un’ampia vallata cinta da montagne impressionanti che superano i 7.000 metri, mentre sull’altra sponda svettano le spettacolari cime dell’Hindukush. Qui si incontrano le sorridenti comunità ismailite del Wakhan e si scoprono le tracce delle epoche in cui queste valli erano percorse dalle carovane dei commerci. Si risale quindi verso nord-est il versante tagiko del Wakhan fermandosi nel caratteristico villaggio di Yangm. Oltre Langar il passo di Khargush apre le porte dell’altopiano pamiro con Burunkul e il magico lago di Yashikul, un mondo abitato solo da rari e tenaci gruppi seminomadi, fierissimi dei loro inconfondibili cappelli bianchi. Superata Murgab, principale insediamento di queste terre remote, si punta a nord verso il lago di Rankul al cospetto del Muztagh Ata (7.546 mt). Si attraversano poi le zone più desolate e forse più spettacolari dell’intero itinerario, regno dei cammelli battriani punteggiato da laghi che spiccano nell’aridità del paesaggio, fino a valicare il passo di Ak Baital (4.655 mt), il punto più alto del percorso. Si giunge così allo straordinario lago Karakul, un’immensa distesa turchese in cui si specchiano il cielo e le cime ghiacciate della catena pamira del Picco Lenin (7.134 mt). Lasciato il Karakul si supera verso nord la catena degli Alay attraverso il passo Kyzyl-Art, al confine con il Kirghizistan, dove si cambiano mezzi e guide locali. Al di là del valico si aprono le prime terre dei nomadi kirghisi, con vallate ricoperte di pascoli e yurte sparse all’orizzonte tra grandi greggi. Da Sary Moghul una pista sterrata si addentra verso sud nel cuore del Pamir fino all’Achik Tash Base Camp, punto di partenza delle spedizioni alpinistiche, dove si scopre il lago di Tulpar Kol. Si entra poi nel vivo del Kirghizistan attraverso il passo di Taldyk (3.615 mt) per scendere a Osh (950 mt), alle porte della fertile valle di Fergana. Questa regione è da sempre il polmone agricolo dell’Asia Centrale e luogo di incontro e di scontro fra i principali gruppi etnici dell’area; l’antica città di Osh è celebre per il suo grande bazar, crocevia degli scambi lungo la Via della Seta.

Da Osh si prosegue lungo i margini della valle di Fergana fino alla città storica di Uzgen, anch’essa con un bazar di grande interesse, per poi addentrarsi nel centro del Paese tra le splendide valli del Tien Shan fino al leggendario lago Son Kul, celebrato come uno dei luoghi più evocativi dell’Asia Centrale. Qui si assiste a un’esibizione di Buzkashi, un gioco che richiama tempi lontani e le epopee di queste terre, con abili cavalieri nomadi che mostrano tutta la loro incredibile destrezza. Attraverso il villaggio di Kochkor, custode dell’antica arte del feltro, si raggiunge infine Bishkek, capitale del Kirghizistan, con una sosta al sito storico di Burana.

Conduce il viaggio Paolo Pobbiati, con l’ausilio di guide locali che parlano la lingua inglese; è previsto un massimo di 12 partecipanti.

Per una visione d’insieme dei mondi e delle culture oggetto del viaggio può essere utile consultare le pagine del sito di Amitaba sull’ Asia Centrale, ed in particolare sul Kirghizistan ed il Tagikistan; nella sezione Letture vi sono diversi libri interessanti nella sezione Asia Centrale, Iran e Mongolia.

NOTA TECNICA

Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone, in particolare tra gli ismailiti, ma non solo. La parte più temuta da molti è la regione tagika; si tenga presente che il confine afgano è molto controllato ed in ogni caso lungo il fiume Panj, che delimita i due paesi, vivono ‘al di la del fiume’ altri pamiri ismailiti. Nel Wakhan le donne velate sono rare, ed in generale una piccola minoranza ovunque; può succedere di rimanere basiti perché è spesso possibile intrattenere delle conversazioni in inglese con loro!
Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; in Tagikistan lasciata Dushambe, lungo il Panj, si trovano dei begli hotel solo a Kalai-Khumb ed a Khorog, l’alloggio di Murgab in Pamir è accettabile, ma molto più semplice, e le altre sistemazioni per tre notti in tutto sono in locande presso delle tipiche case pamire. In Kirghizistan si hanno a disposizione degli hotel a Osh e Bishkek mentre a Sary Mogul ed a Kazarman si utilizzano case private e si alloggia una notte nelle yurte al lago Son Kul.
Alloggiando presso le famiglie locali si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove a volte può anche essere necessario dividersi tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. Il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; chi lo desidera può portare con sé un sacco lenzuolo o un sacco a pelo.
Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Hyundai Grand Starex mentre in Kirghizistan pulmini Mercedes Sprinter.
La stagione prescelta è ottima; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.
Al momento della redazione del viaggio non è obbligatoria alcuna vaccinazione.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 12 giugno, partenza per Dushambe

Per raggiungere Dushambe, capitale del Tagikistan, si possono utilizzare diverse compagnie e la più utilizzata è la Turkish Airlines; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa, inclusa la Turkish, giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.

2°g. 13/6 Dushambe e Hissor

L’arrivo a Dushambe è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’Atlas hotel (4*), dove si avranno subito le camere a disposizione per un po’ di riposo. Si iniziano le visite raggiungendo la vicina località di Hissar (23 km) per scoprire il reperto storico più importante del Paese: l’imponente fortezza di origine achemenide fondata intorno al 500 a.C., antica residenza del governatore di Bukhara, e l’adiacente madrassa del XVI secolo. Rientrati in capitale l’esplorazione tocca il Museo archeologico, prezioso custode di reperti dall’epoca greco-battriana e della celebre statua del Buddha nel Nirvana risalente al regno Kushan. Si ammirano quindi i monumenti dedicati a Ismail Somoni, fondatore della dinastia samanide ed eroe nazionale, e a Rudaki, padre della poesia persiana. Dopo una piacevole sosta nel parco botanico, la giornata si completa con un’immersione tra i colori e i banchi del vivace Bazar Mehrgon, il mercato principale della città, prima della cena servita in un ristorante tipico.

3°g. 14/6 Dushambe – Kulyab – Passo di Shurobad (2212 mt) – Kalai Khumb

Lasciata Dushanbe ci si addentra tra le montagne dell’est incontrando ben presto lo scenografico bacino artificiale creato dalla diga di Nurek, storico snodo delle complesse dinamiche idriche regionali con il vicino Uzbekistan. Si transita quindi da Kulyab per visitare il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, illustre poeta e filosofo del XIV secolo. Superata un’ulteriore catena montuosa attraverso il passo di Shurobad, l’itinerario sfocia nella spettacolare valle del fiume Panj, celebre affluente dell’Amu Darya che delinea il confine naturale con l’Afghanistan. Risalendo il corso d’acqua, lo sguardo incrocia i villaggi afgani adagiati sul versante opposto, un mondo immune dalla modernità dove l’incredibile perizia contadina strappa rari raccolti a pendii vertiginosi. L’arrivo a Kalai Khumb conduce all’Hotel Karon Palace quattro stelle per il pernottamento. Quest’intensa tappa copre una distanza di circa 370 chilometri, per un tempo di percorrenza stimato tra le sette e le otto ore di guida.

4°g. 15/6 Kalai Khumb – Khorog (2200 mt)

Si procede in direzione sud-est seguendo il corso del fiume Panj lungo la linea di confine con l’Afghanistan. Dal villaggio di Rushan ci si addentra nel territorio a prevalenza ismailita raggiungendo Parshinev per visitare la casa-museo e la fonte termale dedicate a Nasir Khusraw, l’illustre filosofo e viaggiatore dell’XI secolo che diffuse per primo questo ramo dell’Islam nella regione. Si giunge infine a Khorog, centro amministrativo del Gorno-Badakhshan adagiato tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj. Qui la visita del museo cittadino riserva un’inconsueta curiosità, mostrando tra i vari reperti anche imponenti ritratti dei padri della Rivoluzione Russa e di Stalin. Si alloggia presso il Lal Hotel (3*) concludendo la giornata con una cena servita sulla sua graziosa terrazza, dove è possibile assaggiare la curiosa e rinomata pizza locale. L’itinerario odierno copre circa 260 chilometri per un tempo di viaggio compreso tra le cinque e le sei ore.

5°g. 16/6 Khorog – Yangm Khorog – Kakh-Kah – Yangm (2820 mt)

Si prosegue lungo il corso del fiume Panj spingendosi nei territori più meridionali dell’itinerario. Dopo circa 50 chilometri si incontrano le sorgenti termali di Garm Chashma raggiungendo poi Ishkashim, il punto più a sud del viaggio dove un ponte valica il confine verso l’Afghanistan. Qui si apre lo scenografico imbocco del corridoio del Wakhan, uno straordinario solco geografico racchiuso tra le imponenti catene del Pamir e dell’Hindukush. Puntando verso est si segue il versante tagiko della vallata da cui si ammirano le spettacolari vette glaciali dell’Hindukush che svettano sul lato afgano, scorgendo lungo il cammino le prime abitazioni tradizionali pamire. A Namadgut si visitano il mausoleo ismailita di Oston-i Shah Mardon, risalente all’XI secolo, e le imponenti rovine della fortezza di Kakh-Kaha. Edificata durante il periodo del Regno Kushan e utilizzata dal II secolo a.C. al VII secolo d.C. a guardia delle carovane della Via della Seta dirette in India e Afghanistan, la rocca costituisce una delle strutture difensive più antiche della regione. Risalendo la grande vallata si offre alla vista l’imponente sagoma del monte Karl Marx, che si erge a nord con i suoi 6.726 metri di altezza. Si giunge infine a Yamg per il pernottamento presso la locanda familiare Aydar Homestay, autentica espressione dell’ospitalità locale. Questa suggestiva tappa copre una distanza di circa 190 chilometri per un tempo di percorrenza compreso tra le cinque e le sei ore di viaggio.

6°g. 17/6 Yangm – Yamchun – Vrang – Langar (2909 mt)

Una panoramica deviazione conduce alla fortezza di Yamchun, abbarbicata su un promontorio che sovrasta la vallata di circa 400 metri. Più antica di circa un secolo rispetto alla rocca di Kakh-Kaha, la struttura sorge in una posizione quasi inaccessibile ed è nota per un’ingegnosa tecnica costruttiva: gli archeologi vi hanno scoperto strati di legno inseriti tra la muratura per renderla elastica e resistente ai terremoti. Poco oltre si raggiungono le fonti termali di Bibi Fatima Zahra, ritenute sacre dalla popolazione locale, dove si può fare un bagno rigenerante nell’apposita struttura realizzata grazie a contributi internazionali. Rientrati a Yamg, si visita l’interessante museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni accompagnati talvolta dal suo stesso pronipote, il poliedrico ideatore dell’esposizione. Proseguendo l’itinerario verso est s’incontra il sito buddista di Vrang che custodisce lo stupa di un antico complesso monastico risalente al VI-VII secolo. Si giunge infine a Langar per la cena e il pernottamento presso un’accogliente locanda a gestione familiare. Questo breve ed eclettico percorso copre un tragitto di circa 60 chilometri per un tempo di percorrenza complessivo stimato in circa un’ora e mezza di guida.

7°g. 18/6 Langar – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul – Yashikul – Murgab (3630 mt)

Si prosegue in direzione nord contemplando a ovest l’imponente profilo del picco Engels, maestosa cima di 6.510 metri d’altezza. Il paesaggio si fa gradualmente più arido e desolato introducendo i territori d’alta quota abitati dai nomadi kirghisi. Attraverso il passo di Khargush si abbandona la regione del Wakhan per fare ingresso nello sconfinato altopiano del Pamir. Oltre il valico si supera un suggestivo specchio d’acqua per poi immettersi sulla rinomata Pamir Highway M41 proveniente da Khorog. Seguendola brevemente verso ovest una deviazione conduce al lago Yashikul, incastonato a 3.700 metri di altitudine oltre un colle ad ovest del villaggio di Bulunkul, vera e propria gemma d’acqua purissima immersa tra le montagne selvagge. Ripresa la M41 in direzione nord-est ci si dirige verso Murghab, distante circa 140 chilometri dal lago. Lungo il percorso si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea locale e si sfiora il lago di Al-Balik, luogo sacro di pellegrinaggio dove le acque cristalline custodiscono pesci venerati dalla tradizione. Superato il passo di Nauzatash si giunge infine a Murghab, l’insediamento più importante dell’area, caratterizzato da un’interessante convergenza tra cultura kirghisa e tagika. Qui si alloggia presso l’Hotel Pamir due stelle e ci si merita una passeggiata tra le corsie del singolare mercato locale allestito nei container, famoso per i raffinati manufatti artigianali in feltro. L’intera tappa richiede complessivamente dalle sei alle sette ore di guida.

8°g. 19/6 Murgab – Rangkul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) – Karakul (3823 mt)

Il viaggio prosegue verso il bacino del grande lago Karakul con una deviazione nella valle di Rangkul, situata a circa 60 chilometri da Murghab. Arricchita dalle specchiature dei laghi Shor e Rang, la valle regala nelle giornate limpide un’incredibile vista sulla vetta del Muztagh Ata, imponente cima di 7.546 metri svettante oltre il confine cinese. Nel villaggio dove si consuma il pranzo è talvolta possibile provare l’esperienza di cavalcare i tradizionali cammelli batriani. Ritornati lungo “M41” si riprende la salita verso nord per valicare lo scenografico passo di Ak-Baital, il punto più alto del percorso, circondato da panorami mozzafiato. In questo tratto desta grande curiosità la lunga recinzione di confine che in diversi punti affianca la strada, contrassegnando la porzione di territorio ceduta al governo cinese. La discesa verso nord conduce infine al lago Karakul, straordinaria gemma turchese incastonata in un enorme bacino originato dall’impatto di un gigantesco meteorite. Sullo sfondo, oltre le acque del lago a nord-ovest, si erge la solenne parete del Picco Lenin (noto anche come Ibn Sina) con i suoi 7.134 metri di altitudine. Si alloggia per la notte presso una semplice e accogliente sistemazione locale. L’itinerario odierno comprensivo della deviazione per Rangkul si sviluppa per una lunghezza totale di circa 200 chilometri.

9°g. 20/6 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Sary Mogul (3200 mt)

Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord per valicare l’imponente catena dei monti Alay, propaggine occidentale del Tien Shan dominata dalla solenne presenza del Picco Lenin. Presso il passo di Kizil-Art si raggiunge il valico di confine: completate le formalità di uscita si salutano la guida e gli autisti tagiki per proseguire con l’équipe ed i veicoli kirghisi effettuando il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan alla base del passo. Il paesaggio cambia radicalmente rispetto alle desolazioni aride del Pamir dischiudendosi su un nuovo mondo fatto di sconfinati pascoli verdi punteggiate da tradizionali yurte e grandi mandrie. Giunti nella vasta vallata di Sary Tash, da cui la candida barriera del Pamir svetta imponente a meridione, si costeggiano le falde delle montagne procedendo verso ovest per circa 35 chilometri lungo la direttrice commerciale che dal passo di Erkeshtam al confine con lo Xinjiang cinese conduce fino alla capitale tagika. Si giunge infine al villaggio di Sary Mogul dove si alloggia presso una tipica locanda locale. L’itinerario odierno copre complessivamente una distanza di circa 135 chilometri.

10°g. 21/6 Sary Mogul – Achik Tash – Lago di Tulpar Kol, Pamir – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)

Imboccando una strada sterrata che si addentra verso sud nel cuore delle montagne si raggiunge l’Achik Tash Base Camp, situato a circa 3.600 metri di altitudine e celebre punto di partenza per le spedizioni alpinistiche dirette al Picco Lenin. Qui con una piacevole e breve camminata sull’altopiano si raggiunge l’incantevole lago Tulpar Kol, incastonato tra le imponenti vette degli Alay i cui pendii possono presentarsi ancora ricoperti di neve. Terminata l’escursione si intraprende il viaggio verso Osh: si rientra dapprima a Sary Mogul e Sary Tash per poi affrontare la salita al passo Taldyk, valico panoramico posto a 3.615 metri di quota, e scendere infine in città nel corso del pomeriggio. Si alloggia presso l’’Osh Grand Hotel Chavo quattro stelle, storica struttura del centro cittadino di origine sovietica oggi finemente ristrutturata e trasformata in una piacevole oasi di relax. In base all’orario di arrivo è possibile dedicarsi a una prima passeggiata nel vicino parco Navoi o tra i banchi del vivace bazar di Jayma. È l’occasione ideale per notare un curioso dettaglio diffuso in tutta la regione: i sorrisi ornati da denti d’oro. Un’usanza nata in passato per la duttilità e facilità di lavorazione di questo metallo rispetto alla ceramica, diventata nel tempo un vero e proprio simbolo di bellezza e prestigio sociale. Questa variegata tappa copre una distanza totale di circa 280 chilometri per un tempo di percorrenza stimato in circa sei ore di viaggio.

11°g. 22/6 Osh

Osh, situata ai margini della grande regione di Fergana, snodo storicamente conteso e ricco di fascino, è oggi una vivace e calda città a maggioranza musulmana. La visita prende il via con l’ascesa al Trono di Sulayman (Salomone), la leggendaria collina sacra che domina l’abitato e regala un magnifico panorama dall’alto. Percorrendo i sentieri del colle si raggiunge il Museo Storico e Archeologico, peculiare pre l’essere interamente scavato nella roccia e le cui sale ripercorrono le tappe fondamentali della storia del Paese. Usciti dal museo, costeggiando la grande moschea e l’adiacente cimitero, si giunge al mausoleo di Asaf Ibn Burhiya, importante meta di pellegrinaggio islamico custodita nella sua solennità esterna. Ci si trasferisce poi all’ingresso del Parco Navoi, un vivace luogo di ritrovo cittadino animato da giostre, bancarelle e tavoli all’aperto dove gli anziani del luogo con i caratteristici cappelli bianchi a punta (kalpak) si ritrovano per sorseggiare il tè e sfidarsi a scacchi. Si dispone quindi di tempo libero per esplorare lo storico Bazar di Jayma, situato a cinque minuti a piedi dall’hotel. Attivo nella medesima posizione fin dai tempi della Via della Seta e considerato tra i mercati più affascinanti dell’Asia Centrale, il bazar è un variopinto punto d’incontro per kirghisi, tagiki e uzbechi, ideale per perdersi tra le bancarelle di spezie, tappeti e sgargianti abiti tradizionali. Nel pomeriggio l’esplorazione continua nel Parco Petrovsky, dominato da una imponente statua di Lenin, testimonianza dell’epoca sovietica ancora ben conservata in Kirghizistan, e arricchito dai monumenti ai caduti della guerra russo-afghana e alle vittime del disastro di Chernobyl. La scoperta della città si completa infine con la visita alla chiesa ortodossa di San Michele.

12°g. Mercoledì 23 giugno, Osh – Uzgen – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)

Si lascia Osh contornando verso nord-est il confine uzbeko, che delimita la porzione più orientale della valle di Fergana, fino a raggiungere Uzgen (56 km). Considerata una delle città più antiche del Kirghizistan e fondata tra il I e il II secolo a.C., Uzgen fu capitale del khanato Kara-Khanide tra l’XI e il XII secolo e rappresentò uno snodo fondamentale per le carovane della Via della Seta in transito tra la valle di Fergana e Kashgar. Qui si ammirano il maestoso minareto dell’XI secolo e gli adiacenti mausolei, un prezioso complesso candidato a diventare patrimonio UNESCO, per poi immergersi nel colorato mercato locale, più intimo ma incredibilmente autentico. Si prosegue attraversando i margini settentrionali della piana e a partire da Jalalabad si imbocca la strada in direzione nord-est risalendo la catena montuosa di Fergana, propaggine occidentale del Tien Shan. Superato lo scenografico passo di Ak Moinok (2.940 mt) e seguendo gli spettacolari costoni delle montagne, si giunge infine a Kazarman dove si alloggia per la notte presso un’accogliente locanda a gestione familiare. Questa intensa tappa copre una distanza di circa 250 chilometri, con un tempo di percorrenza stimato tra le sette e le otto ore di viaggio.

13°g. 24/6 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) – Lago di Son-Kul (3016 mt)

Si procede in direzione est lungo la strada diretta a Naryn per poi deviare verso nord valicando l’imponente barriera montuosa attraverso lo scenografico passo di Moldo-Ashu. Si fa così ingresso nel bacino del lago Son-Kul, un magnifico specchio d’acqua di 270 chilometri quadrati incastonato tra le pasture d’alta quota. Cuore pulsante della transumanza estiva kirghisa la regione si popola nei mesi caldi delle famiglie nomadi e delle loro greggi. L’arrivo al campo, previsto dopo circa 5 ore (190 km), garantisce la sistemazione nelle tradizionali yurte. L’esplorazione del luogo prende il via con una piacevole passeggiata lungo le sponde del lago, spingendosi fino a una modesta collinetta che custodisce antichi petroglifi incisi sulla roccia da sciamani e nomadi delle steppe. Nel corso della giornata si assiste a una dimostrazione di Buzkashi (o Kokpar), lo spettacolare e viscerale sport equestre tradizionale dell’Asia Centrale in cui abili cavalieri si contendono il possesso di una carcassa di capra. Un’usanza dai tratti epici le cui origini risalgono ai tempi delle scorrerie mongole, perfetta testimonianza dell’indissolubile simbiosi tra il popolo kirghiso e i propri cavalli. Per chi lo desidera è inoltre possibile noleggiare un cavallo per un’escursione tra le sconfinate praterie dell’altopiano. La notte trascorsa in questo ambiente incontaminato regala un’emozione unica: il riposo al caldo delle accoglienti yurte au bord du lac è coronato dallo spettacolo di un limpido e grandioso cielo stellato d’alta quota.

14°g. 25/6 Son Kul – Passo di Kalmack Ash (3447 mt) – Kochkor – Burana – Bishkek

Si saluta il bacino del Son-Kul puntando verso est e oltrepassato il panoramico passo di Kalmak-Ashu si scende al villaggio di Kochkor. Qui la visita a un piccolo laboratorio artigianale svela i segreti della lavorazione del feltro, arte antichissima e simbolo dell’identità nomade kirghisa. Proseguendo verso nord-est si costeggia un tratto del bacino di Orto Tokoi per poi dirigersi verso la capitale. Raggiunto il corso del fiume Chu, che in più punti segna il confine naturale con il Kazakistan, una breve deviazione porta ai resti dell’antica città dove si innalza la monumentale Torre di Burana. Costruita nel XII secolo e ritenuta in origine un minareto, è uno dei simboli più noti del Kirghizistan e si può salire fino alla cima. Accanto alla torre si trova una raccolta di balbal, stele funerarie in pietra scolpite dai popoli nomadi per onorare i membri più illustri della comunità. Raffigurano per lo più uomini e più raramente donne che reggono una coppa, segno di lealtà verso il sovrano, con un pugnale o una spada alla cintura a indicare il rango di guerrieri, capi tribù o sciamani. Pur nella semplicità quasi primitiva dell’intaglio i volti mostrano espressioni sorprendentemente varie. Arrivati a Bishkek ci si sistema all’Hotel Ramada quattro stelle in posizione centrale. La scoperta della capitale comincia a pochi passi dall’hotel con una passeggiata nell’Oak Park, gradevole polmone verde impreziosito da sculture all’aperto, fontane e monumenti commemorativi. Si prosegue a piedi fino al Museo Statale di Storia che raccoglie un ricco patrimonio dedicato alla cultura e alle tradizioni kirghise. Sulla vasta piazza di fronte sventola una grande bandiera nazionale sorvegliata dalla guardia d’onore e ai suoi piedi si erge la statua equestre di Manas, eroe leggendario. Il poema epico che porta il suo nome racconta come riunì le quaranta tribù del Paese nella lotta per l’indipendenza, impresa ricordata ancora oggi dai quaranta raggi del sole giallo al centro della bandiera. La giornata si chiude tra i banchi del grande e animato bazar cittadino prima della cena in un ristorante tipico della capitale.

15°g. Sabato 26 giugno, volo di rientro

I voli per l’Italia partono solitamente al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

COSTO DEL VIAGGIO

€ 3600 – minimo 4 massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, per E.A. possono essere estesi i massimali con un costo da € 48 a € 72 in funzione del valore di assistenza medica assicurato ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa a partire da 5,5% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli intercontinentali se richiesta, il permesso per la regione del Pamir tagiko, i trasporti, la pensione completa, le escursioni e le attività indicate nel programma, la presenza dell’accompagnatore italiano e delle guide locali che parlano la lingua inglese in Tagikistan e Kirghizistan.

La quota non comprende: i voli intercontinentali, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli intercontinentali per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi: € 100 con 6 partecipanti, € 400 con 5 o 4; Per la stanza singola € 330; si segnala che in Tagikistan nelle locande famigliari solitamente la singola non è disponibile e che in Kirghizistan al lago Son Kul la yurta singola non viene sempre garantita per via del loro basso numero, ma si cerca di accontentare ogni richiesta.

Visti e documenti: Per entrambi i paesi non viene richiesto un visto per i cittadini italiani, serve un passaporto con sei mesi di validità minima dal momento dell’arrivo. Giunti a Dushambe viene apposto sul passaporto il timbro d’ingresso. Amitaba si occupa di ottenere il permesso aggiuntivo “GBAO Permit”, necessario per visitare il Pamir.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Monti dell’Hindu Kush
Torre di Burana
Lago Yashikul
Ragazzino del Wakhan
Lago Karakul
Gioco del Buzkashi
Sary Tash, monte Lenin
Dushanbe, Museo Archeologico
Ragazza di Dushanbe
Dushambe, la moschea
Ponte, fiume Panj
Monte Karl Marx (6750 mt)
Yangm, museo Sufi
Casa pamira
Forte di Yamchun
Lago Yashikul
Burunkul
Rankul, preparazione cammelli
Rankul, donne
Passo Taldyk, monte Lenin
Passo Taldyk
Osh, mercato
Passo Moldu-Ashu,
Kochkor, cimitero
Son Kul, pastore
Rudaki, il poeta nazionale tagico

RICHIESTA INFORMAZIONI

Per qualsiasi domanda e curiosità,
compilare questi campi:

NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.