Nepal
L’Alta Via del Solo Kumbhu, trek all’Everest
Con Gokyo Ri (5483 mt), Kala Pattar (5554 mt), Chhukung Ri (5500 mt)
Ponte verso Namche
Gokyo
Valle di Thame
Ghiacciaio del Cho Oyu
Visuale dal Kala Pattar
Sintesi del viaggio
Il Solo Khumbu del Nepal, dove l’Everest troneggia maestoso circondato da una corona di vette di epica bellezza, è una delle regioni più spettacolari del pianeta e, per gli appassionati della montagna, una delle mete più sognate e ambite. Questo trekking, nato da una quarantennale esperienza sul campo, ne svela le parti più preziose e autentiche attraverso un percorso che valica i tre passi più panoramici della regione — il Cho La, l’Awi La e il Kongma La — e conduce sulla vetta di tre montagne di straordinaria bellezza, raggiungibili senza alcun impegno tecnico: il Gokyo Ri (5.483 m), il Kala Pattar (5.554 m) e il Chhukung Ri (5.500 m). Un’Alta Via che percorre il meglio di quanto la natura sappia offrire nella terra degli Sherpa, vero cuore pulsante dell’Himalaia, regalando panorami di rara magnificenza e la sensazione profonda di camminare sul tetto del mondo.
Presentazione del viaggio
Le due principali alte valli del Solo Khumbu sono, da ovest ad est, quella di Gokyo che oltre Namche Bazar, la ‘capitale’ degli Sherpa, si dirama in direzione nord fino alla base del Cho Oyu; e quella principale che porta al campo base dell’Everest aggirando le straordinarie pareti del Nuptse. Il programma prevede di visitarle entrambe collegandosi da una all’altra attraverso i passi del Cho e di Awi e, dopo aver raggiunto la base dell’Everest, di arrivare al Lhotse attraverso il passo del Kongma, tracciando così un’Alta Via che regala prospettive e visuali meravigliose. Arrivati in volo a Lukla si inizia il cammino andando a Namche Bazar, il villaggio principale della regione; per favorire l’acclimatazione da qui si risale la bella valle che porta a Thame ed a seguire si trascorre una notte al villaggio di Khumjung. Si prosegue per Gokyo, dove si esplorano anche i laghi alti che offrono stupende prospettive verso l’Everest, e si sale il Gokyo Ri (5483 mt), un punto panoramico di una bellezza che va oltre l’immaginabile: la visuale spazia dal Cho Oyu al massiccio dell’Everest e ad est fino al Makalu. Si lascia la valle di Gokyo attraversando il ghiacciaio (morenico, senza problemi di crepacci) e si valica il passo del Cho (5420 mt); si lascia il deflusso della valle salendo al passo dell’Awi Peak (5245 mt), con visuali uniche in particolare sul Nuptse, e si scende al ghiacciaio che fluisce dall’Everest, seguendolo da qui fino a Gorak Shep, da dove si raggiunge il campo base e si sale sul Kala Pattar, uno dei punti panoramici più celebri dell’Himalaia. Rientrati a Lobuche si sale il passo di Kongma (5535 mt) con indimenticabili panoramiche sul Lhotse e sull’Ama Dablam, arrivando da qui a Chhukung ai piedi della gigantesca parete sud del Lhotse. Si sale il Chhukung Ri (5500) di rimpetto al Lhotse, con panorami che ad est si estendono fino al Manaslu; qui si potrà anche esplorare il bacino glaciale a nord dell’Ama Dablam, che lascia basiti per l’imponenza degli anfiteatri glaciali a canna d’organo. Inizia quindi il percorso di ritorno, che segue il deflusso della valle riportando a Namche Bazar via Tengboche, e da qui a Lukla per volare a Katmandu.
Guida il viaggio Giuseppe Magrin, esperto conduttore di trek e spedizioni in tutto il mondo, incluso in più occasioni il Nepal. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.
NOTA TECNICA
Il programma tiene conto della necessaria progressione di quota per l’acclimatazione e le tappe sono ragionate sulla base di una lunga esperienza. Non è un percorso tecnico, non bisogna essere alpinisti e basta avere sufficiente determinazione; in sintesi è un trekking adatto a persone in salute che abbiano un’adeguata forma fisica. Durante il trekking per l’alloggio si utilizzano i lodge, piccoli rifugi costruiti dagli Sherpa che consentono di dormire più caldi rispetto alla tenda, ed offrono del buon cibo.
È necessario attrezzarsi per le basse temperature. Durante il trekking si dorme sempre nei “Lodge”, i rifugetti himalaiani che sono abbastanza confortevoli; è importante comunque avere un sacco a pelo omologato per i – 10°, vestiario e calzature che consentano il confort a queste temperature e siano adatti anche a resistere alla neve o alla pioggia. È un fattore di prudenza, perché non è usuale avere –10°C in questa stagione. Si segnala che a volte nelle locande himalaiane non è possibile avere la stanza singola.
Programma del viaggio
1°g. Venerdì 2 aprile, partenza per il Nepal
Per andare a Katmandu non ci sono collegamenti diretti dall’Italia e molti viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India o utilizzano linee aeree che fanno scalo in Medio Oriente; vi è un’ampia scelta e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva.
2°g. 3/4 Arrivo a Katmandu
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra. L’hotel, divenuto oggi forse un poco vetusto, rimane uno dei luoghi preferiti dai viaggiatori storici: immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. Chi lo desidera, una volta giunti in hotel potrà recarsi con una passeggiata a visitare il vicino Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle.
3°g. 4/4 Katmandu – Ramechhap
L’aeroporto di Lukla, punto di accesso della regione dell’Alto Kukbu, è servito solo dall’aeroporto di Ramechhap, Si parte così per questo villaggio, situato a sud est di Katmandu, un viaggio di circa 120 km che richiede fino a 5 ore; il percorso offre dei bei panorami di queste regioni meridionali dell’Himalaia. Si alloggia presso il Freedom resort o simile.
4°g. 5/4 Ramechhap – Lukla – Bengkar (2650 mt)
Partenza in volo per Lukla, tipico aeroporto himalaiano appeso al bordo di una valle a circa 2800 mt di quota, che si raggiunge in circa 30 minuti. Si inizia già oggi il cammino con una facile tappa di circa quattro ore, scendendo al fiume Dudh Kosi e risalendo verso nord la valle che porta a Namche Bazar; si transita da Phakding e si prosegue fino a Bengkar, dove i lodge sono forse meno belli che a Phakding, ma si gode della vista del Tamerseku.
5°g. 6/4 Bengkar – Namche Bazar (3440 mt)
Si segue il corso del fiume Dudh Koshi tra foreste di rododendri e pini, attraversando i caratteristici ponti sospesi tibetani, fino alla base della ripida salita che porta a Namche Bazar, il vivace centro principale della comunità Sherpa, cuore commerciale e culturale dell’intero Solo Khumbu. Tappa di circa cinque ore.
6°g. 7/4 Namche Bazar – Thame (3800 mt)
Per favorire l’acclimatazione si risale verso ovest lungo un sentiero panoramico che percorre la valle del fiume Bhote Koshi fino al tranquillo villaggio di Thame, alle porte della selvaggia valle che conduce verso il Rolwaling. Il paese ospita un antico e affascinante monastero buddista, ancora oggi centro di vita spirituale per la comunità locale. Tappa di circa quattro ore e mezza.
7°g. 8/4 Thame – Khumjung (3790 mt)
Si rientra verso Namche e, nei pressi della “capitale” Sherpa, si imbocca il sentiero più alto che conduce al suggestivo villaggio di Khumjung, adagiato su un poggio panoramico con vista straordinaria sull’Ama Dablam e sul Thamserku. Il paese custodisce uno dei monasteri più venerati della regione, che conserva — secondo la tradizione locale — un autentico scalpo di Yeti. Tappa di circa quattro ore.
8°g. 9/4 Khumjung – Luza (4360 mt)
Si segue il sentiero che si inerpica per i costoni della montagna arrivando fino alla panoramicissima spalla del villaggio di Mong e da qui si prosegue con una discesa di circa 400 mt che porta a Phortse Tenga, da dove si inizia a risalire il fiume che origina dal ghiacciaio del Cho Oyu arrivando gradatamente attraverso un territorio arboreo ed umido verso le pasture più alte ed attraversando alcuni alpeggi. Si sosta per il pranzo a Dole (4200 mt, o anche prima se si procede piano, e da qui si prosegue per il vicino alpeggio di Luza. Tappa di circa sei ore.
9°g. 10/4 Luza – Gokyo (4750 mt)
Si prosegue camminando tra le pasture degli yak, con visuali sempre entusiasmanti, attraverso l’alpeggio di Machhermo (4410 mt) con la visuale Cho Oyu verso nord che completa l’orizzonte. Si arriva ad un primo lago e poco oltre si giunge al lago turchese di Gokyo. Tappa di circa cinque ore. Chi se la sente potrà cimentarsi già questo pomeriggio con una salita al Gokyo Ri (5483 mt) per ammirare un indimenticabile tramonto. (NB: in funzione della forma fisica dei partecipanti ed alla qualità dell’adattamento ottenuta il capogruppo potrà decidere di variare il programma dei due giorni successivi).
10°g. 11/4 Gokyo, escursione ai laghi dell’Alta Valle di Gokyo
Da Gokyo si segue il sentiero che porta verso il Cho Oyu tra le morene erbose che costeggiano due stupendi laghi ed arrivando fino alla testa della valle, a circa 5000 metri di quota. Si esplora quest’area stupenda dove vi sono diverse escursioni possibili, non tecniche, e si potrà provare a salire la vetta di una delle cime circostanti per godere della piena visuale dei ghiacciai, che da questo punto regalano una visuale straordinaria verso l’Everest, oltre al Cho Oyu ed allo Gyachung Kang. Si rientra a Gokyo nel tardo pomeriggio.
11°g. 12/4 Gokyo – Gokyo Ri (5483 mt) – Taknak (4700 mt)
Si parte prestissimo, per godere delle prime luci del mattino dalla vetta del Gokyo Ri (5483 mt). La salita è facile, segue un sentiero che si inerpica lungo crinali erbosi, e richiede al massimo tre ore se l’acclimatazione è sufficiente. La visuale da qui per alcuni appassionati viaggiatori che hanno viaggiato estensivamente è ritenuta la più bella in assoluto al mondo! Lo sguardo spazia dal Cho Oyu ad ovest fino al Makalu ad est, si hanno di fronte il Gyachung Kang, la vetta de Pumori e la triade inimmaginabile di Everest, Lhotse e Nuptse, a sud il Numbur, ai piedi il ghiacciaio del Cho Oyu con il lago turchese di Gokyo e tutto all’intorno una miriade di atre vette dalle forme che sembrano scolpite da un artista celeste per rapirci con la loro bellezza. Dopo il pranzo si parte per Taknak attraversando il ghiacciaio che fluisce dal Cho Oyu. Il ghiaccio è coperto dai sassi, il percorso è segnato da ometti di pietra e non presenta pericoli. Raggiunto il versante orientale s’incontra l’alpeggio di Taknak, dove ci si accomoda per la notte. Da Gokyo sono circa tre ore.
12°g. 13/4 Taknak – Cho La (5420 mt) – Dzonglha (4830 mt)
La salita al passo del Cho La inizia con una prima parte ripida alle spalle dell’alpeggio e prosegue attraverso diversi costoni che portano alla base della rampa che sfocia sul passo, un tratto questo spesso coperto dalla neve. La parte iniziale della discesa transita da un nevaio e, dopo un tratto più ripido, attraversa una zona di alpeggi; la valle di discesa è particolarmente spettacolare. Si sosta per la notte a Dzonglha. La salita al passo richiede al massimo quattro ore, la discesa a Dzonglha massimo due.
13°g. 14/4 Dzonglha – Awi La (5245 mt) – Lobuche (4830 mt)
Si segue la dorsale settentrionale della valle per salire al passo dell’Awi La, un punto di passaggio vicino alla vetta dell’Awi Peak dove si trovano alcuni punti di campo alti utilizzati per la salita al Lobuche; da questo punto si ha una stupenda visuale del Nuptse, del Lhotse e dei monti a sud. Procedendo, si scende nella valle che conduce all’alpeggio di Lobuche. Chi preferisse, invece di salire al passo può seguire il sentiero che gira attorno alla base dell’Awi scendendo fino a Duglha (4620 mt) e raggiungendo in quel punto la valle principale che porta a Lobuche, un percorso di circa 3 ore e mezza. La via dell’Awi La se si è allenati necessita solo circa un’ora in più, e richiede un minimo di familiarità con la progressione su roccia. Da Lobuche ci si reca a visitare la Piramide del CNR, una facile passeggiata di circa mezz’ora.
14°g. 15/4 Lobuche – Gorak Shep (5100 mt); escursione al campo base
Si seguono le morene lungo i bordi del ghiacciaio godendo della vista del Pumori che si erge di fronte; dopo l’attraversamento di un ghiacciaio che confluisce dal lato della valle, anche questo coperto da sassi e senza pericolo di crepacci, si arriva a Gorak Shep, impiegando circa due ore e mezza. Da qui il campo base dell’Everest, situato di fronte alla famosa cascata di ghiaccio che presenta il formidabile ostacolo all’ingresso della Valle del Silenzio, dista circa due ore; chi lo desidera può recarvisi, rientrando poi a Gorak Shep per la notte.
15°g. 16/4 Salita al Kala Pattar (5545 mt) – Lobuche
La salita al Kala Pattar, uno dei punti panoramici più celebri al mondo, non presenta difficoltà ed impegna per circa due ore. Da qui si vedono la parte alta della Valle del Silenzio ed il Colle Sud dell’Everest, e si ha la piena visuale della vetta in tutta la sua maestosità; attorno, lo sguardo spazia dal Lhotse al Nuptse, con la fantastica piramide del Pumori che occhieggia a nord ed il fiume di ghiaccio che scorre ai nostri piedi verso sud, con una selva di incredibili pinnacoli che contornano tutto l’orizzonte! Nel pomeriggio si torna a Lobuche.
16°g. 17/4 Lobuche – Kongma La (5535 mt) – Chhukung (4730 mt)
Si attraversa il ghiacciaio, coperto da sassi e senza pericolo di crepacci, portandosi sul versante orientale della valle e iniziando la salita dell’altro versante. Le parti ripide del percorso sono in prossimità del passo, che offre uno dei più bei panorami del versante sud del Lhotse, una parete alta 4000 metri, ritenuta una delle più difficili di tutto l’Himalaia. Superato il passo e raggiunte le pasture della valle si arriva all’alpeggio di Chhukung, situato a nord dell’Ama Dablam. Tappa di circa sette ore. Chi preferisse, invece di salire al passo può seguire il sentiero che porta a Dingboche lungo i versanti settentrionali della vallata e proseguire da qui fino a Chhukung.
18°g. 19/4 Chhukung – Tengboche (3867)
Si seguono le morene erbose e si attraversano diversi villaggi iniziando da Dingboche; a Pangboche si trova anche un piccolo monastero. Arrivati a Tengboche (circa quattro ore) si gode della spettacolare parete sud dell’Ama Dablam, uno dei luoghi iconici del Nepal, e si può visitare il celebre Gompa.
19°g. 20/4 Tengboche – Manjo (2860)
Da Temboche si scende al fiume (3250) e si risale il versante settentrionale della valle verso Namche Bazar (3440). Da qui si scende di nuovo verso il fiume e, sul fondovalle, si giunge in breve a Manjo. La tappa richiede da cinque a sei ore.
20°g. 21/4 Manjo – Lukla (2800)
Si ripercorre il sentiero con cui si era giunti fino a Lukla, un atappa di circa quattro ore.
21°g. 22/4 Lukla – Ramechhap – Katmandu
Si parte in volo per Ramechhap e da qui si prosegue in auto per Katmandu, dove si alloggia nel medesimo hotel.
22°g. 23/4 Katmandu
Giornata a disposizione. In serata è prevista una cena conviviale con uno spettacolo folk.
23°g. 24/4 Katmandu e volo di rientro
Tempo libero fino a quando ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transitasse dall’India.
24°g. Domenica 25 aprile, arrivo a destinazione
COSTO DEL VIAGGIO
€ 2800 – Minimo 4 e massimo 12 partecipanti
La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, per E.A. possono essere estesi i massimali con un costo a partire da € 48 in funzione del valore e della durata dell’assistenza medica assicurata ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa a partire da 5,5% del valore del viaggio), i trasporti in Nepal inclusi i voli interni (si segnala che sui voli interni sono inclusi 15 kg di bagaglio, l’eccedenza richiede un supplemento), le colazioni, la pensione completa durante il trekking iniziando dalla cena del 4/4 ed includendo al cena del 23/4 a Katmandu, i permessi di trekking con anche l’ingresso al Parco Nazionale, il servizio di porteraggio per 15 kg di bagaglio, la presenza dell’accompagnatore italiano e di una guida locale.
La quota non comprende: i voli internazionali, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.
Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli internazionali su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.
Supplementi: € 310 per la singola (NB: durante il trekking non è sempre garantita), € 100 con 8 o 7 partecipanti, € 200 con 6 o 5, € 450 con 4.
Visti e documenti: il visto nepalese può essere ottenuto all’arrivo a Katmandu, 30 giorni costano $ 50; il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’ingresso in Nepal (portare alcune fototessera, che possono servire – non sempre le chiedono – per il visto e per i permessi di trekking).
Riferimento valutario: prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 26/6/2026 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1401, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Visuale da Gokyo Ri
Valle del Kumbhu
Ponte verso Namche
Gokyo
Valle di Thame
Ghiacciaio del Cho Oyu
Visuale dal Kala Pattar
Valle e ponti verso Namche
Namche Bazar
Villaggio verso Thame
Lawudo Gompa
Arrivando a Thame
Villaggio di Thame
Villaggio di Kumjung
Lhotse e Ama Dablang
Vette a nord del Kangtega, salendo a Dhole
Macchermo, combustibile naturale!
Cho Oyu, arrivando a Gokyo
Everest e Nuptse, da alto Gokyo
Laghi di Gokyo
Arrivando al Cho La
Cho La
Discesa dal Cho La
Kongma La visto da Awi La
Yak sulle morene
Monaci a Thame Gompa
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compilare questi campi:
NORME E ASSICURAZIONI
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.
DOCUMENTI DI VIAGGIO
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PAESI E TRADIZIONI
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