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Mauritania


Un tour completo: Aukar, Adrar e Arguin

Con le oasi storiche di Oualata, Tichit e Chinguetti


Villaggio nei pressi di Rosso

Makhrouga

Pista dell’Aukar, mercante

Oasi di Mhereth

Nouakchott, barche dei pescatori

PARTENZA
24/2/2027
RITORNO
10/3/2027
DURATA
15 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
COSTO
€ 2450
GUIDA
Alessandro Zuzic

 Sintesi del viaggio


L’itinerario offre una visione ampia della Mauritania, unendo in un unico viaggio le aree meridionali a ridosso del Senegal, le remote regioni carovaniere del sud-est con il deserto dell’Aukar e le mitiche oasi di Oualata, Tichit (entrambe Patrimonio UNESCO) e Tijikja, giungendo poi da qui tra i santuari sahariani dell’Adrar fino alla storica Cinguetti (UNESCO), quindi Ben Amera ed il Parco si Argin sulla costa oceanica a nord. Il viaggio si svolge prevalentemente lungo piste e spettacolari tracciati fuoristrada a bordo di moderni veicoli 4×4, con un massimo di tre passeggeri per vettura. Si trascorrono nove notti in campi tendati ben allestiti alternati a pernottamenti in hotel. La spedizione descrive un grandioso anello con inizio e fine nella capitale Nouakchott: arrivati a Rosso, al confine col Senegal, si transita da Kiffa giungendo a Nema e da qui si prosegue per le leggendarie e remote culle carovaniere di Oualata e Tichitt, e si risale fino ai profondi canyon dell’Adrar, avendo come meta la città santa di Chinguetti. Da qui il percorso segue le tracce del leggendario treno del deserto fino ai colossali monoliti di Ben Améra ed Aisha, prima di raggiungere la costa selvaggia del Parco Nazionale del Banc d’Arguin, dove l’infinito mare di dune si fonde con le acque dell’Oceano Atlantico.

  • Nouakchott
  • Rosso
  • Boghé
  • Kiffa (passando per Aleg)
  • Ayoun el Atrouss
  • Nema
  • Oualata
  • Mekhrouga
  • Tichitt
  • Tijikja
  • Matmata
  • Valle bianca
  • Tergit
  • Mhereth
  • Chinguetti (via deserto)
  • Agrour
  • Fort Saganne
  • Atar
  • Ben Amera e Aisha
  • Banc D’Arguin
  • Nouakchott

 Presentazione del viaggio


IL DESERTO MAURITANO

Il deserto mauritano si rivela come un mosaico di meraviglie naturali: dalle dune che digradano fino a lambire l’oceano ai canyon che nascondono oasi rigogliose, fino ai colossali monoliti rocciosi che si stagliano nel nulla. Questo scenario è arricchito da antiche città carovaniere e siti preistorici, silenziose testimonianze di una storia millenaria e del costante mutamento dell’ambiente sahariano. Infatti nel corso delle ere geologiche il Sahara ha avuto cicli alterni di aridità a di maggior rigoglio che gran parte degli scienziati attribuisce alle variazioni dell’orbita terrestre che influenzano l’andamento e lo spostamento dei monsoni. L’ultimo “Periodo Umido Africano”, avvenuto tra 11.000 e 5.000 anni fa, trasformò le dune in una savana ricca di laghi e fiumi permanenti. Durante questo lungo intervallo di tempo l’attuale deserto ospitava una fauna diversificata e comunità umane stanziali, come dimostrano le numerose pitture rupestri arrivate fino a noi.

PERCORSO DEL VIAGGIO

Partendo dalla giovane capitale Nouakchott, fondata nel 1958 che oggi ospita circa un milione e mezzo di abitanti, il percorso si snoda verso meridione per raggiungere Rosso, dinamica città di frontiera affacciata sul grande fiume Senegal. Da qui si segue la traccia del grande fiume fino a Boghé, da dove ci si allontana dal confine per dirigersi verso la Mauritania più interna fino a Kiffa, arrivando in due giorni di a Nema, dove una sosta in hotel precede l’immersione nel grande silenzio delle piste sahariane dell’Aukar. Ci si addentra così verso la splendida Oualata e da qui ci si tuffa nel profondo deserto, avendo come punto di riferimento la splendida Roccia dell’Elefante, approdando alla remota oasi di Tichitt, entrambe elette a Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Queste due splendide culle carovaniere, l’una celebre per le raffinate pitture geometriche realizzate dalle donne sulle facciate e l’altra per i suoi austeri e millenari vicoli interamente edificati in pietra locale, rimangono i testimoni del glorioso passato commerciale trans-sahariano. Il viaggio prosegue toccando Tijikja e la spettacolare guelta di Matmata, un miracolo d’acqua permanente incastonato tra pareti rocciose scure dove sopravvivono i rari e schivi coccodrilli del deserto, per poi lasciare la parte meridionale del Paese in direzione dell’Adrar, uno dei territori più spettacolari e primordiali del Sahara Occidentale, dove tra canyon profondi e distese sabbiose vive la fiera e ospitale popolazione dei Mauri. L’itinerario penetra tra le sabbie chiarissime della celebre Valle Bianca, visitando i lussureggianti palmeti di Terjit e Mhereth, veri angoli di pace e frescura racchiusi dalla pietra, oltre a toccare gli spettacolari punti panoramici del passo di Tifoujar e le selvagge gole di Tezent, custodi di antiche pitture rupestri. Giunti a Chinguetti, la settima città santa dell’Islam riconosciuta dall’UNESCO dal 1996, si scopre una realtà unica in perenne lotta contro l’avanzata delle dune dell’Erg Ouarane, fiero scrigno di antiche biblioteche private che testimoniano una cultura islamica colta, tollerante e scientificamente raffinata. Da qui la spedizione prosegue superando lo scenografico passo di Amogjar e l’evocativo Fort Saganne, sospeso nel tempo, che fu scelto come set cinematografico da Gérard Depardieu, e prima di raggiungere Atar, animata dal suo vivace vecchio bazar. Il cammino intercetta quindi la leggendaria ferrovia trans-sahariana, dove si assiste allo sferragliare dei convogli minerari più lunghi e pesanti del pianeta, giganti d’acciaio che fendono il nulla sollevando nubi di sabbia maestose come un ghibli. In questo lembo remoto a ridosso del Sahara Occidentale si ergono i colossali monoliti di granito di Ben Améra (secondo al mondo per dimensioni solo ad Uluru) e di Aisha, ai cui piedi si scopre una singolare e affascinante galleria d’arte contemporanea a cielo aperto nata nel 2000. Procedendo verso occidente e superando le febbrili aree di Chami legate alla ricerca dell’oro, si guadagna infine la costa oceanica nel Parco Nazionale del Banc d’Arguin, dove le dune del Sahara si dissolvono magistralmente nelle acque dell’Atlantico. Tra i villaggi dei pescatori Imraguen e immensi stormi di uccelli marini migratori, si intraprende la navigazione a bordo di un’imbarcazione tradizionale, per poi dirigersi in fuoristrada lungo l’infinita linea di battigia verso sud. Il rientro a Nouakchott svela lo spettacolo travolgente del mercato del pesce sulla spiaggia, un microcosmo frenetico e variopinto dominato dalle piroghe colorate tirate a secca e dai faticosi rituali del lavoro quotidiano, concludendo questa intensa ed emozionante spedizione con la visita ai laboratori artigianali locali, una sosta al Museo Nazionale ed un’ultima conviviale cena in città.

I dettagli delle tappe sono indicati nel Programma del Viaggio. Accompagna il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba che ha già esplorato estensivamente il Paese, con l’ausilio di una guida locale. Sono previsti al massimo 12 partecipanti.

NOTA TECNICA

L’itinerario si svolge per lunghi tratti su percorsi fuoristrada in pista e fuoripista che spesso seguono il tracciato di altri veicoli mentre in diverse aree si raggiungono territori privi di precedenti passaggi. Lasciata la capitale si utilizzano campi mobili per nove notti in tutto, intervallati da soste in piccoli hotel locali; si alloggia in albergo a Nema., Chinguetti e Nouakchott, mentre a Mhereth si sosta presso un’accogliente struttura locale dotata di docce e servizi. I campi vengono allestiti con classiche e spaziose tende locali, più comode rispetto ai modelli tipo igloo, fornite di materassi a terra e si ha a disposizione una tenda comune con tavoli e sedie; viene fornita tutta l’attrezzatura ad eccezione del sacco a pelo. I pasti vengono preparati dal nostro personale; si giunge nei punti di campo solitamente verso le 17.30, dove si può gustare del tè o del caffè in attesa dei tramonti ed a seguire si cena. È possibile avere cibo vegetariano. Per lavarsi nei campi vengono portate alcune taniche d’acqua a disposizione dei viaggiatori. I veicoli utilizzati sono tipo Toyota Hilux 4X4 o simili con massimo 3 passeggeri per veicolo, oltre all’autista. La stagione è ottima, con temperature medie che vanno da 29 gradi di giorno a 16 di notte. I collegamenti telefonici sono possibili per buona parte del percorso ma non ovunque. Si raccomanda di non portare con sé degli alcolici nel bagaglio perché in Mauritania sono vietati.

 Programma del viaggio


1°g. Mercoledì 24 febbraio, partenza per la Mauritania

Per raggiungere Nouakchott, capitale della Mauritania, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori.

2°g. 25/2 Nouakchott – Rosso – Boghé – Kaédi

Lasciata la capitale la rotta punta a sud verso Rosso, vivace città di frontiera sul fiume Senegal dove l’ambiente si trasforma radicalmente aprendosi sulle infinite pianure del Sahel. Da qui il percorso si snoda lungo la fertile fascia meridionale della Mauritania, dominata da palme doum, campi di miglio e dalle mandrie dei pastori Peul, custodi di uno stile di vita che contrasta sorprendentemente con l’aridità del nord. Oltrepassato l’avamposto fluviale di Boghé, si raggiunge Kaédi, importante capoluogo regionale e affascinante crocevia culturale dove le tradizioni dei nomadi e delle popolazioni sedentarie si fondono nell’animata vitalità dei mercati locali. All’arrivo viene allestito il campo tendato nei dintorni della città, immersi nella quiete della natura saheliana.

3°g. 26/2 Kaédi – Kiffa – Guelta di Fam Lekheverat

Si prosegue verso Kiffa, capoluogo della regione dell’Assaba e nevralgico fulcro commerciale della Mauritania interna. Il percorso si snoda attraverso una savana che si fa progressivamente più arida, dove la vegetazione si dirada cedendo il passo alle tonalità ocra e dorate che domineranno i giorni a venire. A Kiffa i mercati, ricchi di merci e manufatti provenienti da tutta la regione, offrono uno spaccato genuino e pulsante della quotidianità mauritana, al di fuori dei circuiti turistici convenzionali. Nel pomeriggio si raggiunge la guelta di Fam Lekheverat, dove quando piove i bacini d’acqua sono preziosamente incastonati tra imponenti pareti di roccia scura levigata dal vento. Cena e pernottamento in campo mobile nei pressi della guelta.

4°g. 27/2 Guelta di Fam Lekheverat – Nema

La mattinata inizia salutando la quiete della guelta, per poi rimettersi in marcia verso est. Ci si addentra nella regione dell’Hodh el-Gharbi, oltrepassando la suggestiva cittadina di Ayoun el-Atrouss, celebre per il suo paesaggio caratterizzato da formazioni rocciose. Da qui la rotta punta decisa verso Néma, porta d’accesso alle regioni più remote e affascinanti dell’est mauritano. Si alloggia presso un albergo locale.

5°g. 28/2 Nema – Oualata – Campo (dopo Oualata)

La partenza mattutina da Néma segna l’ingresso nella dimensione più avventurosa del viaggio; superando piste isolate e dune che si moltiplicano a perdita d’occhio, ci si immerge nel silenzio assoluto del Sahara fino a raggiungere la leggendaria Oualata, antico approdo carovaniero e patrimonio UNESCO. Questa città fu per secoli il terminale meridionale delle rotte trans-sahariane, un crocevia antropologico e commerciale che connetteva il mondo berbero con Timbuctù ed i regni del Mali, accogliendo carovane cariche di oro, sale e avorio. Passeggiare tra i suoi vicoli silenziosi e le caratteristiche case in arenaria rossa significa compiere un vero viaggio nel tempo, dove la meraviglia più grande è rappresentata dallo straordinario patrimonio artistico custodito dalle donne locali che conservano la tradizione di decorare le facciate e gli interni delle abitazioni con raffinati motivi geometrici, utilizzando i pigmenti naturali della terra (ocra, bianco e terracotta) e trasformando la città in un museo a cielo aperto, che esprime l’identità profonda di questa comunità. Si prosegue verso nord ovest per allestire il campo tendato.

6°g. 1/3 Verso Tichitt

Si riprende la strada verso nord ovest per varcare definitivamente la soglia del grande Aukar, un’immensa depressione desertica nel cuore sud-orientale della Mauritania, un regno di solitudine assoluta dove le piste svaniscono tra imponenti cordoni di dune dorate e silenzi primordiali. Antico mare interno che in epoca neolitica ospitò una fiorente civiltà verde, questo affascinante bacino si rivela oggi come uno dei segreti meglio custoditi del Sahara, offrendo l’emozione di una vera e propria navigazione geografica ed emotiva sospesa fuori dal tempo. Lungo il tragitto attende l’incontro con Makhrouga, un monumentale sperone di arenaria scolpito dall’erosione eolica che si erge come una bizzarra cattedrale naturale tra le sabbia, dove la forza degli elementi ha saputo plasmare la roccia fino a farle assumere le sembianze di un elefante. Si pone il campo nel deserto per godersi la notte stellata.

7°g. 2/3 Arrivo a Tichitt

Dopo lunghi tracciati sahariani si arriva a Tichitt. L’antico insediamento emerge improvvisamente dalle sabbie con le sue caratteristiche costruzioni in pietra chiara e le case color ocra che sembrano fuse con il paesaggio, un’architettura distintiva che la differenzia nettamente dalle altre storiche città mauritane. Fondata nell’XI secolo come snodo cruciale delle rotte carovaniere trans-sahariane che collegavano il Sudan occidentale al Maghreb, questa splendida perla desertica, oggi tutelata dall’UNESCO, conserva intatte le tracce visibili di un passato commerciale e religioso di immenso rilievo. Sebbene oggi sia poco abitata, passeggiare nel silenzio dei suoi vicoli medievali tra moschee in pietra, vecchi magazzini e pozzi storici dove un tempo mercanti, studiosi e pellegrini sostavano per scambiare merci, rifornirsi d’acqua e trovare ospitalità, permette di respirare un’atmosfera millenaria che nessun museo saprebbe mai restituire con altrettanta intensità.

8°g. 3/3 Tichitt – Tijikja – Matmata

Si viaggia verso nord-ovest in direzione di Tijikja, il principale centro urbano della regione del Tagant. L’itinerario si snoda tra imponenti rilievi tabulari che si elevano improvvisamente dalle pianure sabbiose, oued (i corsi d’acqua stagionali) che tracciano linee sinuose tra le rocce e vallate di sabbia. Nel pomeriggio si raggiunge Matmata, un piccolo villaggio-oasi, dove pozze d’acqua permanenti incastonate tra le rocce creano un microambiente rigoglioso in mezzo alla pietra e alla sabbia. Qui, in contrasto con l’aridità circostante, vivono diversi coccodrilli del deserto.

9°g. 4/3 Matmata – Valle bianca – Terjit – Mhereth

Da Matmata si passa nuovamente per Tijikja per poi virare a nord-ovest in direzione dell’Adrar. La strada conduce fino alla valle bianca, un grandioso anfiteatro naturale in cui le dune di sabbia chiarissima hanno letteralmente invaso l’intero bacino, risalendo i fianchi dei rilievi fino a sfiorarne le creste in un paesaggio quasi irreale, che regala una nuova luce e una diversa prospettiva a ogni ora della giornata. Si prosegue verso il canyon di Tezent, dove l’aspro contrasto cromatico tra le pareti rocciose scure e la sabbia dorata è punteggiato dalla presenza di tenaci alberi di acacia, fino a raggiungere per il pranzo l’oasi di Terjit. Qui, grazie a limpide sorgenti d’acqua rinfrescante che sgorgano direttamente dalla pietra, prospera una vegetazione sorprendentemente rigogliosa che invita a una piacevole e rigenerante esplorazione a piedi. Ripreso il cammino, si ha l’opportunità di ammirare interessanti pitture rupestri, prima di concludere questa intensa ed emozionante giornata nell’oasi di Mhereth. Incastonato in uno spettacolare intaglio naturale tra i monti dell’Adrar e interamente avvolto da palmi, sabbia e imponenti pareti rocciose, questo palmeto incantevole offre l’opportunità di vivere un incontro profondamente autentico con la leggendaria ospitalità mauritana tradizionale, pernottando presso una modesta ma accogliente struttura locale dotata di docce e servizi.

10°g. 5/3 Mhereth – Chinguetti

Lasciata l’oasi l’itinerario si snoda attraverso un suggestivo alternarsi di rilievi rocciosi e morbide distese sabbiose fino a raggiungere Chinguetti. Fondata nel X secolo, questa antica gemma carovaniera è stata storicamente una delle più rilevanti snodi del Sahara occidentale e la capitale culturale dei Mauri. Annoverata come la settima città santa dell’Islam, divenne nei secoli un formidabile polo d’attrazione per studiosi e dotti teologi, arrivando a contare nel periodo di massimo splendore fino a ventimila abitanti. L’accesso all’antica moschea in pietra ed al suo iconico minareto è riservato ai soli musulmani ma si ha il privilegio di visitare alcune delle celebri biblioteche private custodite dalle famiglie locali. Qui, in un’atmosfera di vibrante rispetto, i custodi mostrano preziosi manoscritti e testi medievali di astronomia, medicina e teologia scritti su pergamena: un patrimonio documentario di inestimabile valore. Oggi la cittadina ospita circa seimila residenti, legati ai ritmi tradizionali della coltivazione delle palme da dattero e della pastorizia transumante. Si alloggia presso un alberghetto locale.

11°g. 6/3 Chinguetti – Fort Sagane – Atar – Ben Amera e Aisha

La giornata odierna ci riporta verso ovest seguendo un itinerario che risale il panoramico passo di Amogjar, dove sorge Fort Saganne, l’evocativo presidio militare francese reso celebre dall’omonimo film con Gérard Depardieu, nato originariamente come avamposto strategico per il controllo delle rotte carovaniere e delle tribù nomadi. Poco distante le pareti rocciose di Agrour custodiscono pitture rupestri che testimoniano l’epoca in cui il Sahara era una regione fertile e popolata da fauna selvatica. Superata Atar, vivace capoluogo della regione montana dell’Adrar, e dopo una sosta presso l’antica Azougui, storico fulcro dell’islamizzazione della regione, ci si addentra nel cuore del deserto fino a Choum. In questa stazione isolata si incrocia la celebre linea ferroviaria trans-sahariana dove transitano i treni più lunghi e pesanti del pianeta: convogli infiniti che fendono le sabbie sollevando colossali nuvole di polvere. Seguendo il tracciato dei binari verso ovest si raggiunge infine il maestoso monolite di Ben Améra, un colosso di granito secondo al mondo per dimensioni solo all’Uluru australiano. Il campo viene allestito in un suggestivo bosco di acacie ai suoi piedi, per ammirare il massiccio nelle ore del tramonto. A breve distanza sorge il monolite di Aisha. Una struggente leggenda mauritana narra che i due giganti fossero una coppia di amanti, trasformati in pietra dall’ira divina e condannati a guardarsi per l’eternità senza potersi mai ricongiungere. Ai piedi di Aisha si scopre infine una sorprendente esposizione di sculture di granito a cielo aperto, realizzate da artisti internazionali all’alba del nuovo millennio: un affascinante connubio tra arte contemporanea e la natura più selvaggia del deserto.

12°g. 7/3 Ben Amera – Chami – Parco Nazionale di Arguina

La tappa odierna è forse la più impegnativa dell’intero itinerario con circa otto ore di percorrenza e segna il grande passaggio dal deserto profondo alle coste atlantiche. Seguendo inizialmente il tracciato della ferrovia verso ovest la rotta piega poi a sud-ovest attraverso aspre distese battute dai cercatori d’oro fino a intercettare l’arteria stradale che collega il porto di Nouadhibou alla capitale. Lungo il percorso ci si ferma brevemente a Chami, importante punto di passaggio commerciale noto ormai come la “città dell’oro”, un crocevia febbrile dove migliaia di persone giungono spinte dal miraggio del prezioso metallo. Nel pomeriggio l’orizzonte muta radicalmente addentrandosi nel cuore del Parco Nazionale del Banc d’Arguin, una vasta area protetta istituita negli anni Settanta per preservare l’inestimabile ecosistema della costa settentrionale mauritana, là dove le dune del Sahara incontrano le acque dell’Oceano Atlantico. Il campo tendato viene allestito negli spazi dedicati del Parco, per trascorrere la notte avvolti dal silenzio e dalla magia di uno dei santuari naturalistici più importanti dell’Africa. Questo ambiente straordinario è da secoli la casa degli Imraguen, un’etnia di pescatori di origine berbera che ha sviluppato un rapporto profondissimo e viscerale con il mare ed il ciclo delle maree. Custodi di tecniche di pesca tramandate di generazione in generazione, gli Imraguen non forzano l’ambiente, ma ne rispettano con sacralità i ritmi stagionali, padroneggiando la lettura delle correnti e l’uso di reti a mano nelle acque basse. La pratica più interessante è l’incredibile collaborazione con i delfini selvatici: i pescatori attendono o attirano i branchi di muggini verso la riva mentre i cetacei, richiamati, spingono i pesci verso le reti, in una danza ancestrale che facilita la cattura e celebra una secolare alleanza tra l’uomo e la natura.

13°g. 8/3 Parco Nazionale di Arguin

Il Banc d’Arguin si rivela ai nostri occhi come un palcoscenico naturale di inestimabile valore, uno dei rifugi faunistici più cruciali dell’Atlantico orientale. Qui, dove sostano annualmente oltre due milioni di uccelli migratori, l’orizzonte si anima della vibrante presenza di fenicotteri, pellicani e cormorani. Per entrare in profonda sintonia con la delicatezza di questo ecosistema, l’esplorazione avviene nel modo più autentico e rispettoso: si salpa a bordo di un’imbarcazione tradizionale in legno scivolando lenti sulle acque basse e tiepide della baia. Ci si trova immersi in un paesaggio di struggente bellezza, dove le sculture plastiche della sabbia dorata, modellate dai venti, digradano dolcemente fino a fondersi nel blu profondo delle acque, dando vita a un contrasto cromatico vibrante. Nel tardo pomeriggio si fa rientro a Cap Tafarit. La giornata si conclude ponendo il campo tendato direttamente in riva al mare, immersi nella quiete della natura e cullati dal respiro dell’oceano.

14°g. 9/3 Parco Nazionale di Arguin – Nouakchott

Ci si dirige verso sud a bordo dei fuoristrada percorrendo un lunghissimo e selvaggio tratto del litorale oceanico. Qui la battigia si trasforma in un’infinita pista naturale, costantemente lambita dalle onde, dove fitti stormi di uccelli marini si levano in volo al nostro passaggio. L’arrivo nella capitale ci proietta nell’animato e celebre mercato del pesce dove centinaia di barche dai colori sgargianti vengono tirate in secca. Ci si accomoda per un momento di ristoro presso il medesimo hotel che ci ha accolti all’arrivo, prima di dedicare il pomeriggio ad un’ultima, preziosa esplorazione della città. Il fulcro della giornata diventa la visita al Museo Nazionale della Mauritania, che rappresenta il degno compimento concettuale dell’itinerario. Dopo aver calpestato le dune, esplorato le oasi e respirato il vento dell’oceano, questa visita permette di unire le istantanee emotive del viaggio, ricomponendole in un affresco storico e culturale di ampio respiro.

15°g. Mercoledì 10 marzo, volo di rientro

I voli partono nelle prime ore del mattino e l’arrivo è previsto in giornata nelle principali città italiane.

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2450 – Minimo 2 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, per E.A. possono essere estesi i massimali con un costo da € 48 a € 72 in funzione del valore di assistenza medica assicurato ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa a partire da 5,5% del valore del viaggio), i trasporti ad esclusione dei voli, la pensione completa, gli ingressi ai siti indicati nel programma, la presenza dell’accompagnatore italiano e di una guida locale, l’attrezzatura da campo ad esclusione del sacco a pelo.

La quota non comprende: i voli, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: Singola € 300, € 50 con 5 partecipanti, € 100 con 4, € 200 con 3 o 2.

Visti e documenti: il visto per la Mauritania viene rilasciato all’arrivo con il pagamento di euro 55 (è importante siano contati). È però necessario registrarsi dieci giorni prima della partenza in questo sito: https://anrpts.gov.mr/visa/requestvisa; necessità di passaporto con almeno sei mei di validità.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

TIchitt
Oualata
Villaggio nei pressi di Rosso
Makhrouga
Pista dell’Aukar, mercante
Oasi di Mhereth
Nouakchott, barche dei pescatori
Vilaggio del sud, giovani
Vilaggio del sud, lavorazione dei cereali
Nema
Oualata, porta dipinta
Oualata
Oualata
Aukar, carovana di cammelli
Makhrouga, roccia dell’elefante
Tichitt, ragazze locali
Tichitt
Valle di Tourvine
Pitture rupestri tra Ichif e Mhereth
Passo di Tifoujar
Chinguetti
Agrour
Arguin
Macchina di pescatori
Chinguetti, libri antichi

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Per qualsiasi domanda e curiosità,
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NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

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PAESI E TRADIZIONI

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Chinguetti, libri antichi

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