India
Festival di Lath Mar Holi e Holla Mohalla
Un entusiasmante incontro la festa dei colori e la cultura dell’India
Alsisar Mahal
Barsana, Lath Mar Holi
Qutab Minar
Amritsar, Tempio d’Oro
Holla Mohalla
Sintesi del viaggio
Da Delhi ci si immerger nella regione rajasthana di Shekhawati, scoprendo cittadine e villaggi caratteristici e ricchi di arte e storia, alloggiando in palazzi storici di grande fascino e bellezza. Si prosegue da questa magica regione arrivando a Vrindavan, nella terra di Krishna ai margini del fiume Yamuna, da dove si raggiungono i vicini villaggi di Barsana e Nandgaon per partecipare alle celebrazioni del Lath Mar Holi, la versione più strepitosa dei festeggiamenti per la primavera che ricorrono nell’India settentrionale. Si rientra da qui a Delhi e si prosegue per Amritsar e Anandpur Sahib, città sante dei Sikh, per seguire il loro festival annuale, il pittoresco ed energetico Holla Mohalla. Arrivati a Chandigarh ci si imbarca sul volo di rientro.
Delhi
Alsisar (Shekhavati)
Mandawa
Nawalgarh
Alwar
Fort Kesroli
Vrindavan
Lath Mar Holi a Barsana
Lath Mar Holi a Nandgaon
Delhi
Amritsar
Anandpur Sahib (Holla Mohalla)
Chandigarh
Delhi
Presentazione del viaggio
I contenuti dettagliati delle giornate sono riportati nel ‘Programma di Viaggio’. Di seguito trovate una breve descrizione dei due grandi eventi indiani a cui si partecipa, una nota sulla regione di Shekawati in Rajasthan e la Nota Tecnica del viaggio.
Accompagna il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba, che ha un’approfondita conoscenza dell’India e si avvale della collaborazione di una guida locale. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.
LATH MAR HOLI
Il festival di Holi, particolarmente intenso nelle regioni settentrionali dell’India, è la ricorrenza che dà il benvenuto alla primavera ed in ogni luogo ha dei propri connotati locali; ma la conclusione, con una profusione di polveri colorate lanciate a tutti, è una caratteristica comune. Il coloratissimo (anche … letteralmente!) evento del Lath Mar Holi che si tiene a Barsana ed a Nandgaon si svolge un poco in anticipo rispetto ai festival che si tengono nel resto dell’India e coinvolge tutte le persone del luogo, oltre ad un gran numero di pellegrini e visitatori, accorsi per celebrare Holi nel modo più intenso. Qui siamo nella terra di Krishna, dove secondo la tradizione nacque ed incontrò la consorte Radha, e “Lath Mar” significa “colpiti coi bastoni”: che in effetti è quello che avviene al festival! Secondo la leggenda infatti in questa giornata Krishna si recò a visitare il villaggio della sua amata Radha e giuntovi iniziò a stuzzicare lei e le sue amiche; questo fece infuriare le donne del villaggio che lo cacciarono. Quindi da allora gli uomini del villaggio di Khrisna, Nandgaon, si recano a Bersana, dove vi è l’unico tempio indiano dedicato a Radha che è il suo luogo di nascita, per i festeggiamenti del Holi. Gli uomini, che spesso lanciano verso le donne parole provocanti, vengono accolti dalle ragazze del villaggio armate di lunghi bastoni che si cimentano nel gesto di picchiarli, mentre questi si proteggono con dei piccoli scudi tra una folla di persone che osannano e cantano inni sacri, uscendo dal tempio nelle strade e proseguendo con questi ‘duelli’, mentre le persone si lanciano addosso polveri colorate e bidoni di acqua colorata. Il giorno successivo gli uomini di Barsana si recano a Nandgaon, dove le donne locali riservano loro il medesimo trattamento. L’atmosfera generale è elettrizzata anche per le abbondanti bevute di thandal, un cocktail che contiene diverse sostanze inebrianti tra cui anche del bhang preparato impastando dell’hashish, che viene utilizzato con la motivazione di entrare più intensamente in contatto con le figure divine. Si dice che le donne dei due villaggi inizino a prepararsi già un mese prima della ricorrenza, mangiando cibi nutrienti che le rendano forti per la grande occasione.
HOLLA MOHALLA
Il grande festival Sikh del Holla Mohalla ha un nome che ne rivela lo spirito, poiché ‘Holla’ deriva dalla parola halla, che significa carica militare, mentre ‘Mohalla’ significa colonna militare; si intende così il significato di ‘carica dell’esercito’. Questo importante raduno iniziò nel 1701 con il decimo guru dei Sikh, Gobind Singh; lo scopo era incontrarsi per fare esercitazioni e finte battaglie per ricordare alle persone la qualità del valore e la necessità di essere sempre pronti ad affrontare ogni ostacolo per difendere i principi nobili. Si tenga presente che in quel periodo i Sikh erano impegnati nella guerra con l’impero islamico dei Mughal e gli attori principali dell’evento erano, e sono tutt’ora, i Nihang Singh, ovvero l’esercito fondato dal decimo Guru. Le giornate al festival iniziano con le preghiere nei templi, a cui seguono gare di corsa coi cavalli con l’esibizione di diverse prodezze, dimostrazioni dell’arte del combattimento con la spada e del tiro con l’arco, ed anche battaglie simulate accompagnate dal tuono dei cannoni, un crescendo che culmina con la grande parata in cui i Nihang Singhs sfoggiano con grande orgoglio le uniformi tradizionali, il tutto intervallato da momenti di preghiera ed incontri religiosi in cui vengono glorificati i valori su cui si fonda questa religione. Il festival dà così l’opportunità di condividere il peculiare e colorato mondo etico dei guerrieri Sikh, dove la forza è posta al servizio del cuore, e di immergersi nei costumi di questa parte importante dell’incredibile universo culturale indiano.
SHEKHAWATI
La regione di Shekhawati, situata nel Rajasthan settentrionale, è un’area semi-desertica che comprende le cittadine storiche di Alsisar, Mandawa, Nawalgarh ed altre. E’ è stata descritta da alcuni come “la più grande galleria d’arte all’aperto del mondo”; infatti è famosa soprattutto per gli straordinari haveli, ovvero gli antichi palazzi e dimore nobiliari dei ricchi mercanti le cui facciate e interni sono ricoperti di affreschi colorati raffiguranti scene mitologiche, paesaggi, personaggi storici e persino le prime locomotive e automobili arrivate in India. In questa regione tra il XVIII e il XIX secolo le famiglie di mercanti locali (i Marwari) accumularono grandi ricchezze grazie ai commerci lungo le rotte carovaniere e gareggiarono tra loro nel costruire dimore sempre più sfarzose e decorate, trasformando lo Shekhwati in un museo a cielo aperto. Oggi è una destinazione affascinante, ancora relativamente poco frequentata dal turismo di massa, che offre un’immersione autentica nella cultura, nell’architettura e nella storia del Rajasthan.
NOTA TECNICA
Il viaggio si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni sono tutte di ottimo livello, un poco più umili ma comode e sempre dotate di tutti i servizi solo ad Anandphur Sahib, altrove sono classe 5 stelle a Delhi e 4 a Vrindavan, Amritsar e Chandigarh. Nella parte iniziale vengono utilizzati palazzi storici heritage, luoghi che da sé costituiscono un viaggio nel viaggio. Le temperature previste vanno da un minimo di 15°C. – 17°C. notturni a massime diurne che possono arrivare a 28°C. Si ricorda ai partecipanti che nelle giornate a Barsana e Nadgaon è molto probabile venire sporcati da acque colorate e polveri, ed è quindi opportuno indossare vestiti idonei e, per chi fa delle foto, avere modo di proteggere l’attrezzatura.
Programma del viaggio
1°g. Venerdì 12 marzo, volo per Delhi
Per raggiungere Delhi in India vi sono diverse possibilità di scelta per i voli e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. All’arrivo è in attesa il corrispondente locale di Amitaba per il trasferimento presso l’hotel Jaypee Siddarth (5*), dove è prevista una cena conviviale d’inizio viaggio.
2°g. 13/3 Delhi – Alsisar (Shekhavati)
La cittadina di Alsisar è situata ad ovest di Delhi nella regione rajasthana di Shekhawati, ai margini del grande deserto del Thar, e la si raggiunge con un tragitto di 240 km che richiede da cinque a sei ore di viaggio. Lungo il percorso si attraversano villaggi rurali e mercati locali tra i paesaggi tipici del Rajasthan. Arrivo e sistemazione presso il magnifico Alsisar Mahal (alsisarmahal.com), un antico palazzo reale fondato nel XVII secolo, trasformato in hotel storico con meticolosa attenzione nel preservarne l’identità originale. Traffico permettendo, l’obiettivo è di giungere al palazzo in tempo per il pranzo. Nel pomeriggio si potrà fare una gradevole passeggiata nella tranquilla cittadina, dove si osservano diverse case storiche dipinte; la cena è in hotel.
3°g. 14/3 Alsisar: escursione a Mandawa e Nawalgarh
Con circa un’ora di guida si raggiunge verso sud Mandawa (50 km), anche questa una cittadina storica di Shekhawati con diversi interessanti haveli da visitare, le tipiche magioni costruite dai nobili e dai mercanti che presentano una profusione di dipinti e intarsi, ed un castello patrizio tra i più importanti di questa regione, fatto costruire da Thakur Nawal Singh nel 1755, che è ora un hotel heritage dove, se si avrà piacere, ci si potrà recare e gustare un buon tè. Si prosegue poi da qui per una trentina di chilometri a sud arrivando a Nawalgarh, anche questa una cittadina dove la modernità non è ancora giunta, dove ci si reca per il pranzo all’heritage hotel Roopniwas Kothi (roopniwaskothi.com), tutt’ora residenza di Rawal Devendra Singh e della sua famiglia. Nella cittadina si ammirano molti haveli; ed anche qui, come ad Alsisar e Mandawa, parte del piacere è la particolare atmosfera pacificamente rurale dei luoghi, dove si ammira un’arte raffinata in quello che è un ambiente di gente e vita contadina, dove spesso anche gli animali passeggiano tra le viuzze. Si rientra quindi ad Alsisar, circa un’ora e mezza di guida da Nawalgarh, per un piacevole relax nel Palazzo e la cena.
4°g. 15/3 Alsisar – Alwar – Fort Kesroli
Si parte in direzione sud est per la città di Alwar, posizionata ai piedi dei monti Aravalli in una regione meno arida, e dominata dal grande forte medioevale di Bala Quila che torreggia sul colle che di erge ai suoi margini. Qui è interessante la visita del Palazzo, fondato nel 1793 con una struttura ricca che coniuga l’architettura locale con le forme islamiche e ospita anche un interessante museo. Proseguendo per un breve tratto verso est si giunge da qui al Hill Fort Resort Kesroli (neemranahotels.com/hill-fort-kesroli-alwar-rajasthan), un palazzo e fortezza del XIV secolo che è diventato un hotel heritage, dove si alloggia e si cena. La tappa copre in tutto 200 km, circa cinque ore di guida.
5°g. 16/3 Fort Kesroli – Vrindavan
Ci si sposta verso est arrivando dopo 114 km con circa tre ore e mezza di guida a Vrindavan, dove si alloggia nel comodo Nidhivan Sarovar (4*). Ci si reca nei quartieri vecchi della città, che è affacciata sul fiume Yamuna ed è una meta di pellegrinaggio molto importante sacra a Krishna, la veneratissima ottava manifestazione di Vishnu. Secondo la tradizione Egli vi risiedette nel periodo della fanciullezza e per questo vi si trovano centinaia di templi dedicati alla sua figura, a volte associata alla consorte Radha. Di questi i più importanti sono il Banke Bihari e Iskon Vrindavan Krishna Balaram, con diversi luoghi di culto dove vengono cantate le sue lodi 24 ore su 24; vi è un tempio dove si dice che la cerimonia di offerta sia in corso ininterrottamente da più di 200 anni! Accedere al Banke Bihari potrebbe essere difficile per la grande massa di pellegrini che saranno presenti in città, un momento di intenso fervore spirituale indiano, e sui ghat lungo il fiume molti devoti fanno le abluzioni.
6°g. 17/3 Vrindavan: Lath Mar Holi a Barsana
Ci si reca al villaggio di Barsana (42 km) per la festa di Lath Mar Holi; si ricorda ai partecipanti che nelle giornate di oggi e domani è molto probabile venire sporcati da acque colorate e polveri, ed è quindi opportuno indossare vestiti idonei e, per chi fa delle foto, avere modo di proteggere l’attrezzatura. Oggi è la giornata in cui gli uomini di Nandgaon vengono “attaccati” dalle donne di Barsana, che era il villaggio di Radha, la consorte di Krishna, armate di lunghi bastoni (vedi la descrizione del festival sopra).
7°g. 18/3 Vrindavan: Lath Mar Holi a Nandgaon
Oggi ci si reca a Nandgaon, un villaggio situato poco più a nord di Barsana, che dista da Vrindavan circa 50 km, che secondo la tradizione è il luogo dove Khrisna trascorse la fanciullezza. A ricordo della vicenda mitica, quando Radha con le sue amiche gopi ricambiò l’audacia di Krishna tirandogli addosso acqua colorata, oggi gli uomini di Bersana, con al seguito un certo numero di uomini travestiti che rappresentano le donne di Bersana, si recano qui e vengono accolti con il lancio di acqua colorata e polveri. Il punto focale della festa è il cortile del tempio di Nadgaon, che esplode in una profusione di colori, con la gente dei due villaggi che si siede, canta e danza assieme. Si rientra da qui a Vrindavan dove, tempo permettendo, si prosegue con le visite.
8°g. 19/3 Vridavan – Delhi
Si parte verso nord per Delhi, un percorso di 180 km che richiede circa tre ore e mezza. Arrivando in città ci si reca per una visita al complesso del Qutab Minar, Patrimonio UNESCO, dove si erge un ardito minareto alto 72,5 metri, edificato nel 1199 per commemorare la vittoria islamica, ai cui piedi vi sono diversi edifici storici di grande interesse, inclusa la moschea più antica dell’India. Da qui si prosegue per il mausoleo dell’imperatore mughal Humayun, edificato nel XVI secolo ed anche questo parte del Patrimonio UNESCO, annoverato tra i siti storici più belli di Delhi. Si raggiunge da qui l’hotel Jaypee Siddarth (5*).
9°g. 20/3 Delhi – Amritsar
Si prende il treno per Amritsar, capitale del Punjab a nord ovest di Delhi, che parte alle 7.20 con arrivo alle 13.30 (orari da confermare). A destinazione ci si accomoda presso l’hotel Ramada Amritsar (4*) e si pranza. Lasciando l’hotel si visita il tempio di Durgiana, del XVI secolo, dedicato a Durga, edificato con uno stile simile al grande tempio Sikh, e verso le 16.00 ci si reca al punto di confine col Pakistan di Wagah (35 km), l’unico passaggio di frontiera aperto tra i due Paesi, per assistere alla cerimonia del ritiro della bandiera che si svolge alle 17.00; l’evento è diventato una specie di spettacolo nazionale con i soldati delle due parti che fanno una parata militare, interessante da vedere. wagRientrati ad Amritsar si cena in hotel e, verso le 21.00, ci si reca per una prima visita al Tempio d’Oro, che con le luci della sera è particolarmente suggestivo, e si assiste all’importante cerimonia del Palkhi Sahib. Infatti ogni sera, dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento ed adorna di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal Tempio d’Oro, che sorge sulle acque del lago, al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sui cuscini del Palkhi Sahib ed al canto di inni accompagnati dai tamburi viene portato lungo il passaggio sulle acque fino al punto dove resterà per la notte.
10°g. 21/3 Amritsar – Anandpur Sahib
Si visita il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime, in passato il lago che ora è al centro del tempio era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Budda giunse fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale contornati da devoti e pellegrini. Una parte molto interessante sono anche le colossali cucine, poste su più piani, con i volontari che preparano grandi quantità di cibo che viene offerto ai visitatori; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti. Completata la visita si parte per Anandpur Sahib, situata 185 km ad est, un viaggio che richiede fino a 5 ore. Anandpur Sahib è uno dei centri storicamente più importanti della tradizione Sikh, il cui nome significa “Città della beatitudine”. Fu qui che nel 1699 Guru Gobind Singh fondò l’ordine dei santi guerrieri Sikh, caratterizzato da un’etica cavalleresca protesa all’aiuto dei deboli ed alla difesa dalla tirannia, dove il valore militare è soggetto agli scopi per i quali è nato: ed in effetti la prodezza degli eserciti Sikh è poi divenuta celebre nel mondo. Il grande festival del Holla Mohalla è una celebrazione di questo nobile intento marziale ed anche della storia che ha contribuito a creare. Si alloggia presso l’Anand at Sutley, un resort nei pressi del fiume posizionato in un punto tranquillo da dove i punti dove si svolgono gli eventi del festival si possono raggiungere anche a piedi (circa 2,5 km). Già oggi si potrà iniziare ad immergersi nell’atmosfera del festival, tra stuoli di pellegrini (si stima una partecipazione di oltre 100.00 persone) e le diverse attività. Chi vorrà potrà anche condividere il cibo vegetariano preparato dai volontari Sikh per i pellegrini ed i visitatori, una pratica di assistenza e generosità chiamata ‘Gurdwara’: anche questo fa parte della tradizionale ospitalità di quest’ordine religioso. Gli eventi più caratteristici del festival iniziano domani, ma … i devoti sono già tutti qui!
11°g. e 12°g. (22 – 23/3) Anandpur Sahib: Holla Mohalla
Hola Mohalla è un grande raduno culturale e religioso che si estende per tutta la città, simile per scala e atmosfera a una versione ridotta del Kumbh Mela. I visitatori assistono alle arti marziali sikh (Gatka), esibizioni di equitazione, processioni, musica devozionale, pasti comunitari (Langar) e spettacoli culturali in tutta l’area del festival. L’intera città diventa parte della celebrazione, creando un’esperienza vivace e coinvolgente. Durante il festival una grande cucina lavora 24 ore su 24 per i devoti, i visitatori e per coloro che prestano servizio volontario. Ci sono due processioni che si possono seguire lungo le vie del paese e terminano in un’area aperta, dove si svolgono gli eventi più importanti, come i Gatka (combattimenti simulati), l’equitazione e molte altre attività ricche di adrenalina. Si osservano anche attività culturali come poesia, musica e la cucina comunitaria si trova quasi ad ogni angolo di ogni strada. Si può vivere in prima persona l’umiltà delle persone e ascoltare le storie dei Guru e dei loro sacrifici, che hanno reso questa comunità così forte e generosa. Si trascorrono queste due splendide giornate seguendo gli eventi tra la variopinta folla; il programma quotidiano non può essere ‘preciso’, si seguono le fasi più interessanti man mano che si svolgono.
13°g. 24/3 Anandpur Sahib – Chandigarh
Completate le attività di partecipazione al festival si lascia Anandpur Sahib per Chandigarh, situata circa 90 km più a sud, approssimativamente due ore di viaggio, dove si alloggia e si cena presso l’hotel Radisson Park Plaza (4*). L’urbanistica di questa città venne pianificata dal grande architetto Le Corbusier e molti dei palazzi governativi ed altri furono progettati dalla sua squadra; nel 2016 il ‘Capitol Complex’, un grande palazzo contornato da grandi vasche d’acqua, è stato designato Patrimonio UNESCO.
14°g. Giovedì 25 marzo, volo di rientro
Ci si reca in aeroporto in tempo utile per imbarcarsi sul volo per Delhi, da dove si prosegue in transito per l’Italia. Se fosse utile o necessario sostare a Delhi o se si desiderasse fare qualche ulteriore escursione Amitaba può fornire tutti i servizi che fossero richiesti.
COSTO DEL VIAGGIO
€ 2750 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti
La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli se richiesta, i trasporti incluso il viaggio in treno, la pensione completa, la presenza dell’accompagnatore italiano e di una guida indiana, gli ingressi ai siti indicati.
La quota non comprende: i voli, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.
Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli internazionali per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.
Supplementi: € 1350 per la singola, supplemento di € 100 con solo 6 partecipanti, € 200 con 5, € 300 con 4, € 450 con 3.
Visti e documenti: il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo in India.
Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – rupia dell’ 11/6/2026 (Banca d’Italia): € 1 = INR 110,484, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Festival dei colori
Holla Mohalla, i Nihang Singh
Alsisar Mahal
Barsana, Lath Mar Holi
Qutab Minar
Amritsar, Tempio d’Oro
Holla Mohalla
Haveli a Mandawa
Haveli a Nawalgarh
Alsisar Mahal
Ganesh in un haveli di Mandawa
Kesroli
Festival dei colori
Lath Mar Holi a Barsana
Lath Mar Holi a Barsana
Mausoleo di Humayun
Padiglione a Humayun
Tempio di Durgiana ad Amritsar
Wagah, chiusura del confine
Tempio d’Oro alla sera
Tempio d’Oro – Refettorio
Holla Mohalla, gente ad un tempio
Holla Mohalla, i Nihang Singh
Holla Mohalla
Qutab Minar
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compilare questi campi:
NORME E ASSICURAZIONI
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.
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