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Tagikistan e Kirghizistan


Wakhan, Pamir, Alay e Tien Shan

Culture diverse ed una natura sorprendente, nel cuore dell’Asia Centrale


Osh, mercato

Monti dell’Indo Kush

Monti al Karakul

Passo Moldu-Ashu

Son Kul, pastore

PARTENZA
8/8/2026
RITORNO
23/8/2026
DURATA
16 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12

 Sintesi del viaggio


Il viaggio parte da Dushambe, capitale del Tagikistan, ed arriva fino a Bishkek, capitale del Kirghizistan, attraversando le maestose catene di monti che coronano il centro dell’Asia: l’Indokush nella regione del Wakhan, l’altopiano del Pamir, ornato da laghi cristallini e dalle altissime vette glaciali degli Alay, le grandi catene del Tien Shan, che contornano le alte pasture nomadiche kirghise, ed anche la fertile storica valle di Fergana. Si scopre così l’entusiasmante cuore dell’Asia, una regione dalle bellezze naturali entusiasmanti e forse ancor più ricca per le differenti etnie che ci vivono, una parte del mondo dove l’orografia complessa ha favorito la vicinanza di popoli con caratteristiche culturali e linguistiche diverse, ma che condividono un punto in comune: la cordialità delle persone. Il viaggio giunge ora all’ottava edizione, se possibile migliorata anno dopo anno; un itinerario che non presenta problemi di sicurezza, richiede solo un minimo di adattabilità.

  • Dushanbe
  • Kulyab
  • Kalai Khumb
  • Khorog
  • Yangm
  • Langar
  • Passo di Khargush (4286 mt)
  • Yashikul
  • Murghab
  • Rangkul
  • Passo di Ak Baital (4655 mt)
  • Karakul (3823 mt)
  • Passo di Kizil-Art (4336 mt)
  • Sary Tash
  • Sary Moghul
  • Achik Tash
  • Lago di Tulpar Kol
  • Passo di Taldyk (3615 mt)
  • Osh
  • Kazarman
  • Lago di Son-Kul (3016 mt)
  • Kochkor
  • Cholpon Ata
  • Bishkek

 Presentazione del viaggio


Dopo la visita di Dushambe e di Hissar si lascia la capitale del Tagikistan in direzione sud est entrando nelle montagne del Pamir ed arrivando al ruggente fiume Panj, che demarca il confine con l’Afganistan. Se ne risalgono le acque sostando a Kalai-Khunb e, procedendo in direzione sud, si arriva a Khorog, centro principale del Pamir. Continuando lungo il fiume si transita da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, un ponte conduce in Afganistan e si arriva nel punto più meridionale del tour, con l’ampia vallata contornata da impressionanti monti che superano i 7000 metri; oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. In queste regioni si incontrano le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan e si osservano i resti delle epoche storiche, quando qui usavano passare le carovane dei commerci. Si procede in direzione nord est lungo il versante tagiko del Wakhan e sostando nell’interessante villaggio di Yangm. Oltre Langar si valica il passo di Khargush e si accede così all’altopiano pamiro a Burunkul ed al magico lago di Yashikul, un mondo questo scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Oltre Murgab, che è il centro principale di questi remoti territori, si punta verso nord per andare al lago di Rankul, in vista del Muztagh Ata (7546 mt) e, attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari dell’itinerario, habitat naturale dei cammelli bactriani ornate da laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente, si supera il passo di Ak Baital (4655 mt), il punto più alto dell’intero percorso, arrivando allo spettacolare lago Karakul, una vasta superfice turchese che riflette il cielo ed i monti glaciali della catena pamira del Picco Lenin (7134 mt). Oltre Karakul si valica in direzione nord la catena degli Alay attraverso il passo Kyzyl-Art al confine col Kirghizistan, dove si fa il cambio di mezzi e guide locali. A nord del passo s’incontrano le prime regioni nomadiche kirghise, un territorio dove le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi; da Sary Moghul imboccando una strada sterrata che porta verso sud nel cuore delle montagne del Pamir si arriva all’Achik Tash Base Camp, punto di partenza delle spedizioni alpinistiche, scoprendo il lago di Tulpar Kol. Ci si addentra ora in Kirghizistan attraverso il passo di Taldyk (3615 mt) per la città di Osh (950 mt) ai bordi della fertile valle di Fergana. Questa nuova regione è il polmone agricolo del centr’Asia, e fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh ed i bazar fuori dal tempo, si qui che nella vicina città storica di Uzgen. Ci si sposta poi nel centro del Paese arrivando al leggendario lago del Son Kul, decantato tra i luoghi più evocativi dell’Asia Centrale, dove si assiste ad un contesto di Buzkashi, un gioco che richiama i tempi antichi ed evoca le epopee di queste regioni, con gli esperti cavalieri nomadi che esibiscono la loro incredibile destrezza. Si completa il tour con l’Issyk-kul, il grande lago salato contornato dai monti del Tien Shan che popola le leggende kirghize e, procedendo per Bishkek, capitale del Kirghizistan, si sosta al sito storico di Burana. Si esplora così una grande varietà di ambienti, sempre spettacolari, con un itinerario che tocca anche i punti salienti storici dei due Paesi.

Per una visione d’insieme dei mondi e delle culture oggetto del viaggio può essere utile consultare le pagine del sito di Amitaba sull’ “Asia Centrale”, ed in particolare sul “Kirghizistan” ed il “Tagikistan”; nella sezione “Letture” vi sono diversi libri interessanti nella sezione “Asia Centrale, Iran e Mongolia”.

NOTA TECNICA

Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone, in particolare tra gli ismailiti, ma non solo. La parte più temuta da molti è la regione tagika; si tenga presente che il confine afgano è molto controllato ed in ogni caso lungo il fiume Panj, che delimita i due paesi, vivono ‘al di la del fiume’ altri pamiri ismailiti. Nel Wakhan le donne velate sono rare, ed in generale una piccola minoranza ovunque; può succedere di rimanere basiti perché è spesso possibile intrattenere delle conversazioni in inglese con loro!
Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; in Tagikistan lasciata Dushambe, lungo il Panj, si trovano dei begli hotel solo a Kalai-Khumb ed a Khorog, l’alloggio di Murgab in Pamir è accettabile, ma molto più semplice, e le altre sistemazioni per tre notti in tutto sono in locande presso delle tipiche case pamire. In Kirghizistan si hanno a disposizione degli hotel a Osh, Bishkek e Cholpon Ata mentre a Sary Mogul ed a Kazarman si utilizzano case private e si alloggia una notte nelle yurte al lago Son Kul.
Alloggiando presso le famiglie locali si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove a volte può anche essere necessario dividersi tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. Il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; chi lo desidera può portare con sé un sacco lenzuolo o un sacco a pelo.
Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Hyundai Grand Starex mentre in Kirghizistan pulmini Mercedes Sprinter.
La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.
Al momento della redazione del viaggio non è obbligatoria alcuna vaccinazione.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 8 agosto, partenza per Dushambe

Per raggiungere Dushambe, capitale del Tagikistan, si possono utilizzare diverse compagnie e la più utilizzata è la Turkish Airlines; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa, inclusa la Turkish, giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.

2°g. 9/8 Dushambe e Hissor

L’arrivo a Dushambe è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’Atlas hotel (4*) o simile, dove si avranno subito le camere a disposizione per un po’ di riposo. Si iniziano le visite recandosi nella vicina località di Hissor (23 km) dove si trova il reperto storico più importante del Paese: una fortezza, oggi restaurata, che venne fondata durante il periodo dell’Impero Achemenide di Persia intorno al 500 a.C., residenza del governatore di Bukharan, e l’adiacente madrassa del XVI secolo. A Dushambe è particolarmente interessante il museo archeologico (con reperti che includono una statua del Budda del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano). Si vedono i monumenti dedicati a Ismaili Somoni, fondatore della dinastia Samanide ed eroe storico (anche la moneta del Paese è chiamata col suo nome) ed a Rudaki, il padre della poesia persiana. Ci si reca infine al parco botanico e si completa la giornata con un giro nel colorato e vivace bazar di Mehrgon, mercato principale della città. La cena è in un ristorante tipico.

3°g. 10/8 Dushambe – Kulyab – Passo di Shurobad (2212 mt) – Kalai Khumb

Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga di Nurak che ha creato forti dissapori con l’Uzbechistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, poeta e filosofo del XIV secolo. Superata un’altra barriera di monti attraverso il passo di Shurobad si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya e, raggiunte le rive, si inizia a risalirne il corso che demarca il confine con l’Afganistan. Sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del ‘mondo moderno’ e si osservano delle coltivazioni ottenute su pendii di una pendenza estrema – è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? Giunti a Kalai Khumb si alloggia presso l’hotel Karon Palace (4*); la tappa è di circa 370 km (da sette a otto ore di guida).

4°g. 11/8 Kalai Khumb – Khorog (2200 mt)

Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan e seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev si trovano la casa – museo di Nosiry Khusrav, il filosofo e viaggiatore dell’XI secolo che diffuse per primo questa branchia dell’islam nella regione, ed una fonte termale a lui dedicata. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visita il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere, tra i numerosi oggetti, i grandi ritratti dei padri della Rivoluzione Russa e di Stalin. Si alloggia presso il Lal Hotel (3*) e si cena sulla sua graziosa terrazza, dove si può assaggiare la famosa … pizza locale! La tappa è di circa 260 km, da cinque a sei ore di viaggio.

5°g. 12/8 Khorog – Yangm Khorog – Kakh-Kah – Yangm (2820 mt)

Si prosegue il viaggio lungo il fiume Panj arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashm. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario dove un ponte porta in Afganistan, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan, con i ripidi monti dell’Indokush che orlano con vette glaciali spettacolari il versante afgano del fiume Panj, e si osservano le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visitano l’antica fortezza di Kakh-Kah ed il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Questa fortezza era stata utilizzata come costruzione difensiva già dal II secolo a.C. e fino al VII secolo d.C., quando la zona venne conquistata dagli arabi. L’antichità delle sue origini è stata provata da diversi reperti archeologici ed è quindi certo che fu costruita nel periodo dell’Impero Kushan, quando la Grande Via della Seta era fiorente, un ottimo punto difensivo per proteggere le carovane dirette dalla Cina all’Afghanistan e all’India lungo il corridoio del Wakhan. Tornati a valle procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6726 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata. Giunti a Yangm si alloggia presso la Aydar Homestay, una locanda di una famiglia locale; la tappa è di circa 190 km, da cinque a sei ore di viaggio.

6°g. 13/8 Yangm – Yamchun – Vrang – Langar (2909 mt)

Si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, che sovrasta di circa 400 mt la vallata. È di circa un secolo più antica di Kakh-Kah, posta in un punto difficilissimo da attaccare per via della conformazione del territorio; gli archeologi hanno rilevato che nelle mura erano inseriti degli strati di legno per rendere la struttura più elastica e stabile nel caso di un terremoto. Poco oltre si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra, considerate sacre dai locali, dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni estere). Tornati a Yangm è molto interessante il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo geniale che lo ha realizzato. Dopo questa bella esplorazione del villaggio si continua verso est incontrando il sito buddista con lo stupa di Vrang, ciò che rimane di un complesso monastico che risale al VI – VII secolo. Si raggiunge quindi il villaggio di Langar dove si alloggia e si cena presso una locanda gestita da una famiglia locale. Tra Yangm e Zong la distanza è di circa 60 km, un’ora e mezza di guida.

7°g. 14/8 Langar – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul – Yashikul – Murgab (3630 mt)

Si prosegue in direzione nord avendo una visuale ad ovest verso il picco Engels (6510 mt); si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi, ed attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo, superato un bel lago, si incrocia la “M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio di Burunkul, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41” e procedendo ora in direzione nord est, la meta è Murgab che da Yashikul dista circa 140 km. Si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea. Oltre il lago di Al-Balik, un luogo oggetto di pellegrinaggi dove i pesci che vi nuotano nelle acque cristalline sono venerati, si valica il passo di Nauzatash, arrivando a Murgab, l’insediamento più importante della regione, dove si alloggia presso l’hotel Pamir (2*) o simile. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in … container. La popolazione della regione è a maggioranza kirghisa ma in questa località una metà è costituita da tagiki. La tappa richiede da sei a sette ore.

8°g. 15/8 Murgab – Rangkul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) – Karakul (3823 mt)

Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab: ornata dai laghi di Shor e Rang, nei giorni limpidi da qui si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui, se presenti, è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani; si pranza nel villaggio. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord valicando il passo di Ak Baital, con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così alle altre regioni da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo. La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche, formatosi nel bacino creato da un gigantesco meteorite: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin o Ibn Sina (7134 mt). Si alloggia presso una semplice sistemazione locale; la tappa, inclusa la deviazione per Rangkul, è di circa 200 km.

9°g. 16/8 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Sary Mogul (3200 mt)

Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord e valicando l’imponente catena dei monti Alay, la propaggine occidentale delle catene del Tien Shan che culmina con la vetta del Picco Lenin, un impressionante insieme di monti che i geologi considerano in modo distinto. Al passo di Kizil-Art vi è il punto di confine dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di uscita, si prosegue con la nuova guida ed i mezzi kirghisi; il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan è alla base del passo. Si transita in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Giunti nell’ampia vallata verde di Sary Tash, dove a meridione si affaccia imponente la candida catena del Pamir su cui svetta il Picco Lenin, si seguono le falde di questi magnifici monti per circa 35 km verso ovest arrivando al villaggio di Sary Mogul, seguendo la strada che giunge dal passo di Erkeshtam al confine col Sinkiang e prosegue verso ovest fino alla capitale Tagika. Si alloggia presso una locanda del villaggio; la tappa copre circa 135 km.

10°g. 17/8 Sary Mogul – Achik Tash – Lago di Tulpar Kol, Pamir – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)

Imboccando una strada sterrata che porta a sud nel cuore delle montagne si arriva fino all’Achik Tash Base Camp, posizionato a circa 3600 mt di quota, punto di partenza per le spedizioni alpinistiche per il Picco Lenin. In questa zona con breve percorso a piedi sull’altopiano si raggiunge il lago di Tulpar Kol, contornato dalle alte vette degli Alay, dove i pendii possono essere ancora coperti dalla neve. Dopo questa piacevole escursione si parte per Osh tonando a valle fino a Sary Moghul ripercorrendo il tratto di strada di ieri fino Sary Tash e da qui, superato il Passo di Taldyk (3615 mt), si arriva nel pomeriggio a Osh. Si alloggia presso l’Osh Grand Hotel Chavo (4*) o similare, uno storico hotel nel centro della città che in origine era un tipico hotel sovietico; oggi è stato ristrutturato ed offre un’oasi di pace e relax. In base all’orario di arrivo è possibile fare una prima perlustrazione al parco Navoi ed al vivace bazar di Jayma, vicinissimi all’hotel. Si nota subito, ovunque si vada, che si è circondati dai bei sorrisi color … oro dei locali. Questa curiosa tradizione centroasiatica nasce dal fatto che in passato non esisteva la possibilità di produrre dei denti finti, in quanto la ceramica non era facilmente lavorabile; al contrario, l’oro è un metallo molto malleabile, più duttile ed adatto per fare le protesi ai denti. L’usanza nacque quindi da questa necessità per poi svilupparsi con il tempo come forma di bellezza e di dimostrazione di ricchezza. La tappa è di circa 280 km, circa 6 ore di viaggio.

11°g. 18/8 Osh

Osh, ai margini della grande regione di Fergana, ampiamente contesa nella storia, è oggi una vivace città musulmana con il clima caldo che offre diversi siti interessanti da visitare. Si inizia la visita della città salendo al Trono di Sulayman (Salomone), la leggendaria collina che troneggia sulla città e ne offre una bella visuale dall’alto. Camminando lungo la collina si arriva al Museo Storico ed Archeologico di Sulayman, dove viene descritta la storia del Paese, con la particolare caratteristica che si trova interamente scavato nella roccia. Usciti dal Museo si costeggiano la grande moschea ed il cimitero che gli è a fianco fino a giungere al Mausoleo di Asaf Ibn Burhia, un importante luogo di pellegrinaggio per i musulmani, dove però è vietato entrare. Si riprende il pulmino per raggiungere l’entrata del parco cittadino di Navoi che si attraversa tra giostre, bancarelle e tavolini dove i locali bevono il tè. Qui spesso si osservano gli anziani che indossano i tipici cappelli bianchi a punta giocando a scacchi (si raccomanda di chiedere il permesso prima di fotografare). Si avrà poi del tempo libero per visitare il grande e famoso bazar coperto di Jayma, che dista cinque minuti a piedi dall’hotel, ubicato nella medesima posizione dai tempi del Via della Seta e ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale; vi si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e vi si trova ogni tipo di mercanzia ed oggetti, ci si può sbizzarrire con gli acquisti: dai lunghi e colorati vestiti locali, fino alle spezie ed ai tappeti, qui si trova di tutto! Si prosegue poi per il parco Petrovsky, dove nell’ampia piazza adiacente troneggia una grande statua di Lenin: infatti, al contrario di quanto successo in tanti altri stati limitrofi, in Kirghizistan sono rimasti molti di questi simboli del tempo passato; nel parco si trovano anche il monumento ai caduti durante la guerra russo-afghana (1979-1989) ed il monumento ai deceduti del disastro nucleare di Chernobyl del 1986. Si completa la scoperta della città visitando la chiesa ortodossa di San Michele.

12°g. 19/8 Osh – Uzgen – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)

Si lascia Osh contornando verso nord est il confine uzbeko che delimita la parte più orientale della valle di Fergana arrivando ad Uzgen (56 km). E’ una delle più antiche città del Kirghizistan fondata tra il I e il II secolo a.C. e funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo, storico importante punto di sosta per le carovane della Via della Seta che transitavano tra la valle di Fergana e Kashgar. Si ammirano l’antico minareto (XI secolo) con gli adiacenti mausolei, un complesso che è candidato dei siti Unesco, e ci si si reca al magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più interessante di quello di Osh. Si procede da qui attraversando i margini settentrionali della piana di Fergana e da Jalalabad si prende la strada in direzione nord est attraversando la catena montuosa di Fergana (una propaggine occidentale del Tien Shan) superando il panoramico passo di Ak Moinok (2940 mt) e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman dove si alloggia presso una locanda a gestione familiare. La tappa è di circa 250 km, approssimativamente 7/8 ore di viaggio.

13°g. 20/8 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) – Lago di Son-Kul (3016 mt)

Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando, attraverso il passo di Moldu-Ashu, la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago (270 kmq) è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. La tappa è di 190 km, circa cinque ore di viaggio. Si inizia l’esplorazione con una bella passeggiata sulla riva del lago; si può raggiungere anche una collinetta dove si possono ammirare alcuni petroglifi scolpiti su grossi blocchi di pietra con strumenti di pietra e metallo dai nomadi delle steppe o dagli sciamani. Per chi volesse è possibile noleggiare un cavallo per fare una passeggiata nella zona. La notte trascorsa qui è veramente speciale: come i nomadi si dorme nelle accoglienti yurte ai bordi del lago, sovrastati da un grandioso cielo stellato.

14°g. 21/8 Son Kul – Passo di Kalmack Ash (3447 mt) – Kochkor – Lago Issyk-Kul (Cholpon Ata, 1663 mt)

Si lascia il lago in direzione est attraverso il valico di Kalmak Ashu giungendo al villaggio di Kochkor, dove si avrà modo di scoprire presso un piccolo centro artigianale i segreti della produzione locale del feltro. Si prosegue da qui sempre verso nord est arrivando al lago di Orto Tokoi, di cui si costeggia un tratto della costa meridionale, e proseguendo da qui verso est si arriva al vasto lago di Issyk-Kul, la turchese distesa d’acqua più vasta del Paese, lungo 170 km e largo 70; un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, ed i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Questo scenario si ritrova in molti racconti di scrittori kirghizi (tra i più conosciuti: “Il battello bianco” di Čyngyz Ajtmatov). Si costeggia il lago fino ad arrivare sulla costa nord alla cittadina di Cholpon Ata dove si prende una barca per una breve crociera.. Si pernotta presso l’hotel Karven Four Season (4*) o similare. La tappa odierna è di circa 235 km, approssimativamente cinque ore di guida.

15°g. 22/8 Cholpon Ata – Burana – Bishkek

Si costeggia il lago verso ovest proseguendo il viaggio verso la capitale. Giunti al fiume Chu, che delimita in molti punti il confine col Kazakistan, con una breve deviazione dalla strada principale si raggiungono le rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo, uno dei simboli del Paese, che gli studiosi ritengono fosse in origine un minareto, e su cui è consentito salire. Nei pressi della torre si trovano degli interessanti ‘Balbali’ ovvero le antiche stele funerarie monolitiche in pietra che i nomadi scolpivano per ricordare gli esponenti più eminenti della loro comunità. Le pietre raffigurano in modo un po’ rozzo principalmente uomini (ma sono state trovate anche figure femminili) che reggono una sorta di piatto o coppa e con appeso alla cintura una spada o un pugnale. Una probabile interpretazione di questi simboli suggerisce che un guerriero con in mano una coppa è l’emblema della fedeltà al sovrano, mentre la spada simboleggia un guerriero o un uomo con un grande potere, come un capo tribù, un sovrano o anche uno sciamano. Se pur la maggior parte delle pietre fu scolpita in modo primitivo e grossolano, rivelano espressioni facciali molto diverse tra loro. Salutati i ‘balbali’ si prosegue per Bishkek, dove ci si accomoda presso il Damas hotel (4*) o similare, ben posizionato in centro; la tappa è di 300 km, inclusa Burana, circa cinque ore. A pochi minuti a piedi dall’hotel si iniziano le visite dall’Oak Park al cui interno si trovano fontane, sculture e memoriali. Tempo permettendo sempre a piedi si raggiunge il Museo statale di storia del Kirghizistan, contenente diversi reperti sul patrimonio culturale del popolo kirghiso. Nella grande piazza di fronte al Museo sventola un’imponente bandiera kirghiza sorvegliata da guardie e sotto di essa si trova la statua a cavallo di Manas, in riferimento al poema epico nazionale in cui 40 tribù capeggiate dal guerriero Manas si unificarono per combattere i loro vicini ed ottenere l’indipendenza del Paese. Questa epopea è simboleggiata ancora oggi dal sole giallo con 40 raggi posto al centro della bandiera, a memoria delle quaranta tribù del poema epico nazionale. Si conclude questa giornata con la visita del grande bazar cittadino. Alla sera si cena in un ristorante tipico.

16°g. Domenica 23 agosto, volo di rientro

I voli per l’Italia partono solitamente al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Tagikistan, ragazza pamira
Yurta a Son Kul
Osh, mercato
Monti dell’Indo Kush
Monti al Karakul
Passo Moldu-Ashu
Son Kul, pastore
Fiume Panj, villaggi afgani
Ragazzino del Wakhan
Forte di Kakh-Kah
Casa pamira
Forte di Yamchun
Bimbo pamiro
Stupa di Vrang
Passo di Kargush, nord
Lago Yashikul
A nord del Khargush
Moschea di Ali Chor
Ak Baital, verso nord
Picco Lenin da Sary Tash
Giovane kirghiza
Gioco degli scacchi a Osh
Uzgen, mercato
Regione di Kazarman
Ragazza kirghisa
Burana

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NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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Burana

 DOCUMENTI DI VIAGGIO


L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.