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Kirghizistan e Tagikistan


Wakhan, Pamir e Tien Shan, nel cuore dell’Asia Centrale

Un viaggio tra culture ed etnie, alla scoperta di una natura sorprendente


Karakul, pozzo

Lago Aq Balik

Monte Karl Marx (6750 mt)

Interno di una yurta

Vrang, regione del Wakhan

PARTENZA
8/8/2025
RITORNO
23/8/2025
DURATA
16 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
–
PRE-ESTENSIONE
–
ESTENSIONE
–
2a ESTENSIONE
–

 Sintesi del viaggio


Il viaggio, ora alla settima edizione, porta nel cuore dell’Asia centrale alla scoperta di una regione dalle bellezze naturali entusiasmanti con una orografia complessa che ha favorito la vicinanza di popoli con caratteristiche culturali ed etniche diverse, ma che condividono un punto in comune: la cordialità delle persone. È un itinerario che non presenta problemi di sicurezza, richiede solo un minimo di adattabilità. Il percorso parte da Dushambe, capitale del Tagikistan, ed arriva a Bishkek, capitale del Kirghizistan, attraversando le maestose catene di monti che coronano il centro dell’Asia: l’Indokush nella regione del Wakhan, l’altopiano del Pamir, ornato da laghi cristallini e altissime vette glaciali, gli Alay e le grandi catene del Tien Shan che contornano le alte pasture nomadiche kirghise giungendo fino alla fertile valle di Fergana.

  • Dushanbe
  • Kulyab
  • Kalai Khumb
  • Khorog
  • Yangm
  • Langar
  • Passo di Khargush (4286 mt)
  • Yashikul
  • Murghab
  • Rangkul
  • Passo di Ak Baital (4655 mt)
  • Karakul (3823 mt)
  • Passo di Kizil-Art (4336 mt)
  • Sary Tash
  • Sary Moghul
  • Achik Tash
  • Lago di Tulpar Kol
  • Passo di Taldyk (3615 mt)
  • Osh
  • Kazarman
  • Lago di Son-Kul (3016 mt)
  • Kochkor
  • Cholpon Ata
  • Bishkek

 Presentazione del viaggio


Dopo la visita di Dushambe e di Hissar si lascia la capitale del Tagikistan in direzione sud est entrando nelle montagne del Pamir ed arrivando al ruggente fiume Panj, che demarca il confine con l’Afganistan. Se ne risalgono le acque, si sosta a Kalai-Khunb e, procedendo in direzione sud, si arriva a Khorog, centro principale del Pamir. Continuando lungo il fiume si transita da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, si arriva nel punto più meridionale del tour dove l’ampia vallata è contornata da impressionanti monti che superano i 7000 metri; oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. In queste regioni si incontrano le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan. Si procede ora in direzione nord est seguendo il versante tagiko del Wakhan e sostando nell’interessante villaggio di Yangm. Oltre Langar si valica il passo di Khargush e si accede così all’altopiano pamiro a Burunkul ed al lago di Yashikul, un mondo questo scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Si giunge poi al paese di Murgab e si punta verso nord per andare a Rankul e, attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari dell’itinerario, habitat naturale dei cammelli bactriani ma ornate da laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente, si supera il passo di Ak Baital (4655 mt), il punto più alto dell’intero percorso, arrivando allo spettacolare lago Karakul dove i monti glaciali della catena del Picco Lenin si specchiano sulle acque turchesi del vasto lago. Oltre Karakul si valica in direzione nord il passo Kyzyl-Art al confine col Kirghizistan, dove si fa il cambio di mezzi e guide locali. A nord del passo s’incontrano le prime regioni nomadiche kirghise, in un territorio dove le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi; da qui, si prosegue per Sary Moghul imboccando una strada sterrata che porta verso sud nel cuore delle montagne del Pamir fino al Achik Tash Base Camp, dove ci si accomoda per la notte utilizzando le yurte e dove il mattino seguente si esplora a piedi la zona fino a giungere al lago di Tulpar Kol. Si prosegue poi attraverso il passo di Taldyk (3615 mt) per la città di Osh (950 mt) ai bordi della fertile valle di Fergana. Questa nuova regione è il polmone agricolo del centr’Asia, e fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh ed i bazar fuori dal tempo, come Uzgen. Ci si sposta poi nel centro del Paese, arrivando al leggendario lago del Son Kul, decantato tra i luoghi più magici dell’Asia Centrale, dove si avrà modo di assistere ad uno dei giochi tipici, il Buzkashi, richiamo dei tempi antichi che evoca le epopee di queste regioni. Si completa il tour con l’Issyk-kul, il grande lago salato che popola le leggende kirghize, e, rientrando a Bishkek, capitale del Kirghizistan, col sito storico di Burana. Si esplora così una grande varietà di ambienti, sempre spettacolari, con un itinerario che tocca anche i punti salienti storici dei due Paesi.

NOTA TECNICA

Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone, in particolare tra gli ismailiti, ma non solo. La parte più temuta da molti è la regione tagika; si tenga presente che il confine afgano è molto controllato ed in ogni caso lungo il fiume Panj, che delimita i due paesi, vivono ‘al di la del fiume’ altri pamiri ismailiti che nulla hanno a che vedere con i temibili talebani che imperversano più a sud. Nel Wakhan le donne velate sono rare, ed in generale una piccola minoranza ovunque; può succedere di rimanere basiti perché è spesso possibile intrattenere delle conversazioni in inglese con loro!
Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; in Tagikistan lungo il Panj c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza) solo a Kalai-Khumb ed a Khorog, le altre sistemazioni sono in piccole locande tipiche e si alloggia per 3 notti in tipiche case pamire. In Kirghizistan si hanno a disposizione degli hotel a Osh, Bishkek e Cholpon Ata mentre a Kazarman si utilizza una casa privata (pulita e comoda) e si alloggia per due notti nelle yurte ad Achit Tash e al lago Son Kul. Al lago Son Kul e ad Achik Tash la yurta singola non viene sempre garantita per via del loro basso numero, ma si cerca di accontentare ogni richiesta.
Alloggiando presso le famiglie locali si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando spesso in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove a volte può essere necessario dividersi tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. Il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; chi lo desidera può portare con sé un sacco lenzuolo o un sacco a pelo.
Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Hyundai Grand Starex mentre in Kirghizistan pulmini Mercedes Sprinter.
La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.
Al momento della redazione del viaggio non è obbligatoria alcuna vaccinazione.

 Programma del viaggio


1°g. Venerdì 8 agosto, partenza per Dushambe  
Per raggiungere Dushambe, capitale del Tagikistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.

2°g. 9/8 Dushambe
L’arrivo a Dushambe è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’Atlas hotel o simile, dove si avranno subito le camere a disposizione per un po’ di riposo. Nel pomeriggio si visita la città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la fortezza antica più importante del Tajikistan, oggi restaurata, con l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un santo sufi. A Dushambe è particolarmente interessante il museo archeologico, con reperti che includono una statua del Budda del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano. Dopo il museo ci si rilassa con una bella passeggiata attraverso il Parco Rudaki, dedicato a questo padre della poesia persiana. Tempo permettendo si conclude la giornata con un giro al bazar della città.

3°g. 10/8 Dushambe – Kulyab – Kalai Khumb
Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale, formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbekistan per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni. Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e, raggiunte le sue rive, si inizia a risalirne il corso. Sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del ‘mondo moderno’ e si osservano delle coltivazioni ottenute su pendii di una pendenza estrema – è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? Giunti a Kalai Khumb si alloggia presso il Karon Palace Hotel o simile; la tappa è di circa 380 km (7/8 ore di guida).

4°g. 11/8 Kalai Khumb – Khorog (2100 mt)
Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan e seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è una sorgente termale dedicata a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branchia dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visita il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere, tra i numerosi oggetti, i grandi ritratti dei padri della Rivoluzione russa ed anche di Stalin. Si alloggia presso il Lal Hotel e si cena sulla graziosa terrazza, dove si può assaggiare la famosa … pizza locale! La tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio.

5°g. 12/8 Khorog – Yangm
Si prosegue il viaggio lungo il fiume Panj arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashm. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan, tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan, con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano con vette glaciali spettacolari il versante afgano del fiume Panj, e si osservano le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visitano la vecchia fortezza di Kakh-Kah ed il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6726 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni estere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm, dove si alloggia in una tipica casa pamira. La tappa è di circa 190 km, da 5 a 6 ore di viaggio, più la salita a Yamchun.

6°g. 13/8 Yangm – Langar (2909 mt)
A Yangm è molto interessante il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo geniale che lo ha realizzato. Dopo questa bella esplorazione del villaggio si continua verso est incontrando il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km), dove si sosta per la notte.

7°g. 14/8 Langar – Passo di Khargush (4286 mt) – Yashikul – Shakthy – Murgab (3630 mt)
Si prosegue in direzione nord avendo una visuale ad ovest verso il picco Engels (6510 mt); si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi, ed attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo, superato un bel lago, si incrocia la “M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio di Burunkul, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41” e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione, dove si alloggia presso una tipica locanda locale, il Pamir Hotel (pamirhotel.com) o simile. La tappa è di 140 km, circa 4 ore, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in … container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà è costituita da tagiki.

8°g. 15/8 Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) – Karakul (3823 mt)
Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab: ornata dai laghi di Shor e Rang, nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui, se presenti, è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani; si pranza nel villaggio. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord valicando il passo di Ak Baital, con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo. La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche, formatosi nel bacino creato da un gigantesco meteorite: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin o Ibn Sina (7134 mt). Si alloggia presso una semplice sistemazione locale; la tappa è di circa 150 km.

9°g. 16/8 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Sary Tash – Achik Tash (3600 mt)
Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art vi è il punto di confine dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di uscita, si prosegue con la nuova guida ed i mezzi kirghisi; il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan è alla base del passo. Si transita in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Giunti nell’ampia vallata verde di Sary Tash, dove si affaccia imponente a meridione la candida catena del Pamir su cui svetta il Picco Lenin, si prosegue per Sary Moghul imboccando una strada sterrata che porta nel cuore delle montagne del Pamir fino al Achik Tash Base Camp, dove ci si accomoda per la notte utilizzando le yurte (qui vi sono anche tende leggere, che vengono solitamente utilizzate dagli alpinisti, ma per il nostro gruppo sono state riservate le più confortevoli sistemazioni tradizionali – infatti da qui partono le spedizioni per raggiungere la vetta del Picco Lenin). Prima della cena è possibile fare una passeggiata nella zona tra ameni laghetti di tipo alpino ammirando la colossale catena di monti candidi che cinge la valle e culmina nella vetta del Lenin, che si staglia proprio di fronte al campo.

10°g. 17/8 Achik Tash – Lago di Tulpar Kol, Pamir – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)
Si parte per un breve percorso a piedi sull’altopiano di circa 2 km fino a giungere al lago di Tulpar Kol, contornato dalle alte vette del Pamir, dove i pendii possono essere ancora coperti dalla neve. Per chi non avesse voglia di camminare, con i mezzi è possibile arrivare molto vicini al lago e camminare solo per un breve tratto per ammirarlo. Dopo questa piacevole escursione si parte per Osh dove, superato il Passo di Taldyk (3615 mt), si arriva nel pomeriggio e si alloggia presso l’Osh Grand Hotel Chavo. In base all’orario di arrivo è possibile tornare a passeggiare al Navoi Park, anche questo vicinissimo, sempre cinque minuti a piedi dall’hotel. Si nota subito, ovunque si vada, che si è circondati dai bei sorrisi color … oro dei locali. Questa curiosa tradizione centroasiatica nasce dal fatto che in passato non esisteva in queste regioni la possibilità di fare dei denti finti, in quanto la ceramica non era facilmente lavorabile; al contrario, l’oro è un metallo molto malleabile, più duttile ed adatto per fare le protesi ai denti. L’usanza nacque quindi da questa necessità per poi svilupparsi con il tempo come forma di bellezza e di dimostrazione di ricchezza. La tappa è di circa 280 km, circa 6 ore di viaggio.

11°g. 18/8 Osh
Osh, ai margini della grande regione di Fergana, ampiamente contesa nella storia, è oggi una vivace città musulmana con il clima caldo che offre diversi siti interessanti da visitare.  Si inizia la visita della città salendo al Trono di Sulayman (Salomone), la leggendaria collina che troneggia sulla città ed offre una bella visuale dall’alto. Camminando lungo la collina si arriva alla grande moschea ed il cimitero che gli è a fianco fino a giungere al Mausoleo di Asaf Ibn Burhia, un importante luogo di pellegrinaggio per i musulmani, dove però è vietato entrare. Si riprende l’auto per raggiungere l’entrata del parco cittadino di Navoi che si attraversa tra giostre, bancarelle e tavolini dove i locali bevono il tè. Qui spesso si osservano gli anziani che indossano i tipici cappelli bianchi a punta giocando a scacchi (chiedere il permesso prima di iniziare a fotografare). Si prosegue poi per il parco Petrovsky, dove nell’ampia piazza adiacente troneggia una grande statua di Lenin: infatti, al contrario di quanto successo in tanti altri stati limitrofi, in Kirghizistan sono rimaste molte di questi simboli del tempo passato; nel parco si trovano anche il monumento ai caduti durante la guerra russo-afghana (1979-1989) ed il monumento ai deceduti del disastro nucleare di Chernobyl del 1986. Si completa la scoperta della città visitando la chiesa ortodossa di San Michele.

12°g. 19/8 Osh – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)    
Prima di lasciare la città ci si reca per una breve visita al bazar di Jayma, ubicato nella medesima posizione dai tempi del Via della Seta, che dista cinque minuti a piedi dall’hotel. Si parte poi in direzione di Kazarman e dopo circa un’ora di viaggio si sosta a Uzgen, che funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo, dove si ammira l’antico minareto, si visita il mausoleo e ci si si reca al piccolo ma affollato mercato, tar i più pittoreschi del centro Asia. Si riprende la strada in direzione nord est attraversando la catena montuosa di Fergana (una propaggine occidentale del Tien Shan) superando il passo di Ak Moinok (2940 mt) e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman dove si alloggio presso il Kazarman Bed & Breakfast o similare. La tappa è di circa 250 km, approssimativamente 7/8 ore di viaggio.

13°g. 20/8 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) – Lago di Son-Kul (3016 mt)
Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando, attraverso il passo di Moldu-Ashu, la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago (270 kmq) è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. La tappa è di 190 km, circa 5/6 ore di viaggio. Si inizia l’esplorazione con una bella passeggiata sulla riva del lago dove si potrà assistere al “Buzkashi” o “Kokpar” che significa letteralmente “acchiappa la capra”, tipico sport equestre tradizionale dell’Asia Centrale e Meridionale. Il contesto si svolge su un grande campo dove due squadre di uomini a cavallo si contendono la carcassa di una capra e vince chi riesce a portarla dentro ad un’area preassegnata. L’origine del gioco è molto antica, sembra risalire infatti ai tempi dell’invasione mongola dell’Asia Centrale: si narra infatti che i prigionieri venissero messi in mezzo ad una piana e che i cavalieri mongoli che riuscivano ad afferrarli da cavallo si aggiudicavano il possesso del prigioniero. Il Buzkashi resta così un grande richiamo dei tempi antichi che evoca le epopee di queste regioni, dove i popoli nomadi vivevano in stretta simbiosi con i loro cavalli. Per chi volesse è possibile noleggiare un cavallo per fare una passeggiata nella zona. La notte trascorsa qui è veramente speciale: come i nomadi si dorme nelle accoglienti yurte ai bordi del lago, sovrastati da un grandioso cielo stellato.

14°g. 21/8 Son Kul – Kochkor – Cholpon Ata   
Si lascia il lago in direzione est attraverso il valico di Kalmak Ashu giungendo al villaggio di Kochkor, dove si avrà modo di scoprire presso un piccolo centro artigianale i segreti della produzione locale del feltro. Poco dopo al bivio si prende la deviazione verso est per il lago Issyk-Kul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, ed i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Questo scenario si ritrova in molti racconti di scrittori kirghizi (tra i più conosciuti: “Il battello bianco” di Čyngyz Ajtmatov). Si costeggia il lago fino ad arrivare alla cittadina di Cholpon Ata dove ci si imbarca per un breve giro in barca del lago. Si pernotta presso il Karven Four Season Hotel o similare. La tappa odierna è di 280 km, circa 5 ore di auto.

15°g. 22/8 Cholpon Ata – Burana – Bishkek  
Si lascia il lago proseguendo il viaggio verso la capitale; una breve deviazione dalla strada principale porta alle rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo, uno dei simboli del Paese che gli studiosi ritengono fosse in origine un minareto, e su cui è consentito salire. Nei pressi della torre si trovano degli interessanti ‘balbali’, ovvero le antiche stele funerarie monolitiche in pietra che i nomadi scolpivano per ricordare gli esponenti più eminenti della loro comunità. Le pietre raffigurano in modo un po’ rozzo principalmente uomini (ma sono state trovate anche figure femminili) che reggono una sorta di piatto o coppa e con appeso alla cintura una spada o un pugnale. Una probabile interpretazione di questi simboli suggerisce che un guerriero con in mano una coppa è l’emblema della fedeltà al sovrano, mentre la spada simboleggia un guerriero o un uomo con un grande potere, come un capo tribù, un sovrano o anche uno sciamano. Se pur la maggior parte delle pietre fu scolpita in modo primitivo e grossolano, rivelano espressioni facciali molto diverse tra loro. Salutati i ‘balbali’ si prosegue per Bishkek, dove ci si accomoda presso il Damas hotel o similare e si effettua una breve visita della città. A pochi minuti a piedi dall’hotel si inizia visitando l’Oak Park al cui interno si trovano fontane, sculture e memoriali. Tempo permettendo sempre a piedi si raggiunge il Museo statale di storia del Kirghizistan, contenente diversi reperti sul patrimonio culturale del popolo kirghiso. Nella grande piazza di fronte al Museo sventola un’imponente bandiera kirghiza sorvegliata da guardie e sotto di essa si trova la statua a cavallo di Manas, in riferimento al poema epico nazionale in cui 40 tribù capeggiate dal guerriero Manas si unificarono per combattere i loro vicini ed ottenere l’indipendenza del Paese. Questa epopea è simboleggiata ancora oggi dal sole giallo con 40 raggi posto al centro della bandiera, a memoria delle quaranta tribù del poema epico nazionale. Si conclude questa giornata con la visita del grande bazar cittadino. Alla sera si cena in un ristorante tipico per ripercorrere insieme ai partecipanti le emozioni di questo avvincente viaggio. La tappa è di 290 km, circa 5 ore.

16°g. Sabato 23 agosto, volo di rientro
I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Lago Yashikul
Fiume Panj, arrivo nella vallata
Karakul, pozzo
Lago Aq Balik
Monte Karl Marx (6750 mt)
Interno di una yurta
Vrang, regione del Wakhan
Lago Karakul
Dushambe, la moschea
Lago Yashikul
Rankul, cammelli
Dushanbe, Museo Archeologico
Forte di Yamchun
Gioco del Buzkashi
Son Kul, campo yurte
Gioco degli scacchi a Osh
Issyk-Kul, visuale dalla barca
Anziano Kirghizo
Cammello bactriano
Campo yurte, Achik Tash
Osh, cimitero e moschea
Balbali a Burana
Cimitero kirghiso
Osh, chiesa ortodossa
Osh, statua di Lenin
Donna pamira

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NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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