Kirghizistan
Conoscere il Kirghizistan
Dal Pamir al Tien Shan, città storiche e civiltà nomade
Trono di Salomone, ingresso
Monte Lenin dal passo Taldyk
Bazar di Uzgen
Lago Issik-Kul
Torre di Burana
Sintesi del viaggio
Il Kirghizistan offre una natura avvincente, con grandi catene di montagne che svettano fino ai ghiacciai, impreziosite da laghi e con ampie vallate ricche di pasture, dove ancora oggi i pastori nomadi vivono nelle candide yurte. Questi stupendi spazi furono luogo di transito delle carovane della Via della Seta, e di quei tempi rimangono tutt’ora interessantissimi bazar storici, Il viaggio porta a conoscere la gran parte dei luoghi più belli ed interessanti: si spazia dalla calda valle di Fergana alle pendici del Picco Lenin (7134 m) che troneggia nel Pamir, dai bazar storici alle pasture nomadiche a contorno di laghi cristallini, per scoprire un mondo che coinvolge tutti profondamente, sia per la bellezza naturale che per la sincera cordialità delle persone.
Presentazione del viaggio
Partendo da Osh, ai margini della grande regione di Fergana, dove si trova uno dei bazar più colorati, vivi ed importanti della regione, si sale sull’altopiano del Pamir a ridosso del confine col Tagikistan dove le praterie sono ornate dalle yurte, simbolo della tradizione e della cultura nomade della regione, sostando nel cuore delle montagne al campo base del Picco Lenin, dove si alloggia in comode yurte (con servizi e riscaldate). Si torna quindi verso nord scoprendo la città storica di Uzgen ed arrivando da qui nella parte più occidentale del Tien Shan ad Arslanbob, un territorio celebre per le magnifiche foreste di noci. Ci si sposta quindi nel centro del Paese giungendo al leggendario lago del Son-Kul, decantato tra i luoghi più magici dell’Asia Centrale, e si prosegue per il grande lago dell’Issyk-Kul a ridosso del confine col Kazakistan, una grandiosa distesa di acqua salata che popola le leggende kirghize; procedendo poi da qui verso la capitale Bishkek s’incontra il sito storico di Burana. Si esplora così una grande varietà di ambienti, sempre spettacolari, città e villaggi per una visione d’insieme molto completa di questo stupendo paese.
I dettagli del percorso sono descritti nel Programma di Viaggio.
IL KIRGHIZISTAN
Il Kirghizistan è un Paese spettacolare, adagiato tra il Pamir a sud, che lo delimita dal Tagikistan, e le montagne del Tien Shan, che lo separano dal Kazakistan e dal Sinkiang dominato dalla Cina. Un territorio che è un succedersi senza fine di montagne, fiumi e vallate, nel cuore dell’Asia Centrale, ornato da paesaggi grandiosi e sconfinati.
La storia del Kirghizistan si estende per oltre duemila anni e comprende un ampio insieme di culture ed imperi. Nel corso dei secoli il suo territorio è stato il crocevia di grandi civiltà e sui percorsi della Via della Seta e di altre rotte commerciali e culturali. Qui fu combattuta la battaglia di Talas nel 751 d.C., quando gli arabi vinsero l’esercito cinese e poterono espandere l’Islam in tutta l’Asia centrale per i successivi secoli.
Il Kirghizistan è fra le più “russe” delle ex repubbliche sovietiche, con un accattivante insieme di nomadismo, macchine sovietiche, chiese ortodosse, moschee, yurte, bazar, natura incontaminata e minoranze etniche, un insieme che, al di là dell’incomparabile natura che non esige presentazioni, rende questo piccolo paese particolarmente affascinante.
Per maggiori informazioni sul Kighizistan può essere utile la sezione dedicata al Paese nella parte del sito di Amitaba dedicata all’Asia Centrale.
NOTA TECNICA
SISTEMAZIONI – Il viaggio si svolge per la gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Nelle città le sistemazioni sono ottime ma nei centri minori gli alloggi sono piuttosto semplici, ed a Arslanbob e Kazarman si utilizzano locande o case private (comode e pulite) ma con servizi in comune. Si alloggia per due notti nelle yurte ad Achik Tash, nel cuore del Pamir ai piedi del Picco Lenin, dove sono tipiche e molto belle ma ‘modernizzate’, perché sono dotate di servizi privati e di riscaldamento; ed una al lago Son-Kul, dove nelle tende è disponibile, se servisse, una stufa ed i servizi sono in comune. Nei campi di yurte può a volte succedere che non sia possibile averne una da soli come ‘singola’, nel caso ci fossero troppe persone al campo.
PASTI – Sono tutti inclusi ed il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito. La cucina è piuttosto varia, diversa in base alle varie zone del paese: pollo, spiedini di carne, riso, verdure, frutta secca, il tutto come sempre accompagnato dall’ottimo tè e dal piatto nazionale di queste regioni, il plov: una preparazione tipica a base di riso con carote, cipolle, verdure, frutta secca, spezie, erbe ed aromi con sopra carne di agnello, manzo, pecora o montone cotta nel burro, nell’olio ma soprattutto nel grasso dell’animale (non preoccupatevi, che esiste anche la variante vegetariana!). Né gli appassionati della carne né i vegetariani rimarranno mai a bocca asciutta.
ITINERARIO – Per gli spostamenti si utilizzano pulmini Mercedes Sprinter da 18 posti; se il gruppo ha 9 o più partecipanti se ne usano due. Alcuni tratti del percorso presentano strade non equiparabili a quelle europee con pezzi di sterrato, come la salita al lago del Son Kul o la salita ad Achik Tash. I tempi di percorrenza indicati nel programma sono stati da noi precedentemente testati. È previsto un percorso a piedi per arrivare al lago di Tulpar Kol, circa 150 mt di dislivello su una distanza di 2/3 km, quindi facile, ma che si svolge sopra i 3000 metri; procedendo con calma, dovrebbe essere facilmente fattibile.
Quota: il punto di sosta più alto dove si arriva è alla base del Picco Lenin a 3600 mt; una quota alta ma ancora all’interno dei limiti di sicurezza, non necessita di acclimatazione.
CLIMA – In questo periodo dell’anno le piogge sono poco frequenti ma sempre possibili, in particolare nell’alto Pamir, e le temperature sono molto varie, dal caldo di Bishkek ed Osh alle notti più fresche sui pascoli d’alta quota sulle rive del lago Son Kul, Il punto più freddo del percorso è Achik Tash, dove di notte si può arrivare anche allo zero termico, mentre di giorno ci si aspettano temperature tra i 10 ed i 18°C.. Si consiglia quindi di vestirsi a strati e di portarsi una giacca un po’ pesante ed un paio di scarponcini tipo trekking per i percorsi a piedi.
WIFI, SIM, ELETTRICITÀ – Il wi-fi è disponibile quasi ovunque; al momento della redazione non c’era ancora nei campi yurte e ad Arslanbob tranne a Sary Moghul ed Arslanbob. Le prese di corrente sono bipolari, come quelle che si trovano in Italia.
CAMBIO – È possibile farlo in aeroporto e nelle maggiori città, ma la guida locale si adopererà ove necessario per trovare soluzioni di cambio in ogni luogo. Si segnala che le carte di credito sono diffuse solamente nelle grandi città e si consiglia quindi di portare anche del denaro contante.
ACQUISTI – Ci si potrà sbizzarrire negli acquisti nei bazar che si incontrano sul percorso: vestiti, scialli, foulard, tappeti, gemme, coltelli ed artigianato locale, sicuramente è facile trovare qualcosa di interessante da portare a casa.
PERICOLOSITÀ – Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone.
Programma del viaggio
1°g. Sabato 20 giugno, partenza per Osh
Per raggiungere Osh in Kirghizistan si possono utilizzare diverse compagnie aeree; un collegamento comodo è quello della Pegasus Airlines che giunge qui con un collegamento diretto da Istanbul. Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.
2°g. 21/6 Osh
Si atterra ad Osh nelle prime ore del mattino dove è in attesa dei partecipanti la guida locale e ci si trasferisce presso l’Osh Grand Hotel Chavo (4*) o similare, uno storico hotel nel centro della città che in origine era un tipico hotel sovietico; oggi è stato ristrutturato ed offre un’oasi di pace e relax. Osh, ai margini della grande regione di Fergana, sempre contesa nella storia, è oggi una vivace città musulmana con un clima caldo che offre diversi siti interessanti da visitare. Dopo qualche ora di riposo si inizia la visita della città salendo al Trono di Sulayman (Salomone), la leggendaria collina che troneggia sulla città e ne offre una bella visuale dall’alto. Camminando lungo la collina si arriva al Museo Storico ed Archeologico di Sulayman, dove viene descritta la storia del Paese, con la particolare caratteristica che si trova interamente scavato nella roccia. Usciti dal Museo si costeggiano la grande moschea ed il cimitero che gli è a fianco fino a giungere al Mausoleo di Asaf Ibn Burhia, un importante luogo di pellegrinaggio per i musulmani, dove però è vietato entrare. Si riprende il pulmino per raggiungere l’entrata del parco cittadino di Navoi che si attraversa tra giostre, bancarelle e tavolini dove i locali bevono il tè. Qui spesso si osservano gli anziani che indossano i tipici cappelli bianchi a punta giocando a scacchi (si raccomanda di chiedere il permesso prima di fotografare). Si avrà poi del tempo libero per visitare il grande e famoso bazar coperto di Jayma, che dista cinque minuti a piedi dall’hotel, ubicato nella medesima posizione dai tempi del Via della Seta e ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale; vi si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e vi si trova ogni tipo di mercanzia ed oggetti, ci si può sbizzarrire con gli acquisti: dai lunghi e colorati vestiti locali, fino alle spezie ed ai tappeti, qui si trova di tutto! Si prosegue poi per il parco Petrovsky, dove nell’ampia piazza adiacente troneggia una grande statua di Lenin: infatti, al contrario di quanto successo in tanti altri stati limitrofi, in Kirghizistan sono rimasti molti di questi simboli del tempo passato; nel parco si trovano anche il monumento ai caduti durante la guerra russo-afghana (1979-1989) ed il monumento ai deceduti del disastro nucleare di Chernobyl del 1986. Si completa la scoperta della città visitando la chiesa ortodossa di San Michele.
3°g. 22/6 Osh – Passo di Chyrchyk (2381 mt) – Passo di Taldyk (3615 mt) – Sary Moghul (3150 mt) – Achik Tash (3600 mt)
Si parte da Osh verso sud per Sary Moghul; si valica il passo di Chyrchyk e si percorrono belle valli policrome che conducono all’alto passo di Taldyk da dove, col tempo limpido, si vede per la prima volta la vetta del Picco Lenin (o Ibn Sina) che si staglia a 7134 mt e, scesi a Sary Tash, si rimane estasiati di fronte alla grande catena di altissimi monti glaciali che si ergono sulle vaste praterie, uno degli scorci indimenticabili del Pamir. Qui è interessante il cimitero locale, islamico ma che rivela le radici sciamaniche delle persone di queste regioni con diversi simboli a protezione dei defunti, un luogo a cui le persone accedono con particolare attenzione e reverenza. Da qui si segue per un tratto verso ovest la strada che proviene dal passo di Erkeshtam (3615 mt) che porta ad est nel Sinkiang a dominio cinese ed arriva fino a Dushambe in Tagikistan. A sud oltre la prateria ornata dalle yurte bianche si ammira l’altissima catena di monti glaciali che culmina nella vetta del Lenin. Arrivati a Sary Moghul si imbocca una strada sterrata che porta verso sud nel cuore delle montagne del Pamir fino all’Achik Tash Base Camp, dove ci si accomoda utilizzando le yurte (qui vi sono anche tende leggere, che vengono solitamente utilizzate dagli alpinisti, ma per il nostro gruppo sono state riservate le più confortevoli sistemazioni tradizionali ‘modernizzate’ con servizi e riscaldamenti – infatti da qui partono le spedizioni per raggiungere la vetta del Picco Lenin). Prima della cena è possibile fare una passeggiata nella zona tra ameni laghetti di tipo alpino ammirando la colossale catena di monti candidi che cinge la valle e culmina nella vetta del Lenin, che si staglia proprio di fronte al campo. La tappa è di 280 km, circa sei ore di viaggio. E’ anche possibile noleggiare un cavallo, anche nella giornata di domani, per esplorare i dintorni.
4°g. 23/6 Achik Tash (Pamir): lago di Tulpar Kol e ghiacciai del Picco Lenin
Si parte per un breve percorso a piedi sull’altopiano di circa 2 km fino a giungere al lago di Tulpar Kol, ubicato a sud est del campo, contornato dalle alte vette del Pamir, dove i pendii possono essere ancora coperti dalla neve. Sembra surreale, ieri mattina si era ad Osh con quasi 30 gradi, oggi si è circondati da un paesaggio ancora innevato … una magica varietà, che è una delle magnifiche caratteristiche del Paese! Nel pomeriggio chi è interessato può passeggiare verso sud per ammirare da vicino gli imponenti ghiacciai che confluiscono dal Picco Lenin verso la nostra vallata.
5°g. 24/6 Achik Tash – Osh
Si parte per Osh, dove si arriva nel pomeriggio e si alloggia nel medesimo hotel. Il resto della giornata è libero. In base all’orario di arrivo si può tornare al Parco Navoi ed al vivace bazar di Jayma, vicinissimi all’hotel. Si nota subito, ovunque si vada, che si è circondati dai bei sorrisi color … oro dei locali. Questa curiosa tradizione centroasiatica nasce dal fatto che in passato in queste regioni non esisteva la possibilità di fare dei denti finti, in quanto la ceramica non era facilmente lavorabile; al contrario, l’oro è un metallo molto malleabile, più duttile ed adatto per fare le protesi ai denti. L’usanza nacque quindi da questa necessità per poi svilupparsi con il tempo come forma di bellezza e di dimostrazione di ricchezza.
6°g. 25/6 Osh – Uzgen – Arslanbob (1700 mt)
Si lascia Osh contornando verso nord est il confine uzbeko che delimita la parte più orientale della valle di Fergana arrivando ad Uzgen (56 km). E’ una delle più antiche città del Kirghizistan fondata tra il I e il II secolo a.C. e funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo, storico importante punto di sosta per le carovane della Via della Seta che transitavano tra la valle di Fergana e Kashgar. Si ammirano l’antico minareto (XI secolo) con gli adiacenti mausolei, un complesso che è candidato dei siti Unesco, e ci si si reca al magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più interessante di quello di Osh. Si procede da qui attraversando i margini settentrionali della piana di Fergana con una sosta per il pranzo a Jalalabad e da Abdaraimov ci si immerge nelle vallate che portano a nord ad Arslanbob, un percorso di 200 km, circa quattro o cinque ore in tutto. Si alloggia in una locanda a conduzione familiare, tra le migliori disponibili. Siamo nella parte più occidentale della catena del Tien Shan ed in testa alla vallata si trova il monte Gora Babash-Ata (4428 mt), una stupenda zona verde in una regione prevalentemente arida dove sembra quasi di essere nel cuore delle Alpi, famosa soprattutto per le immense foreste di noci. Secondo la tradizione locale il grande condottiero Alessandro Magno è passato di qui e, legata alla valle ed alle sue foreste di noci, vi si tramanda anche un’antica leggenda. Si racconta infatti che il profeta Maometto incaricò un certo Arslanbob di trovare il paradiso in terra, ed egli trovò una valle rigogliosa con verdi prati, montagne e fiumi d’acqua fresca; ma c’era un problema, non erano presenti degli alberi. Così Maometto diede ad Arslanbob una sacca di noci da spargere per questa valle, creando così questa grande foresta che copre tutto il territorio. Ci si reca con una tranquilla passeggiata ad una piccola cascata (è alta circa 30 metri) dove, arrivando, la stradina è contornata da bancarelle ed ambulanti che propongono dolci ed artigianato locale; da qui ci si può inoltrare a piedi, o utilizzando in cavallo, nella parte bassa della foresta di noci.
7°g. 26/6 Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)
Utilizzando delle jeep locali 4X4 si sale con un percorso un poco accidentato ma con magnifiche visuali fino al punto panoramico più alto della valle, dove inizia una breve passeggiata che porta ai piedi di un cascata alta circa 80 metri. Si torna da qui alla locanda, l’escursione richiede poco meno di tre ore. Ripreso il nostro mezzo si parte e, giunti nella località di Jalalabad (80 km), si procede ora in direzione nord est attraversando la catena montuosa di Fergana (una propaggine occidentale del Tien Shan) al panoramico passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman dove si alloggia presso una locanda a gestione familiare. La tappa di oggi è di 230 km, da sei a otto ore di viaggio.
8°g. 27/6 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) – Lago di Son-Kul (3016 mt)
Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; ad Ak-Tal la si lascia andando a nord superando, attraverso il passo di Moldu-Ashu, la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago (270 kmq) è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva, dove si vedono anche diversi animali selvaggi. Si alloggia in un ben allestito campo di yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago; la tappa è di 190 km, circa cinque ore di viaggio. Si inizia l’esplorazione con una bella passeggiata sulla riva del lago; si può raggiungere anche una collinetta dove si possono ammirare alcuni petroglifi scolpiti su grossi blocchi di pietra con strumenti di pietra e metallo dai nomadi delle steppe o dagli sciamani. Per chi volesse è possibile noleggiare un cavallo per fare una passeggiata nella zona. La notte trascorsa qui è veramente speciale: come i nomadi si dorme nelle accoglienti yurte ai bordi del lago, sovrastati da un grandioso cielo stellato.
9°g. 28/6 Son Kul – Passo di Kalmack Ash (3447 mt) – Kochkor – Lago Issyk-Kul (Cholpon Ata, 1663 mt)
Si lascia il lago in direzione est attraverso il valico di Kalmak Ash a nord est del lago e giungendo al villaggio di Kochkor (circa 100 km), dove si avrà modo di scoprire presso un piccolo centro artigianale i segreti della produzione locale del feltro. Si prosegue da qui sempre verso nord est arrivando al lago di Orto Tokoi, di cui si costeggia un tratto della costa meridionale, e proseguendo da qui verso est si arriva al vasto lago di Issyk-Kul, la turchese distesa d’acqua più vasta del Paese, lungo 170 km e largo 70; un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, ed i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Questo scenario si ritrova in molti racconti di scrittori kirghizi (tra i più conosciuti: “Il battello bianco” di Čyngyz Ajtmatov). Si costeggia il lago fino ad arrivare sulla costa nord alla cittadina di Cholpon Ata dove si prende una imbarca per una breve crociera.. Si pernotta presso l’hotel Karven Four Season (4*) o similare. La tappa odierna è di circa 235 km, approssimativamente quattro ore di auto.
10°g. 29/6 Cholpon Ata – Burana – Bishkek
Si costeggia il lago verso ovest proseguendo il viaggio verso la capitale, Giunti al fiume Chu, che delimita in molti punti il confine col Kazakistan, con una breve deviazione dalla strada principale si raggiungono le rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo, uno dei simboli del Paese, che gli studiosi ritengono fosse in origine un minareto, e su cui è consentito salire. Nei pressi della torre si trovano degli interessanti ‘Balbali’, ovvero le antiche stele funerarie monolitiche in pietra che i nomadi scolpivano per ricordare gli esponenti più eminenti della loro comunità. Le pietre raffigurano in modo un po’ rozzo principalmente uomini (ma sono state trovate anche figure femminili) che reggono una sorta di piatto o coppa e con appeso alla cintura una spada o un pugnale. Una probabile interpretazione di questi simboli suggerisce che un guerriero con in mano una coppa è l’emblema della fedeltà al sovrano, mentre la spada simboleggia un guerriero o un uomo con un grande potere, come un capo tribù, un sovrano o anche uno sciamano. Se pur la maggior parte delle pietre fu scolpita in modo primitivo e grossolano, rivelano espressioni facciali molto diverse tra loro. Salutati i ‘balbali’ si prosegue per Bishkek, dove ci si accomoda presso il Damas hotel (4*) o similare, ben posizionato in centro; la tappa è di 300 km, inclusa Burana, circa cinque ore. A pochi minuti a piedi dall’hotel si iniziano le visite dall’Oak Park al cui interno si trovano fontane, sculture e memoriali. Tempo permettendo sempre a piedi si raggiunge il Museo statale di storia del Kirghizistan, contenente diversi reperti sul patrimonio culturale del popolo kirghiso. Nella grande piazza di fronte al Museo sventola un’imponente bandiera kirghiza sorvegliata da guardie e sotto di essa si trova la statua a cavallo di Manas, in riferimento al poema epico nazionale in cui 40 tribù capeggiate dal guerriero Manas si unificarono per combattere i loro vicini ed ottenere l’indipendenza del Paese. Questa epopea è simboleggiata ancora oggi dal sole giallo con 40 raggi posto al centro della bandiera, a memoria delle quaranta tribù del poema epico nazionale. Si conclude questa giornata con la visita del grande bazar cittadino. Alla sera si cena in un ristorante tipico.
11°g. Martedì 30 giugno, volo di rientro
I voli per l’Italia partono solitamente al mattino, incluso quello della Pegasus Airlines, e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Pamir a Sary Tash
Vallate arrivando a Osh
Trono di Salomone, ingresso
Monte Lenin dal passo Taldyk
Bazar di Uzgen
Lago Issik-Kul
Torre di Burana
Osh, frutta secca
Sary Tash, cimitero e monti ad est
Achik Tash
Yurta a Achik Tash
Tramonto ad Achik Tash
Bazar di Uzgen
Bazar di Uzgen
Ristorante a Jalalabad
Passo Ak Moinok
Zona di Kazarman
Valle verso Naryn
Passo Moldu-Ashu,
Lago Son-Kul
Son Kul, pastore
Lago Orto Tokoi
Lago Issik-Kul
Fiume Chu
Balbali a Burana
Montaggio di una yurta
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NORME E ASSICURAZIONI
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.
DOCUMENTI DI VIAGGIO
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Monte Lenin dal passo Taldyk
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Achik Tash
Yurta a Achik Tash
Tramonto ad Achik Tash
Bazar di Uzgen
Bazar di Uzgen
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Zona di Kazarman
Valle verso Naryn
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Lago Orto Tokoi
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