Kirghizistan
Un viaggio nel cuore dell’Asia Centrale
Città storiche, natura incontaminata e civiltà nomade
Son Kul, pastore
Paesaggio kirghizo
Bimba a Son Kul
Son Kul, campo yurte
Issyk-Kul, visuale dalla barca
Sintesi del viaggio
Il Kirghizistan offre una natura avvincente, con grandi catene di montagne che svettano altissime ornate dai ghiacciai, impreziosite da laghi e con ampie vallate ricche di pasture, dove ancora oggi i pastori nomadi vivono nelle candide yurte. Questi stupendi spazi furono luogo di transito delle carovane della Via della Seta, e di quei tempi s’incontrano testimonianze storiche e rimangono interessantissimi bazar storici. Il viaggio porta a conoscere la gran parte dei luoghi più belli ed interessanti: si spazia dalla calda valle di Fergana alle nevi del Pamir, dai bazar storici alle pasture nomadiche a contorno di laghi cristallini, per scoprire un mondo che coinvolge tutti profondamente, sia per la bellezza naturale che per la sincera cordialità delle persone.
Presentazione del viaggio
Partendo da Osh, ai margini della grande regione di Fergana, dove si trova uno dei bazar più colorati, vivi ed importanti della regione si sale sull’altopiano del Pamir, dove le vette superano i 7000 metri e le praterie sono ornate dalle yurte, simbolo della tradizione e della cultura nomade della regione. Ci si sposta quindi nel centro del Paese, arrivando al leggendario lago del Son Kul, decantato tra i luoghi più magici dell’Asia Centrale, dove si avrà modo di assistere ad uno dei giochi tipici, il Buzkashi, richiamo dei tempi antichi che evoca le epopee di queste regioni. Si completa il tour con l’Issyk-kul, il grande lago salato che popola le leggende kirghize, e, rientrando a Bishkek, col sito storico di Burana. Si esplora così una grande varietà di ambienti, sempre spettacolari, con un itinerario che tocca anche i punti salienti storici del Paese.
IL KIRGHIZISTAN
Il Kirghizistan è un Paese spettacolare, adagiato tra il Pamir a sud, che lo delimita dal Tagikistan, e le montagne del Tien Shan, che lo separano dal Kazakistan e dal Sinkiang dominato dalla Cina. Un territorio che è un succedersi senza fine di montagne, fiumi e vallate, nel cuore dell’Asia Centrale, ornato da paesaggi grandiosi e sconfinati.
La storia del Kirghizistan si estende per oltre duemila anni e comprende un ampio insieme di culture ed imperi. Nel corso dei secoli il suo territorio è stato il crocevia di numerose grandi civiltà, come parte della Via della Seta e di altri percorsi commerciali e culturali. Qui fu combattuta la battaglia di Talas nel 751 d.C., quando gli arabi vinsero l’esercito cinese e poterono espandere l’Islam in tutta l’Asia centrale per i successivi secoli. Il Kirghizistan è fra le più “russe” delle ex repubbliche sovietiche, con un accattivante insieme di nomadismo, macchine sovietiche, chiese ortodosse, moschee, yurte, bazar, natura incontaminata e minoranze etniche, un insieme che, al di là dell’incomparabile natura che non esige presentazioni, rende questo piccolo paese particolarmente affascinante.
NOTA TECNICA
SISTEMAZIONI – Il viaggio si svolge per la gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Nelle città le sistemazioni sono ottime ma nei centri minori gli alloggi sono piuttosto semplici. Si sosta per due notti nelle yurte (al lago Son Kul e ad Achik Tash) mentre altrove si utilizzano locande o case private (comode e pulite). Alloggiando presso le famiglie locali si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando spesso in territori selvaggi, sono molto accoglienti; si tenga solo conto che sono alloggi in case private, e si richiede quindi un minimo di spirito di adattamento. Al lago Son Kul e ad Achik Tash la yurta singola non viene sempre garantita per via del loro basso numero, ma si cerca di accontentare ogni richiesta.
PASTI – Sono tutti inclusi ed il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito. La cucina è piuttosto varia, diversa nelle diverse zone del paese: pollo, spiedini di carne, riso, verdure, frutta secca, il tutto come sempre accompagnato dall’ottimo tè e dal piatto nazionale di queste regioni, il plov: una preparazione tipica a base di riso con carote, cipolle, verdure, frutta secca, spezie, erbe ed aromi con sopra carne di agnello, manzo, pecora o montone cotta nel burro, nell’olio ma soprattutto nel grasso dell’animale (ma è disponibile anche la variante vegetariana).
ITINERARIO – Per gli spostamenti si utilizzano mezzi in ottimo stato e di recente immatricolazione; in funzione del numero di partecipanti si dispone di veicoli Mercedes Sprinter e se il gruppo è di almeno 9 persone si utilizzano due piccoli minibus. Alcune tappe sono un po’ lunghe, una scelta necessaria per poter avere una visione completa del Paese, seguendo un itinerario studiato accuratamente e già sperimentato. Alcuni tratti del percorso presentano strade non equiparabili a quelle europee con pezzi di sterrato, come la salita al lago del Son Kul o la salita ad Achik Tash in Pamir. I tempi di percorrenza indicati nel programma sono stati da noi precedentemente testati e tengono in considerazioni anche le diverse soste per le visite, mangiare, fare fotografie o semplicemente per sgranchirsi le gambe e fare due chiacchere con la popolazione locale. È previsto un percorso a piedi per arrivare al lago di Tulpar Kol di circa 2/3 km, quindi facile, ma che si svolge sopra i 3000 metri, procedendo con calma, facilmente fattibile per tutti. Quota: si prevedono due soste in quota ad Achik Tash, circa 3600 mt, ed al lago Son Kul, circa 3016 mt.
CLIMA – In questo periodo dell’anno le piogge sono poco frequenti ed il clima è molto vario, dal caldo di Osh e Bishkek alle notti più fresche sui pascoli d’alta quota sulle rive del lago Son Kul o alle pendici del Pamir ad Achik Tash. Si consiglia quindi di vestirsi a strati e di portare una giacchetta più pesante ed un paio di scarponcini leggeri tipo trekking per i percorsi a piedi.
WIFI, SIM, ELETTRICITA’ – Il wi-fi è disponibile ovunque tranne ad Achik Tash e Son Kul. Le prese di corrente sono bipolari, come quelle che si trovano in Italia.
CAMBIO – È possibile farlo in aeroporto e nelle maggiori città, ma la guida locale si adopererà ove necessario per trovare soluzioni di cambio in ogni luogo. Si segnala che le carte di credito sono diffuse solamente nelle grandi città e si consiglia quindi di portare denaro contante.
ACQUISTI – Ci si potrà sbizzarrire negli acquisti nei bazar che si incontrano sul percorso: vestiti, scialli, foulard, tappeti, gemme ed artigianato locale, sicuramente è facile trovare qualcosa di interessante da portare a casa.
INGRESSO NEL PAESE – Al momento della redazione del viaggio non è obbligatoria alcuna vaccinazione e non è richiesto alcun visto per i cittadini italiani, serve un passaporto con sei mesi di validità minima dal momento dell’arrivo e in aeroporto a Osh viene apposto il timbro d’ingresso in Kirghizistan.
PERICOLOSITA’ – Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone.
Programma del viaggio
1°g. Venerdì 11 luglio, partenza per Osh
Per raggiungere Osh si possono utilizzare diverse compagnie aeree. Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. La gran parte dei voli dall’Europa giunge a destinazione nella mattinata successiva alla partenza.
2°g. 12/7 Osh
Si atterra a Osh nelle prime ore del mattino dove è in attesa dei partecipanti la guida locale e ci si trasferisce presso l’Osh Grand Hotel Chavo o similare, uno storico hotel nel centro della città a pochi minuti a piedi dal bazar, che in origine era un tipico hotel sovietico; oggi è stato completamente ristrutturato ed offre un’oasi di pace e relax. Osh, ai margini della grande regione di Fergana, ampiamente contesa nella storia, è oggi una vivace città musulmana con il clima caldo che offre diversi siti interessanti da visitare. Dopo qualche ora di riposo, infatti, si inizia la visita della città salendo al Trono di Sulayman (Salomone), la leggendaria collina che troneggia sulla città ed offre una bella visuale dall’alto. Camminando lungo la collina si arriva al Museo Storico ed Archeologico di Sulayman, dove viene descritta la storia del Paese, con la particolare caratteristica che si trova interamente scavato nella roccia! Usciti dal Museo si costeggiano la grande moschea ed il cimitero che gli è a fianco fino a giungere al Mausoleo di Asaf Ibn Burhia, un importante luogo di pellegrinaggio per i musulmani, dove però è vietato entrare. Si riprende l’auto per raggiungere l’entrata del parco cittadino di Navoi che si attraversa tra giostre, bancarelle e tavolini dove i locali bevono il tè. Qui spesso si osservano gli anziani che indossano i tipici cappelli bianchi a punta giocando a scacchi (chiedere il permesso prima di iniziare a fotografare). Si avrà poi del tempo libero per visitare il grande e famoso bazar coperto, che dista cinque minuti a piedi dall’hotel, dove ci si può sbizzarrire con gli acquisti: dai lunghi e colorati vestiti locali, fino alle spezie ed ai tappeti, qui si trova di tutto! Si prosegue poi per il parco Petrovsky, dove nell’ampia piazza adiacente troneggia una grande statua di Lenin: infatti, al contrario di quanto successo in tanti altri stati limitrofi, in Kirghizistan sono rimaste molte di questi simboli del tempo passato; nel parco si trovano anche il monumento ai caduti durante la guerra russo-afghana (1979-1989) ed il monumento ai deceduti del disastro nucleare di Chernobyl del 1986. Si completa la scoperta della città visitando la chiesa ortodossa di San Michele.
3°g. 13/7 Osh – Passo di Chyrchyk (2381 mt) – Passo di Taldyk (3615 mt) – Sary Moghul (3150 mt) – Achik Tash (3600 mt)
Si parte da Osh verso sud per Sary Moghul; si valica il passo di Chyrchyk (2381 mt) e si percorrono belle valli policrome che conducono all’alto passo di Taldyk (3615 mt), da dove, col tempo limpido, si vede la vetta del Picco Lenin (o Ibn Sina) che si staglia a 7134 mt, e, scesi a Sary Tash, si rimane estasiati di fronte alla grande catena di altissimi monti glaciali che si ergono sulle vaste praterie, uno degli scorci indimenticabili del Pamir. Si prosegue per Sary Moghul imboccando una strada sterrata che porta verso sud nel cuore delle montagne del Pamir fino al Achik Tash Base Camp, dove ci si accomoda per la notte utilizzando le yurte (qui vi sono anche tende leggere, che vengono solitamente utilizzate dagli alpinisti, ma per il nostro gruppo sono state riservate le più confortevoli sistemazioni tradizionali – infatti da qui partono le spedizioni per raggiungere la vetta del Picco Lenin). Prima della cena è possibile fare una passeggiata nella zona tra ameni laghetti di tipo alpino ammirando la colossale catena di monti candidi che cinge la valle e culmina nella vetta del Lenin, che si staglia proprio di fronte al campo. La tappa è di circa 280 km, circa 6 ore di viaggio.
4°g. 14/7 Achik Tash – Lago di Tulpar Kol, Pamir – Osh
Si parte per un breve percorso a piedi sull’altopiano di circa 2 km fino a giungere al lago di Tulpar Kol, contornato dalle alte vette del Pamir, dove i pendii possono essere ancora coperti dalla neve. Sembra surreale, ieri mattina si era ad Osh con quasi 30 gradi, oggi si è circondati da un paesaggio ancora innevato … una magica varietà, che è una delle magnifiche caratteristiche del Paese! Per chi non avesse voglia di camminare, con i mezzi è possibile arrivare molto vicini al lago e camminare solo per un breve tratto per ammirarlo. Dopo questa piacevole escursione si parte per Osh, dove si arriva nel pomeriggio e si alloggia nel medesimo hotel. In base all’orario di arrivo è possibile tornare a passeggiare al Navoi Park, anche questo vicinissimo, sempre cinque minuti a piedi dall’hotel. Si nota subito, ovunque si vada, che si è circondati dai bei sorrisi color … oro dei locali. Questa curiosa tradizione centroasiatica nasce dal fatto che in passato non esisteva in queste regioni la possibilità di fare dei denti finti, in quanto la ceramica non era facilmente lavorabile; al contrario, l’oro è un metallo molto malleabile, più duttile ed adatto per fare le protesi ai denti. L’usanza nacque quindi da questa necessità per poi svilupparsi con il tempo come forma di bellezza e di dimostrazione di ricchezza. La tappa è di circa 280 km, circa 6 ore di viaggio.
5°g. 15/7 Osh – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)
Si parte in direzione di Kazarman e dopo circa un’ora di viaggio si sosta a Uzgen, che funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo, dove si ammira l’antico minareto, si visita il mausoleo e ci si si reca al piccolo ma affollato mercato, tar i più pittoreschi del centro Asia. Si riprende la strada in direzione nord est attraversando la catena montuosa di Fergana (una propaggine occidentale del Tien Shan) superando il passo di Ak Moinok (2940 mt) e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman dove si alloggio presso il Kazarman Bed & Breakfast o similare. La tappa è di circa 250 km, approssimativamente 7/8 ore di viaggio.
6°g. 16/7 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) – Lago di Son-Kul (3016 mt)
Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando, attraverso il passo di Moldu-Ashu, la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago (270 kmq) è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. La tappa è di 190 km, circa 5/6 ore di viaggio. Si inizia l’esplorazione con una bella passeggiata sulla riva del lago dove si potrà assistere al “Buzkashi” o “Kokpar” che significa letteralmente “acchiappa la capra”, tipico sport equestre tradizionale dell’Asia Centrale e Meridionale. Il contesto si svolge su un grande campo dove due squadre di uomini a cavallo si contendono la carcassa di una capra e vince chi riesce a portarla dentro ad un’area preassegnata. L’origine del gioco è molto antica, sembra risalire infatti ai tempi dell’invasione mongola dell’Asia Centrale: si narra infatti che i prigionieri venissero messi in mezzo ad una piana e che i cavalieri mongoli che riuscivano ad afferrarli da cavallo si aggiudicavano il possesso del prigioniero. Il Buzkashi resta così un grande richiamo dei tempi antichi che evoca le epopee di queste regioni, dove i popoli nomadi vivevano in stretta simbiosi con i loro cavalli. Per chi volesse è possibile noleggiare un cavallo per fare una passeggiata nella zona. La notte trascorsa qui è veramente speciale: come i nomadi si dorme nelle accoglienti yurte ai bordi del lago, sovrastati da un grandioso cielo stellato.
7°g. 17/7 Son Kul – Kochkor – Cholpon Ata
Si inizia la giornata scoprendo uno dei segreti dei popoli nomadi: la costruzione di una yurta. In pochissimo tempo, infatti, oggi come in passato, le popolazioni di queste regioni riescono a montare una grande yurta con estrema velocità e facilità. Si lascia poi il lago in direzione est attraverso il valico di Kalmak Ashu giungendo al villaggio di Kochkor, dove si avrà modo di scoprire presso un piccolo centro artigianale i segreti della produzione locale del feltro. Poco dopo al bivio si prende la deviazione verso est per il lago Issyk-Kul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, ed i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Questo scenario si ritrova in molti racconti di scrittori kirghizi (tra i più conosciuti: “Il battello bianco” di Čyngyz Ajtmatov). Si costeggia il lago fino ad arrivare alla cittadina di Cholpon Ata dove ci si imbarca per un breve giro in barca del lago. Si pernotta presso il Karven Four Season Hotel o similare. La tappa odierna è di 280 km, circa 5 ore di auto.
8°g. 18/7 Cholpon Ata – Burana – Bishkek
Si inizia la mattinata con la visita del parco dove si possono ammirare i petroglifi, incisioni rupestri scavati nella roccia, ricordo di un antico passato. Si lascia poi il lago proseguendo il viaggio verso la capitale; una breve deviazione dalla strada principale porta alle rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo, uno dei simboli del Paese che gli studiosi ritengono fosse in origine un minareto, e su cui è consentito salire. Nei pressi della torre si trovano degli interessanti ‘balbali’, ovvero le antiche stele funerarie monolitiche in pietra che i nomadi scolpivano per ricordare gli esponenti più eminenti della loro comunità. Le pietre raffigurano in modo un po’ rozzo principalmente uomini (ma sono state trovate anche figure femminili) che reggono una sorta di piatto o coppa e con appeso alla cintura una spada o un pugnale. Una probabile interpretazione di questi simboli suggerisce che un guerriero con in mano una coppa è l’emblema della fedeltà al sovrano, mentre la spada simboleggia un guerriero o un uomo con un grande potere, come un capo tribù, un sovrano o anche uno sciamano. Se pur la maggior parte delle pietre fu scolpita in modo primitivo e grossolano, rivelano espressioni facciali molto diverse tra loro. Salutati i ‘balbali’ si prosegue per Bishkek, dove ci si accomoda presso il Damas hotel o similare. La tappa è di 290 km, circa 5 ore.
9°g. 19/7 Bishkek
La giornata odierna è dedicata alla visita della città. A pochi minuti a piedi dall’hotel si inizia visitando l’Oak Park (chiamato anche Chingiz Aitmatov Park, che è il nome di uno dei più famosi scrittori kirghizi), al cui interno si trovano fontane, sculture e memoriali. A pochi minuti a piedi dal parco si visita il museo di Frunze, famoso leader bolscevico dei tempi della rivoluzione del 1917. Il Museo è molto particolare e ricco di reperti storici dell’epoca. Sempre a piedi si raggiunge il Museo statale di storia del Kirghizistan, contenente diversi reperti sul patrimonio culturale del popolo kirghiso. Nella grande piazza di fronte al Museo sventola un’imponente bandiera kirghiza sorvegliata da guardie e sotto di essa si trova la statua a cavallo di Manas, in riferimento al poema epico nazionale in cui 40 tribù capeggiate dal guerriero Manas si unificarono per combattere i loro vicini ed ottenere l’indipendenza del Paese. Questa epopea è simboleggiata ancora oggi dal sole giallo con 40 raggi posto al centro della bandiera, a memoria delle quaranta tribù del poema epico nazionale. Si conclude questa giornata con la visita del grande bazar cittadino. Alla sera si cena in un ristorante tipico per ripercorrere insieme ai partecipanti le emozioni di questo avvincente viaggio.
10°g. Domenica 20 luglio, volo di rientro
I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Cappelli kirghisi
Monti kirghizi
Son Kul, pastore
Paesaggio kirghizo
Bimba a Son Kul
Son Kul, campo yurte
Issyk-Kul, visuale dalla barca
Cavalli kirghizi
Gioco del Buzkashi
Montaggio di una yurta
Cimitero kirghiso
Cholpon-Ata, parco dei petroglifi
Osh, cimitero e moschea
Osh, statua di Lenin
Balbali a Burana
Campo yurte, Achik Tash
Cammello bactriano
Vendita del pane
Gioco degli scacchi a Osh
Interno della yurta
Osh, chiesa ortodossa
Paesaggio kirghizo
Yurta a Achik Tash
Cappelli kirghisi
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L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.
DOCUMENTI DI VIAGGIO
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