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India


Calcutta ed etnie del nord est

Nagaland, Manjuli, Arunachal e Assam con Kaziranga


Donna Apatani

Danze Satriya a Majuli

Dibrugarh, lavoratrice del té

Etnia Konyak

Parco di Kaziranga

PARTENZA
9/11/2025
RITORNO
22/11/2025
DURATA
14 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
–
PRE-ESTENSIONE
–
ESTENSIONE
–
2a ESTENSIONE
–

 Sintesi del viaggio


Quanti volti ci offre l’India? Di questo mondo così variegato il tour offre un insieme di esperienze di estremo interesse che portano a conoscerne le regioni nordorientali; si sosta per due notti nei punti salienti del viaggio, avendo l’opportunità di avvicinare in un tempo adeguato le realtà che s’incontrano. Ci si immerge nel mondo urbano di Calcutta, centro pulsante dei bengalesi e capitale culturale dell’India, una città piena di contrasti, e da qui si raggiunge in volo l’Assam tra le piantagioni di tè, dove risuona ancora l’eredità coloniale, per accedere alle remote valli del Nagaland, dimora della peculiare cultura tribale dei Konyak Naga. All’isola di Majuli, sul Bramaputra, troviamo una realtà spirituale vishvaita dove vengono preservate tradizioni e forme d’arte, tra cui la danza Satriya, un insieme di comunità che si affiancano in armonia con la vita bucolica dei Mishing, un piccolo popolo di origine tibeto-birmana che ha trovato qui il proprio rifugio. Tra i monti dell’Arunachal Pradesh nell’altipiano di Ziro s’incontrano gli Apatani, un’etnia che conserva tenacemente la propria religione, ricca di rituali di stile sciamanico con cui vengono riequilibrati costantemente i rapporti con l’invisibile. Nel Parco Nazionale di Kaziranga, parte del Patrimonio UNESCO, si scopre la natura che nella storia rese famoso l’Assam, un vasto spazio che ospita moltissime varietà animali, famoso per il gran numero di rinoceronti, elefanti e tigri.

  • Calcutta
  • Dibrugarh
  • Sivsagar
  • Mon
  • Longwa
  • Isola di Majuli
  • Ziro
  • Itanagar
  • Kaziranga NP
  • Guwahati

 Presentazione del viaggio


Raggiunta in volo Calcutta ci si accomoda presso un interessante hotel storico a breve distanza dai coloriti bazar, dove ci si trova piacevolmente immersi in una peculiare atmosfera coloniale. La visita della città ne tocca i diversi aspetti, dal mercato dei fiori al celebre tempio di Kali, con la parte storica del Raj britannico, il vecchio caffè India House, punto di scambio tra gli intellettuali dal 1876, e la casa di Madre Teresa. Il giorno successivo si parte in volo per Dibrugarh nell’Assam orientale, dove si alloggia presso le dimore coloniali di una vecchia piantagione del tè, molto interessanti da visitare. Questa è la base di partenza per raggiungere Sivsagar, antica capitale del regno Ahom, e Mon nel Nagaland, a ridosso del confine birmano, patria dell’etnia Konyak. Qui ci si spinge fino a Longwa, sul confine con Myanmar, ed a Hongpoi, i villaggi più interessanti della regione, dove le tradizioni sono sopravvissute all’evangelizzazione della regione e ci si può ancora sedere nelle case degli Angh, i capiclan, dove non è inusuale che venga da loro offerta … la pipa dell’oppio! Si prosegue da qui verso nord ovest raggiungendo le sponde del Bramaputra arrivando nella bucolica isola di Majuli, dove si visitano gli interessanti centri vishnaviti e si osservano le particolari arti da loro custodite, tra cui una forma di danza devozionale e la produzione di maschere, ed i villaggi di capanne di bambù su palafitte dell’etnia Mishing, di origine tibeto-birmana, dedita ad una semplice attività agricola. Lasciando il vasto bacino del Bramaputra verso nord si arriva nel distretto di Ziro nell’Arunachal Pradesh orientale, dove risiedono gli Apatani. E’ una tra le etnie più interessanti dell’Asia, preserva tenacemente un’evoluta forma di animismo legato al culto di sole e luna, espletando complessi rituali in cui è preponderante il sacrificio di animali. Nelle vallate circostanti si avrà modo di incontrare anche l’etnia Nishi, dove  si vedono le peculiari ‘long house’, abitazioni che raccolgono sotto un medesimo tetto un intero clan. Si lasciano i monti dell’Arunachal rientrando in Assam a Tezpur e proseguendo verso ovest per il Parco Nazionale di Kaziranga, dove si seguono con le jeep le piste che portano tra i diversi animali; la miriade di specie presenti rende ogni uscita interessante e l’avvistamento di rinoceronti ed elefanti è molto frequente, mentre la tigre è più elusiva ed incontrarla richiede un poco di fortuna. Dal Parco si procede per l’aeroporto di Guwahati per il rientro.

NOTA TECNICA

A Calcutta si soggiorna in un albergo storico, a Dibrugarh in confortevoli residenze coloniali ed al Parco Nazionale di Kaziranga si ha a disposizione un hotel di ottima qualità. Nella altre località gli alloggi sono puliti con stanze dotate di servizi, acqua calda e lenzuola, ma si segnala che nelle remote regioni nordorientali dell’India spesso sono piuttosto spartani e possono richiedere un minimo di adattabilità. Per gli spostamenti nel Nord Est si utilizzano veicoli comodi, tipo Toyota Innova con massimo tre partecipanti per veicolo. Il clima previsto è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere precipitazioni locali. Le temperature minime previste sono a Ziro, dove le minime notturne possono arrivare fino a 5°C, con massime di 20°- 25°C. Si segnala che in molte delle aree visitate non è possibile effettuare cambio valuta e le carte di credito spesso non sono accettate.

 Programma del viaggio


1°g. Domenica 9 novembre, partenza in volo per l’India
Per raggiungere Calcutta nello stato indiano del Bengala Occidentale vi sono diverse opzioni nella scelta dei voli e Amitaba può prenotare quello di maggior gradimento; la maggior parte delle opzioni prevede un transito da Delhi con i voli prevedono solitamente una partenza serale con arrivo la mattina successiva.

2°g. 10/11 Arrivo a Calcutta
Giunti a Delhi ci si imbarca sul volo per Calcutta. All’arrivo è in attesa il corrispondente locale di Amitaba per l’accoglimento ed il trasferimento in aeroporto. Si alloggia presso l’hotel storico Elgin Fairlawn: attivo dal 1783, dove le miriadi di vecchie foto ed un decoro dei tempi del Raj rendono il luogo molto evocativo, situato a breve distanza dalla grande area commerciale del New Market. Il resto della giornata è a disposizione.

3°g. 11/11 Calcutta
S’iniziano le visite della città recandosi al pittoresco mercato dei fiori, situato nei pressi del fiume a Mallick ghat, che al mattino è particolarmente vivace. Prima di proseguire si vede il ponte di ferro di Howra che attraversa da qui il fiume Hooghly; aperto nel 1943, è divenuto un simbolo della città. Nel corso della giornata ci si reca al tempio di Dakshineswar dedicato a Kali, che è il più importante ed anche tristemente noto per i sacrifici animali che spesso vi vengono fatti, quindi si continua col ben costruito tempio jainista, il centro di Madre Teresa e si percorrono le strade del periodo coloniale, dove tra i diversi edifici troneggia il Victoria Memorial. Ci si reca anche all’India Coffee House, aperto dal 1876, storico luogo iconico di ritrovo degli intellettuali di una città che è considerata la capitale culturale dell’India.

4°g. 12/11 Calcutta – Dibrugarh
La mattina è libera. Il volo per Dibrugarh in Assam, una cittadina nell’estremo est dell’India adagiata sulle rive meridionali del maestoso fiume Bramaputra, parte da Calcutta alle 05 con arrivo alle 15.35 (orari da confermare). Qui è in attesa dei partecipanti la guida locale che parla la lingua inglese con i mezzi che si utilizzano per tutto il tour. Si alloggia presso i tipici Heritage Chowkidinghee Chang Bungalow, un edificio di epoca coloniale britannica costruito su palafitte, immersi in una tranquilla natura tra le piantagioni di tè, o alternativamente nella casa coloniale della piantagione di Mancotta. Presso Chang Bungalow potrebbero non essere sufficienti le camere disponibili, nel qual caso si utilizzano entrambi, ma la cena si tiene solitamente per tutto il gruppo a Mancotta. Se si utilizzano due strutture, la prima viene assegnata in ordine di data d’iscrizione al viaggio. Si visitano le piantagioni di tè, attive qui da 160 anni, potendo vedere l’intero ciclo di lavorazione dalla raccolta alla preparazione.

5°g. 13/11 Dibrugarh – Sivsagar – Mon
Si transita da Sivasagar in Assam, una cittadina che fu per circa 600 anni la capitale dell’impero Ahom, fondato dagli Shan tailandesi nel XIII secolo; si visitano il tempio di Shiva e le rovine dei palazzi nei pressi dell’abitato, dove l’antico Palazzo Reale è particolarmente interessante. Si prosegue in direzione sud per Mon nel Nagaland, che dista in tutto circa 145 km, un percorso di circa 5 ore; giunti a destinazione si alloggia presso il Vinngoi Resort, posizionato in un punto panoramico, dove si utilizzano dei caratteristici bungalow. Il villaggio di Mon, posto a 900 mt di quota, è il centro dell’etnia dei Konyak Naga, contraddistinta nei suoi tratti tradizionali dai tatuaggi sui volti e da tipici costumi, che si ammirano ancora nei villaggi più isolati. Qui vengono curate diverse attività artigianali tra cui la scultura del legno; il governo dei vari gruppi è affidato agli Angh, ovvero a capi tribù a carica ereditaria. La quasi totalità dei Konyak Naga oggi è convertita al cristianesimo, ma le abitudini arcaiche permangono molto radicate, tranne fortunatamente le forme di confronto cruento che fino a tempi recenti erano la norma. I membri dell’etnia hanno diritto a portare un fucile, ma sono dei tipi d’arma piuttosto rudimentali a colpo singolo prodotti in modo artigianale localmente; motivo che spiega la quasi totale assenza di animali selvatici nelle pur fitte foreste.

6°g. 14/11 Mon, Longwa e Hongpoi
Ci si reca a Longwa, uno dei villaggi più importanti del distretto di Mon, che dista 60 km. E’ peculiarmente edificato tra l’India e la Birmania, con molte delle abitazioni oltre il confine, un luogo remoto dove è ancora molto diffusa l’abitudine di fumare l’oppio, che viene prodotto oltre il confine birmano. Rientrando ci si reca a Hongpoi. uno dei villaggi dove è più facile osservare gli anziani agghindati con tutti gli ornamenti tradizionali, compresa la grande collana che ritrae in ottone delle teste recise: tradizionalmente indicava il numero di nemici uccisi, motivo di ostentato orgoglio. In questi villaggi si vedono molte case tradizionali Konyak ben preservate con gli usci ornati da corna di bufalo dipinte e si possono visitare le magioni degli Angh, i capi villaggio, dove vengono conservati centinaia di teschi di cervi ed a volte si vedono le persine sedute al fuoco che fumano l’oppio.

7°g. 15/11 Mon – Isola di Majuli
Si lascia Mon verso nord ovest arrivando a Neematighat (140 km, circa 5 ore), il punto d’imbarco per il traghetto sul Bramaputra che porta all’isola di Majuli; si prevede circa un’ora di navigazione, ma la durata dipende molto dalla quantità d’acqua e dal flusso del fiume. Si alloggia presso la Niribili Homestay.

8°g. 16/11 Isola di Majuli, comunità vishvaite ed etnia Mishing
Majuli è la più grande isola fluviale abitata della Terra, con villaggi tradizionali delle etnie Assamese e Mishing. Un mondo dall’aspetto bucolico, fuori dal tempo, che dal XVI secolo, a seguito dell’opera di Srimanta Shankerdev, ha visto una fioritura di comunità vishnavite che hanno dato vita ad un certo numero di comunità spirituali, gli Satra. Si inizia l’esplorazione dell’isola da questi scoprendone i templi e le diverse attività; il pranzo, se ci viene concesso, sarà in uno di questi templi. Alcuni centri sono dei monasteri in senso più stretto, come Auni Ati Satra, il principale dell’isola, dove l’enfasi è posta sulle pratiche devozionali e mistiche, mentre a Shamaguri risiedono adepti sposati che si dedicano alla produzione di maschere per la danza. A Kamalabari Setra si incontrano i custodi della Satriya, un’antica forma di danza di cui solitamente è possibile, contribuendo con una piccola donazione, vederne un’esecuzione. Nel pomeriggio si visita un villaggio Mishing. Questa etnia di origine tibeto-burmese proviene dai monti dell’Arunachal; si trasferì qui a partire dal XIII secolo, alla ricerca di terre fertili dove fermarsi stabilmente. I Mishing hanno mantenuto la tecnica di costruzione delle capanne su palafitta, originariamente motivata dalla protezione dalle fiere e qui ottima per sopravvivere alle periodiche inondazioni causate dalle piene del Bramaputra. Hanno in gran parte mantenuto l’aderenza al proprio credo religioso tribale, integrandolo in parte con l’induismo; alcuni hanno adottato il cristianesimo. Tempo permettendo, si visita una fabbrica dove viene prodotto l’olio di colza.

9°g. 17/11 Isola di Majuli – Ziro
Si attraversa il Bramaputra in traghetto verso nord arrivando a North Lakhimpur e si lascia l’Assam entrando nelle montagne boschive dell’Arunachal Pradesh percorrendo le valli che portano a Ziro (120 km da Lakhimpur), una tappa che richiede circa 6 ore in tutto. Si alloggia presso il confortevole Hotel Blue Pine. Ziro è posto a circa 2000 mt su di un plateau tra monti coperti di foreste di pino, una delle zone più belle dell’Arunachal. E’ il territorio degli Apatani, un’importante etnia che conta circa 45.000 membri, caratterizzata da molta amichevolezza; hanno un aspetto particolare per via dell’utilizzo di tatuaggi facciali e le donne portano inserti nasali tipici fatti col legno, la cui ampiezza è motivo di distinzione.

10°g. 18/11 Ziro
Si esplora l’altopiano degli Apatani, con i villaggi di Hong, il principale, ed altri tra cui Hari e Hija con i loro mercati locali, ed il museo di Ziro. Ciascun villaggio evidenzia caratteristiche proprie e si riscontra una particolare benevolenza coi visitatori; se i partecipanti sono d’accordo si potrà cercare di organizzare il pranzo in una delle loro case. La partecipazione a dei riti sciamanici non è prevedibile, non vi è un ‘calendario’, ma se ne svolgono quasi ogni giorno: nella peculiare cosmologia di queste persone il rapporto con le propiziazioni è un divenire pressoché quotidiano di cui si rilevano i segni ovunque, iniziando dalle bandiere bianche col simbolo rosso del sole innalzate sulle case, testimonianza della devozione verso i grandi registi  dell’universo Apatani, le grandi divinità del Sole e della Luna. Nel corso di queste giornate è prevista anche un’escursione tra i villaggi Mishi; si possono visitare le loro case, lunghissime strutture che raccolgono degli interi clan sotto un medesimo tetto, dove però ogni nucleo ha un proprio braciere al centro dello spazio comune, e osservare la semplice vita rurale

11°g. 19/11 Ziro – Itanagar – Kaziranga NP
Si lascia la valle di Ziro ripercorrendo per 47 km la medesima strada. Sul percorso si visita un villaggio Nishi, un’etnia che tra le proprie caratteristiche distintive tradizionalmente costruiva lunghissime case di legno e paglia, molto interessanti da visitare, per raccogliere un intero clan sotto il medesimo tetto, dove però ogni nucleo ha un proprio braciere al centro dello spazio comune. Oggi questi edifici ci sono ancora, ma quasi tutti utilizzano dimore più piccole, anche se la semplice vita rurale in realtà non è molto cambiata. Dopo circa 47 di guida da Ziro si lascia la vallata che porta verso North Lhakimpur risalendo il passo di Potin che conduce verso sud ovest a Itanagar (100 km da Ziro), la capitale dell’Arunachal Pradesh che pur, col suo ruolo amministrativo, non ha spunti interessanti per un visitatore. Si prosegue verso ovest entrando in Assam ed a Tezpur si devia a sud attraversando il Brahmaputra  giungendo al Parco Nazionale di Kaziranga, dove si alloggia presso l’hotel Iora – The Retreat; la tappa è di 263 km in tutto, circa sei ore o più. Il Parco origina dal 1905, copre 430 kmq di territorio ed è inserito nella lista ‘World Heritage’ dell’ONU. E’ situato lungo la sponda meridionale del Brahmaputra ed è particolarmente importante per il grande numero di rinoceronti asiatici, ospita una grandissima varietà di specie diverse tra cui circa un migliaio di elefanti e, al censimento del 2000, 86 tigri, con la più alta densità di presenza che si conosca, tant’è che nel 2006 fu dichiarato ‘Riserva della tigre’.

12°g. 20/11 Kaziranga NP
Giornata dedicata all’esplorazione del Parco; si effettuano due escursioni con la jeep, una di prima mattina e la seconda nel pomeriggio. Nel parco sono permesse anche delle uscite a dorso di elefante ma non sono prenotabili in anticipo, vengono assegnate dai ranger del Parco solo la sera prima; per chi fosse interessato, si hanno così due possibilità, oggi e nella mattina di domani, nel qual caso il costo non è incluso nel prezzo del viaggio.

13°g. 21/11 Kaziranga NP – Guwahati e volo di rientro
Nel corso della mattina è prevista un’ultima escursione nel Parco. Si parte quindi percorrendo le pianure dell’Assam verso ovest per l’aeroporto di Guwahati che dista 185 km, un viaggio di quattro o cinque ore. Qui ci si imbarca sul volo per Delhi, una tratta aerea di circa due ore e mezza con diverse opzioni di volo e di compagnie. All’arrivo a Delhi si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale; la maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Se a Delhi fosse utile o necessario disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo.

14°g. Arrivo in Italia

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Longwa, fumo dell’oppio
Hongpoi, anziano del villaggio
Donna Apatani
Danze Satriya a Majuli
Dibrugarh, lavoratrice del té
Etnia Konyak
Parco di Kaziranga
India Coffee House, Calcutta
Calcutta, mercato dei fiori
Tempio di Kali a Calcutta
Assam, raccolta del té
Sivsagar, palazzo Ahom
Gli anziani di Hongpoi, Nagaland
Longwa, produzione dei fucili
L’Angh di Hongpoi
Monaci vishvaiti a Majuli
Majuli, casa Mishing
Bimbi Mishing a Majuli
Donna Apatani, Ziro
Donne Apatani
Donna Apatami
Donne Apatani
Nella “Longhouse”, etnia Nishi
Etnia Nishi
Kaziranga, rinoceronte
Venditore di libri, Calcutta

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L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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