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India Himalaia


Conoscere lo Zanskar, dal Kashmir al Ladakh

Esplorazione nel cuore del Regno Segreto, incontro con l’Himalaia


Sengi La

Zangla, la regina dello Zanskar

Gola dello Zanskar

Rangdum, donna zanskara

Mangyu, interno di un Chorten

PARTENZA
26/7/2025
RITORNO
10/8/2025
DURATA
16 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
–
PRE-ESTENSIONE
–
ESTENSIONE
–
2a ESTENSIONE
–

 Sintesi del viaggio


Da Delhi si raggiunge in volo il Kashmir sostando nella piacevole Srinagar e se ne lasciano le verdi vallate attraverso lo storico passo dello Zojla, entrando da qui nei deserti d’alta quota caratteristici di queste parti del mondo. Dopo l’esplorazione della magica valle ladakha di Mulbeck ci si immerge nella regione dello Zanskar, il mitico e remoto “Regno Segreto” dell’Himalaia, dove si raggiungono i luoghi più belli e significativi iniziando da Rangdum ed includendo, oltre a tutti i siti principali, l’eremo di Naropa e Phuktal. Dall’antica capitale di Zangla si prosegue per il Ladakh superando le ripide gole del fiume Zanskar e valicando con un nuovo tracciato i passi di Sengi e Sirsir, tra scenari inimmaginabili e scoprendo la remota oasi di Lingshed ed i villaggi tradizionali. Oltre l’incredibile canyon di Hanupatta si giunge a Wanla e, prima di arrivare a Leh, si scopre la valle di Mangyu. In sintesi … un viaggio imperdibile!

  • Delhi
  • Srinagar
  • Zojla
  • Kargil
  • Mulbekh
  • Shergol
  • Rangdum
  • Pensi La (4400 mt)
  • Dzongkul
  • Sani
  • Padum
  • Bardan
  • Mune
  • Karcha
  • Thongde
  • Purne
  • Phuktal
  • Zangla
  • Lingshed
  • Sengi La (5050 mt)
  • Photoksar
  • Sirsir La (4850 mt)
  • Wanla
  • Mangyu
  • Leh
  • Delhi

 Presentazione del viaggio


L’itinerario è stato studiato con attenzione, facendo buon uso dell’esperienza di anni di esplorazioni, per consentire uno stupendo incontro con una delle regioni più belle e remote del pianeta Terra. E’ reso possibile dalle nuove stradine di collegamento che attraversano le remote aree dove fino a pochissimi anni fa si poteva transitare solo col trekking. Solo due luoghi necessitano di percorsi a piedi di circa due ore, Pokhar Dzong ed il Gompa di Phuktal, vera icona dello Zanskar; non è ‘obbligatorio’ andarci, ma se appena ce la si fa i siti meritano ogni possibile sforzo. Il viaggio non è turistico, richiede un minimo di adattamento perché si visitano e si sosta in luoghi poco frequentati dove a volte non esiste un servizio di accoglienza locale.

I dettagli del percorso, che è importante leggere per poter apprezzare appieno la bellezza del tour, sono indicati di seguito, nel programma del viaggio. Per ulteriori informazioni sul territorio ed un approfondimento delle tematiche culturali e storiche si possono consultare le pagine del sito di Amitaba, con particolare riferimento alla sezione dedicata all’India himalaiana occidentale.

NOTA TECNICA

Gli spostamenti da Srinagar in poi vengono effettuati con veicoli privati, si utilizzano comode vetture tipo Toyota Innova. La qualità degli alloggi nel corso del viaggio varia molto; ovunque possibile si utilizzano sistemazioni con stanze dotate di servizi privati ed acqua calda per lavarsi, con strutture a volte piuttosto semplici ma generalmente pulite. In alcune località la situazione è più spartana; si segnala in particolare nei villaggi di Purne e Wanla ci si accomoda presso una famiglia locale dove possono non esserci servizi privati, e lo stesso vale per il convento di Lingshed, dove si è ospiti delle monache e tutto è molto basico. Si richiede quindi un certo spirito di adattamento.

CLIMA E ATTREZZATURA

A Delhi in estate ci possono essere anche 35/40 gradi e piogge, mentre già a Srinagar la probabilità di piogge è molto minore e le temperature medie arrivano fino a circa 24°. In Zanskar ed ancor più in Ladakh il clima è solitamente molto secco e nei luoghi più alti del viaggio si possono avere temperature fino a 10° o anche meno. È opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare in modo confortevole le serate più fredde. Si consiglia di portare indumenti in pile ed una giacca di piumino o, meglio ancora, una giacca da montagna in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, ed un paio di scarponcini comodi e caldi per i percorsi a piedi. E’ molto utile portare un sacco lenzuolo per evitare di dover per forza utilizzare le lenzuola fornite localmente, a volte non bellissime. Portare uno zaino. È importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi ed una pila, possibilmente frontale (quelle che si tengono in testa con una fascia elastica).

L’ALTA QUOTA DEL LADAKH

Andare nell’Himalaia indiano significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a quasi 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l’adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare nello sforzo fisico i primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze. Lasciata Srinagar si sosta per due notti a Mulbeck, dove la quota è di 3300 mt, arrivando la terza notte a Rangdum a 4030 mt, che è il punto di sosta più alto del viaggio. Il valico del Sengi La (5050 mt) è il punto più alto dove si transita, ma ci si ferma poco tempo e poi si scende verso Photoksar. Molti hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2 o 3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso non preventivo, successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico. Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 26 luglio, partenza in volo per Delhi
Per raggiungere Delhi in India vi sono diverse possibilità di scelta per i voli ed Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori; la maggior parte dei collegamenti giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo.

2°g. 27/7 Delhi
All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba; ci si trasferisce presso l’hotel Ashok Country Resort nei pressi dell’aeroporto, dove le stanze sono disponibili dalle ore 13; se fosse preferibile avere una sistemazione a disposizione prima serve solo un piccolo extra. Tempo libero e relax; l’hotel dispone di una piscina all’aperto. Se lo si desidera, Amitaba può organizzare un tour della città.

3°g. 28/7 Delhi – Srinagar  
Si parte in volo per Srinagar verso le 8.30 (orario da confermare),una tratta che richiede circa un’ora e mezza. All’arrivo sono in attesa la guida ladakha con gli autisti ed i mezzi di trasporto. Ci si dedica subito ad alcune visite interessanti: i giardini di Shalimar Bagh, voluti dall’imperatore mughal Jahangir nel 1619, e di Nishat Bagh, predisposti nel 1633, quindi la moschea Jama Masjid, la principale della città fondata all’inizio del XV secolo. Ci si reca quindi ai laghi Dal e Nageen dove si alloggia sulle comode case galleggianti, il tipo di residenza che ha reso celebri questi luoghi. Si esplorano il lago ed i canali di Srinagar utilizzando le ‘shikara’, le tipiche barche a remi dove ci rilassa sui comodissimi cuscini.

4°g. 29/7 Srinagar (1650 mt) – Sonamarg – Zojla (3530 mt) – Kargil – Mulbeck (3300 mt)
Lasciata la città ci si immerge presto tra le montagne himalaiane ad est, risalendo valli boschive che ricordano le nostre Alpi. Da Sonamarg, la località che è uno dei due punti di partenza per Amarnath, si sale oltre le foreste di pini arrivando al mitico passo dello Zojla, accedendo di colpo alle regioni aride trans himalaiane: ad ovest i pendii sono ornati da lussureggianti boschi, ed oltre le nevi del valico ci si ritrova nel deserto d’alta quota. Si attraversa la valle di Dras, nota anche per le incredibili punte di gelo che sono state registrate in inverno,  fino ad oltre i -50°c. La discesa porta fino a Kargil, che dista circa 200 km, da cinque a sei ore di viaggio. Si lascia alle spalle la disordinata confusione di questo paese, contornato da diverse caserme dell’esercito indiano (la linea di cessate il fuoco col Pakistan è vicina), e si prosegue per la vicina Mulbeck (36 km), conosciuta per la stupenda statua rupestre di Buddha Maitreya (VII secolo), cesellata su una roccia adiacente alla strada, nel cuore di una vallata molto interessante da esplorare. Si alloggia e si cena presso la Kazoo Guest House.

5°g. 30/7 Mulbeck: Shergol, Pokhar Dzong, Gyal  
Ci si reca al vicino villaggio di Shergol, impreziosito da un piccolo monastero abbarbicato ad uno sperone roccioso, dove vennero girate diverse riprese del film “Samsara”, che si raggiunge con una breve salita a piedi. Proseguendo lungo la valle si arriva al sentiero che si inerpica lungo uno spettacolare e, a tratti, ripido e strettissimo canyon, arrivando all’eremo di Pokhar Dzong, uno dei luoghi più sacri di questa regione himalaiana, che riverbera della potente presenza dei maestri di meditazione; la salita impegna per circa due ore. Ci si trova in una valletta circondata da monti rocciosi che ricordano le nostre Dolomiti, dove si ammirano antichissimi alberi e, sulle falesie alle loro spalle, si osserva una grotta di meditazione dove secondo la tradizione locale risiede anche un potente protettore del Dharma; la costruzione sul colle è un luogo di ritiro del XII Gyalwang Drukpa Rimpoce, il dinamico Lama dei Drukpakagyu del Ladakh e, sulle pareti di fronte, i devoti identificano una forma autogenerata di Avalokiteshvara. Rientrati a Mulbeck si prosegue lungo questa valle raggiungendo il bucolico villaggio di Gyal dove si trova un minuscolo ed interessante monastero tempio ricavato traforando la roccia, ripreso anche questo nel film “Samsara”. Si completano le perlustrazioni di questo magico angolo del Ladakh salendo ai due monasteri di Mulbeck, posti su di un colle sopra il villaggio; sono interessanti da visitare e la posizione è stupenda.

6°g. 31/7 Mulbeck – Rangdum (4030 mt)  
Si torna a Kargil (36 km) e da qui si imbocca la strada che porta a sud verso lo Zanskar risalendo le acque del fiume Suru, una zona a maggioranza mussulmana fino a Parkachik, dove ogni villaggio ha una piccola moschea con il minareto, molti uomini hanno lunghe barbe ma le donne non hanno il viso coperto. Il Nun ed il Kun, le più alte vette di quest’area himalaiana (7135 mt), dominano un’ampia ansa del fiume, sulle cui acque si tuffano le possenti seraccate di ghiaccio, che si ammirano proprio di rimpetto alla strada oltre il vorticoso fiume. Superate le gole ai loro piedi si procede ora verso est lungo una valle spettacolare, ornata da ardite vette di granito da cui si protendono poderosi ghiacciai, dove si ammirano i primi villaggi zanskari. Si giunge al plateau dove, tra le pasture degli yak ricche di stelle alpine, regna solitario il monastero di Rangdum edificato nel XVIII secolo su una piccola collina morenica, molto interessante da visitare, il nostro primo incontro con la cultura del buddismo tibetano che permea queste remote regioni. Si alloggia presso una locanda locale, una semplice locanda.

7°g. 1/8 Rangdum – Pensi La (4400 mt) – Dzongkul – Sani – Padum (3600 mt)
Valicato il Pensi La, popolato dalle marmotte con visuali spettacolari sui ghiacciai a meridione, si entra nelle valli dello Zanskar e si segue il flusso del fiume Doda fino al ponte di Ating; da qui si segue una mulattiera jeeppabile che risale per un breve tratto la valle che porta a sud verso l’Umasi La, dove sospeso ad una rupe si trova il piccolo monastero con l’eremo di Dzongkul. Fu il principale luogo di ritiro della storica figura del mistico Naropa (XI secolo), uno dei maestri principali della tradizione Kagyupa e autore del famoso testo sui “sei yoga”, una guida esoterica tutt’ora utilizzata dagli yogi tibetani. Sopra ai graziosi piccoli templi del Gompa si trova una grotta di meditazione, un luogo che traspira un’intensa spiritualità. Un breve sentiero porta più in alto tra le rocce all’eremo, anche questo un sito molto speciale, ornato per di più da magnifici affreschi. Tornati in auto nella valle principale si giunge in breve nella vasta piana formata dalla confluenza dei fiumi Doda e Tsarap, il cuore dello Zanskar, dove si trovano i principali villaggi e monasteri. Si sosta nel bel villaggio di Sani, nei cui pressi si ammira un magico specchio d’acqua consacrato a Guru Rimpoce, dove si trova un antico monastero di scuola Kagyupa protetto da un muro di cinta ed ombreggiato da alberi, che qui sono rari. Custodisce la preziosissima statua di Naropa, oggetto delle celebrazioni del Naro Nasyal, quando questa viene esposta, lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille, e vi si ammirano alcuni antichi affreschi attribuiti a Zadpa Dorje. Dal Gompa si raggiunge il convento femminile di Kardchod Ling, una vera oasi di pace; per chi è più energetico un’escursione a piedi sull’altro versante della valle (circa un’ora e mezza di cammino) porta all’eremo di Guru Nima Oser Chaphuk, dove secondo la tradizione locale si dice abbia svolto un ritiro Guru Padmasambhava, un sito che è stato restaurato da Amitaba. Arrivati a Padum, la nuova “capitale” dello Zanskar con alcuni negozietti, si alloggia in un semplice alberghetto, il Potala o simile.

8°g. 2/8 Padum, con Karcha e Thongde  
Si raggiunge il versante occidentale dell’ampia valle oltre il fiume arrivando all’oasi di Karcha (11 km), sede dell’omonimo grande monastero di scuola Ghelupa, il principale di questa regione, costruito sulle rupi rocciose. E’ molto piacevole iniziare le visite salendo in auto al convento femminile, sulla rupe di rimpetto al Gompa, dove sorgeva il palazzo del Gyalpo ed ora risiede una piccola comunità di sorridenti monache, anche molto giovani, e vi si ammirano alcuni preziosi reperti artistici antichissimi. Uno spettacolare sentiero porta da qui agli edifici monastici sull’altro versante; la parte in salita può anche essere evitata utilizzando i mezzi, ma merita farla perché così si entra da sotto tra le vecchie dimore, con panoramiche stupende, arrivando in questo modo piacevole nel cortile dove si affaccia il tempio principale, il luogo dove vengono tenute le danze del festival annuale del Gustor. La visita rivela diverse sale e si trovano alcuni affreschi dell’XI secolo. Lontano, sui contrafforti delle montagne del versante orientale, si vedono le costruzioni di Thongde, la prossima meta di oggi, dove ci si reca da qui. Per raggiungerlo si rientra a Padum passando, nei pressi del paese, da Pipiting, dove sorge un grande Stupa con un tempio, un luogo che sicuramente merita una breve sosta; si attraversa il fiume Tsarap ed in breve s’imbocca la stradina che porta fino su al Gompa – da Karcha sono in tutto circa 25 km. La posizione è molto panoramica, le casupole ed i templi sorgono su una spalla rocciosa che domina il corso dello Zanskar, con l’oasi ai suoi piedi e le magnifiche montagne glaciali  che cingono l’orizzonte a sud. Vi sono anche qui diversi templi, tra cui è molto speciale il Gonkhang, dove è vietatissima la fotografia, e vi è breve sentiero che passa sul perimetro esterno con una piena visuale sull’orizzonte. Rientrati a Padum ci si reca ad ammirare i bassorilievi rupestri dell’VIII secolo conosciuti come Gyalwa Ringna, dove l’opera principale è la raffigurazione dei budda di meditazione (i cinque Dhyani). Tempo e voglia permettendo, ci si può recare a Stakrimo Gompa, il monastero posto sopra Padum immerso tra preziosi alberi, da dove si gode di uno stupenda visuale.

9°g. 3/8 Padum – Bardan – Mune – Ichar – Purne (3800 mt)  
Si imbocca la strada che risale da Padum verso sud est la stretta valle del vorticoso fiume Tsarap. Dopo un breve tratto si raggiunge Bardan, un monastero Kagyu di circa 400 anni arroccato  su una rupe a picco sul fiume, un luogo tranquillo dove nella penombra degli interni si ammirano interessanti affreschi originali, con alcune raffigurazioni di mandala particolarmente ben eseguite. Proseguendo, si giunge nella piccola oasi di Mune, un villaggio che sopravvive in un ambiente decisamente molto selvaggio dove si trova un Gompa di scuola Ghelupa. Il viaggio continua lungo la stretta valle, al cospetto di altissimi monti spogli che svettano tutto attorno, dove i tenaci zanskari sono riusciti a ricavare in più punti delle piccole oasi dove poter coltivare, ornate dai caratteristici villaggi, tra cui Ichar, che merita una visita. Giunti alla confluenza dello Tarap con il fiume Kurgiak che proviene dallo Shinku La, che sorprende per la differenza dei colori delle acque, si sosta per la notte nel piccolo villaggio di Purne, situato all’imbocco della gola che conduce a Phuktal. Si alloggia e si cena in una semplice locanda, la migliore disponibile.

10°g. 4/8 Purne, escursione a  Phuktal (3950 mt) – Padum  
Si sale per un breve tratto coi mezzi fino al punto d’inizio del sentiero che porta al monastero di Phuktal, di scuola Ghelupa. È un luogo decisamente magico, vero archetipo di quello che ci si può attendere da un remoto luogo di ritiro mistico, edificato su di una ripida falesia, sotto ad una colossale cupola di roccia. La distanza a piedi è di circa 5 km, solitamente in meno di due ore si arriva; si scende gradualmente verso il fiume, quindi se ne risale il flusso senza molte salite. I colori della ripide pareti rocciose che sovrastano la vallata sono spettacolari; superato un piccolo affluente, oltre una spalla di roccia, Phuktal si rivela all’improvviso in tutta la sua maestosa bellezza. Il sito ha alcune parti molto antiche, ed è piacevolissimo esplorare anche le strette e ripide viuzze che collegano le casette dei monaci. Rientrati ai veicoli si torna a Padum, dove si arriva solitamente nel primo pomeriggio avendo così un poco di tempo a disposizione; si alloggia nel medesimo alberghetto.

11°g. 5/8 Padum – Zangla – Gole dello Zanskar – Lingshed (3900 mt)   
Superato il fiume Tsarap si procede lungo la strada che segue il versante orientale del fiume Zanskar verso nord, ripassando ai piedi di Thongde (dove ci si era recati il 2/8) e proseguendo per Zangla (33 km), la vecchia capitale, dove, se sono presenti, si potranno incontrare la regina dello Zanskar, persona deliziosa che è stata ospite di Amitaba in Italia, e la sua famiglia e visitare la vecchia residenza, che noi considereremmo umile visto il loro stato nobiliare, ma che in questa regione è una vera reggia. Si visita l’antico castello, sede storica del Gyalpo, dove nel 1823 visse per oltre un anno il geniale filologo e orientalista ungherese Sandor Csoma, l’uomo che produsse il primo dizionario tibetano – inglese; una fondazione ha contribuito ad alcuni restauri e si può vedere ben sistemata la stanza dove egli visse. L’antico edificio è posto in una panoramica posizione che domina la valle, in un punto dove si trovano anche molti chorten, tra cui uno recente di Bakula Rimpoce, il venerato Abate del Ladakh scomparso nel 2003. Si completano le visite con il convento femminile, posto ai margini dell’oasi. Da Zangla si prosegue lungo la valle verso nord, i versanti diventano sempre più ripidi e stretti, ci si immerge nelle gole del precipitoso fiume Zanskar, le cui acque d’inverno congelano, consentendo per un breve periodo di percorrerle camminando sulle lastre gelate: la traversata del Chadar. Questa impresa per i nostri amici zanskari era cosa normale (la stessa regina dello Zanskar l’ha percorsa diverse volte) e negli anni scorsi è stata proposto da alcuni come trekking estremo … ma, oggi, si transita coi veicoli; o, volendo, d’estate si possono passare le gole con le zattere! Arrivati al punto di controllo ai piedi di Nerak si lascia il fiume risalendo una ripida strada che si arrampica fino al colle del Chochori, una splendida spalla panoramica che si apre verso la piccola oasi di Yulchung, letteralmente incastona tra monti inaccessibili. Si continua la salita, che porta fino al passo di Singe, per poi lasciare questa strada procedendo verso ovest, per la remota oasi di Lingshed. I panorami sono di inimmaginabile bellezza, una foresta di montagne che hanno una bellezza quasi aliena, impressionante; si superano due altissimi costoni con spettacolari saliscendi e, oltre il colle di Murgum, si giunge all’oasi. Qui si alloggia e si cena nella semplice sistemazione di cui dispone Chom Gon, il convento femminile; si segnala che non ci sono servizi privati. Ci si reca a visitare il Gompa di scuola Ghelupa, fondato nel XV secolo da un discepolo di Lama Thongkhapa. Il tragitto complessivo oggi è di circa 120 km.

12°g. 6/8 Lingshed – Sengi La (5050 mt) – Photoksar – Sirsir La (4850 mt) – Hanupatta – Wanla (3250 mt)
Si prosegue la traversata di questa regione selvaggia ripercorrendo la strada fino al bivio per il Sengi, e da qui si sale ripidi fino al passo; a sud lo sguardo spazia su infinite catene di monti acuminati, a nord il grande bacino della valle di Photoksar è contornato da monti dall’aspetto dolomitico, con la visuale che arriva lontano, fino al prossimo passo del Sirsir. Oltre il valico, in fondo all’ampia valle, si trova il villaggio tradizionale di Photoksar, bello da visitare. La strada, per aggirare le impassabili gole, sale ora al passo di Sirsir, che offre un’altra indimenticabile visione di questi spazi ultraterreni. Si scende fino al villaggio di Hanupatta, restando basiti dalle cromie delle ripidissime rocce che ci contornano stagliandosi altissime nel cielo, entrando quindi nello strettissimo canyon, forse ancora più impressionante delle gole dello Zanskar, che porta alla valle che conduce all’oasi di Wanla. Si sosta qui in un alberghetto locale. Anche oggi si percorrono in tutto circa 120 km.

13°g. 7/8 Wanla – Mangyu – Leh  
Sul colle sopra il villaggio si trova un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente alla tradizione dei Drigung, restaurato da un gruppo di svizzeri, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo; gli antichissimi affreschi e le statue sono magnifici. Si lascia l’oasi di Wanla arrivando sulla strada principale che porta verso Leh; la si segue arrivando in breve al fiume Indo, di cui si risale il corso per un tratto (27 km) per poi tuffarsi in una pittoresca valle a sud del fiume che porta allo stupendo villaggio di Mangyu, di bellezza archetipa, dove nei piccoli Gompa ed in alcuni Stupa si trovano reperti artistici di finezza insospettabile che originano dall’XI secolo: ci si chiede come mani così raffinate potettero giungere in una delle valli più remote al mondo! Tornati al fiume si prosegue lungo l’Indo verso Leh, che da qui dista circa 70 km, meno di due ore di guida, dove si alloggia presso l’hotel Ashoka Ladakh.

14°g. 8/8 Leh  
Mattinata libera. Nel pomeriggio accompagnati dalla guida locale si visitano il Palazzo Reale con i templi adiacenti, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal, la parte vecchia ed il mercato.

15°g. 9/8 Leh – Delhi
Il volo per Delhi parte al mattino presto (orari da verificare), all’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

16°g. Domenica 10 agosto, arrivo a destinazione

Nota: chi ne ha la possibilità, può portare indumenti caldi e invernali o cancelleria per la scuola da regalare. Questi materiali verranno raccolti dai nostri collaboratori per essere distribuiti a chi ne ha più bisogno, solitamente alla fine del viaggio: così si possono lasciare anche cose usate che non si desidera riportare a casa.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Visuale dal Sir Sir La (4850 mt)
Phuktal
Sengi La
Zangla, la regina dello Zanskar
Gola dello Zanskar
Rangdum, donna zanskara
Mangyu, interno di un Chorten
Srinagar
Valle di Mulbeck
Valle del Suru
Nun (7135 mt), valle del Suru
Seraccata del Nun Kun
Rangdum Gompa
Rangdum Gompa
Zanskar, passo del Pensi
Pipiting
Karcha Gompa, affresco
Salendo al Sengi La
Gola di Hanupatta
Valle di Wanla
Oasi di Wanla
Casa ladakha, cucina
Oasi di Mangyu
Leh – Castello, Gompa e negozietti
Mistica Aci, Wanla Gompa

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Per qualsiasi domanda e curiosità,
compilare questi campi:

NORME E ASSICURAZIONI

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

  GALLERIA FOTOGRAFICA

PAESI E TRADIZIONI

Entra nella sezione dedicata agli approfondimenti culturali:

Mistica Aci, Wanla Gompa

 DOCUMENTI DI VIAGGIO


L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

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