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Armenia e Georgia


Meraviglie del Caucaso

Vestigia antiche, culture e bellezze naturali; est. Tusheti


Khndzoresk

Cattedrale di Echmiadzin

Uplistsikhe

Lago Sevan

Dartlo, Tusheti

PARTENZA
9/8/2025
RITORNO
22/8/2025
DURATA
14 o 18 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
GUIDA
–
PRE-ESTENSIONE
–
ESTENSIONE
26/8/2025
2a ESTENSIONE
–

 Sintesi del viaggio


Il Caucaso è una magnifica area del mondo, punto di incontro e confronto tra culture diverse, con un ambiente naturale rigoglioso ed a tratti selvaggio, ricchissimo di varietà. Armenia e Georgia ne occupano buona parte delle regioni meridionali e preservano una ricchezza storica sorprendente, un mondo ancora europeo ma geograficamente asiatico e strettamente collegato nella storia al vicino Oriente. La gente, di carattere aperto ed ospitale, è legata tenacemente alle tradizioni: Armeni e georgiani possiedono una forte e sentita identità etnica, linguistica e religiosa, che nei secoli ha consentito di resistere alle pressioni esterne. Ad ogni passo s’incontrano le magnifiche testimonianze storiche di un intenso passato, costellato da infinite vicende di conquiste e riflussi, spesso legati al confronto che qui hanno giocato i grandi imperi persiano, ottomano e russo. Il viaggio offre l’oppotunità di un approfondito incontro con queste affascinnati culture, ed include gran parte dei luoghi più interessanti.

  • Erevan
  • Echmiadzin
  • Garni
  • Gaghard
  • Khor Virap
  • Noravank
  • Goris
  • Monastero di Tatev
  • Jermuk
  • Noraduz
  • Monastero di Sevanavank
  • Dilijan
  • Haghpat
  • Akhtala
  • Mtskheta e Jvari
  • Ananuri
  • Gergeti
  • Gola di Truso
  • Gori
  • Uplistsikhe
  • Akhaltsikhe (Rabati)
  • Vardzia
  • Poka
  • David Gareji
  • Sighnaghi
  • Telavi
  • Omalo
  • Shenako
  • Bochorma
  • Dartlo, Dano, Kvavlo

 Presentazione del viaggio


Giunti ad Erevan, capitale dell’Armenia, si dedica la prima giornata ai siti limitrofi recandosi alla sede della Chiesa Armena ad Echmiadzin, alla leggendaria Hrispine ed alle rovine storiche di Zvartnots, avendo anche la possibilità di assistere al rito liturgico domenicale armeno, dove i cori ed i rituali trasportano in una dimensione antica. Rientrando in città si completa con il Museo del Genocidio. Il giorno successivo un’escursione tra i monti ad est porta nel canyon di Garni, noto per le particolari formazioni rocciose poliedriche, all’omonimo tempio di origine greca ed all’antico eremo di Geghard, ed a seguire si visita la capitale con i resti di Erebuni, gli interessanti musei e le parti più moderne. Si lascia quindi Erevan percorrendo uno splendido circuito che inizia dalle regioni meridionali a Khor Virap al cospetto dell’Ararat, sacro monte degli armeni che ora è in territorio turco, ed arrivando fino ai confini sud orientali incontrando Areni, Noravank ed il misterioso sito astonomico di Karahunge, che antecede Stonehedge. Dalle abitazioni troglodite nei dintorni di Goris e da Tatev si torna verso nord ovest al monastero di Vorotnavank arrivando quindi alle terme di Jermuk, per attraversare le montagne giungendo al grande lago di Sevan attraverso una zona di alte pasture, dove si assaggiano gli ottimi formaggi locali. Qui, a Noraduz, si trova il più importante insieme di croci storiche armene e, sulla penisola che si portende sul vasto lago, stupendi monasteri. Arrivando a Dilijan lo scenario cambia ancora, ci si trova tra rigogliose foreste che contornano anche la valle abitata dai Molokani, che si incontrano, la minoranza etnica russa dedita ad una forma religiosa tradizionale, ed i siti storici di Haghpat e Akhtalaa.

Si prosegue il viaggio entrando in Georgia, dove si arriva nella capitale Tbilisi, poco lontana dal confine armeno. Se ne esplora l’interssante e vivace centro storico con una splendida passeggiata che inizia giungendo in cima al colle della maestosa fortezza di Nari Kala con la cabinovia; si scoprono antiche chiese affrescate, pittoresche stradine colme di piacevoli ristorantini e negozi, una moschea e degli hammam, caravanserragli e l’interessante museo. Si parte quindi verso nord arrivando nel cuore del Caucaso Maggiore fino alle colossali montagne a ridosso del confine con la Federazione Russa; sulla via ci sorprendono gli immortali siti (entrambi Unesco) di Jvari, un monastero appollaiato su di un panoramico colle, e Svetitskhoveli, la grande cattedrale meravigliosamente affrescata e centro spirituale del Paese, che sorge in un villaggio tradizionale che pullula di negozietti. Si accede alle valli settentrionali tra immacolate foreste sostando ai margini di un grande lago al castello e chiesa di Ananuri e, oltre la località sciistica di Godauri e valicato il passo di Jvari, si giunge a Stepantsminda, a cospetto del magnifico monte Kagbegi, che supera i 5000 metri. In questa splendida regione si fanno due escursioni con le jeep: si sale a Gergeti, il sito religioso divenuto l’icona del Paese. E si esplora la Gola di Truso, nel cuore delle montagne causaciche tra villaggi persi nel tempo. Tornati a sud si sosta a Gori, città natale di Giuseppe Stalin, dove il museo a lui dedicato è storicamente molto interssante, e si raggiunge Uplistsikhe, spledido sito rupestre cesellato nelle rocce a partire dal primo millennio a.C., un luogo dalla magia imperdibile. Si segue ora un circuito attraverso i luoghi più belli del Cuacaso Minore, un ambiente ornato da fitte foreste ed altopiani erbosi impreziositi da poetici laghi. Ci attendono la località termale di Borjomi ed il castello di Rabati ad Akhaltsikhe, ben restaurato e molto interessante per il suo particolare insieme di parti islamiche e classiche; sul percorso si ammirano diversi castelli, in particolare Atskuri e Khertvisi e, alta sui monti, la fortezza di Tmogvi. La visita di Vardzia, il sito rupestre più vasto ed importante di tutto il Caucaso, completa la scoperta di queste regioni nel modo più bello; da qui si attraversano gli altopiani erbosi e, sul lago di Paravani, si vede il piccolo ma storicamente importante monastero di Poka, arrivando poi da qui a Tbilisi.

Per completare nel modo più bello la visita della Georgia è prevista un’estensione che porta nella parte orientale e nella remota area caucasica del Parco Nazionale di Tusheti, la regione più selvaggia e raggiungibile solo nel periodo estivo, ubicata nel segmento più orientale delle montagne georgiane. La prima meta è David Gareja, uno stupendo sito monastico con una parte rupestre posto sull’arido confine con l’Azerbaigian, quindi le città storiche di Sighnaghi, Telavi e la Cattedrale di Alaverdi. Da qui ci si immerge tra i monti inerpicandosi lungo le ripide valli che portano al passo di Abano (2850 mt) che si apre sui versanti settentrionali del Caucaso Maggiore. Qui si esplorano le vallate ed i villaggi con le caratteristiche case a torre, solo in parte abitati, una regione incontaminata dove la natura regna sovrana.
Nel corso del viaggio per i pasti e le cene sono stati  scelti ovunque possibile locali tipici e agriturismi dove si prova al meglio la variegata cucina locale; anche la tradizione vinicola è importante e vi è un simpatico antagnosimo tra armeni e georgiani perché entrambi sostengono con convinzione che il loro è il vino migliore del Caucaso)

NOTA TECNICA

I servizi erogati sono molto validi sia in Armenia che in Georgia, sia per gli alloggi che per il cibo. Le sistemazioni utilizzate sono in hotel a quattro stelle che, ove possibile, hanno carattere tipico; solo per le due notti a Omalo, nell’estensione si utilizzano sistemazioni locali, comunque le migliori disponibili, pulite e con stanze dotate di servizi. Gli armeni sono molto orgogliosi della loro cucina, ed il piacere di sperimentarla è parte delle gioie del viaggio; anche in Georgia la cucina è ricca e gustosa, accompagnata dai rinomati vini locali, passione nazionale. Ci si sposta utilizzando automezzi privati di buona qualità ed il clima ad agosto è ottimale per una visita, perché giova del caldo secco estivo senza avere temperature opprimenti: è il mese con minori precipitazioni e la temperatura massima prevista arriva a 30°c. Il punto più freddo è Omalo, durante l’estensione a Tusheti, dove di notte si può arrivare ad una minima di 10°C. Non sono necessari visti turistici di entrata per gli italiani.

UNA BREVE NOTA SULL’ARMENIA

L’Armenia, situata nella bellissima regione del Caucaso meridionale, è grande circa un decimo dell’Italia ed ha una popolazione che supera di poco i 3 milioni di abitanti. Ha una storia antichissima e la sua capitale Erevan è tra le poche antiche città del mondo di cui si conosce con esattezza la data di origine: l’iscrizione in caratteri cuneiformi che venne qui rinvenuta indica nell’estate del 782 a.C. la sua fondazione da parte del Re di Urartu, Arghishti I, che la battezzò col nome di Erebuni. Fu anche il primo stato ufficialmente cristiano della storia a seguito dell’evangelizzazione nel IV secolo di Gregorio l’“Illuminatore”, che divenne il primo Catolicos, o Patriarca Supremo della chiesa apostolica armena. In tempi più recenti le vicende furono legate al confronto tra i potenti imperi ottomano e persiano, con alterne vicende fino alla conquista russa a metà del XIX secolo. Il momento più traumatico per gli armeni fu però il fatidico 1915, quando nel corso del primo conflitto mondiale gli ottomani ordinarono la deportazione di tutti gli armeni nell’est della Siria, attraverso le montagne, d’inverno ed a piedi, un’azione che fu messa in atto molto crudelmente da truppe e milizie irregolari, formate in gran parte dai curdi, nemici storici degli armeni: quello che il mondo conosce come il “genocidio armeno”. Oggi l’Armenia è uno Stato indipendente, pacifico e bello da visitare; lo strascico della storia si evince dai confini chiusi con Turchia e Azerbaigian e dal supporto che l’Armenia ha fornito al Nagorno-Karabakh, la regione abitata in prevalenza da armeni oltre i confini a sud est nell’ambito dei territori dagli azeri, un’area che è stata indipendente, ma mai riconosciuta come tale dalla comunità internazionale, anche per le pressioni della componente islamica dell’ONU. La regione fu il teatro dei conflitti di secessione dall’Azerbaigian tra il 1988 e il 1994 e, dopo un breve periodo di indipendenza, è seguita la completa riconquista azera nel 2023, a cui è seguito l’esodo dell’intera popolazione di etnia armena che viveva qui, circa 100.000 persone, verso lo Stato dell’Armenia. Tutti questi eventi recenti che non hanno mai avuto ripercussioni per le visite turistiche.

UNA BREVE NOTA SULLA GEORGIA

I georgiani raccontano che quando Dio chiamò a sé i popoli del mondo per distribuire le terre essi arrivarono troppo tardi perché, durante il viaggio, si erano attardati per fare festa celebrando la Grazia del loro Signore; e Lui, nel frattempo, aveva già assegnato tutto … Così, commosso dal fatto che il ritardo era stato per onorarlo, decise di dare a loro una terra che Egli aveva tenuto da parte per sé stesso, la Georgia, che era la più bella!
La Georgia, situata nella Regione Caucasica tra Russia, Mar Nero, Turchia, Azerbaigian ed Armenia, è un Paese incastonato tra le due catene del Caucaso Minore e Maggiore, storica terra di passaggio di potenze straniere e di mercanti lungo le Vie della Seta. Conta quasi quattro milioni di abitanti, che vivono ancor oggi in prevalenza di agricoltura e che hanno mantenuto, nonostante le vicissitudini dei secoli, una forte identità culturale, religiosa e linguistica. I georgiani si considerano discendenti di Kartlos, pronipote di Noè, e chiamano la loro nazione Saqartvelo, la terra dei Kartveli, mentre Georgia deriverebbe dalla parola persiana Gurj. Situata in posizione geografica storicamente cruciale, la Georgia ha vissuto da sempre passaggi di dominazioni diverse (greci, arabi, turchi selgiuchidi, mongoli, persiani, russi) intervallate da periodi d’oro in cui i regni locali resistettero ad invasioni, assedi e stermini. Divenuto nel IV secolo il secondo stato cristiano della storia, dopo l’Armenia, tra il 1000 e il 1200 la Georgia fu centro della cultura cristiana caucasica, il periodo di David il Costruttore. Importanti vestigia di quest’epoca d’oro sono ancor oggi disseminate in tutto il paese: cittadelle, fortificazioni, torri, castelli, monasteri, città rupestri, conventi e basiliche, ben incorniciati da splendidi paesaggi, creati da una natura spesso ancora intatta e selvaggia. La cultura di questo affascinante paese è quindi antica e formata con influenze diverse. Dal 1991 la Georgia è uno Stato indipendente ed ha vissuto per un decennio fasi alterne di pace e sicurezza e guerre intestine, fino alla Rivoluzione delle Rose (così chiamata per via dei fiori in mano ai manifestanti), un colpo di stato incruento del 2003. Nel 2008 la Georgia si è poi scontrata con la Russia con una breve guerra che ha causato la perdita dei territori dell’Abcazia, lungo la costa nordorientale del Mar Nero, e dell’Ossezia Meridionale, una regione che, dalla parte centrale dei monti del Caucaso Settentrionale georgiani, si protende verso sud fino alle aree pianeggianti non lontano da Gori. Il retaggio di queste più recenti vicissitudini per i visitatori si riduce al fatto che Abcasia ed Ossezia Meridionale non sono visitabili; il Paese è estremamente pacifico e tranquillo, con una popolazione amichevole ed allegra.

 Programma del viaggio


1°g.  Sabato 9 agosto, volo per Erevan
Per arrivare ad Erevan, capitale dell’Armenia, vi sono diverse possibilità di volo. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce presso l’Hotel Opera Suite (4*) o similare. Erevan, capitale dell’Armenia, copre una bella zona di colli che si affacciano a sud verso il monte Ararat, ed è posta tra i 900 ed i 1300 metri di quota, rendendo il clima gradevole anche in estate. Ha origini antichissime, fu fondata nel 782 a.C. ed oggi ospita più di un terzo dei circa 3 milioni di abitanti del Paese.

2°g.  10/8 Erevan: Echmiadzin, Hripsime, Zvartnos, Tsitsernakaberd   
Si inizia la visita dell’Armenia con tre siti vicini al cuore di questo popolo e cultura, tutti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Ci si sposta una ventina di chilometri ad ovest della città arrivando ad Echmiadzin dove si trova la chiesa di Santa Hripsime, che risale al 618 d.C., edificata sul luogo dove la santa venne martirizzata. Da qui si raggiunge il complesso della Cattedrale di Echmiadzin la cui costruzione venne iniziata nel 301-303 da San Gregorio l’Illuminatore, è il cuore della Chiesa Apostolica Armena e tra i diversi edifici vi è anche la residenza del Catolicos, il suo sommo Patriarca, oltre ad un interessante Museo. Se i restauri saranno conclusi si partecipa qui alla grande liturgia domenicale che inizia verso le 11 (altrimenti si seguiranno a Hripsime). I canti corali sono molto belli e sentiti col cuore da tutti i presenti, un momento molto speciale per apprezzare l’intensità della devozione degli armeni e l’armonia dei loro canti religiosi che costituiscono uno degli elementi più forti dell’identità etnica e culturale. Il terzo sito è Zvartnots, sito archeologico con le rovine che risalgono al VII secolo di quella che fu una tra le più belle cattedrali armene, posta sul luogo del celebre incontro tra San Gregorio e Re Tridate III, che diede origine all’evangelizzazione del Paese. Durante il pranzo si avrà l’opportunità di assistere alla preparazione dell’ “arishta”, la tipica pasta armena, e del “gata”, il dolce locale. Rientrando a Erevan si visita il Tsitsernakaberd, dedicato alle vittime del Genocidio degli Armeni, con un importante e interessantissimo, se pur triste, museo che documenta in modo inequivocabile la tremenda strage di innocenti causata dalla decisione del governo turco di eliminare in toto la presenza della popolazione armena dai territori armeni sud occidentali, l’area storicamente popolata da loro che ospitava la maggioranza di questo perseguitato popolo. All’interno del suggestivo memoriale, al centro di un cerchio contornato da possenti pareti ricurve, arde a memoria una fiamma eterna, Si cena in un ristorante tradizionale e si potrà apprezzare anche la serena ma vivace vita di questa città, dove sembra quasi che l’intera popolazione si riversi per una tranquilla convivialità tra giardini e viali, animando un gran numero di baretti e ristoranti.

3°g.  11/8 Erevan, escursione a Garni e Geghard  
Ci si sposta verso est per raggiungere Garni, un sito che presenta una continuità di occupazione dall’Età del Bronzo al Medioevo. Si entra anche nel profondo canyon che si dipana sul fondovalle ai suoi piedi, dove serpeggia la gola formata dal fiume Goght. Qui si trova un interessante monumento naturale, conosciuto come la “Sinfonia delle Pietre”: si osservano altissime colonne simmetriche esagonali e pentagonali di basalto di origine vulcanica che presentano nel loro insieme una straordinaria simmetria, con punti in cui risultano sospese formando delle volte. Le rovine sovrastano queste valli spettacolari; vi si ammirano i resti della cittadella/fortezza, l’unico tempio pagano in stile ellenistico sopravvissuto alla cristianizzazione del Paese, residenze signorili ed antichi impianti termali. Per il pranzo ci si reca in un ristorante locale dove viene fatto nel forno a terra il tipico pane armeno “lavash”, gustosissimo e preparato sottile in forme grandi; ci si può anche cimentare nella lavorazione assisititi dalle cuoche locali. Il lavash caldo è ottimo, in particolare se lo si assapora con il formaggio locale. A nord-est di Garni, lungo la gola del fiume Azat, si visita uno dei migliori esempi di architettura medievale armena, il monastero rupestre di Geghard, capolavoro scavato nella roccia tra il IV e il XIII secolo e iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Rientrati a Erevan si passa dal mercato della frutta, dove si apprezza la grande varietà e qualità della produzione armena, unita all’accattivante capacità di esporre la merce in modo colorato ed elegante, con anche gustosissimi e bei vassoi di frutta secca. La cena è in un ristorante tipico; il percorso oggi è di circa 60 km.

4°g.  12/8 Erevan, visita della città  
La giornata è dedicata alla città di Erevan. S’inizia con un sopralluogo alla Cascade, la monumentale scalinata che collega piazza dell’Opera col Parco della Vittoria, ornata da fontane, la cui costruzione iniziò in epoca sovietica ed oggi diventata un luogo di esposizione di opere d’arte moderna (ci sono anche due statue di Botero). Una serie di scale mobili che corrono tra oggetti d’arte moderna porta fino in cima (se no si salgono circa 800 scalini!), in un punto da cui si gode anche di una bella vista sulla città con lo sgaurdo che spazia, col tempo limpido, fino al monte Ararat. Ci si reca quindi al Matenadaran, il museo di manoscritti antichi, incluso nel registro della memoria del mondo dell’UNESCO, che esibisce di fronte all’ingresso la statua Mashtots, creatore dell’alfabeto armeno. Si prosegue con il Museo di Storia Armena, che introduce alle culture che hanno caratterizzato l’altopiano armeno dalla Preistoria al Medioevo, dove si trovano reperti di altissimo valore. Si completano le visite storiche con il sito di Erebuni, le rovine della città-fortezza degli Urartu dell’VIII-VII secolo a.C, considerato l’antichissimo punto di origine di Erevan. Si concludono le visite con la fabbrica del cognac armeno Ararat, che si potrà degustare; la cena è in un ristorante tipico.

5°g.  13/8 Erevan – Khor Virap – Areni – Noravank – Passo di Vorotan – Karahunge – Goris  
Ci si reca a sud di Erevan nella valle dell’Ararat, sul cui sfondo si staglia questo biblico monte dove secondo la tradizione sarebbe approdata l’Arca di Noè; è il monte sacro degli armeni, oggi inglobato in territorio turco. Sul percorso in alcuni villaggi spesso si notano i nidi delle cicogne. Si visita il monastero di Khor-Virap, collocato su di una panoramica collina, la cui fondazione risale al IV secolo. Il nome significa “fosso profondo” a memoria della lunga prigionia trascorsa in un pozzo da Gregorio l’Illuminatore, il santo che introdusse il cristianesimo in Armenia; oggi è un luogo di pellegrinaggio, dove venne anche Papa Giovanni Paolo II. Si prosegue da qui verso sud est entrando tra i monti ed arrivando nella valle di Areni, nota per il buon vino, dove si visita una cantina e, imboccando una strada laterale che risale un canyon, si giunge al monastero di Noravank, centro religioso e culturale del XII secolo spettacolarmente arroccato su formazioni rocciose di origine vulcanica. Nei pressi si trova la Grotta di Areni dove scavi archeologici hanno riportato in luce testimonianze di frequentazione umana dal Neolitico all’Età del Rame, con le eccezionali scoperte della più antica scarpa conosciuta al mondo e di strutture per la produzione di vino risalenti ad oltre 6000 anni fa. Completate le visite si prosegue il viaggio tornando sulla strada principale e risalendo le valli fino al colle di Vorotan (2344 mt) e, oltre le alte pasture del lago Spandarian, con una breve deviazione si arriva al sito di Karahunge. Si tratta di un antichissimo osservatorio che risale al VI millennio a.C., che ad alcuni ricorda Stonehenge, ubicato a 1770 mt su di una superfice di sette ettari, è composto da 223 lastre di basalto, di cui 84 presentano dei fori tondi larghi 4-5 centimetri il cui significato è misterioso. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti petroglifi e graffiti che hanno dei riferimenti astronomici. Si prosegue da qui per la città di Goris, dove si cena e si pernotta presso l’hotel Mina o simile; la tappa copre in tutto 266 km.

6°g.  14/8 Goris – Khndzoresk – Tatev – Vorotnavank – Jermuk  
Nella zona di Goris vi sono diverse abitazioni rupestri; il luogo più interessante per ammirarle è tra i monti ad est, il villaggio troglodita di Khndzoresk. Dopo la visita di rientra a Goris e si prosegue per il monastero di Tatev, raggiungibile utilizzando una lunga cabinovia che scavalca le vallate partendo dal villaggio di Halidzor; sembra essere la più lunga al mondo: 5,7 chilometri che si percorrono in undici minuti. Tatev è un sito UNESCO, una gemma d’architettura medievale armena, immerso tra picchi montani e rocce che ne hanno fatto un convento inaccessibile; venne fondato nel IX secolo e tra il XIV ed il XV fu anche la sede di un’università. Si rientra sulla via principale e si inizia il percorso verso nord ovest ripercorrendo in questo tratto la strada di ieri; con una breve deviazione si arriva al monastero di Vorotnavank, fondato nel X secolo sui bordi della ripida vallata del fiume. Proseguendo si transita dal lago di Spandarian e, oltre il passo del Vorotan, si arriva al bivio per Jermuk, dove si alloggia presso il centro termale Jermuk Hotel and SPA; oggi si percorrono in tutto circa 174 km. Jermuk è una località termale conosciuta per le acque calde e minerali, inserita in un bel contesto naturale.

7°g.  15/8 Jermuk – Selim – Noraduz – Sevanavank – Dilijan  
Da Jermuk si torna sulla strada principale, dove si procede per un tratto verso ovest per continuare poi con una nuova direttrice verso nord ovest salendo al passo di Selim (o Vardenyatz), posto a circa 2400 mt di quota. Questa rotta era uno dei percorsi della Grande Via della Seta medievale e prima del crinale si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; nella storia gli armeni contribuivano al commercio esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro e così via. Oltre il valico si aprono magnifiche pasture che degradano fino al grande lago Sevan, nei cui pressi si sosta a Noraduz, il più grande tra i cimiteri medievali che custodiscono le “khachkars”, ovvero le famose croci in pietra armene. Gli esemplari più antichi qui vanno dal VII al X secolo. In questa zona si visita una fattoria dove vi è un caseificio, luogo ideale per assaggiare gli ottimi formaggi della regione. Si prosegue lungo la costa del vastissimo lago Sevan, che copre circa il 5% della superficie del Paese e, giunti sulla sponda occidentale, si visita il monastero di Sevan (VIII secolo), posizionato spettacolarmente su una penisola che si protende sul vasto specchio d’acqua. Si prosegue da qui per Dilijan, conosciuta anche come la “Piccola Svizzera”, una località immersa nelle foreste dove si osservano ancora delle case tradizionali coi balconi in legno; tempo permettendo, si completa la giornata con una tranquilla passeggiata in città. Cena e pernottamento presso l’hotel Best Western Paradise o simile; la tappa è di circa 210 km.

8°g.  16/8 Dilijan – Fioletovo (Molokani) – Haghpat – Akhtala – Tbilisi (Georgia)  
Da Dilijan si prosegue verso ovest  arrivando nell’amena valle di Fioletovo, dove vive una piccola comunità esiliata qui dalla Russia ai tempi degli Zar, in quanto vennero considerati eretici dai cristiani ortodossi. Sono conosciuti come ‘Molokani’, ma loro stessi preferiscono definirsi ‘Cristiani Spirituali’, in quanto rifiutano ritualistiche e gerarchie in favore di un modo di vivere la realtà dello spirito più naturalmente; qui la diffusione dei cellulari stenta parecchio. Ci si accomoda in una loro casa per sorseggiare un tè ed assaggiare i loro panzerotti. Si prosegue il viaggio; dopo un tratto si devia verso nord arrivando al complesso monastico di Haghpat, inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come apice dell’architettura religiosa armena. Fondato nel X secolo, successivamente si ampliò fino ad includere oltre venti chiese, cappelle, torri campanarie ed edifici accademici, dove ci si dedicava agli studi umanistici e scientifici, biblioteche e refettori. Prossima tappa, Akhtala, un monastero situato poco più a nord a breve distanza dal confine georgiano, circondato da mura difensive e fortificazioni, unico per gli affreschi in stile bizantino, collocato in una posizione scenografica sulla valle. Mancano solo 35 km al confine, che da Dilijan dista in tutto 143 km; si saluta qui la nostra guida Naira Gregoryan, si lascia il mezzo armeno e si incontra la guida georgiana Nino Mukbaniani col nuovo mezzo e autista. Si prosegue verso nord Tbilisi, la bella e vivace capitale della Georgia che oggi ospita circa un milione e mezzo di persone, cica il 40% della popolazione del Paese; dal confine ci vogliono meno di due ore (74 km). Si alloggia presso l’Hotel Museum, un edificio storico, e la cena è in un ristorante tipico.

9°g.  17/8 Tbilisi
Ci si dedica alla fascinosa capitale della Georgia, con un magnifico tour a piedi che inizia con la visita della chiesa di Metekhi risalente al XIII secolo, situata su una collina con una bella visuale. Nei pressi della chiesa dal parco di Rike si sale con una panoramica cabinovia alla Fortezza di Narikala, il complesso di fortificazioni più antiche di Tbilisi (IV secolo). Da qui è molto bella la panoramica sulla città, che si estende lungo il fiume Mtkvari (o Kura), che è attraversato anche da un artistico ponte pedonale modernissimo realizzato dal De Lucchi. Dalla fortezza con una piacevolissima passeggiata si scende verso il quartiere vecchio di Abanotubani dove si trovano le suggestive Terme Sulfuree, con architetture in stile ottomano, e vi si scope anche una pittoresca cascata; tra le case tradizionali si trovano una moschea che, unica la mondo, ospita sia sciiti che sunniti, un’antica sinagoga e gli hammam. Tutta quest’area è piena di vita, pullula di negozi, ristorantini e luoghi di ritrovo. Si visitano la Cattedrale di Sioni dove si trova la preziosissima Croce di Santa Nino, la santa più venerata della Georgia, realizzata coi suoi capelli intrecciati a rami di vite; e la Basilica di Anchiskhati, che è la più antica chiesa della città (VI secolo). Si completa con la visita al Museo Nazionale di Storia della Georgia, dove tra i tanti preziosi reperti si vede anche la giara da vino più antica conosciuta dove sono state trovate tracce del nettare di Bacco, e lungo il Corso Rustaveli, realizzato nel XIX secolo, che prende il nome dal grande poeta georgiano del XII secolo Shota Rustaveli. Si pranza e si cena in ristoranti tipici tradizionali.

10°g.  18/8 Tbilisi – Jvari – Svetitskhoveli (Mtskheta) – Ananuri – Stepantsminda  
Si lascia Tbilisi verso nord verso Mtskheta, l’antica capitale religiosa da dove nel IV secolo Santa Nino promosse il cristianesimo nel Paese, cuore spirituale della Georgia, dove vi si trovano due delle chiese più importanti del Paese, entrambe iscritte alla lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Arrivando si sale al monastero di Jvari, del VI secolo, situato su di un colle che domina la confluenza dei fiumi ed offe una bella visuale sulla cittadina. La si raggiunge da qui, un bel villaggio oggi pieno di negozietti, dove con un piacevole e breve tratto a piedi tra le casette tradizionali si arriva alla Cattedrale di Svetitskhoveli, dell’XI secolo, sotto cui, secondo la tradizione, sarebbe sepolta la tunica di Cristo. E’ un edificio imponente circondato da mura con gli interni magnificamente affrescati, forse il sito religioso più bello della Georgia. Completata la visita si prosegue il viaggio, sempre verso nord, seguendo la famosa ‘strada militare Russa’, la via che ancora oggi collega la Georgia al potente vicino, entrando tra i monti del Caucaso. Giunti sul grande lago artificiale, dove i versanti dei monti sono ammantati da verdissime foreste, si visita il complesso di Ananuri (XVII sec.), un sito che è tra i candidati Unesco della Georgia, antica dimora dei duchi di Aragvi, una dinastia feudale che governava la zona. Proseguendo oltre Gudauri si vede il monumento dedicato all’amicizia tra Georgia e Russia, in magnifica posizione panoramica tra monti superbi, che sono anche lo scenario della stazione sciistica principale del Paese; ci si chiede se questa raffigurazione abbia un valore reale dopo le vicende di questi ultimi anni, pur tenendo conto che il legame dovuto alla cristianità dei due popoli ha radici storiche molto profonde. Si valica il passo di Jvari (2395 mt) lungo magnifiche valli dove, nelle parti più alte, si estendono verdi praterie e si giunge al villaggio di Stepantsminda (1740 mt), a 12 km dal confine russo, ai piedi del maestoso monte Kazbeghi, alto 5054 mt. Si alloggia e si cena presso l’hotel Porta Caucasia (4*). Oggi si percorrono in tutto 169 km in circa quattro ore.

11°g.  19/8 Stepantsminda – Gergeti – Gola di Truso – Gori
Utilizzando dei veicoli 4×4 (tipo Delica, con massimo cinque passeggeri per veicolo) si sale a Gergeti, o Monastero della Santissima Trinità (XIV secolo). Il luogo è magico, sia per la sua intrinseca bellezza che per la posizione tra i monti sulla vetta di un colle a 2170 mt di quota, con il bellissimo monte Kazbeghi che cinge l‘orizzonte a nord ovest; tant’è che questo mitico luogo è stato promosso a simbolo della Georgia. Tornati al villaggio di Stepantsminda ci si reca per un tratto verso sud; utilizzando anche qui veicoli 4×4 con una breve deviazione ad ovest si entra nella vallata conosciuta come Gola di Trugo. Un luogo molto particolare; si segue il corso del fiume Tergi, si notano rocce colorate dalle acque sulfuree, si ammirano remoti villaggi ed i resti del turrito castello di Zakagori, contornati dalle altissime vette caucasiche. Completate queste stupende esplorazioni si parte con il pulmino verso sud seguendo la medesima strada di ieri attraverso il passo di Jvari, Gudauri ed Ananuri e, poco prima di Mtskheta, si segue verso ovest la strada che porta a Gori. Si alloggia e si cena presso l’hotel Gori Inn (4*); da Truso si percorrono col pulmino circa 170 km, un tragitto che richiede al massimo quattro ore. Gori fu il luogo di nascita di Josef Stalin; si visita il museo a lui dedicato dove si vede anche l’umile casetta dove nacque e visse fino ai quattro anni ed il lussuoso vagone ferroviario con cui si recò alle conferenze di Teheran e Yalta durante la Seconda guerra mondiale.

12°g.  20/8 Gori – Uplistsikhe – Borjomi – Akhaltsikhe –  Khertvisi – Varzia  
Ci si reca nei pressi di Gori (15 km) al sito di Uplistsikhe, la più antica città rupestre della Georgia. Fondata nel I millennio a.C. lungo un ramo della Via della Seta, è un sito molto scenografico e piacevolissimo da esplorare, si cammina lungo gli antichi passaggi tra rovine e ambienti scavati nella roccia con i resti dei granai ed i recipienti di terracotta per la conservazione del vino, dove si individua anche un’antichissima farmacia. Si rientra quindi a Gori e da qui si prosegue verso sud ovest inoltrandosi nelle vallate del Caucaso Minore, una regione suggestiva per gli splendidi e vari panorami, dalle foreste di tipo alpino alle pianure erbose spesso ornate dai laghi, una regione ricca di molteplici spunti d’interesse culturale. Si sosta per una breve visita nella cittadina termale di Borjomi dove si può degustare l’acqua di questa famosa sorgente minerale, e si osserva passando la fortezza storica di Atskuri, sorta per proteggere l’accesso alla valle. Giunti ad Akhaltsikhe è molto interessante la visita del grande castello di Rabati, fondato nel IX secolo ed ampliato nei secoli successivi, recentemente restaurato, dove risalta l’impronta lasciata dagli ottomani con la moschea e la madrassa, oltre alle possenti mura ed al bel giardino. Da qui si continua ora verso sud est risalendo le acque del fiume Kura fino alla confluenza col Paravani, dove si sosta per ammirare dall’esterno la fortezza di Khertvisi (X sec.), che ebbe un ruolo vitale nella difesa della regione grazie alla sua posizione strategica. Da qui si risale la valle per Vardzia, la città rupestre del XII secolo, dove si cena e pernotta presso il Vardzia Resort (4*). Si coprono in tutto circa  220 km, un percorso che richiede in tutto al massimo quattro ore e mezza di guida.

13°g.  21/8 Varzia – Tbilisi 
Si visita la città rupestre di Varzia, che ha avuto un ruolo significativo nella vita politica, culturale, educativa e spirituale georgiana. Si tratta di un insediamento fatto scavare attorno al 1180 da Tamar, la potente regina figlia di Giorgio III, come ampliamento di una precedente fortificazione. L’insediamento si espanse fino ad ospitare cinquantamila abitanti ed oggi si contano centoventi abitazioni costituite da oltre quattrocento ambienti ben identificabili con l’interno della Chiesa dell’Assunzione, affrescata nel 1185, che è sopravvissuto al tempo. L’aspetto attuale rivela da lontano molte delle cavità del complesso: questo perché le pareti frontali degli ambienti scavati sono in gran parte cadute a causa di un fortissimo terremoto. A completare l’affascinante quadro di questa valle si notano sulla cima del monte a nord del complesso la fortezza di Tmogvi e, sul monte appena di fronte a questa, due antichissime chiesette.    Si lascia Vardzia ripercorrendo la strada con cui si è giunti fino a Khertvisi (14 km), e da qui si risale verso sud est il corso del fiume Paravani arrivando sull’altopiano erboso incontrando a Ninotsminda il lago di Khanchali (80 km), ed imboccando qui la strada che porta ora a nord est ammirando il lago di Saghamo, quindi il Paravani, che è il più grande della Georgia. Ai margini di questo ampio specchio d’acqua si visita il piccolo monastero di Poka (XI secolo), ubicato ad oltre 2000 mt di quota e dedicato a Santa Nino, la ragazza proveniente dalla Cappadocia che introdusse il cristianesimo nel Paese. Oltre la riserva idrica di Tsalka si scende gradatamente verso la capitale, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato il 16 e 17/8 e si cena in un ristorante tipico. Il percorso oggi è di circa 224 km, poco più di quattro ore.

PER CHI RIENTRA

14°g.  Venerdì 22 agosto, volo di rientro
Trasferimento all’aeroporto e volo di rientro con la compagnia scelta. La gran parte delle compagnie prevede di giungere in Italia nel corso della giornata.

ESTENSIONE A TUSHETI

22/8 Tbilisi – David Gareja – Sighnaghi – Telavi
Si lascia Tbilisi in direzione est verso la regione di Kakheti, dove si trovano le più rinomate produzioni vinicole della Georgia e, passata Sagarejo (50 km), si devia verso sud per raggiungere il complesso monastico di David Gareja, che porta il nome del santo siriano che fondò qui il monastero di Lavra nella prima parte del VI secolo. È un complesso religioso situato in una pittoresca regione pressoché desertica, costituito da diversi edifici sorti all’intorno di Lavra, con anche un gran numero di strutture rupestri affascinanti, e vi si ammirano dipinti murali di grande pregio. Il sito è situato proprio a cavallo del confine con l’Azerbaigian e sono in corso trattative tra i due Paesi per decidere la linea definitiva di “proprietà” di questo sperduto angolo del mondo. Si rientra da qui verso Sagarejo per proseguire poi ancora verso est arrivando alla città fortificata di Sighnaghi (XVIII secolo), nella parte più orientale della regione di Kakheti. La cittadina conserva il suo accattivante aspetto originale, arricchito da belle panoramiche verso la valle di Alazani ed i più lontani monti del Caucaso. Terminata l’esportazione di questo piacevole luogo si prosegue in direzione nord ovest per Telavi, una cittadina storica di circa 20.000 abitanti che è il centro principale della Georgia orientale. Cena e pernottamento presso l’hotel Savaneti (4*); si percorrono in tutto 274 km in circa 5 ore di guida. In serata è piacevole fare una passeggiata in centro per ammirare le parti vecchie della cittadina.

23/8 Telavi – Alaverdi – Omalo e Shenako (Tusheti o Tuscezia)
Si lascia l’hotel con dei mezzi 4 x 4, che si utilizzano fino al rientro dalla regione di Tusheti, e ci si reca circa 20 km a nord di Telavi dove si trova la maestosa Cattedrale di Alaverdi, costruita nell’XI secolo in un sito monastico del VI secolo, considerata una delle quattro cattedrali più importanti dei cristiani ortodossi georgiani. Si prosegue da qui per la regione caucasica di Omalo, nel Parco Nazionale di Tusheti, un’area conosciuta anche come Tuscezia; il pranzo è previsto al sacco. Vi si accede con una strada in parte sterrata costruita nel 1978 (prima si poteva arrivare solo a piedi) che valica l’alto passo di Abano (2850 mt) che porta sui versanti settentrionali del Caucaso Maggiore; un valico che, restando chiuso per la neve oltre la metà dell’anno, rende la regione isolata dal resto del Paese per lunghi periodi. Il territorio offre una natura incontaminata, un ambiente tra i meglio preservati dell’intero Caucaso dove vivono diversi animali, tra cui l’orso e l’aquila, che confina con le repubbliche russe di Inguscezia, Cecenia e Daghestan, abitato da tenaci pastori georgiani che vivono principalmente di pastorizia utilizzando la transumanza. Tra queste remote valli ci trova immersi tra incantevoli paesaggi e si incontra una cultura locale viva ed interessante, con una decina di villaggi caratterizzati dalle tipiche torri di pietra. Tra questi il principale è Omalo, situato a 1880 mt di quota, composto da poche case e con un esiguo numero di abitanti, ornato dalla piccola fortezza medioevale di Keselo che vi sorge appena sopra. Si completa la giornata visitando anche il vicino villaggio di Shenako (2070 mt), uno dei pochi ancora abitato, con case tradizionali ed una chiesetta del XIX secolo nei cui pressi si trova uno dei luoghi sacri dello sciamanesimo locale, un “nishi”, concreta testimonianza di come in questo luogo meraviglioso il paganesimo ed il cristianesimo si intrecciarono. Rientrati a Omalo si alloggia e si cena in una locanda del villaggio, dove le stanze sono dotate di servizi e acqua calda. Oggi si percorrono in tutto circa 120 km.

24/8 Omalo, escursione a Bochorma, Dartlo, Dano e Kvavlo
Si dedica la giornata all’esplorazione di questa regione incantata, godendo dei magnifici panorami, della natura pura e dei villaggi tradizionali; anche oggi il pranzo è al sacco. Ci si reca al villaggio di Bochorna, uno dei luoghi abitati più alti d’Europa (2345 mt), se pur (alla data di redazione) da un solo abitante permanente, e qui si prosegue un poco oltre per ammirare dall’alto il villaggio di Dochu. Si torna quindi indietro per un tratto e ci si inoltra a nord fino a Dartlo, un villaggio dove i tetti sono ancora in ardesia con diverse torri, sormontato in alto sul monte dall’ardito villaggio – fortezza di Kvavlo. Con i mezzi si sale fino al villaggio di Dano e da qui si arriva nei pressi di Kvavlo, che si raggiunge con una breve passeggiata da dove termina la stradina sterrata – è poi possibile, e bello, scendere da qui a piedi fino a Dartlo o, se si preferisce, si può ritornare ai mezzi e tornare con questi. Completate le esplorazioni si torna alla locanda di Omalo.

25/8 Omalo – Tblisi
Si riprende la via dell’andata attraversando verso sud il panoramico passo di Abano e, giunti nelle pianure a meridione, si lasciano i mezzi 4 x 4 e si prende un pulmino con cui si prosegue direttamente per Tbilisi, un viaggio di 193 km che richiede circa sei ore di guida. Qui si alloggia nel medesimo hotel e si cena in un ristorante tipico.

Martedì 26 agosto, volo di rientro
Trasferimento all’aeroporto e volo di rientro con la compagnia scelta.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Tbilisi, case tradizionali
Zvartnots e monte Ararat
Khndzoresk
Cattedrale di Echmiadzin
Uplistsikhe
Lago Sevan
Dartlo, Tusheti
Hripsime, Ararat lontano
Celebrazioni a Hripsime
Geghard
Geghard, croci armene
Manoscritto al Matenadaran
Erevan, bimbi nel parco
Sevanvank
Tbilisi da Nari Kala
Tbilisi, ingresso Hammam
Monastero di Jvari
Ananuri
Gergeti
Vardzia
Regina Tamar, affresco a Vardzia
Lago Saghamo
David Gareja
Passo di Abano, nord
Fortezza di Keselo a Omalo

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