Georgia
Tradizioni, storia e natura del Caucaso
Estensione al Parco Nazionale di Tusheti
Tbilisi, Nari Kala
Ushguli
Mt. Shkhara (5193 mt), Ushguli
Fortezza di Keselo ad Omalo
Affreschi a Gelati
Sintesi del viaggio
Il viaggio offre un percorso ottimale per conoscere la Georgia, uno dei gioielli del mondo, piacevolissima ed interessante da esplorare. Si vedono l’area caucasica meridionale, con i suoi ampi spazi erbosi ed i preziosi resti storici, le tre regioni del Caucaso Maggiore, dove i monti svettano oltre i 5000 metri tra foreste immacolate, antichi villaggi turriti e monasteri, e si spazia fino all’arido confine orientale. Il tour include tutti i siti storici ed artistici più importanti, i luoghi che furono la culla della civiltà georgiana: un mondo che ha mantenuto, attraverso le intese vicissitudini di una storia intricata e nonostante le pressioni dei potenti vicini, una forte identità culturale, con una propria scrittura, lingua e religione. Un aspetto importante è l’amichevolezza e disponibilità delle persone, che amano la propria ottima cucina ed annaffiano con grande allegria il buon cibo con gli ottimi vini georgiani… e si vantano (hanno le prove!) di essere stati i primi al mondo a produrre il nettare di Bacco.
Presentazione del viaggio
Il viaggio è stato studiato attentamente per cogliere la grande diversità che ci offre la Georgia, un Paese grande solo circa un quarto rispetto all’Italia con quattro milioni di abitanti che presenta un ampissimo insieme di punti d’interesse. Ci si muove in uno spazio aggraziato da una natura bella, rigogliosa ed in molte aree selvaggia, contornati da monti altissimi con vaste aree fertili, foreste, praterie, laghi e zone aride. Un territorio delimitato dai monti caucasici che è sempre stato ambito dai potenti, ai quali i georgiani hanno cercato di resistere nei millenni con alterne fortune. Ad ogni passo s’incontrano le magnifiche testimonianze storiche di questo intenso passato, costellato da infinite vicende di conquiste e riflussi, spesso legati al confronto che qui hanno giocato i grandi imperi persiano, ottomano e russo, ed anche ai movimenti della Via della Seta. L’identità culturale dei georgiani è sopravvissuta a tutte queste vicissitudini, avendo tra i cardini più importanti la propria lingua, scrittura e religione; tanto che oggi, ad esempio, nonostante il lungo periodo di dominazione ottomana nel Paese solo circa il 10% aderisce all’Islam, principalmente nelle regioni di confine meridionali con la Turchia. La Georgia fu il secondo stato al mondo a diventare ufficialmente cristiano; e c’è un primato, di cui fan vanto: sembra che sia stata qui … l’invenzione del vino! E in effetti, al di là delle ipotesi, nel museo di Tbilisi vi è una giara che conteneva del vino ben 6000 anni fa, che gli esperti ci dicono sia stato prodotto con le medesime tecniche che si vedono oggi nella vinificazione tradizionale georgiana. Un aspetto interessante della cultura è anche la cucina, molto tipica e varia, ricca anche di ogni tipo di piatti di verdura e pani di diverso tipo, tutti ottimi, con tante diverse preparazioni di carni, con libagioni solitamente molto abbondanti che le persone annaffiano generosamente con gli ottimi vini locali in un clima di grande allegria ed ospitalità.
Dopo la visita della capitale Tbilisi, che sorprende sia per le opere d’arte e storiche che per la vitalità della parte vecchia, si parte con un ampio circuito che porta inizialmente verso sud ovest nel Caucaso Minore arrivando a Varzia, una città scavata nella roccia con mirabile abilità, ed alla fortezza di Rabati, una regione dove si osservano castelli e fortezze che hanno sfidato invasioni ed affrontato battaglie, per stagliarsi ancora oggi in uno scenario naturale molto caratteristico. Si raggiunge da qui la parte più centrale del Paese attraverso la località termale di Borjomi scoprendo la città di Kutaisi ed i siti storici di Ubisa e Gelati, quest’ultimo Patrimonio Mondiale UNESCO. Proseguendo verso nord si arriva tra i monti più impressionanti ed alti del Paese nelle remote valli dei villaggi turriti di Mestia ed Ushguli (Patrimonio UNESCO), incuneate tra gli stati della Federazione Russa dell’Abcasia ad ovest e dell’Ossezia Meridionale ad est, dove troneggia il monte Shkhara, la vetta più alta del Paese (5193 mt). Si rientra sulle pianure scoprendo la vallata di Ambrolauri, la Cattedrale di Nikorsminda e, nei pressi di Gori, luogo di nascita di Stalin al quale è stato dedicato un interessante museo storico, l’antichissimo sito rupestre di Uplistsikhe. Si torna quindi a nord passando ora ad ovest dell’Ossezia Meridionale ammirando il complesso di Ananuri e, oltre il passo spartiacque di Jvari, Stepantsminda con il mitico monastero di Gergeti, luogo simbolo della Georgia posto alle falde del monte Kazbeghi, alto 5054 mt. Tornando a Tbilisi si visitano due siti Patrimonio Unesco, la stupenda cattedrale di Svetitskhoveli ed il monastero di Jvari.
Per completare nel modo più ampio e bello la visita del Paese è prevista un’estensione che porta nella parte orientale e nella remota regione caucasica del Parco Nazionale di Tusheti, che è la regione più selvaggia e raggiungibile solo nel periodo estivo, ubicata nel segmento più orientale delle montagne georgiane. La prima meta è David Gareja, uno stupendo sito monastico con una parte rupestre posto sull’arido confine con l’Azerbaigian, quindi le città storiche di Sighnaghi, Telavi e la Cattedrale di Alaverdi. Da qui ci si immerge tra i monti inerpicandosi lungo le ripide valli che portano al passo di Abano (2850 mt) che si apre sui versanti settentrionali del Caucaso Maggiore. Qui si esplorano le vallate ed i villaggi con le caratteristiche case a torre, solo in parte abitati, una regione incontaminata dove la natura regna sovrana.
NOTA TECNICA
I servizi erogati sono molto validi, sia per gli alloggi che per il cibo. Le sistemazioni utilizzate sono in hotel a quattro stelle che, ove possibile, hanno carattere tipico; solo per la notte a Ushguli e per le due notti a Omalo, nell’estensione, si utilizzano sistemazioni locali, comunque le migliori disponibili, pulite e con stanze dotate di servizi. La cucina georgiana è ricca e gustosa, accompagnata dai rinomati vini locali, passione nazionale. Si segnala solo che nell’estensione a Tusheti che porta nella zona di Omalo sono previsti due pranzi al sacco perché in quella regione caucasica non sono disponibili ristoranti sul percorso. Ci si sposta con automezzi privati di buona qualità; in funzione del numero di partecipanti si utilizzano Mercedes Vito o Mercedes Sprinter o simili, sempre di recente immatricolazione e dotati di aria condizionata. Per le esplorazioni nelle aree più remote (tra Mestia e Lentekhi – 6° e 7° giorno; per salire alla chiesa di Gergeti a Kazbegi – 9° giorno; nell’area caucasica di Tusheti nell’estensione – dal 11° al 13° giorno) si usano mezzi 4×4 tipo Mitsubishi Delica in massimo 5 passeggeri per veicolo. Il clima a fine giugno ed inizio luglio è tra i migliori dell’anno perché giova del caldo secco estivo con mediamente poche precipitazioni; la temperatura massima prevista a Tbilisi, il punto più caldo, può arrivare a 28°C, mentre a Mestia e Stepantsminda le massime sono a circa 20°C. Il punto più freddo è la regione di Omalo, durante l’estensione, dove di notte a volte si può arrivare ad avere una minima di 10°C.
UNA BREVE NOTA SULLA GEORGIA
La Georgia, situata nella Regione Caucasica tra Russia, Mar Nero, Turchia, Azerbaigian ed Armenia, è un Paese incastonato tra le due catene del Caucaso Minore e Maggiore, storica terra di passaggio di potenze straniere e di mercanti lungo le Vie della Seta. Conta quasi 4 milioni di abitanti, che vivono ancor oggi in prevalenza di agricoltura e che hanno mantenuto, nonostante le vicissitudini dei secoli, una forte identità culturale, religiosa e linguistica. I georgiani si considerano discendenti di Kartlos, pronipote di Noè, e chiamano la loro nazione Saqartvelo, la terra dei Kartveli, mentre Georgia deriverebbe dalla parola persiana Gurj. Situata in posizione geografica storicamente cruciale, la Georgia ha vissuto da sempre passaggi di dominazioni diverse (greci, arabi, turchi selgiuchidi, mongoli, persiani, russi) intervallate da periodi d’oro in cui i Regni locali resistettero ad invasioni, assedi e stermini. Già divenuto nel IV secolo il secondo stato cristiano della storia, dopo l’Armenia, tra il 1000 e il 1200 la Georgia fu centro della cultura cristiana caucasica, il periodo di David il Costruttore. Importanti vestigia di quest’epoca d’oro sono ancor oggi disseminate in tutto il paese: cittadelle, fortificazioni, torri, castelli, monasteri, città rupestri, conventi e basiliche, ben incorniciati da splendidi paesaggi creati da una natura spesso ancora intatta e selvaggia. La cultura di questo piccolo ed affascinante paese è quindi antica e formata con influenze diverse. Dal 1991 la Georgia è uno stato indipendente ed ha vissuto per un decennio fasi alterne di pace e sicurezza e guerre intestine, fino alla Rivoluzione delle Rose (così chiamata per via dei fiori in mano ai manifestanti), un colpo di stato incruento del 2003. Nel 2008 la Georgia si è poi scontrata con la Russia con una breve guerra che ha causato la perdita dei territori dell’Abcazia, lungo la costa nordorientale del Mar Nero, e dell’Ossezia Meridionale, una regione che, dalla parte centrale dei monti del Caucaso Settentrionale georgiani, si protende verso sud fino alle aree pianeggianti non lontano da Gori. Il retaggio di queste più recenti vicissitudini per i visitatori si riduce al fatto che Abcazia ed Ossezia Meridionale non sono visitabili; il Paese è estremamente pacifico e tranquillo, con una popolazione amichevole ed allegra.
Programma del viaggio
1°g. Sabato 22 giugno, volo per Tbilisi
Per arrivare a Tbilisi, capitale della Georgia, vi sono diverse possibilità di volo; solitamente si parte in serata dall’Italia arrivando nelle prime ore del giorno successivo.
2°g. 23/6 Tbilisi
All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce presso l’Hotel Museum, un edificio storico, per un poco di riposo. Ci si dedica quindi alla fascinosa capitale della Georgia, con un magnifico tour a piedi che inizia con la visita della chiesa di Metekhi risalente al XIII secolo, situata su una collina con una bella visuale. Nei pressi della chiesa dal parco di Rike si sale con una panoramica cabinovia alla Fortezza di Narikala, il complesso di fortificazioni più antiche di Tbilisi (IV secolo). Da qui è molto bella la panoramica sulla città, che si estende lungo il fiume Mtkvari (o Kura), che è attraversato anche da un artistico ponte pedonale modernissimo realizzato dal De Lucchi. Dalla fortezza con una piacevolissima passeggiata si scende verso il quartiere vecchio di Abanotubani dove si trovano le suggestive Terme Sulfuree, con architetture in stile ottomano, e vi si scope anche una pittoresca cascata; tra le case tradizionali si trovano una moschea che, unica la mondo, ospita sia sciiti che sunniti, un’antica sinagoga e gli hammam. Tutta quest’area è piena di vita, pullula di negozi, ristorantini e luoghi di ritrovo. Si visitano la Cattedrale di Sioni dove si trova la preziosissima Croce di Santa Nino, la santa più venerata della Georgia, realizzata coi suoi capelli intrecciati a rami di vite; e la Basilica di Anchiskhati, che è la più antica chiesa della città (VI secolo). Si completa con una passeggiata lungo il Corso Rustaveli, realizzato nel XIX secolo, che prende il nome dal grande poeta georgiano del XII secolo Shota Rustaveli. Si pranza e si cena in ristoranti tipici tradizionali.
3°g. 24/6 Tbilisi – Poka – Khertvisi – Varzia
Si parte verso sud incontrando l’ambiente naturale molto bello del Caucaso Meridionale, iniziando con foreste di tipo alpino che danno gradatamente spazio ai vasti spazi erbosi dell’altopiano, ornati da bellissimi laghi. Nei pressi del grande lago di Paravani, il più esteso della Georgia, si visita il piccolo monastero di Poka (XI secolo), ubicato ad oltre 2000 mt di quota e dedicato a Santa Nino, la ragazza proveniente dalla Cappadocia che introdusse il cristianesimo nel Paese. Scesi dal plateau si sosta per ammirare dal basso la fortezza di Khertvisi (X sec.), che ebbe un ruolo vitale nella difesa della regione grazie alla sua posizione strategica e da qui si risale la valle per Vardzia, la città rupestre del XII secolo. Questo magnifico sito ha avuto un ruolo significativo nella vita politica, culturale, educativa e spirituale georgiana. Si tratta di un insediamento fatto scavare attorno al 1180 da Tamar, la potente regina figlia di Giorgio III, come ampliamento di una precedente fortificazione. L’insediamento si espanse fino ad ospitare cinquantamila abitanti ed oggi si contano centoventi abitazioni costituite da oltre quattrocento ambienti ben identificabili con l’interno della Chiesa dell’Assunzione, affrescata nel 1185, che è sopravvissuto al tempo. L’aspetto attuale rivela da lontano molte delle cavità del complesso: questo perché le pareti frontali degli ambienti scavati sono in gran parte cadute a causa di un fortissimo terremoto. A completare l’affascinante quadro di questa valle si notano sulla cima del monte a nord del complesso la fortezza di Tmogvi e, sul monte appena di fronte a questa, due antichissime chiesette. Si cena e pernotta presso il Vardzia Resort (4*); la tappa è di 226 km, circa cinque ore di guida.
4°g. 25/6 Vardzia – Akhaltsikhe – Borjomi – Ubisa – Kutaisi
Si lascia Vardzia ripercorrendo la strada con cui si è giunti fino alla fortezza Khertvisi e da qui si prosegue seguendo verso ovest il flusso del fiume fino ad Akhaltsikhe (65 km, poco più di un’ora di guida). Qui è molto interessante il grande castello di Rabati, fondato nel IX secolo ed ampliato nei secoli successivi, che recentemente è stato completamente restaurato, dove risalta l’impronta lasciata dagli ottomani con la moschea e la madrassa, oltre alle possenti mura ed al bel giardino. Si prosegue ora in direzione nord est passando nei pressi della fortezza storica di Atskuri, sorta per proteggere l’accesso alla valle che si sta seguendo, dove si entra di nuovo tra monti boschive arrivando nella cittadina termale di Borjomi; qui si può degustare l’acqua di questa famosa sorgente minerale. Si raggiunge così la strada che porta ad ovest verso il Mar Nero; con una bella deviazione si raggiunge la chiesetta di San Giorgio nel piccolo monastero di Ubisa, famosa per gli affreschi del XIV secolo, considerati tra i più belli in Georgia. Si continua per Kutaisi, antichissima città che a più riprese ha giocato un ruolo fondamentale nella storia della Georgia. Fu tra i centri più importanti dell’antica Colchide, una regione abitata da 4000 anni, famosa per essere stata la destinazione di Giasone e degli Argonauti in cerca del Vello d’Oro. Si cena in un ristorante tipico e si alloggia presso l’hotel New Port (4*); la tappa è di 240 km, circa cinque ore di guida.
5°g. 26/6 Kutaisi – Gelati – Mestia (Svaneti)
Nei pressi di Kutaisi (9 km) si raggiunge il complesso monumentale di Gelati, Patrimonio dell’UNESCO, immerso tra panoramiche colline boschive. Un luogo particolarmente emozionante per la spettacolarità dell’architettura medievale della Cattedrale, delle Chiese, dell’Accademia di Filosofia e per i magnifici affreschi ed il mosaico della cupola della cattedrale. Rientrati a Kutaisi si fa un piacevole sopralluogo al mercato coperto e si completa con la visita della cattedrale di Bagrati. Si prosegue quindi verso nord ovest per la remota valle di Svaneti; oltre Tsalenjikha ci si immerge tra i monti a nord entrando nel Caucaso Maggiore, iniziando l’esplorazione del grande segmento georgiano di queste regioni selvagge comprese tra l’Abcasia (Abkhazia) ad ovest e l’Ossezia Meridionale ad est. I paesaggi si fanno sempre più spettacolari man mano che si risalgono le valli; i monti sono ammantati di fitte foreste pressoché disabitate, si contorna un lungo lago artificiale e si risalgono strette vallate con torrenti impetuosi tra cime innevate che svettano oltre i 4000 metri su pascoli alpini ammantati di fiori. Il simbolo dello Svaneti sono i pittoreschi villaggi con le tipiche torri difensive in pietra costruite per la maggior parte tra il IX e il XIII secolo, progettate per proteggerne gli abitanti in caso di invasioni e guerre, di cui oggi ne restano ancora circa 175. Giunti a Mestia, ubicata a 1400 mt di quota a breve distanza dallo spartiacque con la Federazione Russa e capoluogo amministrativo dello Svaneti, si alloggia e si cena presso l’hotel Gistola (4*); siamo a 220 km da Kutaisi, un tragitto di circa cinque ore di guida.
6°g. 27/6 Mestia – Ushguli e ghiacciaio Shkhara
Si visitano il paese ed il museo familiare “Casa-Torre”, potendo così ammirare anche dall’interno una torre. Si lascia Mestia utilizzando dei mezzi 4 x 4 (il pulmino lo si ritrova il giorno successivo a Lentekhi) superando un passo con una bella visuale sula valle ed i monti a contorno ed arrivando nella remota località di Ushguli, un pittoresco e suggestivo villaggio situato a 2100 mt di quota a circa 50 km da Mestia, un tragitto di meno di due ore. Nel 1996, grazie alla presenza di una ventina di antiche torri, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Dal villaggio con le condizioni meteo favorevoli, come solitamente si hanno più facilmente sia alla sera al tramonto che di prima mattina, si ammirano a nord le vette dei monti Ushba (4700 m), Shkhara (5193 m), che è il più alto della Georgia e terza vetta per altezza del Caucaso, e Tetnuldi (4852 m), che segnano la linea di confine con la Federazione Russa. Nel paesello si visita la Chiesa di Lamaria, risalente al XII secolo e, con una breve escursione, nel pomeriggio ci si avvicina alla base dei ghiacciaio di Shkhara. Una strada sterrata giunge piuttosto vicina alla grande barriera di ghiaccio che chiude la valle; la si percorre e quindi si può proseguire a piedi ed arrivare proprio di fronte al ghiacciaio con circa due ore di facile cammino. Si alloggia e si consumano i posti in una locanda del villaggio, dove le stanze sono dotate di servizi e acqua calda.
7°g. 28/6 Ushguli – Lentekhi – Ambrolauri – Nikortsminda – Gori
Si lascia Ushguli continuando a risalire la vallata arrivando al passo di Zagaro (2623 mt) da dove si ammira ancora la grande barriera del Caucaso, inclusa la vetta dello Shkhara, Si scende ai piedi di questi maestosi monti e quindi ci si dirigersi verso sud e per un tratto ad ovest, fino alla piccola città di Lentekhi. Qui si ritrova il pulmino e si lasciano i mezzi 4 x 4. I paesaggi sono magnifici, sempre immersi nelle montagne coperte di prati o di foreste di abeti. Il percorso continua ora a sud est verso Racha, una regione montuosa ancora non toccata dal turismo, famosa per il vino rosso Khvanchkara, con le case tradizionali che presentano i balconi in legno più elaborati della Georgia. Giunti nella valle della cittadina di Ambrolauri si pranza presso una famiglia locale e, proseguendo da qui verso sud, si superano le montagne incontrando la località di Nikortsminda, dove si trova la Cattedrale di San Nicola, che risale all’XI secolo ed è candidata Unesco, che presenta un’alta cupola, rilievi e pitture murali del XVI e XVII secolo con anche ritratti dei signori feudali. Continuando verso a sud tra foreste e rari villaggi si ammirano due grandi laghi e si giunge alla strada principale che porta verso Tbilisi; la si segue verso est ripercorrendo per un breve tratto il tragitto del 25/6 e, oltre, si arriva a Gori. Si alloggia e si cena presso l’hotel Gori Inn (4*); la tappa è la più lunga del viaggio, 311 km che richiedono oltre sette ore di guida.
8°g. 29/6 Gori – Uplistsikhe – Ananuri – Stepantsminda
Ci si reca nei pressi di Gori (15 km) al sito di Uplistsikhe, la più antica città rupestre della Georgia. Fondata nel I millennio a.C. lungo un ramo della Via della Seta, è un sito molto scenografico e piacevolissimo da esplorare, si cammina lungo gli antichi passaggi tra rovine e ambienti scavati nella roccia con i resti dei granai ed i recipienti di terracotta per la conservazione del vino, dove si individua anche un’antichissima farmacia. Tornati a Gori, luogo di nascita di Josef Stalin, si visita il museo a lui dedicato dove si vede anche l’umile casetta dove nacque e visse fino ai quattro anni ed il lussuoso vagone ferroviario con cui si recò alle conferenze di Teheran e Yalta durante la Seconda guerra mondiale. Si prosegue quindi ancora per un tratto verso Tbilisi arrivando sulla famosa ‘strada militare Russa’, la via che ancora oggi collega la Georgia al potente vicino. Si segue ora questa strada verso nord entrando tra i monti del Caucaso, questa volta ad oriente dell’Ossezia Meridionale. Giunti sul grande lago artificiale, dove i versanti dei monti sono ammantati da verdissime foreste, si visita il complesso di Ananuri (XVII sec.), un sito che è tra i candidati Unesco della Georgia, antica dimora dei duchi di Aragvi, una dinastia feudale che governava la zona. Proseguendo oltre Gudauri si vede il monumento dedicato all’amicizia tra Georgia e Russia, in magnifica posizione panoramica tra monti superbi, che sono anche lo scenario della stazione sciistica principale del Paese; ci si chiede se il monumento abbia un valore reale dopo le vicende di questi ultimi anni, anche se il legame dovuto alla cristianità dei due popoli ha radici storiche molto profonde. Si valica il passo di Jvari (2395 mt) lungo magnifiche valli dove, nelle parti più alte, si estendono verdi praterie e si giunge al villaggio di Stepantsminda a 12 km dal confine russo, ai piedi del maestoso monte Kazbeghi, alto 5054 mt. Si alloggia e si cena presso l’hotel Porta Caucasia (4*); da Gori si percorrono 184 km in meno di quattro ore.
9°g. 30/6 Stepantsminda – Gergeti – Mtskheta – Jvari – Tbilisi
Utilizzando dei veicoli 4×4 si sale a Gergeti, o Monastero della Santissima Trinità (XIV secolo). Il luogo è magico, sia per la sua intrinseca bellezza che per la posizione tra i monti sulla vetta di un colle a 2170 mt di quota, con il bellissimo monte Kazbeghi che cinge l‘orizzonte a nord ovest; tant’è che questo mitico luogo è stato promosso a simbolo della Georgia. Tornati al villaggio di Stepantsminda si parte per Tbilisi ripercorrendo la strada del passo di Jvari e transitando da Ananuri, un percorso che merita assolutamente questo secondo passaggio. Si sosta a Mtsketa (132 km, circa tre ore di guida), l’antica capitale religiosa da dove nel IV secolo Santa Nino promosse il cristianesimo nel Paese; siamo nel cuore spirituale della Georgia, vi si trovano due delle chiese più importanti del Paese, iscritte alla lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si inizia dalla Cattedrale di Svetitskhoveli dell’XI secolo sotto cui, secondo la tradizione, sarebbe sepolta la tunica di Cristo; un imponente edificio circondato da mura e contornato da un bel villaggio tradizionale, oggi pieno di negozietti, con gli interni magnificamente affrescati, è forse il sito religioso più bello della Georgia. Da qui si sale (12 km) al monastero di Jvari, del VI secolo, situato su di un colle che domina la confluenza dei fiumi ed offe una bella visuale sulla cittadina. Completata la visita si prosegue il viaggio arrivando in breve a Tbilisi, che da qui dista 24 km, dove si alloggia presso il medesimo hotel utilizzato all’arrivo e ci cena in un ristorante tipico.
PER CHI RIENTRA
10°g. Martedì 1 luglio, volo di rientro
Trasferimento all’aeroporto e volo di rientro con la compagnia scelta.
ESTENSIONE A TUSHETI
10°g. 1/7 Tbilisi – David Gareja – Sighnaghi – Telavi (274 km 5h)
Si lascia Tbilisi in direzione est verso la regione di Kakheti, dove si trovano le più rinomate produzioni vinicole della Georgia e, passata Sagarejo (50 km), si devia verso sud per raggiungere il complesso monastico di David Gareja, che porta il nome del santo siriano che fondò qui il monastero di Lavra nella prima parte del VI secolo. È un complesso religioso situato in una pittoresca regione pressoché desertica, costituito da diversi edifici sorti all’intorno di Lavra, con anche un gran numero di strutture rupestri affascinanti, e vi si ammirano dipinti murali di grande pregio. Il sito è situato proprio a cavallo del confine con l’Azerbaigian e sono in corso trattative tra i due Paesi per decidere la linea definitiva di “proprietà” di questo sperduto angolo del mondo. Si rientra da qui verso Sagarejo per proseguire poi ancora verso est arrivando alla città fortificata di Sighnaghi (XVIII secolo), nella parte più orientale della regione di Kakheti. La cittadina conserva il suo accattivante aspetto originale, arricchito da belle panoramiche verso la valle di Alazani ed i più lontani monti del Caucaso. Terminata l’esportazione di questo piacevole luogo si prosegue in direzione nord ovest per Telavi, una cittadina storica di circa 20.000 abitanti che è il centro principale della Georgia orientale. Cena e pernottamento presso l’hotel Savaneti (4*); si percorrono in tutto 274 km in circa 5 ore di guida. In serata è piacevole fare una passeggiata in centro per ammirare le parti vecchie della cittadina.
12°g. 2/7 Telavi – Alaverdi – Omalo e Shenako (Tusheti o Tuscezia)
Si lascia l’hotel con dei mezzi 4 x 4, che si utilizzano fino al rientro dalla regione di Tusheti, e ci si reca circa 20 km a nord di Telavi dove si trova la maestosa Cattedrale di Alaverdi, costruita nell’XI secolo in un sito monastico del VI secolo, considerata una delle quattro cattedrali più importanti dei cristiani ortodossi georgiani. Si prosegue da qui per la regione caucasica di Omalo, nel Parco Nazionale di Tusheti, un’area conosciuta anche come Tuscezia; il pranzo è previsto al sacco. Vi si accede con una strada in parte sterrata costruita nel 1978 (prima si poteva arrivare solo a piedi) che valica l’alto passo di Abano (2850 mt) che porta sui versanti settentrionali del Caucaso Maggiore; un valico che, restando chiuso per la neve oltre la metà dell’anno, rende la regione isolata dal resto del Paese per lunghi periodi. Il territorio offre una natura incontaminata, un ambiente tra i meglio preservati dell’intero Caucaso dove vivono diversi animali, tra cui l’orso e l’aquila, che confina con le repubbliche russe di Inguscezia, Cecenia e Daghestan, abitato da tenaci pastori georgiani che vivono principalmente di pastorizia utilizzando la transumanza. Tra queste remote valli ci trova immersi tra incantevoli paesaggi e si incontra una cultura locale viva ed interessante, con una decina di villaggi caratterizzati dalle tipiche torri di pietra. Tra questi il principale è Omalo, situato a 1880 mt di quota, composto da poche case e con un esiguo numero di abitanti, ornato dalla piccola fortezza medioevale di Keselo che vi sorge appena sopra. Si completa la giornata visitando anche il vicino villaggio di Shenako (2070 mt), uno dei pochi ancora abitato, con case tradizionali ed una chiesetta del XIX secolo nei cui pressi si trova uno dei luoghi sacri dello sciamanesimo locale, un “nishi”, concreta testimonianza di come in questo luogo meraviglioso il paganesimo ed il cristianesimo si intrecciarono. Rientrati a Omalo si alloggia e si cena in una locanda del villaggio, dove le stanze sono dotate di servizi e acqua calda. Oggi si percorrono in tutto circa 120 km.
13°g. 3/7 Omalo, escursione a Bochorma, Dartlo, Dano e Kvavlo
Si dedica la giornata all’esplorazione di questa regione incantata, godendo dei magnifici panorami, della natura pura e dei villaggi tradizionali; anche oggi il pranzo è al sacco. Ci si reca al villaggio di Bochorna, uno dei luoghi abitati più alti d’Europa (2345 mt), se pur (alla data di redazione) da un solo abitante permanente, e qui si prosegue un poco oltre per ammirare dall’alto il villaggio di Dochu. Si torna quindi indietro per un tratto e ci si inoltra a nord fino a Dartlo, un villaggio dove i tetti sono ancora in ardesia con diverse torri, sormontato in alto sul monte dall’ardito villaggio – fortezza di Kvavlo. Con i mezzi si sale fino al villaggio di Dano e da qui si arriva nei pressi di Kvavlo, che si raggiunge con una breve passeggiata da dove termina la stradina sterrata – è poi possibile, e bello, scendere da qui a piedi fino a Dartlo o, se si preferisce, si può ritornare ai mezzi e tornare con questi. Completate le esplorazioni si torna alla locanda di Omalo.
14°g. 4/7 Omalo – Tblisi
Si riprende la via dell’andata attraversando verso sud il panoramico passo di Abano e, giunti nelle pianure a meridione, si lasciano i mezzi 4 x 4 e si prende un pulmino con cui si prosegue direttamente per Tbilisi, un viaggio di 193 km che richiede circa sei ore di guida. Qui si alloggia nel medesimo hotel e si cena in un ristorante tipico.
15°g. Sabato 5 luglio, volo di rientro
Trasferimento all’aeroporto e volo di rientro con la compagnia scelta.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Ushguli
Svetitskhoveli a Mtskheta
Tbilisi, Nari Kala
Ushguli
Mt. Shkhara (5193 mt), Ushguli
Fortezza di Keselo ad Omalo
Affreschi a Gelati
Tbilisi, ponte del De Lucchi
Basilica di Anchiskhari, Tbilisi
Memoriale della Georgia
Castello di Rabati
Lago Paravani
Fortezza di Khertvisi
Visuale dal passo Zagaro
Gelati
Mestia (Svaneti)
Gori, ritratto di Stalin
Alleanza russo – georgiana, Jvari
Svetitskhoveli, interni
Monastero di Jvari
David Gareja
Alaverdi
Valle verso il passo di Abano
Arrivando a David Gareja
Bochorna a Tusheti
Sion, croce di Santa Nino
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NORME E ASSICURAZIONI
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
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DOCUMENTI DI VIAGGIO
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Ushguli
Svetitskhoveli a Mtskheta
Tbilisi, Nari Kala
Ushguli
Mt. Shkhara (5193 mt), Ushguli
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Affreschi a Gelati
Tbilisi, ponte del De Lucchi
Basilica di Anchiskhari, Tbilisi
Memoriale della Georgia
Castello di Rabati
Lago Paravani
Fortezza di Khertvisi
Visuale dal passo Zagaro
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Mestia (Svaneti)
Gori, ritratto di Stalin
Alleanza russo – georgiana, Jvari
Svetitskhoveli, interni
Monastero di Jvari
David Gareja
Alaverdi
Valle verso il passo di Abano
Arrivando a David Gareja
Bochorna a Tusheti
Sion, croce di Santa Nino
PAESI E TRADIZIONI
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Sion, croce di Santa Nino
DOCUMENTI DI VIAGGIO
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.
Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.