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Filippine


Etnie, cultura coloniale e paradiso tropicale di Palawan

Alla scoperta di una delle aree più belle del pianeta


Batad

Donna di Buscalan

Sepolture a Sagada

Lavoro nella risaie, Banaue

Donne di Banaue

PARTENZA
14/3/2026
RITORNO
28/3/2026
DURATA
15 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12
PRE-ESTENSIONE
–
ESTENSIONE
–
2a ESTENSIONE
–

 Sintesi del viaggio


Le Filippine offrono un ambiente naturale tropicale molto vario, con montagne e vulcani coperti da foreste che si affacciano su mari corallini, un vasto arcipelago composto da 7107 isole! Da un punto di vista storico vi si ammirano importanti testimonianze coloniali e si scopre l’interessante sintesi creata dall’incontro tra le genti autoctone e la cultura europea. Oltre a tutto questo, nelle aree remote di alcune isole permane una forte presenza etnica, con entità tribali che hanno preservato il sapore di un mondo che poggia le proprie radici nella preistoria. Si consideri che tra i monti di Luzon il taglio della testa dei ‘nemici’, ovvero il terribile trofeo che confermava la qualità guerriera dei giovani uomini del clan, è stato bandito per legge solo nel 1980. Ma oggi nei loro villaggi, dove spesso corrono squadre di carinissimi maialini neri tra le casette di legno e paglia, accolgono i visitatori con un sereno sorriso.

  • Manila
  • Laoag
  • Vigan
  • Sagada
  • Maligcong
  • Bontoc
  • Kalinga (Buscolan)
  • Banaue
  • Batad
  • Moyoyao
  • Cauayan
  • Manila
  • Puerto Princeisa (Palawan)
  • Port Barton
  • El Nido
  • Manila

 Presentazione del viaggio


Il viaggio si propone di avvicinare questa interessante e variegata realtà nel modo più bello. Dopo un piacevole sopralluogo della parte coloniale di Manila si raggiunge in volo il nord dell’isola di Luzon, che è la più grande dell’arcipelago, e, partendo da Laolag, si raggiunge la stupenda cittadina coloniale di Vigan, dove le tipiche case hanno le finestre coi vetri di madreperla, ammirando antiche chiese edificate dagli spagnoli. Da qui si attraversano le montagne della Cordigliera arrivando tra i celebri terrazzamenti delle risaie, con un percorso che porta nei villaggi etnici più interessanti, tra cui Sagada, Maligcong, Buscolan, Banaue, Batad e Moyoyao. Giunti a Cauayan si riprende l’aereo arrivando via Manila a Puerto Princeisa, al centro della mitica isola di Palawan, ritenuta a gran voce il gioiello tropicale dell’arcipelago. La si percorre verso nord incontrando la popolazione tribale dei Batak e, a Port Barton, si esplorano anche in barca la magica baia e le sue isolette; da qui si prosegue per El Nido, situata in un tratto di costa dalla bellezza leggendaria dove si sosta per tre notti, esplorando anche qui con la barca le baie, spiagge ed isolette che la ornano. Oltre a scoprire il gradevolissimo e gioviale carattere dei filippini, si avrà così un compendio di quanto vi è di più bello ed interessante.

NOTA TECNICA

Il viaggio si svolge nella stagione migliore, già secca ma non ancora troppo calda. Le sistemazioni sono tutte confortevoli; gli alloggi un poco più spartani sono nella Cordigliera a Sagada e Banaue, ma sempre puliti e con servizi in camera; vengono anche utilizzate alcune residenze storiche. Per i trasporti si utilizzano veicoli di recente immatricolazione dotati di aria condizionata. Sono previste escursioni in barca con l’ausilio delle tipiche imbarcazioni del tipo a bilanciere in uso tra le isole. Il cibo è vario e si trovano pietanze di tutti i tipi, anche per vegetariani. Il clima nelle Filippine a marzo è secco e soleggiato; a Manila le temperature minime sono di 22°C e le massime di 33°C e le precipitazioni del mese indicano un valore di 24 mm con 4 giorni con possibili piogge; a El Nido è ancora più secco e di un grado più caldo. Sulla Cordigliera dell’Isola di Luzon alla sera è più fresco (serve avere una felpa) e si possono sempre verificare delle precipitazioni locali. E’ necessario disporre di un paio di scarponcini leggeri per le escursioni a piedi ai villaggi dell’isola di Luzon.

 Programma del viaggio


1°g. Sabato 14 marzo, partenza per Manila
Per raggiungere Manila, capitale delle Filippine, si possono scegliere diverse compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella preferita dai viaggiatori. Buona parte dei collegamenti migliori partono dall’Italia nel primo pomeriggio arrivando a destinazione la mattina del giorno successivo.

2°g. 15/3 Arrivo a Manila
All’aeroporto di Manila è in attesa dei partecipanti la guida locale di Amitaba; ci si trasferisce presso il Bay View Park Hotel, posto di rimpetto al mare, dove le stanze sono disponibile dalle ore 14.00. La città conta quasi due milioni di abitanti ed è situata nella regione centrale dell’isola di Luzon, la più grande delle Filippine. Dopo un poco di relax si parte a piedi dall’hotel per una piacevole passeggiata nel centro storico; l’hotel infatti è situato ai bordi del Parco Rizal, che si attraversa arrivando in circa un quarto d’ora ad Intramuros, la città fortificata fondata dagli spagnoli nel 1571 per fungere da quartier generale del loro dominio dell’arcipelago. Le stradine sono belle da percorrere, e sono particolarmente interessanti la chiesa di Sant’Agostino con l’adiacente monastero, fondati nel 1586 (Unesco) e la Casa Manila, una casa museo fatta predisporree da Imelda Marcos per illustrare l’agiato stile di vita coloniale.

3°g. 16/3 Manila – Laoag – Vigan
Ci si imbarca sul volo per Laoag, un insediamento coloniale di epoca spagnola ubicato circa 500 km a nord di Manila; il volo dura poco più di un’ora, e si prevede di arrivare verso le 12.20 (da confermare). Qui è in attesa l’autista che seguirà il gruppo fino a Cauayan. Si parte in direzione sud per Vigan, che dista 86 km, un tragitto di circa due ore. Sul percorso si visita la chiesa di St. Agostin in Paoay, sito Unesco. È un’opera unica, composta da un insieme di stili con grandi bastioni laterali pensati per proteggere l’edificio dai terremoti; la costruzione iniziò nel 1704 e venne portata a termine in 90 anni, per edificarla furono utilizzati in larga parte blocchi di corallo chiaro. Giunti a Vigan si alloggia presso un hotel storico, il Luna o similare. Questa antica città spagnola, edificata a partire dal 1572 alla foce del fiume Govantes, è inclusa nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco; la parte centrale è molto bella e romantica, con le tipiche case in stile ispanico che qui spesso hanno le finestre scorrevoli fatte con telai di legno a piccoli riquadri chiusi con la madreperla: non fornisce la trasparenza del vetro, ma creano una bellissima atmosfera soffusa all’interno.

4°g. 17/3 Vigan – Sagada
Si prosegue seguendo la costa verso sud; al villaggio di Santa Maria si sosta all’omonima cattedrale spagnola edificata nel 1769, un sito Unesco. Dopo circa 60 km si lascia la costa entrando verso est nella rigogliosa Cordigliera; il percorso è spettacolare, in particolare la salita a Bassang, il primo passo. Sagada dista in tutto 184 km, circa sei ore di guida; qui si alloggia presso il Rock Inn hotel o simile. Se si giunge a Sagada in tempo, con una breve passeggiate si visita il sito sepolcrale di Lumiang, una profonda ed ampia grotta appena fuori dal paese.

5°g. 18/3 Sagada, escursione a Maligcong e Bontoc
Si scende dalle creste dei monti fino a Bontoc (19 km), il centro più attivo della cordigliera per gli scambi ed i commerci. Qui si sale sui monti oltre la cittadina (8 km) e si lascia il mezzo iniziando una bella passeggiata accompagnati da una guida locale, non impegnativa ma che richiede attenzione in alcuni punti perché si cammina anche sui bordi dei terrazzamenti, un percorso che può durare fino a circa due ore se si esplora per bene il luogo. L’insieme è stupendo ed il villaggio di Maligcong molto interessante e vivo; si può restare un poco sorpresi dalla tradizione di tenere le tombe tra i vicoli delle case, tra i bimbi che giocano e gli animali domestici che gironzolano. Tornati a Bontoc si visita il piccolo museo etnico, estremamente interessate per la documentazione inerente ai diversi gruppi etnici della cordigliera, che, oltre a diversi artefatti, presenta alcune immagini fotografiche forti inerenti alla pratica del taglio della testa – una tradizione che in questa regione divenne illegale solo nel 1980! Sono anche state ricostruite le tipiche dimore, incluse le case comuni che servivano per educare in gruppo i maschi e le femmine del villaggio. È anche interessante farsi indicare come veniva eseguita la mummificazione dei defunti, a lato del punto dove si cucinava, e la ‘stanza’ dove dormivano i genitori. Si torna quindi a Sagada e ci si reca alla Valle dell’Eco, dove si osservano le casse dei defunti sospese alle rocce.

6°g. 19/3 Sagada – Kalinga (Buscolan) – Banaue
Oggi si raggiunge la regione di Kalinga; scesi a Bontoc si segue una strada molto pittoresca lungo il fiume, arrivando in circa due ore al sentiero che porta al villaggio di Buscalan (56 km). Si registra il proprio ingresso con le autorità locali e, accompagnati da una guida del posto, si raggiunge a piedi il villaggio: si scende ripidi al fiume e si risale ancora ripidi l’altro versante della valle (servono scarpe adatte, massimo tre quarti d’ora di cammino). Buscalan è conosciuto per la diffusione che qui hanno i tatuaggi tradizionali, che oggi vengono proposti anche ai visitatori. Il villaggio è vivissimo e le persone sono ospitali, con viottoli stretti pieni di bimbi che si rincorrono tra tantissimi maialini neri! Si pranza e si torna al veicolo partendo verso sud per Banaue, che da qui dista circa 87 km, un tragitto di quasi tre ore. Si ripassa da Bontoc e, risalendo verso il passo, si ammirano le risaie terrazzate del villaggio di Bay-yo, mentre sul versante meridionale arrivando a Banaue spiccano le risaie di Hapao. Si alloggia presso il Banaue Heritage Hotel and Museum.

7°g. 20/3 Banaue – Batad – Moyoyao – Cauayan
In questa regione gli scorci sulle bellissime risaie terrazzate si susseguono. Si raggiunge il paese di Batad, il villaggio forse più spettacolare della regione di Ifugao, arrivando coi mezzi circa 20 km ad est di Banaue e proseguendo con una breve passeggiata (il sentiero è in discesa e servono scarpe adatte) che porta al costone che delimita un bordo del grande anfiteatro terrazzato al cui centro vi sono le case tradizionali del villaggio. La visuale è splendida già dal punto di accesso, e qui si trovano alcuni piccoli luoghi di ristoro gestiti dalla gente del luogo; per chi se la sente è molto piacevole fare una passeggiata tra le risaie e scendere al villaggio od anche fino alla sottostante cascata, dove si può fare un bagno nell’acqua fresca. Si torna quindi al pulmino e si prosegue per Mayoyao, un villaggio che offre punti panoramici belli e vasti; la strada passa anche molto alta sulle valli, offrendo una visuale stupenda sul villaggio di Banga An. Dopo la visita a Moyoyao si scende dalla cordigliera arrivando verso est a Cauayan, dove si alloggia presso il Maximilian hotel; la tappa è di circa 150 km, un percorso che richiede poco più di cinque ore.

8°g. 21/3 Cauayan – Manila – Puerto Princeisa (Palawan)
Ci si imbarca sul volo della Cebu Pacific verso le undici del mattino per Manila, un tragitto di poco più di un’ora, con l’arrivo previsto dopo le dodici. Da Manila si riparte in volo con Cebu Pacific verso le 16.45 con arrivo a Puerto Princeisa alle 18.15 (orari da confermare). Qui è in attesa dei partecipanti l’autista col veicolo che arriverà fino ad El Nido. Si fa un breve giro in città e ci si accomoda presso il Canvas Hotel. Puerto Princeisa conta poco più di trecentomila abitanti e, ubicata nella parte centrale dell’isola di Palawan, è il centro amministrativo di quest’isola, che si estende per 650 km a sud ovest dell’arcipelago filippino arrivando a breve distanza dal Borneo. Ha una densità abitativa bassa e presenta un ambiente naturale di eccezionale bellezza, in particolare per le coste della parte nordoccidentale, dove si si reca, che sono impreziosite dal grandissimo numero di isolette che le contornano, una regione considerata tra i punti più spettacolari dei mari tropicali di questa parte del mondo.

9°g. 22/3 Puerto Princeisa – Villaggio Batak – Port Barton
Si parte vero nord per Port Barton, una località situata sulla costa occidentale dell’isola. Si segue inizialmente la costa orientale e dopo circa un’ora e mezza si visita un villaggio dell’etnia Batak, che si raggiunge con un tratto di auto e poi una passeggiata di circa mezz’ora con un po’ di salita. Il luogo è autentico e gli abitanti sono molto amichevoli; è possibile chiedere di vedere la loro danza tipica dando una piccola offerta. Si prosegue quindi il viaggio verso nord attraverso stupendi paesaggi tropicali con diversi scorci sul mare, raggiungendo la costa occidentale di Palwan. Giunti a Port Barton si alloggia presso l’Oasis Resort o simile; la tappa richieda approssimativamente tre ore, circa 145 km. Il resto della giornata è libero, ottimo per godersi il luogo ed il mare. Per chi fosse interessato si può raggiungere con un passaggio di 15 minuti su una ‘dune buggy’ e poi altri 15 minuti a piedi la cascata di Pamuayan.

10°g. 23/3 Port Barton
Il programma di oggi prevede di recarsi su di una magnifica isoletta privata della baia di Port Barton, restando lì anche per la notte, per godere appieno di questo paradiso tropicale.

11°g. 24/3 Port Barton – El Nido
Oggi si arriva ad El Nido, nella parte settentrionale di Palawan. Si ripercorre un tratto di strada fino a Roxas, dove ci si ricongiunge con la direttrice principale che porta a nord fino a destinazione. A El Nido ci si accomoda presso il Huni Lio Resort. La tappa è di 186 km e richiede circa quattro ore. Il resto della giornata è libero.

12°g. 25/3 El Nido
Si esplora con la barca il magnifico arcipelago di Bacuit di fronte ad El Nido, pranzando a bordo ed avendo l’opportunità di fare diversi bagni; si vedono la Laguna Piccola e la Laguna Grande dell’isola di Miniloc, i due siti più apprezzati dai fotografi, le isole di Simisu e Tapitan, l’Isola Nascosta e la Spiaggia Segreta. La struttura calcarea delle isole ha consentito la formazione di pareti a picco sulle acque turchesi del mare; diversi tipi di vegetazione si aggrappano tenaci alle rocce, tra diverse spiaggette e lagune create dalle formazioni di roccia. In diversi punti i fondali e le pareti che si immergono nel mare sono ricchissimi di pesci tropicali e coralli. Si rientra in hotel nel pomeriggio.

13°g. 26/3 El Nido
Giornata libera. Per chi fosse interessato è possibile organizzare delle escursioni in mare.

14°g. 27/3 El Nido – Manila e volo di rientro
Nel corso della giornata, partendo dal mattino, sono disponibili diversi voli diretti per l’aeroporto internazionale di Manila; il tragitto è di circa un’ora e mezza. Qui ci si imbarca sul volo di rientro in Italia; la maggioranza dei voli giunge a destinazione nel giorno successivo.

15°g. Sabato 28 marzo, arrivo a destinazione

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Batad
Bontoc, uomo di Bay Yo
Batad
Donna di Buscalan
Sepolture a Sagada
Lavoro nella risaie, Banaue
Donne di Banaue
Casa Manila a Intramuros
Manila Intramuros, St Agostino
Vigan
Passo Bassang, tra Vigan e Sagada
Autobus locale, Batad
Maligcong
Spiaggia a El Nido
Lavoro nelle risaie
Danze a Banaue
Palawan, bimbe Batak
Palawan, villaggio Batak
Tramonto a Port Barton
El Nido, tramonto
El Nido
Spiaggia a El Nido
Manila, St. Agostino

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L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

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Manila, St. Agostino

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