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Algeria


Hoggar, Erg Admer, Tassili n’Ajjer, Tadrart

Da Tamanrasset a Djanet, magia del deserto


Monti dell’Assekrem

Erg Admer

Graffiti verso Tin Merzouga

Arco, area di Moul N’Aga

Arrivando a Tin Merzouga

PARTENZA
15/4/2026
RITORNO
26/4/2026
DURATA
12 giorni
PARTECIPANTI
massimo 12

 Sintesi del viaggio


Il viaggio porta nelle regioni meridionali dell’Algeria, un’area sahariana di inimmaginabile bellezza che presenta una grande varietà di ambienti naturali. Dopo una piacevole visita di Algeri si vola a Tamanrasset per esplorare i monti dell’Hoggar, col celebre altopiano dell’Assekrem. Da qui si attraversa il deserto verso est arrivando all’Erg Admer, il vasto mare di dune che si protende a sud verso il Niger. Si entra quindi nel Tassili N’Ajjer, stupendo groviglio di canyon e sabbie, arrivando all’oasi di Djanet, da dove si segue verso sud est un avvincente circuito nel Tadrart, il magico Deserto Rosso che ha a Tin Merzouga il suo apice. Una vasta regione che è impreziosita da un’importante concentrazione di testimonianze artistiche che risalgono fino al periodo neolitico.

 Presentazione del viaggio


Giunti ad Algeri si visita la città, ricca di storia e fascino, e si prosegue da qui in volo per Tamanrasset, situata 1600 km più a sud, la cittadina più meridionale del Paese situata alle propaggini occidentali della selvaggia catena montuosa dell’Hoggar (Ahaggar): una vasta area caratterizzata da ripidi rilievi di origine vulcanica che arrivano a sfiorare i 3000 metri quota, dichiarata Parco Nazionale nel 1987. Si trascorre una notte nel cuore delle montagne nell’altopiano dell’Assekrem, dove risiedette per lunghi anni all’inizio del secolo scorso il monaco francese Charles de Foucauld, di origini nobili, un personaggio che recentemente è stato proclamato Beato dal Papa. Tra i viaggiatori sahariani è in corso una piacevole discussione, se questo punto sia il luogo con i tramonti ed albe più belli del mondo; si vedrà di farci una nostra opinione! Rientrati in paese si vedono alcuni siti ed il mercato e al mattino presto si parte per la grandiosa traversata che porta fino a Djanet, un percorso che si sviluppa su quasi 700 km, considerato uno dei tratti mitici del Sahara. Prima di raggiungere la lontana oasi ci si immerge nell’Erg Admer, un mare di sabbia con dune molto prominenti, e si esplorano alcuni dei canyon più interessanti del Tassili N’Ajjer, arrivando fino a Essendilene. In questa parte del viaggio si pongono due campi mobili. Da Djanet, dove si alloggia in hotel, ci si immerge nel Deserto Rosso del Tadrart che si estende a sud est: la meta è Tin Merzouga, a ridosso del confine libico. Un circuito splendido che richiede tre campi mobili, posizionati in luoghi di bellezza leggendaria. Rientrati a Djanet si prende il volo per Algeri e si prosegue con il rientro per l’Italia.

I territori che si esplorano sono quasi privi di piogge, ma fino a tempi relativamente recenti erano più umidi, come ci testimonia la profusione di arte preistorica: si consideri che vi sono stati censiti circa 5.000 siti che spaziano a partire da 12.000 anni fa fino a tempi recenti, un resoconto pittorico che ritrae nelle sue rappresentazioni della vita quotidiana la trasformazione del territorio da savana (circa 10.000 anni fa) a deserto (da circa 5000 anni).

È difficile esprimere in parole la magia creata dall’insieme di forme e colori di questi deserti, che trasportano il viaggiatore in una dimensione lontanissima da quanto ci si è abituati a riconoscere come il nostro ambiente, percorrendo luoghi dove sembra quasi di toccare l’alba dell’uomo.

NOTA TECNICA

Per il tour nel deserto si utilizzano jeep tipo Toyota Hilux o Nissan in massimo tre passeggeri per veicolo e per la visita di Algeri si utilizza un pulmino privato. L’hotel ad Algeri è un quattro stelle, ed a Tamanrasset ed a Djanet si utilizzano buone sistemazioni, tra le migliori disponibili, con stanze dotate di bagno con acqua calda. Nei monti dell’Hoggar si alloggia presso il semplice rifugio dell’Assecrem, dove solitamente si dorme in camerate utilizzando il proprio sacco a pelo. Si pongono in tutto cinque campi nel deserto, nella prima parte della spedizione due consecutivi e, dopo un intermezzo in hotel a Djanet, altri tre. Per i campi viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria; si utilizzano tende tipo igloo, di due misure diverse se si è in coppia o si viaggia da soli, e vengono forniti i materassini; serve portare un proprio sacco a pelo caldo per le notti in tenda. La spedizione è seguita da un cuoco professionista con tutta la necessaria attrezzatura per la cucina. Il clima che ci si aspetta è secco con temperature massime diurne fino a circa 30°C. e possibili minime notturne fino a 5°C quando si sale sull’Assekrem.

 Programma del viaggio


1°g. Mercoledì 15 aprile, partenza per l’Algeria

Per raggiungere Algeri vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Il volo suggerito è quello della ITA che parte da Roma Fiumicino alle 15.05 con arrivo alle 16.00 (orari da confermare); ITA offre diversi collegamenti in connessione da altre città italiane. All’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per il trasferimento presso l’hotel Naja (4*), nei pressi dell’aeroporto. Serata libera.

2°g. 16/4 Algeri e volo per Tamanrasset

Ci si dedica alla visita della città avendo a disposizione una guida locale; si utilizza un pulmino privato e sono previsti anche dei percorsi a piedi. Algeri ebbe origine coi fenici e quindi fu romana, perdendo poi di importanza a seguito della conquista islamica, per venire poi rifondata nel X secolo diventando successivamente, nel periodo ottomano, una formidabile base dei pirati che attaccavano le rotte commerciali, entrando infine nella sfera francese dal 1830 fino all’indipendenza nel 1962. Tutto ciò ha lasciato un’eredità molto interessante; tenendo conto del traffico e della necessità di essere in aeroporto in tempo utile per il volo si vedrà tutto quanto sarà possibile, iniziando dalla vecchia casbah. In serata ci si reca all’aeroporto dove vi si imbarca sul volo per Tamanrasset che parte alle 22.00 con arrivo alle 00.25 (orari da confermare). All’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per il trasferimento presso l’hotel Tahat (3*).

3°g. 17/4 Tamanrasset – Assekrem (Hoggar o Ahaggar)

L’oasi di Tamanrasset è situata a 1320 mt di quota nella regione dell’Hoggar, una tranquilla cittadina che è il centro principale per le popolazioni tuareg algerine. Si parte da qui per raggiungere verso nord l’altopiano dell’Assekrem, posto nel cuore delle montagne del Parco Nazionale dell’Hoggar, la vasta regione di aspre montagne del meridione algerino che copre un’area superiore a quella della Francia. Si sosta per un un pic nic, solitamente alle fonti di Affilale. I panorami sono molto spettacolari e selvaggi, un ambiente creato da eruzioni vulcaniche che si sono succedute soprapponendosi ad un gigantesco altopiano roccioso generato, secondo i geologi, dalla spinta del continente africano verso l’Europa. La vetta più alta è il monte Tahat (2918 mt), situato ai margini dell’Assekrem. “Ahaggar” nell’idioma tuareg della regione significa ‘Luogo della paura’, una designazione meritata forse per l’aspetto impressionante del territorio. Si alloggia e si cena in un semplice rifugio, che dista circa 80 km da Tamanrasset, posto ai piedi dell’eremo dove visse all’inizio del secolo scorso Charles de Foucauld. Rimane ancora la sua piccola casa di pietra situata a 2800 metri di quota, giunta intatta dai suoi tempi ed accudita da una piccola comunità di ascetici monaci che vi celebrano la messa ogni mattina. Dal rifugio lo si raggiunge con circa un’ora di cammino, un luogo magico per il forte senso di spiritualità che offre, tra silenzio e vasti spazi all’orizzonte, assolutamente magico per ammirare sia tramonto che alba con una visuale imperdibile a 360°.

4°g. 18/4 Assekrem – Tamanrasset

Tornati nell’oasi, dove si alloggia nel medesimo albergo, si dedica del tempo a delle visite: il fortino, la parte vecchia, i negozi artigiani.

5°g. – 7°g. (19/4 – 21/4) Tamanrasset – Djanet (Erg Admer – Tikoubawine – Essendilene – Timghass)

La partenza è al mattino presto. Si segue la strada principale (la N1) verso nord per 126 km fino al bivio dove si imbocca la N55 che porta in direzione est, contornando le propaggini dei monti dell’Hoggar di cui, con la N55, se ne seguono le propaggini settentrionali per un lungo tratto. Il punto del primo campo dipende dai tempi di percorrenza che si avranno, l’obiettivo è arrivare all’interno dell’Erg Admer; in alternativa ci si ferma un poco prima e lo si raggiunge la mattina successiva. Questa regione di sabbie si estende per circa 100 chilometri con una larghezza di venti, con dune che in molti punti sono altissime, molto spettacolari. Ai margini orientale dell’erg nell’area di Tigharghart si trova, scolpita su di un grande monolito che emerge dalle sabbie, “la Mucca che Piange”, il reperto più celebre di un insieme di incisioni rupestri che sono state datate a 7000 anni fa. Dall’erg si prosegue verso nord est entrando nel Tassili N’Ajjer scoprendo un dedalo naturale di ripidi canyon ai piedi dell’altopiano, con paesaggi sorprendenti di rocce e dune scolpite. Si percorrono diversi uadi tra pinnacoli e labirinti sino all’arco di Tikoubawine, luogo sacro per il popolo tuareg. Il secondo campo si pone in queste aree. Nella zona di Essendilene, dove con un po’ di fortuna si possono incontrare i nomadi tuareg, con un percorso a piedi di circa un’ora lungo un canyon spettacolare e ricco di vegetazione si raggiunge il fondo della stretta gola dove in un’ampia conca vi è sempre acqua, un punto molto bello circondato da pinnacoli ed oleandri in fiore. Si continuano le esplorazioni dirigendosi verso sud arrivando a Djanet, dove si alloggia presso l’hotel Tenerè o simile. L’oasi è situata ad una quota di circa mille metri, vanta 30.000 palme da dattero ed ospita circa 10.000 persone; vi si trovano un mercato, il museo ed tre ksour (quartieri storici): El Mihan, Adjahil e Zelloouaz.

8°g. – 11°g. (22/4 – 25/4) Djanet: circuito del Tadrat, con Tin Merzouga

(NB: si segnala che il percorso descritto è indicativo, ci potranno essere delle varianti in funzione delle condizioni ambientali) Usciti da Djanet in direzione sud con un breve tragitto fuoripista si raggiunge la Tomba Reale, un esempio di sepoltura arcaico molto ampio ed interessante; si transita quindi dalla Roccia dell’Elefante – ci assomiglia veramente – e si raggiunge la strada asfaltata N3. La si segue verso sud est per un tratto, oltrepassando il bivio che offre una direzione verso sud che porta in Niger e proseguendo sulla N3 che porta, se la si seguisse, fino a Ghat in Libia. Si lascia la strada continuando a sud est seguendo le falesie del Tassili Imaharhaten giungendo in un’area di sabbie dorate che si appoggiano fino alle rocce, annunciando l’ingresso nei uadi. Ci si addentra nel deserto del Tadrart ammirando guglie che ricordano con la loro verticalità e colore le Dolomiti, in una regine di paesaggi molto vari, caratterizzata da ampi canyon contornati da falesie di arenaria scura e dune dalle innumerevoli forme. Si attraversano scenari stupendi dove l’erosione, perfetta scultrice naturale, ha creato le forme più incredibili di colonne, palazzi e magiche strutture tra le sabbie; colpiscono le somiglianze antropomorfe create dall’artista vento, spesso si evocano forme di persone o di uccelli ed aquile e la moltitudine di archi naturali, a volte altissimi, crea uno spontaneo stupore. In più punti, con alcune magnifiche ma brevi passeggiate, si ammirano pitture e graffiti che risalgono fino al paleolitico. Ci si inoltra sempre di più nel Deserto del Tadrart. Colpiscono particolarmente gli archi di roccia di Tamezdija, un luogo conosciuto come “La Cattedrale”. La meta è l’immenso bacino di Tin Merzouga, i cui cordoni dunari si estendono verso est come un vasto mare, assumendo un alone rosso intenso al tramonto; è il punto dell’itinerario più prossimo al confine libico, che da qui dista circa 25 km. Il percorso è di bellezza sbalorditiva, tra sabbie dal colore intenso e formazioni di roccia scura magicamente modellate che cingono aree dove miracolosamente troviamo degli alberi di acacia, ideali anche come punti di sosta per godere di un pranzo all’ombra; si ammirano sculture di roccia e sabbia, grotte scavate dal tempo, sabbie di colori diversi e si scoprono le tracce dell’uomo preistorico osservando le pitture ed i graffiti del periodo neolitico. Si pone un campo tra le dune rosse di Tin Merzouga, tra le più alte e spettacolari al mondo, rese così speciali dalla sovrapposizione di prospettive e scenari regalati da un magico connubio tra sabbie e rocce, spesso ardite. Un poco ad ovest di Tin Merzouga ci si inoltra tra i rilievi del Cirque de Ouan n’Ghem, dove le sabbie rosa e talvolta rosse circondano sculture di arenaria finemente cesellate, con guglie anche altissime dalle forme più astruse, in un vero labirinto di uadi che possono essere a volte anche erbosi. Si prosegue ora lungo una direttrice che porta gradatamente verso l’uscita dal Tadrart risalendo gli imponenti canyon di In Djaren, le cui falesie scolpite rivelano affreschi ed incisioni rupestri. Arrivati a Tissettekka, una zona dove i canyon sono piuttosto ampi, si scoprono anche qui grotte, archi e bacini levigati dall’erosione, differenti paesaggi attraggono la nostra attenzione: pareti di roccia a picco, caverne, antiche abitazioni. Sin dalla preistoria gli uomini che vivevano in queste vallate pitturavano ed incidevano sulle pareti rocciose le scene di vita quotidiana e di caccia. Si continua il percorso di rientro verso Djanet seguendo un tracciato più settentrionale rispetto all’andata. Completato l’attraversamento del Tassili di Imaharhaten, con il suo paesaggio aspro e pietroso, si esce sugli spazi più aperti dove si torna sulla strada asfaltata N3. La si segue per un tratto lasciandola in direzione ovest per un tuffo nel vasto deserto piatto, sul lembo settentrionale dell’immenso Tenerè nigerino. Si corre veloci sulla sabbia piatta, con l’orizzonte a sud che sparisce verso l’infinito. Tornati sull’asfalto si giunge in breve a Djanet, dove si hanno a disposizione delle stanze per prepararsi per la partenza.

12°g. Domenica 26 aprile, volo di rientro da Djanet

Il volo per Algeri parte all’1.40 di notte con arrivo ad Algeri alle 3.55 oppure, se facesse scalo, all’1.30 con arrivo alle 5.50 (orari da confermare). Il volo ITA per Roma Fiumicino parte alle 11.05 con arrivo previsto alle 13.55; da Fiumicino, se la meta non fosse Roma, ci si collega alle diverse città italiane di provenienza.

  GALLERIA FOTOGRAFICA

Assecrem, monti dell’Hoggar
Tin Merzouga
Monti dell’Assekrem
Erg Admer
Graffiti verso Tin Merzouga
Arco, area di Moul N’Aga
Arrivando a Tin Merzouga
Tadrart, Ouan N’Ghen
Algeri, palazzo nobiliare
Stradina di Algeri
Tramonto sull’Hoggar
Eremo di Charles de Foucauld
Tassili N’Ajjer, donne tuareg
Bimbe tuareg
Essendilene, il canyon
Tassili N’Ajjer, Essendilene
Fiori nel deserto
Passaggio, Tassili N’Ajjer
Djanet, donne
Djanet, Tomba Reale
Tikobawen, pitture rupestri
Sabbie a Moul N’Aga
Arrivando a Tin Merzouga
Tadrart, il ‘Porcospino’
Ad ovest di Tin Merzouga
Algeri, monumento dei martiri

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L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

 DOCUMENTI DI VIAGGIO

  GALLERIA FOTOGRAFICA

PAESI E TRADIZIONI

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Algeri, monumento dei martiri

 DOCUMENTI DI VIAGGIO


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