Viaggi su misura

Amitaba offre il suo servizio in un numero limitato di Paesi
Nei luoghi dove siamo tra i migliori esperti

TIBET

Amitaba in Tibet è specializzata nella preparazione di ogni tipo di percorso per viaggiatori individuali e per gruppi autonomi:

  • da brevi visite a itinerari che portano a conoscere anche i luoghi più remoti e meno visitati;
  • viaggi alle montagne sacre, prima tra tutte il Kailash; ma anche all’Amnye Machen, al Bön Ri e ad altre meno note;
  • itinerari di ricerca culturale e pellegrinaggi ai siti sacri della spiritualità tibetana;
  • partecipazione ai festival;
  • percorsi di trekking.

Gli itinerari che trovate descritti in questa sezione si riferiscono alle aree del Tibet classico ipotizzando l'arrivo in aereo ed una visita iniziale di Lhasa, utile anche per l’acclimatazione. I giorni passati a Lhasa nella parte iniziale possono chiaramente essere estesi o ridotti e nulla vieta di partire da Tsetang invece che da Lhasa, di arrivare via terra o anche di combinare tra loro parti di programmi diversi. Per farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba, che si estendono a tutte le regioni di cultura tibetana, ed anche quelli a Calendario.

Per tutti i viaggi di questa sezione viene descritta solo la parte che si svolge in Tibet. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: volo internazionale dall’Italia, voli interni in Cina, voli dal Nepal, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera. Sugli itinerari non sono riportati i prezzi perché i costi variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del prezzo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi.

Per indicazioni e suggerimenti sugli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare anche la pagina Viaggiare in Tibet, e per informazioni di carattere culturale e storico si può consultare la parte ‘Paesi e tradizioni’ del sito dedicata al Tibet. Nel Calendario partenze trovate i viaggi condotti da nostre guide, che si svolgono normalmente nel periodo estivo.

Tutti gli itinerari sono ben calibrati e studiati in ogni dettaglio, ottimi così come sono, e possono essere presi anche come punto di riferimento per ulteriori aggiunte e varianti. Negli itinerari non sono indicati i prezzi perché i costi variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del prezzo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196


Una precisazione: nel rispetto della storia, della cultura e dei diritti dell’Uomo, Amitaba quando si riferisce al “Tibet” intende tutte le regioni etnicamente e culturalmente tibetane che oggi si trovano per forzati motivi all’interno della Cina; quindi non solo la “Repubblica Autonoma del Tibet”, che raccoglie nel suo ambito, per citare le regioni storiche principali, Ngari (Kailash e ovest), Tsang (Shigatse e zone limitrofe), U (Lhasa e zone limitrofe) e Kongpo (regione del Bon Ri), ma anche i territori dell’Amdo e del Kham.

L’Amdo (nord  est) e il Kham (est) occupano le regioni che contornavano il Tibet classico giungendo fino ai confini con la Cina includendo, da nord ovest a sud est, l’altissimo altopiano desertico del Ciangtang, le grandi praterie nomadiche, le profonde valli solcate dai possenti fiumi che alimentano l’Asia orientale, dal Giallo allo Yangtse ed al Mekong. A seguito dell’occupazione del Tibet questi territori sono stati accorpati agli stati cinesi di Qinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan.

Tibet: Lhasa e la valle di Yarlung
Viaggio di 7 giorni
Il viaggio porta nei luoghi più importanti della valle di Lhasa e di Yarlung, dove ebbe origine la civiltà tibetana. Gli hotel utilizzati sono di buona qualità tranne a Samye dove si utilizza una guest house, un alloggio piuttosto spartano ma situato in un luogo dall’atmosfera incomparabile. Tutti i trasporti vengono effettuati con veicoli privati. A Lhasa si alloggia nella città vecchia, unendo alle visite classiche della città quelle alle università monastiche di Sera, di Drepung e dei siti adiacenti, oltre a delle piacevoli passeggiate nel circuito sacro del Barkor e nelle affascinanti stradine dei dintorni. Si dedica una giornata ad un’escursione a Drak Yerpa ed a Gaden, l’università fondata da Lama Tsongkhapa. Si lascia Lhasa dirigendosi verso la valle dello Tsangpo (Bramaputra) visitando Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet Classico, arrivando poi a Samye, il monastero più antico del Paese delle Nevi, sulla sponda settentrionale del fiume. Dopo la visita del complesso monastico ci si reca a Tsetang dove, tra i siti principali, si trovano il tempio di Tradruk e il celebre castello di Yumbulagang, simbolo dell’antico regno di Yarlung da cui ebbe origine lo stato del Tibet. Da Tsetang si va direttamente all’aeroporto di Gongsar per il volo di rientro. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet; la maggior parte dei viaggiatori arriva in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l'intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene fatta con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l'invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Gongsar - Lhasa Arrivo in volo a Gongsar e trasferimento a Lhasa dove ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio passeggiando tranquillamente per favorire l'acclimatazione nel circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa Si visitano le università monastiche negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung e dal tempio di Nechung, che era la sede dell’Oracolo di stato tibetano con affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove c'è la grotta in cui nel VII secolo meditò Songtsen Gampo, il re del Tibet. 4°g. Lhasa Si raggiunge Drak Yerpa in auto in circa 1 ora e mezza, dove troviamo delle grotte di meditazione in un anfiteatro naturale di rocce chiare. Il re Songtsen Gampo e le sue due regine venivano qui per i loro ritiri spirituali. A Dawa Puk, la Grotta della Luna, Guru Rimpoce fece un ritiro di 7 mesi e, nei pressi, intorno all’anno 1057 Atisha dimorò ed insegnò per tre anni. Alcuni monaci ed eremiti sono ora tornati qui: è un luogo che pulsa di storia, interessantissimo da esplorare. Ci si reca poi a Gaden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del fiume Kychu. Il grande stupa contiene una reliquia del corpo di Tsongkhapa che fu recuperata esaminando ogni pietra e setacciando la terra e le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi. Si consiglia la breve circumambulazione del monte, sia per l’atmosfera intensa che per gli splendidi panorami che offre. In serata si rientra a Lhasa. 5°g. Lhasa – Samye Si scende il corso del fiume Kychu fino alla confluenza con lo Tsangpo, di cui si segue il corso fino a Tsetang, sostando per una visita a Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet centrale; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito ma in buona parte restaurato, che conserva interessanti opere d'arte. A Tsetang si attraversa il fiume e lo si risale fino a Samye, dove si alloggia nella semplice guest house posta all’interno del recinto sacro del monastero, avendo così modo di gustare appieno la magia del luogo. Si sale per il tramonto sulla vicina collina del Hepori che offre un’ottima visuale della planimetria mandalica del complesso monastico e dove si trova un tempietto in cui la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che qui risiede, secondo la tradizione un potente demone soggiogato da Guru Rinpoce. 6°g. Samye - Tsetang Samye è il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo. Il complesso è posto nei pressi di una zona di belle dune di sabbia nei pressi del fiume Tsangpo; al centro si erge il tempio principale a più piani, tutti decorati da affreschi e statue, dove ogni giorno vengono recitate le cerimonie di preghiera. Molte delle pitture all’interno del tempio principale sono originali, mentre i tre piani superiori sono stati interamente ricostruiti secondo i dettami dell’iconografia classica tibetana. All’interno del muro di cinta circolare che delimita l’area sacra si trova un tempio in corrispondenza dei punti cardinali, oltre a diversi stupa colorati, e ognuno di questi merita una visita. Si lascia Samye per Tsetang, che fu la prima capitale del Tibet, dove si visita il tempio di Tradruk dalla struttura architettonica simile al Jokhang di Lhasa, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nel VII secolo; qui sono custodite alcune importanti reliquie. Si risale la valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, per vedere il Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re, ed è stato restaurato nel 1982. Sistemazione in hotel. 7°g. Tsetang – Gongsar Partenza in volo da Gongsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa ma che è in effetti più vicino a Tsetang.
Tibet: Siti classici
Viaggio di 9 giorni
Il viaggio porta nei luoghi più importanti della valle di Lhasa, tocca le altre tre principali città del Tibet Classico e molti dei siti storici principali. Gli hotel utilizzati sono di buona qualità tranne a Samye dove si utilizza una guest house, un alloggio piuttosto spartano ma situato in un luogo dall’atmosfera incomparabile. Tutti i trasporti vengono effettuati con veicoli privati. A Lhasa si alloggia nella città vecchia, unendo alle visite classiche della città quelle alle università monastiche di Sera, di Drepung e dei siti adiacenti, oltre a delle piacevoli passeggiate nel circuito sacro del Barkor e nelle affascinanti stradine dei dintorni. Si dedica una giornata ad un’escursione a Drak Yerpa ed a Gaden, l’università fondata da Lama Tsongkhapa. Ci si reca poi verso ovest a Shigatse, seconda città del Tibet, dove si ammira il grandioso complesso monastico di Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è la sede storica del Panchen Lama. Si raggiunge quindi Gyantse, la più preservata tra le principali città del Tibet, dove si trova l’inestimabile Kumbum, lo stupa delle 100.000 divinità. Si prosegue verso est attraversando una bellissima zona himalaiana dove i ghiacciai sfiorano la strada e si costeggiano le rive del lago turchese di Yamdrok, perla naturale di questa zona incantata. Raggiunto il fiume Tsangpo si visita Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet Classico, per proseguire verso Samye, il monastero più antico del Paese delle Nevi. Dopo la visita del complesso monastico ci si reca a Tsetang dove, tra i siti principali, si trovano il tempio di Tradruk e il celebre castello di Yumbulagang, simbolo dell’antico regno di Yarlung da cui ebbe origine il Tibet. Da Tsetang si va direttamente all’aeroporto di Gongsar per il volo di rientro. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet; la maggior parte dei viaggiatori arriva in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l'intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene eseguita con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l'invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Gongsar - Lhasa Arrivo in volo a Gongsar e trasferimento a Lhasa dove ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio tranquillamente per favorire l’acclimatazione passeggiando nel circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa Si visitano le università monastiche negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung e da Nechung, che era la sede dell’Oracolo di stato tibetano con affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove in una grotta posta ai piedi della roccia sotto le mura rotonde del gompa meditò Songtsen Gampo, il re del Tibet, nel VII secolo. 4°g. Lhasa Si raggiunge Drak Yerpa con circa 1 ora e mezza di guida, dove si trovano delle grotte di meditazione in un anfiteatro naturale di rocce chiare. Il re Songtsen Gampo e le sue due regine venivano qui per i loro ritiri spirituali. A Dawa Puk, la Grotta della Luna, Guru Rimpoce fece un ritiro di 7 mesi e, nei pressi, intorno all’anno 1057 Atisha dimorò ed insegnò per tre anni. Alcuni monaci ed eremiti sono ora tornati qui: è un luogo che pulsa di storia, interessantissimo da esplorare. Ci si reca poi a Gaden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del fiume Kychu. Il grande stupa contiene una reliquia del corpo di Tsongkhapa che fu ritrovata passando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e setacciando anche la terra. Si consiglia la breve circumambulazione del monte, sia per l’atmosfera intensa che per gli splendidi panorami che offre. In serata si rientra a Lhasa. 5°g. Lhasa – Shigatse Si risale il corso dello Tsangpo arrivando a Shigatse, la seconda città del Tibet. Visita della città vecchia e del grandioso monastero di Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Sistemazione in hotel. 6°g. Shigatse – Gyantse Gyantse, che dista circa 70 km da Shigatse, è la città del Tibet preservata meglio. L’enclave monastica, prima delle distruzioni perpetrate, includeva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità" è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di decifrare la complessa simbologia che qui è rappresentata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti. 7°g. Gyantse – Samye Valicato lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) si giunge allo specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune superano i 7000 metri. Si gode di una visuale indimenticabile sul lago dal passo di Gampa (4794 mt), che si apre sulla valle dello Tsangpo. Oltre il passo si segue il corso dello Tsangpo fino a Tsetang, sostando per una visita a Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet centrale; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito e ora in buona parte restaurato, che conserva interessanti opere d'arte. A Tsetang si attraversa lo Tsangpo e lo si risale fino a Samye, dove si alloggia nella semplice guest house del monastero, posta all’interno del recinto sacro, avendo così modo di gustare appieno la magia del luogo. Si sale per il tramonto sulla vicina collina del Hepori che offre un’ottima visuale della planimetria mandalica del complesso monastico e dove si trova un tempietto in cui la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che qui risiede e la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rinpoce. 8°g. Samye - Tsetang Samye è il più antico monastero buddista del Tibet, costruito nell’VIII secolo. Il complesso è posto nei pressi di una zona di belle dune di sabbia nei pressi del fiume Tsangpo; al centro si erge il tempio principale a più piani, tutti decorati da affreschi e statue, dove ogni giorno vengono recitate le cerimonie di preghiera. Molte delle pitture che ornano il kora all’interno del tempio principale sono originali, mentre i tre piani superiori sono stati interamente ricostruiti secondo i dettami dell’iconografia classica tibetana. All’interno del muro di cinta circolare che delimita l’area sacra troviamo un tempio in corrispondenza di ogni punto cardinale, oltre a diversi stupa colorati, e ognuno di questi merita una visita. Si lascia Samye per Tsetang, che fu la prima capitale del Tibet, dove si visita il tempio di Tradruk dalla struttura architettonica simile al Jokhang di Lhasa, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nel VII secolo; qui sono custodite alcune importanti reliquie. Si risale la valle dello Yarlung per vedere il Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re, ed è stato restaurato nel 1982. Sistemazione in hotel. 9°g. Tsetang – Gonsar Partenza in volo da Gonsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa ma che è in effetti più vicino a Tsetang.
Tibet: Da Lhasa al Nepal
Viaggio di 9 giorni
Il viaggio porta nei luoghi più importanti della valle di Lhasa e prosegue verso la maestosa catena himalaiana toccando i siti principali dell’antica regione di Tsang arrivando fino in Nepal. È un viaggio stupendo ma richiede un certo spirito d’adattamento perché nella regione himalaiana si dorme in guest house che offrono una sistemazione piuttosto spartana. Per gli spostamenti si utilizzano delle jeep. L’itinerario inizia con un soggiorno di tre notti a Lhasa. La prima giornata sarà riposante, per favorire l'adattamento alla quota; ci si immerge passeggiando nel circuito sacro del Barkor, che pullula di pellegrini ed è animato da un bel mercato. Si alloggia in un hotel situato nei pressi. Nei due giorni seguenti ci si reca a visitare il Potala, il palazzo estivo (Norbulingka), le due grandi università monastiche di Drepung e Sera e il Jokhang, la veneratissima cattedrale di Lhasa, oltre ad un insieme di interessanti luoghi meno celebri ma eccezionalmente interessanti. Si lascia Lhasa con uno spettacolare percorso lungo il lago turchese di Yamdrok, dove ci si reca a visitare il monastero di Samding, e attraverso due alti passi si arriva a Gyantse, dove tra le mura dell'antico complesso monastico di Pelkor Chode si erge il grandioso Stupa del Kumbum, lo stupa delle 100.000 divinità. Oltre Gyantse dopo la visita di Shalu si arriva a Shigatse, dove ha sede il monastero del Panchen Lama: il Tashilhumpo, uno dei pochi a non essere stato distrutto durante la rivoluzione culturale; a Shigatse si visitano anche la parte vecchia e il monastero di Nartang, nei pressi della città. Proseguendo poi verso il cuore della zona himalaiana si arriva a Sakya, il monastero - fortezza che fu anche capitale del Tibet. Oltre Sakya un valico si apre con uno scenario maestoso verso Shegar, dove uno spettacolare Dzong domina la valle, e Tingri, da cui nelle giornate limpide si gode della vista dell’Everest, (il Chomolungma in tibetano). Da Tingri si valica un ultimo passo posto in vista dello Shisha Pangma superando la poderosa catena himalaiana per immergersi nelle valli subtropicali del versante himalaiano meridionale passando dalla grotta di Milarepa e arrivando in Nepal. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet, fino al confine nepalese, con l'arrivo a Katmandu; la maggior parte dei viaggiatori inizia questo percorso arrivando a Lhasa in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l'intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene eseguita con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l'invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Gongsar - Lhasa Arrivo in volo a Gongsar e trasferimento a Lhasa dove ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio in modo tranquillo per favorire l’acclimatazione, passeggiando per il circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa Si visitano le università monastiche poste nei dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung e dal tempio di Nechung, che era la sede dell’Oracolo di stato tibetano con affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove c'è la grotta in cui meditò nel VII secolo Songtsen Gampo, il re del Tibet. 4°g. Lhasa – Gyantse Valicato il passo di Gampa (4794 mt) si lascia la valle dello Tsangpo e lo sguardo spazia sul lago turchese di Yamdrok, incastonato tra magnifiche vette, una delle perle naturali del Tibet. Scesi lungo le rive con una deviazione che si dirama da Nakartse si raggiunge il convento di Samding che risale al XII secolo, la cui badessa è una delle donne più venerate del Tibet, riconosciuta come la reincarnazione di Dorje Phagmo. Per arrivare a Gyantse si supera un altro passo, il Khari (5045 mt), su cui si affacciano poderosi ghiacciai. Gyantse è una delle città del Tibet preservate meglio; l’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate includeva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole. Fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità" è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di decifrare la complessa simbologia che qui è rappresentata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse, dove solitamente ci si reca in serata, regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti. Sistemazione in hotel. 5°g. Gyantse – Shigatse Dopo la visita dell’enclave monastica si parte per Shigatse che dista circa 70 chilometri, dove si arriva in serata. Vicino a Shigatse una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, dove si indovinano affreschi meravigliosi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIII secolo editò la versione definitiva del Canone Buddista Tibetano. A Shigatse sistemazione in hotel. 6°g. Shigatse Visita della città vecchia e del grandioso monastero di Tashilhumpo, ottimamente preservato e ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Ci si reca con una breve escursione anche al monastero di Nartang, che risale al XII secolo e contiene una preziosa raccolta di matrici di legno del Canone Buddista Tibetano. 7°g. Shigatse - Sakya Si segue la strada che conduce verso il Nepal deviando ad un certo punto in direzione sud per raggiungere Sakya, che dista in tutto circa 150 km; il tragitto si completa in circa tre ore date le buone condizioni della strada. Il monastero di Sakya, fondato nel XIII secolo, fu anche sede del governo del Tibet ai tempi in cui l’omonima scuola ebbe il predominio temporale sul paese. È ottimamente conservato, alcuni dicono sia il più bello del Tibet, ed anche il paese si è mantenuto quasi integro; sulla collina sopra il bel villaggio si trovano diversi templi e rovine di antiche fortificazioni. Sistemazione in una guest house. 8°g. Sakya – Tingri Rientrati sulla strada principale si supera Lhartse e si valica un passo di circa 5000 metri che si apre sulla valle di Shegar, dove ci si reca a visitare lo Dzong, appeso ad un'altissima ripida rupe che sovrasta il tipico villaggio tibetano; uno dei monasteri è ora stato ricostruito. I panorami dallo Dzong sono formidabili e chi ha la tempra per arrivare fino in cima alle rovine nelle giornate limpide, scorge la vetta dell'Everest. Da Shegar si raggiunge il vicino villaggio di Tingri, dove ci si sistema in una guest house. 9°g. Tingri – Nyalam – Nepal Questa tappa si sviluppa nel cuore dell’Himalaia con una visuale che poco oltre Tingri nelle giornate limpide verso sud est spazia fino all'Everest e al Cho Oyu. Il punto più alto di questa spettacolare strada è al passo di Lalung, che supera i 5000 mt di altezza, dove le vaste pendici dello Shisha Pangma dominano la vista a sud ovest ed a est un mare di monti glaciali culmina nella vetta del Cho Oyu. Si scende rapidamente arrivando ad un tempio costruito all’ingresso di una grotta che fu utilizzata da Milarepa per poi immergersi in gole ripidissime e umide, ricche di cascate che si fan largo nella foresta; un totale cambiamento ambientale. Il “ponte dell’amicizia" segna il confine con il Nepal; in serata si arriva a Katmandu.
Tibet: A nord di Lhasa
Viaggio di 10 giorni
Il viaggio, che segue la parte iniziale dell’itinerario "Spiritualità e cultura del Tibet", richiede una certa adattabilità perché raggiunge quote elevate e porta in regioni prive di strutture turistiche, dove è necessario allestire dei campi per 5 notti consecutive. L’attrezzatura è tutta fornita, ad esclusione del sacco a pelo. I campi vengono ben organizzati, con cibo accettabile e assistenti che curano i montaggi delle tende; il personale che costituisce lo staff è tibetano, sono persone disponibili ma non abituate a servire gli occidentali secondo uno standard europeo. Tutti i trasporti sono effettuati con veicoli privati. A Lhasa si alloggia nella città vecchia, unendo alle visite classiche della città quelle alle università monastiche di Sera, di Drepung e dei siti adiacenti, oltre a delle piacevoli passeggiate nel circuito sacro del Barkor e nelle affascinanti stradine dei dintorni. Si parte quindi per l’eremo di Drak Yerpa e Gaden e si prosegue verso i siti più importanti della regione a nord di Lhasa: Drigung Til, sede principale dell’omonima scuola di tradizione Kagyu dove è situato il cimitero celeste più importante del Tibet Classico, e Reting, il monastero fondato da Domtonpa, il discepolo di Atisha; lungo il percorso si visitano anche alcuni interessanti siti meno conosciuti. Si prosegue verso nord attraverso una regione raramente visitata fino allo stupendo lago di Nam Tso, perla dell’altopiano del Ciangtang, uno dei luoghi naturali più belli del Tibet, rifugio di molti mistici, dove si sosta per due notti sulla sacra penisola di Tashidor, meta di pellegrinaggi. Dal Nam Tso si torna a Lhasa visitando Tsurphu, il monastero sede della scuola Karmakagyu, e i vicini siti di Nenag e Kyormolung. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet; la maggior parte dei viaggiatori arriva in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. Amitaba fornisce l’attrezzatura completa per i campi ad esclusione del sacco a pelo; è possibile richiedere una tenda singola. Quando si eseguono i campi il trattamento è sempre in “pensione completa" con possibile richiesta di menu vegetariani; altrimenti la formula è a discrezione del viaggiatore. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l'intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene fatta con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l'invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Gongsar - Lhasa Arrivo in volo a Gongsar e trasferimento a Lhasa dove ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio tranquillamente, per favorire l’acclimatazione passeggiando nel circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa Si visitano le università monastiche negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di stato tibetano che contiene affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove, in una grotta posta ai piedi della roccia sotto le mura rotonde del gompa, nel VII secolo meditava Songtsen Gampo, il re del Tibet. 4°g. Lhasa – Gaden Si lascia Lhasa con tutta l’attrezzatura necessaria per i campi. La prima tappa è all’eremo di Drak Yerpa che si raggiunge con un tragitto di circa 2 ore. Le grotte di meditazione si trovano in un anfiteatro naturale di rocce chiare. Il re Songtsen Gampo e le sue due regine venivano qui per i loro ritiri spirituali. Nella grotta di Dawa Puk, la Grotta della Luna, Guru Rimpoce fece un ritiro di 7 mesi, e poco lontano nell’anno 1057 in un’altra grotta Atisha dimorò ed insegnò per tre anni. Alcuni monaci ed eremiti sono ora tornati qui: è un luogo che pulsa di storia, interessantissimo da esplorare. Ci si reca poi a Gaden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del Kychu. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali e il grande stupa contiene una reliquia del corpo del grande maestro, che fu ritrovata passando tra le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e rovistando anche nella terra. La breve circumambulazione del monte offre splendidi panorami. Il campo viene posto nei pressi del complesso; si potrà così godere dei siti anche il mattino successivo. 5°g. Gaden – Drigung Til Si risale il corso del fiume Kychu fino alla confluenza con lo Zhorong Tsangpo e si segue questo affluente verso nord est; un percorso di circa 110 chilometri, da cui con una breve deviazione si raggiunge il tempio geomantico di Uru Katsel, uno dei 108 costruiti originariamente da Songtsen Gampo nel VII secolo su vari punti che erano ritenuti corrispondere al corpo dell’orchessa del Tibet, in questo caso la spalla destra; per cui il tempio costituisce una sorta di agopuntura mistica del terreno. Quindi, prima di arrivare a Drigung, si raggiunge Uruzhva Lhakhang, dove si trovano degli obelischi del IX secolo. Il monastero di Drigung Til, costruito in posizione panoramica su un monte, fu fondato nel 1179 ed è la sede principale dell’omonima branchia della scuola Kagyu. Nei pressi si trova il cimitero celeste più sacro del Tibet dove quasi ogni giorno vengono alimentati dei grassissimi avvoltoi con i resti smembrati dei morti. Questa tradizione apparentemente cruenta e lontana dal nostro culto dei defunti ha un triplice significato: elimina l’attaccamento dello spirito del deceduto alla sua forma passata, evitando di indurlo a trattenersi nello stadio intermedio (bardo) tra le rinascite, regala del cibo agli animali e risparmia il legno, elemento prezioso in molte aree del Tibet. Si pone il campo nella piana sottostante il monastero. 6°g. Drigung Til – Reting Una strada sterrata che serpeggia per valli dove passano pochissimi veicoli porta a Reting, che dista circa 145 chilometri. Questo monastero posto a una quota di 4100 mt. fu fondato da Dromtonpa, il principale discepolo di Atisha, e divenne la sede principale della scuola Kadampa. Tsongkhapa qui ebbe la visione di Atisha e compilò il celebre Lamrim Chenmo, uno dei testi fondamentali tutt’oggi utilizzati da chi pratica gli insegnamenti del buddismo tibetano. L’abate di Reting era importante in Tibet perché poteva essere nominato reggente quando il Dalai Lama era giovane o non ancora rinato. Il monastero è stato in parte restaurato; la posizione è molto bella, si è immersi in una foresta – rarissima in queste zone – di antichi alberi dalle forme bizzarre, dove dei sentieri portano all’eremo di Tsongkhapa e all’eremo femminile; quest’ultimo dista circa 1 ora e mezza di cammino, ma merita di essere visto. Si pone il campo nei pressi del monastero. 7°g. Reting – Nam Tso La strada sterrata prosegue per valli bellissime, dimenticate dal mondo, e si congiunge a nord con la strada principale che collega Lhasa a Golmud. La si segue per un tratto e a Damzung si procede per il passo di Lhachen (5150mt), che si apre sulla distesa turchese del lago salato di Nam Tso. È uno dei luoghi più belli del Tibet, ai bordi meridionali dell’altopiano del Ciangtang, il mondo quasi disabitato e senza confini dei nomadi, vasto quanto un continente con un’altezza media di 4700 metri; il lago si estende per 70 chilometri, sullo sfondo a sud ovest domina l’orizzonte la massa glaciale del Nyenchen. Si pone il campo sulla penisola di Tashidor. 8°g. Nam Tso La penisola di Tashidor si protende nel lago turchese; la si percorre a piedi lungo un sentiero che offre panorami indimenticabili. È un luogo meta di pellegrinaggi, adornato con bandiere di preghiera e quantità infinite di sciarpe rituali. Nelle grotte che circondano Tashidor meditarono, oltre a Guru Rimpoce e a Yeshe Tsogyel, molti importanti maestri tra cui il terzo Karmapa, Rangjung Dorje; vi sono anche dei tempietti e alcuni eremiti sono tornati ad abitare qui. Il tramonto dalla sommità del promontorio che si raggiunge in breve tempo, è indimenticabile. 9°g. Nam Tso – Lhasa Si riattraversa il passo di Lhachen e si raggiunge la strada che conduce verso Lhasa. Circa 70 chilometri prima di Lhasa una deviazione porta a Tsurphu, il monastero da cui proviene il Karmapa, il giovane monaco capo della scuola Karmakagyu che è fuggito in India. Nella valle di Tsurphu ci si reca anche a Nenang, un monastero posto in posizione panoramica sulla valle. Raggiunta la valle del Kychu con una deviazione ci si porta a Kyormolung, un interessante sito del XIII secolo dove parte degli affreschi sono sopravvissuti alla rivoluzione culturale. A Lhasa sistemazione in hotel. 10°g. Lhasa – Gongsar Partenza in volo da Gongsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa ma che è in effetti più vicino a Tsetang.
Tibet: Da Lhasa all’Everest
Viaggio di 11 giorni
Questo percorso realizza il sogno di molti appassionati della cultura e dell’ambiente naturale himalaiano, portando da Lhasa alla parete nord dell’Everest (il Chomolungma in tibetano). Si visitano i siti più importanti della valle di Lhasa e dell’antica regione di Tsang; quindi oltre Sakya ci si spinge alle pendici settentrionali dell’Everest giungendo fino al campo base e da qui si prosegue per il Nepal, seguendo uno dei percorsi più affascinanti dell’Himalaia. Il viaggio richiede un certo spirito d’adattamento perché nella regione himalaiana si dorme in guest house che offrono una sistemazione piuttosto spartana. Si consiglia di portare un proprio sacco a pelo per essere più comodi a Rongbuk, quando si arriva ai piedi dell’Everest. Si deve prevedere un abbigliamento da montagna che sia confortevole anche alle basse temperature che a volte si possono trovare. Per gli spostamenti si utilizzano delle jeep. L’itinerario inizia con un soggiorno di tre notti a Lhasa. La prima giornata sarà riposante, per favorire l’adattamento alla quota; ci si immerge nel cuore della città passeggiando nel circuito sacro del Barkor, che pullula di pellegrini ed è animato da un bel mercato. Si alloggia in un hotel situato nei pressi. Nei due giorni seguenti ci si reca a visitare il Potala, il palazzo estivo (Norbulingka), le due grandi università monastiche di Drepung e Sera e il Jokhang, la veneratissima cattedrale di Lhasa, oltre ad un insieme di interessanti luoghi meno celebri ma eccezionalmente interessanti. Si lascia Lhasa con uno spettacolare percorso lungo il lago turchese di Yamdrok, dove ci si reca a visitare il monastero di Samding, e attraverso due alti passi si arriva a Gyantse, dove tra le mura dell’antico complesso monastico di Pelkor Chode si erge il grandioso Stupa del Kumbum, lo stupa delle 100.000 divinità. Oltre Gyantse dopo la visita di Shalu si arriva a Shigatse, dove ha sede il monastero del Panchen Lama: il Tashilhumpo, uno dei pochi a non essere stato distrutto durante la rivoluzione culturale; a Shigatse si visitano anche la parte vecchia e il monastero di Nartang, nei pressi della città. Proseguendo poi verso il cuore della zona himalaiana si arriva a Sakya, il monastero - fortezza che fu anche capitale del Tibet. Oltre Sakya un valico si apre con uno scenario maestoso sulla valle di Shegar, dove si esplorano i resti dello spettacolare Dzong; quindi un secondo panoramicissimo passo ci avvicina al Chomolungma, raggiungendo l’isolato monastero di Rongbuk, situato di fronte alla parete nord a circa 5000 mt di altezza, considerato il monastero più alto del mondo. Si sosta a Rongbuk due notti per poter fare un’escursione verso il campo base. Dalle pendici dell’Everest si raggiunge Tingri e attraverso un ultimo passo posto in vista dello Shisha Pangma si supera la poderosa catena himalaiana e ci si immerge nelle valli subtropicali del versante himalaiano meridionale passando dalla grotta di Milarepa e arrivando in Nepal. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet, fino al confine nepalese, con l’arrivo a Katmandu; la maggior parte dei viaggiatori inizia questo percorso arrivando a Lhasa in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l’intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene fatta con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l’invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Gongsar - Lhasa Arrivo in volo a Gongsar e trasferimento a Lhasa dove ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio in modo tranquillo passeggiando per il circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa, con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa Si visitano le università monastiche poste nei dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung e dal tempio di Nechung, che era la sede dell’Oracolo di stato tibetano con affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove c’è la grotta in cui meditò nel VII secolo Songtsen Gampo, il re del Tibet. 4°g. Lhasa – Gyantse Valicato il passo di Gampa (4794 mt) si lascia la valle dello Tsangpo e lo sguardo spazia sul lago turchese di Yamdrok, incastonato tra magnifiche vette, una delle perle naturali del Tibet. Scesi lungo le rive con una deviazione che si dirama da Nakartse si raggiunge il convento di Samding che risale al XII secolo, la cui badessa è una delle donne più venerate del Tibet, riconosciuta come la reincarnazione di Dorje Phagmo. Per arrivare a Gyantse si supera un altro passo, il Khari (5045 mt), su cui si affacciano poderosi ghiacciai. Gyantse è una delle città del Tibet meglio preservate; l’enclave monastica prima delle distruzioni includeva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole. Fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità" è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di decifrare la complessa simbologia che qui è rappresentata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse, dove solitamente ci si reca in serata, regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti. Sistemazione in hotel. 5°g. Gyantse – Shigatse Dopo la visita dell’enclave monastica si parte per Shigatse che dista circa 70 km, dove si arriva in serata. Vicino a Shigatse una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, dove si indovinano affreschi meravigliosi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIII secolo editò la versione definitiva del Canone Buddista Tibetano. A Shigatse sistemazione in hotel. 6°g. Shigatse Visita della città vecchia e del grandioso monastero di Tashilhumpo, ottimamente preservato e ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Ci si reca con una breve escursione anche al monastero di Nartang, che risale al XII secolo e contiene una preziosa raccolta di matrici di legno del Canone Buddista Tibetano. 7°g. Shigatse - Sakya Si segue la strada che conduce verso il Nepal deviando ad un certo punto in direzione sud per raggiungere Sakya, che dista in tutto circa 150 km; il tragitto si completa in circa tre ore date le buone condizioni della strada. Il monastero di Sakya, fondato nel XIII secolo, fu anche sede del governo del Tibet ai tempi in cui l’omonima scuola ebbe il predominio temporale sul paese. È ottimamente conservato, alcuni dicono sia il più bello del Tibet, ed anche il paese si è mantenuto quasi integro; sulla collina sopra il bel villaggio si trovano diversi templi e rovine di antiche fortificazioni. Sistemazione in una guest house. 8°g. Sakya – Rongbuk Rientrati sulla strada principale si supera Lhartse e si valica un passo di circa 5000 metri che si apre sulla valle di Shegar, dove ci si reca a visitare lo Dzong, appeso ad un’altissima ripida rupe che sovrasta il tipico villaggio tibetano; uno dei monasteri è ora stato ricostruito. I panorami dallo Dzong sono formidabili e chi ha la tempra per arrivare fino in cima alle rovine nelle giornate limpide scorge la vetta dell’Everest. Da Shegar si prosegue verso sud entrando dal parco nazionale dove si erge la vetta più alta della Terra. Si sale zigzagando ad un passo che supera i 5000 metri, con panorami stupendi verso le aride montagne che si stendono verso nord. Dal valico con il tempo limpido si gode di una eccezionale visuale sulla catena himalaiana: sullo sfondo di vaste valli aride e profonde, sovrasta la poderosa catena glaciale che separa il Tibet dal Nepal il Chomolungma (Everest): lo sguardo spazia dal Makualu ad est fino al Cho Oyu ad ovest. Si scende in una regione dalla bellezza fiabesca con alcuni tipici villaggi e seguendo una strada sterrata che risale il corso delle acque che formano il fiume Arun si arriva alla valle che porta a Rongbuk; ad una svolta appare la parete nord del Chomolungma ed in breve si è arrivati. Le albe e i tramonti che si godono da questo prezioso luogo restano per sempre nel cuore. Sistemazione in una semplice guest house. 9°g. Rongbuk Giornata dedicata all’esplorazione; a Rongbuk il monastero è stato in parte ricostruito mentre sul versante est della valle le rovine del convento femminile testimoniano la scelleratezza degli invasori. Il campo base del Chomolungma, posto a circa 5000 metri d’altezza, si può raggiungere a piedi (circa 8 km per la maggior parte pianeggianti) o utilizzando dei piccoli carretti tirati dai cavalli dei nomadi Khampa. Al campo base i Khampa hanno allestito delle tende dove si può mangiare e riposare; la visuale sulla parete nord dell’Everest è onnipresente. Sul lato orientale della valle poco oltre Rongbuk tra i colossali massi di un’antica frana si nascondono gli eremi di meditazione dove gli yogi tibetani si ritiravano, sfidando anche il freddissimo inverno; è un sito interessantissimo da esplorare. Qui un piccolo tempio è stato ricostruito nel punto in cui vi è una grotta che i devoti dicono essere stata utilizzata anche da Guru Rimpoce. Tornando dal campo base si consiglia di salire per un tratto le morene che lo sovrastano ad est e da li seguire il bordo della montagna, individuando il vecchio sentiero. 10°g. Rongbuk – Tingri - Nyalam Si segue per un tratto la strada utilizzata nella salita e la si lascia seguendo con la jeep una mulattiera che procede verso ovest, toccando un isolatissimo villaggio attraverso una zona nomadica, dove spesso si vedono le tende dei nomadi di stirpe Khampa, e superando uno stupendo passo tra le pasture degli yak si entra nel bacino che porta verso Tingri. All’uscita di questa valle verso sud si vedono altissime montagne glaciali e verso Tingri si individua all’orizzonte la vetta del Cho Oyu. Rientrati sulla strada principale si prosegue fino al passo di Lalung, che supera i 5000 mt di altezza, dove le vaste pendici dello Shisha Pangma dominano la vista a sud ovest ed a est un mare di monti glaciali culmina nella vetta del Cho Oyu. Si scende rapidamente arrivando ad un tempio costruito all’ingresso di una grotta che fu utilizzata da Milarepa e si arriva poco dopo a Nyalam, dove si sosta in una semplice guest house per la notte. 11°g. Nyalam – Nepal Si prosegue la discesa immergendosi in gole ripidissime e umide, ricche di cascate che si fan largo nella foresta; un totale cambiamento ambientale. Il “ponte dell’amicizia" segna il confine con il Nepal; nel pomeriggio si arriva a Katmandu.
Conoscere il Tibet
Viaggio di 12 giorni
Il viaggio porta nei luoghi più importanti della valle di Lhasa, tocca le tre principali città del Tibet Classico, molti dei siti storici delle antiche province di U e Tsang e raggiunge eremi che furono frequentati dai grandi mistici della tradizione tibetana e che sono ora nuovamente utilizzati. L’itinerario fornisce così una visione d’insieme abbastanza completa del Tibet Classico. Si alloggia in hotel di buona qualità nei centri principali e in guest house a Sakya e Samye; l’alloggio a Samye è piuttosto spartano, ma situato in un luogo dall’atmosfera incomparabile. Tutti i trasporti vengono effettuati con veicoli privati. A Lhasa si alloggia nella città vecchia, unendo alle visite classiche della città quelle alle università monastiche di Sera, di Drepung e dei siti adiacenti, oltre a delle piacevoli passeggiate nel circuito sacro del Barkor e nelle affascinanti stradine dei dintorni. Si dedica una giornata all’escursione a Drak Yerpa ed a Gaden, l’università fondata da Lama Tsongkhapa. Ci si reca poi verso ovest a Shigatse, seconda città del Tibet, dove si ammira il grandioso complesso monastico di Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 e sede storica del Panchen Lama. Si prosegue ancora verso ovest fino al monastero fortezza di Sakya posto alle propaggini della grande catena himalaiana, che tra il 1268 e il 1365 fu anche sede del governo del Tibet, ed è ottimamente conservato. Andando verso Gyantse si visita l’importante sito di Shalu, dove il celebre maestro Buton completò la stesura del Kangyur, il Canone Buddista Tibetano. Oltre Gyantse, la più preservata delle principali città del Tibet dove si trova l’inestimabile Kumbum, lo stupa delle 100.000 divinità, si attraversa una bellissima zona himalaiana che custodisce i resti del monastero di Ralung dove i ghiacciai sfiorano la strada e si costeggiano le rive del lago turchese di Yamdrok, perla naturale di questa zona incantata. Andando a Samye, il primo monastero del Tibet, prima di attraversare lo Tsangpo si visita Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet Classico. Nella zona di Samye, che è il monastero più antico del Tibet, si visitano gli eremi di Yamalung e di Chimpu e ci si reca quindi a Tsetang dove, tra i siti principali, si trovano il tempio di Tradruk e il celebre castello di Yumbulagang, simbolo dell’antico regno di Yarlung da cui ebbe origine lo stato del Tibet. Da Tsetang si va direttamente all’aeroporto di Gongsar per il volo di rientro. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet; la maggior parte dei viaggiatori arriva in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l'intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene fatta con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l'invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Gongsar - Lhasa Arrivo in volo a Gongsar e trasferimento a Lhasa dove ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio tranquillamente, per favorire l’acclimatazione passeggiando nel circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa, con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa Si visitano le università monastiche poste negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung e dal tempio di Nechung, che era la sede dell’Oracolo di stato tibetano con affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove, in una grotta sotto le mura rotonde del gompa, meditò nel VII secolo Songtsen Gampo, il re del Tibet. 4°g. Lhasa Si raggiunge Drak Yerpa con circa 1 ora e mezza di guida, dove si trovano delle grotte di meditazione poste in un anfiteatro naturale di rocce chiare. Il re Songtsen Gampo e le sue due regine venivano qui per i loro ritiri spirituali. A Dawa Puk, la Grotta della Luna, Guru Rimpoce fece un ritiro di 7 mesi e, nei pressi, intorno all’anno 1057 Atisha dimorò ed insegnò per tre anni. Alcuni monaci ed eremiti sono ora tornati qui: è un luogo che pulsa di storia, interessantissimo da esplorare. Ci si reca poi a Gaden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del fiume Kychu. Il grande stupa contiene una reliquia del corpo di Tsongkhapa che fu ritrovata passando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e setacciando anche la terra. Si consiglia la breve circumambulazione del monte, sia per l’atmosfera intensa che per gli splendidi panorami che offre. In serata si rientra a Lhasa. 5°g. Lhasa – Shigatse Si risale il corso dello Tsangpo arrivando a Shigatse, la seconda città del Tibet. Visita della città vecchia e del grandioso monastero di Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Sistemazione in hotel. 6°g. Shigatse – Sakya Si segue la strada che conduce verso il Nepal deviando ad un certo punto in direzione sud per raggiungere Sakya, che dista in tutto circa 150 km; il tragitto si completa in circa tre ore date le buone condizioni della strada. Il monastero di Sakya, fondato nel XIII secolo, fu anche sede del governo del Tibet ai tempi in cui l’omonima scuola ebbe il predominio temporale del paese. È ottimamente preservato, alcuni dicono sia il più bello del Tibet, ed anche il paese si è mantenuto quasi integro; sulla collina sopra il bel villaggio si trovano diversi templi e rovine di antiche fortificazioni. Sistemazione in una guest house. 7°g. Sakya – Gyantse Si ripercorre la strada fino a Shigatse; prima di arrivare in città si visita il monastero di Nartang che risale al XII secolo e contiene una preziosa raccolta di matrici di legno del Canone Buddista Tibetano. Imboccata la strada per Gyantse (che dista circa 70 km da Shigatse) con una breve deviazione ci si porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, dove si indovinano affreschi meravigliosi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIII secolo editò la versione definitiva del Canone Buddista Tibetano. A Gyantse ci si sistema in hotel. 8°g. Gyantse Gyantse è la città del Tibet meglio preservata. L’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate includeva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità" è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di interpretare la complessa simbologia che qui è rappresentata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse offre un’ottima panoramica sul complesso, la cittadina e le valli circostanti. 9°g. Gyantse – Samye Una breve deviazione conduce al monastero di Ralung, il sito storico principale della scuola Drukpa Kagyu, posto in un magnifico luogo ai piedi di monti glaciali. Fu da qui che lo Shabdrung si diresse nell’attuale Bhutan, fondandovi il sistema politico e religioso che vi permane ancora oggi; lo scenario e le rovine sono impressionanti, e i monaci stanno faticosamente cercando di ricominciare. Valicato lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) si giunge allo specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune superano i 7000 metri. Si gode di una visuale indimenticabile sul lago dal passo di Gampa (4794 mt), che si apre sulla valle dello Tsangpo. Oltre il passo si segue il corso dello Tsangpo fino a Tsetang, sostando per una visita a Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet centrale; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito e ora in buona parte restaurato, che conserva interessanti opere d'arte. A Tsetang si attraversa lo Tsangpo e lo si risale fino a Samye, dove si alloggia nella semplice guest house del monastero, posta all’interno del recinto sacro, avendo così modo di gustare appieno la magia del luogo. 10°g. Samye Samye è il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo da Padmasambhava, Guru Rimpoce per i tibetani. Il complesso è posto nei pressi di una zona di belle dune di sabbia nei pressi del fiume Tsangpo; ha una planimetria mandalica al cui centro si erge il tempio principale a più piani, tutti adornati con affreschi e statue, dove ogni giorno vengono eseguite le cerimonie di preghiera. Molte degli affreschi che ornano il kora all’interno del tempio principale sono originali, mentre i tre piani superiori sono stati interamente ricostruiti seguendo i dettami dell’iconografia classica tibetana. All’interno del muro di cinta circolare che delimita l’area sacra su ogni punto cardinale si trova un tempio, oltre a diversi stupa colorati, e ognuno di questi merita una visita. L’insieme è ben visibile dalla vicina collina del Hepori - luogo ideale per i tramonti, con un tempietto dove la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rinpoce. Nel pomeriggio, una breve escursione porta al villaggio di Nyango, da dove a piedi in circa un’ora si raggiunge l’eremo di Yamalung utilizzato da monache per lunghi periodi di ritiro. Fu qui che Guru Rimpoce ebbe la visione del Budda della Medicina: quel giorno scaturì dalla roccia una fonte d’acqua, un talismano prezioso ancora oggi per la buona salute di chi ne assapora la freschezza. 11°g. Samye – Tsetang Ci si reca al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita delle giovani monache; passeggiando tra formazioni di grandi sassi e il bosco s’incontrano le casupole di solitari monaci e monache, piccoli templi, grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui si ritirarono anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale e ricevere una benedizione da questi sereni praticanti. Arrivati a Tsetang, che fu la prima capitale del Tibet, si visita il tempio di Tradruk, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nel VII secolo, dove sono custodite alcune importanti reliquie, la cui struttura architettonica è simile al Jokhang di Lhasa. Si risale la valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, per vedere il Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re, ed è stato restaurato nel 1982. Sistemazione in hotel. 12°g. Tsetang – Gongsar Partenza in volo da Gongsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa ma che è in effetti più vicino a Tsetang.
Tibet: Bon Ri e Lhamo Latso
Viaggio di 13 - 16 giorni
Il Bön Ri, Olimpo degli sciamani tibetani, attrae sia i seguaci del Bön che i buddisti, i quali per rispetto compiono anch’essi il kora (la circumambulazione rituale del monte) in senso antiorario. La condivisione dei luoghi sacri da parte di queste due ramificazioni del misticismo tibetano è naturale grazie alle radici comuni di molte delle pratiche meditative ed alla similitudine di molti dei rituali e dei simboli. I Bön ritengono le loro origini più antiche rispetto al buddismo in quanto affermano che la loro tradizione si rifà agli insegnamenti del Budda che precedette Sakyamuni (il Budda storico che diffuse gli insegnamenti 2500 anni or sono) tramite la trasmissione ricevuta dal maestro Tonpa Shenrab. Cosa questa generalmente accettata, tanto che il Dalai Lama considera i Bön la quinta scuola del buddismo tibetano. Questo viaggio offre l’opportunità di condividere con i pellegrini Bön il più santo dei loro sentieri e di scoprirne alcuni dei siti più preziosi. (Per maggiori dettagli collegarsi a Il Bön Ri) Altrettanta magia avvolge il “Lago dell’Oracolo", il Lhamo Latso, un luogo di pellegrinaggio che viene avvicinato con grande rispetto in quanto le sue acque, celebri per la capacità di generare visioni, sono considerate vive, come fossero esse stesse l’elisir di lunga vita grazie alle benedizioni del Buddha della Compassione. Sia i Dalai Lama che i Panchen Lama, gli esseri tradizionalmente più venerati del Tibet, sono stati spesso trovati vita dopo vita grazie alle divinazioni fatte qui. Il programma che viene presentato prevede di partire da Lhasa e rientrare da Tsetang, offrendo un percorso ottimale; è chiaramente possibile rientrare direttamente a Lhasa dopo il kora del Bön Ri risparmiando alcuni giorni, rinunciando alla visita del Lago dell’Oracolo. Chi invece ha più tempo potrebbe valutare le possibilità offerte dalla strada che collega Bayi verso est a Chamdo o Dzogang. Il viaggio porta in regioni dove non esiste il turismo, richiede in tutto 6 campi (o 7 se ci si reca anche a Drigung) e le parti principali vengono percorse a piedi. In alcune località (a Nang Dzong e Draksum Tso) la qualità dei pernottamenti è di basso livello. È quindi un viaggio adatto a persone che abbiano un buono spirito di adattamento. I campi vengono ben organizzati, con cibo accettabile e assistenti che curano i montaggi delle tende; il personale è tibetano, disponibile ma non abituato a servire gli occidentali secondo uno standard europeo. L’attrezzatura è tutta fornita, ad esclusione del sacco a pelo. Tutti i trasporti sono effettuati con veicoli privati. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet; la maggior parte dei viaggiatori arriva in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. Amitaba fornisce l’attrezzatura completa per i campi ad esclusione del sacco a pelo; è possibile richiedere una tenda singola. Quando si eseguono i campi il trattamento è sempre in “pensione completa? con possibile richiesta di menu vegetariani; altrimenti la formula è a discrezione del viaggiatore. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l'intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene fatta con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l'invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Lhasa Raggiunta Lhasa ci si sistema in un comodo hotel nei pressi del Barkor, ai bordi della città vecchia. Giornata di riposo per facilitare l’acclimatazione; si passeggia per il circuito sacro che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali ne eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa, con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang e prima dell’invasione cinese era la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa – Draksum Tso Si lascia Lhasa risalendo verso est la valle del Kyuchu per circa 70 km imboccando poi la valle che verso sud est transita da Rutok e sale fino ai 4880 metri del passo del Kongpo (ribattezzato oggi Mi La), una spettacolare zona di pascoli per gli yak abitata dai nomadi. Il valico immette nell’antica regione del Kongpo, tra le più selvagge del Tibet. I monti diventano sempre più ricchi di foreste; si transita da Kongpo Gyamda e poco dopo si imbocca la strada che porta al lago sacro di Draksum (3300 mt), immerso in un grandioso scenario di monti e impreziosito da un monastero posto su di un’isoletta. Si percorrono 360 km in circa 6 / 7 ore; sistemazione in guest house. 4°g. Draksum Tso – Bön Ri Esplorazione della zona del lago; quindi tornati sulla strada principale si prosegue verso sud raggiungendo Bayi che dista 120 km (circa 2 ore di guida) per il pranzo. Nel pomeriggio si arriva al punto d’ingresso per il Kora del Bön Ri, dove si inizia dalla visita del monastero di Kuschuk, posto a circa 3000 mt di quota. I punti dei campi vengono determinati in funzione dell’andamento del Kora; il primo viene posto usualmente tra Kuschuk e Gyeri. Tutto il materiale da campo e il bagaglio personale viene trasportato con le jeep, che precedono i partecipanti, così che all’arrivo il campo è già predisposto e si trova un tè caldo pronto! 5°g. – 8°g Kora del Bön Ri Il sentiero sacro (Kora) che circumambula le tre cime sacre del Bön Ri (Mu Ri, Lha Ri Gyangto e Shen Ri) ha una lunghezza di circa 60 km con il punto più alto al passo di Bön Ri, a c.a. 4480 mt di quota. Il percorso viene seguito in senso antiorario sia dai fedeli Bön che dai buddisti: cita la tradizione che quando uno dei Karmapa iniziò il pellegrinaggio in senso orario venne bloccato da una tigre. Dopo Kuschuk si toccano i siti di Gyeri, Sigyal Gonchen e Tagtse Yungdrung Ling. Alla confluenza del Nyang Chu con lo Tsangpo si transita da Miyul Tri Durtro, dove riposano i resti del re Drigum, e, salendo al passo del Bön Ri, si tocca una miriade di altri luoghi legati alla tradizione Bön (per maggiori dettagli consultare Il Bön Ri). Raggiunta la valle del fiume Khoro, che fluisce verso il punto da cui si è partiti, si transita dal sito di Tagdrosa Darbong. Oggi molti di questi antichissimi sacri luoghi di pellegrinaggio sono stati ripristinati. Il cammino nella quarta giornata impegna solo la mattinata; terminato il kora ci si trasferisce a Bayi dove si giunge per il pranzo e si alloggia in hotel, godendo di un pomeriggio di riposo. 9°g. Bayi – Nang Dzong (Lang) Lasciata Bayi si segue il corso del fiume Nyang Chu giungendo in breve al tempio di Buchu Sergyl Lhakhang, che è uno dei 108 templi geomantici fondati dal re Songtsen Gampo nel VII secolo, e secondo la tradizione è posto sul gomito destro della mitica orchessa del Tibet. Ci si reca poi a Lamaling, il monastero della penultima reincarnazione di Dudjom Rinpoce, principale maestro delle scuole Nyingmapa; situato in una valle laterale vicino a Buchu, è stato ottimamente ricostruito negli anni ’80. Il tempio principale, tra il verde e un’infinità di stupendi fiori, è nello stile di Zangtopelri e ricorda la terra pura di Guru Rimpoce. Si prosegue il viaggio arrivando allo Tsangpo e si risale il corso di questo possente fiume fino a Nang Dzong, una vasta area dove si incontrano pochi villaggi. I versanti delle altissime montagne che contornano le ripide valli sono coperti di foreste che tendono a diradarsi man mano che si procede verso ovest; avvicindosi a Nang Dzong compaiono anche delle dune di sabbia. Si coprono 250 km per la maggior parte su strada sterrata in circa 6 ore di guida; a Nang Dzong (3100 mt) ci si sistema in una guest house. 10°g. Nang Dzong – Gyatsa – Chokhorgyel Si prosegue lungo lo Tsangpo fino a Gyatsa, attraverso un ambiente ormai decisamente arido; sulla sponda settentrionale si vedono il monastero di Bangrim e le impressionanti vette granitiche del Daklha Gampo, un monte sacro ai tibetani, dove si ritirò a meditare Gampopa, il grande discepolo di Milarepa. Giunti a Gyatsa (3200 mt) si visita il monastero di Dakpo Tratsang, legato alla tradizione dello Shamarpa. Attraversato il fiume sullo Tsangpo si segue la stradina sterrata che ne discende per un tratto il corso imboccando poi una valle arborea ornata da ripidi picchi granitici che sale verso nord a Chokhorgyel (4370 mt), dove si pone il campo. Questo sito prima dell’invasione cinese fu un grande monastero: oggi è stato ricostruito un piccolo tempio, ai bordi delle vaste rovine lasciate dalla crudeltà e dall'idiozia degli invasori. Nelle spettacolari valli di Chokhorgyel sono usualmente accampati i nomadi con i greggi di yak. La tappa è di 142 km che si percorrono in circa 4 ore. 11°g. Lhamo Latso, il Lago dell’Oracolo Da Chokhorgyel si sale in jeep fino al termine della strada a circa 4900 metri di quota, arrivando nei pressi del trono di pietra dei Dalai Lama. Da qui si sale a piedi al passo che si apre sulla magica valle del Lhamo Latso, a circa 5120 mt di altezza, da cui si gode di una meravigliosa vista del lago. Questo è il punto in cui molti grandi Lama sono giunti in pellegrinaggio per ricevere una visione dalla divinità tutelare del lago, Gyelmo Makzorma. Grazie a queste divinazioni sono state individuate molte reincarnazioni del Panchen o del Dalai Lama; ad esempio Reting Rinpoce ebbe qui la visione che consentì di capire dove era nato il XIV Dalai Lama. Si avrà a disposizione il tempo necessario per esplorare la zona; è molto bello scendere fino al lago e compiere un kora lungo le rive; si torna al campo a Chokhorgyel nel pomeriggio. 12°g. Chokhorgyel – Tsetang Tornati allo Tsangpo oltre Gyatsa si sale al passo di Podrang (4700 mt) scendendo da qui nella valle di Chusum, dove un tratto di strada segue delle stupende erosioni che formano un piccolo canyon incastonato tra campi di tsampa e tradizionali case coloniche. A Chusum, antico feudo tibetano, si vedono i resti del palazzo reale che ornano una collina sopra l’odierno villaggio. Raggiunto nuovamente lo Tsangpo si giunge in breve a Tsetang, dove ci si sistema in un confortevole albergo; il percorso è di 204 km e richiede circa 5 ore e mezzo di guida. 13°g. Tsetang – Gongsar Partenza in volo da Gongsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa. Se si dispone di qualche giorno in più… Se si dispone di qualche giorno in più è possibile completare il programma con alcune interessanti visite; chiaramente non esiste limite alla possibilità di estendere un programma in Tibet, dove la quantità di siti interessanti è inimmaginabile. Quanto qui indicato è inteso come un suggerimento per arricchire questo itinerario: 1°g. Lhasa (inserito tra il 2° e il 3° giorno) Visita delle università monastiche negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di stato tibetano, che contiene affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove, in una grotta posta ai piedi della roccia sotto le mura rotonde del gompa, meditava nel VII secolo Songtsen Gampo, il re del Tibet. 2°g. Lhasa – Gaden – Drigung; il giorno successivo: Draksum Tso (si divide la terza giornata in due tappe) Lasciata Lhasa con una deviazione si sale a Gaden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, che dista circa 45 km, costruita in posizione panoramica a circa 4500 mt su di un monte che sovrasta la valle del Kychu. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali e il grande stupa contiene una reliquia del corpo del grande maestro, che fu ritrovata passando tra le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e rovistando anche nella terra. La breve circumambulazione del monte offre splendidi panorami. Tornati a valle si prosegue risalendo per un tratto il corso del fiume Kychu fino alla confluenza con lo Zhorong Tsangpo; si segue questo affluente verso nord est fino al monastero di Drigung Til, anch’esso costruito in posizione panoramica su un monte, a circa 110 km da Gaden. Fu fondato nel 1179 ed è la sede principale dell’omonima branchia della scuola Kagyu; nei pressi si trova il cimitero celeste più sacro del Tibet dove quasi ogni giorno vengono alimentati dei grassissimi avvoltoi con i resti smembrati dei morti. Questa tradizione apparentemente cruenta e lontana dal nostro culto dei defunti ha un triplice significato: elimina l’attaccamento dello spirito del deceduto alla sua forma passata, evitando di indurlo a trattenersi nello stadio intermedio (bardo) tra le rinascite, regala del cibo agli animali e risparmia il legno, elemento prezioso in molte aree del Tibet. Si pone il campo nella piana sottostante il monastero. Il giorno successivo, tornando alla strada principale che dista circa 70 chilometri e porta al passo del Kongpo e al lago di Draksum Tso, con una breve deviazione ci si reca a visitare il tempio geomantico di Uru Katsel, uno dei 108 costruiti originariamente da Songtsen Gampo nel VII secolo, in questo caso sul punto che corrisponde alla spalla destra dell’orchessa del Tibet. Si percorrono in tutto circa 370 km in circa 7 ore; a Draksum Tso sistemazione in guest house. 3°g. Tsetang (tra il 12° e il 13° g.) Due i possibili programmi: recarsi a Samye o visitare la valle dello Yarlung. Samye è il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo da Padmasambhava, Guru Rimpoce per i tibetani. Il complesso è posto nei pressi di una zona di belle dune di sabbia nei pressi del fiume Tsangpo; ha una planimetria mandalica al cui centro si erge il tempio principale a più piani, tutti decorati con affreschi e statue, dove ogni giorno vengono recitate cerimonie di preghiera. Molte delle pitture che ornano il kora all’interno del tempio principale sono originali, mentre i tre piani superiori sono stati interamente ricostruiti, seguendo attentamente i dettami dell’iconografia classica tibetana. All’interno del muro di cinta circolare che delimita l’area sacra ad ogni punto cardinale si trova un tempio, oltre a diversi stupa colorati, e ognuno di questi merita una visita. L’insieme è ben visibile dalla vicina collina del Hepori, dove si trova un tempietto; qui la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rinpoce. Nei pressi di Samye è di grande interesse l’eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita delle giovani monache; passeggiando tra formazioni di grandi sassi e il bosco s’incontrano le piccole case di solitari monaci e monache, piccoli templi e grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui eseguirono dei ritiri anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale. La valle dello Yarlung è ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet. Un ottimo circuito di visite inizia dal tempio di Tradruk, situato ai bordi della città, con una struttura architettonica simile al Jokhang di Lhasa e la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nel VII secolo; qui sono custodite alcune importanti reliquie. Si procede quindi per il Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re, ed è stato restaurato nel 1982. Ci si reca quindi a visitare i siti di due delle tre grotte di meditazione più venerate di Yarlung, luoghi di qualità eccezionale per gli interessati alle pratiche meditative (per visitare Sheltak, la terza grotta, serve un’intera giornata). La prima, Rechung Phuk, dove si ritirò il primo discepolo di Milarepa, il grande Rechung; il monastero è stato distrutto dai barbari invasori, ma i tibetani hanno ripristinato il tempio all’ingresso della grotta e che conserva oggetti appartenuti al grande mistico. La seconda, Bairo Phuk, il minuscolo eremo utilizzato nell’VIII secolo da Vairochana, uno dei discepoli principali di Guru Padmasambhava. Si prosegue con la visita del monastero di Tangpoche, arrivando infine al sito delle tombe dei re di Yarlung, dove primeggia il grande tumulo di Songtsen Gampo, su cui è stato costruito un piccolo tempio e da cui si ha una stupenda visuale di Riwo Dechen. I tumuli dei re di Yarlung non sono mai stati oggetto di scavi archeologici e non sono stati profanati: la tradizione tramanda che sotto il tempio dedicato a Songtsen Gampo vi siano interrati cinque templi a struttura mandalica, con la salma del grande re posizionata nel tempio centrale e circondata da innumerevoli tesori.
Spiritualità e cultura del Tibet
Viaggio di 20 giorni
Questo itinerario molto completo nel Tibet Classico porta oltre i circuiti solitamente frequentati, cercando un incontro con la realtà più profonda del mondo tibetano, dove la tenacia e la fede della gente ha mantenuto vive le tradizioni e alle opere di ricostruzione si unisce oggi anche il tentativo di recuperare la vocazione spirituale che per secoli ha animato il popolo tibetano. I protagonisti di questa rinascita non cercano nome o fama, vivono spesso solitari nei luoghi di maggior energia spirituale, seguendo l’esempio dei loro maestri. Il viaggio prevede la visita di tutti i luoghi più famosi del Tibet Classico e di molti altri ancora sconosciuti. A Lhasa si alloggia nella città vecchia e si uniscono alle visite classiche della città, delle università monastiche e dei siti adiacenti, delle passeggiate nel circuito sacro del Barkor e nelle affascinanti stradine dei dintorni; si completano le visite con un’escursione a Tsurphu, il monastero sede della scuola Karmakagyu. Si parte quindi per un circuito che porta fino all’altopiano del Ciangtang e poi, dal lago di Nam Tso, arriva a Shigatse. Questa parte richiede 6 notti consecutive di campo: si attraversano zone dove non esiste ancora una presenza turistica. Si visitano l’eremo di Drak Yerpa e i monasteri di Gaden, Drigung Til e Reting toccando anche alcuni interessanti siti meno conosciuti. Oltre Reting si prosegue verso nord attraverso una regione raramente visitata fino allo stupendo lago di Nam Tso, perla dell’altopiano del Ciangtang, dove si sosta per due notti sulla sacra penisola di Tashidor, meta di pellegrinaggi. Dal Nam Tso si prosegue in direzione sud ovest esplorando l’area di Oyuk, importante per l’antica tradizione Bön, dove si pone l’ultimo campo. Giunti a Shigatse, la seconda città per dimensioni del Tibet, ci si immerge nell’imponente Tashilhumpo, il grandioso complesso monastico del Panchen Lama, e quindi si raggiunge il monastero fortezza di Sakya, che tra il 1268 e il 1365 fu anche sede del governo del Tibet, posto a ridosso della catena himalaiana ed ottimamente preservato. Tornando verso est si visitano alcuni antichi monasteri storicamente molto importanti: Nartang, Ngor, Gyengong e Shalu. A Gyantse si sosta due notti per poter gustare appieno l’atmosfera della cittadina più preservata del Tibet centrale. Spostandosi verso Samye si incontrano la magia indimenticabile del lago turchese dello Yamdrok e i monasteri di Ralung, Samding e Mendroling. A Samye, lo stupendo monastero che fu il primo ad essere edificato in Tibet, ci si reca agli storici eremi di Yamalung e Chimpu. Si conclude il viaggio con le visite di Tsetang, la prima capitale del Tibet, dove, tra i siti principali si trova il tempio di Tradruk, della valle di Yarlung, con il Yumbulagang, il primo castello dei re del Tibet, le grotte di meditazione di Rechung e Vairochana, il monastero di Tangpoche e le tombe dei primi re del Tibet. Il viaggio richiede una certa adattabilità perché raggiunge quote elevate e porta in regioni prive di strutture turistiche dove è necessario allestire dei campi per sei notti consecutive. L’attrezzatura è tutta fornita, ad esclusione del sacco a pelo. I campi vengono ben organizzati, con cibo accettabile e assistenti che curano i montaggi delle tende. Il personale di staff è tibetano, sono persone disponibili ma non abituate a servire gli occidentali secondo uno standard europeo. Tutti i trasporti sono effettuati con veicoli privati. Organizzazione del viaggio La descrizione del viaggio riporta solo la parte del programma che si svolge in Tibet; la maggior parte dei viaggiatori arriva in aereo da Katmandu e alcuni dalla Cina. Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari: voli internazionali dall’Italia, voli dal Nepal al Tibet, voli interni in Cina, visite e itinerari in Nepal e Cina, eccetera; nella parte del sito dedicata al Nepal trovate i nostri suggerimenti per questo paese. Amitaba fornisce l’attrezzatura completa per i campi ad esclusione del sacco a pelo; è possibile richiedere una tenda singola. Quando si eseguono i campi il trattamento è sempre in “pensione completa? con possibile richiesta di menu vegetariani; altrimenti la formula è a discrezione del viaggiatore. I viaggi in Tibet prevedono la presenza di una guida tibetana che segue i partecipanti per l’intero percorso e parla la lingua inglese; è anche possibile avere un accompagnatore che parla italiano, in aggiunta alla guida tibetana, se la richiesta viene eseguita con sufficiente anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione, polizze di cancellazione o altro. Sono escluse le mance, le tasse aeroportuali, il costo dei visti e le spese per l’invio di documenti. Per gli aspetti pratici di un viaggio si consiglia di consultare la pagina Viaggiare in Tibet. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Gongsar - Lhasa Arrivo in volo a Gongsar e trasferimento a Lhasa dove ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio tranquillamente, per favorire l’acclimatazione passeggiando nel circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni. 2°g. Lhasa Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa con le visite del Potala, del Norbulingka o palazzo estivo, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante, passeggiando fino al convento di Ani Tshamkhung - dove oggi vivono un’ottantina di monache - e a Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto. 3°g. Lhasa Si visitano le università monastiche negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di stato tibetano che contiene affreschi molto particolari. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove, in una grotta posta ai piedi della roccia sotto le mura rotonde del gompa, meditava nel VII secolo Songtsen Gampo, il re del Tibet. 4°g. Lhasa Escursione a Tsurphu (circa 70 km da Lhasa), il monastero da cui proviene il Karmapa, il giovane monaco capo della scuola Karmakagyu che è fuggito in India. Nella valle di Tsurphu ci si reca anche a Nenang, un monastero posto in posizione panoramica sulla valle. Rientrando a Lhasa arrivati alla valle del Kychu con una deviazione ci si porta a Kyormolung, un interessante sito del XIII secolo dove parte degli affreschi sono sopravvissuti alla rivoluzione culturale. 5°g. Lhasa – Gaden Si lascia Lhasa con tutta l’attrezzatura necessaria per i campi. La prima tappa è all’eremo di Drak Yerpa che si raggiunge con un tragitto di circa 1 ora e mezza. Le grotte di meditazione si trovano in un anfiteatro naturale di rocce chiare. Il re Songtsen Gampo e le sue due regine venivano qui per i loro ritiri spirituali. Nella grotta di Dawa Puk, la Grotta della Luna, Guru Rimpoce fece un ritiro di 7 mesi, e poco lontano nell’anno 1057 in un’altra grotta Atisha dimorò ed insegnò per tre anni. Alcuni monaci ed eremiti sono ora tornati qui: è un luogo che pulsa di storia, interessantissimo da esplorare. Ci si reca poi a Gaden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del Kychu. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali e il grande stupa contiene una reliquia del corpo del grande maestro che fu ritrovata passando tra le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e rovistando anche nella terra. La breve circumambulazione del monte offre splendidi panorami. Il campo viene posto nei pressi del complesso; si potrà così godere dei siti anche il mattino successivo. 6°g. Gaden – Drigung Til Si risale il corso del fiume Kychu fino alla confluenza con lo Zhorong Tsangpo e si segue questo affluente verso nord est; un percorso di circa 110 chilometri, da cui con una breve deviazione si raggiunge il tempio geomantico di Uru Katsel, uno dei 108 costruiti originariamente da Songtsen Gampo nel VII secolo su vari punti che erano ritenuti corrispondere al corpo dell’orchessa del Tibet, in questo caso la spalla destra; per cui il tempio costituisce una sorta di agopuntura mistica del terreno. Quindi, prima di arrivare a Drigung, ci si reca a Uruzhva Lhakhang, dove si trovano degli obelischi del IX secolo. Il monastero di Drigung Til, costruito in posizione panoramica su un monte, fu fondato nel 1179 ed è la sede principale dell’omonima branchia della scuola Kagyu. Nei pressi si trova il cimitero celeste più sacro del Tibet dove quasi ogni giorno vengono alimentati dei grassissimi avvoltoi con i resti smembrati dei morti. Questa tradizione apparentemente cruenta e lontana dal nostro culto dei defunti ha un triplice significato: elimina l’attaccamento dello spirito del deceduto alla sua forma passata evitando di indurlo a trattenersi nello stadio intermedio (bardo) tra le rinascite, regala del cibo agli animali e risparmia il legno, elemento prezioso in molte aree del Tibet. Si pone il campo nella piana sottostante il monastero. 7°g. Drigung Til – Reting Una strada sterrata che serpeggia per valli dove passano pochissimi veicoli porta a Reting, che dista circa 145 chilometri. Questo monastero posto a una quota di 4100 mt. fu fondato da Dromtonpa, il principale discepolo di Atisha, e divenne la sede principale della scuola Kadampa. Tsongkhapa qui ebbe la visione di Atisha e compilò il celebre Lamrim Chenmo, uno dei testi fondamentali tutt’oggi utilizzati da chi pratica gli insegnamenti del buddismo tibetano. L’abate di Reting era importante in Tibet perché poteva essere nominato reggente quando il Dalai Lama era giovane o non ancora rinato. Il monastero è stato in parte restaurato; la posizione è molto bella, si è immersi in una foresta – rarissima in queste zone – di antichi alberi dalle forme bizzarre, dove dei sentieri portano all’eremo di Tsongkhapa e all’eremo femminile; quest’ultimo dista circa 1 ora e mezza di cammino, ma merita di essere visto. Si pone il campo nei pressi del monastero. 8°g. Reting – Nam Tso La strada sterrata prosegue per valli bellissime, dimenticate dal mondo, e si congiunge a nord con la strada principale che collega Lhasa a Golmud. La si segue per un tratto e a Damzung si procede per il passo di Lhachen (5150mt), che si apre sulla distesa turchese del lago salato di Nam Tso. È uno dei luoghi più belli del Tibet, ai bordi meridionali dell’altopiano del Ciangtang, il mondo quasi disabitato e senza confini dei nomadi, vasto quanto un continente con un’altezza media di 4700 metri; il lago si estende per 70 chilometri, sullo sfondo a sud ovest domina l’orizzonte la massa glaciale del Nyenchen. Si pone il campo sulla penisola di Tashidor. 9°g. Nam Tso La penisola di Tashidor si protende nel lago turchese; la si percorre a piedi lungo un sentiero che offre panorami indimenticabili. È un luogo meta di pellegrinaggi, adornato con bandiere di preghiera e quantità infinite di sciarpe rituali. Nelle grotte che circondano Tashidor meditarono, oltre a Guru Rimpoce e a Yeshe Tsogyel, molti importanti maestri tra cui il terzo Karmapa, Rangjung Dorje; vi sono anche dei tempietti e alcuni eremiti sono tornati ad abitare qui. Il tramonto dalla sommità del promontorio che si raggiunge in breve tempo, è indimenticabile. 10°g. Nam Tso – Oyuk Si riattraversa il passo di Lhachen e si percorre la veloce strada che conduce verso Lhasa per un tratto, arrivando al monastero di Yangpachen (dell’ XV secolo, sede degli Zhamarpa). Attraverso il passo di Zhugu (5300 mt) si giunge nella regione di Oyuk, dove Oyuk Gongon è considerato uno dei 108 templi geomantici di Songtsen Gampo. Qui, nei pressi di Jarasa, i devoti hanno individuato la residenza del protettore degli insegnamenti Dzochen, Dorje Lekpa; nell’eremo di Oyuk Chigong visse all’inizio dell’ XI secolo un santo tibetano che si dice essersi smaterializzato nel corpo di luce all’età di 125 anni. Vicino al fiume Tsangpo ai piedi di un monte considerato dimora di una divinità di protezione si trova il monastero Bön di Yungdrungling, uno dei principali centri di questa religione, in buona parte ricostruito; contiene alcune interessanti statue e una serie di mandala dipinti tipici di questa scuola tibetana. Nell’ampia piana alluvionale sottostante si trova un tipico villaggio rurale tibetano. Sistemazione in campo. 11°g. Oyuk – Shigatse Si attraversa il ponte sullo Tsangpo e si risale il corso del fiume arrivando a Shigatse, la seconda città del Tibet. Visita della città vecchia e del grandioso monastero del Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Sistemazione in hotel. 12°g. Shigatse – Sakya Da Shigatse ci si reca verso ovest a Puntsholing per visitare il monastero della scuola Jonangpa e il Chorten costruito nel XIII secolo dal maestro Dolpopa, che fu l’archetipo a cui si ispirarono le costruzioni dei grandi stupa tibetani dei secoli seguenti, come il Kumbum di Gyantse o il grande Chorten di Ralung, quest’ultimo purtroppo obliterato dai cinesi. I luoghi di ritiro di questa valle furono frequentati da grandissimi yogi tibetani e tutt’ora sembrano pulsare della loro presenza. Arrivando verso Lhartse si visita il villaggio originario, posizionato ai bordi della vallata lontano dal brutto paese nuovo edificato lungo la strada che porta in Nepal, dove si trovano alcuni importanti siti. Si arriva quindi a Sakya, dove ci si sistema in guest house. 13°g. Sakya – Shigatse Il monastero di Sakya, fondato nel XIII secolo, fu anche sede del governo del Tibet ai tempi in cui l’omonima scuola ebbe il predominio temporale del paese. È ottimamente preservato, alcuni dicono sia il più bello del Tibet, ed anche il paese si è mantenuto quasi integro; sulla riva orientale del piccolo ma vorticoso fiume si trovano diversi templi e rovine di antiche fortificazioni. Si torna a Shigatse seguendo la strada diretta che proviene dal Nepal; il tragitto, in tutto 150 km, si completa in circa tre ore date le buone condizioni del percorso. Arrivando nel pomeriggio si avrà la possibilità di curiosare tra i negozietti tibetani e di completare la visita della città. Sistemazione in hotel. 14°g. Shigatse – Gyantse Nei pressi di Shigatse si visitano i monasteri di Nartang, che risale al XII secolo e contiene una preziosa raccolta di matrici di legno del Canone Buddista Tibetano e di Ngor, un sito Sakya del XV secolo. Imboccata poi la strada per Gyantse (che dista circa 70 km da Shigatse) con una breve deviazione si visita Gyengong Lhakang, la cui fondazione risale al 997 e contiene un interessante Gonkhang, e ci si porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che preserva affreschi meravigliosi nella penombra di un’antica atmosfera; fu qui che Buton Rimpoce nel XIII secolo editò la versione definitiva del Canone Buddista Tibetano. A Gyantse ci si sistema in hotel. 15°g. Gyantse è la città del Tibet preservata meglio. L’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate includeva 16 collegi appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità" è una struttura costituita da più piani progettati con una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di interpretare la complessa simbologia che qui è rappresentata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti. 16°g. Gyantse – Samye Una breve deviazione conduce al monastero di Ralung, il sito storico principale della scuola Drukpa Kagyu, posto in un magnifico luogo ai piedi di monti glaciali. Fu da qui che lo Shabdrung si diresse nell’attuale Bhutan, fondandovi il sistema politico e religioso che vi permane ancora oggi; lo scenario e le rovine sono impressionanti, e i pochi monaci che sono tornati stanno faticosamente cercando di ricominciare. Valicato lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) lambito dai ghiacciai, si giunge allo specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune superano i 7000 metri, dove con una breve deviazione ci si reca al monastero di Samding, del XII secolo, la cui badessa è considerata una delle donne spiritualmente più elevate del Tibet. Si gode di una visuale indimenticabile anche lasciando il lago dal passo di Gampa (4794 mt), che si apre sulla valle dello Tsangpo. Oltre il passo si segue il corso del fiume fino a Tsetang, sostando per una visita a Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet centrale; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito e ora in buona parte restaurato, conserva interessanti opere d’arte. A Tsetang si attraversa lo Tsangpo e lo si risale fino a Samye, dove si alloggia nella guest house del monastero, posta all’interno del recinto sacro. 17°g. Samye Samye è il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo da Padmasambhava, Guru Rimpoce per i tibetani. Il complesso è posto nei pressi di una zona di belle dune di sabbia nei pressi del fiume Tsangpo; ha una planimetria mandalica al cui centro si erge il tempio principale a più piani, tutti decorati con affreschi e statue, dove ogni giorno vengono recitate le cerimonie di preghiera. Molte delle pitture che ornano il kora all’interno del tempio principale sono originali, mentre i tre piani superiori sono stati interamente ricostruiti, seguendo i dettami dell’iconografia classica tibetana. All’interno del muro di cinta circolare che delimita l’area sacra, ad ogni punto cardinale si trova un tempio, oltre a diversi stupa colorati, e ognuno di questi merita una visita. L’insieme è ben visibile dalla vicina collina del Hepori - luogo ideale per i tramonti, con un tempietto dove la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che qui risiede e la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rinpoce. Nel pomeriggio, una breve escursione porta al villaggio di Nyango, da dove a piedi in circa un’ora si raggiunge l’eremo di Yamalung utilizzato dalle monache per lunghi periodi di ritiro. Fu qui che Guru Rimpoce ebbe la visione del Buddha della Medicina: quel giorno scaturì dalla roccia una fonte d’acqua, un talismano prezioso ancora oggi per la buona salute di chi ne assapora la freschezza. 18°g. Samye – Tsetang Ci si reca al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita delle giovani monache; passeggiando tra formazioni di grandi sassi e il bosco s’incontrano le piccole case di solitari monaci e monache, piccoli templi e grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui eseguirono dei ritiri anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato a ricevere una benedizione da alcuni di questi sereni praticanti. Arrivati a Tsetang, che fu la prima capitale del Tibet, si visitano il convento femminile e il tempio tibetano nella parte vecchia della città e ci si reca al tempio di Tradruk, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nel VII secolo, dove sono custodite alcune importanti reliquie, la cui struttura architettonica è simile al Jokhang di Lhasa. Sistemazione in hotel. 19°g. Tsetang Si risale la valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, iniziando dalla visita del Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re, ed è stato restaurato nel 1982. Ci si reca quindi a visitare due delle grotte di meditazione più venerate di Yarlung. Nella prima, Rechung Phuk, si ritirò il primo discepolo di Milarepa, il grande Rechung; il monastero è stato distrutto dai barbari invasori, ma i tibetani hanno ripristinato il tempio all’ingresso della grotta che conserva oggetti appartenuti al grande mistico. La seconda, Bairo Phuk, è il minuscolo eremo utilizzato nell’VIII secolo da Vairochana, uno dei discepoli principali di Guru Padmasambhava. Si prosegue con la visita del monastero di Tangpoche e arrivando al sito delle tombe dei re di Yarlung, dove primeggia il grande tumulo di Songtsen Gampo, su cui è stato costruito un piccolo tempio e da cui si ha una stupenda visuale di Riwo Dechen, un monastero dove i cinesi non permettono di andare. I tumuli dei re di Yarlung non sono mai stati oggetto di scavi archeologici e non sono stati profanati: la tradizione dice che sotto il tempio dedicato a Songtsen Gampo vi siano interrati cinque templi a struttura mandalica, con la salma del grande re posizionata nel tempio centrale e circondata da innumerevoli tesori. 20°g. Tsetang – Gongsar Partenza in volo da Gongsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa ma che è in effetti più vicino a Tsetang.
Tibet: Trekking su misura
Il vasto altopiano tibetano offre possibilità infinite per gli amanti del trekking, da semplici tragitti di più giorni a vere e proprie spedizioni. Molti sentieri sono legati alle profonde tradizioni spirituali del Tibet, cosa questa bella anche per chi è escursionista e non pellegrino, perché si attraversano luoghi stupendi da un punto di vista naturale che riverberano di qualità sottili, dove spesso si incontrano persone devote e sorridenti, e anche yogi erranti e Maestri spirituali. Spesso si genera così l’eccezionale incontro tra natura, folclore e serenità che ha portato molti di noi ad amare questi territori.  Amitaba ha accumulato un’ampia esperienza organizzando ogni anno diversi viaggi: Alle montagne sacre (specialmente al Kailash, ma anche all’Amnye Machen e al Bön Ri). Percorsi legati alle antiche tradizioni mistiche (con il lago di Lhamo Latso; la Grotta delle Dakini; le grotte di ritiro di Guru Rimpoce e Yeshe Tsogyel, come Drak Yangdzong e Dzong Kumbum). Itinerari di valore escursionistico (come i percorsi tra Ganden e Samye; alla parete di Kangshung all’Everest; o al Nienpo Yurtse). Un ampio insieme di percorsi predisposti a seguito di specifiche richieste di amici viaggiatori, principalmente nelle aree trans himalaiane e nella regione dello Yamdrok Tso; e anche nel Kham e nell’Amdo. TIBET CLASSICO Nel Tibet Classico possiamo distinguere tra la regione a ridosso della catena himalaiana e le parti più interne. Lungo il versante tibetano dell’Himalaia sono schierati 4 colossali montagne che superano gli 8000 metri, da ovest: Shisha Pangma, Cho Oyu, Everest (Chomolungma) e Makalu; oltre a questi famosissimi monti troviamo un’infinità di vette fantastiche, dal Gyachung Khang al Pumori e così via. Vi sono diversi sentieri che ne esplorano le pendici e le valli circostanti; tra tutti, il percorso più bello è forse quello che porta verso la parete est dell’Everest. Più a settentrione si incontrano una miriade di percorsi tra cui uno dei più belli per panorami e contesto è il circuito del lago di Yamdrok Tso. Il più noto è il sentiero che in circa 4 giorni porta dall’università monastica di Ganden nella valle del Kichu, attraverso i passi di Shung e di Chitu, al monastero di Samye sullo Tsangpo. Un altro tragitto, poco frequentato, parte dalla zona del Mi La (Kongpo Ba La) lungo la strada che collega Lhasa a Bayi e in circa 6 giorni giunge verso sud ovest al lago di Lhamo Latso, da dove si può uscire a Chokorgyel o proseguire per il turrito Daklha Gampo, un monte granitico che si affaccia sullo Tsangpo. Alcuni sono attratti dai percorsi in aree più tipicamente nomadiche: per questo nel Tibet Classico tra il meglio che si incontra è il circuito del lago di Nam Tso, che si può seguire anche solo per una parte. Se si prediligono esplorazioni legate alle tradizioni mistiche… c’è l’imbarazzo della scelta: dal kora del Bön Ri ai circuiti che portano a toccare gli eremi più importanti, tra cui il breve (ma non semplice) kora che da Terdrom porta a Kiri Yangdzong (la Grotta delle Dakini) è tra i più interessanti. In questo ambito le scelte dipendono dagli specifici interessi di chi si cimenta e Amitaba sarà lieta di mettere a disposizione degli interessati la propria esperienza. TIBET OCCIDENTALE Il Tibet Occidentale è una regione molto arida dove si erge una delle mete più splendide al mondo, il monte Kailash con le gemme turchesi dei laghi sacri di Manosarovar e Raksal Tal; in merito alle diverse possibilità offerte da questa meta si trovano tutti i dettagli nella pagina Monte Kailash. In aggiunta qui possiamo menzionare il percorso che da Dirapuk, a nord del sacro monte, porta alle fonti del fiume Indo situate un poco più a settentrione. Per gli escursionisti un modo fantastico di arricchire il kora del Kailash è la salita del monte alle spalle del monastero di Gyangdrak che offe una visuale indimenticabile sull’intera zona e sul kora interno.  AMDO La gran parte dell’Amdo è costituita da vaste praterie nomadiche, una regione dove viene quasi istintivo montare a cavallo e seguire le mandrie degli yak! Nelle parti più interne vicino alle fonti del Fiume Giallo si trova l’Amnye Machen, la montagna sacra di quest’area del Tibet considerata la dimora di Machen Poran, la cui effige si trova in gran parte dei monasteri della regione, una potente entità di protezione venerata in particolar modo dai fieri nomadi Golok. Un sentiero ne segue il perimetro valicando dei semplici passi (quote massime intorno ai 4500 mt) e lungo il percorso si trovano alcuni monasteri e diversi cimiteri celesti; la grotta di Machen è situata sul versante sud occidentale. Più ad est si trova un altro importante gruppo di monti, la catena del Nyenpo Yurste, contornata da laghi ai cui margini si vedono le tende dei nomadi; anche qui vi sono molti percorsi, incluso un grande kora del gruppo, che ha anch’esso una valenza sacrale. Proseguendo verso oriente il territorio si corruga sempre di più fino a formare le profonde valli che giungono in Sichuan; il vecchio confine del Tibet seguiva questa barriera naturale e in diversi punti del lembo più orientale dove si trovano i monti più belli sono ora stati costituiti dei parchi nazionali per preservare la bellezza dei luoghi, tra i più importanti Dzitsa Degu e Sertso ad sud est di Dzoghe. KHAM Nel Kham vi sono molti territori pressoché inesplorati, ad esempio la regione della catena del Kawalungring tra lo Yangtse e le valli di Dzochen e Kandze; attualmente per il trekking le aree più usuali, e stupende, si trovano ai margini meridionali e orientali, nei pressi dello storico confine culturale tra Tibet e Cina. A sud est è stato istituito un parco nazionale dove si erge il gruppo del Kawa Karpo, la cui vetta principale è di 6740 mt.; più ad est troviamo poi la regione del Ringsum Gompo, un gruppo di monti che il V Dalai Lama ribattezzò “Dabda Lhari” perché le tre montagne glaciali che si fronteggiano come fossero un treppiede, ciascuna che si specchia su un lago, per i devoti sono una manifestazione di tre dei Bodhisattva principali: Chenrezi (6032 mt) a nord, Jampeyang (5958 mt) a sud e Chakna Dorje (anch’esso di 5958 mt) a est. La zona è ricca di fauna selvatica, e ora qui è stato istituito un parco naturale per preservarla. Ancora più ad est, ai bordi del Tibet storico, si erge poi il massiccio più impressionante, la catena del Minyak Rabgang, una selva di monti che si estende per 290 kmq con circa 20 vette che superano i 6000 metri di quota, il cui apice è il Minyak Gangkar, un massiccio di rocce granitiche che si staglia a ben 7556 mt. Infine, a nord ovest di questo paradiso naturale troviamo lo Zhara Lhatse (5820 mt), considerato il trono del protettore locale, attorno a cui vivono molti nomadi di stirpe Golok.