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MYANMAR

Il Myanmar ci accoglie con importanti ed esteticamente accattivanti siti storici ed una natura tropicale molto bella che ospita stili di vita ed abitudini molto diversi, con un importante punto in comune: la meravigliosa pacatezza delle persone, che manifesta una serenità difficile da comprendere quando i mezzi materiali sono a volte così scarsi. L’incontro con il sorriso di un popolo che è composto da oltre 40 diverse etnie è quanto spesso resta più fortemente scolpito nel visitatore, oltre al piacere di visitare siti impareggiabili: dall’immortale Bagan, da Mandalay, Yangon ed i siti rupestri di Powintaung e Pindaya alle dimenticate pagode di Kakku, Indein e Mrauk-U fino al bucolico mondo sospeso dal tempo del lago di Inle, che fa innamorare tutti coloro che ne navigano le acque.

Amitaba in Myanmar organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario viaggi. Per ulteriori percorsi a cui potersi ispirare si può consultare lo Storico viaggi, dove sono raccolti molti degli itinerari che sono stati effettuati.
I servizi disponibili sono di buona qualità ed un viaggio in Myanmar non richiede particolari doti di adattabilità

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

Conoscere il Myanmar (ex Birmania)
Viaggio di 12 giorni
Questo tour del Myanmar inizia da Yangon (nota anche come Rangoon) con la visita della città e della grandiosa pagoda di Shwedagon. Si vola quindi a Heho, nella regione centrale del Paese, avvicinando lo spirito contemplativo birmano a Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; si vedranno anche due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento tipica del buddismo theravada. Al lago di Inle si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate abilità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto fatto con la fibra ricavata dagli steli del fiore di loto. Oltre ai templi e ai mercati sulle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla.   Bagan Yangon, Shwedagon Lago di Inle Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si segue quindi il fiume con una comoda barca (dotata di servizi e dove si pranza a bordo) arrivando così nel modo più romantico all’immortale sito di Bagan. Qui sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Si rientra da qui in volo a Yangon e quindi in Italia. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   Mandalay, Sagaing Giovane monaco birmano Grotte di Pindaya   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.     Partenza per il Myanmar (Birmania)   2°g.     Arrivo a Yangon   Arrivo a Yangon al mattino presto. Si inizia la giornata con una visita generale della città; dopo pranzo sistemazione in albergo e proseguimento delle visite. Ci si reca alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove numerosi devoti si dedicano alle proprie preghiere. 3°g.     Yangon – Heho – Pindaya   Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. 4°g.      Pindaya – Lago di Inle   Si parte per Inle, fermandosi nei pressi del lago al monastero di Shweyan Pyay. Si esplora il lago: lungo 22 km e largo 11, è una perla di bellezza naturale. Vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con gli steli dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Ci si sposta in barca muovendosi tra orti galleggianti, siti e villaggi con i pescatori che conducono le piccole barche con maestria muovendo un remo con la gamba. Tra i diversi luoghi che si visitano tra la giornata di oggi e di domani vi sono il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano, e la pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 veneratissime statue d’oro oggetto dell’annuale festival del lago. 5°g.      Lago di Inle   Si prosegue l’esplorazione di Inle e navigando lungo i canali sul bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima a un colle a cui si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. 6°g.      Lago di Inle – Heho – Mandalay   Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe, si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio si iniziano le visite con Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era una reggia. Quindi con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. 7°g.     Mandalay   Questa ricca giornata inizia con la visita del veneratissimo tempio buddista di Mahamuni. Ci si reca quindi alla vicina Amarapura dove è situato il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Nei pressi si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri. Ci prosegue per l’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume; è considerata il centro spirituale del paese: vivono qui circa 3000 monaci e si vi sono un centinaio di centri di meditazione. Ci si sposta quindi ad Ava (o Inwa), che è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni; qui tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Rientrati in città se si dispone di tempo sufficiente si sale sulla collina di Mandalay per ammirare il tramonto. 8°g.      Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista circa 112 km, un viaggio che richiede quasi 4 ore. Vi si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare. Per recarsi alle grotte di Powintaung si prende un traghetto per la sponda opposta del fiume Chinwin (circa 20 minuti) e con dei pick up locali si prosegue per circa 45 min arrivando alle grotte. Qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 9°g.      Monywa – Myin Mu e crociera per Bagan   Si raggiunge con circa un’ora di guida il porticciolo fluviale di Myin Mu, dove ci si imbarca per Bagan. La crociera inizia intorno alle 10 del mattino e l’arrivo è previsto verso le 16.30; gli orari sono indicativi, possono variare in funzione del livello dell’acqua nel fiume. 10°g.  Bagan   Si dedica la giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy; è molto interessante anche recarsi al mercato locale. Si gode il tramonto da una barca sul fiume. 11°g.   Bagan – Yangon   Si utilizza la mattina per completare le visite a Bagan; nel pomeriggio ci si imbarca sul volo per Yangon. 12°g.   Rientro in Italia    
Myanmar: Il Paese del sorriso
Viaggio di 13 - 17 giorni
L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i suoi tipici palazzi in stile coloniale. Si parte quindi in volo per Mandalay dove ci si immerge nelle visite di questa antica capitale e di Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni risiede la maggior parte dei monaci birmani e si trovano stupendi templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Dopo un’approfondita visita, estesa anche al villaggio di Phwarsaw, si parte in volo per Heho raggiungendo le “grotte dei mille Buddha” a Pindaya.   Pindaya Lago di Inle Indein   Da qui si prosegue per Taunggyi, si visita Kakku, uno stupefacente sito che raccoglie innumerevoli stupa, e si continua per il lago di Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Si esplora a fondo questo splendido specchio d’acqua con un percorso che include siti di raro fascino: Indein, Taung To e il remoto villaggio di Sanghar, che si raggiunge navigando con le piroghe lungo un fiume. Si torna quindi in volo a Yangon dove si completano le visite della città e ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Per chi non segue le estensioni, volo di rientro. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   Monachelli birmani Orchidea Inle, "donna giraffa" Meditazione in Birmania La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita. Dove Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa nuova sede è particolarmente adatta in quanto ubicata in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte ubicate tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne. La pratica Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal… costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘costo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.   Yangon, Shwedagon Mingun Indein   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.   Partenza per Yangon in Myanmar 2°g.   Arrivo a Yangon Arrivo a Yangon, sistemazione e visita della città con i tanti edifici in stile coloniale nella zona centrale, il tempio di  Chauk Htut Gyi con la grande statua del Buddha reclinato, la zona cinese e in serata la pagoda di Botataung. 3°g.   Yangon – Mandalay Al mattino si parte in volo per Mandalay, situata circa 600 km più a nord. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. 4°g.   Mandalay - Monywa La cittadina di Monywa dista 112 km verso est, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 5°g.    Monywa – Pakokku - Bagan   Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge quindi a Bagan. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. Si iniziano le visite, l’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 6°g.    Bagan Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Ci si reca al villaggio di Phwarsaw e per il tramonto si raggiunge una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. 7°g.    Bagan – Heho - Pindaya – Taunggyi Si parte in volo per Heho, una località situata più ad est nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (40 km), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Dopo la visita si torna verso Heho e si prosegue per Taunggyi (68 km da Pindaya). 8°g.   Taunggyi – Kakku – Lago di Inle Trasferimento a Kakku, che dista 46 km a sud, un sito che custodisce un numero incredibile di Stupa (circa 2200!) edificati nel XVII secolo; all’intorno si vedono dei bei viillaggi ed alcune pagode rupestri. Si rientra a Taungyyi e si prosegue per il villaggio di Nyaung Shwe (30 km), sulle rive del lago Inle. Si sosta poi per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. 9°g.   Lago di Inle, Indein Inle è interessantissimo da esplorare con la barca: sul lago si trovano 17 villaggi con molti templi costruiti su palafitte. Tra i diversi siti meritevoli di particolare nota, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. L’industriosa gente che popola Inle ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare, oltre ad aver sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Nel pomeriggio, navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago, ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. 10°g.    Lago di Inle, Sanghar Si parte in barca attraversando il lago di Inle fino alla sponda meridionale; qui si sosta a visitare il sito di Taung To dove su di un colle si trovano centinaia di stupa costruiti nel XVII secolo, di cui solo alcuni restaurati. Si continua per il villaggio di Sanghar, un luogo che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan, che dista circa 40 km dall’hotel; la navigazione è interessantissima e dura circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Oltre il lago si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, sulla cui sponda orientale si trova Sanghar; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà anche una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca. 11°g.   Lago di Inle – Heho – Yangon Si parte con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove ci si imbarca sul volo per Yangon. Nel pomeriggio si visitano il monastero di Kalaywa Tawya e il parco dove vi è il venerato elefante bianco. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Per chi rientra 12°g.    Yangon e volo di rientro Ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Trasferimento in aeroporto e partenza per l'Italia. 13°g.   Arrivo a destinazione   Per chi prosegue, opzione relax al mare tropicale (NB: la durata del soggiorno può essere estesa a piacere; e si possono seguire entrambe le opzioni) 12°g.    Yangon – Ngapali   Dopo un'ultima visita a Yangon, si parte in volo per Ngapali. 13°g. – 15°g.   Ngapali   Soggiorno di relax. 16°g.    Ngapali – Yangon e volo di rientro   Si parte in volo per Yangon in mattinata e poi ci si imbarca per l'Italia. 17°g.    Arrivo a destinazione   Per chi prosegue, esperienza di meditazione birmana 12°g.    Yangon – Hmawbi (Centro Chanmyay Yeiktha)   Ci si reca al centro Chanmyay Yeiktha di Yangon per effettuare la registrazione, quindi ci si trasferisce presso il centro di meditazione, a circa 45 km dalla città. 13°g. – 15°g. Chanmyay Yeiktha   Pratiche di meditazione. 16°g.    Hmawbi  - Yangon e volo di rientro   Si rientra a Yangon in mattinata; si avrà del tempo per fare acquisti o per un'ultima visita alla città. Volo per l'Italia. 17°g.   Arrivo a destinazione
Myanmar: Mrauk U e Birmania classica
Viaggio di 14 - 18 giorni
Amitaba suggerisce questo itinerario con l’obiettivo di realizzare una visita completa, che porti ad avvicinare un po’ a fondo questo straordinario paese abitato da un popolo sorridente, che trasmette un grande senso di cordialità e infonde al visitatore un sereno senso di pace. L’itinerario spazia dai luoghi giustamente famosi per qualità artistica e importanza storica ai siti più cari alla cultura della popolazione. Abbiamo incluso nel tour un sito fantastico raramente toccato dal turismo: l’antica capitale di Mrauk U, un luogo di estremo interesse che rivaleggia per fascino con Bagan, che si raggiunge in barca risalendo il fiume Kaladan da Sittwe, immersi in un ambiente naturale di bellezza poetica.   Yangon, Shwedagon Monte Popa Verso Mrauk U   Il viaggio inizia da Yangon (nota anche come Rangoon) con la visita della grandiosa pagoda di Shwedagon. Si lascia la capitale volando a Heho, nella regione centrale del Paese, avvicinando lo spirito contemplativo birmano a Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; si vedranno anche due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento tipica del buddismo theravada. Al lago di Inle si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate abilità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto fatto con la fibra ricavata dagli steli del fiore di loto. Oltre ai templi e ai mercati sulle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indein, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Amarapura, Sagaing e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay si raggiunge il monte Popa, centro animista principale della Birmania, che ci avvicina alle radici culturali del paese: su di un quiescente vulcano risiedono le entità maggiormente venerate dei potenti spiriti Nat, accudite da sacerdoti che sono i maestri di questo antichissimo culto. Si prosegue per la vicina Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Completa il tour l’esplorazione di Mrauk U, che dona la peculiare sensazione di un mondo bello ed armonioso abbandonato dagli uomini, dove l’antico e la natura formano una nuova simbiosi. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   Set Set Yo Orchidea Ngapali Meditazione in Birmania La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita. Dove Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa nuova sede è particolarmente adatta in quanto ubicata in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte ubicate tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne. La pratica Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal… costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘costo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, né deve, essere venduto.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Partenza per il Myanmar (Birmania)   2°g.  Arrivo a Yangon   Arrivo a Yangon e sistemazione in albergo. Dopo il pranzo si visita la città e la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere. 3°g.  Yangon – Heho – Pindaya – Lago di Inle   Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si parte quindi per Inle, fermandosi sul percorso al monastero di Shweyanpay, un luogo molto speciale; dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago. 4°g.  Lago di Inle   Giornata dedicata all’esplorazione con la barca del lago di Inle, lungo 22 km e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con gli steli dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura ed i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. 5°g. Lago di Inle   Navigando lungo i canali sul bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle a cui si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. Ci si reca alla pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 veneratissime statue d’oro oggetto dell’annuale festival del lago. 6°g. Lago d Inle – Heho – Mandalay   Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio si iniziano le visite con l’importantissimo sito buddista di Mahamuni e con lo Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era una reggia. 7°g. Mandalay   Ci si reca nei pressi della città ad Amarapura dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi si trova il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Ci si reca quindi all’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume; è considerata il centro spirituale del paese con circa 3000 monaci e un centinaio di centri di meditazione. Nel pomeriggio con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. 8°g. Madalay – Monte Popa – Set Set Yo - Bagan Si lascia Mandalay per Monte Popa, che dista 190 km (circa 3 ore e mezzo di guida). Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure non lontano da Bagan è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una lunga scalinata che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono dei pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti con cui si evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si prosegue il viaggio per Bagan; sul percorso con una deviazione su strada sterrata di circa 40 min., che si percorre utilizzando dei mezzi locali, si raggiunge Set Set Yo, un villaggio dove anche i giovani sono ancora agghindati con le acconciature tradizionali. Si rientra quindi sulla strada principale e si continua per Bagan. 9°g. Bagan   Si dedica l’intera giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti; è anche molto interessante recarsi al mercato locale. Si vede il tramonto da una barca sul fiume Irrawaddy. 10°g. Bagan – Yangon – Sittwe – Mrauk U   Ci si imbarca sul volo per Yangon da dove si riparte sempre in volo per Sittwe. Da questa cittadina portuale posta alla foce del fiume Kaladan ci si imbarca su di un vascello privato per risalire le acque fluviali fino a Mrauk U; si naviga in un ambiente naturale rigoglioso e tranquillo risalendo la corrente impiegando circa 5 ore. 11°g. Mrauk U   Giornata dedicata alla visita del sito. Situata tra il fiume e colline rigogliose Mrauk U, fondata nel XV secolo, è stata il centro di un potente regno che per secoli dominò il Golfo del Bengala grazie ad una grande flotta che poteva giungere fin qui risalendone le acque. Vi si contano una sessantina di templi principali, tra cui spicca per bellezza il Shittaung, chiamato il ‘Tempio delle 80.000 immagini’, edificato nel 1535. Per chi rientra 12°g.  Mrauk U – Sittwe – Yangon   Tornati con il battello privato a Sittwe, ci si imbarca sul volo per Yangon. 13°g. Yangon e partenza   Ci si reca in aeroporto per l'imbarco sul volo internazionale. 14°g. Arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione ‘Mare Tropicale’ (NB: la durata del soggiorno può essere estesa a piacere; e si possono seguire entrambe le opzioni) 12°g.  Mrauk U – Sittwe – Thandwe – Ngapali   Tornati con il battello privato a Sittwe, ci si imbarca sul volo per Thandwe. Con pochi minuti di guida si arriva alla spiaggia di Ngapali, considerata forse la più bella della Birmania. 13°g. – 16°g. Ngapali   Giornate di relax a Ngapali. 17°g.  Ngapali – Thandwe – Yangon e partenza   Ci si reca in mattinata al vicinissimo aeroporto di Thandwe per imbarcarsi sul volo per Yangon. A Yangon si prosegue il viaggio con il volo internazionale. 18°g.    Arrivo a destinazione Per chi prosegue, esperienza di meditazione birmana 12°g.    Yangon – Hmawbi (Centro Chanmyay Yeiktha)   Ci si reca al centro Chanmyay Yeiktha di Yangon per effettuare la registrazione, quindi ci si trasferisce presso il centro di meditazione, a circa 45 km dalla città. 13°g. – 16°g. Chanmyay Yeiktha   Pratiche di meditazione. 17°g.    Hmawbi  - Yangon e volo di rientro   Si rientra a Yangon in mattinata; si avrà del tempo per fare acquisti o per un'ultima visita alla città. Volo per l'Italia. 18°g.   Arrivo a destinazione
Myanmar: Il mondo meraviglioso della Birmania
Viaggio di 16 giorni
L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i tipici palazzi in stile coloniale e la grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese, e un’escursione di due giorni all’antica città di Bago e Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro (la “Roccia d’oro”) e circondato dai templi, è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un monte da dove la visuale spazia su di un vasto orizzonte di natura incontaminata. Si procede in volo per Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava, Amarapura e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Da qui ci si sposta in volo a Heho, raggiungendo prima Pindaya e quindi il lago di Inle, un luogo che da molti viaggiatori è considerato il vero gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Lo si esplora a fondo, con un percorso molto ricco che porta anche a Indein e al remoto villaggio di Sanghar. Si torna quindi in volo a Yangon dove si completano le visite della città prima del rientro. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   Mandalay Bagan Grotte di Pindaya   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Partenza per Myanmar    2°g.    Arrivo a Yangon   Arrivo a Yangon, la ex-capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon. Si inizia con un giro della città con i tanti edifici in stile coloniale e si visitano l’antica pagoda di Sule, il Monument Park, la chiesa di Emanuele e ci si reca al piccolo mercato locale della verdura completando con il classico Strand Hotel. Completa questa ricca giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. 3°g.    Yangon– Kyaiktiyo (Golden Rock)   Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, verso zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. È un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine (il monte ha un’altezza di 1100 mt). Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. 4°g.    Kyaiktiyo – Bago – Yangon   Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trovano la pagoda di Shwemawdaw, che è la più alta della Birmania (114 metri) e che contiene delle reliquie del Buddha, la statua del Buddha reclinato di Shwethalyaung e il palazzo di Kanbawzathadi. Tempo permettendo, si sosterà poi al cimitero di guerra di Htauk Kyant, dove giacciono i resti di 27.000 soldati delle truppe alleate caduti durante il secondo conflitto mondiale. 5°g.    Yangon – Mandalay   Volo per Mandalay. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca direttamente ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati dai cavalli. Si vedono tre monasteri, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, e molto belli anche lo Yadanar Simi Temple e il Mae Nu Brick. Dopo pranzo si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Ci si reca quindi nei pressi della città ad Amarapura, con una sosta per visitare l'industria della tessitura della seta. Qui si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi vi è il grande monastero di Mahagandayon. 6°g.    Mandalay   Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il “Libro più grande del mondo”. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. 7°g.    Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista 112 km, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 8°g.    Monywa – Bagan   Si percorrono con circa 4 ore di automobile i 120 chilometri che separano Monywa e Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utlizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida si giunge a Bagan, che è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 9°g. – 10°g. Bagan   Nel corso di queste due giornate si effettua una visita completa di Bagan. Citando i siti principali, si vedono la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak. Poi anche i templi e le pagode di Munuhar, Nan Pha Yar, Mya Zay Di, Myin Ka Bar Gu Pyauk Gyi, ecc. Si avrà anche tempo per una digressione profana quanto interessante presso l’industria locale di lacche, ci si reca al mercato locale di Myinkabar a Bagan e, se lo si desidera, si potrà percorre col calesse le stradine tra le centinaia di pagode di questo sito immortale. Si godono i tramonti da diversi punti particolari e una sera non si potrà mancare la pagoda di Buu, posta sulle rive del fiume, frequentata dai pellegrini birmani. 11°g.    Bagan - Heho – Pindaya   Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (circa un’ora e mezza di guida), una graziosa cittadina dello stato di Shan un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale sono state poste nel corso dei secoli oltre 8000 immagini del Buddha. In un vicino villaggio si potrà visitare una fabbrica di ombrelli di carta. 12°g.    Pindaya - Lago di Inle, Indein   Si torna verso Heho, proseguendo poi per circa 30 km fino al villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago Inle. Si esplora con la barca il lago, lungo 22 chilometri e largo 11 adagiato a 800 mt di altitudine, una perla di bellezza naturale e animato dai pescatori che, abilmente, utilizzano le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba: una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Sul lago si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono anche interessanti pagode; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno sotto cui sostano e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. 13°g.    Lago di Inle, Sanghar   Si parte in barca per il villaggio di Sanghar che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan; dista circa 40 km, un viaggio stupendo che dura circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Si attraversa il lago di Inle fino alla sponda meridionale da dove si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, creato con la costruzione di un’antica diga, sulla cui sponda orientale si trova Sangha; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra in barca. 14°g.    Lago di Inle – Heho – Yangon   Si torna con la barca al villaggio di Nyaung Shwe per riprendere il pulmino per l’aeroporto di Heho per imbarcarsi sul volo per Yangon. Sul percorso si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Giunti a Yangon ci si reca al monastero di Kalaywatawya, dove migliaia di monaci novizi apprendono i precetti buddisti. Nel pomeriggio si utilizza il treno locale per fare un circuito della città fino alla stazione di Danyin Gone. 15°g.    Yangon e volo di rientro   Sveglia all’alba per visita al mercato del pesce e poi visita del parco di Kyauktawgyi dove su uno specchio d’acqua galleggia la Karaweik Hall, una grande chiatta dorata la cui prua rappresenta due creature mitiche dalla testa di uccello; ci si reca quindi a vedere una colossale statua di Buddha reclinato lunga ben 70 metri e la pagoda di Chauk Htut Gyi, compresa in un esteso complesso monastico. Trasferimento in aeroporto e volo per l’Italia. 16°g.    Arrivo a destinazione