ETIOPIA: Valle dell'Omo, a casa degli Hamer

Viaggio in collaborazione con TerraFerma

Data partenza:15/10/2020
Data ritorno:25/10/2020
Durata:10 giorni
GuidaGiovanni Miceli
partecipantimassimo 12

Sintesi del viaggio

Il viaggio porta nel meridione dell’Etiopia attraverso le regioni dei laghi del Rift arrivando nella Valle dell’Omo, dove si vive per alcuni giorni con l’etnia degli Hamer. Offre un magnifico incontro con l’ultima Africa; ci si immerge in una terra magnifica, aspra e polverosa ma ricca di umanità, di cultura e tradizioni. Un tuffo nel passato dove il tempo è scandito dalla luce e dal buio, per vivere insieme le emozioni che la gente qui è capace di trasmettere.

LE TAPPE

1 Addis Abeba
2 Sodo
3 Arba Minch
4 Jinka
5 Turmi
6 Parco nazionale di Mago
7 Turmi
8 Arba Minch
9 Addis Abeba

Presentazione del viaggio

In Etiopia si parlano 86 lingue e si contano circa 80 etnie, 45 delle quali distribuite nella mitica Valle dell’Omo. È un impressionante miscuglio di etnie, di contraddizioni, di usi e costumi che ci fanno tornare alle origini dell’uomo; non è un caso che in questa terra primordiale siano stati rinvenuti i resti di “Lucy”, l’ominide più antico, che risale a 3 milioni e mezzo di anni fa. Nei villaggi Hamer, Mursi, Dorze, Konso e Banna non c’è elettricità e non c’è acqua corrente. La vita è basata sull’agricoltura e sull’allevamento, anche se in passato la prima fonte di sostentamento era la caccia.

Il viaggio offre il privilegio unico di vivere a contatto diretto con gli Hamer nei villaggi di Arna e Labella, trascorrendo con loro la giornata nel suo fluire, potendo così apprezzare e forse un poco capire quanta distanza ci separa dal loro mondo semplice, ma pur sempre organizzato. Raggiungere il pozzo per raccogliere l’acqua, recarsi al mercato per vendere o acquistare i prodotti che questa terra produce, preparare da mangiare sul fuoco e trovare nella natura tutto quello di cui l'uomo necessita. Poi ci sono i bambini. L’Etiopia è un paese di bambini, le famiglie hanno una media di otto figli ed è per questo che incontreremo bambini ovunque.

Le emozioni che si vivono giorno per giorno saranno la migliore ricompensa alle fatiche che il viaggio potrà richiedere. La zona di Etiopia che si esplora è un mondo sperduto, dimenticato dalla storia; il nostro obiettivo sarà di avvicinarci alla gente in punta dei piedi cercando di cogliere il senso più profondo anche attraverso i loro riti e le cerimonie, così distanti dal nostro modo di pensare

Guida il viaggio Giovanni Miceli; sono previsti al massimo 12 partecipanti.

LA GUIDA

Accompagna il viaggio Giovanni Miceli, milanese di nascita ed Etiope nel cuore: questo Paese per lui oggi è la seconda casa, dove ha fondato la Onlus Barjo Imè per aiutare la popolazione Hamer che abita la Valle dell’Omo. Giovanni ha una grande esperienza di guida turistica culturale in Etiopia, esperto sia dal punto culturale che naturalistico.

ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO: IN COLLABORAZIONE CON TERRAFERMA

L’organizzazione del viaggio è curata da TerraFerma, di cui Giovanni Miceli è un fondatore. La collaborazione tra Amitaba e TerraFerma è nata, oltre che per la simpatia reciproca, da una condivisione del modo che abbiamo  di comprendere cosa possa significare il ‘viaggio’, un momento che ha grande valore per la vita di ciascuno e può anche diventare un’esperienza di approfondimento della conoscenza del mondo in cui viviamo. A questo spirito TerraFerma unisce un’ottima capacità organizzativa e dispone di ottimi contatti che rendono il viaggio molto vicino alla realtà locale: si avrà infatti l’opportunità di vivere per tre giorni in un villaggio Hamer utilizzando un campo tendato. È quindi richiesto un certo spirito di adattamento.

NOTA TECNICA

Il clima nella seconda metà di ottobre è caldo umido. Ad Addis Abeba, che si trova a 2.355 metri di altezza, le giornate sono tiepide e le notti fresche; man mano che ci si sposta verso sud scendendo di quota, la temperatura aumenta fino a raggiungere picchi massimi di 35 – 40 gradi nella piana dell'Omo. Gli spostamenti vengono effettuati con jeep tipo Land Cruiser 4x4 da 3 o 4 posti più l'autista su strade asfaltate, sterrate o piste non sempre in buone condizioni. La cucina tradizionale etiope è a base di carne di capra, ma si riuscirà a sfamare anche i vegetariani; sicuramente un viaggio in Etiopia non sarà ricordato per l’ottima qualità del cibo! Durante le quattro notti di campo tendato saranno la guida ed un nostro cuoco ad occuparsi della cucina, che per ragioni sanitarie sarà molto semplice ed essenziale: riso, vegetali cotti, scatolame, frutta. Si dispone di un grande gazebo fisso col tetto in paglia con tavoli e sedie per i pasti; vengono fornite tende, materassini e coperte; può essere utile avere un proprio sacco a pelo e/o un sacco lenzuolo ed anche un cuscino. Si ha  adisposizione una tenda doccia e viene posizionata una tenda gabinetto lontana dalle tende.

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Giovedì 15 ottobre, partenza per Addis Abeba
Per raggiungere Addis Abeba si utilizza il volo Ethiopian con partenza da Milano Malpensa è alle 21.15.

2°g. 16/10 Addis Abeba – Sodo
Dopo uno scalo tecnico a Roma, l’arrivo ad Addis Abeba è alle 7.25 (per gli orari di altri collegamenti contattare Amitaba) dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio; la quota qui è di 2355 mt. Dopo colazione partenza con le jeep in direzione sud per Sodo; si attraversa la zona di etnia Oromo passando per Butajira lasciandoci alle spalle le cittadine e la cintura industriale di Addis. In questa zona si coltivano sorgo, teff, orzo e altri cereali; l regione è considerata il polmone agricolo dell'Etiopia. Arrivo a Sodo in prima serata e pernottamento allo Zeleke Hotel o similare; la tappa è di 310 km.

3°g. 17/10 Sodo - Arba Minch
Partenza di primo mattino attraversando le regioni abitate dai Guraghe e dai Wolayta. L'area ad est del fiume Gibe per centinaia di anni è stata la patria di uno dei più notevoli e laboriosi popoli dell'Etiopia: i Guraghe. I popoli Wolayta si differenziano dai loro vicini sia per la pelle più chiara e lineamenti regolari sia per la bassa statura che li caratterizza. Sono famosi per la coltivazione della falsa banana e la costruzione di particolari case, capanne di grandi dimensioni che hanno la forma di alveare, con uno o più uova di struzzo poste sulla sommità del tetto quale simbolo di fertilità. Sono inoltre ammirati per essere anche abili tessitori.
All'arrivo ad Arba Minch (122 km, circa 2 ore), la città delle "40 sorgenti", escursione al Netcisar National Park, considerato tra i più belli d’Etiopia, rifugio degli endemici Swaynes Hartbeest. L’habitat è molto vario e comprende tratti di savana, boscaglia e foreste che hanno un inestimabile valore in biodiversità. Il Parco fu realizzato per proteggere una specie di antilope piuttosto rara (Alcephalus Buselaphus Swaynei), di  grandi dimensioni e dal mantello color cioccolato, che arriva a pesare fino a 250 kg. Il Parco comprende anche il cosiddetto “Ponte del Paradiso”, o “Ponte di Dio”: si tratta di uno stretto corridoio collinare ricoperto da foresta che divide il lago Chamo dal lago Abaya, i laghi più grandi della Rift Valley in territorio etiope. I due laghi si differenziano per il colore delle acque, quelle del lago Chamo sono di tonalità sul blu, quelle del lago Abaya color rame. La foresta del Ponte del Paradiso è l’habitat di numerosi animali e sulla cima di un colle vi è un bellissimo punto panoramico. La zona migliore per avvistare gli animali è la savana; qui si possono vedere antilopi, dik dik, iene, zebre, facoceri, babbuini, più difficilmente si possono avvistare licaoni, leopardi, sciacalli. Lungo le sponde del lago è facile avvistare i coccodrilli giganti che arrivano a misurare fino ad 6 metri di lunghezza, e si contano circa 300 specie di uccelli. Nel pomeriggio escursione in barca sul lago Chamo, a circa 1200 metri di altitudine, dove potremo comodamente osservare dalla barca, tra le canne mosse dalla brezza del vento e dal moto ondoso, enormi ed impressionanti coccodrilli, tra i più lunghi dell’Africa, ippopotami, e infinite specie di uccelli. Cena  e pernottamento al Swaynes Lodge.

4°g. 18/10 Arba Minch – Jinka
Partenza per il villaggio di Chencha, situato 36 km a nord di Arba Minch ad un’altitudine di 2600 mt sul gruppo montuoso del Guge, che raggiunge nei picchi più elevati i 4.200 metri di altezza. Questa è la dimora dei Dorze, una popolazione di agricoltori appartenenti al gruppo linguistico ometo, conosciuti anche per gli indumenti di cotone che confezionano con maestria. Singolare ed elaborata è la struttura delle loro capanne, a forma di obice, sono alte anche 15 metri e costruite con bambù intrecciato montato su una struttura portante, anch’essa di canna di bambù, e rivestite di foglie di ensete, una pianta tipica dell’altopiano etiope, simile al banano. Il territorio abitato dai Dorze anticamente era ricoperto dalla foresta tropicale, ha nel tempo cambiato aspetto; grazie al loro tenace lavoro, vaste zone sono state terrazzate così da favorire l’agricoltura. Nonostante ciò non si ha l’impressione che qui la natura sia stata addomesticata, anzi, la vegetazione è ancora così lussureggiante che chiude ogni visuale.
Si rientra quindi ad Arba Minch e si parte per Jinka; si procede inizialmente verso sud per Ghidole e quindi si punta ad ovest, oltrepassando i monti ed addentrandosi nella regione delle etnie Konso, Derase, Tsemay, Ari e Benna. Jinka è un crocevia di grande importanza per tutta quest’area, con il centro segnato da un’ampia piazza in terra rossa dove, sul lato settentrionale sotto i portici, si trovano alcuni negozi di sarti che lavorano ancora con vecchie macchine da cucire Singer. Cena e pernottamento in hotel a Jinka; la tappa è di circa 6 ore.

5°g. 19/10 Jinka – Turmi (Villaggio Hamer di Arna)
Si raggiunge il Mago National Park, che comprende le terre dalla natura selvaggia e senza confini che si estendono ad est del fiume Omo; è formato principalmente da savana aperta e arbustiva con ampie zone forestali intono ai corsi d’acqua. È stato istituito per proteggere un gran numero di animali come bufali, giraffe ed elefanti. Tipici di questo habitat secco sono gli uccelli, in particolare: otarde, tessitori, storni, uccelli del corno ed i martin pescatore che si nutrono lungo il fiume Neri. Questa zona fu esplorata solo un centinaio d’anni fa da Vittorio Bottego e da allora è rimasta pressoché intatta; le popolazioni che la abitano vivono isolate dal mondo conservando arcaiche tradizioni fuori dal tempo, molto lontane dal nostro mondo. Si visitano le popolazioni Mursi che occupano vaste aree del Mago e sono probabilmente la tribù più ammirata della Valle dell’Omo meridionale. Le loro capanne vengono realizzate con paglia e frasche adagiate su una solida struttura di legno, all’interno vi convive l’intera famiglia composta da più generazioni. I Mursi, come da consuetudine diffusa tra le popolazioni della bassa valle dell’Omo, hanno un amore morboso per la cura del proprio corpo che si concretizza nel deformare il labbro inferiore con l’introduzione del piattello labiale, la cui grandezza determina la bellezza e la desiderabilità di una donna. Gli antropologi sostengono che questa antica arte corporale sia nata per rendere la donna ripugnante e toglierle il valore venale causato dal commercio degli schiavi. L’abito tradizionale, formato da una lunga pelle di animale annodata sopra la spalla destra, è l’unico indumento indossato dalle donne. Nel pomeriggio si rientra a Jinka per proseguire verso Turmi, patria del popolo Hamer: di indole pacifica e solidale, conta circa 65.000 persone divise per clan, ognuno con particolari tabù e regole da rispettare. Il comando della tribù è gestito da un consiglio che riunisce i capi dei vari clan al quale spetta ogni decisione. Quale inconfondibile distintivo sociale la donna Hamer indossa il bignerè, collare di ferro che viene portato per tutta la vita, vesti di capra impreziosite da conchiglie e sfoggiano acconciature a caschetto formate da sottili treccine impastate con polvere d’argilla, burro o grasso animale. Cena e pernottamento in campo tendato al villaggio Hamer di Arna.

6°- 8°g. (20 – 22/10) Turmi (Villaggio Hamer di Arna)
Queste giornate sono dedicate alla condivisione con gli Hamer dei villaggi di Arna e Labella. Vivremo secondo i loro ritmi, unendoci a loro per andare al pozzo a prendere l'acqua, per andare al mercato ed in tutte le attività della giornata. Molte saranno le sorprese che questo popolo è in grado di darci, non ultima la cerimonia del Salto del Toro, alla quale potremo assistere se avremo un po' di fortuna. Cene e pernottamenti in campo tendato al villaggio Hamer di Arna.

9°g. 23/10 Turmi - Arba Minch
Smontaggio del campo e saluto ai nostri amici Hamer. Se il tempo ce lo permetterà si sosta al mercato di Dimeka per poi riprendere il nostro trasferimento fino ad Arba Minch, che dista da Turmi circa 280 km. Cena e pernottamento al Swaynes Lodge o similare.

10°g. 24/10 Arba Minch - Addis Abeba
Si rientra ad Addis Abeba attraversando le regioni abitate dai popoli Guraghe, ammirando paesaggi spettacolari e indimenticabili. Non è raro imbattersi in scene che sanno di antico: voluminose fascine che vengono trasportate a piedi fino ai centri di raccolta, gettati in terra per essere pestati dai cavalli per la sgranatura, a cui segue la battitura a mano. Con gesti immutati da secoli, uomini e donne, con un duro e faticoso lavoro liberano il chicco del cereale lanciandolo ritmicamente verso il cielo, il tutto utilizzando vecchi e arcaici strumenti in legno. Si arriva al Addis Abeba nel tardo pomeriggio, la tappa è di 435 km; dopo cena ci si reca in aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro.

11°g. Domenica 25 ottobre, arrivo a destinazione
Ethiopian parte alle 0.05 con arrivo a Milano Malpensa alle 7.25.

 

COSTO DEL VIAGGIO 

€ 2490; Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: Il volo aereo internazionale Ethiopian, le tasse aeroportuali, le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative Medico, Bagaglio e Annullamento con Global Assistance, i trasporti, la pensione completa comprese le bevande (tranne ad Addis Abeba), le escursioni indicate nel programma, la presenza dell’accompagnatore dall’Italia e delle guide locali parlanti lingua inglese.

La quota non comprende: il visto, il supplemento per la camera singola, pasti e bevande ad Addis Abeba, le visite e le escursioni non in programma, la cassa comune (€ 60), le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Supplementi:  € 260 per la singola. Il prezzo quotato è formulato applicando le tariffe aeree attualmente in vigore; si segnala che queste possono variare per via delle classi di prenotazione, delle date di emissione nonché per le tasse aeroportuali, le security tax ed eventuali fuel surcharge.

Visti e documenti: per l’ingresso nel Paese serve un passaporto con validità minima di sei mesi; il visto viene rilasciato all’arrivo previo pagamento di $ 50 o corrispettivo equivalente in euro od è ottenibile in internet. Serve un passaporto con almeno sei mesi di validità al momento dell’ingresso nel Paese.

Vaccinazioni: al momento nessuna vaccinazione è obbligatoria per entrare in Etiopia; è consigliata la vaccinazione contro la febbre gialla. Altri consigli di vaccinazioni di tutela sono: antitifica, anti epatite, profilassi antimalarica con Malarone (consigliato) o Lariam.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - birr del 31/1/'20 (Banca d’Italia): € 1 = Birr 35,1227, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

Informazioni e iscrizione

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