MYANMAR: Il festival di Inle, nel paese del sorriso

Est. a Ngapali; Est. a Chanmyay Yeiktha

Data partenza:17/10/2020
Data ritorno:30/10/2020
Estensione:02/11/2020
Estensione 2:07/11/2020
Durata:13 giorni
GuidaLorena Pajalunga
partecipantimassimo 12

Sintesi del viaggio

Il viaggio inizia con la visita di Yangon e del luogo che ne è il simbolo, la grande pagoda di Shwedagon, centro spirituale della Birmania, includendo un’interessante serata culturale nel palazzo storico di Karaweick. Si prosegue in volo per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy, un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo, di cui si gusta sia l’aspetto storico che romantico, godendo del tramonto tra le pagode, esplorando il sito con un calesse e cenando nel monastero di un villaggio. Si arricchisce la conoscenza della regione con la visita di un villaggio, cenando presso un monastero e recandosi al Monte Popa, centro principale per il culto dei Nat, ovvero dell’antica anima sciamanica del Paese. Con un nuovo volo si giunge poi a Mandalay, la città considerata centro culturale di Myanmar, ricca di importanti siti ed anche di produzioni artigianali; in queste regioni più settentrionali vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano antichi templi costruiti in legno di tek. Nei dintorni ci attendono Mingun, che si raggiunge con una crociera sul fiume; l'antica capitale di Sagaing, che oggi è il centro mistico del Paese; Ava, che si esplora col calesse; ed Amarapura ed U Bein con il celebre ponte in tek, luoghi diversi ed affascinanti, ricchissimi di storia. Da Mandalay con un breve volo ci si sposta un poco più a sud nella regione del lago Inle e ci si reca a Kakku, un sito ancora fuori dai grandi percorsi del turismo, dove ci accoglie una piccola ‘foresta di pagode’ in stile Shan (sono 2200!), e, raggiunta Loikaw, ci si reca al mercato di Demorso e si esplorano i villaggi delle etnie Kayan e Kayah. Partendo da Phe Kon, nei pressi di Loikaw, si seguono con le lance i corsi d’acqua e si attraversa il lago di Moe Byae, dove sono ubicate l’antica Sanghar e Thahaung, giungendo al lago di Inle con un percorso fluviale di bellezza archetipa attraverso la regione più pittoresca della Birmania. Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, è uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Si giunge qui durante lo svolgimento del festival annuale di Phaungdaw Oo, potendo ammirare le colorate processioni con le barche che portano in modo trionfale di villaggio in villaggio le reliquie sacre lungo le acque del lago. Si segue il festival e si esplora a fondo questo splendido specchio d’acqua con un percorso molto ricco che include siti di raro fascino, tra cui la magica collina di Indein e, per chi è interessato, si seguirà anche una classe di yoga tenuta da un maestro birmano. Per completare, prima di rientrare a Yangon in volo ci si reca alle “grotte dei mille Buddha” a Pindaya e, se non si segue l’estensione al mare, si rientra.

LE TAPPE

1 Yangon
2 Bagan
3 Monte Popa
4 Mandalay
5 Mingun
6 Amarapura
7 Sagaing
8 Heho
9 Kakku
10 Loikaw
11 Demorso
12 Panpet
13 Lago Inle
14 Phaungdaw Oo
15 Indein
16 Thandwe
17 Ngapali
18 Yangon
19 Chanmyay Yeiktha

Presentazione del viaggio

Il viaggio offre un interessante contatto con la cultura di Myanmar e si svolgedurante il festival di Phaungdaw Oo sul lago Inle, reso celebre dalla grandiosa processione rituale delle barche, uno dei momenti più belli del folclore birmano. Il percorso porta nei siti storici principali, include l’incontro con interessanti realtà culturali ed etniche ed è arricchito da luoghi che escono dai consueti itinerari turistici, offrendo un’esperienza completa del meraviglioso mondo di Myanmar, il ‘Paese del sorriso’. L’onnipresente anima buddista della birmania s’incontra sia nelle grandiose vestigia del passato, da Bagan e Kakku a Sanghar, Thahaung e Indein, che nella quotidianità delle persone che s’incontrano nei templi, nei monasteri e nelle pagode che ornano il Paese, prime tra tutte Shwedagon. Si dedica una giornata per avvicinare le popolazioni Kayan e Kayah, e, nella parte finale, si percorrono canali, fiumi e laghi con le lance, immersi nella natura di archetipa bellezza dei laghi di Moe Byae e Inle, dove l’uomo ha realizzato un equilibrio ambientale unico al mondo.

Al termine del programma è prevista un’estensione di relax sulla mitica spiaggia di Ngapali, ritenuta la più bella del Paese, che si raggiunge in volo da Yangon; si utilizza l’hotel Pleasant View (www.pvrngapali.com). Al termine, chi è interessato potrà fermarsi ancora un poco per un’esperienza di pratica meditativa condotta da monaci birmani nel centro Chanmyay Yeiktha a Hmawbi, situato a circa 45 km da Yangon, accogliente ed immerso in un ampio spazio naturale di una tranquilla zona rurale.

Conduce il viaggio Lorena Pajalunga, che si avvale anche della collaborazione di una guda locale che parla la lingua italiana; si prevede un massimo di 12 partecipanti.

LA GUIDA

Lorena Pajalunga periodicamente conduce viaggi in oriente, un mondo di cui ha ampia conoscenza. Ha maturato negli anni una profonda esperienza nell’ambito dello yoga: diplomata insegnante nel 1989 presso la Bihar School of Yoga di Swami Satyananda a Munger (India) e successivamente presso la Federazione Italiana Yoga, con le sue ricerche ha sviluppato delle forme di insegnamento rivolte ai bambini. Ha fondato l’Associazione Italiana Yoga per bambini, è docente di yoga per bambini presso l’Università della Bicocca di Milano e da circa 25 anni dirige la scuola Le Filosofie del Corpo. Ha anche pubblicato diversi testi, iniziando nel 2007 con “Gioca Yoga”, e i suoi ultimi scritti sono “Yoga piccolo piccolo al mare” e “Play Yoga, buonanotte amici”.  Parla la lingua inglese ed oltre allo yoga, che è la passione della sua vita, ha approfondito diversi interessi culturali tra cui la pittura e la fotografia. A Bodnath, nella valle di Katmandu, è attiva nel sostegno umanitario rivolto ai bambini.

IL FESTIVAL DEL LAGO INLE

Il viaggio si svolge in occasione del festival del lago di Inle, o più precisamente il festival della pagoda di Phaungdaw Oo. E’ una ricorrenza eccezionale per chi è interessato ad incontrare il folclore birmano in una delle sue manifestazioni più belle, nel contesto particolarmente accattivante del lago di Inle dove si trovano villaggi e templi in legno di tek su palafitte e la vita si svolge in simbiosi con l’acqua, con i mercati che si tengono sulle barche e le coltivazioni sviluppate con gli orti galleggianti. Durante il festival le immagini sacre della pagoda di Phaungdaw Oo, le più venerate della regione dello Shan di cui il lago è parte, vengono trasportate con tutti gli onori con una barca speciale (il Karaweick) in processione da villaggio a villaggio. A contorno delle processioni sull’acqua tutto attorno si crea una situazione gioiosa e di festa, con anche ampi mercatini con miriadi di banchetti che propongono cibi e mercanzie, dove si vedono anche spettacolini di pupazzi e teatrali. Passeggiando si incontra un gran numero delle diverse etnie che sfoggiano i propri costumi migliori, in particolare gruppi di Danu, Inntha, Pa-O, Palaung, Kachin e Taung Yoe, oltre ovviamente agli Shan.

PROSECUZIONE DEL VIAGGIO A NGAPALI

Avendo tempo a sufficienza, dopo un viaggio così ricco di contenuti una sosta di qualche giorno sulla spiaggia più bella della Birmania è un’ottima opzione! Da Yangon si raggiunge in volo Thandwe e ci si accomoda in un comodo hotel in riva al mare, sulla spiaggia di Ngapali. La durata minima del soggiorno suggerita è di tre notti e su richiesta può essere estesa. Al termine si rientra in volo per Yangon e si prosegue per l’Italia, o si può rimanere per un’esperienza di meditazione presso un centro altamente qualificato.

MEDITAZIONE ANAPANNA E VIPASSANA IN BIRMANIA

La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione, a volte anche molto lunghi, in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi; le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza ed il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita. Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha una sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon, ubicata in una zona rurale tranquilla con ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari; vi sono anche alberi di alto fusto tra cui sono ubicate piattaforme coperte per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne. Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultinmo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal … costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘prezzo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.

NOTA TECNICA

Il viaggio si svolge all’inizio della stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 24 e i 32°C; le sistemazioni sono comode e pulite, i trasporti si effettuano con mezzi privati. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. Il tragitto in barca tra Phe Koh ed il lago Inle e l’esplorazione di quest’ultimo vengono eseguite con le lance, su cui sono predisposti comodi sedili; non vi sono onde o correnti, la navigazione è tranquilla, va solo tenuto presente che le barche sono strette e quindi a bordo non ci si deve spostare inavvedutamente. Un’ulteriore nota: in Birmania in quasi tutti i siti sacri si deve camminare a piedi nudi; fortunatamente il clima è caldo ed i luoghi sono tenuti molto puliti – è utile avere una borsa dove poter mettere le scarpe per tenerle con sé, perché spesso può capitare di uscire da punti diversi o di percorrere dei tratti dove possono essere usate.

In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto che avvicina nel modo più bello il mondo birmano, che non richiede particolare spirito di adattamento.
 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Sabato 17 ottobre, partenza per Myanmar 
Il volo consigliato per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Thai Airways che vola direttamente su Bangkok sia da Milano che da Roma, da dove si prosegue sempre con Thai per Yangon; la partenza da Milano Malpensa è alle 14:05 o da Roma Fiumicino alle 13:55. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba.

2°g. 18/10 Arrivo a Yangon 
L’arrivo a Bangkok da Milano Malpensa è alle 5.55 mentre da Roma Fiumicino è alle 5.45; si riparte da qui con un nuovo aviogetto alle 7.55 con arrivo a Yangon alle 8.50, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale birmana. Dall’aeroporto ci si reca direttamente al monastero di Kalaywa Tawya, molto interessante per un primo incontro col mondo buddista di Myanmar, dove si potrà essere presenti all’ora del pasto dei circa 1000 monaci che vi risiedono (verso le 10.30). Si pranza in ristorante locale e ci si reca in hotel; si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace (jasminepalacehotel.com) o simile. Ci  si rilassa un po’ e nel pomeriggio ci si reca al mercato di Yangon (Scott o Bogyoke market) – il 19/10 è chiuso. Completa la giornata la visita serale della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti offrono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si gode da qui del tramonto e si cena in un ristorante tipico.

3°g. 19/10 Yangon
Si proseguono le visite della città, dove traspare il passato coloniale nella City Hall, nello storico hotel Strand ed in diversi palazzi, oltre che nelle chiese cristiane di cui la più importante è dedicata a Emanuele Battista; ci si ferma anche al mercato locale mattutino per le verdure e al Parco dell’Indipendenza. Attorno all’orario del pranzo ci vedono la pagoda di Kyauk Taw Gyi ed il parco dell’elefante bianco. Si visitano l’antica pagoda di Sule, la grande statua del Budda reclinato di Chauk Htut Gyi ed il parco di Kandawgyi. La cena è presso la Karaweick Hall, lo storico palazzo posto sul lago reale di Yangon, dove si assiste anche ad uno spettacolo culturale.

4°g. 20/10 Yangon - Bagan
Si parte presto, portando con sé una colazione al sacco, per raggiunge in volo Bagan; il volo è alle 7.00 con arrivo alle 8.20 (orari da confermare). È uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni disposte in un’area molto estesa, circa 10 chilometri quadrati; i templi e le pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Si visitano i siti più interessanti, iniziando dalla pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra, che risale all'XI secolo e presenta un antico stile architettonico in pietra e sabbia. Quindi i templi di Kyansitthar, famoso per le pitture murali, di Wetkyiinn Gupyaukgyi, con le pareti affrescate nel XIII secolo, di Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, di Ananda, dai battenti mirabilmente cesellati in legno di teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw, dove si possono osservare produzioni artigianali di oggetti fatti con la lacca, e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. Si alloggia presso l’hotel My Bagan Residence by Amata (amatabtqhouse.com) o simile.

5°g. 21/10 Bagan ed esc. a Monte Popa
Dopo una visita al mercatino locale di Myinkabar a Bagan, con circa un’ora e mezza di guida (60 km) si arriva a Popa. Questo monte di origine vulcanica che si erge sulle pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti che evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si rientra verso Bagan; si avrà il resto della giornata a disposizione per recarsi ancora tra le pagode e godere del tramonto. La cena viene organizzata presso un monastero birmano nel villaggio di Min Nan Thu, dove si è gli unici ospiti e si viene intrattenuti con uno spettacolo culturale. Un nostro cuoco curerà il tutto (… non solo riso, anche se si è in un monastero!).

6°g. 22/10 Bagan – Mandalay e Mingun
Si parte in volo presto per Mandalay, una tratta di volo breve. Questa città è il centro più importante dopo Yangon, considera la capitale culturale e religiosa della Birmania: vi risiede oltre la metà dei monaci del Paese. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca al tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay, che contiene una veneratissima statua del Buddha; al suo cospetto vi è sempre un gran numero di devoti e molti (ma solo gli uomini!) le si avvicinano per coprirla di foglie d’oro – a tal punto che non si percepisce più la forma dell’effige. Da qui si raggiungono le rive del fiume Irrawaddy, su cui si affaccia la città, per una piacevolissima gita in barca con cui si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrando a Mandalay si pranza sul battello e nel pomeriggio si visitano i siti della città: il monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione; la pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a Patrimonio dell'Umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste, motivo per cui è stata anche definita il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. Si alloggia presso l’Ayarwaddy River View (arvhotel.com) o simile.

7°g. 23/10 Mandalay: Amarapura, U Bein, Ava, Sagaing   Questa ricca giornata inizia recandosi alla vicina Amarapura, famosa anche per le produzioni di seta che si potranno visitare, dove ha sede il grande monastero di Mahagandayon. Qui si può assistere alla processione per il pranzo dei monaci ed osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana; si segnala che a volte può esserci un certo afflusso di visitatori. Nei pressi si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri. Ci si sposta quindi ad Ava, o Inwa, che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando calessi trainati da cavalli. Si vedono alcuni antichi templi, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito in legno di tek con 267 pilastri, e molto interessanti sono anche il Mye Bom Sam, la torre di Ava e lo Yadanar. Si prosegue per Sagaing, che fu la capitale del XIV secolo; situata sulla sponda occidentale del fiume, offre una bella visuale ed è disseminata di templi e pagode tra cui i più importanti sono il tempo di U Minn Thone Sele la pagoda di Hsun Oo Pone Nya Shin. Viene considerata il centro spirituale del paese: sulle pendici della collina vivono circa 3000 monaci e vi sono un centinaio di centri di meditazione. Si rientra da qui alla vicina Mandalay per la cena in un ristorante tipico.

8°g. 24/10 Mandalay – Heho – Kakku – Loikaw
Si parte in volo per Heho, situata a sud di Mandalay, alle 9,20 con arrivo alle 9.55 (orari da confermare). Dall’aeroporto si prosegue in pulmino per Kakku (circa 2 ore), che da qui dista 80 km: un sito a sud est del lago di Inle, immerso tra i villaggi dell’etnia Pa-O, che custodisce un gran numero di piccole pagode (circa 2200) in stile Shan edificate nel XVII secolo. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue quindi verso sud, godendo anche in questo tratto di bei paesaggi ed attraversando alcuni villaggi, arrivando a Loikaw (110 km, circa 3 ore e mezza), dove si alloggia e si cena presso il Famous Hotel o simile.

9°g. 25/10 Loikaw: Demorso, Panpet (etnia Kayan) e Tanilarle (etnia Kayah) 
Si inizia questa interessante giornata recandosi al piccolo mercato di Demorso, a circa 20 km da Loikaw, dove le etnie dei Kayan e dei Kayah barattano e commerciano i propri prodotti; tra questi si possono assaggiare bevande alcoliche fatte con il riso. Si prosegue per altri 30 km circa arrivando al villaggio di Panpet dell’etnia Kayan, conosciuta in occidente con l’appellativo di etnia delle ‘donne giraffa’ per via degli ornamenti che vengono utilizzati per allungare, anche esageratamente, il collo. Si passeggia nel villaggio, dove i kayan hanno allestito anche alcuni negozietti di artigianato locale; i costumi tradizionali sono ancora utilizzati da un buon numero di persone. Nei pressi vi sono anche altri villaggi, raggiungibili con una passeggiata; si pranza in una casa locale. Si torna quindi a Loikaw e nel pomeriggio ci si reca al villaggio di Tanilarle, dell’etnia Kayah, che qui è il gruppo maggioritario. Lo si potrà esplorare accompagnati dalle genti del luogo, osservando i costumi e le diverse attività, nel contesto di un interessante progetto locale di ‘turismo comunitario’. Rientrati a Loikaw, se vi è tempo, si visita Taung Kwe, un pittoresco insieme di pagode costruite sui diversi pinnacoli di un colle irto e roccioso; vi è un ascensore che porta in alto e si effettua una piacevole visita seguendo scalinate e ponticelli. Nei pressi del sito si trova anche un interessante monastero. Se fosse tardi, ci si reca qui il mattino successivo prima di lasciare la cittadina. Si cena in un ristorante locale. Si segnala che le visite delle comunità Kayan e Kayah vengono organizzate con le Comunità dei villaggi, anche per dare un piccolo contributo di sostegno.

10°g. 26/10 Loikaw – Sanghar – Thahanung – Lago di Inle
Si raggiunge col pulmino Phe Kon (50 km a nord ovest, circa un’ora) dove si sale sulle lance (le ‘longboats’) che porteranno fino al lago di Inle. Le barche sono veloci, lunghe e strette con comodi sedili dove ci si accomoda per gustare nel modo migliore la bellissima navigazione; a bordo si indossa sempre il giubbotto salvagente. S’inizia attraversando il lago di Phekone e, continuando verso nord, si arriva al villaggio di Sanghar (circa 2 ore di navigazione) posto sulla sponda orientale del lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, un luogo che nel XVIII secolo era tra le città principali della regione di Shan. Si visita il sito dove diverse antiche pagode emergono direttamente dall’acqua e si pranza in un ristorante del villaggio; si possono osservare anche alcune produzioni locali: un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati e una distilleria di liquore di riso. Proseguendo, si raggiunge la sponda occidentale un poco più a nord arrivando a Thahaung, un sito straordinario dove si osservano centinaia di stupa che risalgono al XVIII secolo. Si prosegue verso Inle (altre 2 ore circa di navigazione); il contesto naturale è sempre magnifico, si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici e ci si trova forse più vicini ad una fiaba che al mondo reale! Arrivati al lago di Inle si approda all’hotel Golden Cottage Island (golden-island-cottages-thale-u-hotel.business.site) o simile; la cena è in hotel.

11°g. 27/10 Lago di Inle, festival di Phaungdaw Oo
Il lago di Inle, lungo 22 chilometri, largo 11 e adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù stando in equilibrio su una sola gamba, una tecnica di pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Lo specchio lacustre è ben abitato, vi sono 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le donne Kayan (“donne giraffa”), giunte fin qui per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Tra i siti meritevoli di particolare nota Phaungdaw Oo è il tempio più importante, il luogo dove vengono custodite tutto l’anno le statue del Budda che vengono portate in processione durante il festival. Molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura ed i monaci fanno esibire dei gatti che saltan attraverso un cerchio. Nella giornata di oggi l’attività principale sarà seguire la grande processione sul lago, con la barca sacra (il Karaweick) che trasporta le preziose statue del Budda seguita da uno stuolo di barche adornate e decorate, con tutti che indossano costumi tipici. Oggi si tiene il tratto più interessante, tra i villaggi di Mine Thauk e Tale Oo.

12°g. 28/10 Lago di Inle, festival di Phaungdaw Oo e Indein
Per chi è interessato, prima di colazione è possibile seguire una classe di yoga tenuta da una maestra birmana che segue una tradizione che deriva dall’Ashtanga a Bo Te, sul lago; si torna quindi in hotel per la colazione. La regata del Karaweick continua anche oggi: si svolge un altro tratto importante, tra il villaggio di Tale Oo e Kayla, e si avrà così la possibilità di seguirne un altro pezzo, oltre a visitare i villaggi, i monasteri su palafitta ed i laboratori artigianali. Nel pomeriggio navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti che contornano il lago, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. Si pranza in un ristorante locale e si cena in hotel.

Per chi rientra

13°g. 29/10 Inle – Pindaya - Heho – Yangon e volo di rientro 
Si parte presto lasciando l’hotel con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e, con un pulmino privato, si procede verso l’aeroporto di Heho. Nei pressi del paese si sosta per una breve visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato all’inizio del XIX secolo in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci, con presenta delle atipiche finestre ovali. Arrivati a Heho (28 km, 40 minuti) si prosegue per Pindaya (altri 36 km, circa un’ora) una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha, un luogo dalla bellezza surreale. Tornati a Heho ci si imbarca sul volo per Yangon e da qui si prosegue con il volo di rientro; Thai Airways parte alle 19.55 per Bangkok con arrivo alle 21.45.

14°g. Venerdì 30 ottobre, arrivo a destinazione
Si riparte da Bangkok per Milano Malpensa alle 0.35 con arrivo alle 7.10 o per Roma Fiumicino alle 0.01 con arrivo alle 6.00. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba.

Per chi prosegue con l’estensione a Ngapali

13°g. 29/10 Inle – Pindaya - Heho – Yangon   Si segue il medesimo programma e, giunti a Yangon, si salutano i compagni di viaggio che rientrano e ci si reca nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo.

14° g. 30/10 Yangon – Thandwe (Ngapali)   Ci si imbarca presto sul volo per Thandwe (11.15 – 12.05, orari da confermare), dove si viene accolti dal rappresentante dell’hotel e ci si accomoda presso il Pleasant View o simile, posto sulla spiaggia di Ngapali, ritenuta la più bella della Birmania. Giornata di relax a Ngapali.

15° g. 31/10 Ngapali  
Giornata di relax a Ngapali.

16°g. 1/11 Ngapali – Yangon e volo di rientro  
Giornata di relax a Ngapali. Nel pomeriggio verso le 14.00 ci si imbarca sul volo per Yangon e da qui si prosegue con il volo di rientro; Thai Airways parte alle 19.55 per Bangkok con arrivo alle 21.45.

17°g. Lunedì 2 novembre, arrivo a destinazione 
Si riparte da Bangkok per Milano Malpensa alle 0.35 con arrivo alle 7.10 o per Roma Fiumicino alle 0.01 con arrivo alle 6.00. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba.

Per chi si reca al centro di meditazione (la durata può essere variata, ma serve avvisare prima)

16°g. 1/11 Ngapali – Yangon 
Giunti a Yangon si salutano i compagni di viaggio che rientrano e ci si acomoda nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo.

17°– 20°g (2 – 5/11) Chanmyay Yeiktha 
Ci si reca in auto accompagnati da un nostro autista al centro Chanmyay Yeiktha a circa 45 km da Yangon, dove si viene accolti e si seguono le pratiche di meditazione secondo le istruzioni dei monaci; si ricorda che si è tenuti ad adeguarsi alle regole previste per chi risiede nel centro (orari, silenzio, dieta, separazione tra donne e uomini).

21°g. 6/11 Chanmyay Yeiktha – Yangon e volo di rientro 
i viene raggiunti presso il Centro dal nostro autista per il trasferimento all’aeroporto di Yangon. Thai Airways parte alle 19.55 per Bangkok con arrivo alle 21.45.

22°g. Sabato 7 novembre, arrivo a destinazione
Si riparte da Bangkok per Milano Malpensa alle 0.35 con arrivo alle 7.10 o per Roma Fiumicino alle 0.01 con arrivo alle 6.00. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba.

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2800; + € 100 dopo il 31/7/2020

Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

Estensione a Ngapali: € 510

Estensione a Chanmyay Yeiktha: € 160 (costo per 1 veicolo)

La quota comprende: le spese di iscrizione, i voli interni in Myanmar, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio se emessa la momento dell'iscrizione o il 6,5% se emessa successivamente entro i 15 giorni dalla data di partenza del viaggio), tutti i trasporti in Myanmar inclusi i voli interni (dove si segnala che si possono portare 20 kg di bagaglio), la pensione completa dalla cena del 18/10, tranne che per l’estensione a Ngapali dove è inclusa solo la colazione, le escursioni indicate nel programma, la presenza dell’accompagnatrice italiana e di una guida locale che parla la lingua italiana nel viaggio principale. Per l’estensione al centro di meditazione il costo richiesto è di € 160 per ogni veicolo utilizzato (porta 3 persone) per i due trasferimenti necessari per andare e per tornare dal centro di Chanmyay Yeiktha. Ai monaci si corrisponde un’offerta libera.

La quota non comprende: i voli internazionali, che costano a partire da € 700 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 100 se si prenota dopo il 31/7/2020, € 480 per la singola, € 150 con solo 5 partecipanti, € 250 con 4, € 400 con 3. Per l’estensione a Ngapali: €180 per la singola, € 40 con solo 3 partecipanti, € 90 con 2 (su richiesta, il soggiorno qui può essere esteso).

Visto e documenti: il visto birmano deve essere ottenuto in Italia prima della partenza. Si può ottenere il visto turistico in internet: il sito è www.evisa.moip.gov.mm; il costo è di $ 50, viene richiesta la compilazione di un modulo con dati personali e si deve caricare la copia scannerizzata del proprio passaporto e di una fototessera. Si riceve quindi il visto sempre via posta elettronica che va opportunamente stampato e tenuto con sé.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 24/1/'20(Banca d’Italia): € 1 = $ 1.1035, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

Informazioni e iscrizione

Per qualsiasi domanda e curiosità sui viaggi contattaci, siamo a tua disposizione

Contattaci

MAGGIORI INFORMAZIONI

Puoi visitare la sezione dedicata o visualizzare la nostra galleria fotografica

storia e tradizione

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.