BHUTAN: Druk Yul e i festival di Thimpu e Gangte

Data partenza:23/09/2020
Data ritorno:04/10/2020
Durata:11 giorni
GuidaDawa Penjore
partecipantimassimo 12

Sintesi del viaggio

Questo ricchissimo percorso porta nei luoghi più celebri del Bhutan, dal “Monastero della Tigre” ai grandi Dzong, ed è impreziosito da alcuni siti fuori dal circuito turistico, vicini al mondo culturale dei bhutanesi. Si svolge in occasione di due interessantissimi eventi di folclore, con caratteristiche tra loro molto diverse: il grande tsechu di Thimpu, che si tiene presso lo Dzong che è sede anche del trono reale, per un eccellente incontro con la solennità dei grandi rituali di Druk Yul, il Paese del Drago. Ed il festival di Gangte, dove ci si immerge nell’intensità del mondo himalaiano in un monastero che sorge tra le case di un bucolico villaggio della valle di Phobjikha.

 

LE TAPPE

1 Katmandu
2 Paro
3 Taktshang
4 Thimphu
5 Punakha
6 Gangte
7 Katmandu

Presentazione del viaggio

Raggiunta in volo Katmandu si sosta qui una notte e quindi ci si imbarca sul volo per il Bhutan. Giunti a Paro si visitano i siti della valle, includendo Taktshang ed alcuni eremi dei dintorni, e si procede quindi per Thimpu, la capitale, arrivandovi per gustare le fasi finali del festival annuale, che sono le più coreografiche. Proseguendo ad est oltre il passo del Dochu si giunge nella bellissima valle di Punakha, dove è situato il celebre Dzong, storicamente il più importante del Paese, e forse anche il più bello. Da qui si arriva ai confini delle regioni occidentali scavalcando i monti tra foreste di rododendro e colossali alberi che sono tra le specie arboree più antiche del pianeta, giungendo nella bellissima valle di Gangte per il festival, per un tuffo nella realtà più viva del mondo himalaiano. Si rientra quindi a Paro per il volo, sostando ancora a Punakha e completando con alcune importanti visite. Giunti a Katmandu, prima di imbarcarsi sul volo di rientro, si ha a disposizione un veicolo per poter fare un ultimo giro di acquisti.

I dettagli dell’itinerario sono indicati nel “Programma di Viaggio”; per ulteriori informazioni si possono consultare le pagine del sito di Amitaba dedicate al Bhutan ed alle sue ricorrenze; per vedere delle immagini sul Bhutan ed i suoi festival vi è parecchio materiale nella Galleria.

Conduce il viaggio in Bhutan Dawa Penjore, che parla fluentemente italiano; si prevede un massimo di 12 partecipanti.
 

ESTENSIONE IN NEPAL

Per chi fosse interessato è possibile organizzare una breve (… o anche lunga!) estensione nella valle di Katmandu ed in Nepal, sia prima che dopo il viaggio.

LA GUIDA

Dawa Penjore è bhutanese e risiede a Thimpu, la capitale del Paese; cosa molto rara per chi nasce nel Druk Yul, ha vissuto diversi anni all’estero, e, cosa ancor più rara, proprio in Italia, nelle città di Perugia e Bologna, dove si è laureato in Scienze Agrarie. Rientrato in Bhutan ha lavorato per diverse istituzioni governative e, oltre a fare la guida per i visitatori stranieri, lavora al ministero dell'Agricoltura (ha seguito anche un corso di specializzazione sui funghi!). Dawa ha una padronanza ottima della nostra lingua, a cui unisce un sincero interesse per il nostro mondo culturale; ha un’ottima preparazione e grande competenza sulla realtà del Bhutan, a cui unisce un carattere solare che contribuisce a renderlo sempre piacevole e ben visto ai viaggiatori.

NOTA TECNICA

Tra fine settembre ed inizio ottobre il clima è solitamente secco e soleggiato; a Paro la media stagionale indica una temperatura minima di 10 gradi e massima di 22, si possono avere valori un poco più bassi solo a Gangte, mentre a Punakha, il punto più caldo del tour, si ha una media minima di 19 gradi e massima di 28. Si alloggia in hotel di buona qualità; si avrà una sistemazione piuttosto semplice ma pulita solo a Gangte, la località rurale dove si segue uno dei festival. Gli spostamenti vengono effettuati con veicoli privati utilizzando mezzi moderni. Il cibo in Bhutan è valido, lo stile è tra l’indiano e l’internazionale con qualche preparazione locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato qui con noi non hanno perso un etto….

UN CENNO SUI CHAM (FESTIVAL) DEL BHUTAN

È limitativo chiamare un Cham "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. I Cham sono composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.
 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.  Mercoledì 23 settembre, partenza in volo per il Nepal
Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva.

2°g. 24/9 Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’hotel Manaslu (hotelmanaslu.com); riposo e tempo libero.

3°g. 25/9 Katmandu – Paro  
Il volo per Paro parte alle 9.45 con arrivo alle 11.05 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, verso nord si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest ed il Kanchendzonga, e, arrivando, anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. All’arrivo è in attesa dei partecipanti Dawa Penjore, la guida bhutanese che parla la lingua italiana. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan posto a 2280 mt di quota, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca allo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci. Dopo pranzo ci effettua una breve escursione a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli che è diventato una scuola per giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Tornati a Paro, si alloggia presso l’hotel Rema Resort, situato nei pressi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi; la velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami.

4°g. 26/9 Paro – Taktshang – Thimpu  
A nord di Paro si trova Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo di ritiro più famoso del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati e dove si sosta anche per il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, uno dei 108 templi geomantici del Tibet la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.); al suo interno si trovano alcune preziosissime statue di Cenresi, il Bodhisattva della compassione. Si parte quindi per Thimpu, che dista circa 65 km, la capitale del Bhutan che sta ingrandendosi, mantenendo però uno stile tradizionale nelle costruzioni, dove si alloggia presso l’hotel Galingkha o simile.

5°g. 27/9 Thimpu Tsechu (festival) e visite   
Ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove vi sono la sede del governo, la sala del trono del Re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, qui oggi nel grande spazio a nord dello Dzong si tiene la penultima giornata del grande Tsechu di Thimpu, uno dei momenti più importanti di tutto l’animato folclore del Bhutan. Sulle balconate del grande Dzong si affiancano al Je Kempo (l’Abate a capo della scuola Drukpakagyu bhutanese) i diversi dignitari ed i membri della famiglia reale, e, spesso, lo stesso Re. Le danze in costume sono eseguite dai monaci con grande maestria utilizzando costumi e maschere di fattura squisita, accompagnati da musiche tradizionali; a contorno vengono prodotte anche scene a sfondo comico e vi sono degli intermezzi di canti tradizionali. Assiste all’evento con grande attenzione una grande folla di persone agghindate con gli abiti più belli, sembra quasi una gara a chi ha il broccato più pregiato; ma lo spirito di tutti è molto gioviale, non austero, e partecipare è interessantissimo. Nell’arco della giornata si eseguiranno anche alcune visite, in funzione di quanto tempo si dedica al festival: ci si reca un poco a nord della città a Pangri Zampa, il monastero che oggi funge da scuola astrologica e fu la prima residenza dello Shabdrung, il sant’uomo che giunse nel XVII secolo da Ralung in Tibet e diede al Bhutan l’imprimatur che si riscontra ancora oggi, a cui memoria si erge un gigantesco albero che venne da lui piantato ai margini di un bel muro Mani. Nei pressi vi è un tempio perfettamente decorato dedicato a Tara, l’entità preposta alla lunga vita ed alla buona salute, e più vicino ai monti il tempio di Dechen Phu. Ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; si completano le visite con il convento femminile.

6°g. 28/9 Thimpu – Punakha  
Si torna allo Dzong, dove si svolge l’ultima giornata del festival annuale; il momento più atteso è la sfarzosa rappresentazione delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce (Padamsambhava). Prima di lasciare Thimpu ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang, il luogo dove le persone portano i nuovi nati per essere benedetti, un vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci; tempo permettendo, si visitano i negozi e i centri di produzione artigianale. Si parte quindi per Punakha salendo al passo di Dochu, alto 3166 mt, dove col tempo limpido si gode di un grandioso panorama sull’arco himalaiano bhutanese. Il valico è situato in una foresta lussureggiante e vi si ammirano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nell’ampia vallata dove, poco più a nord, si trova lo Dzong di Punakha. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile; si percorrono 80 km con circa 3 ore di viaggio.

7°g. 29/9 Punakha - Gangte  
Si dedica la mattina alla visita dello Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Dopo pranzo si prosegue lungo la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, posto su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere su cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli; la vallata è anche il punto d’arrivo delle gru dal collo nero che migrano qui dal Tibet, e in questo periodo se si ha fortuna si vedono già le prime. In questa bellissima natura tra le case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte retto da Lama Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo: il Dewachen o simile; la tappa è di circa 90 km, approssimativamente 3 ore e mezza di viaggio.

8°g. 30/9 Gangte Tsechu (festival) 
Il festival di Gangte è un evento molto interessante e di ottima qualità, si tengono diverse rappresentazioni di danze con costumi tradizionali e a cui solitamente presenzia l’Abate; i monaci, che qui sono di scuola Nyingmapa, hanno un altissimo livello di preparazione. Ma l’evento non è formale come al grande Tsechu di Thimpu, prevale l’atmosfera di villaggio e, pur senza nulla togliere alla sacralità dell’insieme, si ha la sensazione di condividere con le persone un lieto momento comune; tutti vestono gli abiti tradizionali più belli e anche nel cortile del Gompa ai margini delle danze le famiglie siedono in serenità con i bimbi che giocano. All’intorno del monastero e nel villaggio si crea un vivace mercatino dove si trovano anche oggetti d’artigianato e vi sono diversi banchetti dove i bhutanesi si cimentano con diversi tipi di semplici giochi d’azzardo, con piccole puntate e grandi bevute in compagnia. Si trascorre questa bella giornata seguendo gli eventi e curiosando tra la gente ed il mercatino.

9°g. 1/10 Gangte, esposizione del Thongdrol – Punakha 
Nel corso della mattina si svolge la cerimonia  più attesa del festival, quando viene esposta sulla facciata del tempio una grande tanka, un gigantesco drappo di tessuto che viene issato e srotolato, su cui qui è rappresentata l’immagine di Guru Rimpoce (Padamsambhava). Tutti i presenti si accalcano per riceverne la benedizione: il nome dell’oggetto di venerazione, “Thongdrol”, significa ‘illuminazione con lo sguardo’, e le persone sentono che anche solo ammirarlo sia molto propizio. Si trascorre qui la mattina e si pranza; si parte quindi per Punakha, ridiscendendo attraverso le splendide foreste che portano fino alla valle di Punakha, dove si alloggia nel medesimo hotel.

10°g. 2/10 Punakha – Paro 
Prima di lasciare la valle di Punakha ci si reca, con una passeggiata che transita per un bel villaggio, al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Si sale quindi al passo del Dochu, dove si è transitati il 28/9, e si sosta per il pranzo, avendo così una seconda opportunità per godere dei panorami. Oltre il passo giunti nella vallata di Thimpu si visita lo dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung all’inizio del XVII secolo ed oggi è una scuola monastica. Si prosegue per Paro, dove, prima di andare in hotel, ci si reca al Dungtse Chorten, costruito dal celebre Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso il medesimo hotel, si percorrono circa 140 km in 4 ore o poco più.

11°g. 3/10 Paro – Katmandu e volo di rientro
Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 7.30 con arrivo alle 8.45 (orari da confermare); si potrà così godere ancora una volta della visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Lhotse, Everest, Cho Oyu e Shisha Pangma – per menzionare, oltre al monte sacro bhutanese, solo i sei ‘8000’! All’arrivo, se non si prosegue subito in transito con il volo di rientro, si avrà a disposizione un mezzo con l’autista per un giro in città fino al momento della partenza; la gran parte dei voli parte in serata con arrivo l’indomani.

12°g. Domenica 4 ottobre, arrivo a destinazione


COSTO DEL VIAGGIO

€ 2450 + € 100 dopo il 15/07/2020 – Massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma ad esclusione dei voli, l’alloggio in camera doppia, la colazione in Nepal e la pensione completa in Bhutan, la presenza della guida bhutanese che parla italiano, il visto bhutanese, gli ingressi ai siti indicati.

La quota non comprende: i voli, che costano a partire da € 1100 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto nepalese, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 100 se si prenota dopo il 15/7/2020, € 150 con solo 2 partecipanti, € 250 con 2 partecipanti, € 350 per la singola.

Visti e documenti: il visto nepalese si ottiene all’ingresso nel Paese (serve una foto e $ 25); il visto bhutanese viene predisposto a cura di Amitaba e si riceve all’arrivo a Paro, è solo necessario far pervenire ad Amitaba appena possibile la fotocopia del passaporto che deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 17/1/'20 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1108, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

Informazioni e iscrizione

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storia e tradizione

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.