TIBET: Dall'Amdo al Tibet classico

Con i grandi festival di Labrang e di Ganden, in treno sul tetto del mondo. Estensione a Gyantse e Shigatse

Data partenza:24/07/2020
Data ritorno:08/08/2020
Estensione:12/08/2020
Durata:15 giorni
GuidaChristine Harris
partecipantimassimo 12

Sintesi del viaggio

Nella prima parte del viaggio partendo da Lanzhou, nel Gansu, si visita il sito rupestre buddista di Binglin Si e si giunge alla grande università monastica di Labrang in occasione del festival estivo per un primo, forte incontro con la cultura ed il folclore del Tibet. Si attraversano quindi le regioni dell’Amdo nordorientale sostando nella mitica cittadina di Repkong e da qui si arriva, oltre Shakhyung e Taktser, a Xining nel Qinghai. La seconda parte inizia da qui con la visita del Kumbum e si parte quindi col treno attraversando il vasto altopiano tibetano del Ciangtang, godendo di panorami straordinari e sperimentando questa ormai celebre ferrovia. Giunti a Lhasa si visitano i suoi siti imperdibili, dal Potala al Jokhang, e si partecipa al festival di Ganden, un momento di gioiosa devozione collettiva dove un gran numero di pellegrini segue gli intensi cerimoniali che culminano con l’esposizione della gigantesca tanka di Sakyamuni. Si corona il tour con i Gompa lungo lo Tsangpo (Bramaputra) e Samye, l’imperdibile sito ove ebbe origine la tradizione spirituale del Paese delle Nevi.

Al termine è prevista un’estensione che arricchisce il viaggio con la visita dello Tsang, la regione ad ovest di Lhasa: un ampio tour che porta al lago dello Yamdrok con il monastero di Samding, Gyantse, la città meglio preservata del Tibet, Shalu e Shigatse, sede del Tashilhumpo, e si rientra da qui a Lhasa con un altro, nuovissimo, tratto di treno.

Il viaggio, oltre ai luoghi più noti e comunque irrinunciabili, si estende a siti dove si riscopre nel modo più genuino l’intensa energia spirituale che rende così affascinante il “tetto del Mondo”, e l’estensione include l’incontro coi i pastori nomadi.

LE TAPPE

1 Lanzhou
2 Bingling Si
3 Labrang
4 Gartse
5 Repkong (Rongpo Gyakhar)
6 Shakhyung
7 Taktser
8 Xining
9 Lhasa
10 Ganden
11 Drepung
12 Sera
13 Gongkar Chode
14 Samye
15 Gyantse
16 Shigatse
17 Lhasa
18 Nomadi di Taktse
19 Lhasa

Presentazione del viaggio

I dettagli dell’itinerario sono indicati nella descrizione del Programma. Per ulteriori informazioni e immagini si possono consultare le diverse sezioni del nostro sito dedicate al Tibet o contattare Amitaba.

Accompagna il viaggio Christine Harris. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

UNA NOTA STORICA

Dopo la conquista cinese del Tibet gran parte delle regioni di etnia, lingua e religione tibetane sono state suddivise tra gli stati cinesi del Qinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan, mentre nella cosiddetta “regione autonoma” del Tibet sono state riunite le regioni storiche di U (Lhasa), Tsang (Shigatse), Ngari (Tibet Occidentale) e una porzione del Rongpo (a sud est di Lhasa). Per questa ragione per una gran parte degli operatori turistici andare a Labrang, al Kumbum ed altri luoghi storici del Tibet viene indicato come un viaggio in “Cina”. A nostro avviso questo non è corretto, e preferiamo rispettare la verità storica e culturale; chiamare Labrang col nome di Xiahe ci fa rabbrividire; ci permettiamo solo di indicare i nomi imposti dai colonizzatori perché purtroppo spesso sono diventati quelli d’uso comune della cartografia e in internet.

LA GUIDA

Christine Harris è di origine australiana, ha vissuto anche in Germania e Inghilterra, ed ha adottato come propria residenza l’Italia dal 1976, dove dal 1979 è stata docente di lingua inglese all’Università di Verona. Ama il nostro paese di cui si sente cittadina; tra il 1985 e il 2006 ha tenuto cicli di lezioni sulla storia dell’arte veronese e veneziana per programmi residenziali del Trinity College di Hartford, Connecticut e della Northwestern University di Chicago. Christine è un’appassionata viaggiatrice e ottima conoscitrice della cultura buddista tibetana; da diversi anni conduce viaggi di Amitaba nelle regioni himalaiane, dallo Zanskar, al Tibet e al Bhutan.

L’ALTA QUOTA DEL TIBET

Andare in Tibet significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Lhasa si trova a 3650 metri di quota. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare negli sforzi fisici nei primi giorni; l’itinerario tiene conto di queste esigenze. La parte iniziale non presenta particolari problemi, le notti più alte sono a Labrang (2820 mt). Il treno da Xining a Lhasa arriva a quote elevate, oltre i 5000 metri, ma è parzialmente pressurizzato e, se fosse necessario, a bordo è disponibile l’ossigeno; giunti a Lhasa prima di andare a Ganden per il festival, si dorme qui due notti, ed a seguire la zona di Samye è un poco più bassa. Durante l’estensione, quando ci si reca a Gyantse dove si sosta a 4025 mt, si valicano due passi di cui il più alto, il Kari, arriva a 5045 metri, ma si è già nel 7° giorno di permanenza in quota ed in ogni caso la quota alta del passo non preoccupa perché poi si scende ad elevazioni inferiori.

Molte persone hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.

Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

NOTA TECNICA - CLIMA E ATTREZZATURA

Nei centri principali del Tibet Classico è raro che la temperatura notturna ad agosto scenda sotto i 5°c e le massime sono di circa 20°c. Si tenga presente che alle alte quote del Tibet le escursioni termiche possono essere notevoli ed il sole può bruciare la pelle nonostante l’aria fresca. Possono esserci piogge, che solitamente se si verificano sono di breve durata; ma negli ultimi anni anche in Tibet il clima è meno prevedibile. È opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare con tranquillità le serate più fredde; si consiglia di portare dei capi in pile e una giacca da montagna possibilmente in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, e un paio di scarponcini caldi adatti ai percorsi a piedi. Portare anche un piccolo zaino per gli oggetti d’uso giornaliero. È importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi ed una pila, possibilmente frontale.

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

(Nel testo tra parentesi in corsivo i nomi di alcune località tibetane translitterati dal cinese come su googlemaps)

Partenza del 29/7

Chi preferisse arrivare direttamente a Xining, per seguire solo la parte del viaggio che inizia da lì con la visita del Kumbum, parte in volo dall’Italia mercoledì 29 luglio con arrivo a Xining, capitale dello stato del Qinghai in Cina, il giorno successivo. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Air China con partenza da Milano Malpensa alle 13.30 o da Roma Fiumicino alle 13.05. Si atterra a Pechino il 29/7 alle 5.30 da Milano Malpensa o alle 6.30 da Roma Fiumicino. Si riparte con un nuovo volo Air China da Pechino per Xining alle 12.45 con arrivo alle 15.25. All’arrivo è in attesa il corrispondente locale di Amitaba per il trasferimento presso l’hotel Xining Sanwant, dove in serata giunge la guida italiana con i partecipanti che seguono il percorso completo.

Viaggio completo

1°g.  Venerdì 24 luglio, partenza in volo   Per arrivare a Lanzhou, capitale dello stato del Gansu in Cina, vi sono diverse possibilità di volo; i collegamenti suggeriti per il viaggio, che fanno da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale, sono quelli offerti dalla Air China con partenza da Milano Malpensa alle 13.30 o da Roma Fiumicino alle 13.05. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba.

2°g.  25/7 Arrivo a Lanzhou   Si atterra a Pechino alle 5.30 da Milano Malpensa o alle 6.30 da Roma Fiumicino. Si riparte con un nuovo volo Air China da Pechino per Lanzhou alle 7.50 con arrivo alle 10.25; qui è in attesa dei partecipanti la guida locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Ibis Lanzhou. Relax e tempo libero.

3°g.  26/7 Lanzhou – Bingling Si – Labrang [Xiahe]   Da Lanzhou si attraversa verso sud ovest un territorio montagnoso abitato da diversi gruppi etnici in larga parte musulmani. Nei pressi del grande lago artificiale di Liujiaxia, formato da una grande diga sul fiume Giallo, con una deviazione si va verso Bing Ling Si; si utilizza per un tratto una barca a motore costeggiando alte formazioni rocciose, molto pittoresche a picco sulle acque, e si approda al sito rupestre di Bingling Si. In una stretta valle si trovano scolpite nelle falesie 34 grotte e 140 nicchie con un gran numero di statue scavate a partire dal III e IV secolo, con le più recenti di epoca Qing; un sito molto bello ed importante, che antecede Longmen e Yungang. Il pezzo più famoso è la gigantesca statua rupestre di Maitreya, alta ben 27 metri; proseguendo lungo il sentiero della valle si arriva ad un piccolo monastero incastonato tra le rocce. Si torna ai mezzi seguendo lo stesso percorso e di riparte per Labrang, dove si alloggia presso l’hotel Civil Aviation o simile. Tempo permettendo, si darà un’occhiata alla cittadina, dove la popolazione è in gran parte tibetana con molte persone che sfoggiano gli abiti tradizionali, e si trovano numerosi negozietti. La quota qui è di 2820 mt.

4°g.  27/7 Labrang (FESTIVAL)   Si dedica la giornata agli eventi del grande festival estivo di Labrang Tashikyil, che si tiene nella giornata di oggi. Questa grandissima università monastica è tra le cinque più importanti della scuola tibetana Ghelupa; le rappresentazioni di danze in maschera e costume e le musiche sono ottimamente eseguiti con rituali sfarzosi, tra una vasta folla di pellegrini e visitatori, un momento molto speciale per apprezzare la cultura tradizionale del Paese delle Nevi. Oltre a seguire le attività del festival è molto interessante la visita del monastero, tra i rari antichi luoghi di culto usciti con pochi danni dalle devastazioni perpetrate durante la rivoluzione culturale. Fondato nel 1709, giunse ad avere una popolazione di 4000 monaci, oggi ridotti a circa 1000; vi sono molti collegi monastici e templi, con affreschi e statue bellissimi.

5°g.  28/7 Labrang – Gartse - Yarma Tashikyil - Repkong (Rongpo Gyakhar) [Tongren]   La strada per Repkong si snoda in direzione nord ovest attraverso monti ondulati dove prevalgono le praterie, un ambiente molto bello. Si lascia lo stato del Gansu attraverso un passo di circa 3600 mt che porta nel Qinghai; qui, a circa 58 km da Labrang, si sosta per una visita al monastero di Gartse [Gua Shizesi]: ospita circa 140 monaci ed è edificato vicino al monte Amnye Nyemri. Proseguendo verso nord tra monti ora più arborei nei pressi del villaggio di Zhongpang si lascia la strada principale con una breve deviazione a destra della strada principale che porta all’eremo di Yarma Tashikyil, un tranquillo luogo di ritiro immerso tra i monti dove, godendo di panorami stupendi, trova riparo una comunità Nyingmapa tra cui vi sono alcuni ngakpa, gli yogi tibetani; l’eremo è seguito dalla quinta reincarnazione di Zhabkar Tsokdruk Rangdrol, che spesso risiede presso il grande monastero di Rongpo Gonchen a Repkong. Si segnala che potrebbe essere difficoltoso andare su con il mezzo, nel qual caso a piedi ci vuole meno di un’ora. Continuando il viaggio si attraversano vallate con le rocce colorate ed in breve si arriva a Repkong, che dista in tutto 107 km da Lagrang. Qui si alloggia presso l’hotel Sheng Yun Tian Lun; la quota qui è di 2450 mt.

6°g.  29/7 Repkong   Repkong è una cittadina dove la popolazione è in maggioranza tibetana, con diversi centri monastici di varie scuole; la località è famosa per la qualità degli artisti, che sono ritenuti i migliori pittori di arte sacra del Tibet, che con un pizzico di fortuna si potranno ammirare mentre eseguono le loro opere. Questa è anche una delle località tibetane dove la ribellione del 2008 contro il regime di occupazione è stata tra le più forti. S’iniziano le visite dal grande monastero di Wutun (Sangeshong Yagotsang) e da Mago Sangeshong (“Mago” significa ‘basso’, per distinguerlo da Sangeshong Yagotsang. Si completa con il principale monastero della regione, Rongpo Gonchen, di scuola Nyingmapa fondato all’inizio nel XIV secolo, che oggi ospita circa 600 monaci ed è costituito da 9 templi; è retto dalla giovane ottava reincarnazione del Rongpo Kyabgon.

7°g.  30/7 Repkong – Shakhyung [Xiaqiong] - Taktser - Xining   Si lascia Repkong in direzione nord arrivando al fiume Giallo; sui monti che lo cingono a nord, con una deviazione di circa 25 km ci si reca a Shakhyung Gompa (Xiaqiong), o monastero di Garuda, che si affaccia in modo molto panoramico sulla vasta valle del fiume a circa 95 km da Repkong. Si torna quindi sulla strada principale proseguendo ancora verso nord valicando i monti verso Xining, dove con una seconda deviazione si arriva al villaggio di Taktser [Hongyacun] (circa 80 km da Shakhyung): la posizione è bella ed il villaggio interessante, ma il motivo per giungere fin qui è che vi si trova la casa dove nacque il XIV Dalai Lama del Tibet! Con un poco di fortuna si potranno incontrare alcuni suoi parenti (durante l’ultima nostra visita si incontrò suo zio che abita tutt’ora qui) e vedere il piccolo tempio edificato nel giardinetto. Giunti a Xining (altri 60 km circa) si alloggia presso l’hotel Sanwant, dove si viene raggiunti dai partecipanti che seguono solo la parte successiva del viaggio; la quota qui è di 2275 mt.

8°g.  31/8 Xining: Kumbum e treno per Lhasa   Ci si reca a sud della città di Xining per visitare l’università monastica di Kumbum Jampaling. Questo ampio complesso è uno dei cinque grandi centri di studio della scuola Ghelupa in Tibet. Fu edificato a partire dal XVI secolo da Rinchen Tsondru, discepolo del grande maestro Tsongkhapa, attorno ad un albero ed allo Stupa che segnano il luogo in cui questo nacque. Divenne uno dei centri monastici principali del Tibet, con una miriade di templi e conventi, e nei secoli subì attacchi e saccheggi anche da parte dei musulmani. Negli anni ’90 venne in buona parte restaurato ed oggi ospita una comunità di monaci di cui i tibetani sono circa la metà ed il resto in gran parte cinesi; oggi è molto frequentato anche da un gran numero di pellegrini e visitatori cinesi. Si torna in città per prendere il treno per Lhasa, che parte alle 14.05: un viaggio di 1956 km che richiede circa 22 ore. Si hanno a disposizione cabine con quattro cuccette, con letti comodi e dotati di lenzuola pulite e coperte, ma non si può garantire che i partecipanti usino le medesime cabine; a bordo del treno vi è un servizio ristorante, ma si consiglia di essere autonomi ed avere con sé delle bibite e degli spuntini. La ferrovia attraversa l’altopiano tibetano; a sud della città di Golmund (2809 mt) si sale al passo del Kunlun (4700 mt) e si resta in altissima quota arrivando fino al punto più alto, il passo di Tanggula (5072 mt), da dove si scende gradatamente verso Lhasa, a 3650 mt. L’aria delle carrozze oltre Golmund viene arricchita di ossigeno e ci sono anche degli erogatori di ossigeno a diposizione per chi ne avesse bisogno, ma l’altezza si sente comunque con il respiro che spesso può farsi affannato e possono esserci difficoltà a dormire; è importante avere l’accortezza di ingerire molti liquidi.

9°g.  1/8 Arrivo a Lhasa e Barkor   L’arrivo alla stazione di Lhasa è previsto per le ore 12.00; sistemazione presso un albergo tipico tibetano, il Lubhum Tsang Boutique Hotel e riposo. Per favorire l’acclimatazione e iniziare ad assaporare la parte vecchia della città ci si reca con una tranquilla passeggiata al Barkor, la strada che pullula di pellegrini e circumambula la cattedrale di Lhasa, punto focale della vita tibetana e vivacissimo mercatino. Ci si muove con calma, piano, per favorire l’acclimatazione; chi arriva da Labrang sarà già abbastanza adattato.

10°g.  2/8 Lhasa: Potala, Norbulingka, Jokhang   (NB: l’ingresso al Potala viene fissato dalle autorità ad un orario predeterminato, quindi la sequenza delle visite dei siti potrà variare) Ci reca al Potala, l’imperdibile Palazzo del Dalai Lama colmo di tesori d’arte  – dove per molti la lunga scalinata per entrare è il test più duro dell’intero viaggio! Prossima tappa il Norbulingka, il palazzo estivo dei Dalai Lama immerso in un bel giardino. Nel pomeriggio si visita la magnifica cattedrale del Jokhang che custodisce la statua di Jowo Sakyamuni, una reliquia circondata di mito e leggende, sicuramente l’oggetto più prezioso del Tibet. Si completa la giornata con una passeggiata nella città vecchia, che è abitata in prevalenza da tibetani; camminando dal Barkor si possono raggiungere, tempo e voglia permettendo, il convento di Ani Tshamkhung, il tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, il Gyume e diversi altri siti minori, cari al cuore dei tibetani.

11°g.  3/8 Lhasa: escursione a Ganden (FESTIVAL)   Ganden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, capostipite della scuola Ghelupa, è costruita in posizione panoramica a 4500 mt su di un monte che sovrasta la valle del fiume Kyuchu, circa 40 km ad est di Lhasa. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali; il grande Stupa contiene alcune reliquie del corpo di Lama Tsongkhapa, che furono ritrovate setacciando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e la terra. Oggi è una giornata molto speciale perché viene esposta la grande tanka che rappresenta Buddha Sakyamuni, momento culminante di un complesso insieme di rituali officiati dai monaci, a cui assistono stuoli di pellegrini, richiamati sia dall’evento che dal valore molto speciale che Ganden ha nella tradizione del Tibet: questa fu infatti la residenza dove Lama Tsongkhapa concluse la sua opera. Nell’arco della giornata si eseguirà anche la breve circumambulazione del monte dove sorgono i molti templi e collegi, godendo sia dell’atmosfera intensa che degli splendidi panorami che il kora offre sulla vallata del Kyuchu; sul percorso, dove s’incontrano molti pellegrini. vi sono alcune grotte di meditazione e, alla fine del sentiero, il piccolo Gompa di Tsongkhapa. Si rientra a Lhasa nel tardo pomeriggio, dove si avrà del tempo a disposizione per un poco di relax o per un giro in centro.

12°g.  4/8 Lhasa: Drepung, Nechung e Sera   Oggi si visitano le università monastiche nei pressi di Lhasa. Si inizia con Drepung, che prima dell’invasione era la più grande del Tibet, includendo il vicino tempio di Nechung, antica sede dell’oracolo di stato tibetano che conserva dipinti difficilmente visibili altrove, dove sovente si può assistere alle cerimonie. Nel pomeriggio ci si reca a visitare l’università monastica di Sera, posta ai margini della città, dove si ammirano templi interessanti e spesso si può assistere al dibattito dei monaci nel giardino del Gompa. Proseguendo per un tratto oltre Sera, si sale al piccolo monastero di Pawangka, dove in una grotta posta ai piedi della roccia sotto le mura rotonde del gompa meditava Songtsen Gampo, il re del Tibet, nell’VIII secolo. Rientrati in città si avrà un po’ di tempo libero, ottima occasione per recarsi a curiosare nel Barkor.

13°g.  5/8 Lhasa – Shabdrugling - Gongkar Chode - Dorje Drak - Samye   Si lascia Lhasa seguendo l’autostrada che porta verso l’aeroporto e, superato il ponte sullo Tsangpo, si giunge al monastero di Gonsar Chode [Gongga Qudesi] (70 km). In questo ampio Gompa di scuola sakyapa, immerso in un ambiente tranquillo, si ammirano molti affreschi originali sopravvissuti alle vicissitudini dell’invasione cinese e alcune statue di ottima fattura, inclusa un’impressionante effige di Yamantaka; solitamente è possibile visitare anche il piano superiore dove, tra le diverse stanze ed il bel panorama, vi è un interessante tempio dedicato alle divinità tantriche dell’Anuttarayoga. Da qui si raggiunge sul lato opposto della valle per una breve visita il monastero ghelupa di Gongkar Shabdrugling, situato su di uno sperone che si eleva sopra uno splendido villaggio tradizionale [Gonggaxuecun], con una vista imperdibile sul vasto fiume Tsangpo. Si torna quindi al ponte sullo Tsangpo e lo si riattraversa per seguirne la sponda settentrionale verso est per Samye [Sangyezhen], che dista 85 km. A circa metà percorso si visita il monastero nyingmapa di Dorje Dra; storicamente importante, è ubicato in una pittoresca posizione vicino al grande fiume. È tenuto con grande cura dalla comunità monastica e dalle persone del vicino villaggio, e vanta anche un nuovo tempio ispirato nella forma a Zangtopelri, la Terra Pura di Guru Rimpoce, con le sale sovrapposte ottimamente decorate; è molto piacevole fermarsi a gustare un tè nel refettorio. Giunti a Samye si alloggia presso la Monastery Guest House, il miglior alloggio disponibile, che richiede un po’ di adattabilità ma quantomeno ha le stanze dotate di servizi e, soprattutto, è ubicato a pochi passi dal tempio. Samye è il più antico monastero buddista del Tibet, situato nei pressi di una zona di belle dune di sabbia nei pressi di un villaggio non lontano dallo Tsangpo; il tempio principale è costruito su 4 livelli e rivela affreschi e statue di rara bellezza ed è posizionato all’interno di un ampio recinto sacro, delimitato da un lungo muro circolare sormontato da piccoli chorten, dove si trovano diversi templi e quattro grandi Stupa, tutti meritevoli di una minuziosa visita. Si completa la giornata con una prima perlustrazione del sito.

14°g.  6/8 Samye e Chimpu   Ci si reca al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita giovani monache che sovente al mattino sono impegnate nei loro rituali; i loro canti sono molto toccanti. Partendo da qui, passeggiando lungo il sentiero che si inerpica alle spalle del Gompa, tra formazioni di grandi massi ed il bosco, s’incontrano le casupole di solitari monaci e monache, piccoli templi e grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui si ritirarono anche Guru Rimpoce e Atisha, e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale dai sereni meditatori che hanno posto qui la propria dimora. Il percorso completo richiede circa due o tre ore; non è necessario percorrerlo tutto, ma è consigliato perché i tempietti che s’incontrano sono anche ricchi di reliquie importanti e l’insieme è assolutamente speciale. Rientrati a Samye ci si reca allo storico tempio, completando la visita che si è iniziata nella giornata di ieri. Per la sera per le ultime luci si sale a piedi la collina di Hepori, posta a sud est del Gompa, che offre una vista stupenda sulla valle tra lo sventolio delle bandiere di preghiera, con le dune di sabbia e lo Tsangpo, e soprattutto rivela la forma mandalica dell’insieme voluta da Guru Rimpoce (Padmasambhava); il piccolo tempio sul colle è dedicato all’entità di protezione che venne assoggettata qui dal grande Guru, che dopo una storica metamorfosi oggi è ancora attiva e si manifesta come oracolo di stato tibetano, il grande Nechung.

Per chi rientra

15°g. 7/8 Samye – Gonggar (Aeroporto di Lhasa) e volo di rientro   Si ripercorre a ritroso verso ovest la riva settentrionale dello Tsangpo e, superato il ponte sul fiume, si arriva all’aeroporto, che dista 77 km. Il volo di rientro della Air China parte dall’aeroporto di Lhasa alle 16.10 con arrivo a Chengdu alle 18.15, da quì si riparte per Pechino alle 19.30 con arrivo alle 22.35.

16°g. Sabato 8 agosto, arrivo a destinazione   Il volo per Milano parte da Pechino alle 1.30 con arrivo a Milano Malpensa alle 6.30 mentre il volo per Roma parte alle 2.05 con arrivo alle 6.45.

Estensione a Gyantse e Shigatse

17°g. 7/8 Samye – Yamdrok Tso con Samding – Gyantse   Si ripercorre a ritroso verso ovest la riva settentrionale dello Tsangpo e, superato il ponte sul fiume, si oltrepassa Gongkar Shabdrugling e quindi si lascia la grande valle dello Tsangpo salendo verso sud al passo di Gampa (4794 mt) che offre una visuale indimenticabile sul vasto specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune  superano i 7000 metri. Raggiunte le sponde del lago se ne segue il perimetro per un bel tratto e con una deviazione ci si reca al monastero di Samding, uno dei rari siti dell’esoterica scuola dei Bodonpa che risale al XII secolo, la cui badessa è riconosciuta come una Kandroma (dakini) ed è considerata una delle maestre spiritualmente più elevate del Tibet. La posizione è fantastica, con grandiosi panorami sui monti e sul lago, e nel Gompa si trovano molti affreschi recentemente restaurati. Proseguendo, si valica lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) dove la strada passa tra le pasture degli yak sfiorando i poderosi ghiacciai del Nyengchen Kang Ksa, la cui vetta si staglia oltre i 7000 metri, e, dopo aver costeggiato un lago di origine artificiale, si arriva a Gyantse, dove si alloggia all’hotel Yuthok o simile. La tappa è di 287 km (oltre 5 ore), a cui si aggiunge la deviazione per Samding; la quota qui è di 4025 mt.

18°g. 8/8 Gyantse   Gyantse è la città del Tibet Classico meglio preservata. L’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.), e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue e affreschi: chi è in grado di decifrarne la complessa simbologia può leggervi l’intero percorso iniziatico del misticismo tibetano. Nel corso della giornata ci si reca anche nei pressi della cittadina per vedere come si svolge la lavorazione della tsampa, il tipico cereale che si utilizza in Tibet, con l’utilizzo di una macina idraulica. La visita al castello di Gyantse completa la giornata, regalando un’ottima panoramica sul complesso monastico, sulla cittadina e le valli circostanti.

19°g. 9/8 Gyantse – Shalu - Shigatse   Prima di arrivare a Shigatse (90 km) una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano interessanti affreschi nella penombra. Fu qui che Buton Rimpoce nel XIV secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano; nei pressi si trova l’antichissimo tempio di Gyengong Lhakang, fondato nel 997. Giunti a Shigatse, seconda città del Tibet, ci si reca a visitare il grandioso complesso monastico di Tashilhumpo fondato nel 1447 dal primo discepolo di Tsongkhapa, retrospettivamente riconosciuto come la prima incarnazione del Dalai Lama, e sede storica del Panchen Lama; è uno dei più grandi del Tibet, con molti templi e sale dove sono conservati inestimabili tesori, tra cui primeggiano i giganteschi Stupa dei Panchen Lama. Completa la giornata un giro nella parte vecchia ai piedi del ricostruito Dzong. Si alloggia presso il Manosarowar hotel o simile; la quota è di 3845 mt.

20°g. 10/8 Shigatse, treno per Lhasa; nomadi di Taktse   Ci si reca in stazione dove il treno per Lhasa parte alle 7.50, con arrivo previsto alle 10.27 (orari da confermare); i panorami sono molto belli, lungo le vallate dello Tsangpo. A Lhasa si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Chi preferisce potrà utilizzare la giornata a Lhasa a proprio piacimento; il programma prevede di recarsi nel distretto di Taktse nei pressi di Lhasa raggiungendo con circa un’ora di guida (55 km) un’area dove si accampano i nomadi tibetani. Si potrà condividere per qualche ora la vita di queste persone, assaggiando i prodotti caseari incluso l’ottimo yogurt di yak - e i più temerari potranno anche provare a cavalcare uno yak! Si potrà provare ad indossare i loro abiti, stampare le bandiere di preghiera e passeggiare in questa bell’area naturale.

21°g. 11/8 Lhasa e volo di rientro   La mattina è a disposizione per un ultimo giro nella città vecchia e tra i mercatini. Si lascia la città in tempo utile per recarsi all’aeroporto (circa un’ora di viaggio), dove il volo di rientro della Air China parte alle 16.10 con arrivo a Chengdu alle 18.15, da quì si riparte per Pechino alle 19.30 con arrivo alle 22.35.

22°g Mercoledì 12 agosto, arrivo a destinazione    Il volo per Milano parte da Pechino alle 1.30 con arrivo a Milano Malpensa alle 6.30 mentre il volo per Roma parte alle 2.05 con arrivo alle 6.45.

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2500; + € 100 dopo il 15/6/’20 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

Viaggio  breve (partenza 29/7 per Xining): sconto di € 500

Estensione (minimo 2 persone) a Gyantse e Shigatse: € 750, rientro il 12/8

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), tutti i trasporti indicati nel programma inclusi i treni ed esclusi i voli, l’alloggio in camera doppia, la colazione a Lhasa, la pensione completa nelle altre località ad eccezione del viaggio in treno, la presenza dell’accompagnatrice dall’Italia, il permesso d’ingresso in Tibet, gli ingressi ai siti indicati nel programma.

La quota non comprende: i voli che costano a partire da € 1250 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto cinese, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba provvede alla prenotazione dei voli su richiesta dei viaggiatori, ma non obbliga ad utilizzare questo servizio e chi preferisce può provvedere all’acquisto dei voli direttamente; questo anche per permettere a chi ne ha la possibilità di usufruire di punti, sconti e/o tariffe agevolate.

Supplementi: € 100 se si prenota dopo il 15/6/2020. Per il viaggio completo: € 380 per la stanza singola, € 150 con 5 partecipanti, € 300 con 4, € 700 con 3; per il viaggio breve (partenza da Xining): € 250 per la stanza singola, € 150 con 5 partecipanti, € 250 con 4, € 400 con 3; per l’estensione a Gyantse e Shigatse: € 120 per la singola, € 150 con 3 partecipanti, € 450 con 2. Per eventuali trasferimenti necessari per voli con orari diversi da quelli indicati nel programma (costo dei singoli trasferimenti, valore totale fino a 5 persone) € 100 sia a Lanzhou che a Xining o Lhasa.

Visti e documenti: il visto cinese deve essere ottenuto prima della partenza. Per l’ottenimento del permesso d’ingresso in Tibet bisogna far pervenire ad Amitaba appena possibile la fotocopia del passaporto che deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - yuan del 19/12/'19 (Banca d’Italia): € 1 = CYN 7,7783, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

Informazioni e iscrizione

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storia e tradizione

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.