STORICO VIAGGI

TAGIKISTAN

 

TAGIKISTAN

Il Tagikistan, incastonato nel centro dell’Asia, confina con l'Uzbekistan ed il Kirghizistan ad ovest ed a nord, con l'Afghanistan a sud e la Cina ad est. È un Paese prevalentemente montuoso dove la complessa orografia ha favorito la vicinanza di popoli con caratteristiche culturali ed etniche diverse: dai monti Fan che si affacciano verso Samarcanda e nascondono laghi molti pittoreschi, tra cui il celebre ‘lago di Alessandro’, alle possenti catene del Pamir che coprono gran parte dei territori occidentali con vette che superano i 7000 metri che si specchiano su laghi turchesi, con grandissimi ghiacciai, tra cui il Fedchenko, lungo 77 km. È una repubblica multietnica, la maggior parte della popolazione è di etnia tagika (circa il 68%), occupa in prevalenza le aree occidentali e parla una lingua che deriva dal persiano, mentre una gran parte della minoranza è costituita dai Pamiri che popolano le impervie regioni occidentali. I diversi gruppi (gli stessi Pamiri sono divisi in cinque gruppi principali) condividono una cosa molto importante per noi visitatori: la cordialità delle persone.

Amitaba in Tagikistan organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze; questi solitamente prevedono dei circuiti che includono i Paesi limitrofi, principalmente il Kirghizistan, ed a volte l’Uzbekistan con la parte di Fergana ed anche il Wakhan afgano. Per valutare le diverse possibilità che il Tagikistan ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare qui nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba e consultare i percorsi che trovate per il Tagikistan tra i viaggi su misura.

Tutti gli itinerari riportati sono ben calibrati e studiati in ogni dettaglio, ottimi così come sono, e possono essere presi anche come punto di riferimento per ulteriori aggiunte e varianti.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
TAGIKISTAN E KIRGHIZISTAN 2019: Wakhan, Pamir e Tien Shan, nel cuore dell’Asia Centrale
Un viaggio tra culture ed etnie affascinanti, alla scoperta di una natura sorprendente
Periodo: 3 ago - 18 ago
Dopo la visita di Dushambe e di Hissar si lascia la capitale del Tagikistan in direzione sud est entrando nelle montagne del Pamir ed arrivando al ruggente fiume Panj, che demarca il confine con l’Afganistan. Se ne risalgono le acque, si sosta a Kalai-Khunb e, procedendo in direzione sud, si arriva a Khorog, centro principale del Pamir. Continuando lungo il fiume si transita da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, si arriva nel punto più meridionale del tour. In queste regioni si incontrano le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan tra le ampie valli contornate da impressionanti monti che superano i 7000 metri; oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Indokush. Si procede ora in direzione nord est seguendo il versante tagiko del Wakhan e sostando nell’interessante villaggio di Yangm. Oltre Langar, località celebre per i graffiti rupestri e la vista che da questi si ha sul corridoio del Wakhan afgano, si valica il passo di Khargush accedendo all’altopiano pamiro nella regione del lago di Yashikul, un mondo questo scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Dopo una deviazione nella remota valle di Shakhty si giunge al paese di Murgab, dove si sarà presenti (NB: non è ‘garantito’ perché la data prevista del 10/8 potrebbe non essere rispettata) per un’interessante evento di folclore locale che include le corse coi cavalli e sfilate, e si punta verso nord attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari dell’itinerario, l’habitat naturale dei cammelli bactriani, un territorio ornato da laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente. Superato il passo di Ak Baital (4655 mt), il punto più alto dell’intero percorso, si giunge allo spettacolare lago Karakul, dove i monti glaciali della catena del Picco Lenin che superano i 7000 metri si specchiano nelle vaste acque turchesi. Oltre Karakul si valica, ancora in direzione nord, il passo Kyzyl-Art al confine col Kirghizistan, dove si fa il cambio di mezzi e guide locali; si attraversano le prime regioni nomadiche kirghise, con le verdi pasture che coprono le vallate e le yurte che punteggiano l’orizzonte tra grandi greggi e, oltre il passo di Taldyk (3615 mt) attraverso valli cromatiche, si scende ad Osh (950 mt) ai bordi orientali della fertile valle di Fergana. Questa regione è il polmone agricolo del centr’Asia, e fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali che la abitano. Ammirevoli sono l’antica città di Osh, i bazar fuori dal tempo, come Uzgen, e, nell’area di Arslanbob, le sorprendenti foreste secolari di noce e le cascate. Proseguendo, la direttrice è ora nord est: attraverso il valico di Ak Moinok (2940 mt) e superando spettacolari costoni e vallate si arriva a Kazarman e da qui si continua nell’ambiente selvaggio del Tien Shan occidentale, ritrovando i nomadi tra le yurte che contornano il lago di Son Kul, considerato da molti il punto più bello del Kirghizistan. Proseguendo ancora a nord est, si sosta a Kochkor e da qui, oltre il sito di Burana, si raggiunge Bishkek, capitale del Kirghizistan, in direzione nord ovest. La "Via della Seta", il viaggio di una vita Questo viaggio, “Tagikistan e Kirghizistan”, costituisce la seconda parte di un percorso che copre l’intera Via della Seta con tre viaggi consecutivi, eseguibili anche singolarmente. La prima parte inizia il 21/7 con il programma "Da Khiva a Samarcanda”: un percorso che, iniziando da Nukus e Khiva nell’ovest dell’Uzbekistan, giunge, attraverso la parte uzbeka di Fergana ed i monti Fan, a Dushambe, punto d’inizio del percorso qui descritto. Arrivati a Bishkek, al termine del programma qui presentato, inizia la terza parte, “Dal Kirghizistan a Kashgar e Xian”, che prosegue per il Sinkiang cinese attraverso gli alti passi del Pamir. Si arriva a Kashgar, si visitano le alte valli del Muztaghata ed i siti principali della rotta settentrionale della Via della Seta: Turfan, Bezeklik, Gao Chang, Jiahoe e Dunhuang con le grotte di Mogao, includendo anche il punto finale della Grande Muraglia a Jiayuguan ed il deserto colorato di Zhangye. Da qui si raggiunge in volo l’antica capitale di Xian e si completa il tour arrivando fino al sito rupestre buddista di Longmen nei pressi della città di Luoyang. Nota tecnica Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone, in particolare tra gli ismailiti, ma non solo. La parte più temuta da molti è la regione tagika; si tenga presente che il confine afgano è molto controllato ed in ogni caso lungo il fiume Panj, che delimita i due paesi, vivono ‘al di la del fiume’ altri pamiri ismailiti che nulla hanno a che vedere con i temibili talebani che imperversano più a sud. Nel Wakhan le donne velate sono rare, ed in generale una piccola minoranza ovunque; può succedere di rimanere basiti perché spesso è possibile intrattenere con loro delle conversazioni in inglese! Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e quindi richiesto un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; lungo il Panj solo a Khorog c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza); a Yangm si alloggia in una bellissima casa pamira, presso famiglie locali ad Arslanbob, a Kazarman ed a Kochkor, in locanda tipica a Murgab, un alloggio per viaggiatori a Karakul e ci si accomoda una notte nelle yurte a Son Kul (qui vengono posti i materassi su dei tappeti, in effetti è molto comodo). Alloggiando nelle diverse sistemazioni locali si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che a volte si utilizzano residenze private, con le stanze senza servizi e dove può essere necessario dividersi tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile ed il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è importante portare con sé un sacco a pelo. Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Hyundai Starex (porta fino a 5 persone); in Kirghizistan un pulmino Mercedes Sprinter. La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi. Per i visti: l’ingresso nei Paesi richiede un passaporto con sei mesi di validità minima dal momento dell’arrivo. Il timbro d’ingresso in Kirghizistan viene apposto al confine e non ha costo; per il Tagikistan il visto va fatto in internet sul sito ufficiale ed ha un costo complessivo di $ 70 (sul formato della richiesta in internet va cliccata la casella “GBAO Permit” che è il permesso aggiuntivo per il Pamir che porta il costo a $ 70 – attenzione, non fare il visto da $ 50 perché esclude l’ingresso nel Gorno-Badakhshan, ovvero il Pamir) – si consiglia di chiedere l’ingresso dal 31/7.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 3 agosto, partenza per Dushambe Per raggiungere Dushambe, capitale del Tagikistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Turkish Airlines; con questa compagnia la partenza da Milano Malpensa è alle 14.45 per Istanbul con arrivo alle 18.35, o da Roma Fiumicino alle 15.25 con arrivo alle 19.00. Si parte poi da Istanbul alle 20.55. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 4/8 Dushambe Si atterra a Dushambe alle 3.35; qui è in attesa dei partecipanti la guida locale e ci si trasferisce presso l’hotel Hilton Dushambe o simile. Nel pomeriggio si effettua una visita in città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la fortezza antica più importante del Tajikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un salto sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il museo archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) ed il museo nazionale (che ritrae la storia del Tagikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent). 3°g. 5/8 Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbechistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del ‘mondo moderno’ e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? Giunti a Kalai Khumb si alloggia in una locanda locale, il ‘Karon Palace’ o simile; la tappa è di circa 380 km. 4°g. 6/8 Kalai Khumb – Khorog (2100 mt) Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan e seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branchia dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico ed il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. Si alloggia presso l’hotel Lal o il Dehli Darbor; la tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio. 5°g. 7/8 Khorog – Yangm Si continua in direzione sud arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica dove fino a pochi anni fa si teneva un mercato afgano sull’isolotto del fiume. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano con vette glaciali spettacolari il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah ed il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6726 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni estere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm, dove si alloggia in una tipica casa pamira, la Homestay Aydar. Qui è molto interessante il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun. 6°g. 8/8 Yangm – Langar Continuando verso est di incontra il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km), dove si alloggia in un alberghetto locale. Da qui salendo a piedi sul versante del monte si raggiungono gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (45 min circa) e uno più in alto (circa un’ora e mezza), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle che spazia fino all’imbocco del Wakhan afgano. 7°g. 9/8 Langar - Passo di Khargush (4286 mt) – Yashikul – Shakthy - Murghab (3630 mt) Si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels (6510 mt); si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi, ed attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo, superato un bel lago, si incrocia la “M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al bacino di Barunkul, dove si trovano un piccolo villaggio ed un lago, e, poco oltre, al lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota: uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio (Murghab da qui dista circa 140 km) tornando sulla “Highway M41” e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e, prima di Murghab, si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione, dove si alloggia presso una tipica locanda locale, il Pamir Hotel o simile. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in … container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà è costituita da tagiki. 8°g. 10/8 Murghab (Torneo a cavallo) – Passo di Ak Baital (4655 mt) – Lago Karakul (3823 mt) Nel corso della mattina dovrebbe svolgersi, se non vi sono varianti di data decisi all’ultimo momento, un’interessante festa con un torneo a cavallo. Dopo un discorso d’apertura delle autorità locali vi è una sfilata in costumi tradizionali con bardature a festa per cavalli, cammelli ed alcuni Yak, inizia quindi un torneo dove i cavalieri al galoppo devono raccogliere da terra degli oggetti nel minor tempo possibile e, per terminare, vi è una sfilata al galoppo di tutti i partecipanti. Dopo pranzo si prosegue il viaggio sulla “M41” verso nord valicando il passo di Ak Baital, con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo … La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). Si alloggia in una semplice locanda locale recentemente allestita per i turisti, la Homestay Erkin, dove è anche possibile stare in una yurta; la tappa è di circa 150 km. 9°g. 11/8 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Sary Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt) Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art vi è il punto di confine dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di uscita, si prosegue con la nuova guida ed i mezzi kirghisi; il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan è alla base del passo. Si transita in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Giunti nell’ampia vallata verde di Sary Tash, dove si affaccia imponente a meridione la candida catena del Pamir su cui svetta il Picco Lenin, si incrocia la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang; si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove col tempo limpido si vede per l’ultima volta la vetta del Picco Lenin, e si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari, anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata ai bordi della grande vallata di Fergana dell’Uzbechistan. Si alloggia presso l’hotel Rayan, Sunrise o simile; la tappa è di 280 km. 10°g. 12/8 Osh Si visita il ‘Trono di Salomone’, importante luogo di pellegrinaggio musulmano, ed il museo. Oltre ai siti storici, una parte molto accattivante è il bazar di Jayma, ubicato nelle medesima posizione dai tempi del Via della Seta, ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale; vi si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e vi si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 11°g. 13/8 Osh – Arslanbob (1700 mt) Si lascia Osh contornando il confine uzbeco che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, che funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo; si vista il mausoleo e si ci si reca al magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si arriva per il pranzo presso una famiglia locale dove si alloggia anche per la notte. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata in un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontra, con circa mezz’ora di cammino, anche una cascata. La tappa è di circa 240 km. 12°g. 14/8 Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt) Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi, simile come durata al tratto di ieri ma un poco più impegnativo. Quindi si parte tornando a Jalal Adab per il pranzo e si procede in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman, dove si alloggia in una comoda casa privata. La tappa è di circa 250 km. 13°g. 15/8 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt) Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Si percorrono circa 240 km. Qui è possibile noleggiare un cavallo e fare un giro delle praterie accompagnati da un pastore, sia oggi che l’indomani mattina. 14°g. 16/8 Son Kul – Passo Kalmak-Ashu (3350 mt) - Kochkor Si trascorre qui la mattina. Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km), superando il passo di Kalmak-Ashu con bei panorami sul vasto lago. A Kochkor si alloggia in una comoda casa privata e si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. 15°g. 17/8 Kochkor – Burana - Bishkek Si prosegue il viaggio in direzione nord arrivando in breve al bacino del lago Orto-Tokoi; da qui si valicano i monti del Kungey Ala-Too, la propaggine più settentrionale delle catene del Tien Shan che delinea il confine col Kazakistan, arrivando ai margini della vaste pianure che si aprono verso i vasti spazi dei nomadi kazaki. Prima di giungere a Bishkek si visitano le rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo; in città ci si sistema presso l’hotel Asia Mountains 2, Garden o simile e si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte. Si cena in un ristorante tipico. 16°g. Domenica 18 agosto, volo di rientro Il volo della Aeroflot parte alle 6.05 con arrivo a Mosca alle 7.45; si riparte per Milano Malpensa alle 9.10 con arrivo alle 10.55 o per Roma Fiumicino alle 9.40 con arrivo alle 11.45. Per gli orari di altre connessioni contattare Amitaba.
TAGIKISTAN e UZBEKISTAN 2019: Da Khiva e Samarcanda a Fergana e Dushambe
Estensione finale: Fergana e Tagikistan
Periodo: 21 lug - 30 lug
ESTENSIONE A FERGANA E IN TAGIKISTAN Da Tashkent è prevista un’estensione di cinque giorni che porta nella valle di Fergana, lo storico ‘granaio’ del centr’Asia, ed arriva a Dushambe, capitale del Tagikistan, attraversando la catena dei monti Fan. Si possono così visitare diversi siti interessanti, da Kokand alle antiche rovine di Panjikent, ed ammirare gli scenari naturali molto belli di questa catena di monti selvaggi, incastonata in diversi punti da laghi turchesi, tra cui uno porta il nome di Alessandro (Iskanderkul), a memoria del gande condottiero che giunse anche qui. La "Via della Seta", il viaggio di una vita Questo viaggio costituisce la parte iniziale di un percorso che copre l’intera Via della Seta con tre viaggi consecutivi, eseguibili anche singolarmente: completata la parte qui descritta, inclusa l’estensione, si può proseguire da Dushambe attraversando il Tagikistan e poi il Kirghizistan, giungendo nella parte finale a Kashgar nel Sinkiang cinese e da qui fino a Xian, l’antica capitale cinese. Questo viaggio, “Da Khiva a Samarcanda”, costituisce così il primo tratto di questo grande itinerario diviso in tre parti. La seconda parte, “Tagikistan e Kirghizistan", inizia da Dushambe, capitale del Tagikistan, e segue il corso del fiume Panj fino al corridoio del Wakhan e da qui attraversa il Pamir, col lago Karakul ed il Picco Lenin, arrivando ad Osh e, oltre le propaggini occidentali dei monti del Tien Shan, regno dei nomadi kirghisi, giunge a Bishkek, capitale del Kirghizistan. La terza parte, “Dal Kirghizistan a Kashgar e Xian”, prosegue per il Sinkiang cinese valicando gli alti passi del Pamir arrivando a Kashgar, include la visita delle alte valli del Muztaghata e dei siti principali della rotta settentrionale della Via della Seta: Bezeklik, Gao Chang, Jiahoe e Mogao, includendo anche il punto fiale della Grande Muraglia a Jiayuguan ed il deserto colorato di Zhangye. Da qui si raggiunge in volo Xian, dove si arricchisce l’interessantissima visita con il sito rupestre buddista di Luoyang. Nota tecnica Gli hotel utilizzati sono di buona qualità, tra i migliori disponibili, e sono stati selezionati, dove ve ne sono, alberghi che hanno carattere tipico. Per i trasporti terrestri si utilizzano comodi pulmini di recente immatricolazione dotati di aria condizionata. Gli uzbechi sono molto orgogliosi della loro cucina e dell’ottimo pane che sfornano, ed i viaggiatori concordano; si consumano i pasti in diversi locali tipici, non solo negli hotel, e vi è la possibilità di richiedere un menù vegetariano per l’intero viaggio. Ci si aspetta un clima secco e caldo; le medie stagionali indicano le temperature massime a Khiva con 34°C. e minime a Samarcanda con 16°C.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 21 luglio, partenza in volo per l’Uzbekistan Per raggiungere Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Aeroflot; con questa compagnia la partenza da Milano Malpensa è alle 14.40 per Mosca con arrivo alle 19.25, o da Roma Fiumicino alle 14.20 con arrivo alle 18.55. Si parte poi da Mosca alle 20.50. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 22/7 Tashkent L’arrivo a Tashkent è previsto alle 2.45; si viene accolti dalla guida locale e ci si trasferisce in hotel; si utilizza l’hotel Ichan Qala o Sharq o Samir o Shodlik o similare. Mattina di riposo. Nel pomeriggio si visita la città, che è il centro urbano più grande dell’Asia centrale, iniziando dal complesso di Khast Imom, centro religioso del paese dove si trovano diversi siti interessanti (la madrassa Barak-Khan, la moschea Tilla Sheikh, il mausoleo di Abu Bakr Kaffal Shashi e l’istituto islamico dell’Imam al-Bukhari), e dal grandissimo bazar di Chor-Su. Si prende poi un tratto della metropolitana, che è uno dei punti di interesse per la sua tipologia costruttiva e le ricche decorazioni che risalgono al regime sovietico, arrivando nel centro della Tashkent moderna alla grande piazza con la statua equestre di Amir Timur (Tamerlano), la piazza dell’Indipendenza ed il museo di Arti Applicate. 3°g. 23/7 Tashkent – Nukus – Khiva Si lascia presto l’hotel portando con sé la colazione al sacco in aeroporto, dove ci si imbarca sul volo della Uzbekistan Airlines per Nukus (7.30 – 9.10, orari da confermare). Questa remota cittadina nell’ovest del paese ospita lo straordinario museo Savitsky, appellato da alcuni ‘il Louvre del deserto’, dove ci si reca per una visita. Dopo pranzo si parte per Khiva (200 km, circa 4 ore), iniziando il viaggio verso est; sul percorso si visitano due importanti siti dell’antico regno della Corasmia: Shylpyk-Kala, un tempio fortezza zoroastriano, e le impressionanti rovine di Toprak Kala, che ne fu la capitale nel III secolo. Giunti a Khiva si alloggia presso l’hotel Malika Kheivak o Orient Star o Malika Khiva o Old Khiva similare. 4°g. 24/7 Khiva Si dedica la giornata alla visita di Khiva; la parte antica, designata dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità’, è circondata da mura perimetrali e contiene i principali monumenti storici, una città-museo. La si percorre tutta a piedi accompagnati dalla guida, si ha decisamente la sensazione di essere fuori dal tempo; gli edifici sono stupendi, le maioliche colorate preziose, un insieme unico al mondo. Pur essendo essenzialmente un sito storico, non è solo un’incantevole cittadina museo e vi sono anche interessanti negozi con dell’ottimo artigianato da acquistare; si avrà anche del tempo, per poter esplorare la città murata a proprio piacimento, non è così grande per cui non ci si perde e i minareti sono ottimi punti di riferimento. 5°g. 25/7 Khiva – Bukhara Tempo libero fino alla partenza per la stazione di Urgench (40 km), dove si prende il treno per Bukhara, un tragitto verso est attraverso il deserto del Kyzylkum: si parte alle 15.30 con arrivo alle 22.30 (orari da confermare). Giunti a Bukhara si alloggia presso l’hotel Amulet o Kavsar o K. Komil o Kukeldash o Minzifa o Rustam & Zukhra o Siyavush o Zargaron o similare. 6°g. 26/7 Bukhara Il centro della città storica è un gioiello; lo si esplora a piedi con la guida. Il punto d’inizio è la piazza di Lyabi Hauz e alcuni dei punti salienti sono la moschea Maghoki-Attar, che è la più antica dell’Asia e il punto più sacro della città, i bazar coperti, il minareto di Kalon, le moschee di Kalon e Bolo-Khauz, le madrasse Chor Minar, Mir-i-Arab, Ulugbek e Abdul Aziz Khan, il palazzo di Ark e i mausolei di Ismail Samani e Chashma Ayub. In serata si assiste allo spettacolo folcloristico tenuto presso la madrassa di Nodir Devan Begi. Tempo permettendo, si visitano anche i siti limitrofi alla città: il palazzo estivo dell’emiro ed il mausoleo del grande santo sufi Bakhoutdin Naqshbandi. 7°g. 27/7 Bukhara – Shakhrisabz - Samarcanda Si parte in pulmino, proseguendo il viaggio verso est arrivando nella città di Shakhrisabz, luogo natale di Tamerlano, che dista 264 km, un percorso di circa 4 ore. Si effettua una visita completa: ai resti del palazzo di Ak-Saray, ai mausolei di Jehangir e di Dorut Tilovat ed alla moschea di Kok-Gumbaz. Nel pomeriggio si parte per Samarcanda, situata 85 km più a nord; si attraversa un passo con bei panorami verso la catena dei monti Fan ad est. Si alloggia all’hotel Asia Samarkand o Grand Samarkand o Malika Prime o Platan o Sultan o similare. 8°g. 28/7 Samarcanda Considerata il gioiello della Via della Seta, è una città il cui centro affascina ogni persona che abbia il piacere di percorrerlo: oggi se ne visitano gran parte delle meraviglie. Solitamente si inizia dal mausoleo di Tamerlano, che fa a gara con gli altri siti per bellezza assoluta, e colpisce anche per la visuale che si ha della cupola dal suo interno; da qui una gradevole e breve passeggiata porta alla colossale moschea di Bibi Khanym, la cui storia ha anche un fondo romantico. Proseguendo si giunge nel cuore di Samarcanda: il Registan, uno dei punti più esteticamente appaganti dell’Asia Centrale, con i tre magnifici edifici che la contornano, un luogo che ci fa comprendere lo stupore che si riscontra nei racconti degli antichi viaggiatori. Si continua con il bazar di Siyob, l’osservatorio di Ulugbek, il Gur Emir e la necropoli di Shah-i-Zinda, dove i mausolei compongono una linea di edifici mirabilmente decorati, dalle proporzioni perfette, con molti dei meravigliosi interni visitabili. 9°g. 29/7 Samarcanda – Tashkent Si visitano la tomba di San Daniele ed il museo dell’area archeologica di Afrosiab, che in antichità era l’area centrale della città. Ultima tappa, si raggiunge il villaggio di Koni Ghil, dove viene prodotta artigianalmente la tipica carta di Samarcanda. Il treno veloce per Tashkent, che dista circa 300 km, parte alle 17.00 con arrivo alle 19.10. A destinazione si alloggia presso l’hotel già utilizzato all’arrivo. Per chi rientra: 10°g. Martedì 30 luglio, volo di rientro Ci si reca in aeroporto dove il volo della Aeroflot parte alle 4.45 con arrivo a Mosca alle 7.00; si parte da qui per Milano Malpensa alle 8.35 con arrivo alle 11.10 o per Roma Fiumicino alle 8.50 con arrivo alle 11.30 (per gli orari di altre compagnie e connessioni contattare Amitaba). ESTENSIONE: Fergana e Tagikistan 10°g. 30/7 Tashkent – Kokand - Fergana Fergana dista circa 320 km, un viaggio di circa 4 ore e mezza; situata a breve distanza dal confine tagiko, è il centro principale di una regione storicamente molto contesa dalle popolazioni locali per via della sua fertilità e buona irrigabilità, in quanto è circondata da montagne, un’area da sempre considerata come il granaio naturale dell’Asia centrale. Si inizia valicando il panoramico passo di Kamchik (2267 mt); la prima tappa è a Kokand (236 km), dove si effettua una visita completa dei siti: il palazzo di Khudoyar-Khan, la moschea di Jami e la madrassa di Norbutabeck. Si prosegue per Rishtan, dove vi è un’interessante produzione di vasellame. Giunti a Fergana si visita il parco di Akhmad Al-Fergani; si alloggia presso l’hotel Asia Fergana o similare. 11°g. 31/7 Fergana – Margilan – Kanibodom (confine tagiko) - Khujand Prima di avviarsi verso il confine tagiko ci si reca alla vicina Margilan, dove si visita la madrassa di Said Akhmad-Khoja che ospita un gran numero di artigiani, produttori di tappeti e di sete con la caratteristica lavorazione con i tipici disegni Ikat. Si prosegue quindi verso ovest arrivando al confine tagiko di Kanibodom, che dista da qui 136 km, dove si incontrano i nuovi mezzi con gli autisti e la guida tagiki. Dopo il primo pranzo tagiko si prosegue per Khujand, 80 km ad ovest, dove si alloggia presso l’hotel Khujand, situata sulle rive del Syr Darya all’uscita della valle di Fergana, se pur con meno di 200.000 abitanti è la seconda città del Tagikistan. E’ tra i più antichi insediamenti dell’Asia centrale, si tracciano le sue origini a circa 2500 anni fa, ed ha avuto un ruolo importante per la Via della Seta; sono interessanti da visitare la grande fortezza ed il grade mercato coperto di Panjshanbe. Si alloggia presso l’hotel Parliament Palace. 12°g. 1/8 Khujand – Istaravshan – Panjikent Si lascia Khujand seguendo la strada che conduce verso sud ovest a Istaravshan (80 km) e da qui si inerpica tra i monti Fan arrivando a sud nella valle del fiume Zeravshan; da qui si segue il flusso delle acque che scorrono verso ovest uscendo dalle strette vallate ed arrivando nella piana di Panjikent, un percorso di circa 260 km che richiede più di 5 ore. Si alloggia presso l’hotel Umaryon o Sugd. Si visitano gli scavi di Sarazm, “Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco, e la cittadella, con il piccolo ma interessante museo. 13°g. 2/8 Panjikent, escursione ai 7 laghi Ci si addentra nei monti a sud della cittadina risalendo con il nostro mezzo la valle dei 7 laghi, la più pittoresca della catena dei monti Fan; i primi specchi d’acqua sono più piccoli e stretti tra pareti rocciose ripidissime, e, mentre si sale, i versanti si allargano gradatamente e gli ultimi due sono piuttosto ampi. I laghi, incastonati tra i monti, presentano bellissime sfumature di colore, e si vedono diversi villaggi con le tipiche costruzioni tradizionali; il più alto è posto a circa 2500 mt di altezza. Da qui parte un sentiero che in alcuni giorni di cammino arriva al lago Iskanderkul, che si vede l’indomani, e per chi se la sente è molto bello percorrerne un primo tratto per godere di ottime panoramiche sulla vallata. Si pranza presso una dimora locale, allestita ora come una sorta di agriturismo e, completate le esplorazioni, si rientra. 14°g. 3/8 Panjikent – Iskanderkul – Dushambe Si torna verso est risalendo le acque del fiume Zeravshan, e, proseguendo oltre il punto dove si è giunti l’1/8, si transita da Ayni continuando ora in direzione sud sulla strada che seguendo queste ripide valli porta fino a Dushambe. La si lascia facendo una deviazione di circa 20 km a sud ovest che, risalendo bellissimi pendii sempre più policromi, arriva la mitico Iskanderful, il “lago di Alessandro”, un vero gioiello custodito da questi monti impervi situato a 2195 mt, che dista in tutto circa 150 km da Panjikent. Nei pressi vi è anche un altro piccolo laghetto, che si può raggiungere con una breve passeggiata. Completate le esplorazioni si torna sulla strada principale che conduce verso sud alla capitale, che da qui dista 132 km, arrivando in circa tre ore grazie al tunnel che ora consente di non salire al paso di Anzob. Giunti in città si alloggia presso l’hotel Hilton Dushambe; tempo permettendo, ci si reca a visitare il museo archeologico. 15°g. Domenica 4 agosto, volo di rientro Ci si reca in aeroporto dove il volo della Utair parte alle 5.05 con arrivo a Mosca alle 7.40; si parte da qui per San Pietroburgo con Aeroflot alle 9.40 con arrivo alle 11.05 e da qui per Milano Malpensa alle 15.20 con arrivo alle 16.50; chi va a Roma Fiumicino parte da Milano Malpensa con Alitalia alle 19.00 con arrivo alle 21.15.
TAGIKISTAN e KIRGHIZISTAN 2018: Wakhan, Pamir e Tien Shan, nel cuore dell’Asia Centrale
Un viaggio tra culture ed etnie affascinanti, alla scoperta di una natura sorprendente
Periodo: 4 ago - 19 ago
Dopo la visita di Dushambe e di Hissar si lascia la capitale del Tagikistan in direzione sud est entrando nelle montagne del Pamir ed arrivando al ruggente fiume Panj, che demarca il confine con l’Afganistan. Se ne risalgono le acque, si sosta a Kalai-Khunb e, procedendo in direzione sud, si arriva a Khorog, centro principale del Pamir. Continuando lungo il fiume si transita da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, si arriva nel punto più meridionale del tour dove l’ampia vallata è contornata da impressionanti monti che superano i 7000 metri; oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. In queste regioni si incontrano le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan. Si procede ora in direzione nord est seguendo il versante tagiko del Wakhan e sostando nell’interessante villaggio di Yangm. Oltre Langar si valica il passo di Khargush e si accede così all’altopiano pamiro a Burunkul ed al lago di Yashikul, un mondo questo scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Dopo una deviazione nella remota valle di Shakhty si giunge al paese di Murgab e si punta verso nord per andare a Rankul e, attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari dell’itinerario, habitat naturale dei cammelli bactriani ma ornate da laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente, si supera il passo di Ak Baital (4655 mt), punto più alto dell’intero percorso, arrivando allo spettacolare lago Karakul dove i monti glaciali della catena del Picco Lenin si specchiano sulle acque turchesi del vasto lago. Oltre Karakul si valica ancora in direzione nord il passo Kyzyl-Art al confine col Kirghizistan, dove si fa il cambio di mezzi e guide locali. Qui, dove si incontrano le prime regioni nomadiche kirghise, le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi dei kirghisi. Attraverso il passo di Taldyk (3615 mt) si scende poi a Osh (950 mt), ai bordi della fertile valle di Fergana. Quest’ultima, che è il polmone agricolo del centr’Asia, fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh, i bazar fuori dal tempo, come Uzgen, e le sorprendenti foreste secolari di noce e le cascate di Arslanbob che contornano questa valle. Proseguendo, la direttrice è ora nord est: attraverso un alto valico (3100 mt) e superando spettacolari costoni e vallate si arriva a Kazarman e da qui si continua nell’ambiente selvaggio del Tien Shan occidentale ritrovando i nomadi tra le yurte che contornano il lago di Son Kul, considerato da molti il punto più bello del Kirghizistan. Proseguendo ancora a nord est, via Kochkor si arriva al vasto lago di Issikul, per poi raggiunge Bishkek, capitale del Kirghizistan, in direzione nord ovest. Nota tecnica Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone, in particolare tra gli ismailiti, ma non solo. La parte più temuta da molti è la regione tagika; si tenga presente che il confine afgano è molto controllato ed in ogni caso lungo il fiume Panj, che delimita i due paesi, vivono “al di la del fiume” altri pamiri ismailiti che nulla hanno a che vedere con i temibili talebani che imperversano più a sud. Nel Wakhan le donne velate sono rare, ed in generale una piccola minoranza ovunque; può succedere di rimanere basiti perché è spesso possibile intrattenere delle conversazioni in inglese con loro! Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; lungo il Panj solo a Khorog c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza); a Yangm si alloggia in una bellissima casa pamira, presso famiglie locali nel villaggio di Burunkul, ad Arslanbob e a Kazarman (qui è molto ben tenuta, quasi di standard occidentale), in locanda tipica a Murgab, un alloggio per viaggiatori a Karakul e si alloggia per due notti nelle yurte a Son Kul e Issikul (qui vengono posti i materassi su dei tappeti, in effetti molto comodo). Stando in famiglia nel Wakhan e in Pamir si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è importante portare con sé un sacco a pelo. Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Hyundai Starex (porta fino a 6 persone); in Kirghizistan minivan Mitsubishi Delica se si fosse solo in 3 o un pulmino Mercedes Sprinter. La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 4 agosto, partenza per Dushambe   Il volo suggerito è quello della Aeroflot che parte da Milano Malpensa alle 14.50 con arrivo a Mosca alle 19.15; o da Roma Fiumicino alle 12.35 con arrivo alle 17.25. Da Mosca si prosegue per Almaty alle 21.15. 2°g.    5/8 Dushambe   Si atterra ad Almaty alle 4.40; si riparte da qui per Dushambe alle 11.10 con arrivo alle 12.00 dove è in attesa dei partecipanti la guida locale e ci si trasferisce presso l’hotel Atlas o simile. Nel pomeriggio si effettua una visita in città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la fortezza antica più importante del Tajikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un santo sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il museo archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) ed il museo nazionale (che ritrae la storia del Tajikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent). 3°g.    6/8 Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb   Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbekistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del "mondo moderno" e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? Giunti a Kalai Khumb si alloggia in una locanda locale, il "Karon Palace" o simile; la tappa è di circa 380 km. 4°g.    7/8 Kalai Khumb – Khorog (2100 mt)   Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan e seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branca dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico ed il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. Si alloggia in un semplice hotel, il Dehli Darbor, il Lal o lo Zafar; la tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio. 5°g.    8/8 Khorog – Yangm   Si continua in direzione sud arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano con vette glaciali spettacolari il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah ed il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte… aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6726 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni straniere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm, dove si alloggia in una tipica casa pamira. Qui è molto interessante e bello il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun. 6°g.    9/8 Yangm – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt)   Continuando verso est di incontra il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km). Da qui salendo a piedi sul versante del monte si possono raggiungere gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (30 min circa) e uno più in alto (poco più di un’ora), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle. Dopo pranzo si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels (6510 mt); si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi, ed attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo superato un bel lago si incrocia la “Highway M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al villaggio di Burunkul, a breve distanza dall’omonimo lago, dove si alloggia presso una famiglia locale. Da Langar sono circa 120 km, da 3 a 4 ore di viaggio. 7°g.    10/8 Burunkul – Yashikul – Shakthy - Murgab (3630 mt)   Ci si reca al vicino lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41” e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e prima di Murgab si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione, dove si alloggia presso una tipica locanda locale, il Pamir Hotel o simile. La tappa è di 140 km, da 3 a 4 ore di viaggio, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in… container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà è costituita da tagiki. 8°g.    11/8 Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) - Karakul (3823 mt)  Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab, ornata dai laghi di Shor e Rang e da dove nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani; si pranza in una casa del villaggio. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord valicando il passo di Ak Baital, con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo … La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). Si alloggia in una semplice locanda locale recentemente allestita per i turisti, dove è anche possibile stare in una yurta; la tappa è di circa 200 km. 9°g.    12/8 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Sary Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)   Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art vi è il punto di confine dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di frontiera, si prosegue con la nuova guida ed i mezzi kirghisi; il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan è alla base del passo. Si transita in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte e da grandi greggi al pascolo, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Giunti nell’ampia vallata verde di Sary Tash, dove si affaccia imponente a meridione la candida catena del Pamir su cui svetta il Picco Lenin, si incrocia la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang; si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove col tempo limpido si vede per l’ultima volta la vetta del Picco Lenin, e si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata ai bordi della grande vallata di Fergana dell’Uzbekistan. Si alloggia presso l’hotel Sunrise  o simile; la tappa è di 280 km. 10°g.    13/8 Osh    Si visita il “Trono di Salomone”, importante luogo di pellegrinaggio musulmano, ed il museo. Oltre ai siti storici, una parte molto accattivante è il bazar di Jayma, ubicato nelle medesima posizione dai tempi del Via della Seta, ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale; vi si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e vi si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 11°g.    14/8 Osh – Arslanbob (1700 mt)   Si lascia Osh contornando il confine uzbeco che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, che funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo; si vista il mausoleo e si ci si reca al magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si arriva per il pranzo presso una famiglia locale dove si alloggia anche per la notte. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata attraverso un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontrano anche due cascate. La tappa è di circa 240 km. 12°g.    15/8 Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)   Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi. Quindi si parte tornando a Jalal Adab per il pranzo. Si procede quindi in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman, dove si alloggia in una comoda casa privata. La tappa è di circa 250 km. 13°g.    16/8 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt)   Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Per esplorare i dintorni è possibile noleggiare un cavallo. Si percorrono circa 240 km. 14°g.    17/8 Son Kul – Issikul   Mattinata libera. Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km) dove si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. Si prosegue arrivando in breve al lembo occidentale del vasto lago Issykul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, e i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Si alloggia a Beltan (160 km da Kochkor) in un campo di yurte posto sulle rive del lago. 15°g.    18/8 Issikul – Bishkek   Si lascia il vasto lago di Issikul in direzione nord ovest per Bishkek, la capitale del Kirghizistan che dista circa 300 km. Sul percorso si visita il minareto di Burana, dell’XI secolo. Giunti in città ci si sistema presso l’hotel Asia Mountains o simile e si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte. 16°g.    Domenica 19 agosto, volo di rientro   Il volo della Aeroflot parte alle 6.20 con arrivo a Mosca alle 7.50; si riparte per Milano Malpensa alle 11.05 con arrivo alle 13.40 o per Roma Fiumicino alle 8.50 con arrivo alle 11.35. Per gli orari di altre connessioni contattare Amitaba.
TAGIKISTAN e KIRGHIZISTAN 2017: Wakhan, Pamir e Tien Shan, nel cuore dell’Asia Centrale
Estensioni: Parchi Kirghisi e Uzbekistan: la Via della Seta
Periodo: 4 ago - 19 ago
Dopo la visita di Dushambe e di Hissar si lascia la capitale del Tagikistan in direzione sud est entrando nelle montagne del Pamir ed arrivando al ruggente fiume Panj, che demarca il confine con l’Afganistan. Se ne risalgono le acque, si sosta a Kalai-Khunb e, procedendo in direzione sud, si arriva a Khorog, centro principale del Pamir. Continuando lungo il fiume si transita da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, si arriva nel punto più meridionale del tour dove l’ampia vallata è contornata da impressionanti monti che superano i 7000 metri; oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. In queste regioni si incontrano le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan. Si procede ora in direzione nord est seguendo il versante tagiko del Wakhan e sostando nell’interessante villaggio di Yangm. Oltre Langar si valica il passo di Khargush e si accede così all’altopiano pamiro a Burunkul ed al lago di Yashikul, un mondo questo scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Dopo una deviazione nella remota valle di Shakhty si giunge al paese di Murgab e si punta verso nord per andare a Rankul e, attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari dell’itinerario, habitat naturale dei cammelli bactriani ma ornate da laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente, si supera il passo di Ak Baital (4655 mt), punto più alto dell’intero percorso, arrivando allo spettacolare lago Karakul dove i monti glaciali della catena del Picco Lenin si specchiano sulle acque turchesi del vasto lago. Oltre Karakul si valica ancora in direzione nord il passo Kyzyl-Art al confine col Kirghizistan, dove si fa il cambio di mezzi e guide locali, incontrando le prime regioni nomadiche kirghise dove le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi dei kirghisi; da qui, attraverso il passo di Taldyk (3615 mt), si scende a Osh (950 mt) ai bordi della fertile valle di Fergana. Questa nuova regione è il polmone agricolo del centr’Asia, e fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh, i bazar fuori dal tempo, come Uzgen, e le sorprendenti foreste secolari di noce e le cascate di Arslanbob che contornano questa valle. Proseguendo, la direttrice è ora nord est: attraverso un alto valico (3100 mt) e superando spettacolari costoni e vallate si arriva a Kazarman e da qui si continua nell’ambiente selvaggio del Tien Shan occidentale ritrovando i nomadi tra le yurte che contornano il lago di Son Kul, considerato da molti il punto più bello del Kirghizistan. Proseguendo ancora a nord est, via Kochkor si arriva al vasto lago di Issikul, per poi raggiunge Bishkek, capitale del Kirghizistan, in direzione nord ovest. Giunti a Bishkek vi è la possibilità di fermarsi altri due giorni con l’estensione ai Parchi Kirghisi per esplorare le spettacolari vallate del Tien Shan a sud ella capitale. E chi vuole dopo la visita dei Parchi Kirghisi può completare ulteriormente l’esplorazione dell’Asia Centrale proseguendo con l’estensione in Uzbekistan. Nota tecnica Se ci si chiede se in questa regione ci siano dei pericoli e la risposta è semplice: no. Si resterà positivamente colpiti dall’amichevolezza e ottima disponibilità delle persone, in particolare tra gli ismailiti, ma non solo. La parte più temuta da molti è la regione tagika; si tenga presente che il confine afgano è molto controllato ed in ogni caso lungo il fiume Panj, che delimita i due paesi, vivono ‘al di la del fiume’ altri pamiri ismailiti che nulla hanno a che vedere con i temibili talebani che imperversano più a sud. Nel Wakhan le donne velate sono rare, ed in generale una piccola minoranza ovunque; può succedere di rimanere basiti perché è spesso possibile intrattenere delle conversazioni in inglese con loro! Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma poco adatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; lungo il Panj solo a Khorog c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza); a Yangm si alloggia in una bellissima casa pamira, presso famiglie locali nel villaggio di Burunkul, ad Arslanbob e a Kazarman (qui è molto ben tenuta, quasi di standard occidentale), in locanda tipica a Murgab, un alloggio per viaggiatori a Karakul e si alloggia per due notti nelle yurte a Son Kul e Issikul (qui vengono posti i materassi su dei tappeti, in effetti molto comodo). Stando in famiglia nel Wakhan e in Pamir si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è importante portare con sé un sacco a pelo. Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Hyundai Starex (porta fino a 6 persone); in Kirghizistan minivan Mitsubishi Delica o Toyota Hiace e se si è in 6 o più un pulmino Mercedes Sprinter. La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 4 agosto, partenza per Dushambe   Il volo suggerito è quello della Turkish Airlines che parte da Milano Malpensa alle 14.45 con arrivo a Istanbul alle 18.40; o da Roma Fiumicino alle 15.25 con arrivo alle 19.05. Sono possibili collegamenti anche da altre città italiane – per gli orari di questi contattare Amitaba. Si riparte da Istanbul alle 20.45. 2°g.    5/8 Dushambe   L’arrivo a Dushambe è previsto alle 3.35 del mattino. E’ in attesa dei partecipanti la guida locale; si sbrigano le formalità per il rilascio del visto e dei permessi e ci si trasferisce presso l’hotel Lotus (hotel-lotustj.com/abouthotel.html) o simile per riposare. Nel pomeriggio si effettua una visita in città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la fortezza antica più importante del Tagikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un salto sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il museo archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) ed il museo nazionale (che ritrae la storia del Tagikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent). 3°g.    6/8 Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb   Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbekistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del ‘mondo moderno’ e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? Giunti a Kalai Khumb si alloggia in una locanda locale, il ‘Karon Palace’ o simile; la tappa è di circa 380 km. 4°g.    7/8 Kalai Khumb – Khorog (2100 mt)   Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan e seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branchia dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico ed il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. Si alloggia in un semplice hotel, il Dehli Darbor o simile; la tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio. 5°g.    8/8 Khorog – Yangm   Si continua in direzione sud arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano con vette glaciali spettacolari il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah ed il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6726 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni estere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm, dove si alloggia in una tipica casa pamira. Qui è molto interessante e bello il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun. 6°g.    9/8 Yangm – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt)   Continuando verso est di incontra il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km). Da qui salendo a piedi sul versante del monte si possono raggiungere gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (30 min circa) e uno più in alto (poco più di un’ora), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle. Dopo pranzo si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels (6510 mt); si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi, ed attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo superato un bel lago si incrocia la “M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al villaggio di Burunkul, a breve distanza dall’omonimo lago, dove si alloggia presso una famiglia locale. Da Langar sono circa 120 km, 3 / 4 ore. 7°g.    10/8 Burunkul – Yashikul – Shakthy - Murgab (3630 mt)   Ci si reca al vicino lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41” e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e prima di Murgab si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione, dove si alloggia presso una tipica locanda locale, il Pamir Hotel o simile. La tappa è di 140 km, 3 / 4 ore, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in … container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà è costituita da tagiki. 8°g.    11/8 Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) - Karakul (3823 mt)  Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab, ornata dai laghi di Shor e Rang e da dove nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani; si pranza in una casa del villaggio. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord valicando il passo di Ak Baital, con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo … La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). Si alloggia in una semplice locanda locale recentemente allestita per i turisti, dove è anche possibile stare in una yurta; la tappa è di circa 200 km. 9°g.    12/8 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Sary Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)   Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art vi è il punto di confine dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di uscita, si prosegue con la nuova guida ed i mezzi kirghisi; il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan è alla base del passo. Si transita in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Giunti nell’ampia vallata verde di Sary Tash, dove si affaccia imponente a meridione la candida catena del Pamir su cui svetta il Picco Lenin, si incrocia la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang; si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove col tempo limpido si vede per l’ultima volta la vetta del Picco Lenin, e si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata ai bordi della grande vallata di Fergana dell’Uzbekistan. Si alloggia presso l’hotel Sunrise  o simile; la tappa è di 280 km. 10°g.    13/8 Osh    Si visita il ‘Trono di Salomone’, importante luogo di pellegrinaggio musulmano, ed il museo. Oltre ai siti storici, una parte molto accattivante è il bazar di Jayma, ubicato nelle medesima posizione dai tempi del Via della Seta, ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale; vi si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e vi si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 11°g.    14/8 Osh – Arslanbob (1700 mt)   Si lascia Osh contornando il confine uzbeco che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, che funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo; si vista il mausoleo e si ci si reca al magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si arriva per il pranzo presso una famiglia locale dove si alloggia anche per la notte. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata attraverso un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontrano anche due cascate. La tappa è di circa 240 km. 12°g.    15/8 Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt)   Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi. Quindi si parte tornando a Jalal Adab per il pranzo. Si procede quindi in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman, dove si alloggia in una comoda casa privata. La tappa è di circa 250 km. 13°g.    16/8 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt)   Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Per esplorare i dintorni è possibile noleggiare un cavallo. Si percorrono circa 240 km. 14°g.    17/8 Son Kul – Issikul   Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km) dove si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. Si prosegue arrivando in breve al lembo occidentale del vasto lago Issykul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, e i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Si alloggia a Beltan (160 km da Kochkor) in un campo di yurte posto sulle rive del lago. 15°g.    18/8 Issikul – Bishkek   Si lascia il vasto lago di Issikul in direzione nord ovest per Bishkek, la capitale del Kirghizistan che dista circa 300 km. Sul percorso si visita il minareto di Burana, dell’XI secolo. Giunti in città ci si sistema presso l’hotel Asia Mountains o simile e si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte. Per chi rientra 16°g.    Sabato 19 agosto, volo di rientro   Il volo della Turkish Airlines parte alle 6.50 con arrivo ad Istanbul alle 9.40; si riparte per Milano Malpensa alle 16.55 con arrivo alle 18.55 o per Roma Fiumicino alle 12.45 con arrivo alle 14.25. Per gli orari di altre connessioni contattare Amitaba. Estensione ai Parchi khirghisi 16°g.    19/8 Bishkek, Belogorka   Con circa un’ora e mezza di guida si arriva nella valle di Sokuluk, a sud ovest della capitale. Con una tranquilla passeggiata di circa un’ora ci si addentra nella bellissima valle arrivando alla cascata di Belogorka, la più alta di questa regione con un salto di circa 60 metri che nebulizza l’acqua. Dopo l’esplorazione si rientra a Bishkek. Per chi rientra 17°g.    20/8 Bishkek, Ala-Archa   Ci si reca con circa 40 km di guida al Parco Nazionale di Ala-Archa a sud della capitale, una propaggine della catena del Tien Shan. Si esplora con una passeggiata la gola del fiume Ala Archa, una valle spettacolare contornata dal parco che si estende per 200 chilometri quadrati, dove si incontra un ambiente simile a quello alpino tra monti ammantati dalle nevi perenni; la salita richiede da 2 a 3 ore di cammino. Tornati a valle si rientra a Bishkek e ci si accomoda in hotel. 18°g.    Lunedì 21 agosto, volo di rientro   Il volo della Turkish Airlines parte alle 10.25 con arrivo ad Istanbul alle 13.20; si riparte per Milano Malpensa alle 16.55 con arrivo alle 18.55 o per Roma Fiumicino alle 17.10 con arrivo alle 18.45. Per gli orari di altre connessioni contattare Amitaba. Per chi si reca in Uzbekistan, la Via della Seta 17°g.    20/8 Bishkek, Ala-Archa e volo per Tashkent   Completata l’escursione al Parco Nazionale di Ala-Archa ci si reca in aeroporto dove il volo per Tashkent parte alle 19.20 con arrivo alla medesima ora, per via del fuso orario. Si viene accolti dal corrispondente locale e ci si trasferisce presso l’hotel Shodlik o il Le Grande Plaza o l’hotel Uzbekistan dove si incontrano i partecipanti giunti dall’Italia per seguire il programma in Uzbekistan e la guida. 19°g.    21/8 Tashkent – Urgench – Khiva   Si lascia presto l’hotel portando con sé la colazione al sacco in aeroporto, dove ci si imbarca sul volo per Urgench (7.35 – 9.15, orari da confermare). Da Urgench si raggiunge con mezzi privati Khiva, che dista circa 30 km. Si dedica la giornata alla visita della città; la parte antica, designata dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità’, è circondata da mura perimetrali e contiene i principali monumenti storici, una città-museo. La si percorre tutta a piedi accompagnati dalla guida; il pomeriggio è libero, per poter esplorare il sito a proprio piacimento. Si alloggia presso l’hotel Malika Kheivak o Orient Star o Malika Khiva o Old Khiva. 20°g.    22/8 Khiva – Urgench - Bukhara   Si parte in volo dall’aeroporto di Urgench alle 10.10, arrivando a Bukhara alle 11.10 (orari da confermare); si alloggia presso l’hotel Amelia o Minzifa o K. Komil o Amulet o Siyavush o Sasha & Son. Nel pomeriggio ci visitano i siti limitrofi alla città, il palazzo estivo dell’emiro e il mausoleo del grande santo sufi Bakhoutdin Naqshbandi. In serata si assiste allo spettacolo folcloristico tenuto presso la madrassa di Nodir Devan Begi. 21°g.    23/8 Bukhara   Il centro della città storica è un gioiello; lo si esplora a piedi con la guida. Il punto d’inizio è la piazza di Lyabi Hauz e alcuni dei punti salienti sono la moschea Maghoki-Attar, che è la più antica dell’Asia ed il punto più sacro della città, i bazar coperti, il minareto di Kalon, le moschee di Kalon e Bolo-Khauz, le madrasse Chor Minar, Mir-i-Arab, Ulugbek e Abdul Aziz Khan, il palazzo di Ark e i mausolei di Ismail Samani e Chashma Ayub. 22°g.    24/8 Bukhara – Samarcanda   Mattina libera per acquisti e visite. Dopo pranzo si parte per Samarcanda, che dista 270 km, un viaggio ci circa 4 ore; sul percorso si sosta per una visita del caravanserraglio di Rabat Malik. Si alloggia all’hotel Malika Classic o Bibi-Khanym o Billuri Sitora o Caravan Serail o City. 23°g.    25/8 Samarcanda   Visita delle meraviglie di Samarcanda: il Registan, la moschea di Bibi Khanym, il bazar di Siyob, l’osservatorio di Ulugbek, la necropoli di Shah-i-Zinda e il mausoleo di Tamerlano, il Gur Emir. 24°g.    26/8 Samarcanda – Tashkent   Si visitano la tomba di San Daniele ed il museo dell’area archeologica di Afrosiab, che in antichità era la parte centrale della città. Ultima tappa, si raggiunge il villaggio di Koni Ghil, dove viene prodotta artigianalmente la tipica carta di Samarcanda. Il treno veloce per Tashkent, che dista circa 300 km, parte alle 17.00 con arrivo alle 19.10. A destinazione si alloggia presso l’hotel Shodlik o il Le Grande Plaza o l’hotel Uzbekistan. 25°g.    Domenica 27 agosto, volo di rientro   Ci si reca in aeroporto dove il volo della Turkish Airlines parte alle 2.45 con arrivo ad Istanbul alle 6.00; la partenza per Milano Malpensa è alle 11.55 con arrivo alle 13.45, per Roma Fiumicino alle 12.45 con arrivo alle 14.25. Il collegamento della Aeroflot vola invece alle 4,45 con arrivo a Mosca alle 7.05, da qui si parte per Milano Malpensa alle 8.35 con arrivo alle 11.10 o per Roma Fiumicino alle 8.50 con arrivo alle 11.35. Per gli orari di altre connessioni contattare Amitaba.
TAGIKISTAN e KIRGHIZISTAN 2016: Pamir e Tien Shan, cuore dell’Asia Centrale
Dal Wakhan ismailita ai colossi glaciali del Pamir e a Son Kul, regno dei nomadi kirghisi
Periodo: 7 ago - 22 ago
Il viaggio Tagikistan e Kirghikistan: Pamir e Tien Shan, cuore dell’Asia Cenrale (per maggiori dettagli vedi il “Programma del Viaggio”), inizia con la visita di Dushambe e di Hissar, per poi lasciare la capitale del Tagikistan in direzione sud est ed arrivare al fiume Panj entrando nelle montagne del Pamir. Da lì, seguendo il corso di questo fiume, si sosta a Kalai-Khunb e, procedendo in direzione sud, si arriva a Khorog, centro principale del Pamir. Continuando lungo il fiume si transita da Ishkashim dove, all’imbocco del corridoio del Wakhan, si arriva nel punto più meridionale del tour.   Villaggio di Burunkul Yangm, Hindo Kush a sud Passo di Chyrchyk   Si procede ora in direzione nord est seguendo il versante tagiko del Wakhan e sostando nell’interessante villaggio di Yangm. Oltre Langar si valica il passo di Khargush e si arriva così sull’altopiano pamiro a Burunkul e al lago di Yashikul. Dopo una deviazione nella remota valle di Shakhty si giunge al paese di Murgab, dal quale si punta verso nord per andare a Rankul e, superato il passo di Ak Baital (4655 mt), punto più alto dell’intero percorso, al lago Karakul, attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari dell’itinerario.   Fiume Panj Karakul Verso Kazarman   Oltre Karakul si valica ancora in direzione nord il passo Kyzyl-Art al confine col Kirghizistan, dove si fa il cambio di mezzi e guide locali, incontrando le prime regioni nomadiche kirghise dove si raggiungono le pendici settentrionali del Picco Lenin e si sosta per una notte al Campo Base. Si continua tornado a Sary Tash da dove, attraverso il passo di Taldyk (3615 mt), si scende a Osh (950 mt) ai bordi delle pianure di Fergana. Si segue il bordo orientale della regione di Fergana e, transitando da Uzben e Jalalabad, si arriva sui monti di Arslanbob. Si rientra quindi a Jalalabad e da qui la direttrice è ora nord est: attraverso un alto valico (3100 mt), spettacolari costoni e vallate si arriva a Kazarman e da qui si prosegue nell’ambiente selvaggio del Tien Shan occidentale e si sale alle aree nomadiche del lago di Son Kul, dove si alloggia in yurta. Sempre a nord est, via Kochkor si arriva al vasto lago di Issikul, dove si sosta nuovamente in un campo di yurte, per poi raggiunge Bishkek, capitale del Kirghizistan, in direzione nord ovest.   Wakhan, ragazze a Kakh-Kaha Rankul, donne Yangm, da A. M. Mamadov   Nota tecnica Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma tutto inadatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; lungo il Panj solo a Khorog c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza); a Yangm si alloggia in una bellissima casa pamira, presso famiglie locali nel villaggio di Burunkul, ad Arslanbob e a Kazarman (qui è molto ben tenuta, quasi di standard occidentale), in locanda tipica a Murgab, un alloggio per viaggiatori a Karakul. Al Campo Base del Lenin si utilizzano tende fisse (dotate di letti), e si alloggia per due notti nelle yurte (qui vengono posti i materassi su dei tappeti, in effetti molto comodo) a Son Kul e Issikul. Stando in famiglia nel Wakhan e in Pamir si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è importante portare con sé almeno un sacco a pelo. Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Toyota Raf 4 o Hyundai Starex (porta fino a 6 persone); in Kirghizistan minivan 4 x 4 tipo Toyota Delica o simili. La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che può sempre piovere e, alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.   Monti verso Osh Wakhan, ragazze pamiri Langar, graffiti   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 7 agosto, partenza per Dushambe Il volo suggerito per questo viaggio è quello della Turkish Airlines che parte da Milano Malpensa alle 14.45 con arrivo a Istanbul alle 18.40; sono possibili collegamenti anche da altre città italiane – per gli orari i queste contattare Amitaba. Si riparte da Istanbul alle 20.45. 2°g. 8/8 Dushambe L’arrivo a Dushambe è previsto alle 3.45 del mattino. È in attesa dei partecipanti la guida locale; si sbrigano le formalità per il rilascio del visto e dei permessi e ci si trasferisce in hotel per riposare. Nel pomeriggio si effettua una visita in città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la più importante antica fortezza del Tajikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un santo sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il museo archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) e il museo nazionale (che ritrae la storia del Tajikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent). 3°g. 9/8 Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbechistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del ‘mondo moderno’ e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? Giunti a Kalai Khumb si alloggia in una locanda locale; la tappa è di circa 380 km. 4°g. 10/8 Kalai Khumb – Khorog (2100 mt) Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branca dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico e il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. Si alloggia in un semplice hotel; la tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio. 5°g. 11/8 Khorog – Yangm Si continua in direzione sud arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano con monti glaciali spettacolari il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah e il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6750 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni estere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm, dove si alloggia in una tipica casa pamira. Qui è molto interessante e bello il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun. 6°g. 12/8 Yangm – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt) Continuando verso est di incontra il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km). Da qui salendo a piedi sul versante del monte si possono raggiungere a piedi gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (30 minuti circa) e uno più in alto (poco più di un’ora), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle. Dopo pranzo si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels; si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi e attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo superato un bel lago si incrocia la “Highway M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al villaggio di Burunkul, a breve distanza dall’omonimo lago, dove si alloggia presso una famiglia locale. Da Langar sono circa 120 km, 3 / 4 ore. 7°g. 13/8 Burunkul – Yashikul – Shakthy - Murgab (3630 mt) Ci si reca al vicino lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41”, e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e prima di Murgab si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione, dove si alloggia presso una tipica locanda locale. La tappa è di 140 km, 3 / 4 ore, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in… container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà sono tagiki. 8°g. 14/8 Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) - Karakul (3823 mt) Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab, ornata dai laghi di Shor e Rang e da dove nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani; si pranza in una casa del villaggio. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord al passo di Ak Baital con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo … La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). Si alloggia in una semplice locanda locale recentemente allestita per i turisti, dove è anche possibile stare in una yurta; la tappa è di circa 200 km. 9°g. 15/8 Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Achik Tash (3600 mt) [Campo Base del Picco Lenin] Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art vi è il punto di confine dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di uscita, si prosegue con la nuova guida e i mezzi kirghisi; il controllo dei passaporti per l’ingresso in Kirghizistan è alla base del passo. Si entra in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Si segue per un tratto la grande vallata verso ovest e si sale quindi a sud fino a Achik Tash, il campo base del Picco Lenin posto a circa 3600 mt, nello scenario grandioso dei monti glaciali. Si dorme nelle tende del campo fisso che è stato allestito qui; la tappa è di circa 150 km. 10°g. 16/8 Achik Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt) Tornati a valle si segue verso est la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang e giunti a Sary-Tash si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata a breve distanza dalla grande vallata di Fergana dell’Uzbechistan, dove si alloggia presso l'hotel Sunrise; la tappa è di 290 km. Si esplora il bazar di Jayma, tra i più interessanti dell’Asia Centrale, dove si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 11°g. 17/8 Osh – Arslanbob (1700 mt) Si lascia Osh contornando il confine uzbeco che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, dove ci si ferma per una visita del magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si arriva per il pranzo presso una famiglia locale dove si alloggia anche per la notte. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata attraverso un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontrano anche due cascate. La tappa è di circa 240 km. 12°g. 18/8 Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt) Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi. Quindi si parte tornando a Jalal Adab per il pranzo. Si procede poi in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman, dove si alloggia in una comoda casa privata. La tappa è di circa 250 km. 13°g. 19/8 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt) Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Per esplorare i dintorni è possibile noleggiare un cavallo. Si percorrono circa 240 km. 14°g. 20/8 Son Kul – Issikul Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km) dove si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. Si prosegue arrivando in breve al lembo occidentale del vasto lago Issykul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, e i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Si alloggia a Beltan (160 km da Kochkor) in un campo di yurte posto sulle rive del lago. 15°g. 21/8 Issikul – Bishkek Si lascia il vasto lago di Issikul in direzione nord ovest per Bishkek, la capitale del Kirghizistan che dista circa 300 km. Sul percorso si visita il minareto di Burana, dell’XI secolo. Giunti in città ci si sistema in hotel e si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte. 16°g. Lunedì 22 agosto, volo di rientro Il volo della Turkish Airlines parte alle 6.40 con arrivo ad Istanbul alle 9.30; si riparte per Milano Malpensa alle 12.05 con arrivo alle 14.00. Per gli orari delle connessioni su Roma contattare Amitaba
TAGIKISTAN 2015: Grande traversata del Pamir
Estensione iniziale, monti Fan: Iskanderkul e i 7 laghi di Panjakent
Periodo: 28 giu - 12 lug
Da Osh, ai confini meridionali del Kirghizistan, si può proseguire il viaggio con il programma Kirghizistan e Kazakistan.  Nota tecnica Il Pamir non è un’area turistica. Tra Ishkashim e Osh si alloggia presso le famiglie locali, potendo sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti; si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; si consiglia in ogni caso di portare con sé almeno un sacco lenzuolo e/o un sacco a pelo. Per i trasporti in Tagikistan si utilizzano veicoli tipo Toyota Raf 4 (porta 2 persone) o Hyundai Starex (porta fino a 6 persone); per il tratto in Kirghizistan minivan 4 x 4 tipo Toyota Delica o simili. La stagione prescelta il viaggio è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che può sempre piovere e, alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.   Programma del viaggio Estensione iniziale 1°g.  Domenica 28 giugno, partenza per Dushambe   2°g.  29/6 Dushambe – Sarytag (Iskanderkul)   L’arrivo a Dushambe è previsto alle 3.45 del mattino. È in attesa dei partecipanti la guida locale; si sbrigano le formalità per il rilascio del visto e dei permessi. Si parte dall’aeroporto verso nord per il lago di Iskanderkul, tra i monti Fan, che dista circa 140 km, un viaggio di 3 o 4 ore. Ci si accomoda in una locanda nel villaggio di Sarytag, posto sul lago a 2195 mt; nel pomeriggio con una tranquilla passeggiata si raggiunge lo ‘Snake lake’, nei pressi del lago principale. 3°g.  30/6 Sarytag – Penjikent – Marguzor (Sette laghi)   Si procede per Penjikent dove si visitano gli scavi di Sarazm, “World heritage” dell’Unesco, conosciuti da molti come la “Pompei dell’Asia Centrale”. Ci si addentra quindi nei monti a sud della cittadina risalendo la valle dei 7 laghi, la più pittoresca della catena dei monti Fan. I laghi, incastonati tra i monti, hanno tutti diversi colori. Si alloggia in una locanda del villaggio di Marguzor, ai bordi del 6° lago, situato a 2400 mt di quota. La tappa è di circa 260 km, e richiede circa 6 ore. 4°g.  1/7 Marguzor – Hissar – Dushambe   Si rientra a Dushambe; nei pressi della città con una deviazione di circa 15 km si visita la fortezza di Hissar. Nella capitale si alloggia presso l’hotel Lotus; la tappa è di 310 km, tra 7 e 8 ore di guida. Programma breve 1°g.  Mercoledì 1 luglio, partenza per Dushambe   2°g.  2/7 Arrivo a Dushambe e partenza per Kalai-Khumb   L’arrivo a Dushambe è previsto alle 3.45 del mattino. È in attesa dei partecipanti la guida locale; si sbrigano le formalità per il rilascio del visto e dei permessi e si raggiungono presso l’hotel Lotus i partecipanti che hanno seguito l’estensione iniziale. Si parte da qui per Kalai Khumb. Programma principale 5°g.  (2°g.) 2/7 Dushambe – Kalai Khumb   Si parte in direzione est seguendo la “Highway M41”, la mitica strada che porta fino al cuore del Pamir. Si transita da Tawildara e si valica il passo di Sagirdasht (o Khaburabad) di 3252 mt arrivando a Kalai–Khumb, posta sulle rive del fiume Panj. Si alloggia in una locanda; la tappa è di 350 km, 7 / 8 ore. 6°g.  (3°g.) 3/7 Kalai Khumb – Khorog (2100 mt)   Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan seguendo a tratti il fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya. Si arriva a Khorog, che è il centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti lungo il precipitoso fiume Gunt; si visitano il giardino botanico e il museo. Si alloggia in hotel; la tappa è di 260 km, 6 / 7 ore. 7°g.  (4°g.) 4/7 Khorog – Ishkashim (2350 mt)   Si lascia la “Highway M41” procedendo in direzione sud per raggiungere i remoti territori più meridionali del Tagikistan. Dopo circa 50 km si trovano le fonti termali di Garm Chashma, dove è possibile fare il bagno, e le miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, situata all’imbocco del corridoio del Wakhan, tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica; si alloggia in una locanda. Qui oggi è il giorno del mercato settimanale, che attira i piccoli commercianti della regione e dall’Afganistan; è quindi molto interessante da osservare, non tanto per le merci trattate, ma per l’ambiente umano unico. La tappa è di 110 km, da 2 a 3 ore. 8°g.  (5°g.) 5/7 Ishkashim – Langar (2450 mt)   Si prosegue il viaggio in direzione est, seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan; a sud in territorio afgano si erge la colossale barriera dei monti dell’Hindo Kush. Lungo il percorso a Namadgut si visita la vecchia fortezza; più avanti, ormai in vista della vetta del Karl Marx (6750 mt), con una panoramica deviazione sui monti si raggiungono le rovine della fortezza di Yamchun e le fonti termali di Bibi Fatima Zahra, dove si può fare un bagno. Arrivati al villaggio di Yamg si visita la casa – museo di un santo sufi, quindi lo Stupa buddista di Vrang. A Langar si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di 150 km, 4 / 5 ore. 9°g.  (6°g.) 6/7 Langar – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt)   Nel corso della mattina si possono raggiungere a piedi gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio. Dopo pranzo si lascia la valle in direzione nord attraverso il passo di Khargush, entrando in zone ora molto più aride e desolate, un territorio abitato dai nomadi kirghisi. Si arriva al lago di Burunkul, dove si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di 120 km, 3 / 4 ore. 10°g.  (7°g.) 7/7 Burunkul, escursione a Yashikul   Si effettua un’escursione a piedi al lago Yashikul, che dista circa 4 km; posto a 3700 mt di quota, uno specchio di acqua purissima pieno di pesci lungo 19 km e largo 4, con una profondità massima di 50 mt, è una rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. 11°g.  (8°g.) 8/7 Burunkul – Murgab (3630 mt)   Oltre Burunkul ci si ricongiunge con la “Highway M41”, e procedendo in direzione nord est si arriva a Murgab, dove si alloggia presso una famiglia che aderisce a un progetto locale di ecoturismo; la tappa è di 140 km, 3 / 4 ore. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, la popolazione della regione è kirghisa ma nel paese una metà sono tagiki; a nord est nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. 12°g.  (9°g.) 9/7 Murgab, escursione a Rankul (3784 mt)   Si effettua un’escursione alla spettacolare valle di Rankul, ornata dai laghi di Shor e Rang, da dove si godono stupendi panorami sul Muztagh Ata; qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani. Si percorrono in tutto circa 120 km, 4 ore di guida. 13°g.  (10°g.) 10/7 Murgab – Ak Baital pass (4655 mt) – Lago Karakul – Sary-Tash (Kirghizistan)   Si procede verso nord arrivando al passo di Ak Baital che porta nel grande bacino del lago Karakul; la strada procede a ridosso del confine cinese. Il vasto lago è contornato da stupende montagne glaciali; troneggia il picco Lenin (7135 mt) a nord ovest.  Si supera a nord un primo passo e si giunge al punto di confine al passo di Kizil Art, dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di frontiera, si prosegue con la nuova guida e i mezzi kirghisi per Sary-Tash, il villaggio principale della grande vallata erbosa delimitata a sud dalle alte vette del Pamir e che porta in direzione est verso Kashgar in Cina. Il cambiamento di ambiente è notevole, si è lasciato l’ambiente arido e vuoto dell’altopiano del Pamir e si vedono molte yurte e vasti greggi. Si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di circa 240 km in tutto, 6 / 7 ore. 14°g.  (11°g.) 11/7 Sary-Tash (3150 mt) – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt)   Si valica verso nord est un’ultima catena di monti attraverso il passo di Taldyk, da dove si scende in direzione nord transitando dalla cittadina di Gulcho e oltre un ultimo valico vero nord ovest (il Chyrchyk) si scende alla città di Osh, situata a breve distanza della grande vallata di Fergana dell’Uzbechistan. Si alloggia presso l’hotel Sunrise; la tappa è di 190 km, circa 4 ore. Si visitano il ‘Trono di Salomone’, importante luogo di pellegrinaggio musulmano e il museo; si esplora il bazar di Jayma, ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale, dove si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. Per chi rientra 15°g.  (12°g.) Domenica 12 luglio, volo da Osh   Per chi prosegue fino al Kazakistan 15°g.  (12°g.) 12/7 Osh – Jalal Abad – Kazarman   I nuovi partecipanti arrivano ad Osh alle 3.55 del mattino e raggiungono le persone provenienti dal Pamir presso l’hotel. Per i dettagli della tappa di oggi ed a seguire si consulti il programma Kirghizistan e Kazakistan.